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Linguistica, lingue, linguaggio e comunicazione

La linguistica è un ramo delle scienze umane che studia la lingua. Si divide in linguistica generale, che studia cosa sono, come sono fatte e come funzionano, e linguistica storica, che si occupa di come le lingue si sono evolute nel tempo e del rapporto tra lingue e cultura.

Oggetto della linguistica: lingue storico-naturali

Le lingue storico-naturali sono nate spontaneamente e sono espressione del linguaggio verbale umano, una facoltà innata dell’homo sapiens. I nostri geni sono al 98% comuni con quelli dello scimpanzé, ma la linguistica si occupa del 2% di quei geni che si differenziano dai nostri antenati e che ci permettono di comunicare.

Le differenze che caratterizzano l’homo arcaico includono la postura eretta, una scatola cranica più voluminosa, la presenza di strumenti e la modalità di impugnatura (grazie al pollice opponibile), e la posizione del collo. L’homo sapiens, apparso circa 200.000 anni fa, è caratterizzato dal fatto di essere parlante.

Ciò che distingue il linguaggio umano è l’articolazione fonetica e la sintassi (la capacità di combinare parole). Fondamentale per la fonetica è la posizione eretta (con la laringe posizionata più in basso) e una lingua più flessibile e mobile rispetto agli altri animali.

I vantaggi delle parole includono l’arbitrarietà (nulla di naturalmente determinato, ma solo il significato che i parlanti stabiliscono alle parole), la precisione, la possibilità di funzionare anche al buio, e il fatto che lasciano le mani libere.

Altri linguaggi e comunicazione non verbale

  • Linguaggi animali
  • Gesti (gestuale): mano alzata, autostop, vittoria
  • Espressioni e mimo (espressiva): perplessità, consenso, stupore
  • Simboli (semiotica): semaforo, rosa rossa, crisantemo
  • Figure, disegni, rappresentazione (iconica): freccia d’indicazione, non fumare

Un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicarlo. Secondo una concezione molto ampia, tutto può comunicare qualcosa e quindi essere interpretato. In senso lato, comunicazione equivale a un passaggio di informazione. È fondamentale l’intenzionalità: si ha comunicazione quando un comportamento prodotto dall’emittente per far passare informazione viene recepito dal ricevente come tale, altrimenti è un semplice passaggio di informazione.

Categorie della comunicazione

  • Intenzionale: vi è intenzione (emittente) e interpretazione (ricevente)
  • Non intenzionale: emittente non intenzionale + ricevente (es: tosse)
  • Per interferenza: nessun emittente + interpretante (es: ghiaccio=interpreto che la temperatura è sotto lo 0)

I segni alla base della comunicazione

L’entità che fa da supporto alla comunicazione è il segno, che è l’unità fondamentale di essa. Esistono diversi tipi di segni:

  • Indici: motivati naturalmente/non intenzionali, basati sul rapporto causa-effetto (es: starnuto=avere il raffreddore, nuvole scure=sta per piovere)
  • Segnali: motivati naturalmente/usati intenzionalmente (es: sbadiglio volontario=sono annoiato, canti di uccelli per segnalare il proprio territorio)
  • Icone: motivati analogicamente/intenzionali, basati su analogia (es: uscita di emergenza, carte geografiche, diagrammi)
  • Simboli: motivati culturalmente/intenzionali (es: colore nero=lutto, rosso del semaforo=fermarsi)
  • Segni in senso stretto: non motivati, intenzionali (es: segni linguistici)

Loghi

  • Logo Carpenter: icona + segno in senso stretto
  • Let's Run: icona scarpe da corsa, segno in senso scritto, simbolo
  • Apple: solo simbolo
  • Lacoste: segno in senso stretto, simbolo (se fosse icona, Lacoste si occuperebbe di coccodrilli)
  • WWF: segno in senso stretto, simbolo panda
  • Coca Cola: segno in senso stretto

Lingue e linguaggio

Nel mondo si parlano tra le 6000 e 7000 lingue da 6 miliardi di persone. In Europa ci sono 255 lingue native (3% del totale mondiale).

10 lingue più parlate

  • Cinese - Cina, 3 paesi, 1000 milioni parlanti
  • Inglese - Regno Unito, 112 paesi, 1000 milioni parlanti
  • Hindi-Urdu - India, 20 paesi, 594 milioni parlanti
  • Spagnolo - Spagna, 44 paesi, 500 milioni parlanti
  • Arabo - Sud Arabia, 57 paesi, 255 milioni parlanti

L’importanza di una lingua è data da:

  • Numero di parlanti
  • Uso nei rapporti internazionali, nella scienza
  • Importanza politica ed economica dei paesi in cui è parlata
  • Tradizione letteraria e culturale
  • Insegnamento della lingua nelle scuole
  • Numero di parlanti non nativi

Lingue in pericolo

Le piccole lingue senza tradizione scritta sono a rischio. Lingue circondate da lingue dominanti hanno visto estinguersi il 4% delle lingue negli ultimi 60 anni, mentre il 43% sono in pericolo. Il 90% delle lingue del mondo non esistono su internet e l’85% degli alfabeti è sul punto di scomparire.

Lingue in minoranza

Sono diverse dalla lingua nazionale, a rischio, con un numero ristretto di parlanti e spesso legate a fenomeni migratori che le caratterizzano. In Italia, ad esempio, vi è una vasta quantità di dialetti parlati.

Dialetti

I dialetti spesso non hanno una scrittura, sebbene alcuni abbiano una buona tradizione letteraria, ma minore rispetto a una lingua nazionale. Hanno un minor numero di parlanti e un vocabolario meno vasto, poiché non hanno uno statuto ufficiale, anche se alcuni vantano un lessico ampio. Non sono ufficiali e raramente usati in contesti formali. Tuttavia, ogni dialetto possiede una propria grammatica, anche se non scritta. Il Piccolo Principe è stato persino tradotto in dialetto. I dialetti sono considerati di minor prestigio e confinati ad alcuni ambiti.

Principali differenze tra lingua e dialetto

La lingua ha una norma scritta, codificata (vocabolari). Tra lingua e dialetto ci sono passaggi sfumati: agli estremi vi è un italiano formale parlato e scritto e un dialetto locale. Le varietà in mezzo sono un continuum. L’italiano regionale mostra forti tratti del dialetto, manifestandosi tanto nell’accento quanto nell’intonazione.

Multilinguismo

Il multilinguismo è una caratteristica della maggior parte dei parlanti, molto presente negli Stati Uniti a causa dell’emigrazione. In Scozia vi è una presenza maggiore rispetto alla Gran Bretagna, che ha come lingua madre l’inglese e tende ad essere monolingue. Il multilinguismo offre molti vantaggi in Africa, dove ci sono paesi con lingue ufficiali e non, ma comunque riconosciute e diffuse con un ruolo ben visibile.

Lingue pidgin

Formate soprattutto nel 1800 in situazioni di colonialismo, quando le popolazioni con lingue prevalentemente europee si trovavano in paesi dove dovevano comunicare con gli abitanti del luogo che parlavano lingue diverse. Sono un misto della lingua dei popoli che abitano nelle nuove regioni scoperte e colonizzate e la lingua portata dagli europei. Sono miste e artificiali.

Dalle lingue al linguaggio

Il linguaggio umano comprende tutte le lingue e si riferisce alle loro proprietà comuni. Glimberg, fondatore della tipologia linguistica, riconosce in lingue diverse caratteristiche comuni. Studi sulle proprietà comuni delle lingue rappresentano un momento fondamentale di trasformazione della linguistica. Il fondatore della grammatica universale, Chomsky, si concentra sulle strutture che permettono di comunicare attraverso le lingue, essenzialmente uguali ma universali.

Proprietà universali del linguaggio

  • Biplanarità del segno linguistico: il fatto che ci siano in un segno due facce compresenti. Importanti le nozioni di significante e significato. Il significante è la parte fisicamente percepibile del segno, quello che cade sotto i nostri sensi, una modificazione fisica a cui è associabile un significato: il contenuto, il significato è la parte non materialmente percepibile. I segni sono costituiti dal significante e dal significato. Un codice è un insieme di corrispondenze fra significati e significanti e un segno come l’associazione di un significante e un significato.
  • Arbitrarietà del segno linguistico: non c’è alcun legame naturalmente motivato fra il significante e il significato di un segno. Es: il significante gatto non ha nulla a che vedere con l’animale gatto, ciò vuol dire che i rapporti tra loro non sono naturali, ma posti per convenzione. I segni linguistici sono arbitrari, altrimenti le parole nelle diverse lingue dovrebbero essere simili. Quattro tipi di arbitrarietà: triangolo semiotico. Ai tre vertici vi sono: significante, attraverso la mediazione di un significato, si riferisce a un elemento della realtà esterna: un referente. Il rapporto tra significante e referente non è diretto, ma mediato dal significato.

I quattro tipi di arbitrarietà quindi sono:

  1. Rapporto tra segno e referente: non c’è legame naturale di derivazione dell’uno dall’altro.
  2. Rapporto fra significante e significato: il significante sedia non ha a che vedere con il significato “oggetto di arredamento che serve per sedersi”.
  3. Rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza (materia) del significato: es: bosco/legno/legna - francese “bois”, l’italiano riconosce tre significati, mentre il francese una sola entità.
  4. Rapporto tra forma e sostanza del significante: ogni lingua organizza secondo dei propri criteri la scelta dei suoni pertinenti distinguendo le entità rilevanti della materia fonica. Es: la quantità delle vocali, in italiano ha una sola “a”, in tedesco esistono parole con “a” breve e lunga.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giovannadusini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Cordin Patrizia.
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