Le parti del discorso di Aristotele
Si tratta di un elenco ripreso dalla Poetica di Aristotele e segue un ordine progressivo (dalla più semplice alla più complessa e da quelle prive a quelle dotate di significato).
Stoikheîon
1) Stoikheîon: suono vocale indivisibile, sono le lettere. Ad esempio, c – a – v – a – l – l - o stoikheîon. Non si tratta, però, di una voce indivisibile qualunque, bensì di quella che può diventare, per sua natura, elemento di una voce intelligibile. << Voci indivisibili ne emettono anche le bestie, ma nessuna di queste voci è uno stoikheîon come io intendo >>.
Sillaba
2) Sillaba: suono vocale senza significato, a differenza dello stoikheîon è composto.
Sundesnos
3) Sundesnos: letteralmente significa “che lega insieme” (sun=con, insieme a), è la congiunzione.
Articolo
4) Articolo (arthron)
Nome
5) Nome (ònoma)
Verbo
6) Verbo (rema)
Ptosis
7) Ptosis: significa “caduta” e sono quindi i casi (le modificazioni flessive), che si realizzano quando si mette un termine in rapporto con altri elementi per costruire un discorso.
- Casi diretti: nominativo, accusativo
- Casi indiretti: tutti gli altri casi (genitivo, dativo, vocativo, ablativo)
Lógos
8) Lógos: è la frase. Essa:
- È dotata di senso e formata a sua volta da parti che hanno un senso.
- Dice qualcosa di qualcos’altro ed è quindi l’unica parte del discorso che può esprimere verità o falsità. Senza lógos non esiste il parlare.