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Linguistica generale: introduzione

Codici simbolici non verbali

I segnali di fumo sono un codice simbolico non verbale, grafico, che serve per comunicare. Infatti, ci occuperemo di codici corporali per sottolineare atti linguistici. Nel caso dei cartelli stradali si tratta di codici non verbali, grafici, simbolici ma non legati alla lingua.

Cos'è la linguistica generale

La linguistica generale studia tutto quello che riguarda la lingua e le sue relazioni con altri codici e le sue implicazioni di natura biologica e fisica con il funzionamento del cervello. Fa da casa madre alle diverse tipologie linguistiche. Alcune sono:

  • Linguistica cognitiva: si occupa dei collegamenti tra lingua, cervello e apparato fonatorio.
  • Linguistica storica: si occupa delle lingue con tradizione scritta e sono considerate le principali (le lingue sono circa 7mila e di queste solo 600 lingue hanno una versione scritta e che la usano davvero sono 200), si accompagna ai dati della antropologia e archeologia.
  • Linguistica descrittiva: descrive il funzionamento di lingue mai documentate prima, per cui riguarda anche il diritto di queste popolazioni minoritarie che non vengono considerate e rappresentate, gli vengono imposte altre lingue e ciò ritarda l’apprendimento.
  • Linguistica tipologica: confronta i diversi tratti fonetici, morfologici, semantici e sintattici in maniera globale, tenta di estrarre le funzionalità "comuni" a tutte le lingue del mondo.

Teorie di Noam Chomsky

Noam Chomsky ha provato a teorizzare i tratti universali delle lingue ma rimane aperta e c’è bisogno di recuperare molti più dati prima di arrivare a dati concreti.

Oggetto della linguistica

"La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua. Lo studio della lingua si può dividere in due sottocampi principali: la linguistica generale, (in realtà non è un sottocampo ma il "cappello" sotto a cui stanno tutte le altre) che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue, e la linguistica storica, che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra lingua e cultura [...]. Oggetto della linguistica sono dunque le cosiddette lingue storico naturali [...]. Tutte le lingue storico-naturali sono espressione di quello che viene chiamato il linguaggio verbale umano".

Comportamento del linguaggio verbale umano

Oggetto primario della linguistica è il comportamento del linguaggio verbale umano perché le lingue sono strumenti di comunicazione potenti che sono sostenute da una comunità di parlanti che talvolta, in pochi casi, è anche una comunità di scriventi. La lingua scritta viene dopo, è un riflesso naturale e la dimostrazione sta nei bambini, che imparano a parlare per immersione in un contesto, ma invece per imparare a scrivere devono avere la mobilità della mano di un certo tipo, avere la capacità di comandare dal cervello quelli che sono gli arti e necessitano dell’insegnamento scolastico. L’apprendimento della lingua = immersione e attivazione di diverse aree del cervello.

Lingue storico naturali e lingue artificiali

* lingue storico naturali = nascono e crescono insieme ad una comunità di parlanti. Lingue artificiali = negli anni '40 c’è stata la prova della creazione di una macro lingua europea che doveva essere una lingua creata dall’insieme di alcuni fattori delle lingue europee per essere compresa da tutti, provarono anche a creare una comunità di parlanti di questa lingua chiamata "Esperanto". Il tentativo fallì perché non abbiamo ancora capito se esistano e come funzionino i tratti universali linguistici e quindi non possiamo creare una cosa potente come una lingua dal nulla e imporla a una comunità. La lingua è uno strumento per comunicare che deve essere facile e funzionale e assorbita con il latte materno, nessuno avrà mai una seconda lingua sviluppata come la lingua madre, o almeno sono casi rarissimi.

Diglossia e bilinguismo

Diglossia = capacità di usare codici diversi in contesti diversi, molto diffusa. Bilinguismo = meccanismo con cui il cervello si attiva in maniera uguale, ovvero con la stessa intensità di stimoli, sia per la lingua A che per la lingua B, molto raro.

Lingue non scritte e lingue scritte

Le lingue non scritte si comportano in maniera naturale. Le lingue scritte hanno un modello specifico che viene tramandato grazie alle scuole di generazione in generazione e che in qualche modo influisce sull’impossibilità di movimento naturale della lingua che dovrebbe rispondere in maniera elastica ai vari contatti che possono avvenire:

  • Sul territorio
  • Nel mercato
  • Dal punto di vista culturale

Ambito della lingua giuridica

L’ambito della lingua giuridica è quasi esclusivamente dritto perché risponde a un bisogno di precisione, di mettere un'idea in una forma precisa e ciò implica che questa è una lingua molto più conservatrice di qualsiasi altra e molto complessa. La lingua degli atti processuali = dal punto di vista dell’innovazione, è una lingua che è a contatto con il mondo esterno, infatti ci sono dei prestiti dalle lingue straniere, ed anche elementi esogeni che hanno in realtà raramente a che fare con il mondo giuridico, hanno più a che fare con la specifica materia in questione nell’atto processuale. La lingua della legge rimane all’interno del mondo giuridico e non ha contatti con l’esterno.

Lingua e dialetto

Non c’è differenza dal punto di vista linguistico e strutturale. Lingua e dialetto si distinguono per una questione: geografica, economica, di prestigio, di status, di fattori sociolinguistici e storico-culturali.

Varianti dialettali

C: lingua
c1: variante dialettale
c2: variante dialettale
ab; ba; bc; cb = sono varianti dialettali particolari, di confine, che hanno unaA: lingua differenza lessicale, fonetica e fonologica
a1: variante dialettale data dalla distanza culturale e geografica
a2: variante dialettale ed hanno anche una contaminazione di tipo strutturale
B: lingua
b1: variante dialettale ab: ha una struttura molto vicina alla lingua A ma ha delle influenze della lingua B

In un territorio nasce, cresce e si sviluppa una comunità che parla una lingua, che quindi è più grande e importante rispetto alla comunità minore che parla il dialetto. La comunità che parla la lingua diventa un centro politico, amministrativo, di diffusione di cultura, di fusione e processazione economica. Diventa un centro di attrazione per le comunità più piccole che parlano il dialetto. Il centro fa da emanazione e diventa la variante della lingua prioritaria e si ingrandisce sempre di più. Lingua e dialetto sono frutto del movimento umano, esistono se esistono le comunità di parlanti.

"Una lingua è un dialetto che possiede un esercito, una marina e una forza aerea" — Hubert Lyautey, ufficiale militare coloniale francese

La comunicazione

● parlante
● ricevente
● canale
● messaggio

Tutta la comunicazione è fatta di segni, che possono essere:

  • Intenzionali
  • Non intenzionali
  • Una combinazione di intenzionale e non
  • Significati che derivano dal contesto

Il segno e la comunicazione

• La comunicazione (lat. comunicare - comunis “mettere in comune”) è basata sul passaggio di informazioni, intenzionale o meno, da un emittente ad un ricevente.
• Le categorie della comunicazione sono tre:
a) comunicazione in senso stretto (emittente e ricevente intenzionali)
b) passaggio di informazione (emittente non intenzionale, ricevente interpretante)
c) formulazione di inferenze (nessun emittente e interpretante al posto del ricevente)
• La comunicazione avviene attraverso segni, ovvero cose che stanno per altre cose

L’essere umano è l’unico animale che utilizza la comunicazione anche quando non ha la necessità di esprimere un bisogno. Una volta è successo che un animale, uno scimpanzé, ha creato una metafora utilizzando un sillogismo, cosa di una potenzialità enorme perché questi sono gli elementi che hanno spinto l’essere umano a creare tutto ciò che abbiamo. David, l’addestratore dello scimpanzé lo aveva stressato troppo e lo scimpanzé gli hai detto nella lingua dei segni "David gatto”. Questo scimpanzé odiava tantissimo un gatto nel laboratorio, quindi lo scimpanzé, essendo stufo del comportamento di David, lo ha insultato. Ma la cosa incredibile è che ha preso un'iniziativa “verbale”, invece di semplicemente allontanarsi.

Tipi di comunicazione umana

La comunicazione umana può essere:

  • Naturale che corrisponde al linguaggio verbale
  • Non naturale / artificiale che corrisponde al linguaggio scritto

I fatti segnici sono tutti quei fatti che rientrano in maniera naturale, artificiale, verbale, scritta, visiva, partecipano a dare conto di una comunicazione.

Segno, motivazione, codice

I segni possono essere organizzati su una scala di valore in base alla loro motivazione che va da più naturale a più convenzionale (intenzionale):

  • Indici o sintomi: rapporto causa / effetto; naturali, non intenzionali (nuvole scure => sta per piovere)
  • Segnali: motivati naturalmente e intenzionali (la danza delle api; lo abbassare lo sguardo)
  • Icone: motivate analogicamente e intenzionali (basate su similarità di forma, riproduzioni, mappe, fotografie, quadri)
  • Simboli: motivati culturalmente e intenzionali (Dan Sperber: il Simbolo ha significato? Abito nero = lutto; la paletta rossa dell’agente del traffico = fermarsi)
  • Segni: [in inglese spesso symbols]: non motivati e intenzionali (il segno linguistico, i gesti della lingua dei segni).

Il codice è l’insieme di corrispondenze, fissate per convenzione, tra l’insieme manifestante (qc) e l’insieme manifestato (qc altro).

Come avviene la comunicazione intenzionale

Il Modello matematico di Claude E. Shannon e Warren Weaver (1949) source: apparato fonatorio receiver: apparato uditivo

Comunicazione e lingua

• La comunicazione è fatta di segni, volontari, involontari, naturali, simbolici e così via e può avvenire anche in assenza di parola.
• Molte specie animali sono dotate di codici specifici di comunicazione, ma tutti questi codici sono usati solo in situazioni di contingenza dettate dalla lettura del contesto naturale.
• L’unica specie che può comunicare in astratto è l’essere umano e può farlo grazie ad uno strumento esclusivamente suo: il linguaggio verbale (o la lingua storico-naturale).

La lingua e le sue peculiarità

Le proprietà della lingua

  • Biplanarità
  • Arbitrarietà
  • Doppia articolazione
  • Trasponibilità del mezzo
  • Linearità
  • Discretezza
  • Onnipotenza semantica / poli- o pluri-funzionalità
  • Riflessività e Produttività
  • Ricorsività
  • Distanziamento e libertà da stimoli
  • Trasmissibilità culturale
  • Complessità sintattica
  • Equivocità

Biplanarità

I due piani della biplanarità sono:

  1. Segno → fa parte del mondo cerebrale, è la proiezione della mia mente, è composto da:
    • Significato = parte materiale, sequenza di suono che racchiude il significato
    • Significante = collega l’immagine al concreto
  2. Referente → fa parte del mondo concreto, esterno alla mia mente

Il significante e il significato (R. Jakobson) nel triangolo semiotico (C. K. Ogden & I. A. Richards)

Equivocità → accade perché a volte lo stesso segno ha più di un referente nella realtà, per esempio: gatta morta, può indicare l’animale defunto o una donna che raggira gli uomini.

Arbitrarietà

Tutte le parole del lessico di una lingua sono scelte in modo arbitrario. Solo alcune parole sono “motivate”, ovvero che sono state scelte per individuare quella determinata cosa: parole onomatopeiche, che riproducono unicamente un rumore simile, ma in realtà è comunque una scelta arbitraria.

Fonosimbolismo

Una corrente di pensiero che sosteneva l’idea per cui in realtà nella scelta linguistica c’era molto di più motivato di quanto si pensasse. Ma se fosse veramente una questione di innatismo allora tutte le lingue dovrebbero adottare questo metodo, invece per esempio “mao” (cinese) si dice “gatto”. Questa è semplicemente una delle possibilità. Ogni scelta arbitraria apparentemente, per chi la fa, ha una motivazione che però in realtà è solo una delle motivazioni possibili.

Il segno è scelto per convenzione

  • Livello 1: Arbitrario è il rapporto tra segno nel suo complesso e referente, non è cioè motivato né naturalmente, né logicamente.
  • Livello 2: È arbitrario il rapporto tra significante e significato (non c’è relazione tra il suono "gatto" e il felino).
  • Livello 3: È arbitrario il rapporto tra forma (struttura interna, organizzazione interna) e sostanza (materia, insieme di fatti concettualizzabili, significativi) del significato: “Mano” e “piede” in italiano non corrispondono a “Mkono” e “Miguu” in swahili.
  • Livello 4: È arbitrario, analogamente, il rapporto tra forma e sostanza del significante.

Ai limiti dell'arbitrarietà

  • Onomatopee: sebbene riproducono unicamente nel significante ciò che designano, vi è convenzionalità arbitraria inscritta nel singolo sistema lingua: “rattle (n) e to rattle (v)” sonaglio/sferragliare; "tintinnio".
  • Ideofoni: espressioni imitative / interiezioni: zac, bum; ma sono vere parole (“bau-bau” italiano; “hau-hau” finlandese; “wan-wan” giapponese...).
  • Iconismo nella morfologia: motivazione reale, es. può accadere che nel plurale c’è più materiale che nel singolare; inglese “child/children", swahili “mtoto/watoto”, malese “anak/anak-anak”, kulango “bii / bugɔ”

Il fonosimbolismo ai limiti dell'arbitrarietà

Una pista di indagine nata negli anni '80, sulla scia della scuola Chomskiana (innatismo/universalismo/generativismo) con rimandi anche alla linguistica cognitiva. Nel segno linguistico ci sarebbe più motivazione di quanto si creda e certi suoni (foni) avrebbero per natura associazioni dirette con determinati significati: -i “piccolo, ridotto, delicato” vs -o “grande, imponente”; es. inglese “little”, italiano “piccino”; inglese “boss”; italiano “grosso”; kulango “fifiigyo” vs “walɔɔgɔ”. Esempi contrastanti con la teoria: italiano “scarso”, inglese “small”, che portano per il momento a non considerare scientifica questa visione. * Per chi fosse curioso: F. Dogana (1988) Suono e senso: fondamenti teorici ed empirici del simbolismo fonetico. Milano: Franco Angeli.

Doppia articolazione

Livelli di articolazione:

  1. Morfologia = livello che mette insieme i pezzi di parola, i pezzi ci consentono di costruire le parole (ci sono i morfemi semantici e i morfemi grammaticali).
  2. Suono = livello che compone le singole parole, ma i suoni non sono portatori di alcun significato.

Livelli di analisi:

  1. Suono (fonetica e fonologia)
  2. Morfologia

La motivazione di questa distinzione si basa sul nostro meccanismo cognitivo. Quando si parla di doppia articolazione si intende il meccanismo che ci consente di costruire delle parole. Quello che succede nella nostra mente è la creazione di un'immagine, la creazione di un referente, il significato, la carica semantica e dopo nel secondo luogo in base al contesto associamo le informazioni grammaticali, e dopo creiamo il suono. Con una malattia neurodegenerativa capita che non vengano i suoni delle parole. Mentre quando i linguisti analizzano una lingua, la prima cosa è analizzare il suono, capire dove inizia e dove finisce una parola.

Doppia Articolazione
Il significante di ogni segno linguistico (parola) è articolato (costruito) su due livelli. Proprietà cardine del linguaggio umano, consente un alto grado di economicità di funzionamento e sta alla base del principio di combinatorietà. Ad un primo livello le unità minime sono i morfemi, i quali hanno sempre un significato, ancorché spesso solo grammaticale:

  • M-toto singolare classe M - “bambino”
  • Wa-toto plurale classe Wa -“bambino”
  • Gatt-o “felino domestico” - singolare maschile
  • Gatt-in-o “felino domestico” - diminutivo - sing.masch.

Il primo livello rappresenta la fonologia ed è un insieme aperto che comprende infinite basi, radici e significati. Se si pensa al processo mentale umano questo livello coincide con le immagini. Ad un secondo livello le unità minime sono i fonemi, che non hanno significato, costituiscono un insieme finito nel sistema lingua e si combinano secondo regole codificate nella fonologia. Talvolta unità di prima e seconda articolazione coincidono:

  • Mtoto m-t-o-t-o
  • Watoto w-a-t-o-t-o
  • Gatto g-a-t:-o
  • Gattino g-a-t:-i-n-o

Gattino = le cariche grammaticali sono due. Impossibili sarebbero parole come Mtotok e Gattok. Il secondo livello rappresenta il suono ed è un i...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xire di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Micheli Ilaria.
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