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Riassunto esame Linguistica Italiana, prof. Vignuzzi, libro consigliato Linguistica e Storia della Lingua Italiana Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Linguistica Italiana, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Linguistica e Storia della Lingua Italiana, Vignuzzi. Gli argomenti sono: la nascita della lingua italiana, le variazioni linguistiche (diamesia, diastratia, diafasia, diatopia), differenze... Vedi di più

Esame di Linguistica italiana docente Prof. U. Vignuzzi

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ESTRATTO DOCUMENTO

2) Unificazione,norma ed espansione dell’italiano :dal 300 al 700.

3) Da lingua letteraria a lingua d’uso nazionale: dall’800 all’età contemporanea.

FORMAZIONE DELL’ITALIANO: l’italiano si è formato sulle basi di un latino volgare, il fiorentino,che ha acquisito grande prestigio grazie alle opere

letterarie delle 3 corone; nel 500 è stato codificato grammaticalmente come LINGUA LETTERARIA COMUNE.

TRATTI COMUNI DI ITALIANO/FIORENTINO DEL ‘300:

-anafonesi (famiglia, spugna, altrove era famelia, spogna);

-la dittongazione di è e ò aperte come pede, bono..;

-il passaggio di E protonica a I (segnore-signore);

-coniugazione del morfema –iamo (cantiamo contro cantamo);

-tratti recenti riduzione a ò di ou.

-l’aspirantizzazione..

-la pronuncia.

POETICA : evoluzione fine ‘300, modello raffinato di Petrarca fino all’800.

PROSA : si sviluppa lentamente a livello letterario.

STABILITA’ DELL’ ITALIANO : per secoli l’italiano è stata una lingua scritta mentre il parlato era per lo più in dialetto. Solo dopo l’Unificazione si è

avviato il processo che ha portato l’italiano anche parlato. La lingua si è mantenuta stabile non ha avuto particolari modiche.

CAP.1MUTAMENTI DEL LATINO PARLATO DALL’ETA’ IMPERIALE.

-cadono le consonanti finali (amaT= ama);

-si indebolisce il sistema dei costrutti (de vino=vino);

-ILLE assume funzioni di articolo;

-le parole iniziano a seguire l’ordine basico SVO;

-cambia il vocalismo in latino erano 10 ( I I E E A O O U U ) , poi 7 vocali toniche (a è é i ò o u) ,il triangolo vocalico

e infine le 5 vocali atone, cioè senza accento. tutto questo perché il latino volgare ha subito un evoluzione cioè le quantità

lunghe venivano pronunciate più chiuse mentre quelle più brevi tendevano ad aprirsi. Infatti Sicilia, Calabria e Salentino

hanno un vocalismo diverso da quello storico (vocalismo italo-romanzo 7 vocali, quello bizantino 5).

DIGLOSSIA LATINO-VOLGARE : compresenza del latino e del volgare,solo che il volgare è la lingua bassa usata dagli

incolti mentre il latino lingua alta usata dai ceti alti.

SCRIPTAE VOLGARI: sono espressioni di tradizioni culturali differenti, anche se elaborate in centri diversi manifestano

tendenze comuni.

I PIU’ ANTICHI TESTI IN VOLGARE: il I° documento fu una spesa navale che proviene da Pisa(VII sec.); un libro dei conti di

un banchiere fiorentino (XIII); quello accertato fu l’iscrizione della catacomba di Domitilla (IX) e successivamente l’iscrizione di

San Clemente (fine XI).

PLACITO DI CAPUA: ha particolare valore in quanto attesta l’uso consapevole del volgare in un documento ufficiale che è un

verbale in latino su pergamena, trascritto dal notaio Atenolfo.

VERBALIZAZIONE SCRITTA DEL LATINO VOLGARE: il passaggio allo scritto comportò la perdita di tratti dell’oralità

spontanea; si avverte fortemente la formularità del latino notarile e della sua tradizione grafica: primi accenni della

dislocazione a sinistra, forme meridionali.. .

CARTA PISANA: I° testo toscano di ambito marinesco-commerciale.

CAP. 2 IL VOLGARE NEI TESTI PRATICI, LETTERARI E IN PROSA.

AFFERMAZIONE DEL VOLGARE SCRITTO: vi furono dei fattori che portarono all’affermazione del volgare scritto in diverse

aree geografiche come ad es: l’esistenza di ceti medi alfabetizzati, di una borghesia comunale e mercantile, di confraternite

laiche, ed anche l’utilizzo del volgare per usi notarili-amministrativi epistolari. Toscana(‘200); Venezia (grazie al commercio

‘200),in Lombardia (‘300)….

PROSA LETTERARIA VOLGARE ITALIANA: i primi es. nel ‘200 Guittone d’Arezzo “LETTERE” morali-religiose; prosa

narrativa in Toscana, brevi novelle “FIORI E VITA DI FILOSOFI” derivante dal il novellino. Ebbero grande

Fortuna le traduzioni di romanzi arturiani come Tristano, Tavola ridonda..

CAP 3 FORMAZIONE DELLA LINGUA POETICA.

SCUOLA SICILIANA: essa contribuì alla nascita della lingua poetica, in quanto sperimentò l’uso letterario del volgare sulla

poesia provenzale, fondamentale x il formarsi successivamente della lirica. Si irradia nel Meridione, nel centro nord avendo

come polo la Toscana. Ricoprì un arco di tempo dal XIII, passando attraverso il modello di Petrarca, poi codificata da Bembo

nel ‘500 e fino a metà ‘800.

PROCESSO DI TRASCRIZIONE DEI COPISTI E POETI TOSCANI: i copisti toscani trascrivendo i testi siciliani li

adattarono al loro sistema linguistico, diverso dal siciliano specie nel vocalismo. Il risultato fu una lingua composita, dal

colorito toscano più assunzione di tipici sicilianismi.

RICOSTRUZIONE DELLA LINGUA POETICA SICILIANA: per attestare l’originalità dei testi, fu ricostruita la fisionomia

della lingua siciliana: innanzitutto attraverso la rima, che per i siciliani doveva essere perfetta, mentre nei copisti si trovavano

rime imperfette che però tornano ad essere perfette se si restituisce il vocalismo siciliano; altra testimonianza risale a

Giovanna Maria Barbieri che trascrisse alcuni componimenti fa un Libro siciliano;infine “S’IO TROVASSI PIETANZA” di Re

Enzo, di cui possediamo anche la versione toscaneggiante.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA POESIA SICILIANA: si abbandonano l’uso di provenzalismi, i suffissi in –anza –

enza, frequente è invece l’uso di allotropi( piacere-piacenza-piacimento).

INNOVAZIONI DELLA POETICA DELLO “STILNOVO”: i poeti innovano le tematiche amorose con venature intellettuali e

psicologiche; assimilavano e trasfiguravano forme linguistiche della lirica toscana-sicula elaborando poi una lingua raffinata,

antirealistica tagliando i gallicismi, i sicilianismi, i provenzalismi troppo vistosi e locali e più assunzioni di elementi fiorentini.

CAP. 4 DANTE E LA RIFLESSIONE SUL VOLGARE.

RIFLESSIONE SUL VOLGARE NEL “DE VULGARI ELOQUENTIA”: oggetto principale del trattato è la ricerca dello stile

poetico, cioè del volgare come elaborazione artistica e strumento di comunicazione letteraria di alto livello. Fu proprio Dante

ad asserire la prima riflessione teorica/storica sul volgare e sulla poetica della scuola siciliana copiata dai toscani e

giudicandola eccellente in quanto lingua lontana dal volgare. Esamina un excursus dell’origine del linguaggio e delle lingue.

Dice che il volgare illustre, cardinale e aulico non si identifica con quella di nessuna città italiana ma appartiene a tutt’italia.

RIFLESSIONI NEL “CONVIVIO”: nel CONVIVIO , Dante giustifica l’uso del volgare per commentare le sue canzoni

morali,anche se consapevole della superiorità del latino. Egli giudica il volgare accessibile ad un pubblico più casto e affronta

il problema del latino.

CAP.5 IL VOLGARE E LE 3 CORONE.

RUOLO DELLE “3 CORONE”: Petrarca, Dante e Boccaccio contribuirono a innalzare letterariamente il Fiorentino,a portar

fuori la lingua dalla Toscana decretando il primato tra i volgari della penisola.

DANTE: egli rappresenta un momento importante per la storia della lingua italiana, scrisse negli anni dell’esilio. La

“Commedia” (successivamente DIVINA COMMEDIA),fu un poema diffuso, letto e cantato, ove il poeta inventa un nuovo metro

narrativo la TERZINA, la mescolanza degli stili,un pluralismo verticale in quanto, egli attinge a tutte le varietà grammaticali

del fiorentino, la base linguistica dell’opera dal livello colto a quello plebeo; e si tratta di un pluralismo orizzontale in quanto

al fiorentino si aggiungono forme non fiorentine, sicilianismi.. Usa i doppioni, gallicismi, latinismi, voci inventate (insemprarsi).

PETRARCA: l’esperienza del Tetrarca fu decisiva per l’unificazione della lingua poetica..egli scrisse il CANZONIERE per

Laura nel 1336 ma continuò a correggerlo sino al 1374. Attraverso tale rielaborazione linguistica, Petrarca svolge un ruolo di

strenua nobilitazione letteraria del fiorentino, mette in atto un lavoro raffinato e selettivo. Il lessico è ristretto di parole,

abbonda di perifrasi vaghe e nobilitanti,dittologie sinonimiche, riduce i gallicismi,pochi suffissati, alterna la polimorfia e

conserva la rima siciliana.

BOCCACCIO: il modello di Boccaccia per la prosa è stato fondamentale. Il “DECAMERON” inaugura il genere della prosa

narrativa, di intrattenimento, era rivolta ad un pubblico più ampio e anche non letterato e fu immediatamente diffuso negli

ambienti mercantili.. si parla di personaggi appartenenti a ceti sociali diversi, varia stili e lingue, varietà linguistiche dotte e

popolari, utilizza volgari diversi il veneto,genovese..usa il che polivalente, gli anacoluti e le forme esclamative.

CAP. 6 L’UMANESIMO LATINO E LA CRISI DEL VOLGARE.

CRISI DEL VOLGARE NEL ‘400: le ragioni di tale crisi stanno nel fatto che l’espansione del fiorentino nel 300 come lingua

letteraria subisce un rallentamento perché dalla metà del 300 si a una riscoperta e ammirazione x i classici greci e latini. Gli

umanisti considerano il latino la sola lingua elevata e rifiutano il volgare.

LA CRITICA DEGLI UMANISTI DI DANTE: dante fu criticato dagli umanisti in quanto nelle sue opere non aveva usato il

latino.

LA RISCOPERTA DEL LATINO: le conseguenze di tale riscoperte furono che il prestigio del latino non fermò lo sviluppo del

volgare anzi lo accellerò. Già nel 200/400 il volgare venne impiegato negli usi scritti epistolari, ammnistrativi, burocratici e

successivamente saranno gli stessi umanisti nel XV secolo a riabilitare l’uso del volgare letterariamente.

CAP.7 TENDENZE INNOVATIVE CON IL LATINO

FENOMENI LINGUISTICI EVOLUTI NEL ‘300/400: i fenomeni che testimoniano tale evoluzione rispetto a quello delle 3

corone sono: l’articolo l e il per i; l’imperfetto in –o(amavo); fenomeni innovativi dovuti a imponenti fattori socioeconomici;

ibridismo e mescidazione di latino e volgare.

KOINE: è la tendenza a un linguaggio sovraregionale,appoggiatosi al latino e in misura crescente al toscano. Si composero

delle koine cancelleresche, elaborate da funzionari colti e furono strumento di scambi epistolari.

SPERIMENTAZIONE DEL MACARONICO: sperimentazione linguistica letteraria,ha fini comici o parodistici, gioca sul

contrasto alto/basso metrica e tessuto latini con elementi lessicali volgari.

SPERIMENTAZIONE DEL POLIFILESCO: porta all’estreme certe tendenze alla prosa umanistica latino|volgare.

CAP.8 ALBERTI E L’UMANESIMO VOLGARE

TEORIA E POSIZIONE DI ALBERTI SUL VOLGARE: la sua teoria: rivela lo sforzo consapevole di ampliare il volgare con le

sue opere nel “PROEMIO”. Esso dice che il volgare deve riscattarsi facendosi ornato e copioso come il latino e apre la via alla

considerazione del volgare come lingua che può essere regolata, grammaticalizzata e mobilitata.

RIVALUTAZIONE DELLA LINGUA TOSCO-FIORENTINA: tale rivalutazione assume valore da parte di Lorenzo De Medici:

si ha una rivalutazione della lingua tosco-fiorentina. Essa diviene strumento di politica medicea come appare nel

“COMMENTO” e nell”EPISTOLA”.

“L’EPISTOLA” DEL POLIZIANO: era una vera e propria esaltazione del fiorentino,fondata sulla grandezza della sua

tradizione letteraria, riconosciuta anche da Poliziano.

LA LINGUA LETTERARIA USATA DAI POETI LAUREZIANI: tali poeti usano una lingua composita, il fiorentino

contemporaneo e innovativo ma anche la lirica antica e latineggiante di stampo umanistico e manifestano vivaci curiosità

lessicali,come nel “MORGANTE”.

CAP.9 DEL TOSCANO LETTERARIO FUORI TOSCANA.

SUCCESSI

LINGUA POETICA DEL “CANZONIERE” DEL BOIARDO: le caratteristiche di tale poetica è adesione al genere lirico e al

modello petrarchesco rendendo così la lingua molto regolare, toscaneggiante ed ha una fisionomia più padana.

CARATTERISTICHE LINGUISTICHE DELL’”ARCADIA” DI SANNAZZARO: si tratta di una poesia petrarchistica accanto a

esperimenti di letteratura dialettale.esso rappresenta il I° documento di correzione linguistica in direzione toscaneggiante in

quanto di un autore toscano.

CAP.10 STAMPA, STANDARDIZZAZIONE E NORMA.

CONTRINBUTO DELLA STAMPA X LA REGOLARIZZAZIONE LINGUISTICA: la stampa contribuì al processo di

regolarizzazione linguistica in quanto assume importanza nella storia della lingua italiana per la sua unificazione scritta e

standardizzazione degli usi.

CONTRIBUTO DI BEMBO NELLA STAMPA DEI CLASSICI VOLGARI: Bembo fonda “le prose della volgar lingua” che

costituiscono il manifesto del fiorentino classicista. Alta considerazione della lingua come fatto scritto.

ASOLANI E IL LORO MODELLO LETTERARIO: gli asolani sono un dialogo filosofico ispirato al modello boccacciano in cui

si attesta la tendenza di abbondare di forme venete e latineggianti in favore degli usi fiorentini.

“LE PROSE DELLA VOLGAR LINGUA”: è un trattato scritto da Bembo in forma di dialogo in 3 libri pubblicati a Venezia nel

1525 in cui progettava alcune annotazioni sulla lingua, arriva a definire, sottoforma di dialogo di impronta ciceroniana, la

retorica, la stilistica e la norma letteraria del volgare.

RUOLO DELLE PROSE IN RAPPORTO ALLA GRAMMATICA del FORTUNIO: Bembo definisce attraverso le “prose…”

sottoforma di dialogo la retorica, la stilistica e la norma letteraria del volgare mentre Fortunio con “Le regole grammaticali

della volgar lingua” fu di fatto la prima grammatica a stampo ma ispirata a criteri umanistici e basata ancora sulla lingua

delle 3 corone.

CAP.11 DALLA QUESTIONE DELLA LINGUA ALLA DEFINIZIONE DI NORMA LETTERARIA.

POSIZIONI TEORETICHE: teorie cortigiane,comuni, italiane sono tutte etichette che comprendono una varietà di posizioni

contrarie al primato esclusivo del tosco-fiorentino.

-CALMETA: vincenzo colli,detto Calmeta, secondo bembo, egli indicava come modello la lingua usata alla corte romana,

risultate come il mescolamento di varie lingue parlate in italia e fuori italia e che piuttosto vollesse riferirsi alla lingua poetica

prima d’impronta fiorentina trecentesca e poi da conguagliare sull’uso della corte romana.

-EQUICOLA: anch’egli guardava ad una lingua “cartesiana romana”, dai caratteri colti, interregionali, latineggianti, aperta

alle lingue straniere.

-CASTIGLIONE: nel suo “DIALOGO” riflette l’ideale di una lingua per l’uomo di corte, nobilmente eclettica e fondata sull’uso

colto contemporaneo.

-TRISSINO: pubblicò alcune operette in cui introduceva anche una riforma grafica e nel “CASTELLANO” si osserva la teoria

italianista trissiniana appoggiata al fraintendimento del “DE VOLGARI ELOQUENTIA”.

SOSTENITORI DELLE TEORIE LINGUISTICHE FIORENTINISTE E TOSCANISTE: sostenitori del fiorentino vivo e toscano

considerando la regolarità e la bellezza della lingua: LUDOVICO MARTELLI; ANGELO FIRENZUOLA; CLAUDIO TOLOMEI e

NICCOLO’ MACCHIAVELLI. Essi difendono il fiorentino come lingua bella e superiore.

POSIZIONE DEL BEMBO SUL PRIMATO DEL VOLGARE: le “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” costituiscono il manifesto

del fiorentinismo classicista e arcaizzante del Bembo in quanto egli difende assolutamente il primato del fiorentino dei grandi

scrittori trecenteschi (indicando come massimo es. Petrarca, per la poetica,Boccaccia per la prosa e un po’ meno Dante).

MODELLI LETTERARI INDICATI DA BEMBO: Petrarca Boccacio e Dante.

NORME GRAMMATICALI INTRODOTTE NELLE “PROSE”: egli rivendica la piena dignità del volgare rispetto al latino. Nel

III° libro introduce delle forme grammaticali come: la I° persona plurale pres.indic. deve sempre uscire in –iamo; la I°

pers.sing. dell’imperfetto in –ava;;i pronomi lui/lei solo come pronomi e non come soggetti.

CAP.12 DA LINGUA TOSCANA A LINGUA ITALIANA.

DIVULGAZIONE DELLE OPERE LINGUISTICHE DI BEMBO: vi furono opere che contribuirono alla divulgazione delle idee

linguistiche bembiane come ad es: Osservazioni della volgar lingua ( Ludovico dolce 1550); i commentari della lingua italiana

(Girolamo Ruscelli 1581); fuori dall’Italia Grammaire italienne composée en françois pubblicata da MESMES nel 1549. nel giro

di pochi anni il fiorentino 300esco diviene la lingua studiata e imitata da molti scriventi italiani come ad es. l’opera

“L’Orlando furioso” e >”il Cortegiano”.

L’”ORLANDO FURIOSO” E LE SUE REVISIONI: ORLANDO FURIOSO, operato da Ariosto ove si avverte l’ammirazione per

bembo. Le diverse revisioni risalgono a : 1516: dai tratti ancora padani e latineggianti; 1521: mostra poche correzioni ma già

in senso toscano forse suggerite dalle REGOLE del Fortunio; 1532 è il risultato di un massiccio lavoro correttorio.

IL “CORTEGIANO” DI BALDASSARE CASTIGLIONE: che nel 1524 l’autore fece in vista della stampa una redazione

definitiva del trattato apportandovi correzioni che però non ne mutarono la fisionomia. L’ultima revisione fu effettuata da

Giovan Francesco Valerio, nobile veneziano amico del Bembo, che diede all’opera una certezza grammaticale e una patina di

toscanità. Tale vicenda editoriale mostra dunque il ruolo centrale della stampa per il raggiungimento di una lingua letteraria

unitaria e l’azione congiunta di stampa-grammatca per la norma e standardizzazione degli usi scritti, azione che si esplica

tramite la revisione letterariaoperata dai correttori editoriali.

CAP.13 SCRITTURE REGIONALI E SCRITTURE SEMICOLTE.

NEL ‘500, TRATTI LINGUISTICI REGIONALI : ancora in certi generi di scrittura nel 500 permangono dei tratti regionali

come ad es: nella trattatistica d’arte del Palladio, negli usi privati di scrittura come lettere,libri di memorie scritture notarili

come testamenti,patti dotali, inventari..

CARATTERISTICHE DELLE SCRITTURE SEMICOLTE : uomini e donne con un grado modesto di alfabetizzazione e

competenza di italiano scritto. Tali scritture sono diversificate tra loro ma con caratteristiche che li accomunano:

-invadenza del parlato nello scritto;

-interferenza del dialetto;

-poca organizzazione sintattica testuale;

-scarsa grafia e interpunzione;

-alternanza di registri diversi.

-uso frequente di parole generiche.

FATTORI CHE CONTRIBUIRONO ALL’ALFABETIZZAZIONE : il grado di standardizzazione dello scritto è fortemente

legato al problema della alfabetizzazione e ai modi di apprendimento. L’alfabetizzazione cresce in modo diverso in diverse

aree in rapporto a diversi fattori specie come i fenomeni migratori; in certe zone contò molto la politica religiosa ed educativa

della chiesa; le scuole parrocchiali ove si sviluppava la capacità di lettura.

PRODUZIONE EDITORIALE DI CONSUMO: la crescita di alfabetizzazione portò alla produzione editoriale di consumo

richiesta da un pubblico di non letterati ma di commercianti, artigiani che proponevone una forma di italiano regionale

oscillante tra forme toscane e forme locali.

CAP.14 USO LETTERARIO DEI DIALETTI E ITALIANO NELLA COMMEDIA.

OPERE LETTERARIE DIALETTALI : si sviluppò nella penisola l’uso letterario dei dialetti che si pone rispetto al classicismo

bembiano,come scelta espressiva alternativa. Un ricco filone di letteratura dialettale da fine 400 a inizi 500 diventa

depositario e sperimentazione espressionistica contro il monolinguismo fiorentino fino a divenire esplicita rivendicazione e

protesta delle possibilità artistiche e superiorità dei dialetti: in Toscana fiorisce una letteratura rusticane che sperimenta il

fiorentino popolare e contadinesco; gli scrittori di teatro sfruttano il contrasto dell’italiano con i vari dialetti in senso comico;

nella commedia “il linguaggio del caos” gioca sull’opposizione colto/popolare…

DIFFERENZE TRA COMMEDIA DELL’ARTE E COMMEDIA GOLDONIANA : nella COMMEDIA DELL’ARTE le varie

maschere sono rigidamente legate a caratterizzazioni dialettali ad es.arlecchino si esprime in bergamasco, pulcinella in

napoletano… mentre nella COMMEDIA DI GOLDONI, italiano e dialetto non si oppongono radicalmente ma tendono a

convivere, tentando di inventare un ‘italiano colloquiale con una serie di fenomeni del parlato come la disloc. A sinistra, i

segnali discorsivi..

CAP.15BEMBO E LA CULTURA FIORENTINA: GIAMBULLARI, VARCHI E ACCADEMIA DELLA CRUSCA.

ACCADEMIA FIORENTINA: gli ambienti fiorentini non accolsero bene le “PROSE…” di Bembo che esaltava il fiorentino

300esco ma sminuiva la grandezza linguistica di Dante. Proprio per la rivalutazione del fiorentino e x la grandezza di Dante

si mossero dei letterati come Giambullari, Varchi <gelli legati all’accademia fiorentina da cui partì la prima grammatica

elaborata diretta ai non toscani che raccoglieva le forme correnti del fiorentino.

BENEDETTO VARCHI E LA MEDIAZIONE TRA FIORENTINISMO E BEMBISMO: la mediazione delle posizioni

fiorentiniste fu operata da Benedetto Varchi che compose tra il ’60 e ’65 un dialogo HERCOLANO ove effettua una

distinzione tra la lingua come fatto vivo e naturale dallo stile.

ACCADEMIA DELLA CRUSCA: sotto l’idee varchiane avviene una significativa evoluzione negli ambienti culturali fiorentini

che nel 500 assimilano e adottano la soluzione letteraria del Bembo tentando di dare a Firenze il ruolo di legislatrice con la

fondazione dell’Accademia della Crusca di Leonardo Salviati che fu l’ispiratore del VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI

DELLA CRUSCA la cui I° edizione uscì a Venezia nel 1612 ove si affermava la perfezione naturale della lingua fiorentina

300esca

PECULIARITA’ DEL VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA: affermavano la perfezione naturale del

fiorentino; documentava le voci degli scrittori maggiori e minori del 300; selezionava voci moderne di coloro che avevano

seguito il modello trecentesco. La II° ediz. Uscì nel 1623 con alcune giunte accogliendo tra gli scrittori Galileo. Tale vocabolario

fu il primo grande dizionario delle lingue europee.

CAP.16 REAZIONI ALLA CRUSCA: I MODERNI CONTRO GLI ANTICHI.

SIMBOLO DI OPPOSIZIONE ALLA CRUSCA: tra i grandi esclusi da l VOCABOLARIO vifu il Tasso, in quanto poeta criticato

da Salviatiin quanto aveva creato una lingua antidirazionale, solennericorrendo a latinismi inusuali, a voci nuove e

costruzioni artificiose.

POSIZIONI DI PAOLO BENI E ALESSANDRO TASSONI: Paolo Beni nel 1612 scrisse ANTICRUSCA ove difendeva gli

scrittori del 500 e il Tasso e biasimava incolte le scritture trecentesche. Anche Alessandro Tassoni manifestava la sua

insofferenza in varie annotazioni.

CANNOCCHIALE ARISTOTELICO: opera di Emanuele Tesauro ove in questo trattato codificà la libertà e originalità

espressiva novità per l’evoluzione linguistica veniva così legittimata la consapevolezza dell’evasione della norma linguistica

praticata dai poeti barocchi.

POETICA BAROCCA: adozioni di voci straniere, considerate barbarismi,, l’uso di metafore , bisticci antonomasia, ricerca

di particolari strani, ricerca di elementi lessicali nuovi orientati verso l’attualità, nuovo lessico scientifico, il lessico dello

scherma, equitazione, parole esotiche, dialettismi, francesismi, parole napoletane, neologismi..

TENDENZE INNOVATIVE IN EPOCA BAROCCA : prosa narrativa e genere romanzesco, liberismo linguistico, prosa storica,

oratoria e artifici retorici.

CAP.17 GALILEO E LA PROSA SCIENTIFICA.

LINGUA SCELTA DA GALILEO : la prosa scientifica rappresenta la continuità con la tradizione toscana, la lingua scelta fu

decisamente l’italiano. La prosa scientifica si orienta così verso la chiarezza e accessibilità con eccessivo tecnicismo.

NOVITA’ INTRODOTTE DA GALILEO : egli usa procedimenti di riformulazione o glosse per spiegare i termini e rivede

sistematicamente la terminologia precedente, definendo in senso tecnico il significato di parole già in uso., la sintassi

padroneggia della sua toscanità si snoda senza artificio con chiarezza ma con notevole grado di complessità..molti di questi

costrutti incideranno nell’evoluzione dell’italiano.

CARATTERISTICHE DEGLI ACCADEMICI DEL CIMENTO : la prosa degli accademici del cimento in particolare Redi e

Megalotti punterà più sulla colloquialità toscana con gusto descrittivo.

NOVITA’ DELLA III° EDIZ. DEL VOCABOLARIO DELLA CRUSCA : Redi e Megalotti collaborarono alla III° edizione del

VOCABOLARIO DELLA CRUSCA, uscita a Firenze nel 1691 con una maggiore apertura della cultura fiorentina alla

modernità; inoltre le voci antiche non più in uso venivano segnalate con V.A..

CAP 18 RINNOVAMENTO DELL’ITALIANO.

MUTAMENTI CULTURALI TRA 600 E 700 : la stretta connessione tra rinnovamento della lingua e il rinnovamento delle

idee e della cultura fu sottolineata da Cesare Beccarla nelle pagine de “CAFFE’”.tale processo di rinnovamento si verifica in

direzione europea con gran parte dell’influsso Francese, la nuova lingua della cultura che condizionò i mutamenti lessicali e

sintattici e il rinnovamento era legatola grande sviluppo della tecnica e delle scienze.

RINNOVAMENTO DELLA LESSICOGRAFIA DEL 700 : l’italiano si allrga a nuovi usi giuridici, economici,tecnici ed

economici, le strutture della prosa si semplificano; il patrimonio dell’italiano si arricchisce con la nascita di nuove discipline

come elettrologia, chimica; varie nomenclature; formazione di europeismi;

CANALI DI DIFFUSIONE X L’IMPIEGO DELL’ITALIANO : vi furono canali di diffusione che contribuirono alla espansione

dell’italiano come la scuola, vari piani di riforma scolastica,l’insegnamento dell’italiano nelle scuole primarie, le scuole

austriache introducono l’istruzione elementare obbligatoria e promuovono manuali,grammatiche, testi scolastici. Poi le

gazzette e i giornali che divulgano la cultura italiana e straniera ad un pubblico non specialista. Si fa strada verso il

dizionario universale.

DIZIONARIO UNIVERSALE: accoglie un patrimonio lessicale più ampio di quello di quello autorizzato dagli scrittori: si

documenta la varietà degli usi pratici,tecnici, scientifici e su questa starda il veneziano Bergantini compila una raccolta di

VOCI ITALIANE nel1745 a integrazione della IV ediz. Del VOCABOLARIO DELLA CRUSCA, soprattutto nel settore dei termini

scientifici ed autore del DIZIONARIO UNIVERSALE.

I LETTERATI DEL “CAFFE’”: il programma del CAFFE,giornale su cui i Verri,Beccarla, Frisi e altri scrivevano, è di spargere

utili cognizioni di carattere pratico scientifico, importando nuove idee per rendere tutti concittadini d’Europa. Cambiano idee

sulla lingua che già nel 600 c’era stata la prima crisi; i nuovi modelli culturali e linguistici sono in opposizione ai boccacci,ai

fiorenzuola, ai bembi,ai pensatori inglesi e francesi in cui s’identificava l’ideale umanistico.

FILOSOFIE SENSISTE: GENIO RETORICO E GENIO GRAMMATICALE: teorie sensiste esaltavano i valori artistici,

affettivi,immaginativi del linguaggio; si recupera il genio retorico della lingua cioè i suoi aspetti espressivi inseparabili dal

genio grammaticale cioè i caratteri linguistici del sistema. A questi principi è ispirato il fondamentale “SAGGIO SOPRA LA

LINGUA ITALIANA” (1785) di Cesarotti.

IDEE LINGUISTICHE DI MELCHIORRE CESAROTTI NEL “SAGGIO”: Cesarotti ammette la libertà espressiva degli

scrittori e legittima l’innovazione del lessico, legato al genio retorico della lingua, stabilendone le regole<.analogia,cioè

formazione di parole nuove; i dialetti;le lingue straniere; le discipline tecniche e scientifiche; l’ingresso di stranierismi,

francesismi necessari al processo di modernizzazione culturale e linguistico dell’italiano.

CAP. 19 INFLUSSO DEL FRANCESE E IL RINNOVAMENTO LINGUISTICO.

FASI DI PENETRAZIONE DEL FRANCESISMO NEL LESSICO ITALIANO 700esco : il SAGGIO di Cesarotti inserisce il

fenomeno del francesismo che caratterizzava il rinnovamento del 700;possiamo indicare 3 fasi di penetrazione indicati da

Folena:

I fase: seconda metà del 600,in concomitanza all’affermazioni sociali e al processo di consacrazione del francese come lingua

universale dell’Europa colta.

II° fase: nel 700, corrispondente al rinnovamento culturale illuministico, rinnovamento ideologico e linguistico caratterizzato x

lo più da libri e cultura francese.

III° fase: corrisponde alle trasformazioni politiche, sociali e culturali dell’età rivoluzionaria e napoleonica.

AMBITI DI PENETRAZIONE DEL FRANCESISMO : la prima ondata di gallomania è notata in una lettera del 1722 dallo

scienziato padovano VAILISNIERI, tale passo mette in rilevo 2 aspetti correlati al fenomeno: sia che il francese penetrava in

settori attinenti la vita privata, l’abbigliamento, lo stile, la cucina.. e poi che era favorito dalla scarsa competenza dell’italiano

parlato e scarsa flessibilità degli usi scritti.

PRIMA FASE DI “GALLOMANIA” MOTIVAZIONE X IL RICORSO AL FRANCESISMO : l’espansione del francese è più

forte in alcuni centri come Venezia, Milano in cui ha pieno sviluppo la cultura illuministica; Parma che ebbe una corte

francese; Roma e Toscana interessate ai rapporti artistici-culturali. Nel 700 il francese è frequentemente usato nella

comunicazione letteraria, scientifica,negli scritti privati, e nel parlato anche familiare delle classi nobili. L’italiano in quel

periodo era una lingua assente nel repertorio del parlato:il francese a dispetto dell’italiano era una lingua viva, nell’oralità e

nella conversazione.

FRANCESE-ITALIANO: FENOMENI DI INTERFERENZA NELLO SCRITTO : negli epistolari, nelle annotazioni private, nelle

traduzioni,nei giornali…. Il diffuso ormai bilinguismo francese-italiano promuove interferenze lessicali e sintattiche vistose:le


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AUTORE

Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Linguistica Italiana, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Linguistica e Storia della Lingua Italiana, Vignuzzi. Gli argomenti sono: la nascita della lingua italiana, le variazioni linguistiche (diamesia, diastratia, diafasia, diatopia), differenze tra lingua scritta e parlata, i dialetti italiani regionali, il linguaggio nella conversazione, il lessico e la sua sintassi, l’italiano popolare, il linguaggio dei mass media e quello burocratico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vignuzzi Ugo.

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