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Linguistica generale - Secondo semestre

La natura del significato

La struttura testuale minima è di natura predicativo-argomentale. Un predicato è un modo d’essere, un argomento è un’entità. La congruità non è garantita dalla combinazione di un qualsiasi predicato con un qualsiasi argomento: ogni predicato seleziona i propri argomenti.

La congruità del rapporto tra predicato e argomenti

La congruità del rapporto tra predicato e argomenti dipende dal realizzarsi di cinque condizioni:

1. Numero degli argomenti

(Minimo 1 argomento, massimo 6 argomenti). Il numero degli argomenti indica il numero di entità indispensabili per mettere in scena la situazione espressa dal predicato.

  • Predicato monadico, monoargomentale: P x -> es. Passeggiare, camminare, dormire, bianco…
  • Predicato diadico, biargomentali: P (x x) -> es. Litigare, leggere, maggiore, uguale, davanti…

Questi aggettivi (predicati diadici) se sono costruiti con un solo argomento danno luogo ad un’insensatezza -> Es. Luigi è uguale. A chi? A nessuno -> insensatezza.

Nella maggior parte dei casi alcuni predicati diadici, come mangiare, vengono testualizzati senza esplicitare il secondo argomento (se il secondo oggetto viene taciuto si parla di un oggetto interno al predicato stesso es. Luigi mangia cibi -> ridondante). La non esplicitazione non dà luogo ad alcuna insensatezza. Si esplicita il secondo argomento solo se è essenziale es. Luigi non mangia cibi grassi.

  • Predicato triadico, a tre posti argomentali: P (x x x) -> es. Promettere, dare, dire, insegnare…
  • Predicato tetraedrico, a quattro posti argomentali: P (x x x x) -> es. Vendere - richiede l’intervento di quattro entità: chi vende, chi compra, cosa è venduto e un corrispettivo in denaro.
  • Predicato pentadico, a cinque posti argomentali: P (x x x x x) -> es. Affittare -> Qualcuno affitta qualcosa a qualcuno per un certo tempo e per un certo prezzo.
  • Predicato esadico, a sei posti argomentali: P (x x x x x x) -> Tale tipologia di predicato è stata riscontrata nella lingua russa con il verbo komandirovat’ (= mandare in missione): un’azienda manda un collaboratore in missione da un luogo ad un altro luogo con un certo scopo e per un certo periodo.

NB. I predicati non sono necessariamente verbi -> aggettivi, avverbi congiunzioni e preposizioni sono anch’essi predicati.

Osservazioni sui predicati

Osserviamo la frase: Andrea beve il caffè nervosamente

  • P = bere, predicato biargomentale: seleziona due argomenti – chi beve (Andrea, x) e cosa beve (il caffè, x)
  • P = nervosamente, predicato monadico: seleziona un argomento – l’intero evento (il bere il caffè da parte di Andrea, X)

Si osserva quindi una gerarchia di predicati: Utilizzando il grafo semantico possiamo visualizzare la struttura predicativo-argomentale. Nervosamente si caratterizza come un predicato gerarchicamente superiore. Tale predicato instaura una gerarchia di predicati selezionando come suo argomento un ulteriore predicato. Tale predicato seleziona a sua volta i suoi argomenti. (Bere -> predicato diadico = 2 argomenti)

Maria parla piano P = parlare -> predicato monadico: seleziona un solo argomento, chi parla (Maria, x). P = piano (avverbio) -> predicato di rango superiore che seleziona l’evento-azione espressa dal predicato ‘parla’ come suo argomento.

Le congiunzioni e le preposizioni sono predicati diadici in quanto hanno come argomenti le 2 espressioni che connettono. Es. Perché, se, per…

Osserviamo la frase: Non ho dato l’esame perché mi sono ammalato. Possiamo parafrasare la congiunzione con un verbo: Il fatto che non ho dato l’esame è stato causato dal fatto che mi sono ammalato -> è evidente come la congiunzione perché sia un predicato diadico.

Parto se non nevica -> Il mio partire (X) è condizionato dal non nevicare (x).

Luigi studia per superare l’esame -> Possiamo parafrasare la preposizione con un verbo: Lo studiare di Luigi (x) è volto a superare l’esame (x) -> è evidente come la preposizione per sia un predicato diadico.

2. Qualità degli argomenti

Ciascun posto argomentale ammette certi argomenti e ne esclude altri -> gli argomenti racchiudono un significato, il contenuto semantico, che condiziona la congruità della struttura predicativo-argomentale. Es. Il predicato ridere esige che il suo argomento sia di un particolare tipo: deve naturalmente esistere e deve essere inoltre umano. Ridere -> x: ∃x, Ux. I requisiti imposti dal predicato a ciascun suo posto argomentale definiscono le condizioni di congruità: un argomento è congruo solo se rispetta le condizioni del posto argomentale.

3. Ordine degli argomenti

Il diverso ordine degli argomenti corrisponde ad una diversa prospettiva di lettura della situazione e ad uno spostamento dell’enfasi su un argomento diverso. Es. Osservando i verbi dare e ricevere si nota come la loro differenza sta nel fatto che, passando da un verbo all’altro, il primo e il terzo argomento si scambiano fra loro. Dare-Ricevere, Vendere-Comprare, Marito-Moglie, Destra-Sinistra, Sopra-Sotto etc. sono detti conversivi lessicali.

In alcuni casi la lingua non ci mette a disposizione un altro lessema che legga la medesima situazione in una direzione opposta. In tali casi le lingue dispongono di uno strumento morfologico che ne crea il loro conversivo: la diatesi passiva o conversivo morfologico. Es. Luigi aiuta Pietro -> Non abbiamo a disposizione un conversivo lessicale per il predicato aiutare, useremo quindi la diatesi passiva: Pietro è aiutato da Luigi.

NB. L’ordine degli argomenti non va confuso con l’ordine delle parole:

Es. La mamma (X) promette lo skateboard (X) a Pietro (X)

A Pietro (X) la mamma (X) promette lo skateboard (X)

L’ordine degli argomenti è a livello semantico, a livello sintattico tale ordine degli argomenti può essere rappresentato con diversi ordini delle parole a seconda delle nostre intenzioni comunicative.

4. Campo d’azione (scope) del predicato

Esso è importante per definire il contributo di ciascun predicato al senso del testo. Es. ‘Non leggo più questo libro per divertirmi’. Il messaggio è ambiguo -> il parlante leggerà questo libro con scopi diversi dal divertimento o sospende la lettura del libro per divertirsi? Tale ambiguità è dovuta al predicato non (=predicato monadico che, applicato a qualsiasi proposizione, ne capovolge il valore di verità), quale è il suo campo d’azione? Nel primo caso agisce sulla preposizione per, nel secondo sul verbo leggo.

5. Implicazioni del predicato

Il contenuto vero e proprio di un predicato è costituito dalle sue implicazioni, ossia da tutto ciò che ha luogo se il predicato è vero. Es. Giovanni ha costruito una casa -> se il costruire ha luogo, esso implica che X da non esistente cominci ad esistere. Il predicato costruire impone sulle due sedi argomentali dei presupposti. Tali presupposti sono taciuti, non compaiono nel testo, ma guidano il parlante nella costruzione del nesso predicativo-argomentale. ¬∃x₂∃x₁ Sulla prima sede argomentale ‘costruire’ animato (x₁) presuppone che l’entità X esista e sia animata. Sulla seconda sede argomentale ‘costruire’ presuppone che l’entità X non esista. Il contenuto del predicato costruire è costituito dalle sue implicazioni che coincidono, in questo caso, con il passaggio dalla non esistenza all’esistenza dell’oggetto sottoposto al processo di costruzione. Il testo attiva le implicazioni del predicato che diventano presupposti per i predicati successivi.

Es. Il malvivente uccise un passante, che scappò con la bicicletta -> Quando il predicato diadico uccidere ha luogo l’entità X passa da vivente a non vivente. Il testo che segue deve attivare e rispettare queste implicazioni -> Qui, il predicato scappare viola i presupposti presenti nel testo in quanto risultato dell’attuazione delle implicazioni del predicato uccidere -> L’enunciato è dunque insensato.

La congruità semantica

Come visto, ogni predicato stabilisce quanti e quali sono i suoi argomenti, imponendo condizioni su di essi. Es. Il predicato onesto permette di selezionare unicamente argomenti che siano entità umane o che indichino azioni svolte da un’entità umana. Laura è... Questa scelta è onesta/o... Questo cane è... Questa parete è... In ogni lingua è nascosto un sapere sulla realtà -> I nessi ammessi/non ammessi dalla lingua sono nessi ammessi/non ammessi dalla ragione.

Quali sono le condizioni che l’argomento deve rispettare per poter essere congruo nei confronti del predicato? Es. Leggere -> predicato diadico, esso impone dei prerequisiti di natura presupposizionale sui suoi argomenti: X -> Deve esistere, deve essere umano ed alfabetizzato ∃x₁∃x₂. Tali tratti definiscono il paradigma degli elementi che potranno umano (x₁) testo scritto svolgere il ruolo di argomento X -> definiscono l’iperonimo. (x₁) X -> Deve esistere e deve essere un testo scritto. Tali tratti definiscono l’iperonimo di cui l’argomento X deve essere iponimo. La congruità semantica impone che gli argomenti siano congrui rispetto a quei tratti/ a quei presupposti che il predicato impone sulle sue sedi.

Es. Il sasso legge il libro -> L’entità X non è congrua, in quanto ‘sasso’ non è un iponimo dell’iperonimo (umano alfabetizzato) imposto dal predicato ‘leggere’ -> non congruo, insensato. Il computer legge il dischetto -> L’entità X non è congrua, in quanto ‘computer’ non è un iponimo dell’iperonimo (umano alfabetizzato) imposto dal predicato ‘leggere’. Tuttavia, questa non congruità porta il destinatario a reinterpretare il significato del predicato ‘leggere’ -> esso assume un livello figurativo. Tale predicato è infatti un tropo -> leggere diventa una metafora testuale.

Il politico legge la situazione -> L’entità X non è congrua, in quanto ‘situazione’ non è un iponimo dell’iperonimo (testo scritto) imposto dal predicato ‘leggere’. Tuttavia, questa non congruità porta il destinatario a reinterpretare il significato del predicato ‘leggere’ -> esso assume un livello figurativo. Tale predicato è infatti un tropo -> leggere diventa una metafora testuale (usa leggere al posto di interpreta).

L’insensatezza

Quando si ha una lesione del principio di congruità si genera un’insensatezza. Es. Il tavolo legge il giornale / Questa idea è blu. La lesione del principio di congruità comporta un’opacità totale del senso: l’insensatezza non è dicibile, non crea testo. NB. L’insensatezza non va confusa con l’incoerenza o la contraddizione. Innanzitutto, la coerenza ha uno statuto diverso rispetto alla congruità: un enunciato è coerente quando rispetta il principio di non contraddizione. -> Se viene leso il principio di non contraddizione si ha un enunciato incoerente/contraddittorio.

Il principio di non contraddizione

Una cosa non può essere e non essere nello stesso tempo e sotto il medesimo aspetto. Il principio di non contraddizione è il principio su cui si fonda il ragionamento umano, il pensiero umano ed il discorso umano. È alla base della comunicazione: ogni atto comunicativo lo presuppone e lo applica. Tale principio, messo in luce da Aristotele, è talmente primitivo che non può essere dimostrato: ‘è da pazzi chiedersi le ragioni di ciò che è evidente’. Esso non può essere dimostrato, si può solo confutare chi cerca di negarlo, come nel caso dello scettico di Aristotele che afferma che ‘Il principio di non contraddizione è falso’. -> Possiamo confutare tale affermazione, ovvero far emergere che questa posizione è in sé contraddittoria e dunque insostenibile. Affermando che il principio di non contraddizione è falso, lo scettico compie un atto comunicativo che si fonda proprio su tale principio. Per negare il principio di non contraddizione non si può evitare di usarlo, in quanto qualcosa non può essere falso e non esserlo allo stesso tempo.

La congruità sintattica o grammaticalità

*La gioia cammina *Colourless green ideas sleep furiously -> Tali enunciati sono insensati, però presentano una combinazione corretta delle parti del discorso *Purché il cammina -> In questo caso abbiamo una combinazione scorretta delle parti del discorso. Tale affermazione non è dunque grammaticale, non è congrua dal punto di vista sintattico (presenta una incongruità sintattica). Occorre quindi distinguere il livello della grammaticalità dal livello più profondo della coesione logico-semantica, della congruità.

Il cambiamento del significato di un termine

È un vero uomo / È un vero medico / Quest’oro è vero -> Vero è un predicato monadico, in tali esempi significa che l’entità non è dotata solamente delle proprietà apparenti, ma anche delle proprietà essenziali che caratterizzano quella entità. Il predicato monadico seleziona un argomento di natura oggettuale.

Il tuo discorso è vero / La tua affermazione è vera / È vero che sono arrivato in ritardo -> Vero è sempre un predicato monadico, assume in questi casi una funzione metadiscorsiva. Il significato di vero in tali affermazioni è ‘corrispondente a verità’. Il predicato monadico metadiscorsivo seleziona un argomento che è un oggetto discorsivo. Il cambiamento del significato di un termine dà luogo a un altro predicato, con un’altra struttura argomentale. Cambia il contenuto del predicato, cambia la sua struttura argomentale e cambiano le sue implicazioni.

L’artigiano dipinge il tavolo ∃x₂∃x₁. Dipingere = Predicato diadico, significato: ‘verniciare’ dotato di superficie (x₂ umano)(x₁). X = oggetto fisico preesistente dotato di superficie.

Michelangelo dipinge il giudizio universale ∃x₁¬∃x₂. Dipingere = Predicato diadico, significato: ‘produrre un dipinto’ umano(x₁). X = progetto di un’opera di arte pittorica non preesistente.

I predicati interni agli argomenti

Gli argomenti nascondono al loro interno un plesso di predicati: Es. Un uomo cammina -> X : U ^ M ^ A -> U= umano, M= maschio, A= adulto. Umano, maschio e adulto sono un plesso di predicati (modi di essere) nascosti all’interno dell’argomento. Tale plesso caratterizza l’entità e ci permette di stabilire che appartiene al paradigma degli uomini. Ciascuno di questi predicati potrebbe essere ulteriormente analizzato e scomposto in predicati più elementari. Es. Umano = bipede implume eretto ed onnivoro. L’analisi è un procedimento che ci permette di scomporre un predicato nei suoi elementi costitutivi. I predicati interni agli argomenti hanno la funzione di caratterizzare gli argomenti: stabiliscono a quali condizioni una certa entità X è un’entità di quel determinato tipo. I predicati al di fuori degli argomenti indicano uno dei possibili modi di essere di uomo.

I Determinanti

Per costruire un’espressione corretta è indispensabile che gli argomenti siano specificati da determinanti. Es. L’espressione *bambino gioca è scorretta, sarebbe accettata solo in due contesti specifici: i telegrammi ed i titoli di giornale. Tipico dei titoli di giornale è il cancellare gli articoli. Es. Bambino cade dall’autobus. Illeso. (Un ellittico). I determinanti sono essenziali per costruire un’espressione corretta in quanto fanno presa sulla realtà: essi, infatti, stabiliscono le entità coinvolte dal predicato rispetto al contesto a cui il discorso si sta riferendo. Grazie ai determinanti la parola-argomento viene determinata e specificata, in tal modo essa viene ad indicare una realtà precisa.

  • Determinanti indefiniti -> dicono l’esistenza di almeno una x che presenta le caratteristiche che il testo enuncia. Qualche, un, alcuni, parecchi, molti, pochi…

Esempi:

  • Qualche bambino gioca = ∃x: (Bx Gx) ‘Esiste una x che è bambino e questo gioca’
  • Un bambino gioca -> Uno, rispetto a qualche, oltre ad affermare l’esistenza di una x che è bambino e che gioca, ne precisa la singolarità.
  • Alcuni bambini giocano -> Oltre ad affermare l’esistenza di almeno una x che è bambino e che gioca, ne specifica in modo generico la pluralità.
  • Parecchi bambini giocano -> Oltre ad affermare l’esistenza di almeno una x che è bambino e che gioca, specifica che il numero è meritevole di essere considerato.
  • Molti bambini giocano -> Oltre ad affermare l’esistenza di almeno una x che è bambino e che gioca, specifica che il numero oltrepassa le condizioni normali del contesto.
  • Pochi bambini giocano -> Oltre ad affermare l’esistenza di almeno una x che è bambino e che gioca, sp...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MariaChiara290499 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gatti Maria Cristina.
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