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- LATINO CLASSICO => aggettivo che originariamente aveva un valore socio-politico, derivato da classe: Roma era

una Repubblica, non democratica, bensì oligarchica (comandata da pochi), tutti i ceti avevano la possibilità del voto,

ma si votava per classe (la prima classe di solito aveva di sicuro il 51 % dei voti).

NOBILE => collegato alla radice di nascere, costituivano il gruppo che prendeva le decisioni, la prima classe, gruppo di

prestigio.

AULO GELLIO parla del latino dei grandi letterati (latino classico), nasce dalla lingua degli aristocratici.

250-300 a.C. gli aristocratici cominciano a prediligere la loro lingua, considerata come migliore; il latino classico nel caso di

VIRGILIO, ORAZIO, OVIDIO è imparato a scuola.

DINASTIA GIULIO-CLAUDIA => da AUGUSTO a NERONE

DINASTIA FLAVIA => VESPASIANO, TITO, DOMIZIANO

Traiano e Adriano.

In città gli alfabeti erano ¼ della popolazione, mentre gli analfabeti rappresentavano i ¾ della popolazione, la campagna era

totalmente analfabeta. 7/11/2007

LINGUE ROMANZE => lingue e dialetti derivanti dal latino.

Il latino classico fino ad Augusto è rappresentato dalle opere maggiori della letteratura antica, Tito Lucrezio Caro (nobile),

Cicerone, Cesare (nobili più letterati), Virgilio, Orazio, Ovidio (non nobili, ma presi da Augusto).

Il modello del latino scritto è il latino classico => modello scritto della letteratura.

FATTORI DI VARIABILITA’ SOCIOLINGUISTICA:

Ogni sistema linguistico varia. Nuclei che oscillano, fattori => gender (differenza tra i sessi) => costruzione per lo più

maschile, religione, rete di comunicazione: cluster => persone con cui sei collegato.

Nella storia linguistica ci sono 5 fattori fondamentali: tempo, spazio cioè distanza, stratificazione socio-culturale, situazione-

fini della comunicazione, canale o mezzo attraverso il quale si comunica:

- TEMPO => DIACRONIA

- SPAZIO => DIATOPIA

- STRATO => DIASTRATIA

- SITUAZIONE-FUNZIONE => DIAFASIA

- MEZZO-CANALE => DIAMESIA

Il latino classico è unitario per tutto l’impero; VARIETA’ LATINE RUSTICHE => al di fuori di Roma. Il latino è esteso in

un’ area piccolissima. Quando il latino si è esteso c’è stata la sovrapposizione con una miriade di altre lingue, e si è

differenziato. Contatto tra due lingue: elementi della lingua conquistata si mescolano ad elementi lingua dominata. Sotto sono

rimasti elementi delle lingue precedenti.

Il latino classico è uguale in tutto l’impero. ORTOGRAFIA = giusta scrittura, GRAFIA = modo di scrittura.

Nel latino l’ortografia era molto importante. Il latini classico è unitario a livello scritto (diatopia).

Latino della gente ignorante, gentarella- VULGUS all’inizio dell’impero è il 75 %, alla fine è il 100 %.

Fante => chi sa parlare, infante => chi non sa parlare.

Nel latino classico ci sono diversi stili: poesia, prosa, prosimetro.

Latinismo => lingua colta scomparsa, ripresa dopo

Rumore => oscillazioni prodotte

SCRITTO => modo di conservare le parole con coloro che non ci sono, IN ABSENTIA

PARLATO => comunicare con chi c’è, IN PRESENTIA (condiziona il modello della lingua)

Il latino classico in teoria doveva durare per sempre, era scritto. All’origine a Roma c’era una situazione di DIGLOSSIA =>

BI = 2 greco e latino. GLOSSA => lingua

BILINGUISMO => due lingue sullo stesso piano

DIGLOSSIA => due varietà linguistiche non necessariamente della stessa lingua, usate differentemente; esempio: latino

classico e latino volgare => stessa lingua usata in contesti differenti (diafasia).

476 d.C. => CROLLO DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE

Con i Longobardi crolla la scuola, restano solo alcuni vertici che usano il latino classico.

813 d.C. => CONCILIO DI TOURS => situazione di bilinguismo: latino + volgari. 13/11/2007

Dal latino volgare derivano i dialetti e le lingue romanze.

L’insieme delle varietà: diacronia, diatopia, diafasia, diastratia, diamesia.

LINGUA LATINO SCRITTO => LATINO CLASSICO SCRITTO

LINGUA PARLATA => LATINO ARISTOCRATICI

Nei secoli dell’impero ci sono delle differenze. Il latino volgare rispetto al latino classico si è evoluto.

Latino classico- latino volgare => varietà della stessa lingua

IMPERO ROMANO => dal 27 a. C. al 476 d.C.

I maggiori esponenti della Chiesa conoscono il latino. Con l’ 813 CONCILIO DI TOURS la predica è in volgare : RUSTICA

ROMANA LINGUA, mentre la messa resta in latino.

FONOLOGIA = da FONE’ studio dei suoni (dal greco)

MORFOLOGIA = da MORFE’ studio delle forme

SINTASSI = ordine delle parole

VOCABOLARIO = parole nei loro significati

I suoni sono rappresentati dalla vocali e dalle consonanti. 14/11/2007

VOCALISMO => passaggio delle vocali dal LATINO CLASSICO (basato sulla lunghezza vocalica) al LATINO VOLGARE.

Nel latino si usano le lettere maiuscole.

A (lunga) = 2 A (brevi)

Nel latino classico ci sono i casi, ad esempio ROSA (A breve) è nominativo, ROSA (A lunga) è ablativo.

Il latino classico non aveva distinzioni d’altezza, ma solo brevi o lunghe.

A ; E ; I ; O ; U nel latino classico sono 10: 5 brevi, e 5 lunghe.

C’è un ordine naturale che varia a seconda della pronuncia. Vocali sono su una linea chiamata: SERIE. Ci sono vocali

anteriori o palatali, e vocali posteriori o velari.

L’ordine naturale è : I ; E ; A ; O ; U

Vocalismo latino classico:

I (lunga) I (breve) E (lunga) E (breve) A (breve) A (lunga) O (breve) O (lunga) U (breve) U (lunga)

VOCALI TONICHE => vocali che hanno l’accento

VOCALI ATONE => vocali che non hanno l’accento

Il latino classico non faceva distinzioni tra atone e toniche, però distingueva tra brevi e lunghe.

Nel passaggio dal latino classico al latino volgare:

VOCALE LUNGA diventa VOCALE CHIUSA

VOCALE BREVE diventa VOCALE APERTA

Non si conosce il motivo di tale passaggio.

In un certo periodo si è persa la lunghezza vocalica ed è rimasta l’apertura o altezza: da un sistema quantitativo si passa ad un

sistema qualitativo.

L’italiano atono ha 5 vocali. Tutte le lingue romanze hanno fuso le due A latine in una sola A.

La U aperta ha dato un suono simile alla O chiusa (es: nel siciliano).

In Italia abbiamo tre vocalismi:

- ROMANZO- ITALICO

- TONICO- SICILIANO (lingua e cultura greca)

- SARDO (5 vocali) 20/11/2007

VOCALISMO => come si sono evolute le vocali dal latino classico al latino parlato. Nel latino classico c’è la distinzione per

lunghezza.

ESEMPI: POPULUS ha due significati: con la O breve popolo, con la O lunga pioppo;

VENIT => viene (E breve), venne (E lunga).

La prima declinazione o classe nominale ha il femminile in A: A (breve) è nominativo/soggetto, A (lunga) è

ablativo/complemento di modo, strumento; esempio: domina (A breve) = una signora, domina (A lunga) = con la signora, per

la signora.

Le vocali latine sono 10: 5 brevi e 5 lunghe, il cui ordine naturale è:

U (lunga) U (breve) O (lunga) O (breve) A (breve) A (lunga) E (breve) E (lunga) I (breve) I (lunga)

Non si distingue tra vocali toniche e vocali atone.

TRATTI => elementi che compongono i suoni.

LUNGA E BREVE = QUANTITATIVA ; CHIUSURA E APERTURA = QUALITATIVA

SOSTRATO => nelle lingue nuove si innestano elementi delle lingue vecchie.

SANT’ AGOSTINO diceva che il suo popolo non distingueva la lunghezza, se si perde la quantità resta la qualità.

21/11/2007

VOCALISMO TONICO => 4 gradi X 2 serie

4 GRADI DI APERTURA X 2 SERIE (palatale o velare) – 1 = (4 x 2) -1 = 7

VOCALI TURBATE => la posizione delle labbra e la posizione della lingua sono uguali, questo crea dei problemi.

ITALIANO: 5 VOCALI TONICHE, 4 VOCALI ATONE.

Il vocalismo tonico del latino volgare è identico a quello dell’italiano.

DITTONGO => sequenza di due suoni vocalici nella stessa sillaba: vocale + semivocale.

In ITALIANO l’ACCENTO è LIBERO (non si può sapere dove cadrà) ed è DISTINTIVO (fa cambiare il senso delle parole).

Il vocalismo tonico del latino volgare continua nel fiorentino. Nel latino volgare scompaiono i superlativi assoluti, che

verranno reintrodotti dalla Chiesa, e con Dante, presenza del dittongo in parole colte, esempio: buonissimo.

28/11/2007

CONSONANTI => suoni prodotti con il rumore, massima chiusura

VOCALI => suoni prodotti con il massimo grado di apertura. 11/12/2007

Il LATINO è una lingua formata da DECLINAZIONI. I nomi e i verbi sono espressi dalle desinenze, la funzione è

riconosciuta tramite il caso, esempio: DOMINAM => azione veniva compiuta sulla signora.

Nelle vocali si perde la lunghezza, ad esempio: -M davanti a consonante cade (nell’accusativo). C’è un collasso dei casi,

infatti in italiano e nei dialetti c’è un solo caso, dal quale deriva:

- l’ORDINE DELLE PAROLE:

LATINO CLASSICO SCRITTO => ordine tendenzialmente debole, non molto importante in prosa, il verbo viene messo alla

fine con altre informazioni e all’inizio viene messo il soggetto. La sequenza più frequente è: S.O.V. (soggetto, oggetto,

verbo).

S.O.V. o O.S.V. il rapporto è dato dal caso, quando esso crolla si fissa l’ordine dei costituenti. Si passa da S.O.V. a S.V.O.,

cambiando l’ordine dei costituenti cambia il senso della frase.

In latino NON ci sono gli ARTICOLI, nel latino classico c’è UNUS = uno solo.

Con la diffusione del Cristianesimo, divenuta religione fondamentale dell’impero, si pensa a tradurre dal latino al volgare

(parola per parola).

- VERBO:

Molti cambiamenti: riduzione delle forme difficili per renderle più semplici e lineari aggiungendo altri elementi. Le forme

analitiche sostituiscono le forme sintetiche.

-R indica il passivo, oppure un’altra forma è : amatus sunt = sono stato amato.

Il futuro è un tempo complesso.

PERFETTO = compiuto, PRESENTE FUTURO = incompiuto.

Il futuro vero e proprio si forma con PERIFRASI. Il futuro del latino classico deriva dal congiuntivo, oggi è scomparso.

VI e VII secolo c’è il futuro romanzo col senso di dovere, esempio: LEGGERE, HO LEGGERE, DEVO LEGGERE.

FUTURO ROMANZO O ANALITICO è dover fare qualcosa.

Nasce il CONDIZIONALE => avere + infinito presente, avere passato remoto + infinito.

- LESSICO:

Alcune parole di oggi continuano il latino.

“APPENDIX PROBI” => appendice di parole latine scritte male e poi ricopiate bene, presumibilmente da Probo, grammatico

del I secolo. 12/12/2007

LATINO PARLATO => LATINO CLASSICO (SCRITTO) => I SECOLO A.C.

LATINO PARLATO => LATINO VOLGARE => 476

LATINO VOLGARE => VOLGARI ROMANZI (DIALETTI => LINGUE) => DALL’813

VOLGARI ROMANZI => FIORENTINO 1300 XIV SECOLO => ITALIANO 1525

ITALIANO => STANDARD (OGGI) E NEOSTANDARD

Dalle origini al I secolo a.C. il latino parlato diventa il modello scritto, accanto c’è il latino volgare, il latino classico è lingua

di una minoranza. Quando l’impero passa da pagano a cristiano i cristiani prendono come modello il latino classico scritto.

Sant’Ambrogio e Sant’Agostino sono gli ultimi esponenti del latino classico.

Il latino volgare si sviluppa in modo molto rapido. Ogni località elabora il suo latino volgare, si creano le moderne aree

dialettali.

DIALETTI => lingue parlate dalle località d’Italia: comuni (8500) + principali frazioni + Canton Ticino => sono circa 10000

i dialetti italiani. Da 8500 a 3500 dialetti risalgono all’età romana.

Tra V (476) e IX secolo (813) ogni località sviluppa il suo volgare.

Con CARLO MAGNO rinascono gli studi, egli unifica l’Europa occidentale sulla base del Cristianesimo. Nei centri cristiano

si riscopre il modello del latino classico dei grandi scrittori.

Alcuino da York propone a Carlo Magno il rinnovamento dell’impero sulla base della Chiesa, che impone ai maggiori

esponenti il latino classico.

813 => CONCILIO DI TOURS: omelia in volgare segna la nascita ufficiale delle lingue romanze.

VOLGARI => fasi dei nostri dialetti che sfociano il lingue.

In Italia non c’è un centro unitario, c’è solo un’unità culturale basata sul latino.

BRUNETTO LATINI => alto esponente politico ed importante intellettuale, guelfo (pro Papa, vs Ghibellini pro imperatore),

scrive l’enciclopedia in Francia e conia la parola Italia.

DANTE-PETRARCA-BOCCACCIO => lingua prosa e poesia in collegamento con il latino.

Italiano => fiorentino letterario del 1300 delle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio. Poi c’è l’UMANESIMO (fine

1300-1400).

1525 “Prose della volgar lingua” modello di Petrarca (poesia) e Boccaccio (prosa).

ITALIANO STANDARD => italiano descritto e prescritto nelle grammatiche. Il nostro standard è nato nel 1525 come lingua

scritta, letteraria.

STORIA SOCIO-LINGUISTICA:

813 CONCILIO DI TOURS

1265-1321 => DANTE, PETRARCA, BOCCACCIO (MUORE NEL 1375)

1525 => “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” DI PIETRO BEMBO

1840 => TERZA EDIZIONE DE “I PROMESSI SPOSI”

1954 => TV IN ITALIA

Col 1525 si risente della stampa: Aldo Manuzio, massimo stampatore, con Bembo: “Canzoniere”, “Divina Commedia”.

I massimi modelli latini sono: CICERONE (PROSA) E VIRGILIO (POESIA).

“quel tristo sacco che merda fa’ di quel che si trangugia” => XXVIII canto dell’Inferno, Dante si riferisce a Maometto, queste

affermazioni PLURILINGUISTICHE non stavano bene a BEMBO, come il che polivalente.

“Decameron” è un libro composito (peste nera del 1348), Bembo riprende il modello della giornata a TEMA TRAGICO, e

delle cornici (introduzione alle giornate).

Fine 1500 modello italiano.

“Prose della volgar lingua” dialogo sul modello di PLATONE. 18/12/2007

1525 pubblicazione “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” di BEMBO.

Dialogo sul modello di PLATONE => strumento scientifico, dialogo fittizio => tre libri: I e II lingua per letterati, III libro

regole grammaticali.

Bembo era un classicista, si basa su modelli di classicità latini classici: CICERONE (PROSA), VIRGILIO (POESIA).

Petrarca e Boccaccio.

A Bembo non interessa della lingua parlata.

Dante morto nel 1321, Petrarca 1374, Boccaccio 1375.

QUESTIONE LINGUA NEL 1500:

- MODELLO CLASSICISTA E ARCAIZZANTE: BEMBO

- MODELLO CORTIGIANO ED ECLETTICO (cambia da corte a corte): TRìSSINO E CASTIGLIONE

- MODELLO FIORENTINO CONTEMPORANEO: MACHIAVELLI

La stampa richiedeva un modello unitario, cioè quello classicista e arcaizzante.

1520-1530 l’Italia diventa “colonia” spagnola, possesso della Corona di Spagna. Scompaiono le corti.

19/12/2007

1525 => 1582 ACCADEMIA DELLA CRUSCA


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Linguistica italiana per l'esame del professor Vignuzzi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i fattori importanti per l'italiano, l'italiano e il fiorentino del 1300, il dialetto e la lingua, il latino volgare, il latino classico, l'ordine delle parole, l'evoluzione uso effettivo della lingua italiana, la radio e il cinema.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vignuzzi Ugo.

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