Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Linguistica generale I° Modulo

Coniglio - + - - - = coniglIERA

Libro - - + - - = librERIA

Virtù - - - + - = virtuOSO

Luna - - - - + = lunATICO

Al nome proprio non può unirsi di norma nessun suffisso ma solo gli affissi diminuitivi o accrescitivi (per

1. es. Giannino). ragazzo,

il suffisso _ata può unirsi a nomi [+ umano] come e ad alcuni nomi [+ animato] [- umano] come

2. asino asinata, leone leonata.

ma non a tutti come

→ →

il suffisso _iera non si aggiunge ai nomi [- comune] né a nomi [+ astratto]. Si aggiunge a nomi marcati con

3. il tratto [+ comune], [± animato], [- astratto].

ci sono dei verbi [+ transitivo] che possono formare aggettivi aggiungendo il suffisso _bile come per es.

4. amare amabile . Solo sporadicamente questo suffisso può aggiungersi ai verbi intransitivi come per es.

commerciabile. collocamento.

il suffisso _mento non è sensibile al tratto [+ transitivo] per es.

5.

MORFEMA segno linguistico

Un morfema è la più piccola parte di una lingua dotata di significato. Un morfema è un ed è

quindi costituito da un significante e da un significato.

Si possono distinguere i morfemi lessicali, che identificano le parole che hanno un significato lessicale, che non

dipende cioè dal contesto; e i morfemi grammaticali, che identificano parole che esprimono funzioni

grammaticali e ricevono (in parte) significato dal contesto in cui compaiono. e,

Un morfema può essere così piccolo da essere costituito da un solo fonema per es. la congiunzione o la

a.

preposizione

MORFEMI LIBERI O LEGATI bar, ieri,virtù

Sono morfemi liberi quelli che possono ricorrere da soli in una frase e dunque sono

1. morfemi liberi. I morfemi liberi dell’italiano sono parole.

Sono morfemi legati quelli che non possono ricorrere da soli in una frase e per poterlo fare si debbono

2. aggiungere a qualche altra unità e dunque _s dell’inglese (in boy+s) o _i dell’italiano (in libr+i) sono

morfemi legati. I morfemi legati in italiano sono quelli flessivi (_a del femminile singolare, _i del maschile

plurale, _e del femminile plurale; tutte le desinenze del verbo), tutti i suffissi (_oso, _tore, _zione, ecc)

e tutti i prefissi (ri-, s-, in-, ecc).

PAROLA E MORFEMA

Le parole composte da due morfemi sono bimorfemiche; in inglese le parole semplici sono monomorfeniche, in

italiano nomi e aggettivi semplici sono bimorfemici mentre i verbi regolari sono trimorfemici (dato che si possono

analizzare in radice, vocale tematica e desinenza flessiva).

inglese italiano

table tavol+o

nice carin+o

walk cammin+a+re

Le parole complesse possono essere trimorfemiche:

in+util(e)+ità

dolc(e)+issim+a+mente

ferro+vi(a)+ario

industri(a)+al(e)+issim(a)+evol(e)+mente

MORFEMA E ALLOMORFI

Il termine morfema designa propriamente una unità astratta che è rappresentata a livello concreto da un

allomorfo (o morfo). La distinzione è: fonologia morfologia

17

Linguistica generale I° Modulo

Livello astratto fonema morfema

Livello concreto allofoni allomorfi

Un morfema è rappresentato da un solo allomorfo però vi sono casi in cui un morfema può essere rappresentato

da più allomorfi come avviene nella formazione in inglese del plurale. Graficamente, in inglese il plurale regolare è

s

marcato con una ; foneticamente si riscontrano tre realizzazioni diverse /s/, /z/, /iz/ che sono condizionate

dal contesto. i gli

Un caso di allomorfia in italiano è quello dell’articolo maschile: e sono due allomorfi, la cui distribuzione è

il lo,

determinata foneticamente; analoga è la distribuzione di e al singolare.

FLESSIONE, DERIVAZIONE E COMPOSIZIONE

La derivazione raggruppa tre diversi processi e consta dell’aggiunta di una forma legata (affisso) ad una forma

libera: Derivazione

(affissi)

Prefissazione Infissazione Suffissazione

(prefissi) (infissi) (suffissi)

Si ha il processo di prefissazione se l’affisso si aggiunge a sinistra della parola, allora l’affisso sarà un

1. prefisso.

Si ha il processo di suffissazione se l’affisso si aggiunge a destra della parola, allora l’affisso sarà un

2. suffisso.

Si ha il processo di infissazione se l’affisso si aggiunge nel mezzo della parola, allora l’affisso sarà un

3. infisso.

Esempi: marito→ex+marito (prefissazione)

dolce→dolce+mente (suffissazione)

cantare→cant+icchi+are (infissazione)

La composizione forma parole nuove a partire da due parole esistenti:

Esempi: capo, stazione→capostazione

dolce, amaro→dolceamaro

La flessione aggiunge alla parola di base informazioni relative a genere, numero, caso, tempo, modo, diatesi,

persona:

Esempi:

genere:bello→bella (maschile→femminile)

numero: bello→belli (singolare→plurale)

caso: lat. rosa→rosam (nominativo→accusativo) “rosa”

tempo: ama→amava (presente→imperfetto)

modo: ama→amando (indicativo→gerundio)

diatesi:lat. amo→amor (attivo→passivo) “amo-sono amato”

persona: amo/ami/ama (prima, seconda, terza persona)

MORFOLOGIA COME PROCESSO

Una categoria lessicale può nascere come tale o può diventare verbo attraverso vari processi:

N→A→V centro→centrale→centralizzare

a. A→N→V giusto→giustizia→giustiziare

b. N→N→V palla→palleggio→palleggiare

c. V→N→V agire→azione→azionare

d. A→V attivo→attivare

e. 18

Linguistica generale I° Modulo

N→V magnete→magnetizzare

f. V→V giocare→giocherellare

g.

h. V rompere

Esempio: INDUBITABILMENTE:

indubitabile aggettivo di base

indubitabile+mente aggiunta di _mente

indubitabilmente cancellazione di e in- dubitabile,

Ma questo aggettivo è a sua volta scomponibile in un prefisso più un aggettivo, e quest’ultimo è a

dubita(re) _bile.

sua volta costruito a partire dal verbo più il suffisso Ricostruendo tutto il processo avremo:

[dubita] (tema del) verbo di base

V _bile

[[dubita] + bile] aggiunta di

V A in-

[in [[dubita] + bile] ] aggiunta di

V A A _mente

[in [[dubita] + bile] ] + mente] aggiunta di

V A A AVV e

[indubitabilmente] cancellazione di

AVV

quindi la parola indubitabilmente è stata costruita attraverso il processo:

Verbo→Aggettivo→Avverbio

Altri esempi:

Nome+Nome Nome: [[capo] [stazione] ] [capostazione]

N N N N

Agg+Agg Agg: [[dolce] [amaro] ] [dolceamaro]

A A A A

Verbo+Verbo Nome [[sali] [scendi] ] [saliscendi]

V V N N

Differenze:

COMPOSIZIONE : combina due forme libere

a. DERIVAZIONE : combina una forma libera e una legata

b. PREFISSAZIONE : aggiunge un morfema legato a sinistra della parola e non cambia la categoria lessicale

c. della parola cui si aggiunge

SUFFISSAZIONE : aggiunge un morfema legato a destra della parola e cambia la categoria lessicale

d. della parola cui si aggiunge.

Esempi

Prefissazione:

[elegante] [in + [elegante] ]

A A A

[presidente] [ex + [presidente] ]

N N N

[scrivere] [ri + [scrivere] ]

V V V

Suffissazione:

[atomo] [[atomo] + izzare]

N N V

[inverno] [[inverno] + ale]

N N A

[veloce] [[veloce] + ità]

A A N

La suffissazione opera i seguenti cambiamenti di categoria:

N→V

o -izzare : (atomo/atomizzare)

-are/-ire: (film/filmare ; fiore/fiorire)

-eggiare: (alba/albeggiare)

-ificare: (pace/pacificare)

N→A

o -ale: (morte/mortale)

-oso (fama/famoso)

-ale: (funzione/funzionale)

-ario: (confusione/confusionario)

-ico: (filosofia/filosofico)

-ese: (Milano/milanese) 19

Linguistica generale I° Modulo

N→N

o -aio: (giornale/giornalaio)

–eria: (pirata/pirateria)

-ista: (Petrarca/petrarchista)

-ismo: (Mao/maoismo)

-iere: (banca/banchiere)

-ato: (console/consolato)

V→N

o -zione: (amministra(re)/amministrazione)

-ata: (cammina(re)/camminata)

-aggio: (lava(re)/lavaggio)

-mento: (arreda(re)/arredamento)

-ura: (salda(re)/saldatura)

-tore: (lavora(re)/lavoratore)

V→A

o -bile: (giustifica(re)/giustificabile)

-ivo: (collabora(re)/collaborativi)

-orio: (consola(re)/consolatorio)

-evole: (ammira(re)/ammirevole)

A→N

o -ezza: (bello/bellezza)

-anza/-enza: (abbondante/abbondanza; intelligente/intelligenza)

-aggine: (ridicolo/ridicolaggine)

-ità/-età: (semplice/semplicità; vario/varietà)

A→V

o -are/-ire: (calmo/calmare; snello/snellire)

-ificare: (beato/beatificare)

-eggiare: (bianco/biancheggiare)

-izzare: (impermeabile/impermeabilizzare)

A→AVV

o (geloso→gelosamente, veloce→velocemente).

ALTRI PROCESSI

La conversione consiste in un cambiamento di categoria senza che sia stato aggiunto alla base un affisso

manifesto. In italiano la conversione è molto comune nel passaggio:

(vecchio/il vecchio),

da aggettivo a nome

1. (volere/il volere),

da infinito a nome

2. il cantante)

da participio presente a nome(

3. (sorridente)

da participio presente ad aggettivo

4. (il coperto)

da participio passato a nome

5. (deciso)

da participio passato ad aggettivo

6.

La reduplicazione o raddoppiamento consiste nel raddoppiamento di un segmento e può essere parziale o totale;

può riguarda sia la flessione, la composizione e sia la derivazione. Un verbo reduplicato assume un significato

frequentativo.

La parasintesi può essere sia verbale che aggettivale. Una forma è parasintetica quando è formata da una base

più un prefisso ed un suffisso, ma dove la sequenza prefisso+base non è una parola dell’italiano e dove nemmeno

ingiallire –in, giallo –

la sequenza base+suffisso lo è: è formato dal prefisso dalla base aggettivale e dal suffisso

20

Linguistica generale I° Modulo

ire ingiallo giallire

ma né né sono sequenze grammaticali. Esempi di parasintesi aggettivale sono parole come

svitato, sfegatato.

ALLOMORFIA E SUPPLETIVISMO

Si ha suppletivismo quando in una serie morfologicamente omogenea, si trovano radicali diversi che intrattengono

evidenti rapporti semantici senza evidenti rapporti formali. Un caso esemplare è la flessione del verbo andare,

dove, a seconda delle forme del paradigma flessivo, si alternano le radici and- e va(d)-:

vado andiamo

vai andate

va andai

vanno andrei

Il suppletivismo si ritrova in tutto il dominio della formazione delle parole:

N A

Acqua idrico

Fuoco pirico

Cavallo equestre

Maiale suino

PAROLE SEMPLICI E PAROLE COMPLESSE

Le parole semplici sono date costituiscono il lessico o il dizionario dei parlanti e sono quelle non derivate e non

composte.

Le parole complesse sono formate tramite regole morfologiche e sono derivate e/o composte.

Un elenco dei vari tipi di parole complesse dell’italiano è il seguente:

a. parola suffissata (vin+aio, bar+ista)

b. parola prefissata (dis+adatto, in+elegante)

c. parola composta (capo+stazione, alto+piano)

d. parola suffissata più volte (industri+al+izza+zione)

e. prefissata più volte (ex+pro+console)

f. composta più volte (tergi+lava+lunotto)

g. suffissata e prefissata (in+desider+abile, dis+articola+zione)

h. composta e suffissata (croce+rossa+ina, ferri+via+ario)

i. composta e prefissata (in+vero+simile)

j. composta, prefissata e suffissata (in+vero+simile+mente)

PAROLE SUFFISSATE

I suffissi in italiano possono essere raggruppati in grandi categorie:

classe dei suffissi deverbali: comprende suffissi che formano nomi da verbi

 classe dei suffissi valutativi: formata dai diminuitivi, accrescitivi, peggiorativi, vezzeggiativi ecc..: -ino

 -one -accio -otto -ucolo astro

–eggiare, –izzare.

Il suffisso –mento predilige le basi in mentre il suffisso –zione predilige le basi in

MORFOLOGIA E SIGNIFICATO

La formazione delle parole consta di una parte formale e di una parte semantica:

vino+aio = persona che vende vino

giornale+aio = persona che vende giornali

il significato di vinaio e di giornalaio consta di una parte fissa (persona che vende) e di una parte variabile (vino e

giornali). La parte fissa è la parte di significato introdotta dal suffisso (-aio), mentre la parte variabile

corrisponde al nome di base.

Passando al suffisso –bile si può con statere che la sua semantica ha un significato passivo:

osservabile = che può essere osservato

mangiabile = che può essere mangiato

La semantica di una parola complessa è composizionale cioè il significato della parola complessa si può ricavare

dal significato degli elementi componenti. Ciò è vero quando la regola è produttiva, mentre una parola che

21

Linguistica generale I° Modulo

permane a lungo nel lessico può acquistare significati idiomatici non desumibili dagli elementi che la

costituiscono.

Nella formazione delle parole, la semantica svolge un altro ruolo: i vari suffissi selezionano uno dei significati

della base. Il verbo tentare ha due significati: “cercare di corrompere” (significato1) , e “cercare di riuscire”

(significato2).

COMPOSTI DELL’ITALIANO

Si consideri un composto come : CAMPOSANTO la sua struttura è:

[[campo] + [santo] ]

N A N

il composto ha la stessa categoria lessicale (nome) di uno dei suoi costituenti, il nome campo. Diremo che campo è

la testa del composto e che la categoria N deriva dalla testa. E’ dalla testa del composto che passano a tutto il

composto:

le informazioni categoriali

- i tratti sintattico-semantici

- il genere

-

La testa deve essere sia testa categoriale che testa semantica.

Vi sono delle lingue in cui la testa dei composti è a destra come per es. per l’inglese, in italiano la situazione è più

complessa:

a. N+N pescecane E’ UN pesce testa a sinistra

N+A camposanto E’ UN campo testa a sinistra

b. A+N gentiluomo E’ UN uomo testa a destra /non sono produttivi

c. N+N terremoto E’ UN moto testa a destra /residuo latino

d. N+N scuolabus E’ UN bus testa a destra /calco inglese

Quindi ne deriva che in italiano la testa prevalentemente è sempre a sinistra.

COMPOSTI E SINTAGMI

Per distinguere i composti dai sintagmi ci sono due criteri:

l’inseribilità di materiale lessicale : un composto è una parola, la parola è caratterizzata dal fatto che non

1. è interrompibile.

la trasparenza ai processi sintattici : riguarda il fatto che i costituenti di un composto non sono visibili

2. alle normali regole della sintassi.

ALTRI TIPI DI COMPOSTI

COMPOSTI INCORPORANTI: derivano da un sintagma costituito da un verbo seguito da un SN oggetto.

 L’incorporazione consiste nella formazione di un verbo composto il cui primo costituente è il SN oggetto.

COMPOSTI SINTAGMATICI: si tratta di costruzioni più sintattiche che morfologiche perché nelle

 costruzioni corrispondenti nell’italiano non è possibile inserire materiale lessicale

COMPOSTI REDUPLICATI: si tratta di composti costituiti dalla stessa parola ripetuta ed hanno in

 genere un significato intensivo o iterativo. (leccalecca, fuggifuggi ecc)

COMPOSTI TRONCATI: in russo vi sono composti che vengono formati per troncamento o del primo

 costituente o di entrambi. In questi composti si concatenano delle sottoparti dei due costituenti

(confcommercio, confindustria).

COMPOSIZIONE E FLESSIONE

La flessione dei nomi composti può presentare i seguenti casi possibili:

1. flessione alla fine del composto [P1 + P2] + Fless

2. flessione dopo la prima parola del composto [P1 + fless] + P2 (P1 è la testa )

3. flessione dopo entrambe le parole [P1 + fless] + [P2 + fless]

In questi tre casi la flessione è di tutto il composto.

Vi è poi il caso di

composti senza flessione, cioè composti invariabili (P1+P2);

o due casi in cui la flessione è solo di uno dei suoi costituenti: flessione di parola2 P1 + [P2 + fless];

o 22

Linguistica generale I° Modulo

e flessione di parola1 [P1 + fless] + P2 dove P1 non è la testa del composto.

o

I composti produttivi sono quelli con testa a sinistra e flessione della sola testa.

COMPOSTI ENDOCENTRICI, ESOCENTRICI E DVANDVA

Composti endocentrici: sono composti provvisti di testa

o dormiveglia

Composti esocentrici: sono composti senza testa come

o Composti dvandva: sono composti che hanno due teste, sono cioè formati da due costituenti che sono

o cassapanca.

entrambi teste sia categoriali che semantiche come

LESSICO E LESSICOLOGIA

Ci sono due accezioni di lessico: uno è il lessico mentale dei parlanti e l’altro prende la forma del dizionario o

vocabolario, così come viene realizzato dai lessicografi. Con lessico mentale s’intende una sottocomponente della

grammatica dove sono immagazzinate tutte le informazioni (fonologiche, morfologiche, sintattiche e semantiche)

che i parlanti conoscono relativamente alle parole della propria lingua. Quindi intendiamo non solo la conoscenza

delle parole prese una ad una, ma anche le conoscenze relative al funzionamento delle parole e dei complessi

rapporti tra le varie parole, tra varie classi di parole ecc.. Ogni parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico

mentale delle liste di parole con certe caratteristiche quindi hanno accesso a un proprio dizionario mentale. Il

lessico implica conoscenze che coinvolgono attività sia cognitive che dovute alla scolarizzazione, come,

riconoscimento, comprensione, lettura e scrittura delle parole, ma anche collegamenti tra le varie unità e

rapporti semantici come sinonimia, antonimia ecc. e soprattutto conoscenze che riguardano il funzionamento

delle parole una volta estratte dal lessico e collocate all’interno delle frasi. I parlanti hanno conoscenze relative

anche a come si traducono i suoni di una parola nella grafia del proprio alfabeto. Alle parole si accede tramite i

primi suoni della parola stessa.

Un dizionario è costruito da entrate lessicali o lemmi e non da forme di parole flesse. Dato che i parlanti

producono di norma frasi che sono costituite da parole e che le parole nelle frasi sono obbligatoriamente flesse,

è necessario lemmatizzare le parole. Questa operazione è complessa perché non è facile attribuire una categoria

ed una sola ad una forma. In un dizionario il lemma di solito è evidenziato in neretto, segue la trascrizione

fonetica o fonologica, l’etimologia e la definizione della categoria lessicale. Un dizionario è sempre arretrato sia

rispetto ai neologismi (parole nuove) che si formano continuamente, sia rispetto ai significati nuovi che le parole

possono assumere. E’ importante distinguere tra dizionario ed enciclopedia:

Dizionario : è una lista di parole che contiene informazioni sulla natura e sull’uso delle parole, definisce

- conoscenze di tipo linguistico-lessicale.

Enciclopedia : contiene informazioni su tutto lo scibile umano, definisce le nostre conoscenze del mondo.

-

LESSICALIZZAZIONI

In un dizionario devono trovare posto tutte le forme imprevedibili, cioè che non vengono formate tramite regole

libro sollevare,

e che pertanto hanno forme o significati idiosincratici. Così accanto alle parole semplici come, o si

troveranno quelle espressioni il cui significato non è desumibile dalla somma dei significati delle parti, come le

tagliare la corda,

cosiddette lessicalizzazioni. Sono casi di lessicalizzazioni le espressioni idiomatiche come ma

nontiscordardimé.

anche unità frasali come Il processo di lessicalizzazione fa sì che un gruppo di più parole si

trasformi in una unità lessicale che si comporta come una parola sola indipendentemente dalla sua struttura

interna. Questo processo va distinto da quello della grammaticalizzazione, dove una unità perde il suo significato

lessicale che si comporta come una parola sola indipendentemente dalla sua struttura interna.

STRATIFICAZIONE DEL LESSICO

Il lessico di ogni lingua è costituito da vari strati. Lo strato [+ nativo] è quello centrale di una data lingua, quello

[- nativo] definisce gli strati periferici che spesso riflettono le vicende storiche, i contatti che la lingua in

questione ha o ha avuto con altri sistemi linguistici. L’italiano ha diversi strati non nativi, come testimoniano le

voci di origine latina (parricida), greca (antropologia), inglese (spot), araba (bazar). Lo strato [- nativo]

dell’italiano è costituito da prestiti e da calchi che sono forme di “interferenze” tra sistemi linguistici diversi e

riguardano la riproduzione di una data parola da una lingua di partenza ad una lingua di arrivo. Se la riproduzione

è di struttura o semantica avremo un calco; se la riproduzione è più centrata sul significante avremo un prestito.

23

Linguistica generale I° Modulo

I calchi sono detti prestiti semantici e rappresentano trasposizioni di modelli morfologici o sintattici dalla lingua

grattacielo skyscraper retroterra Hinterland.

di origine a quella di arrivo come dall’inglese o come dal tedesco

Tra i prestiti si possono distinguere:

Prestiti adattati : sono parole entrate a far parte del lessico italiano in epoche remote ed hanno una

 complimento, alfiere,

forma fonetica che non identifica più la loro origine straniera, come le parole

giunchiglia, caraffa, carciofo. Sono parole italiane a tutti gli effetti ed un criterio per verificare

l’ingresso definitivo di una parola nel lessico di una lingua è di controllare se può dar luogo a derivazione

(complimento complimentoso, carciofo carciofino). Secondo questo criterio anche una parola come

→ →

sport è totalmente italiana.

Prestiti non adattati : sono quelli che conservano una forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano,

 spie di questa estraneità possono essere incertezze di pronuncia o sulla formazione del plurale.

IL SIGNIFICATO E L’USO DELLE PAROLE E DELLE FRASI: SEMANTICA E PRAGMATICA

Allo studio del significato delle espressioni linguistiche si dà il nome di semantica; allo studio del loro uso

 si dà il nome di pragmatica.

La nostra competenza di parlanti dell’italiano si manifesta indicando quei determinati segmenti di realtà

 con le espressioni appropriate. La nozione di verità è considerata da molti filosofi del linguaggio come

essenziale nella definizione del significato: comprendere il significato di una frase è comprendere le

condizioni in cui essa può essere vera, e comprendere il significato di una parola è comprendere il

contributo che essa dà alle condizioni di verità di una frase. Quindi la semantica consisterebbe in un

rapporto di denominazione tra il linguaggio e il mondo: le parole sono etichette di categorie della realtà,

le frasi sono descrizioni di frammenti della realtà, se sono vere, mentre non descrivono nulla, se sono

false.

Le relazioni semantiche non si possono semplicemente ridurre a relazioni di denominazione tra

 espressioni linguistiche da una parte e la realtà dall’ altra perché:

queste relazioni di denominazione non sono sempre univoche

 perché non solo la realtà è coinvolta nelle relazioni di significato

 perché il riferimento letterale a un certo tipo di realtà non corrisponde sempre al significato che il

 parlante vuole trasmettere.

SIGNIFICATO, DENOTAZIONE E RIFERIMENTO

Una stessa realtà può essere presentata in modo diverso anche all’interno di una sola lingua, ed è

 necessario distinguere il modo di indicare la realtà mediante il linguaggio che viene chiamato significato:

che è un’entità interna a ciascuna lingua, dalla realtà in quanto significata che viene chiamata

riferimento: che è un entità esterna alla lingua. Le diverse lingue possono riferirsi alla stessa realtà

mediante un sistema diverso di significati. Secondo alcuni studiosi bisogna tenere distinti i concetti di

denotazione e riferimento:

denotazione: riguarda il lessema in quanto tale

 riferimento: riguarda il suo uso in una frase determinata.

SEMANTICA LESSICALE

Alcuni lessemi hanno la proprietà di essere ambigui, cioè di poter avere più di un significato. Avremo un

 lessema polisemico quando presenta più significati tutti collegati l’uno con l’altro; le parole poliseme

hanno una sola entrata nel dizionario, e all’interno di essa vengono elencati i significati differenti. Però

può succedere in alcuni casi, che la polisemia di un termine non venga esplicitamente registrata all’interno

di un dizionario ciò accade quando i significati che il termine in questione può assumerne sono molto vicini

l’uno all’altro, ma comunque diversi. Questa diversità è causata dalle diverse combinazioni sintattiche in

cui alcune classi di parole possono ricorrere.

I lessemi omonimi, invece,sono quelli in cui le parole hanno lo stesso significante ma diverso significato e

 hanno più entrate differenti in genere contrassegnate con un numerale sovrascritto davanti alla parola in

questione.

Metafora e Metonimia: 24

Linguistica generale I° Modulo

Con metafora si intende l’uso traslato di una parola, sulla base di una parziale somiglianza tra il

 significato che potremmo chiamare “fondamentale” e il significato traslato.

La metonimia consiste nell’estendere il significato di una parola ad un altro significato connesso al primo

 per contiguità.

Sinonimia, antonimia, iponimia, iperonimia

Come lo stesso lessema può avere più significati, così più lessemi diversi possono avere lo stesso significato:

in questo caso la relazione tra i lessemi è detta di sinonimia.

Per antonimia s’intende l’espressione di due significati opposti da parte di due lessemi: bianco rispetto a

 nero sono significati contrari; caldo rispetto a freddo sono significati contraddittori. Un’altra

distinzione si fa tra antonimi bipolari come maschio/femmina e antonimi graduabili come alto/basso, che

esprimono una gradazione e che talvolta contengono un termine medio lessicalizzato:

caldo/tiepido/freddo. Gli antonimi conversi sono quelli che, scambiandosi i rispettivi argomenti, indicano

lo stesso significato: figlio/padre. Dagli antonimi lessicali si distinguono gli antonimi grammaticali che

hanno la stessa base lessicale e si differenziano tra loro in base a un prefisso: influente/ininfluente.

Iperonimi: indica significati sovraordinati

 Iponimi: indica significati subordinati ai primi

SEMANTICA FRASALE

Principio di composizionalità: dato che le frasi sono composte di parole, il significato di una frase è il risultato

della combinazione dei significati delle parole che la compongono. In alcuni casi questo principio sembra un po’

restrittivo perché:

le frasi del linguaggio naturale a volte sembrano contenere qualcosa in più rispetto al significato dei singoli

elementi che le compongono

perché alcune combinazioni di parole hanno un significato che non è ricavabile da quello delle singole parole da cui

sono costituite

Tautologia, contraddizione, analiticità, presupposizione

 E o SE sono delle congiunzioni, cioè combinano frasi e sono quindi detti connettivi proposizionali o frasali.

 Una frase è vera o è falsa; il significato dei connettivi frasali è illustrato dall’effetto che essi hanno

sulla verità o la falsità delle frasi complesse che contribuiscono a formare.

Una frase complessa formata tramite il connettivo e è vera se solo le frasi semplici che la compongono

 sono tutte vere.

Una frase complessa formata dal connettivo o è vera se e solo se almeno una delle frasi semplici da cui è

 formata è vera

Esempi:

 Oggi piove e non piove Caso di Contraddizione

 Oggi piove o non piove Caso di Tautologia

 Gianni è scapolo e non è sposato Caso di Analiticità: ossia, la verità o la falsità di questa frase è

 unicamente determinabile sulla base del significato dei connettivi frasali e dei lessemi in essi contenuti

Attualmente c’è un re di Francia Caso di Presupposizione: ossia è quella frase che deve essere vera

 perché le frasi che la presuppongono possano avere un valore di verità.

Altri esempi di frasi la cui verità o falsità è determinabile in base al loro significato sono quelle

 contenenti i cosiddetti quantificatori, cioè parole come tutti, nessuno, qualche, ogni, uno, ecc. Quando in

frase ricorrono, oltre a un quantificatore, anche dei pronomi personali o delle espressioni analoghe a

quest’ultimi, si possono avere ulteriori effetti di ambiguità, per es: Ogni ragazzo ama la sua ragazza

Questa frase può significare:

 che ogni ragazzo ama una ragazza differente e il possessivo sua è legato dal quantificatore ogni

 che ogni ragazzo ama la ragazza di un ragazzo determinato e il possessivo è libero.

N.B.:

Lo è un pronome personale e non può essere legato entro la frase semplice in cui si trova,

 Se stesso è un pronome riflessivo e deve essere legato entro la frase semplice in cui si trova.

 GLI ATTI LINGUISTICI

L’uso del linguaggio umano consiste nell’esecuzione di determinati atti:

Atti locutori (o atti di enunciazione): la pronuncia di determinate parole o sintagmi

 25

Linguistica generale I° Modulo

Atti proporzionali: il riferimento a determinate entità e la predicazione di determinate proprietà in

 merito ad esse

Atti allocutori: una constatazione, un ordine, un consiglio, una promessa

 Atti perlocutori: il tentativo di produrre un determinato effetto sul nostro interlocutore, come ottenere

 da lui un informazione.

Un tipo particolare di atti allocutori sono quelli contenenti i cosiddetti verbi performativi.

 PERFORMATIVO deriva dal verbo inglese to perform che significa “compiere”, “eseguire”. Esempio:

Prometto di partire: io non mi limito a parlare, ma compio un azione ossia quella di promettere.

USO LETTERALE E NON DELLE ESPRESSIONI LINGUISTICHE

Il filosofo inglese, Paul Grice, ha mostrato come gli scambi comunicativi siano guidati dalla logica della

conversazione. Secondo Grice, la conversazione è regolata da massime, che egli raggruppa in quattro categorie:

Massima della quantità: “fornisci l’informazione necessaria, ossia né troppa né troppo poca “

 Massima della qualità: “sii veritiero, in base alle prove in tuo possesso”

 Massima della relazione: “sii pertinente”

 Massima della modalità: “evita oscurità e ambiguità; sii breve ed ordinato”.

I partecipanti ad una conversazione a volte violano una delle massime allora la comunicazione rischia di fallire; a

volte la violazione è solo apparente perché il parlante non ha usato le espressioni nel loro significato letterale,

bensì ha voluto trasmettere un altro significato, in questo caso si realizza una implicatura conversazionale. Il

termine implicatura è stato scelto per distinguerlo da implicazione, che è un termine della logica.

La Linguistica: è una disciplina descrittiva , o più esattamente è “ lo studio scientifico del linguaggio umano”

E’ disciplina descrittiva perché il suo scopo non è, infatti, quello di indicare “ ciò che si deve dire o non si deve dire”

(Def. Normativa), ma spiegare ( nel senso di ricondurre a forme generali ) ciò che effettivamente si dice, secondo la

def. di studio scientifico.

Per studio scientifico s’intende il tipo di metodologia e d’analisi dei problemi che caratterizza qualunque scienza:

1)Una scienza formula ipotesi che intendono ricondurre a leggi generali questa molteplicità di fenomeni generali.

2)La formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile deve fondarsi su esperimenti ripetibili.

Linguaggio naturale/umano: La riflessione condotta nell’ultimo mezzo secolo propende largamente per considerare

la sua struttura largamente specifica e quindi molto diversa dai “linguaggi” animali, dell’arte, dei computer, delle

immagini; con cui certamente hanno in comune la funzione di “COMUNICAZIONE”.

Caratteristiche del linguaggio umano:

• Discreto = vuol dire che i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben definiti.

Es. I suoni [p] e [b] oppure [t]e [d] per quanto simili si distinguono hanno un contrasto netto.

Gli altri tipi di linguaggio sono detti sistemi continui, poiché è sempre possibile invece specializzare sempre più il

segnale. Es. La danza delle Api.

• Ricorsività =Permette di costruire frasi nuove inserendo in una frase data, un’altra frase e cosi via

• Competenza= Senso intuitivo di grammaticalità del parlante nativo di una determinata lingua

Lingua: Forma specifica che questo sistema di comunicazione (linguaggio) assume nelle varie comunità.

Una caratteristica che distingue i vari tipi di lingue è l’ordine dei costituenti. In It. S.V.O.

La lingua è un sistema articolato su più livelli . I livelli linguistici sono quelli dei suoni (FONOLOGIA), quelle delle

parole (MORFOLOGIA), quello delle frasi (SINTASSI), quello delle farsi (SEMANTICA).

Universali linguistici: sono gli elementi comuni a tutte le lingue.

Parlato e Scritto: Tra scritto e parlato vi è sicuramente <<appoggio>> e scambio reciproco: la lingua scritta “fissa” la

lingua, la lingua parlata offre variazione e novità.

Esistono (e sono esistite) lingue che sono solo parlate e non scritte. Non ci sono lingue naturali che sono state soltanto

scritte ma mai parlate.

Langue\Parole: Saussure introdusse questa coppia di termini definendo la langue come “un’insieme di convenzioni

necessarie adottate dalla società per permettere l’uso della facoltà del linguaggio da parte degli individui, e la parole

come l’atto dell’individuo che realizza la sua facoltà per mezzo di quella convenzione sociale che è la langue.” La

langue corrisponde al codice di una lingua, mentre la parole corrisponde al concreto messaggio dei singoli parlanti.

Langue sociale, astratta

Parole individuale, concreta 26

Linguistica generale I° Modulo

Significante\Singificato: Nell’analisi di Saussure, il segno linguistico è costituito dall’unione di un concetto

(significato) e di un’immagine acustica (significante). Il rapporto tra significante e significato è convenzionale.

Diacronia\Sincronia: La Diacronia. riguarda l’evoluzione nel tempo di una lingua. La linguistica diacronica studia i

processi di sviluppo di una lingua, ne ricostruisce la storia. La Sincronia. riguarda lo stato di una lingua considerato nel

suo funzionamento in un certo tempo, escludendo la prospettiva storica.

Codice: qualsiasi sistema di segni destinato a rappresentare e a trasmettere informazioni da un mittente e un ricevente.

(Jakobson si basa sulla distinzione tra un livello astratto e uno concreto). Il codice è un insieme di potenzialità, ed è

astratto. Un messaggio viene costruito sulla base delle unità fornite dal codice, ed è un atto concreto.

Grammatica generativo-trasformazionale: teoria linguistica elaborata da Chomsky tra il 1950 e il 970 che considera

la grammatica come un insieme di regole di trasformazione, le quali generano ogni possibile frase partendo da un

numero limitato di frasi di base. Inoltre le frasi hanno una struttura superficiale e una profonda. La prima è la frase

così come appare. La seconda è la matrice della frase.

Competenza ed Esecuzione: la competenza è tutto ciò che l’ individuo <<sa>> della propria lingua per poter parlare

come parla e per potere capire come capisce, anche in questo caso ci troviamo in un sistema articolato nei vari livelli

in cui si struttura una lingua e parlare di C.Fonologica.;C.Morfologica.; C.Sintattica.;C.Semantica.

l’esecuzione è tutto ciò che l’individuo <<fa>> (linguisticamente)

Saussure Jakobson Chomski

Livello astratto langue codice competenza (individuale)

Livello concreto parole messaggio esecuzione

Parole, messaggio ed esecuzione grosso modo si equivalgono.

Langue e competenza sono diverse : la prima è sociale , la seconda è individuale.

Tutte le conoscenze fin qui esemplificate fanno parte della grammatica dei parlanti (diversa dall’accezione di G.

intesa come “Volume in cui si studiano le regole”), intesa come un insieme di conoscenze che sono immagazzinate

nella mente. Il bambino costruisce una grammatica a partire dai dati, che sono chiamati dati linguistici primari.

Una lingua è un codice ed un codice è costituito essenzialmente da due livelli: le unità di base e le regole che

combinano le unità.

In un atto linguistico , i suoni vengono disposti in una sequenza lineare : uno dopo l’altro, in questo modo perdono la

loro individualità e diventano una <<catena parlata>>. Questi rapporti vengono definiti rapporti sintagmatici e si

hanno tra elementi che sono in praesentia, cioè co-presenti. Es. c-a-n-t-o.

Tutti i suoni che possono comparire in un certo contesto intrattengono tra di loro un rapporto di tipo paradigmatico o

associativo, ma sono rapporti in absentia come diceva Saussure . ( es amav- o,i,a,mo,te,mo.)se ne realizziamo una

escludiamole tutte altre.

I rapporti sintagmatici e i rapporti paradigmatici sono un importante fatto di coesione degli elementi linguistici:

qualsiasi unità della lingua intrattiene rapporti sintagmatici con le forme <<vicine>> ( a livello di parole) ma

intrattiene rapporti paradigmatici con le unità assenti che avrebbero potuto essere realizzate in quel dato punto (a

livello di langue).

Una parola è un segno .

Unsegno è un unione di un significato e di un significante.

Il segno ha varie proprietà tra cui:

d) La distintività. Il segno notte differisce da botte, lotte, dotte, notti.

e) La linearità. Il segno si estende nel tempo(se è orale )e nello spazio(se è scritto).”al ha un sign. div. da la”.

f) L’arbitrarietà. Il segno è arbitrario nel senso che non esiste alcuna legge di <<natura>> che imponga di

associare al significante il significato. Si dice che l’associazione tra significato e significante deriva da una

specie di accordo sociale convenzionale.

I segni possono essere sia linguistici che non linguistici.

Secondo Jakobson le componenti necessarie per un atto comunicazione:

2) referente

1) parlante 3) messaggio 6) ascoltatore

4) canale

5) codice

a ciascuna di queste componenti J fa corrispondere una funzione ling. diversa :

2)referenziale

1)emotiva 3)poetica 6)conativa

4)fatica 27

Linguistica generale I° Modulo

5)metalinguistica

La funzione emotiva (o espressiva) è quella che riguarda il parlante, si realizza quando il parlante esprime stati

d’animo, quando il parlare (o lo scrivere) è più inteso ad esprimere che a comunicare qualcosa a terzi.

Il genere letterario che più corrisponde alla realizzazione della funzione emotiva è la lirica.

La funzione referenziale è una funzione informativa, neutra per cosi dire. es.(il treno parte alle 6)

La funzione fatica è quella che si realizza quando vogliamo controllare se il canale è aperto. Espressioni che la

realizzano bene sono: ci sei? , mi ascolti?, mi segui?e cosi via.

La funzione metalinguistica si realizza quando il codice viene usato per parlare della lingua del codice stesso.

La funzione poetica è forse la più complessa secondo J si realizza quando il messaggio che il parlante invia

all’ascoltatore è costruito in modo tale da costringere l’ascoltatore a ritornare sul messaggio stesso per capirlo.

(Es l’inizio della Divina Commedia)

La funzione conativa si realizza sotto forma di comando o di esortazione rivolti all’ascoltatore perchè modifichi il

suo comportamento. (Es il galateo)

Lingua e dialetti???

La struttura delle parole:

Lo studio delle parole e delle varie forme che possono assumere è la morfologia. Le parole possono essere semplici o

complesse. Le parole complesse sono le parole derivate (con gli affissi es. ex-capo,etc) e le parole composte

(capostazione).Sia le parole semplici che quelle complesse possono poi essere flesse (per genere,numero)

Morfema è la più piccola parte di una lingua dotata di significato. Un morfema è un segno linguistico quindi costituito

da un significante da significato, i morfemi in una lingua possono essere distinti in morfemi lessicali e in morfemi

grammaticali.

Secondo la Morfologia generativa (di formazione più recente) alla base non c’è il morfema ma c’è la parola cerca di

capire cosa c’è nella mente del parlante (competence).

Esistono una serie di regole che a partire dalla parola base aiutano a formare parole nuove. Es. ricc+ o/a/he/hezza,

I morfemi possono essere .liberi e legati :

• sono morfemi liberi quelli che possono ricorrere da soli in una frase (es. oggi)

• sono morfemi legati quelli che occorrono sempre e soltanto legandosi con altri morfemi (es. sono quelli

flessivi: a del f/s, i m/p, e f/p, tutte le desinenze del verbo, tutti i suffissi –oso – tor e – zione; tutti i prefissi –

rio, s- ,in- ,ecc…)

Il morfema è l’unità astratta che poi trova una sua realizzazione concreta da un “allomorfo”. Ma vi sono casi come

nella lingua inglese in cui il morfema può essere rappresentato da più allomorfi. Se noi parliamo alla terza persona del

verbo inglese abbiamo dei morfemi allomoffi condizionati (punta di vista fonologico)

Es. Put Puts

Push Pushes

Love Loves

Foneticamente si riscontrano tre realizzazione diverse

d) [s] dopo consonanti sorde (come [k,t,p,f],

e) [z]-dopo consonanti sonore (come[b,g,d,v,l,m,n,r,] e vocali

f) [iz]- dopo consonanti stridenti come [s,$,t$, dz]

Un caso di allomorfia in italiano si ha con i e gli il e lo Es. (i sentire)- (Gli scogli)

La teoria di Chomski insegna che l’infinito delle parole inglesi o dei verbi inglesi sono le radici delle parole stesse.

Ma in italiano non è cosi, dobbiamo considerare la radice + la vocale tematica.

Per quel che riguarda il verbo dobbiamo distinguere tra tema e radice.

Nell’esempio del verbo amare si parte dalla radice aggiungendo la vocale tematica(le v.t. dell’italiano sono tre, a(re),-

e(re),-i(re)): es- am+a(re) am(radice)+ a = ama = tema del verbo

La forma di citazione del nome è il maschile /femminile singolare

Per quanto riguarda gli aggettivi la forma base si ottiene dalla radice + la 1° pers. sing. maschile(xgli agg.a 4 uscite)

Segmentazione della parola: (a lezione)

DE-STAT-AL-IZZ-A-ZIONE

Alterna con m.gram. con

morfema sign. sost.

V.T

nullo m.grammatic

m.lessicale ale con sign. m.grammaticale con

con sign. dello stato sign. di rendere statali

dello stato 28

Linguistica generale I° Modulo

La morfologia tradizionale (‘900) non ci dice il significato della segmentazione della parola in morfemi.

I processi morfologici più comuni sono quelli di flessione , derivazione e composizione.

La derivazione raggruppa tre diversi processi e consta dell’aggiunta di una forma legata (affisso) ad una parola libera.

Es Barb+ uto = (che ha la barba) , Barboso=(noioso)

In generale si usa uto per formare parole concrete, oso per formare parole astratte

La composizione forma invece parole nuove a partire da due parole esistenti: Es (posa)+(cenere)=posacenere

La flessione <<aggiunge>> alla parola di base informazioni relative a genere numero, caso, tempo, modo, diatesi,

persona,.

Vi sono altri processi morfologici che non consistono propriamente dell’aggiunta di un morfema ad una base.

La Conversione , consiste in un cambiamento di categoria senza che sia stato aggiunto alla base un affisso manifesto.

In inglese dal nome “water=acqua”si è fomasto il verbo “to water = innaffiare”; in italiano la conversione è molto

comune nel passaggio da aggettivo a nome(vecchio- il vecchio)

La reduplicazione o raddoppiamento consiste nel raddoppiamento di un segmento è può essere parziale che totale ,

può riguardare sia la flessione sia la derivazione sia la composizione. Un verbo reduplicato assume spesso significato

frequentativo (sudanese-guyon=fermentare/guguyon=fermentare ripetutamente).

La parasintesi che può essere sia verbale che aggettivale. Una forma è parasintetica quando è formata da una base più

un prefisso ed un suffisso, ma dove la sequenza <<prefisso + base>> o <<base + suffisso>> non è una parola

dell’italiano. Es ingiallire formato da in +giallo + ire, associazioni, abbottonare.

La semantica di una parola complessa è trasparente o composizionale , vale a dire che il significato della parola

complessa si può ricavare dal significato degli elementi componenti, mentre in una parola che permane a lungo nel

lessico acquista significati idiomatici non + desumibili dagli elementi che la costituiscono. Es :tavolaccio.

Testa dei composti:

Identificare la testa di un composto è importante perchè è dalla testa che derivano al composto tutta una serie di

proprietà. Per identificare la testa di un composto si può applicare il test<<E’ UN>>sia per quanto riguarda la

categoria lessicale(E’ UN NOME) che per la semantica.ES:(E’UN CAMPO).

Vi sono lingue in cui comunemente la testa del composto è a destra (inglese ad es. overdose, icy cold), in italiano la

situazione è + complessa. La testa di un composta può essere sia a destra che a sinistra, la prima se deriva da un calco ,

la seconda è data dalla regola sincronica produttiva dell’italiano contemporaneo.

I suffissi valutativi non cambiano la categoria e non sono testa( es: parola=> astratto, parolaccia=> astratto,

parolaio=>concreto=>testa).

Tutti i composti che hanno una testa sono detti “endocentrici” .

In realtà non tutti i composti hanno una testa e sono quei composti formati tendenzialmente da (V+N)=portalettere,

(P+N)=senzatetto, (N+A)=pellerossa , (V+V)=saliscendi e sono detti “esocentrici”.

Esiste infine un terzo tipo di composti chiamati composti dvandva ( termine indiano) che hanno per cosi dire due

teste, sono cioè formati da due costituenti entrambi teste suia categoriale che semantiche.Es: cassapanca, caffèlatte.

Esempi di esercizi in aula

R.D.=Regole di derivazione ; R.C= Regole di composizione ,; R.F= Regole di flessione, R.R.= Regole di

RIAGGIUSTAMENTO. 29

Linguistica generale I° Modulo

i) PARLATO:

ENTRATA: [PARLA(re)] v

R.F.: [PARLA(re) + TO]

v v

[PARLA(re)

R.D.: + TO]

v n

USCITA:PARLATO

j) PAROLAIO

R.D.:[[PAROLA] + AIO]

n n

R.R.: .:[[PAROL] + AIO]

n n

USCITA:PAROLAIO

k) PAROLACCIA

R.D. :[[PAROLA] + ACCIO]

n n

R.F. :[[[PAROLA] + ACCIO] + A]

n n n

R.R. :[[[PAROL] + ACCI] + A]

n n n

USCITA: PAROLACCIA

l) INTERNAZIONALE

ENTRATA :[NAZIONE] n

R.D.:[[NAZIONE] +ALE]

n a

R.D.:[[INTER + [NAZIONE] + ALE]]

n a

R.R.:[[INTER + [NAZION] + ALE]]

n a

USCITA: INTERNAZIONALE

m)INGIALLIRE

ENTRATA: [GIALLO] a

R.D.:[[GIALLO] + IRE]

a a

R.D.:[[IN + [GIALLO] + I(re)] ]

a v v

R.F.:[[IN + [GIALLO] + I+RE] ]

a v v

R.R.:[[IN + [GIALL] + IRE] ]

a v v

USCITA: INGIALLIRE.

n) ILLNESS

ENTRATA:[ILL] a

R.D.:[[ILL] +NESS]

a n

USCITA:ILLNESS

o) WORKERS

ENTRATA:[WORK] v

R.D.:[[WORK] +ER]

v n

R.F. :[[[WORK] +ER] + S]

v n n

USCITA:WORKERS

p) TRAKDRIVER

R.C.:[[TRACK] +[DRIVE] +ER]

n v n

R.R.:[[TRACK] +[DRIV] +ER]

n v n

USCITA: TRACKDRIVER 30

Linguistica generale I° Modulo

CHE COS’E’ IL LINGUAGGIO

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio. Tutti sappiamo di possedere un linguaggio naturale,

tuttavia si parla anche di linguaggio animale, linguaggio dei mass media, linguaggio dell’arte, linguaggio

dei gesti, linguaggio delle immagini, linguaggio dei computer ecc.. Tutti i linguaggi sono sistemi di

comunicazione servono, cioè, a trasmettere informazione da un emittente a un destinatario. Tutti

funzione

questi linguaggi possono essere identici dal punto di vista della , cioè, quella di permettere la

struttura.

comunicazione, ma non dal punto di vista della La riflessione sul linguaggio naturale arriva

alla conclusione che esso ha una propria struttura specifica diversa da tutti gli altri linguaggi perché

solo la specie umana ha la capacità di acquisire il linguaggio umano. Quindi si può considerare la

linguistica come lo studio scientifico del linguaggio umano.

Le caratteristiche dello studio scientifico sono:

3. la formulazione di ipotesi generali che rendano ragione di una molteplicità di fatti particolari.

Ciò si riferisce al fatto che qualunque scienza si trova di fronte ad una grande quantità di

fenomeni diversi: una scienza formula ipotesi che intendono ricondurre a leggi generali la

molteplicità di fenomeni particolari.

4. la formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile. Ciò definisce la caratteristica

propria che il discorso scientifico deve avere: essere formulato in termini espliciti e fondarsi

su esperimenti ripetibili perché solo così si può permettere il controllo pubblico della validità

dei risultati raggiunti da uno scienziato.

La linguistica è una disciplina descrittiva il suo scopo è quello di spiegare ciò che effettivamente si

dice. Ogni lingua presenta delle varietà d’uso ognuna delle quali ha caratteristiche proprie che vanno

conosciute bene, per utilizzare queste varietà nei contesti e nei modi appropriati.

Compito della grammatica normativa è quello di indicare quali convenzioni dobbiamo seguire se

vogliamo adottare un certo tipo di comportamento accettato in un determinato gruppo sociale. Questo

compito è pratico e ci indica una determinata gerarchia di valori.

CARATTERISTICHE PROPRIE DEL LINGUAGGIO.

Il linguaggio umano è discreto ciò vuol dire che i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per

l’esistenza di limiti ben definiti. Mentre gli altri linguaggi sono continui perché è possibile

specializzare sempre più il segnale: la danza delle api ha queste caratteristiche. L’ape esploratrice, per

indicare alle sue compagne in modo preciso la distanza e la ricchezza della fonte del cibo introduce

modifiche sottili nel ritmo, nell’orientamento e nella durata della sua danza.

Un’altra differenza tra linguaggio umano e animale è data dall’inventario dei segni messi a disposizione

in questi differenti sistemi. I sistemi di comunicazione animale sono caratterizzati da un numero finito

di segni; le parole di ogni lingua umana non costituiscono un insieme finito perché si creano

continuamente parole nuove. A questa creazione di parole contribuisce il meccanismo della ricorsività:

esso permette di costruire frasi sempre nuove inserendo, in una frase data, un’altra frase e così via. Il

numero delle frasi possibili di qualunque lingua naturale è infinito così come la serie dei numeri naturali

è illimitata in quanto si può sempre aggiungere 1 a qualsiasi numero.

Esistono altri sistemi che sono caratterizzati dalla discretezza e dalla ricorsività come ad es. i

linguaggi dell’informatica la differenza però con il linguaggio umano consiste in ciò che viene chiamata

la dipendenza dalla struttura. I linguaggi dell’informatica sono indipendenti dalla struttura cioè in

essi il valore di ogni elemento è determinato solo da quelli degli elementi adiacenti.

IL LINGUAGGIO E LE LINGUE 31

Linguistica generale I° Modulo

Con linguaggio intendiamo la capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di

comunicazione dotato di quelle caratteristiche proprie che lo distinguono da altri sistemi di

comunicazione.

Con lingua intendiamo la forma specifica che questo sistema di comunicazione assume nelle varie

comunità.

Se ci riferiamo al linguaggio umano parliamo di linguaggio al singolare perché è una capacità propria

della specie umana comune a tutti gli essere umani. Parliamo di lingua, invece, sia al plurale che la

singolare, perché tante sono le lingue del mondo.

Un filosofo medievale Ruggero Bacone scrisse che “la grammatica è unica ed identica nella sostanza,

anche se varia accidentalmente”: quindi le lingue sono differenti, ma entro certi limiti ben definiti,

ossia quelli del linguaggio come capacità umana specifica.

Una caratteristica che distingue le varie lingue è l’ordine delle parole (o l’ordine degli elementi

principali della frase).

Italiano/Inglese/Francese: Soggetto-Verbo-Oggetto (SVO)

Arabo e altre lingue semitiche: Verbo-Soggetto-Oggetto (VSO)

Turco e Giapponese: Soggetto-Oggetto-Verbo (SOV).

CHE COS’E’ UNA LINGUA

Una lingua è un sistema articolato su più livelli e dunque un “sistema di sistemi”. I livelli linguistici sono:

i suoni (fonologia)

 le parole (morfologia)

 le frasi (sintassi)

 i significati (semantica).

Ognuno di questi livelli ha un carattere sistematico nel senso che le unità di ogni livello sono

interdipendenti: per esempio a livello di suoni ogni suono è collegato agli altri; a livello di morfologia i

se sorridi, allora vuol dire

suffissi –aio ed –ista sono collegati fra loro; a livello di sintassi nella frase

che sei contento; se è collegato ad allora.

Una lingua è sia scritta che parlata, tuttavia, la linguistica privilegia la lingua come espressione orale

su quella scritta per vari motivi:

4. Esistono lingue che sono solo parlate per es. il Somalo è stata una lingua solo parlata fino al

1972. Molte lingue dell’America sono lingue solo parlate, non ci sono lingue naturali che sono

state soltanto scritte e mai parlate.

5. Il bambino quando impara una lingua, impara prima a parlare in modo del tutto naturale, poi a

scrivere tramite un addestramento specifico.

6. Le lingue cambiano nel corso del tempo, prima la lingua parlata e poi in ritardo quella scritta che

ne registra i cambiamenti. Se una lingua è molto usata è soggetta a cambiamenti mentre al

contrario se è solo scritta tende a mantenersi per es. il latino che essendo oggi solo una lingua

scritta viene considerata una lingua fossilizzata.

ASTRATTO – CONCRETO

Ogni atto linguistico è un fatto a sé ed irripetibile. Ciò che in una lingua è fondamentale è la capacità

mano a

distintiva dei suoni e se dico dodici volte con dodici diverse il significato è sempre lo stesso.

meno:

Ben diverso è il caso se dico tra mano e meno c’è differenza di significato e dunque ciò che è

importante è la distinzione tra la a e la e perché permette di differenziare un gran numero di coppie

di parole. n

Quindi vi è un livello astratto dove vi è una /a/ che si può realizzare in modi diversi; lo stesso si può

dire per la /e/. Poi vi è un livello concreto, fisico, dove c’è molta varietà. La distinzione tra la /a/ e

32

Linguistica generale I° Modulo

la /e/ è linguistica; mentre quella tra la /a / e /a / non lo è. L’idea che esista un livello astratto della

1 3

lingua è molto importante perché aiuta ad identificare un livello in cui i fenomeni sono pertinenti.

Livello astratto /a/ /e/

Livello concreto /a / /a / /a /…/a / /e / /e / /e /…/e /

1 2 3 n 1 2 3 n

LANGUE E PAROLE Corso di linguistica generale,

Ferdinand De Saussure, alla base del suo pone una serie di distinzioni che

sono fondamentali per la definizione di una lingua:

5. distinzioni tra Sincronia e Diacronia

6. tra rapporti Sintagmatici

7. tra Significante e Significato

8. tra Langue e Parole.

La Parole è un’esecuzione linguistica realizzata da un individuo, è un atto individuale. Ma un individuo

non possiede tutta la lingua italiana. L’italiano sta al di fuori degli individui, preesiste e sopravvive ad

essi. Vi è dunque una lingua che è della collettività, è sociale ed astratta questa è la Langue. L’individuo

parole langue.

può realizzare atti di diversi ma non può da solo modificare la

Langue sociale, astratta

Parole individuale, concreta parole

La lingua esiste nella collettività ed è necessaria perché gli atti di siano intelligibili, ma anche

parole

gli atti di sono necessari perché la lingua funzioni e si stabilisca. Gli essere umani comunicano

parole, langue

attraverso atti di ma il fondamento di questi atti è la il sistema di riferimento

collettivo. La Parole è attuazione, realizzazione; la Langue è potenzialità, è sistema astratto.

CODICE E MESSAGGIO

Un’altra importante distinzione, dovuta a Jakobson, è quella tra codice e messaggio che si basa sulla

distinzione tra un livello astratto ed uno concreto. Per esempio il Codice Morse è costituito da due

unità soltanto, il punto e la linea, sulla loro base e sulla base delle regole di combinazione si possono

costruire diversi messaggi.

Il codice è un insieme di potenzialità, ed è astratto. Un messaggio viene costruito sulla base delle

unità fornite dal codice, ed è un atto concreto.

Saussure Jakobson

Livello astratto Langue Codice

Livello concreto Parole Messaggio

COMPETENZA ED ESECUZIONE

Secondo Chomsky la Competenza è tutto ciò che l’individuo sa della propria lingua per poter parlare

come parla e per poter capire come capisce; l’Esecuzione è tutto ciò che l’individuo fa , un atto di

realizzazione e dunque concreto. 33

Linguistica generale I° Modulo

parole

L’esecuzione corrisponde alla nozione di di Ferdinand de Saussure, mentre la competenza è

langue

diversa dalla perché mentre quest’ultima è sociale e trascende l’individuo, la competenza è

individuale ed ha sede nella mente dell’individuo.

Saussure Jakobson Chomsky

Livello astratto langue codice competenza

Livello concreto parole messaggio esecuzione

Parole, Messaggio ed Esecuzione si equivalgono

Langue e Competenza sono diverse: la prima è sociale, depositata in una comunità linguistica e

garantisce la comunicazione perché è collettiva, la seconda individuale ed è la competenza di un singolo

parlante e garantisce la comunicazione perché è largamente condivisa da chi parla la stessa lingua.

COMPETENZE LINGUISTICHE DI UN PARLANTE

La competenza è l’insieme delle conoscenze linguistiche che un parlante ha. E sono:

Competenza Fonologica : un italiano sa che i suoni /p,n,a,e/ sono suoni della sua lingua ma

5.

che suoni come /pf/ non sono suoni della sua lingua e conosce quali sono le combinazioni dei

suoni che formano le parole e quali no. Poi sa che se una parola in italiano inizia con tre

amico

consonanti, la prima deve essere /s/, che per fare il plurale per es. di deve cambiare

amico amici,

automaticamente il suono /k/ di nel suono /tf/di cambia anche l’accento. Sa

dividere le parole in sillabe, sa identificare la posizione dell’accento nelle parole ecc..

Competenza Morfologica : un parlante ha anche una competenza relativa alle parole della

6.

propria lingua. Sa che in italiano le parole finiscono di norma in vocale, tranne poche parole

non, per, del sport.

come ed alcune parole di origine straniera come Un parlante conosce anche

il vocabolario della sua lingua e sa distinguere le parole che appartengono alla propria lingua da

quelle straniere. Un parlante sa formare parole nuove, sa che a partire dalle parole semplici si

possono formare quelle complesse, sa che a partire da un verbo italiano si formano un centinaio

di forme flesse o che ad una stessa parola si possono applicare sia i suffissi che i prefissi.

Competenza Sintattica : i parlanti conoscono le regole della sintassi e non hanno alcuna

7.

difficoltà a costruire ed a capire un numero elevato di frasi nuove senza averle mai sentite

prima, possono costruire delle frasi lunghe ed hanno delle intuizioni sulla grammaticalità o sulla

non grammaticalità delle frasi stesse

Competenza Semantica: i parlanti di una lingua sanno riconoscere il significato delle

8.

parole o delle frasi e sanno intuire molti tipi di relazioni semantiche tra le parole come:

- le relazioni di sinonimia: quando due parole hanno significato in larga misura

equivalente

- le relazioni di antonimia: cioè l’espressione del contrario (vecchio/giovane –

vivo/morto – alto/basso), ma i parlanti hanno anche intuizioni sul fatto che ci sono

somiglianze e differenze: vecchio/giovane sono una coppia di antonimi diversi dalla

coppia vivo/morto perché i primi sono aggettivi graduabili, mentre i secondi non lo sono.

Un parlante dunque conosce i significati delle parole, le relazioni di significato tra le parole,sa

distinguere tipi diversi di ambiguità.

LA GRAMMATICA DEI PARLANTI 34

Linguistica generale I° Modulo

La grammatica dei parlanti è intesa come un insieme di conoscenze che sono immagazzinate nella

mente. Viene costruita attraverso un complicato equilibrio di fattori innati biologicamente e di

esperienze acquisite all’interno della comunità linguistica di origine. Il bambino quando apprende una

lingua è esposto ai “dati” di quella lingua e dunque costruisce una grammatica a partire dai dati

chiamati dati linguistici primari.

UNA LINGUA NON REALIZZA TUTTE LE POSSIBILITA’

Una lingua è un codice ed un codice è costituito da due livelli:

3. le unità di base

4. le regole che combinano le unità.

Le lingue del mondo non sfruttano mai tutte le possibilità né a livello di unità né a livello di regole. Per

dita della mano dita del piede

esempio l’italiano non ha parole diverse per le e le ma l’inglese sì, mentre

fiume e affluente, river.

ha parole diverse per mentre l’inglese ha solo

Le regole combinano le unità più piccole per formare unità più grandi.

SINTAGMATICO E PARADIGMATICO

In un atto linguistico i suoni vengono disposti in una sequenza lineare: uno dopo l’’altro e diventano una

“catena parlata”. praesentia,

I rapporti sintagmatici si hanno tra elementi che sono in cioè co-presenti per esempio

consideriamo la coppia amico/amici: hanno la stessa grafia ma il suono è differente; la prima ha un

suono velare /k/, la seconda un suono palatale /tf/: è la vocale seguente che influenza la realizzazione

del suono che corrisponde alla lettera dell’alfabeto C.

stolto:

Si consideri ora una parola come tra la /s/ e la vocale /o/ compare un suono /t/. Il contesto, la

posizione di /t/ è dunque tra /s/ ed /o (s__o), ebbene tutti i suoni che possono comparire in un certo

contesto intrattengono tra loro dei rapporti di tipo “paradigmatico” o “associativo”, ma sono

absentia

rapporti in come diceva Saussure. I rapporti sintagmatici e paradigmatici sono un importante

fatto di coesione degli elementi linguistici: una unità della lingua, qualsiasi unità, intrattiene rapporti

parole)

sintagmatici con le forme vicine (a livello di ma intrattiene rapporti paradigmatici con le unità

langue)

assenti che avrebbero potuto essere realizzate in quel dato punto (a livello di

SINCRONIA E DIACRONIA

Le lingue possono cambiare nel corso del tempo; lo studio del cambiamento linguistico è detto

diacronico, è quindi lo studio di un fenomeno attraverso il tempo. Se, invece, facciamo uno studio di

come funziona l’accordo tra il nome e l’aggettivo in italiano senza ricorrere alla variabile “tempo” allora

facciamo uno studio sincronico. Un fenomeno sincronico è un rapporto tra elementi simultanei, un

fenomeno diacronico è la sostituzione di un elemento con un altro nel corso del tempo.

C L’asse AB è quello della sincronia (asse della

simultaneità) e concerne i rapporti tra gli

A B elementi linguistici coesistenti con l’inclusione

dell’intervallo del tempo

D L’asse CD è quello della diacronia (asse delle

successioni) e concerne i cambiamenti lungo

l’asse del tempo.

35

Linguistica generale I° Modulo

UN SEGNO LINGUISTICO libro

Una parola è un segno. Un segno è una unione di un significato e di un significante. Se diciamo

questa unità è formata di un significante che è la forma sonora che noi realizziamo quando dicendo

[libro] e di un significato, che è la rappresentazione mentale che abbiamo del libro.

Significante /libro/

Il segno ha varie proprietà: Significato 

notte botte

la distintività: il segno si distingue dal segno

d) la linearità: il segno si estende nel tempo e ciò implica una successione, un prima, un dopo

e) l’arbitrarietà: il segno è arbitrario nel senso che non esiste alcuna legge di “natura” che

f) imponga di associare al significante [libro] il significato “libro”; tanto è vero che al medesimo

significato possono corrispondere significati diversi in altre lingue. Si dice che l’associazione

tra significato e significante deriva da una specie di “accordo sociale” convenzionale. Ci sono

delle eccezioni all’arbitrarietà del segno e sono costituite dalle forme onomatopeiche come ad

sussurrare, tintinnare.

es.

I segni possono essere linguistici o non linguistici. Un vestito nero (significante) può voler dire “lutto”

(significato); anche un cartello stradale unisce un significante ad un significato e pertanto è un segno.

I segni linguistici sono lineari, mentre quelli non linguistici non lo sono. La disciplina che studia i segni

linguistici è la linguistica mentre quella che studia i segni è la semiologia.

LE FUNZIONI DELLA LINGUA

Secondo Roman Jakobson le componenti necessarie per un atto di comunicazione linguistica sono:

2)referente

1) parlante 3)messaggio 6) ascoltatore

4)canale

5)codice

Il referente è ciò cui l’atto linguistico rimanda, la realtà extralinguistica ed infine il canale è di norma

l’aria. A ciascuna di queste componenti Jakobson fa corrispondere una funzione linguistica diversa:

2)referenziale

1) emotiva 3)poetica 6)conativa

4)fàtica

5)metalinguistica La funzione Emotiva (o

7.

espressiva) è quella che riguarda il parlante, si realizza quando il parlante esprime stati d’animi,

quando il parlare (o scrivere) è più intenso ad esprimere che a comunicare qualcosa a terzi. Il

genere letterario che più corrisponde alla realizzazione di questa funzione è la lirica.

La funzione Referenziale è

8.

una funzione informativa, neutra La funzione Fàtica è quella

9.

che si realizza quando vogliamo controllare se il canale è aperto e funziona regolarmente

36

Linguistica generale I° Modulo La funzione Metalinguistica

10.

si realizza quando il codice viene usato per parlare del codice stesso: per es. la grammatica

La funzione Poetica si

11.

realizza, secondo Jakobson, quando il messaggio che il parlante invia all’ascoltatore è costruito

in modo tale da costringere l’ascoltatore a ritornare sul messaggio stesso per capire come è

fatto. I messaggi pubblicitari realizzano a pieno questa funzione perché costringono chi ascolta

a porsi delle domande sulla struttura del messaggio La funzione Conativa (o

12.

direttiva) si realizza sotto forma di comando o di esortazione rivolti all’ascoltatore perché

modifichi il suo comportamento. I galatei con le loro prescrizioni realizzano a pieno questa

funzione.

LINGUA E DIALETTI

In Italia si parla l’Italiano Standard, ma se si passerà per il mercato della Vucciria a Palermo si sentirà

il dialetto siciliano. In Italia si parla una lingua ufficiale che è l’italiano e una quantità innumerevole di

dialetti. Il parlante si “porta dietro” una certa patina che ne denuncia la provenienza. Per cogliere

questo fatto, si dice che esistono quelli che vengono chiamati italiani regionali. Esistono tre grandi

italiano regionali:

4. quello del Nord

5. quello del Centro

6. quello del Sud

L’italiano Regionale è una varietà di italiano parlata in una di queste tre aree.

Attraverso l’italiano regionale passano all’italiano molte forme locali modificate nella forma, più

italianizzata. Quindi avremo:

4. italiano standard

5. italiano regionale

6. dialetto locale

Ogni lingua è stratificata sia socialmente che geograficamente, possiamo ampliare la stratificazione

nel seguente modo: italiano scritto : rappresenta

o

la forma più austera della lingua, quella in cui sono state scritte le leggi della Repubblica,

quella dei temi in classe. italiano parlato formale : è

o

quello che usiamo nelle occasioni formali ed è una forma molto controllata, usando la

quale parole più alte e le costruzioni frasali più elaborate. Il parlato formale è

realizzato a velocità moderata, con articolazioni nette dei suoni.

italiano parlato informale : è

o

quello che utilizziamo nelle situazioni non controllate, in famiglia, con gli amici; è un

italiano parlato spontaneamente, piuttosto rapido che conterrà molti regionalismi

italiano regionale

o dialetto Koinè : identifica una

o

regione dialettale dialetto del capoluogo di

o

provincia dialetto locale : è quello che si

o

trova nei quartieri di una città. 37

Linguistica generale I° Modulo

In uno stesso luogo, quindi, possono coesistere diversi registri linguistici e i parlanti possono passare

dall’uno all’altro. (code switching)

Una lingua è articolata in codici e sottocodici, che a loro colta servono a identificare dei gruppi sociali.

Ed è ancora stratificata per registri stilistici come ci si può rendere conto sfogliando un giornale dove

troveremo sfumature diverse per parlare di politica, di letteratura, della cronaca, dello sport ecc.

Il dialetto è un sistema linguistico a tutti gli effetti, costituito da suoni, parole, frasi e significati e la

differenza con la lingua è socioculturale.

LE LINGUE DEL MONDO

La Linguasphere ha proposto sulla base del numero dei parlanti un indice di classificazione che conta

10 ordini di grandezza, che vanno da 9 (lingue che contano più di un miliardo di parlanti) fino a 0 (lingue

estinte solo nel corso del XX° secolo). Secondo la Linguasphere, le lingue più parlate del mondo sono:

13. cinese mandarino 1 miliardo

14. inglese 1 miliardo

hindī + urdu 900 milioni

15.

16. spagnolo 450 milioni

17. russo 320 milioni

18. bengali 250 milioni

19. arabo 250 milioni

20. portoghese 200 milioni

21. maleo-indonesiano 160 milioni

22. giapponese 145 milioni

23. francese 125 milioni

24. tedesco 125 milioni

L’italiano appartiene all’ordine di grandezza 7; sono attribuiti 70 milioni di parlanti

(Italia/Svizzera/italiani emigrati in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile)

Lo hindī e lo urdu sono lingue ufficiali dell’India e del Pakistan, sono considerate la stessa lingua

perché i parlanti di entrambe si comprendono a vicenda.

Un altro criterio per classificare le lingue è quello geografico dove si distinguono le lingue a seconda

del continente in cui sono parlate.

Tutte le lingue del mondo condividono degli universali linguistici, ma esistono tre modalità possibili di

classificazione:

Genealogica : da questo punto di vista l’italiano e l’inglese sono raggruppati insieme, ma il cinese

4. no. Si dice che le lingue fanno parte di uno stesso raggruppamento genealogico se esse derivano

da una stessa lingua originaria (o lingua madre, da non confondersi con madrelingua, che è la

lingua che ognuno di noi ha acquisito per prima nella sua infanzia). Un caso evidente di lingue

genealogicamente apparentate è quello delle lingue romanze, o neolatine (italiano,

francese,spagnolo,portoghese, romeno ecc): esse sono tutte derivate da un’unica lingua madre il

Latino. A loro volta le lingue romanze fanno parte delle lingue indoeuropee, che costituiscono

una famiglia linguistica. La Famiglia è l’unità genealogica massima: se due lingue non

appartengono alla stessa famiglia, esse non sono genalogicamente apparentate. Le unità

genealogiche di livello inferiore alla famiglia sono chiamate gruppi (o classi): quindi una famiglia

linguistica contiene diversi gruppi che si articolano in sottogruppi, o rami ecc.

Tipologico : da questo punto di vista l’inglese presenta alcune caratteristiche che lo possono

5. avvicinare al cinese più che all’italiano; quindi si dice che due lingue sono tipologicamente

38

Linguistica generale I° Modulo

correlate se manifestano una o più caratteristiche in comune. L’affinità tipologica non esclude

la parentela genealogica: due lingue tipologicamente correlate possono derivare da un’unica

lingua madre.

Areale : da questo punto di vista il cinese e il giapponese possono essere raggruppate insieme

6. ma non dal punto di vista genealogico perché non derivano dalla stessa lingua madre, però i

contatti che hanno avuto nel corso dei secoli tra la cultura cinese e quella giapponese, hanno

fatto sì che le due lingue abbiano sviluppato delle caratteristiche in comune. In casi di questo

genere si dice che queste lingue formano una lega linguistica.

CLASSIFICAZIONE GENALOGICA: LE FAMIGLIE LINGUISTICHE La famiglia afro-asiatica ( o

camito-semitica): comprende numerose lingue parlate o estinte, in un’area che comprende

l’Africa settentrionale (Egitto/Libia/Tunisia/Algeria/Marocco), il Medio Oriente

(Libano/Siria/Iraq/Israele/Giordania/Arabia Saudita e altri stati della penisola arabica) e

parte dell’Africa Orientale (Etiopia/Eritrea/Somalia). A questa famiglia appartengono

l’egiziano antico (lingua camitica), l’arabo e l’ebraico (lingue semitiche)

La famiglia uralica:

comprende numerose lingue parlate in Europa Orientale e nell’Asia Centrale e Settentrionale.

Tra le lingue uraliche sono lingue ufficiali di altrettanti stati europei: il finlandese (o finnico)

della Francia, l’estone dell’Estonia e l’ungherese dell’Ungheria. La famiglia sino-tibetana: alla

quale appartiene il cinese mandarino, il tibetano e il lolo-birmano

La famiglia

nigerkordofaniana: comprende la maggioranza delle lingue parlate nelle nazioni africane poste a

sud del Sahara. Tra esse, particolare importanza ha il swahili diffuso in diversi stati dell’Africa

Orientale. La famiglia altaica:

comprende il mongolo e il turco (Asia centrale); quella dravidica, che comprende le lingue

parlate nella parte meridionale dell’india (le più diffuse sono il tamil e il telugu), quella

austronesiana (comprende un gran numero di lingue che vanno dal malgascio, la lingua del

Madagascar, passando per le lingue dell’Indonesia, di cui il bahasa, fino alle lingue delle isole del

Pacifico Orientale); quelle amerindiane che sono le lingue degli indiani d’America. Ci sono, infine

le lingue isolate come il basco in Europa, il giapponese e il coreano in Asia.

La famiglia Indoeuropea: nei

primi decenni dell’800 si scoprì che il sanscrito (un’antica lingua dell’India) ed alcune lingue

europee come il latino e il greco, sono genealogicamente apparentate. Intorno al 1830 per

indicare questa famiglia linguistica fu coniato il termine indoeuropeo (altri termini equivalenti

sono arioeuropeo e indogermanico). La famiglia indoeuropea si suddivide in gruppi e sottogruppi:

Il gruppo indo-iranico,

1. sanscrito,

suddiviso in due sottogruppi:indiano (appartiene il parlato nel primo millennio

vedico, pracriti, hindī

a.C., e il fine del II° millennio a.C., i cosiddetti dialetti come lo e lo

urdu) ed iranico è ulteriormente suddiviso in due rami: le lingue iraniche occidentali

persiano antico, l’avestico, persiano moderno curdo;

come il il e il le lingue iraniche

pasto o afgano.

orientali come il Il gruppo tocario,

2. Tocario A e

rappresentato da due lingue estinte e convenzionalmente indicate come

Tocario B documentati da alcuni testi della religione cinese del Xinjiang.

39

Linguistica generale I° Modulo Il gruppo anatolico,

3.

comprendente varie lingue diffuse del II e nel I millennio a.C. nell’Anatolia o Asia minore

l’ittita,

e oggi estinte. Tra esse la più documentata è lingua di un popolo di ittiti dell’Asia

minore. Il gruppo armeno,

4.

rappresentato solo dall’armeno. Il gruppo albanese,

5.

rappresentato solo dall’albanese. Il gruppo slavo, diviso in tre

6.

sottogruppi: slavo orientale, comprendente il russo, il bielorusso e l’ucraino; slavo

occidentale, comprendente il polacco, il ceco, lo slovacco; slavo meridionale,

comprendente il bulgaro, il macedone, il serbo-croato e lo sloveno.

Il gruppo baltico, che

7.

comprende il lituano e il lettone lingue ufficiali delle repubbliche di Lituania e Lettonia,

e varie lingue estinte di cui la più importante è il prussiano antico.

Il gruppo ellenico,

8. neogreco)

rappresentato dal greco. La forma moderna di questa lingua (il cosiddetto è la

lingua ufficiale della Grecia e di Cipro. Il gruppo italico, si suddivide

9. osco,

in due gruppi: italico orientale: comprende alcune lingue dell’Italia antica, come l’

l’umbro, sannita;

il italico occidentale (o italico-falsico): comprende il latino che ha dato

neolatine o romanze.

origine alle lingue dette Tra le lingue romanze ricordiamo: il

portoghese, lo spagnolo, l’italiano, il romeno, il gallego (lingua della Galizia, nella

Spagna nord-occidentale), il catalano (lingua della Catalogna, la regione della Spagna con

capitale Barcellona), il retoromanzo (lingua parlata in Svizzera e nelle vallate

dolomitiche intorno al gruppo del Sella e in Friuli), il provenzale, lingua romanza del sud-

est della Francia.

Il gruppo germanico, diviso in tre sottogruppi: germanico orientale che

10. gotico;

comprende il germanico settentrionale che comprende le lingue nordiche, ossia

svedese, danese, norvegese, l’islandese teorico;

lo il il e il germanico occidentale, che si

anglo-frisone neerlando-

suddivide in due rami: 1. (appartiene il frisone e l’inglese) 2.

tedesco (appartiene l’olandese, il tedesco) l’irlandese, il

11. Il gruppo celtico, si suddivide in due sottogruppi: gaelico a cui appartiene

gaelico di Scozia; cimrico gallese, il cornico e il bretone.

britannico a cui appartiene il o

CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA

Tipologia morfologica

I tipi morfologici sono:

Tipo Isolante : è caratterizzato da una quasi totale mancanza di morfologia: i nomi non si

5.

distinguono né per caso, né per genere, né per numero; i verbi non presentano differenze di

persona, di numero, di tempo o di modo, ma la forma verbale è sempre unica. Per indicare le

varie relazioni tra le parole la lingua isolante fa uso:

Dell’ordine delle parole stesse

- Di alcune particelle

- 40

Linguistica generale I° Modulo

Possiamo affermare che dal punto di vista tipologico, dunque, l’inglese e il cinese possono essere

raggruppate insieme: se esaminiamo la struttura delle parole semplici, in inglese notiamo che la

maggior parte degli aggettivi sono invariabili, i nomi non rappresentano una differenza

grammaticale tra maschile e femminile, e la differenza tra il singolare e il plurale è data

dall’aggiunta della –s finale, la coniugazione dei verbi al tempo presente ha un’unica forma per

tutte le persone, ad eccezione della terza, e al passato tutte le persone sono identiche. In

inglese l’ordine delle parole è molto rigido. L’inglese presenta molte caratteristiche di una

lingua isolante come il Cinese.

Tipo Aglutinante : ogni parola contiene tanti affissi quante sono le relazioni grammaticali

6.

che devono essere indicate. Il turco è una lingua aglutinante

Tipo Flessivo : le diverse relazioni grammaticali sono espresse da un unico suffisso.

7.

Appartengono a questo tipo il latino, il greco, il sanscrito, l’italiano e la maggior parte delle

lingue indoeuropee. Un’altra caratteristica di questo tipo è quella di poter indicare le diverse

funzioni grammaticali mediante la variazione della vocale radicale della parola: per es. in italiano

faccio feci.

rispetto a Questo fenomeno è noto come flessione interna. Abbiamo anche un tipo

di flessione introflessivo che si ha per es. nelle lingue semitiche perché la flessione interna non

si applica solo a un numero limitato di verbi, ma è un procedimento regolare e produttivo che

riguarda un numero indefinito di radici. Il tipo flessivo è a sua volta distinto in un sottotipo

analitico: che realizza le relazioni grammaticali mediante più parole; e in un sottotipo sintetico:

che concentra tale espressione in una sola parola.

Tipo Polisintetico o Incorporante : una sola parola può esprimere tutte le relazioni che

8.

in italiano sono espresse da un’intera frase.

Tipologia sintattica

Si basa sull’osservazione che esistono correlazioni sistematiche, tra tutte le lingue, tra l’ordine delle

parole nella frase e in altre combinazioni sintattiche, e per questo è chiamata anche tipologia

dell’ordine delle parole. Le combinazioni sintattiche che sono analizzate sono:

6. la presenza di preposizioni (Pr) o di proposizioni (Po); (il giapponese fa uso di proposizioni).

7. la posizione del verbo (V) rispetto al soggetto (S) e all’oggetto (O) nella frase dichiarativa. I

tipi di ordine dominanti sono: SVO, SOV, VSO.

8. l’ordine dell’aggettivo (A) rispetto al nome (N) che esso modifica (in inglese prevale l’ordine

AN).

9. l’ordine del complemento di specificazione o genitivo (G) rispetto al nome (N) che esso modifica

(in giapponese l’ordine è GN; in italiano è NG).

LA STRUTTURA DELLE PAROLE: MORFOLOGIA

Lo studio delle parole e delle varie forme che la parola può assumere è la morfologia. Le parole

possono essere semplici (che non hanno struttura interna) o complesse (che hanno struttura interna).

Le parole complesse sono le parole derivate (che possono essere prefissate o suffissate) e le parole

composte. Sia le parole semplici che complesse possono essere flesse.

La morfologia è concepita come lo studio della struttura interna e gli è affidato il compito di dar conto

di tutte le conoscenze che un parlante ha delle parole della propria lingua, di dire cioè se una parola è

ben formata o meno, se una parola è possibile o no, a quale categoria lessicale appartiene, come si può

combinare con i prefissi e suffissi o con altre parole.

41

Linguistica generale I° Modulo

LA NOZIONE DI PAROLA

Le parole sono unità del linguaggio umano istintivamente presenti nella consapevolezza dei parlanti.

Vi sono state varie nozioni di parola:

4. “E’ parola ciò che è compreso tra due spazi bianchi”: questa definizione ha un limite

d’applicazione in quanto può funzionare solo per le lingue dotate di una scrittura: gli spazi

bianchi sono un criterio ortografico!

“Sono parole quelle unità della lingua che possono essere usate da sole”, che possono, cioè, da

5. di, e

sole formare un enunciato: questo criterio esclude le parole grammaticali come ecc, che di

norma non possono da sole costituire un enunciato!

6. “Sono parole quelle unità che non possono essere interrotte”, al cui interno, cioè, non si può

inserire dell’altro materiale linguistico. Questo criterio è efficace!

TEMA, RADICE E FORMA DI CITAZIONE.

amare. amare

Si consideri il verbo La forma è la forma di citazione, chiamata anche lemma. Questa è

la rappresentante di tutte le forme flesse che il verbo può avere. Le entrate del dizionario , cioè i

lemmi, non sono forme flesse, sono sempre le forme di citazione. Per l’italiano la forma di citazione del

verbo è l’infinito, mentre per le altre lingue la forma di citazione è la prima persona dell’indicativo

presente. La forma di citazione del nome è il maschile/femminile singolare, la citazione dell’aggettivo è

sempre il maschile singolare (per gli aggettivi a 4 uscite) o la forma unica di maschile/femminile per gli

aggettivi a 2 uscite.

Differenza tra:

dizionario : compaiono forme di citazione o lemmi

 testo : compaiono forme flesse

La lemmatizzazione è un’operazione che riporta una forma flessa al suo lemma (amavo→ amare).

Per quanto riguarda il verbo bisogna distinguere tra tema e radice: se ad un verbo regolare come

amare ama

si toglie la desinenza flessive –re resta che è il tema del verbo che si può analizzare come

(am) (a).

una radice più una vocale tematica Le vocali tematiche in italiano sono tre: a – e- i.

CLASSI DI PAROLE

Le parole di una lingua sono raggruppate in classi o parti del discorso, dette anche categorie lessicali.

In italiano le parti del discorso sono:

il verbo (parte variabile e classe aperta)

 il nome (parte variabile e classe aperta)

 il pronome (parte variabile)

 l’aggettivo (parte variabile e classe aperta)

 l’articolo (parte variabile e classe chiusa)

 la preposizione (parte invariabile e classe chiusa)

 l’avverbio (parte invariabile e classe aperta)

 la congiunzione (parte invariabile e classe chiusa)

 l’interiezione (parte invariabile)

N.b. Classi Aperte: sono quelle in cui si possono aggiungere nuovi membri

42

Linguistica generale I° Modulo

Classi Chiuse: sono quelle formate da un numero finito di membri.

CATEGORIE E SOTTOCATEGORIE

ragazzo, libro, virtù, sporcizia

Un parlante sa che sono parole, ma sa anche che sono nomi e che hanno

proprietà o tratti diversi. Questi tratti che suddividono la categoria nome in altre sottocategorie del

nome sono:

6. [± umano] [+ umano]: uomo, donna, ragazzo

[- umano]: scorpione, vetrina, ricordo

7. [± comune] [+ comune]: uomo, virtù, sporcizia

[- comune]: Biagina, Egitto, Zeus

8. [± numerabile] [+ numerabile]: ragazzo, libro, cane

[- numerabile]: sangue, zolfo, acqua

9. [± animato] [+ animato]: ragazzo,cane,ragno

[- animato]: tavolo, piatto, roccia

10. [± astratto] [+ astratto]: pazienza, virtù, memoria

[- astratto]: piatto, abete, scheggia

[+ umano]: significa che il nome in questione è un nome di persona

 [- umano]: significa che non è un nome di persona (e dunque può essere animale, cosa ecc)

 [- comune]: equivale a proprio

 [- astratto]: equivale a concreto

 [± numerabile]: divide i nomi che possono essere contati, come libro, e nomi che non possono

 essere contati, detti anche nomi di massa (x es. zolfo). I nomi non numerabili non hanno il

plurale, ma se ce l’hanno è un significato particolare o idiosicratico ( x es. la rottura delle

acque). In inglese si usa many con i nomi numerabili ma si usa much con i nomi di massa.

I verbi possono essere sottocategorizzati in:

1. transitivi

2. intransitivi

3. regolari

4. irregolari (sto leggendo)

progressivi

5.

6. stativi

Se si considerano nomi con diverse proprietà di sottocategorizzazione come nomi propri, nomi comuni,

nomi di animali, si constaterà che ognuno di essi può comparire unitamente a certi suffissi ma non a

tutti. Come per es.:

ata iera eria oso atico

Gianni - - - - -

Bambino + - - - - = bambinATA

Coniglio - + - - - = coniglIERA

Libro - - + - - = librERIA

Virtù - - - + - = virtuOSO

43

Linguistica generale I° Modulo

Luna - - - - + = lunATICO

Al nome proprio non può unirsi di norma nessun suffisso ma solo gli affissi diminuitivi o

6. accrescitivi (per es. Giannino). ragazzo,

il suffisso _ata può unirsi a nomi [+ umano] come e ad alcuni nomi [+ animato] [-

7. asino asinata, leone leonata.

umano] come ma non a tutti come

→ →

il suffisso _iera non si aggiunge ai nomi [- comune] né a nomi [+ astratto]. Si aggiunge a nomi

8. marcati con il tratto [+ comune], [± animato], [- astratto].

ci sono dei verbi [+ transitivo] che possono formare aggettivi aggiungendo il suffisso _bile

9. amare amabile

come per es. . Solo sporadicamente questo suffisso può aggiungersi ai verbi

→ commerciabile.

intransitivi come per es. collocamento.

il suffisso _mento non è sensibile al tratto [+ transitivo] per es.

10.

MORFEMA segno

Un morfema è la più piccola parte di una lingua dotata di significato. Un morfema è un

linguistico ed è quindi costituito da un significante e da un significato.

Si possono distinguere i morfemi lessicali, che identificano le parole che hanno un significato lessicale,

che non dipende cioè dal contesto; e i morfemi grammaticali, che identificano parole che esprimono

funzioni grammaticali e ricevono (in parte) significato dal contesto in cui compaiono. e,

Un morfema può essere così piccolo da essere costituito da un solo fonema per es. la congiunzione o

a.

la preposizione

MORFEMI LIBERI O LEGATI bar, ieri,virtù

Sono morfemi liberi quelli che possono ricorrere da soli in una frase e dunque

3. sono morfemi liberi. I morfemi liberi dell’italiano sono parole.

Sono morfemi legati quelli che non possono ricorrere da soli in una frase e per poterlo fare si

4. debbono aggiungere a qualche altra unità e dunque _s dell’inglese (in boy+s) o _i dell’italiano (in

libr+i) sono morfemi legati. I morfemi legati in italiano sono quelli flessivi (_a del femminile

singolare, _i del maschile plurale, _e del femminile plurale; tutte le desinenze del verbo), tutti i

suffissi (_oso, _tore, _zione, ecc) e tutti i prefissi (ri-, s-, in-, ecc).

PAROLA E MORFEMA

Le parole composte da due morfemi sono bimorfemiche; in inglese le parole semplici sono

monomorfeniche, in italiano nomi e aggettivi semplici sono bimorfemici mentre i verbi regolari sono

trimorfemici (dato che si possono analizzare in radice, vocale tematica e desinenza flessiva).

inglese italiano

table tavol+o

nice carin+o

walk cammin+a+re

Le parole complesse possono essere trimorfemiche:

44

Linguistica generale I° Modulo

in+util(e)+ità

dolc(e)+issim+a+mente

ferro+vi(a)+ario

industri(a)+al(e)+issim(a)+evol(e)+mente

MORFEMA E ALLOMORFI

Il termine morfema designa propriamente una unità astratta che è rappresentata a livello concreto da

un allomorfo (o morfo). La distinzione è:

fonologia morfologia

Livello astratto fonema morfema

Livello concreto allofoni allomorfi

Un morfema è rappresentato da un solo allomorfo però vi sono casi in cui un morfema può essere

rappresentato da più allomorfi come avviene nella formazione in inglese del plurale. Graficamente, in

s

inglese il plurale regolare è marcato con una ; foneticamente si riscontrano tre realizzazioni

diverse /s/, /z/, /iz/ che sono condizionate dal contesto. i gli

Un caso di allomorfia in italiano è quello dell’articolo maschile: e sono due allomorfi, la cui

il lo,

distribuzione è determinata foneticamente; analoga è la distribuzione di e al singolare.

FLESSIONE, DERIVAZIONE E COMPOSIZIONE

La derivazione raggruppa tre diversi processi e consta dell’aggiunta di una forma legata (affisso) ad

una forma libera: Derivazione

(affissi)

Prefissazione Infissazione Suffissazione

(prefissi) (infissi) (suffissi)

Si ha il processo di prefissazione se l’affisso si aggiunge a sinistra della parola, allora l’affisso

4. sarà un prefisso.

Si ha il processo di suffissazione se l’affisso si aggiunge a destra della parola, allora l’affisso

5. sarà un suffisso.

Si ha il processo di infissazione se l’affisso si aggiunge nel mezzo della parola, allora l’affisso

6. sarà un infisso.

Esempi: marito→ex+marito (prefissazione)

dolce→dolce+mente (suffissazione)

cantare→cant+icchi+are (infissazione)

La composizione forma parole nuove a partire da due parole esistenti:

Esempi: capo, stazione→capostazione

dolce, amaro→dolceamaro 45

Linguistica generale I° Modulo

La flessione aggiunge alla parola di base informazioni relative a genere, numero, caso, tempo, modo,

diatesi, persona:

Esempi:

genere: bello→bella (maschile→femminile)

numero: bello→belli (singolare→plurale)

caso: lat. rosa→rosam (nominativo→accusativo) “rosa”

tempo:ama→amava (presente→imperfetto)

modo: ama→amando (indicativo→gerundio)

diatesi: lat. amo→amor (attivo→passivo) “amo-sono amato”

persona: amo/ami/ama (prima, seconda, terza persona)

MORFOLOGIA COME PROCESSO

Una categoria lessicale può nascere come tale o può diventare verbo attraverso vari processi:

N→A→V centro→centrale→centralizzare

i. A→N→V giusto→giustizia→giustiziare

j. N→N→V palla→palleggio→palleggiare

k. V→N→V agire→azione→azionare

l. A→V attivo→attivare

m. N→V magnete→magnetizzare

n. V→V giocare→giocherellare

o.

p. V rompere

Esempio: INDUBITABILMENTE:

indubitabile aggettivo di base

indubitabile+mente aggiunta di _mente

indubitabilmente cancellazione di e in- dubitabile,

Ma questo aggettivo è a sua volta scomponibile in un prefisso più un aggettivo, e

dubita(re) _bile.

quest’ultimo è a sua volta costruito a partire dal verbo più il suffisso Ricostruendo

tutto il processo avremo:

[dubita] (tema del) verbo di base

V _bile

[[dubita] + bile] aggiunta di

V A in-

[in [[dubita] + bile] ] aggiunta di

V A A _mente

[in [[dubita] + bile] ] + mente] aggiunta di

V A A AVV e

[indubitabilmente] cancellazione di

AVV

quindi la parola indubitabilmente è stata costruita attraverso il processo:

Verbo→Aggettivo→Avverbio

Altri esempi:

Nome+Nome Nome: [[capo] [stazione] ] [capostazione]

N N N N

Agg+Agg Agg: [[dolce] [amaro] ] [dolceamaro]

A A A A

Verbo+Verbo Nome [[sali] [scendi] ] [saliscendi]

V V N N

46


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

68

PESO

474.45 KB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in linguistica
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Linguistica italiana

Linguistica italiana - profilo linguistico della Campania
Appunto
Introduzione alla dialettologia e sociolinguistica italiana
Appunto
Etimologia - Appunti
Appunto
Linguistica italiana - profilo linguistico della Campania
Appunto