Linguistica
Il sistema consonantico germanico
Il sistema consonantico germanico subì un enorme cambiamento nel corso del tempo. Ad esempio, le palatali non esistono nel germanico, ma confluiscono nelle altre categorie, specialmente le velari. Vi sono solo quattro luoghi di produzione di occlusive e uno per le fricative. L’Indoeuropeo conosce solo le alveolari fricative e non conosce le occlusive sorde, come attestato dalla parola sanscrita tahabharatha, ma non viene testimoniato nell’Ittita e nel Lineare B.
Breve storia dell'Indoeuropeo
Tra la fine del XVIII e inizio del XIX secolo si inizia a concepire l’idea di Indoeuropeo quando funzionari inglesi con percorsi scolastici classici iniziarono a notare che in India molte parole della lingua antica usata nelle funzioni religiose, il Sanscrito, non erano così diverse dal greco e dal latino. Da lì, il sanscrito venne considerato la lingua più antica e di conseguenza le consonanti del Sanscrito sono le stesse dell’Indoeuropeo, cioè è la lingua più vicina all’Indoeuropeo standard.
Agli inizi del XX secolo però si scoprono in Anatolia delle tavolette scritte a caratteri cuneiformi, come l’Assiro e il Babilonese, e la si ritiene imparentata, una lingua semitica (aramaico ed ebraico), cioè l’Ittita. Non la si comprende fino agli anni ‘20 quando qualcuno prova a trattarla come una lingua Indoeuropea. Le testimonianze sono molto più vecchie delle più antiche che avevamo del sanscrito, e da ora ci si basa sull’Ittita per capire come fosse l’Indoeuropeo.
L’Ittita però possiede solo le occlusive sorde non aspirate, quindi è l’Indoeuropeo che ne ha persa una o il sanscrito che ne ha guadagnata una? Successivamente, Michael Ventris prova a decifrare una scrittura ideoforme, il Lineare B, scrittura di Creta di età Minoica, cioè precedente ai greci, la popolazione che era stata distrutta dal collasso della caldera del vulcano dell’isola. Questi avevano due sistemi di scrittura, il Lineare A e il B; finora l’A non è ancora stato compreso, mentre il B è una lingua un po’ più recente dell’Ittita, e ha le tre serie sorde non aspirate, quindi sappiamo che è il sanscrito che ne ha introdotta una.
Le similitudini notate dai funzionari vengono studiate fino alla concezione di “Indoeuropeo” e nel 1822 Jakob Grimm, uno dei due fratelli Grimm, nella seconda edizione della Deutsche Grammatik spiega la differenza sostanziale tra il sistema consonantico germanico da quello Indoeuropeo, formulando le tre leggi di Grimm, con le seguenti conseguenze:
- Tutte le consonanti germaniche sono interessate, cambia l’intero sistema;
- Non interessa la collocazione delle consonanti all’interno della parola, succede sempre;
- Cambia il modo di produzione ma non il luogo di produzione del suono (es. una dentale rimane dentale).
L’esito finale più evidente è che i suoni fricativi, praticamente non esistenti se non per quelli alveolari, si arricchiscono enormemente nel sistema germanico.
Leggi di Grimm
1. Occlusive sorde non aspirate diventano fricative sorde
- Occlusive sorde NA → Fricative sorde
- Labiali P F
- Dentali T Þ
- Velari K H
- Labiovelari Kw Hw
Esempi dall'Indoeuropeo (IE) al germanico (GMC)
- IE* NEPO(T) (nipote) GMC*NEFO
- Labiale PELU (quantità) FELU
- Dentale TU (pronome 2da persona)
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