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Capitolo 1

Lingue, comunicazione verbale e linguistica

Linguistica —> scienza empirica che si propone di spiegare il funzionamento e il cambiamento delle lingue intese come strumento della comunicazione verbale umana. Essa spiega le somiglianze e le differenze tra le lingue. Lo studioso genera ipotesi sull'organizzazione e sul funzionamento delle lingue, sulle loro parentele e sul mutamento linguistico.

Oggetto reale —> ciò che si presenta in un insieme di dati che suscitano interesse conoscitivo, esso corrisponde a più oggetti formali, in base ai punti di vista.

Oggetto formale —> costruito dallo studioso, è la struttura della lingua in un dato momento, è interno ad una scienza e può essere ottenuto per astrazione. La lingua è l'oggetto formale della linguistica.

Fenomeno linguistico —> la manifestazione orale di una lingua precede quella scritta. I sistemi di scrittura vennero introdotti per fissare e conservare documenti rilevanti per una comunità (leggi, testi religiosi e letterari). Furono stabiliti i primi complessi di norme per scrivere leggere in modo adeguato. Nasce così la grammatica ovvero la tecnica per scrivere in modo appropriato.

Grammatica —> impostazione prescrittiva: stabilisce come una lingua debba essere. Impostazioni descrittiva: osserva la lingua e cerca di comprendere come sia fatta e funzioni.

NB: linguistica —> descrittiva utilità della norma —> rendere la lingua un'istituzione sociale.

Descrizione e spiegazione —> la linguistica è una scienza empirica: legata a fenomeni osservabili (eventi sonori o grafici) ma vengono prodotti e recepiti come eventi semiotici (segni che hanno un significato) —> costituiti come suoni o caratteri che rinviano ad altro. Lo studioso che voglia comprendere l'evento semiotico prende avvio dall'osservazione dei dati e si propone di scoprire la struttura del fatto linguistico. Lo studioso formula ipotesi sulla struttura del fatto linguistico.

Livelli di astrazione

La linguistica ha compiti esplicativi: essa non si limita a descrivere i dati, ma si propone di spiegarli. Spiegare significa sviluppare ipotesi sull'organizzazione del fatto linguistico. Astrarre vuol dire togliere una caratteristica comune a più fenomeni concreti. Un primo tipo di astrazione consente il passaggio dall'individuale al generale. Riconduciamo più fenomeni simili sotto un'unica categoria. Una categoria è un'astrazione: consente di fare previsioni su ciò che non si è ancora osservato.

1 primo tipo di astrazione è una generalizzazione: Un osservare elementi simili e attribuire la caratteristica osservata a tutti.

  • Lo studioso svolge osservazioni in un dato ambito della realtà fenomenica. Occorre fare una generalizzazione (astrarre un aspetto comune da una serie di fenomeni osservati).
  • Si avanza un'ipotesi sui contesti osservati: È una scommessa sulla realtà non ancora osservata quindi si devono continuare le osservazioni.
  • Dati pertinenti —> L’asserzione iniziale determina anche i dati pertinenti per la ricerca (se l'ipotesi riguarda i gatti non si considerano altri animali). Lo studioso, quindi, quando svolge una verifica non considera tutti gli aspetti della realtà, ma solo quelli dichiarati pertinenti dall’ipotesi.

Secondo livello di astrazione: ipotesi su proprietà non osservabili (concordanza del soggetto con il predicato è un dato osservabile ma il legame non è esibito nel dato). Lo studioso ne può parlare solo formulando un'ipotesi su una caratteristica. Le parole gatto, cane e volpe hanno una caratteristica in comune: si riferiscono a entità del mondo animale. Questa carica semiotica non è osservabile ma è frutto di un'ipotesi fatta dallo studioso.

Terzo livello di astrazione

Il prevede la possibilità di concepire la lingua come un'organizzazione complessa che elabora strutture —> strumenti di natura fonica o grafica, dotati di una carica segnica e predisposti a funzionare nella comunicazione. Questa organizzazione non si vede, è nascosta —> è necessario costruire un'ipotesi per spiegare come sono fatti i fenomeni osservati. La grammatica è il nucleo di un'ipotesi sull'organizzazione della lingua —> è un analogo funzionale, ossia è un oggetto che simula il funzionamento di una realtà non osservabile.

Ideazione costruttiva —> un’ipotesi su una realtà non osservabile il cui funzionamento pone in essere i dati osservabili.

Livelli di astrazione

  • Ipotesi per generalizzazione: una caratteristica rilevata in alcuni elementi è attribuita a tutti gli elementi della stessa classe, anche a quelli non osservati.
  • Ipotesi su proprietà non osservabili di oggetti osservabili (capacità di una successione di suoni di rimandare a un evento mentale).
  • Ipotesi su oggetti non osservabili, il cui funzionamento dà luogo a dati osservabili (grammatica come strumento che dà luogo a frasi).

Le lingue —> è possibile applicare il processo di astrazione ponendo domande sulle somiglianze e differenze tra le lingue del mondo —> che si distinguono tra loro per il lessico e per la morfologia. Si può ipotizzare che una costruzione grammaticale simile si manifesti con strategie diverse —> lo studioso potrà quindi sviluppare l'ipotesi che aspetti comuni a più lingue possano essere presentato come grammatica universale.

La grammatica universale permette a una lingua di funzionare in quanto sistema semiotico condiviso da una comunità di parlanti. Quindi si attribuisce alla linguistica generale il compito di indagare una dimensione universale: le diverse lingue funzionano secondo alcuni principi fondamentali che lo studioso elabora e presenta come un'ipotesi sulla lingua in generale.

Competenza grammaticale La è necessaria affinché ogni individuo sia capace di parlare.

Lingua come fatto sociale —> la lingua è un'istituzione sociale (langue) e si manifesta negli usi individuali (parole) (cours de linguistique générale 1916, Ferdinand Saussure). Una non è omogenea e la langue recepisce molte particolarità. Vi sono comunità linguistica gerghi e linguaggi scelte espressive comuni a più individui che condividono abitudini come i professionali.

Scelte espressive Le di un individuo cambiano a seconda del ruolo dell'interlocutore, del tema affrontato e dal luogo in cui si parla.

Doppia valenza sociale: La lingua ha una patrimonio memorico condiviso da una comunità di parlanti e fattore della propria struttura relazionale costitutiva della persona umana.

I fenomeni linguistici hanno la qualità di eventi semiotici. La comunicazione umana è uno scambio di segni tra mittente e un destinatario: il destinatario deve comprendere cosa il mittente ha voluto comunicare.

Classificare i segni Per si può ricorrere a due criteri: il grado di intenzionalità e il grado di motivazione (tipo di rapporto tra segno e cosa designata).

  • Indizio o sintomo —> è fenomeno naturale e non intenzionale (sbadiglio involontario).
  • Segnale —> è un fatto naturale e intenzionali (colpo di tosse che può essere un segnale).
  • Icona —> è un'immagine intenzionale, riproduzione che per forma e analoga all'oggetto cui rinvia (emoticon).
  • Simbolo —> caratterizzato da intenzionalità e risultato di una convenzione (nero azzurro = Inter).

Segni —> condividono l'intenzionalità e la convenzionalità che caratterizzano i simboli ma: tutti i simboli possono essere descritti mediante segni linguistici, l'inverso è invece possibile solo per un numero limitato di segni. I simboli inoltre sono olistici, ovvero una totalità non scomponibile in singole parti. Invece, i segni possono essere analizzati in parti, che allora volta sono segni che si possono combinare con altri segni.

Prospettiva sincronica —> raccolta e studio di dati che servono per descrivere l'organizzazione di uno stato di lingua.

Prospettiva diacronica —> studio delle dinamiche del cambiamento linguistico. La sincronia mostra come funzionano le lingue, la diacronia mette in luce come esse cambino per continuare a funzionare.

Atto comunicativo

La struttura dell'atto comunicativo può essere rappresentata per mezzo di un modello introdotto da Roman Jakobson. Il messaggio è legato a tutti i sei fattori dell'atto comunicativo e tali rapporti sono denominati funzioni comunicative. A seconda del tipo di messaggio prevale una funzione o un'altra.

  • Funzione referenziale —> messaggio orientato a eventi del mondo condiviso come resoconti e cronache.
  • Funzione emotiva —> è la traccia del mittente nel messaggio: valutazioni del mittente verso il contesto o il destinatario (Soprattutto nel parlato).
  • Funzione conativa —> messaggio orientato verso un destinatario sia perché si domanda, sia perché si intende produrre una certa impressione nell'interlocutore: discorso persuasivo.
  • Funzione fática —> (dal greco = relativo al parlare) messaggio orientato a stabilire, mantenere o chiudere il contatto: formule, comunicazione telefonica, intercalari.
  • Funzione metalinguistica —> se dico X è per dire Y.
  • Funzione poetica —> messaggio orientato al messaggio stesso la portata comunicativa del messaggio sta nel gioco di rimandi fra gli elementi e negli effetti prodotti: rime assonanze.

Modello di Karl Bühler —> Karl Bühler fu professore a Vienna nel periodo fra le due guerre. Secondo lui, il messaggio è un segno, la cui portata semiotica è diversa a seconda del fattore cui è legato. Il segno rappresenta qualcosa nel contesto (simbolo), è espressione del parlanti (sintomo) ed è appello al destinatario (segnale). Secondo lui non è sufficiente il riferimento al contesto ma servono anche la partecipazione di un mittente e un destinatario. Quindi l'atto comunicativo è un evento con triplice funzione semiotica. La sua concezione appartiene a un altro punto di vista sulla lingua —> la comunicazione verbale è pragmatica: è un'azione compiuta intenzionalmente dai soggetti che si avvalgono di un sistema di strutture.

Capitolo 2

Strutture della lingua

Sistema segnico Lingua considerata come destinato a funzionare come strumento di comunicazione verbale. Sistema —> insieme organizzato di elementi segnico —> natura intrinseca degli elementi: strutture predisposte a comparire come segni nei testi. Ogni elemento che compare in un messaggio è scelto all'interno di una gamma di possibili candidati —> intersezione dei due assi paradigmatico (scelte) e sintagmatico (combinazioni).

Paradigma grammatica —> In il termine paradigma indica le forme diverse di una medesima parola, in linguistica, invece, ha un altro senso: indica la classe degli elementi che possono comparire in una data posizione sull'asse sintagma attico. I paradigmi sono organizzati secondo il principio della negazione: ciò che viene scelto esclude tutti gli altri. I paradigmi sono costruiti dei parlanti e dipendono da vari fattori.

Linearità —> I messaggi si manifestano come un flusso continuo di suoni nel tempo, la manifestazione linguistica è lineare e procede dal prima al poi. Il flusso continuo è ricondotto a unità segmentabili. Alcune combinazioni sono considerate più strette di altre.

Struttura sintattica —> connessione degli elementi sull'asse sintagmatico —> l'organizzazione della struttura non è lineare ma gerarchica. (ho venduto tutti i miei vecchi libri —> tutti, i, miei sono imposti da libri, quindi l'ultimo elemento influisce sulla scelta delle forme che lo precedono.) La struttura è organizzata in modo tale da spiegare questi legami non lineari che formano unità complesse.

Composizionalità —> è il principio che gestisce la combinazione significativa degli elementi linguistici —> il significato dell'intero si costituisce il rapporto al significato delle parti.

Articolazione —> segmentazione del dato linguistico in unità minori. Segmentando si riconoscono elementi dotati di significato, queste unità sono ricondotte ad elementi del sistema linguistico che costituiscono la prima articolazione della lingua. La componente fonica delle unità della prima articolazione può essere segmentata in unità minori che non hanno portata semantica, ma servono per distinguere tra loro le unità della prima articolazione. (Rana =r+a+n+a). Queste unità distintive appartengono alla seconda articolazione della lingua —> concetto sviluppato entro la teoria della lingua come sistema semiotico —> Un insieme ristretto di elementi distintivi permette di costruire un numero molto elevato di unità della prima articolazione.

Ridondanza —> ripetitività —> più unità linguistiche ripetono una medesima componente semantica (partirò domani: indicazioni sul tempo sia nella forma verbale sia nell'avverbio) la ridondanza è fondamentale per garantire la ricezione e la comprensione del messaggio.

Categorizzazione —> ogni lingua offre un punto di vista sulla realtà categoria —> modo di essere, qualità di un oggetto o individuo. Categorizzare —> cogliere un modo di essere della realtà e la categorizzazione si attua attraverso la pertinenza e la motivazione.

Pertinenza semiotica —> è relativa a un sistema linguistico ed è una differenza semantica istituzionalizzata. La mancata distinzione semiotica può pregiudicare la comprensione della diversità semantica (tempo = time, weather, tense). Per meglio comprendere la pertinenza semiotica si può ricorrere al confronto fra diverse lingue (italiano-inglese). Anisomorfismo = mancanza di isomorfismo (identità di forma).

Motivazione —> le formazioni motivate sono per lo più nomi —> aspetti dell'esperienza che sono colti entro una data comunità linguistica (ferro di cavallo) —> una motivazione di tipo particolare si coglie nelle onomatopee —> imitazioni linguistiche di suoni non linguistici. La motivazione costruisce unità linguistiche combinando elementi già dotati di un potenziale semantico producendo in tal modo una struttura trasparente (cacciavite nomina uno strumento indicandone l’impiego).

Arbitrarietà —> inverso della motivazione —> caratteristica che lega il suono e il significato in un segno: non vi è alcuna ragione per cui un dato suono sia connesso a un dato significato. Ciò che non ha motivazione in sincronia può, però, averla in diacronia. (aqua vitae = acquavite) L'arbitrarietà è fondamentale per il cambiamento del potenziale semantico di un’unità linguistica —> poiché non vi è ragione per legare un dato suono dato significato, è possibile attribuire altri significati.

Segni e strutture segniche della lingua —> la lingua può essere considerata come un sistema segnico, ma la linguistica del novecento afferma che si tratta di un sistema di segni. La differenza è che nel sistema segnico non vi sono veri e propri segni, ma strutture predisposte a funzionare come segni nei messaggi. Segno —> evento fisico (fonico o grafico) che attiva un evento mentale (significato). Gli individui si avvalgono dei segni per riferirsi a oggetti e situazioni del mondo condiviso. Per avere un segno servono degli interlocutori e una realtà alla quale essi si riferiscono e nella quale si svolge l'azione comunicativa. Messaggio —> segno complesso. Segni concreti —> eventi semiotici —> unità di suono e di significato. La lingua non è un repertorio di segni, ma è un sistema di strumenti espressivi per costruire messaggi.

Strutture della lingua

Semiosi —> per spiegare la —> relazione tra suoni e significati nella comunicazione verbale —> si avanza l'ipotesi della lingua come sistema di correlazioni fra strategie di manifestazione. Tali correlazioni sono chiamati strutture. Struttura —> organizzazione intermedia tra suoni e significati. In base alla struttura, riconduco il suono percepito ad un modello e traduco quest'immagine acustica in uno schema concettuale che utilizzo per interpretare il messaggio attribuendo a quest'ultimo un significato esplicito. La struttura —> astratta.

Polivalenza di una struttura —> combinazione di una struttura con altre che la specificano (caffè ha valenza diversa se è preso in isolatamente ma in tazza di caffè indica una bevanda, in pacchetto di caffè indica il prodotto in chicchi). Altre volte è decisiva l'interazione con il contesto.

Unità e processi —> strutture —> due tipi: unità e processi che formano unità più complesse. L'avverbio forse è un esempio di unità semplice, la parola gatti è già il risultato dell'applicazione di un processo (formazione del plurale). Processi —> strutture particolari che non hanno immagini sonore e partecipano solo indirettamente al piano semantico.

Reparti organizzativi della lingua —> esistono diversi reparti e ognuno si incarica di produrre una determinata classe di strutture. Morfologia sintassi —> si incarica di costruire parole che la provvede a con a combinare.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice__croci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bigi Sarah.
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