Sociolinguistica e uso del linguaggio
L'uso del linguaggio è caratterizzato da un altissimo tasso di variabilità. Infatti, ci sono numerose varietà di italiano, dove per varietà si intendono i modi di dire la stessa cosa.
Come massimizzare il processo linguistico?
Scegliendo l'adeguata varietà linguistica. Attivare la giusta varietà linguistica vuol dire essere bravi a comunicare.
Chi è bravo a comunicare?
Colui che conosce più varietà linguistiche e sa usare quella adatta alla situazione.
Perché scegliere una certa varietà?
Ci sono vari parametri in base ai quali scegliamo una certa varietà:
- Interlocutore → Esempio: se ci rivolgiamo a un pastore, sarà meglio parlargli in dialetto.
- Argomento → Esempio: nei paesi arabi, se si parla di religione lo si fa solo ed esclusivamente in arabo antico e non in dialetto.
- Situazione comunicativa → Ovvero il contesto in cui avviene il dialogo. Esempio: se si parla fra amici si userà un certo linguaggio, ma se si avvicina un professore per assistere alla conversazione, allora il registro cambierà immediatamente.
- Sesso non biologico → Ma sull'essere maschi e femmine in una determinata cultura. Esempio: negli anni '60 una donna si rivolgeva a un uomo in italiano per collocarsi, anche se idealmente in un certo segmento sociale. Esempio: in Armenia le donne sanno le parolacce ma non le dicono mai, mentre gli uomini dicono le parolacce solo se non sono in presenza di donne.
Da che cosa dipende la variazione?
La variazione è connessa all'uso della lingua, soprattutto al linguaggio come sistema di socialità. Per imparare una lingua bisogna stare in mezzo alla gente che la parla.
Ma che cosa studia la sociolinguistica?
Studia le varietà e i parametri (rapporti fra l'uso della lingua e la socialità) di una certa lingua.
- Varietà linguistiche
- Rapporto fra l'uso della lingua e i gruppi sociali
- Covarianza fra fatti sociali e linguistici (ci sono dei collegamenti stabili?)
Una divisione interna
Linguistica interna: studia il funzionamento della lingua.
Linguistica esterna: è la sociolinguistica. Studio della lingua e del rapporto lingua/utenti. Esempio: dal punto di vista interno, le parole viso, faccia e volto sono identiche perché hanno un rapporto di sinonimia, ma dal punto di vista esterno la parola faccia è molto più familiare delle altre due e quindi verrà usata per esempio in famiglia (“Va' a lavarti la faccia!”), mentre la parola viso è più professionale e quindi sarà più comune vederla usata da un'estetista (“Pulizia del viso”).
Assiomi riguardo la sociolinguistica
- La sociolinguistica si occupa di fatti osservabili, al contrario della linguistica interna e non si occupa del meccanismo cognitivo che ci sta dietro.
- Ogni individuo impara a parlare interagendo con una comunità. Quindi ogni lingua è sia una proprietà individuale, sia una proprietà sociale e collettiva. Ideoletti: modo di parlare personale che si distingue da quello comune per pochi elementi → il peso sociale è maggiore!
- Ogni lingua si articola in varietà. Ogni parlante normodotato è in grado di capire/parlare diverse varietà e ne conosce il valore sociale, anche se sapere parlare a tutti è un'arte che si acquisisce con l'esperienza.
Che cosa differenzia le varietà?
- Livello del lessico → Scelta di parole diverse. Esempio: “Hai dato latino?” oppure “Hai sostenuto l'esame di latino?”
- Livello fonetico → Certi suoni sono dei marker (marcatori sociali). Esempio: la erre moscia di Piacenza è gestita a seconda dell'ambiente.
Queste sono risposte di ordini differenti: le unità di suono funzionali, ovvero quelle che, se scambiate, danno luogo a parole di significato diverso, sono da 10 a 100, mentre le parole sono decine di migliaia. L'unità di suono funzionale può essere realizzata in decine di modi diversi, mentre le variazioni di parola sono limitate.
Quindi, siccome i suoni sono limitati, se si ascolta una persona per una certa quantità di tempo, probabilmente lo sentirò pronunciare tutti i suoni → noi primariamente riconosciamo le varietà di suoni perché sono meno! Non tutte le parole infatti hanno dei sostituti da usare quando si cambia varietà, mentre invece se parlo con un emiliano mi accorgo subito che dice “S” al posto di “Z”. Nel lessico, la varietà dipende dall'argomento, mentre nella fonetica essa è svincolata. A parità di lunghezza di enunciati troveremo più marker fonetici che lessicali.
Varietà sintattica e morfologica
Morfologica: posso parlare qualsiasi varietà di italiano che il plurale delle parole che finiscono in -o è sempre -i.
Sintattica: riguarda l'ordine delle parole e in generale può variare negli italiani regionali sardi e siciliani.
Altri assiomi
- L'attività linguistica può costituire un atto di identità. Infatti parlando, con le mie scelte linguistiche, comunico qualcosa oltre a ciò che dico, in particolare comunico la mia appartenenza a un gruppo di persone. Scegliere una certa varietà è segno di adeguatezza comunicativa e la variante che uso può determinare una buona o cattiva presentazione di me.
- Ci sono circa 6000 lingue e 130 nazioni. Questo vuol dire che esistono comunità plurilingue → l'uomo è naturaliter plurilingue. Il monolinguismo è infatti un accidente storico recente! È iniziato circa con la creazione degli stati nazionali come la Francia post-rivoluzionaria e anche l'Italia (fino al 1999). Negli imperi invece non è mai avvenuto (vedi austro-ungarico e ottomano) perché erano troppo vasti. Come si fa ad avere un monolingue? Attraverso uno stato che dica: “Qui si parla sono questa lingua!” → il monolinguismo viene dall'alto, è un'imposizione oppure si deve a situazioni di estremo isolamento.
La comunità linguistica
Si associano ad essa:
- La dimensione linguistica
- La dimensione geografica
Appartengono ad essa tutte le persone che parlano la stessa lingua e che vivono in uno stesso luogo. Ma questo allora farebbe riferimento solo alle comunità europee e nordamericane.
Definizione di Gumperz
Gumperz rifiuta di inserire nella definizione di comunità linguistica la parola “lingua”.