Fonetica acustica e articolatoria
Fonetica acustica: studia non la meccanica con cui vengono prodotti i suoni, ma i suoni stessi nelle loro caratteristiche fisiche di onde che si propagano attraverso un mezzo elastico.
Fonetica articolatoria: studia la meccanica con cui vengono prodotti i suoni.
Suoni e suoni linguistici
Suono: onda prodotta da un corpo in vibrazione regolare e sufficientemente rapida in un mezzo elastico come l'aria. Propagandosi, produce una sensazione uditiva.
Suoni linguistici: suoni prodotti dall'apparato fonatorio umano, funzionali alla comunicazione verbale (altri suoni possono essere utilizzati a scopo comunicativo senza però avere caratteristiche linguistiche, es. grido di dolore). In un'ottica fonologica ristretta, l'italiano presenta una trentina di suoni linguistici.
Apparato fonatorio, la fonazione e l'articolazione
Strutture anatomiche coinvolte nella produzione dei suoni linguistici: respiratorio e digerente → transapparato fonatorio.
Fonazione: produzione di suoni linguistici in quanto risultato di un'attività pneumatica svolta da specifici organi (polmoni) che veicolano un flusso d'aria attraverso un insieme di cavità situate sopra la laringe (laringo-faringo-bucco-nasali), la cui forma e dimensione può essere modificata abbastanza liberamente.
Articolazione: processo di modificazione della forma delle cavità sovralaringee. Solo a seguito di questo processo si realizzano i suoni linguistici.
Articolatori mobili: labbra, lingua, mascella, velo palatino e laringe.
Articolatori fissi: denti, palato duro, faringe.
La conformazione dell'apparato fonatorio incide sulle caratteristiche dei suoni emessi in quanto modifica la configurazione fonematica delle onde sonore generate dal meccanismo pneumatico.
Subglottidale e sovraglottidale
Suddivisione dell'apparato fonatorio: subglottidale e sovraglottidale.
Glottide collega polmoni con faringe, laringe e bocca. Apertura mobile, chiusa da un "coperchio" costituito da corde vocaliche o pliche vocaliche. Oggetti costituiti da piegatura di pelle interna guidata da un piccolo gruppo muscolare e alcune cartilagini che permettono ruotando di chiudere o lasciare aperto il foro (glottide).
Nelle lingue europee i suoni linguistici sono prodotti in modalità espiratoria. L'aria parte dai polmoni, attraversa i bronchi, giunge alla trachea ed esce dalla glottide. Se la glottide è chiusa, avviene la produzione di un suono. Pliche vocaliche accostate → vibrazione; pliche vocaliche separate → no vibrazione.
Solo nella fase inspiratoria si fa fatica, abbassando il diaframma ed espandendo la cassa toracica.
Distinzione tra fonetica e fonologia
Fonetica: branca della linguistica che si occupa della rappresentazione dei suoni nella loro materialità, legata alla struttura del significante.
Fonologia: rappresentazione di tipo modellistico, delinea tratti oppositivi che permettono al sistema di funzionare, un set di caratteristiche simili ma non identiche a quelle della fonetica.
Distinzione tra fono e fonema
Fono: entità fonetica utilizzata a fini linguistici, realtà nelle sue caratteristiche articolatorie, in relazione al modo in cui viene prodotto o alle caratteristiche fisiche (energia con cui viene articolato, tipo di frequenze coperte, quantità energia scaricata su frequenze, presenza di formanti specifiche...). La fonologia si occupa di queste entità, ma solo in quanto rendono possibile creare opposizioni tra morfemi.
Fonema: fono che permette di creare almeno un'opposizione tra due morfemi diversi. Cane e pane si distinguono per i due foni diversi, che sono dunque fonemi. Non tutti i foni sono necessariamente fonemi. Una lingua ha più foni che fonemi.
I foni che non sono fonemi sono allofoni o varianti libere.
Allofono: manifestazione particolare posizionata nel contesto di un fonema, variazione fonetica modificata dal contesto, distribuzione complementare.
Distribuzione libera e complementare
I fonemi sono in distribuzione libera, x può occupare la stessa posizione di y. Gli allofoni invece sono in disposizione complementare, ovvero x1 non può mai stare in x2, non si possono creare coppie minime.
Esempio: gli italiani settentrionali distinguono fra é e è, ma nessuno crea coppie minime con é e è, quindi non sono fonemi dell'italiano milanese, sono foni/allofoni. Rappresentazione [e] chiusa, [ɛ] aperta. C'è una sola vocale media nell'italiano di Milano /e/.
Tra parentesi quadre si rappresentano i foni, tra barre oblique i fonemi. /e/ è un fonema, [e] e [ɛ] sono due foni allofonici. Coppia minima: due morfemi che si distinguono solo per un fonema. Ci sono alcuni fonemi che hanno un alto rendimento fonologico, es. /p/ e /b/, altri hanno un rendimento bassissimo: /j/ contrapposto a /i/, Piano e Piiano.
Variante libera: variazione nella realizzazione di un fonema, ma non determinata dai fattori esterni. Es. Chi ha l'r moscia.
Inventario fonologico di una lingua: insieme di fonemi in una lingua. L'italiano ha un inventario fonologico abbastanza semplice che nella rappresentazione più comune conta 7 vocali e 23 consonanti. Altre rappresentazioni ne contano più di 40, contando come fonemi diversi le consonanti lunghe e brevi, es. /t/ e /tt/.
Neustralismo fonologico
Neutralizzazione: una coppia fonologica smette di essere tale → Opposizione neutralizzata: i due fonemi non si oppongono più. La neutralizzazione di una coppia fonologica si può ottenere tramite l'artificio modellistico dell'arcifonema.
L'arcifonema è una realtà modellistica (dominio della fonologia) con cui si rappresentano i contesti di neutralizzazione – coppia fonologica smette di essere tale; es. distribuzione difettiva, oppure itastandard =/= settentrionale. Rappresentato con una lettera maiuscola. Insieme di tutti i tratti altrimenti oppositivi di una coppia fonologica neutralizzata.
Quando una coppia minima si neutralizza non si contrappone più rispetto a un tratto, ma continua ad opporsi agli altri. Es. Fuso e fuso si contrappongono tra loro per sonorità, mentre a furo per altri motivi.
Contoide e vocoide – concetti fonetici
Consonante e vocale – concetti fonologici. Grammatica di Giannettino: Vocale – può essere pronunciata singolarmente. Consonante – necessita di vocale per essere pronunciata.
I fenomeni fonetici si guardano in ottica fonetica e fonologica. Fonetica → suono "vocalico" è suono prodotto senza costrizione → vocoide; fonologica → la vocale occupa la parte centrale della sillaba, mentre la consonante la periferia.
MA non è sempre così: La definizione di vocale dal punto di vista fonetico e quella dal punto di vista fonologico non coincidono perfettamente. Esistono consonanti come r e n che non necessariamente occupano posizione periferica.
Vocale – occupa posizione centrale.
Consonante – occupa posizione periferica.
Fenomeni sovrasegmentali
Fenomeni sovrasegmentali: non riconducibili immediatamente al singolo segmento.
Accento e rima: La curva intonativa fornisce informazioni, ma non pertiene alla singola entità fonetica, è caratteristica al di sopra del singolo segmento → caratteristica sovrasegmentale.
Unità minima del fenomeno sovrasegmentale: sillaba.
Struttura della sillaba
Sillaba: costituente fonologico di livello superiore al singolo fonema, organizzato gerarchicamente e dotato di struttura variabilmente complessa. Alcune hanno struttura molto semplice: solo nucleo. Altre complesse: vocale + elementi sinistri e destri che formano la periferia.
Struttura base: Attacco (max 3 contoidi) + Nucleo.