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Morfologia e sintassi

Scomposizione in morfemi

- Accorrere
- Bagagliaio
- Riallacciamento
- Inondazione
- Feritoia
- Medicinali
- Automedicazione
- Infermieria
- Scenario
- Vaccinazione
- Indebolimento
- Autoritario
- Atterraggio
- Internazionale

Scomposizione in sintagmi

- Sembrava abbastanza contento della cena in un ristorante tipico
1) Luca ha sposato la ricchissima vedova del suo migliore amico
2) Carlo e le sue sorelle non escono mai con la loro nuova macchina
3) Giorgio ha incontrato la sua ragazza in una libreria del centro storico
4) Michele e Luca escono spesso con la migliore amica di mia sorella
5) Il tuo nuovo gattino miagola in continuazione
6) Il cagnaccio azzannò il postino in bicicletta
7) Michele e Luca corrono troppo con la moto fuori città
8) Mariangela esaminò il pacco con molta cautela

Analisi della frase semplice e complessa

1) Claudio non mi ha detto che cosa voleva
2) Paola non ha ancora letto il libro che le hanno regalato i genitori
3) Mi finisco di preparare e vengo subito a prenderti

Termini linguistici

Affisso

Termine con cui vengono indicati prefissi e suffissi.

Aspetto

Modo in cui è concepita l'azione indicata da un verbo, ovvero la durata nel tempo di tale azione e la sua compiutezza o incompiutezza.

Atti linguistici

Oggetto di studio della linguistica pragmatica. Sono di 3 tipi:

  • Atto locutorio, che consiste nel proferire un enunciato fornito di senso e struttura grammaticale.
  • Atto illocutorio, che consiste ne fare un'azione dicendo qualcosa.
  • Atto perlocutorio, che è tale da provocare un effetto sull'ascoltatore.

Calco

Forma particolare di prestito. Esistono 2 tipi di calchi:

  • Calco di traduzione, quando la struttura di una parola composta straniera viene riprodotta con materiale della lingua ricevente.
  • Calco semantico, quando una parola già presente nella lingua acquisisce un nuovo significato sul modello di una corrispondente parola di lingua straniera.

Codice

Qualsiasi sistema di segni destinato a rappresentare e a trasmettere informazioni da un mittente e un ricevente.

Competenza\Esecuzione

Nella grammatica generativo-trasformazionale è la capacità che ogni parlante possiede di comprendere e produrre potenzialmente tutte le frasi di una lingua. L'esecuzione, invece, riguarda le reali manifestazioni della competenza dei parlanti, cioè le frasi.

Composto

Unità lessicale risultante dalla fusione di almeno due unità lessicali diverse.

Deittici

Si chiamano deittici gli elementi della lingua che mettono in rapporto l'enunciato con la situazione in cui esso viene prodotto.

Denotazione\connotazione

La denotazione è il significato fondamentale di una parola. La connotazione è il contenuto emotivo.

Derivazione

Processo di formazione di una parola per cui una base lessicale si unisce ad uno o più affissi. A differenza del composto, la parola derivata contiene almeno una forma legata.

Diacronia\Sincronia

La diacronia riguarda l'evoluzione nel tempo di una lingua. La linguistica diacronica studia i processi di sviluppo di una lingua, ne ricostruisce la storia. La sincronia riguarda lo stato di una lingua considerato nel suo funzionamento in un certo tempo, escludendo la prospettiva storica.

Enunciato

Qualsiasi combinazione di parole, sintatticamente e semanticamente compiuta, emessa dai parlanti in una situazione comunicativa. Un enunciato può essere formato da una o più frasi.

Teoria dell'enunciazione

Considera la lingua come un agire.

Fonetica\Fonologia

La fonetica studia i suoni del linguaggio (foni) nel loro aspetto fisico; la fonologia invece, studia i suoni distintivi di una lingua (fonemi).

Grammatica generativo-trasformazionale

Teoria linguistica elaborata da Chomsky tra il 1950 e il 970 che considera la grammatica come un insieme di regole di trasformazione, le quali generano ogni possibile frase partendo da un numero limitato di frasi di base. Inoltre le frasi hanno una struttura superficiale e una profonda. La prima è la frase così come appare. La seconda è la matrice della frase.

Icona\ Simbolo \Indice

L'icona è un segno il cui rapporto con la cosa denotata non si fonda su una convenzione, come accade con il simbolo, o sulla contiguità, come accade con l'indice, ma su una certa somiglianza tra il segno e il denotato.

Ipotassi

Procedimento sintattico nel quale le proposizioni sono poste in un rapporto di subordinazione, espresso da congiunzioni subordinanti e da un particolare uso dei modi e i tempi verbali. Mentre nell'ipotassi si ha un rapporto di subordinazione tra le proposizioni che compongono un periodo, nella paratassi, tra le stesse si ha un rapporto di coordinazione.

Langue\Parole

Saussure introdusse questa coppia di termini definendo la langue come “un'insieme di convenzioni necessarie adottate dalla società per permettere l'uso della facoltà del linguaggio da parte degli individui, e la parole come l'atto dell'individuo che realizza la sua facoltà per mezzo di quella convenzione sociale che è la langue.” La langue corrisponde al codice di una lingua, mentre la parole corrisponde al concreto messaggio dei singoli parlanti.

Lessema o monema lessicale

Parola così come appare nel dizionario (Es. cant-eremo).

Linguistica testuale

Studia i testi, definiti come le unità del linguaggio che hanno una riconosciuta funzione comunicativa.

Linguistica pragmatica

Considera il parlare come un modo di agire e studia la lingua dal punto di vista delle scelte compiute dall'utente o delle costrizioni che incontra nel produrre i suoi discorsi in base alle circostanze.

Messaggio

Atto di comunicazione, che avviene tra un emittente e un ricevente, i quali utilizzano lo stesso codice.

Monema

È la più piccola unità linguistica dotata di significato.

Morfema

Unità morfologica di una parola. (Es. cant-eremo).

Nominale

Frase priva di verbo.

Nominalizzazione

Trasformazione di un sintagma verbale in sintagma nominale.

Performativo

Si dicono performativi gli enunciati e, in particolare, i verbi che sono il compimento di un fatto, e non la semplice descrizione (Es. Lo prometto, ti nomino).

Prefisso

Morfema che compare all'inizio di parole derivate da altre parole.

Radice

È l'elemento ultimo e irriducibile di una parola, cioè quanto rimane di essa dopo che siano stati tolti gli affissi.

Referente

È la realtà concreta o astratta, cui una parola si riferisce.

Segno

Elemento che serve a rappresentare ed esprimere qualcosa. Il segno linguistico è costituito dall'unione arbitraria tra significante e significato.

Semantica

Parte della linguistica che studia il significato delle parole.

Semiologia

Scienza che si occupa dello studio dei segni (non solo linguistici), della loro natura, produzione e interpretazione.

Significante\Significato

Nell'analisi di Saussure, il segno linguistico è costituito dall'unione di un concetto (significato) e di un'immagine acustica (significante). Il rapporto tra significante e significato è convenzionale.

Sintagma

Unità sintattica di livello inferiore alla frase, risultante dalla combinazione di due o più unità lessicali e grammaticali.

Sistema

Per gli strutturalisti, la lingua è un sistema di sistemi, poiché in essa interagiscono più sistemi.

Strutturalismo linguistico

Teoria elaborata da Saussure, in cui la lingua è considerata un sistema in cui tutte le parti sono collegate da un rapporto di dipendenza reciproca.

Suffisso

Morfema che compare alla fine di parole derivate dal altre parole.

Transitivo\Intransitivo

La transitività è una categoria semantico-sintattica del verbo che riguarda la sua reggenza. È detto transitivo un verbo che può presentare un complemento oggetto diretto e risulta passivizzabile. Sono invece intransitivi i verbi che non presentano queste due caratteristiche.

Lessico

Il lessico: Insieme delle parole per mezzo delle quali i membri di una comunità comunicano tra loro.
Il vocabolario: Un settore determinato del lessico.
Parola: Le parole quali appaiono nelle frasi.
Lessema: L'unità di base del lessico.
Termine: Una parola che è propria di una determinata disciplina.
Lessicalizzazione: Il processo per il quale un insieme di elementi retti da rapporti grammaticali diventa una singola unità, un qualcosa che equivale ad una sola parola.
Grammaticalizzazione: Una parola diventa nel corso dell'evoluzione linguistica, uno strumento grammaticale.

Varietà funzionali e contestuali

I linguaggi settoriali che corrispondono ad ambiti particolari.

Varietà geografiche

Le differenze dell'uso dei vocaboli le quali si riscontrano, per esempio, nei vari tipi di italiano regionale.

Varietà sociali

Le differenze dell'uso dei vocaboli tra le classi sociali dei parlanti.

Linguaggio settoriale

Utilizzare vocaboli o espressioni che non sono possedute dalla lingua comune, o utilizzare vocaboli della lingua comune ma con significato diverso.

Geosinonimi

Varietà regionali di italiano che differiscono anche nel lessico.

Geomonimi

Vocaboli italiani che entrati nei dialetti assumono significati diversi (esperto=sperto=scaltro mantiene il significato locale).

Prestito

Un vocabolo richiamato da una lingua straniera.

Neologismo

Parola ricavata da un'altra parola mediante un suffisso un prefisso.

Prestito

Utilizzare o assumere un tratto linguistico di un'altra lingua.

Calco

Un tipo particolare di prestito.

Calco semantico

Quando una parola italiana assume un nuovo significato da una parola di una lingua straniera.

Calco traduzione

Con materiali italiani si forma una parola composta traducendo alla lettera gli elementi di un composto di una lingua straniera.

Prestito di necessità

Si adotta la parola insieme al referente.

Prestito di lusso

Ha un fine stilistico, serve ad evocare una società o una cultura considerati prestigiosi. Sono i prestiti dal dialetto all'italiano (bustarella e intrallazzo che dal romano entrano a far parte dell'italiano), si verificano quando si assumono regionalismi dalla lingua comune.

Pronome

Il pronome è la parte variabile del discorso che permette di designare qualcuno o qualcosa senza nominarli direttamente e insieme di precisarne alcune fondamentali caratteristiche di quantità, di qualità e di spazio.

Funzioni

  • Stilistica: contribuisce all'economia del discorso.
  • Deittica: serve spesso a indicare, a mostrare qualcosa.
  • Sintattica: può essere un elemento della costruzione della frase.

Pronome personale

Servono generalmente ad indicare persone (ma in vari casi anche animali o oggetti) io, tu, egli/esso/lui-ella/lei/ella, noi, voi, loro/essi/esse.

P.P. che fanno da soggetto

P.P. che fanno da complemento

Pronomi tonici

Hanno un accento proprio, possono esprimere il complemento oggetto o, in unione con una preposizione, i vari complementi indiretti: me, te, esso/lui-lei/essa, sé, noi, voi, loro/essi/esse, sé.

Pronomi atoni

Non hanno un accento proprio, ma si appoggiano alla parola che li precede o che li segue. Quando si appoggiano alla parola che li segue si dicono proclitici (dirti). Quando si appoggiano alla parola che precede si dicono enclitici (mi invitano). Quando il pronome precede l'antecedente si ha una funzione cataforica.

Funzione

  • Deittica: quando si riferisce ad una cosa o persona presenti all'atto della comunicazione. I pronomi di prima e seconda persona possono avere solo funzione deittica.
  • Anaforica: quando si riferisce a una cosa o a una persona precedentemente menzionate nel discorso. L'elemento a cui rinviano i pronomi anaforici viene definito antecedente. Antecedente e pronome sono legati da una relazione di coreferenza, perché rinviano alla stessa realtà extralinguistica.

Pronomi allocutivi

Quando nel parlare ci si rivolge ad un interlocutore di riguardo o ad una persona con cui non si è in confidenza.

Pronomi possessivi

Indicano che qualcosa appartiene a qualcuno. Sono del tutto identici agli aggettivi possessivi. Può essere usato anche con valore sostantivale (il mio). Possiedono un antecedente, che può essere anaforico o cataforico.

Pronomi dimostrativi

Indicano dove si trova una certa persona o cosa rispetto a chi parla o ascolta: questo/a, codesto/a, quello/a, stesso/a, medesimo.

P.D. come aggettivi

Questi, quegli, costui, colui, ciò.

Pronomi che non hanno mai funzione d'aggettivi

Ci, vi, lo, la, li, le, ne. Possono assumere la funzione di dimostrativi anche particelle come.

Pronomi indefiniti

Indicano quantità imprecisate o nulle: alcuno, taluno, certuno, certo, ciascuno, nessuno.

P.I. come aggettivi

Uno, qualcuno, ognuno, chiunque, chicchessia.

P.I. mai come aggettivi

Pronomi interrogativi

Chi, che, quale, quali, quanto, quanta, quanti, quante. Si usano nelle domande e nelle richieste.

Pronomi relativi

Sostituiscono un'espressione; uniscono due proposizioni, la proposizione introdotta dal pronome è detta proposizione relativa e si attacca a un elemento dell'altra frase.

Pronomi doppi "Chi" e "Quanto"

Chi unisce in sé la funzione di un pronome dimostrativo o indefinito e di un pronome relativo. Per questo è l'unico che si può usare in forma assoluta, cioè senza essere preceduto da un nome. Quanto ha contemporaneamente funzione dimostrativa e relativa. È spesso variabile nel genere e nel numero.

Il pronome

Fa da centro di un gruppo o fa gruppo da solo. Svolge un ruolo di:

  • Soggetto
  • Complemento oggetto
  • Complemento indiretto

Il testo

Testo

Insieme di frasi che comportano un messaggio, orientato attorno ad un tema. Può anche essere formato da una sola frase purché abbia senso compiuto e rappresenti un messaggio completo.

Competenza testuale

Per descrivere ed interpretare i fenomeni che stanno al di sopra delle singole frasi, il linguista deve risalire al testo. Oltre alla competenza grammaticale il linguista tiene conto della competenza testuale: la capacità di ricostruire l'unità del testo, di parafrasarlo, riassumerlo, riconoscerlo se è completo o no, di classificarlo.

Ricostruire l'unità di un testo

Facile quando la sua coerenza è manifestata dal ripetersi della stessa parola in un seguito di frasi, tuttavia la stessa parola ripetuta non è una condizione sufficiente per dire che il testo ha competenza testuale. La comprensione dipende anche dalla conoscenza che noi abbiamo del mondo. Il testo deve rispondere al criterio di intenzionalità (se l'emittente ha l'intenzione di trasmettere un messaggio). I pronomi svolgono una funzione di primo piano nella tessitura di un testo. I nomi generali riassumono nomi particolari usati precedentemente. Un nome che per il suo significato più generale si trova a un livello più alto di un altro si chiama iperonimo, quello che si trova al livello sottostante si chiama iponimo. (nel testo si usano prima gli iperonimi e poi gli iponimi). La competenza testuale ci permette di distinguere il tipo di testo che ci sta davanti.

Requisiti del testo

Principi costitutivi

  • Cohesion: Riguarda i rapporti grammaticali e il modo in cui sono collegati tra loro i componenti del testo da rapporti grammaticali e legami sintattici: accordo e reggenza.
  • Coherence: Riguarda la connessione tra i contenuti presenti nel testo; si esprime mediante i rapporti di causalità, scopo, successione temporale, ecc.
  • Intenzionalità: L'atteggiamento dell'emittente e la sua volontà di farsi capire.
  • Accettabilità: L'atteggiamento del ricevente, il quale si aspetta un messaggio che possieda i requisiti fondamentali di un testo.
  • Informativity: Un segno linguistico è tanto più informativo quanto meno prevedibile sulla base del contesto.
  • Situationality: Il testo può essere compreso in base ad una situazione comunicativa.
  • Intertextuality: Ogni testo si lega ad altri testi che condividono la stessa unità tematica (rapporto tra un testo presente e altri assenti ma vivi nella memoria del ricevente). Ciò è legato all'esistenza dei tipi di testi, dotati di certi tratti che ne rendono possibile il riconoscimento.

I sette requisiti (principi costitutivi), si pongono su piani diversi: Coesione – Coerenza (incentrati sul testo); Intenzionalità (incentrato su chi produce il testo); Accettabilità (atteggiamento del ricevente); Informativity (rapporto testo realtà); Situazionalità (rapporto testo – situazione); Intertestualità (rapporto testo – altri testi).

Principi regolativi

Principi regolativi governano la produzione e la ricezione del testo. Sono:

  • Efficienza: La facilità con cui un testo viene prodotto e recepito ed è in stretta relazione con la situazione e gli scopi del testo stesso.
  • Effettività: La capacità di rimanere un testo nella memoria del destinatario. Efficienza ed effettività possono trovarsi in contrasto poiché tanto più un testo è efficiente, tanto meno può essere effettivo.
  • Appropriatezza: L'armonia tra contenuti e scelte testuali (gli scrittori possono violare le regole testuali per ottenere particolari effetti espressivi).

Linguaggio

L'insieme dei fenomeni di comunicazione e di espressione che si manifestano sia nel mondo umano che al di fuori di esso. Oltre al linguaggio

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze letterarie Prof.
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