Linguistica italiana
"Ogni lingua antica o moderna, è stata in origine una lingua parlata". Da questa frase è possibile ricavare due punti fondamentali:
- Una delle caratteristiche che ci distingue dalle altre specie è quello di saper comunicare attraverso il codice più complesso che esista, che è il codice verbale, la lingua.
- Ogni lingua nasce come parlata e diventa scritta in un secondo momento.
La lingua orale e scritta rispondono a delle regole, ma tendenzialmente quella scritta segue delle regole più stringenti e vincolanti. La lingua parlata è nata insieme alla civiltà e più quest'ultima progrediva, più si sviluppava la lingua poiché diventavano sempre più complesse le esigenze che l'uomo doveva soddisfare. Di conseguenza, aumentando le esigenze, insieme all'evoluzione della lingua si è evoluta anche la scrittura e i supporti che permettono la sua realizzazione. Questa esigenza di tradurre la lingua orale in lingua scritta è nata per attività lavorative, non a caso ad esempio l'invenzione dei numeri è documentata molto prima rispetto a quella dei codici di scrittura (servivano ad esempio per conteggiare il bestiame, i membri della comunità, ...).
Principi fondamentali del testo scritto
Testo
Il termine " " deriva dal latino "textus" che è il participio passato del verbo "texere" che significa cucire. Infatti il testo va considerato effettivamente come un tessuto di parole che si incastrano tra loro. Ed è testo sia una comunicazione verbale che scritta. In entrambi i casi abbiamo dei prerequisiti fondamentali: un emittente, che è il soggetto che formula un discorso, un contenuto comunicativo e un destinatario che lo recepisce. Destinatario aperto: un destinatario che varia nel corso del tempo. Vi sono artisti che non compongono solo per i propri contemporanei, ma sperano che la propria opera sia trasmessa in futuro. Di conseguenza si hanno destinatari diversi rispetto all'origine in cui un'opera è stata scritta.
Francesco Sabatini
Il linguista classifica i testi in base a ciò che lui definisce "grado di rigidità" che i testi lasciano alla loro interpretazione da parte del destinatario:
- Grado alto – si tratta dei testi definiti scientifici o normativi. Ad esempio il cartello dello Stop perché come testo ci comunica che nel punto in cui è collocato bisogna fermarsi e dare precedenza. Non ci sono possibilità di interpretazione, è un concetto chiaro che è subito recepito e rispettato.
- Grado basso – testi dove l'interpretazione è aperta, in generale sono le opere letterarie. Ad esempio nella poesia vi sono in pochissime parole dei significati molto complessi.
I prerequisiti fondamentali del testo, affinché si possa parlare di un testo scritto in modo corretto, sono:
- Coesione: legato ai rapporti grammaticali e sintattici tra i vari costituenti del testo.
- Coerenza: legato strettamente al significato globale del testo.
Coesione
Riguardo la coesione abbiamo:
- Concordanza di numero tra soggetto e predicato
- Concordanza di genere
- Corretto ordine delle parole
Inoltre nella coesione testuale giocano un ruolo importante i:
- Coesivi: sono elementi testuali che richiamano qualcosa che è stato già dichiarato.
Uso dei pronomi --> (sono i più utilizzati. Prefisso "pro" che sta ad indicare "al posto di")
Es. Nel panorama letterario italiano Dante viene spesso citato come "padre della lingua italiana". L'appellativo gli è stato attribuito nel corso dei secoli da moltissimi letterati e studiosi, dato che nella Commedia egli è riuscito a condensare molte varietà di lingua espresse da un lessico vario.
Sostituzione lessicale --> (utilizzando ad esempio i sinonimi)
Es. Oggi in banca si è presentato un ragazzo che aveva intenzione di aprire un conto. Il giovane si è recato allo sportello e ha sbrigato tutte le pratiche per concludere la procedura.
Riformulazione --> (uso di sostantivi che richiamo l'identità dell'elemento che abbiamo già pronunciato)
Es. Michelangelo Buonarroti è stato indubbiamente uno dei personaggi chiave del Rinascimento internazionale. Tuttavia, l’artista / il grande personaggio non aveva un carattere facile, che lo portava spesso a litigare con amici, conoscenti e addirittura con i propri committenti.
- Connettivi: elementi grammaticali che sostengono i rapporti logici e sintattici tra i vari costituenti frasali.
Esempi:
- Ha ottenuto il posto perché nel colloquio ha dimostrato di essere competente.
- Non hai riordinato la camera, quindi non hai il permesso di uscire.
- Ha ottenuto il posto, dunque nel colloquio ha dimostrato di essere competente.
- Non hai riordinato la camera perché non hai il permesso di uscire.
Cambiando i connettivi può cambiare completamente il significato della frase.
Coerenza
Esempi:
- Domani alle 11 di mattina parto per il Brasile. Domani passa a casa mia all’ora di pranzo, così ci prendiamo un caffè.
- Oggi c'è un sole che spacca le pietre. Prendi l'ombrello.
I legami grammaticali sono corretti, ma viene meno il significato del testo perché non vi è coerenza tra le due parti dell'enunciazione. La coerenza deve valere sempre, ma soprattutto per i testi informativi e argomentativi, poiché sono dei testi concepiti per una circolazione ufficiale e non possono permettersi di non essere precisi e coerenti nel disporre l'informazione del discorso.
La coerenza può essere semantica o stilistica:
- Semantica - La si riferisce alla scelta errata di un costituente in base a ciò che stiamo esprimendo.
- Stilistica - La si riferisce ad esempio all'uso di termini formali in argomenti ufficiali e professionali.
Coerenza Semantica --> esempio: Oggi il professore ha *lavato 22 compiti in classe.
Coerenza Stilistica --> esempio: La Commedia di Dante è un'opera *veramente ganza perché racconta *cose che spaccano. In un contesto altamente formale, certi termini possono essere utilizzati, ma tutto dipende sempre dal contesto e bisogna avere una certa proprietà del linguaggio che permette di utilizzare concetti diversi in contesti diversi.
Ulteriori differenze tra scritto e parlato
Ci sono delle differenze sostanziali nell’uso nella lingua a seconda che si produca un testo scritto o un testo parlato. Innanzitutto nel linguaggio parlato vi è la possibilità di affidarsi a dei codici ausiliari che tendenzialmente hanno un’importanza secondaria rispetto all’uso delle parole, ma sono comunque molto utili ai fini dell’espressività.
Codici ausiliari nel parlato
- Linguaggio mimico --> È un linguaggio legato alla conformazione che assume il volto mentre parliamo, o anche il nostro sguardo. In alcuni casi tale linguaggio può sostituire le parole, però nella maggior parte dei casi non è così, ma tale linguaggio accompagna semplicemente le parole, infatti la mimica del volto segue il significato delle parole pronunciate.
- Linguaggio gestuale --> Questo linguaggio riguarda i movimenti del corpo, e nello specifico delle braccia, delle mani e della testa. Anche in questo caso è possibile una sostituzione delle parole con tale linguaggio, come ad esempio il saluto con la mano. Però non bisogna intendere questo linguaggio gestuale come linguaggio universale (non esiste un gesto valido per tutti).
- Linguaggio prossemico --> Questo linguaggio riguarda la distanza fisica che noi stabiliamo con il nostro interlocutore e che varia in base al contesto. Quando pronunciamo dei testi orali ci appoggiamo quasi sempre a questi codici ausiliari ai fini dell’espressività, per rendere maggiormente assimilabile il nostro discorso.
Questi linguaggi però sostituiscono raramente le parole, poiché riescono a trasmettere solo dei linguaggi elementari e immediati, come ad esempio sì, no, ok. Per trasmettere messaggi più complessi sono necessarie le parole, tant'è che il linguaggio verbale è un codice che caratterizza solo noi uomini.
Tendenzialmente si pensa che lo scritto sia una sequenza parlata scritta su carta. In altri termini si pensa che il contenuto sia lo stesso, ma cambia solo il canale di comunicazione: in un caso è scritto e nell'altro caso è parlato. Ma in realtà non è così, il parlato di per sé termina la sua funzione nell'immediatezza della comunicazione. In più, quasi sempre, è fortemente influenzato dal contesto in cui viene pronunciato.
Il testo parlato è immediato, si rivolge al presente e tendenzialmente segue delle regole meno stringenti. Lo scritto invece supera le barriere del presente.
Parlato (VS scritto)
Nel parlato si può fare riferimento al contesto in cui si pronuncia un discorso tramite:
- Presupposizioni: consiste nel dare per scontato un elemento non dichiarato nel discorso.
- Deissi: consiste nel fare riferimento diretto al tempo, allo spazio o ai soggetti implicati nel discorso.
Mentre nel parlato si danno per scontati alcuni elementi, nel testo scritto si tende a precisare di più, tali elementi devono essere per forza esplicitati. Esempio:
- È arrivato ieri --> disse che era arrivato il giorno prima/lunedì 19 Luglio.
- Lascia il telefono lì --> gli disse di lasciare il telefono sul tavolo.
- Io sono di Firenze --> Lorenzo/il giovane disse di essere di Firenze.
Con la deissi (-->) si fa riferimento a un contesto specifico, si aggiungono delle informazioni che nel parlato risultano scontate.
Ulteriori differenze tra scritto e parlato
- Possibilità di retroazione --> È la possibilità che abbiamo nel parlato di modificare il messaggio in base alla reazione dell'interlocutore. Una caratteristica che invece non possiamo attuare nello scritto. (ad esempio diamo indicazioni stradali a un passante, dall’espressione sembra di non aver compreso il nostro discorso, allora lo rispieghiamo ripartendo dall’inizio)
- Obbligo di svolgimento lineare --> Riguarda il destinatario e si tratta di una scansione del tutto personale dei contenuti che si vanno a leggere. È una caratteristica non applicabile nel parlato, ma quest'ultimo viene compreso così per come viene pronunciato.
- Limitazione alla sfera uditiva --> Il parlato funziona soltanto sfruttando il canale uditivo. Anche lo scritto può essere sfruttato nello stesso modo poiché può essere letto ad alta voce di fronte a qualcuno. Però nella maggior parte dei casi, allo scritto corrisponde una lettura privata. Lo scritto, tendenzialmente, risponde a delle regole più stringenti rispetto al parlato, poiché lo scritto non deve soddisfare soltanto l’orecchio, ma anche l’occhio, cioè ci sono delle regole che dal punto di vista della presentazione grafica delle parole devono essere rispettate, come ad esempio separare correttamente le parole secondo il loro valore grammaticale. (esempio: nello scritto “a casa”, nel parlato lo pronunciamo unito -> accasa)
Riassunto
Un riassunto è la sintesi di un testo, scritto o parlato, narrativo o argomentativo. Ma vi sono testi che non possono essere riassunti, e questo vale per i testi normativi o regolativi, dove tutto è ridotto all'essenziale, a patto che siano scritti bene. Il riassunto, rispetto agli altri esercizi, ha qualcosa in più e prevede due momenti:
- La comprensione in tutte le sue parti:
- Lettura del testo di partenza
- Definizione dei blocchi informativi (parti di testo che contengono una parte dell’informazione che viene più o meno sviluppata. È come se fossero dei mattoni che uno dopo l’altro costruiscono il significato del testo)
- Gerarchizzazione dei blocchi in base alla loro importanza
- La riformulazione che è la scrittura del nostro testo in sintesi, che risulta vincolata dallo spazio a disposizione: si parte dai blocchi informativi essenziali fino a quelli meno importanti.
Parafrasi
Rispetto al riassunto, la parafrasi ha innanzitutto lo scopo di affiancare a un testo di partenza una versione semplificata ed esplicativa che guidi la sua lettura. Inoltre non funziona come testo autonomo poiché non sostituisce il testo di partenza, ma appoggia quest’ultimo, è sostanzialmente uno strumento di comprensione, di conseguenza la lettura del testo di partenza e della parafrasi deve essere parallela.
La parafrasi si compie quando il testo di partenza viene giudicato di difficile comprensione per morfologia, per lessico e per sintassi, e nei brani letterari per il fatto che al loro interno si impiegano degli artefici retorici e stilistici complessi da intendere. Parafrasare comunque non vuol dire produrre un testo eccessivamente semplice, ma bisogna mantenere un registro abbastanza alto e nello stesso tempo chiaro e comprensibile. Come il riassunto, la parafrasi presuppone la corretta comprensione del testo di partenza. Se il testo di partenza non si comprende, risulta impossibile compiere una parafrasi e quindi una giusta interpretazione.
Esempio: Dante si trova nel cerchio dei golosi che vengono presentati come delle anime dannate immerse nel fango.
Io sono al terzo cerchio, de la piova eterna, maladetta, fredda e greve; regola e qualità mai non l’è nova.
--> Mi trovo ora nel terzo cerchio dell’Inferno, il cerchio caratterizzato dalla pioggia che eternamente cade sui dannati, maledetta dai dannati per la sua costanza e violenza, gelida e flagellante; non c’è in essa mai mutamento di norma e di natura, continua a cadere e cadrà per l’eternità nello stesso modo, con lo stesso ritmo violento e con la stessa qualità.
(Di Salvo) La parafrasi viene svolta per tutto il testo, indipendentemente dal grado di difficoltà dei vari passi. Di Salvo aggiunge degli elementi che risultano impliciti nel testo di Dante, e lo fa per la chiarezza espositiva. Inoltre non avviene una semplice trasposizione letterale del testo di partenza (ad esempio greve non significa flagellante, ma pesante). Maladetta - (maledetta dai dannati per la sua costanza e violenza – portatrice di mali e sofferenze) Vi sono varie interpretazioni: aggettivo attribuito alla pioggia dai dannati, oppure aggettivo che è una caratteristica che riguarda a prescindere la pioggia.
Grandine grossa, acqua tinta e neve per l’aere tenebroso si riversa; pute la terra che questo riceve.
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