LINGUISTICA GENERALE
Prof. Caterina Mauri caterina.mauri@unibo.it
Orario lezioni:
lunedì 8.30-10.00
martedì 8.30-10.00
mercoledì 10.15-11.45
AULA A, S. CRISTINA, PIAZZA GIORGIO MORANDI 2
Testi:
G. Berruto, M. Cerruti (2017). La linguistica. Un corso introduttivo.
G.F Arcodia, C. Mauri (2016). La diversità linguistica. Roma: Carocci.
N. Grandi (2014). Fondamenti di tipologia linguistica. Nuova edizione. Roma:
Carocci.
Masini, Francesca & Nicola Grandi (2017). Tutto ciò che hai sempre voluto sapere
sul linguaggio e sulle lingue. Bologna: Caissa Italia.
PARTE 1
Linguistica: lingue, linguaggio e comunicazione
Linguistica = ramo delle scienze umane che studia la lingua
vuole descrivere come funziona il linguaggio e spiegare perché esistono così tante
lingue diverse e perché sono come sono + disciplina che permette di comprendere i
fenomeni di ogni (7739) lingua al mondo, anche quelle che non sono più parlate
linguistica generale= si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano
le lingue
linguistica storica= si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo
che cosa è una lingua?
Ciascuno dei sistemi simbolici propri della specie umana ma
diversi da comunità a comunità (e in qualche misura da individuo
a individuo), trasmessi per via culturale e non ereditati
biologicamente, basati su simboli vocali o gestuali, attraverso cui
gli appartenenti alle società umane conoscono la realtà, la
categorizzano, sviluppano pensieri articolati, comunicano le proprie
conoscenze e i propri pensieri.
Oggetto della linguistica sono le cosiddette lingue storico-naturali=
lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e
usate dagli esseri umani ora e nel passato. Lingue storico naturali
sono espressione del linguaggio verbale umano
1) Acquisizione naturale e trasmissione culturale:
- ogni essere umano possiede fin dalla nascita la facoltà di linguaggio, che fa
parte del nostro corredo biologico e permette di acquisire la lingua materna in
modo naturale e senza addestramento: potenzialità per acquisire le lingue
- la lingua specifica che viene acquisita, però, dipende dall'ambiente in cui
siamo inseriti fin dalla nascita → trasmissione culturale
Wilhelm von Humoldt, glottologo, parla di lingue storico-naturali = lingue della
storia dell’uomo ma che vengono apprese per via naturale
2) Le lingue sono proprie della specie umana:
- la capacità comunicativa è comune al mondo animale (zoosemiotica) - nessun
linguaggio animale ha la complessità delle lingue umane e non c’è il concetto di
diversità linguistica
3) Lingue diverse in comunità diverse:
- molteplicità delle lingue: Perché non esiste una lingua unica per tutti gli umani?
- Carattere arbitrario dei segni linguistici (opposto a motivato, non c’è motivo se
cane si chiama cane): è possibile riferirsi alla stessa realtà mediante segni diversi
(cane vs. dog)
- Carattere storico ed evolutivo di ogni lingua: ogni lingua viene acquisita, usata,
modificata e sviluppata in particolari comunità di persone, a loro volta caratterizzate
da specifiche esigenze, da una particolare collocazione geografica, da particolari
vicende storiche (esigenze comunicative degli eschimesi diverse da quelle dei
messicani; comunità contadina vs. comunità metropolitana; comunità isolate vs.
comunità di passaggio)
→ le lingue avranno in comune i tratti più legati alla facoltà di linguaggio e alle
caratteristiche universali della cognizione umana (es. singolare vs. plurale), ma
differiranno per i tratti più legati alla loro dimensione storico-evolutiva.
4) Lingue diverse per individui diversi:
- le lingue individuali (idioletti) non sono mai uguali
- quando un bambino acquisisce una lingua, è esposto agli stimoli di tante
lingue individuali, da cui lui astrae il proprio idioletto, e tale processo
àà
contribuir a consolidare la lingua comunitaria e condivisa, costituita
dall'intersezione di tutte le lingue individuali
Analizzare una lingua significa analizzarne i prodotti e l'uso
che se ne fa (i testi scritti, le produzioni orali, gli scambi
conversazionali), e analizzare anche i giudizi che i parlanti danno
sulla lingua stessa, rivelando la propria conoscenza linguistica
→ le lingue non sono osservabili direttamente, occorre
individuare ciò che può essere considerato dato linguistico.
Da cosa è caratterizzata una lingua?
Le lingue sono sistemi di segni, basati su segni vocali o gestuali.
→ Cosa si intende per segno? (parola multi-semica che può avere tanti significati)
- non fare segni sul muro → tracce
- il cielo è scuro, segno che pioveràà
- il segno '+' vuol dire addizione
- non perdermi il segno (del libro che sto leggendo) - i segni della briscola
→ cosa hanno in comune queste diverse accezioni di 'segno'?
una componente sensibile, percepibile attraverso i sensi → Espressione
una componente mentale, che concettualizziamo con la mente (il rinvio a un
oggetto, non l'oggetto in sé) → Contenuto
→ un segno è un'entità costituita da un'espressione e un contenuto
Ogni segno comunica un contenuto
Comunicare =
Comunicazione vs. Passaggio di informazioni
Intenzionale Non intenzionale
Comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dell’informazione e
che viene percepito da un ricevente come tale – intenzionalità esplicita.
Si ha comunicazione quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine
di far passare dell’informazione e che viene percepito da un ricevente come tale;
altrimenti, si ha semplice passaggio di informazione.
Si possono distinguere tre categorie di comunicazione:
-comunicazione in senso stretto= emittente intenzionale e ricevente intenzionale
(linguaggio verbale umano, gesti, segnalazioni stradali…)
-passaggio di informazione= emittente non intenzionale e ricevente intenzionale
(posture del corpo, orme di animali, sintomi di condizioni fisiche…)
-formulazione di inferenze= nessun emittente ma solo la presenza di un oggetto
culturale che viene interpretato come volto a fornire un’info e c’è l’interpretante (case
dai tetti aguzzi e spioventi= qui nevica tanto…)
Le lingue sono una specificazione della comunicazione umana naturale
L’unità fondamentale della comunicazione è il segno, che veicola un passaggio di
informazione.
Due criteri per classificare i segni: intenzionalità e motivazione.
Tipi principali di segni:
- Indici: espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale e causale
es. cielo grigio → temporale, fumo → fuoco, impronte → passaggio.
Non c'è volontarietà e intenzionalità, serve un ricevente che interpreti l'indice (o
sintomo).
La pertinenza del segno cambia in funzione del ricevente.
- Segnali: espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale e causale, usati
intenzionalmente. Es. sbadiglio volontario, lucina accesa in montagna.
- Icone: espressione e contenuto sono legati da un rapporto di tipo analogico,
l'espressione somiglia in qualche modo al contenuto.
C'è volontarietà e intenzionalità: le icone sono prodotte per comunicare qualcosa. Es.
segnali stradali, segni toilette, onomatopee (bèe, chicchirichìà ), istogrammi
Simboli: espressione e contenuto sono legati da un rapporto che non ha motivazione
né di tipo naturale né analogico, ma è un rapporto convenzionale.
C'è volontarietà e intenzionalità: i simboli sono prodotti per comunicare qualcosa.
nei simboli il rapporto tra espressione e contenuto è arbitrario
è normale che in uno stesso segno coesistano processi di
significazione diversi: processi indessicali, iconici e simbolici. Sapete
individuare processi di significazione diversi?
Da indice a simbolo:
- Arbitrarietà crescente
- Specificità culturale crescente
In conclusione, i segni linguistici, per es. la parola gatto o la frase ho mangiato una
mela, sono segni in senso stretto, prodotti intenzionalmente per comunicare e quindi
arbitrari. Nella comunicazione in senso stretto c’è dunque un emittente che emette,
produce intenzionalmente un segno per un ricevente. Ma che cosa è che mette il
ricevente in grado di interpretare il segno? Il fatto che esso si riconduce ad un codice
di cui fa parte, cioè a un insieme di conoscenze che permette di attribuire un
significato a ciò che succede
CODICE: insieme di corrispondenze che fornisce le regole di interpretazione dei
segni.
Tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici. Da questo punto di vista, i segni
linguistici costituiscono il codice lingua.
Per capirci noi dobbiamo condividere un codice
In uno stesso segno possono esistere processi di significazione diversi, processi
indessicali (deriva da indice), iconici (si basano sull’analogia) e processi simbolici.
Simbolo omino del divieto di transito per pedoni=icona perché rapporto analogico e
si basa sulla somiglianza tra espressione e contenuto
quali tipi di segni costituiscono le lingue umane? Per la maggior parte
simboli.
LA BIPLANARIETA
Una prima proprietà della lingua e dei segni linguistici è la BIPLANARIETA= il fatto
che ci siano in un segno due facce o appunto due piani compresenti.
L’espressione, chiamata anche il significante è la parte o la faccia o piano
fisicamente percepibile del segno (esempio: la parola gatto pronunciata o scritta)
Il contenuto o il significato è la parte, o faccia o piano non fisicamente percepibile (il
concetto o l’idea di gatto)
Tuti i segni sono indissolubilmente costituiti dal piano del significante unito al piano
del significato)
Qual è la struttura dei segni linguistici? Biplanarietà
Lo studioso Hjelmslev ha distinto due piani (espressione e contenuto) e due strati
(forma e sostanza)
Per H è possibile suddividere ogni segno e analizzarlo da 4 prospettive diverse e
risultano dalle intersezioni possibili tra espressione e contenuto e forma e sostanza
Per forma H fa riferimento alla rappresentazione astratta dei segni, davanti al segno
nel momento in cui lo vediamo più volte ci formiamo una rappresentazione mentale
astratta e abbiamo una forma in mente
La sostanza è invece il modo in cui di volta in volta un segno realizza la propria
espressione e il proprio contenuto (tipo modo in cui diciamo una cosa che però dopo
colleghiamo sempre alla stessa forma)
sostanza=fatta di tutte le differenziazioni individuali
Forma è un’astrazione, la sostanza è invece il livello concreto dei modi in cui si
realizzano i segni
Lo strato della forma fa riferimento ad entità astratte.
Lo strato della sostanza fa riferimento ad entità concrete.
Strati Piani Espressione Contenuto
1. Significanti,
Forma 3. Significati, accezioni
fonemi
2. 4.
Sostanza Suoni, foni prodotti e Sensi in un determinato
percepiti contesto
1. Forma dell'espressione = fonemi
2. Sostanza dell'espressione = i suoni che noi produciamo e percepiamo, i foni
(fenomeno fisico, suoni che vibrano nell’aria e vengono percepiti dalle orecchie)
3. Forma del contenuto = l’insieme dei significati che sono accezioni e possono
essere diversi da persona a persona
4. Sostanza del contenuto = sensi in un determinato contesto (il senso di quello
che il parlante vuole dire)
lingue diverse articolano diversamente la propria espressione e il proprio
contenuto= arbitrarietà
ARBITRARIETA
Altra proprietà importate dei segni linguistici= non c’è alcun legame naturalmente
motivato tra l’espressione e il contenuto di un segno. I legami e i rapporti che ci sono
non sono dati naturalmente ma posti per convenzione e quindi arbitrari. Se i segni
linguistici non fossero arbitrari parole delle diverse lingue dovrebbero essere tutte
molto simili.
Gatto in italiano, meo in thailandese, mao in cinese ecc…
Il fatto che gato in spagnolo sia simile all’italiano non vuol dire che i gatti spagnoli
sono più simili a quelli italiani rispetto a quelli turchi/cinesi… ma ciò deriva dalla
parentela genealogica fra le due lingue che derivano entrambe dal latino (cattum)
Cinese e thailandese sono invece simili perché entrambe le forme hanno origine
onomatopeica
Se i segni linguistici non fossero arbitrari poi parole simili nelle diverse lingue
dovrebbero designare concetti simili (bello/bell ingl. campana)
Hjelmslev ha distinto diversi tipi di arbitrarietà e per parlarne bisogna però introdurre
il concetto di triangolo semiotico
ai tre vertici abbiamo le tre entità in gioco: un significante, attraverso la
mediazione di un significato a cui esso è associato e che esso veicola, si riferisce ad
un elemento della realtà esterna, un referente.
La linea di base del triangolo è tratteggiata, al contrario dei due lati, perché il
rapporto tra significante e referente non è diretto, ma è mediato dal significato
Tipi di arbitrarietà della lingua
1. ARBITRARIETA ASSOLUTA riguarda il rapporto tra una data espressione
e un dato contenuto
dog – cane.
Es.
Parole che hanno lo stesso suono possono designare cose
boia
completamente diverse in lingue diverse: rum. 'paprika',
mici loop lup Bello,
'piccoli'; ingl. 'anello', rum 'lupo', it. ingl.
Bell belly Bellum
‘campana’, ‘pancia’, lat. ‘guerra’.
→ non c'è nessun vincolo naturale e necessario tra
l'espressione e il contenuto di un segno, tra il significante e il
significato.
àSe non ci fosse arbitrarietàà̀, le cose del mondo dovrebbero
essere chiamate in modi simili nelle diverse lingue del mondo!
2. ARBITRARIETA FORMALE che riguarda il rapporto tra la forma e la
sostanza dell’espressione = data la stessa sostanza, le forme cambiano
Es. sostanza fonetica = schiocco della lingua, sibilo, 'erre'
all'inglese
→ in Africa meridionale lo schiocco della lingua può distinguere
tra parole (tono, cono).
diverse, al pari di 't' e 'c' in italiano
casa vs. caaasa. bit
→ lunghezza delle vocali: Ingl. 'pezzettino',
beat Stadt Staat
'battere'. Ted. ‘città’, ‘stato’. In alcune lingue,
come l'inglese o il tedesco, la lunghezza vocalica ha valore
fonematico, in altre, come l'italiano, no.
ARBITRARIETA SEMANTICA riguarda il rapporto tra la forma e
3. la sostanza del contenuto
Ciascuna lingua ritaglia la materia del contenuto formandola in
maniera propria
verde, blu, grigio e marrone in inglese e gallese
Es. italiano e inglese distinguono tra arti superiori (braccia) e
estremitàà̀ (mano), e lo stesso accade per gli arti inferiori.
Nelle lingue slave invece gli arti sono considerati un tutt'uno: in
rukà nogà
russo indica l'intero arto superiore (braccio e mano), e
indica gamba e piede.
Il rumeno si comporta come l'italiano per gli arti superiori e come le
picior braţ
lingue slave per gli arti inferiori: 'gamba, piede', 'braccio',
mânǎ 'mano'
Es.
Bosco legno legna
It. vs. vs.
Bois bois bois
Fr. Wald Holz Holz
Ted.
Le lingue si differenziano tra loro non solo perchéé́ associano
significanti diversi agli stessi concetti, ma anche perchéé́ lo stesso
contenuto viene 'ritagliato' in modo diverso e arbitrario nelle
diverse lingue.
esistono però alcune eccezioni e dei contrappesi all’arbitrarietà
perché infatti esistono segni linguistici che appaiono almeno
parzialmente motivati
Es. benzinaio, benzina. Giornalaio, giornali. Posacenere,
.
apribottiglie (costruzioni di parole che non si basano
sull’arbitrarietà perché potevo coniare un termine completamente
astratto mentre ne ho creato uno che somiglia alla funzione di
quell’oggetto)
In comune c’è aio—> qualcuno che vende x, soggetto che svolge un
mestiere che ha a che fare con il referente della base della parola=
benzina…
Limitazioni all'arbitrarietà: segni motivati.
- Segni iconici (sarebbero più icone che simboli o segni in senso
onomatopee
stretto) : (tintinnio, sussurrare, rimbombare)= diverse
lingua, ideofoni = espressioni imitative che
anche da lingua a
designano fenomeni naturali o azioni, frequentemente usati nei
fumetti (zac, gluglu)
- raddoppiamento,
processi iconici: es. grande grande, piano piano;
iconicità sintattica, veni, vidi, vici.
es.
DOPPIA ARTICOLAZIONE
Una proprietà importante del linguaggio umano è la doppia
articolazione = il significante (espressione) di un segno linguistico è
articolato a due livelli nettamente diversi.
Processo che individua le unità più piccole che vanno a costituire un
linguaggio
Procedure per individuare gli elementi e le unità di analisi minime
del sistema linguistico:
1. analizza gli atti linguistici in elementi che
Prima articolazione
sempre fior-e
hanno un'espressione e un contenuto: (fior =
'pianta con petali' – e= 'singolare').
Le unità minime di prima articolazione sono le più
piccole unità dotate di contenuto che non sono
ulteriormente scomponibili in unità più piccole dotate di
.
contenuto: morfemi
morfema= unità minima di prima articolazione cioè un’unità<
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.