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morfofonologia,

Attigua alla fonologia è la che studia l’uso morfologico delle differenze fonologiche . Il

morfonema è ‘un’immagine complessa di due o più fonemi che possono sostituirsi reciprocamente, secondo le

condizioni della struttura morfologica, all’interno di uno stesso morfema’ quindi fonemi che assumono valore morfologico sono

.

morfonemi per es. in ted. u ­ ü in Bruder pl. Brüder

Ogni lingua ha un sistema di determinazione mediante il quale essa articola tutta la realtà. Fondamento della

denominazione è ls parola, necessariamente presente in tutte le lingue anche se diversamente strutturata. Le parole si

dividono in categorie (verbi, nomi…) caratterizzate a loro volta da categorie specifiche (genere, numero per i nomi…)

I procedimenti sintagmatici riguardano i raggruppamenti di parole non fissi. L’atto sintagmatico fondamentale, è

l’atto creatore della frase, la predicazione. La frase è analizzata oltre che dal punto di vista morfologico­grammaticale,

tema rema.

dal punto di vista funzionale: in e Il tema è ciò di cui si dice, il rema è ciò che si dice del tema

. Il rapporto fra

tema e soggetto e rema e predicato è diverso rispetto alle differenti lingue: per esempio laddove si fa ampio uso del

passivo, il tema va a coincidere con il soggetto.

I praghesi non concepiscono la lingua come astrattamente unitaria. In base alla diversità delle funzioni svolte

distinguono più linguaggi appartenenti alla stessa lingua.

linguaggio interiore linguaggio manifesto

C’è un e un (tuttavia il secondo può essere considerato come caso

particolare del primo poiché le forme linguistiche sono usate più spesso per pensare che per parlare). Il linguaggio

linguaggio sociale

manifesto può essere caratterizzato per la prevalenza dell’aspetto intellettuale, (di destinazione

linguaggio emotivo

sociale) o dell’aspetto emotivo, (rivolto all’uditore per suscitare determinate emozioni). Il linguaggio

comunicativa poetica

sociale ha una funzione o (a seconda che sia diretta verso la realtà o verso il segno stesso). La

pratica teorico

funzione comunicativa può essere quando il linguaggio è di ‘situazione’ o quando tende ad essere molto

completo e specifico

La Teoria Fonologica di N.S. Trubeckoj.

Il vizio dello psicologismo nella definizione del fonema si ha perché Trubeckoj era convinto che la natura psichica

del fonema comportasse necessariamente l’introspezione ciome strumento fondamentale di indagine linguistica. Invece

la struttura linguistica non può essere oggetto di introspezione: si tratta di un fatto psichico, ma non tutto ciò che è nella

coscienza può essere oggetto di introspezione.

NB: Primo accostamento al problema della posizione ontologica delle lingue

Ci sono delle dimensioni della psiche che non si lasciano indagare direttamente: la nostra struttira interiore rimane per molti

aspetti oscura, possiamo su di essa formulare delle ipotesi. La lingua è un certo tipo di conoscenza, ma funziona in maniera

particolare: è una conoscenza che di certo noi possediamo, ma di cui non abbiamo consapevolezza, ci sono cose che noi

non sappiamo di sapere. Per esempio alcuni principi che sono connaturati nel nostro pensiero, come il principio di non

contraddizione, che non è affatto esplicito.

La realtà della lingua ci è offerta ma è rischioso affidarsi all’intuizione: la conoscenza della struttura linguistica passa

attraverso i con sueti procedimenti delle scienze empirico­deduttive: solo attraverso l’esperimento confrontato con le ipotesi

possiamo ricostruire la struttura linguistica.

Verifica della pertinenza mediante la prova di commutazione

Trubeckoj tiene conto di ciò che dice Saussure: nella lingia contano soltanto le differenze: non gli aspetti positivi

ma il differenziarsi. Si parte quindi dalle opposizioni foniche, ma entro le opposizioni foniche si individuano solo alcune

fonologiche.

opposizioni come costitutive della struttura linguistica: le opposizioni

Le opposizioni fonologiche non si lasciano ricondurre a semplici opposizioni fisiche, ma intervengono nella lingua

svolgendo una funzione distintiva o discritica.

La prova di commutazione consiste nel prendere coppie oppositive (con differenza fonica) e contollare se questa

differenza fonica comporti una differenziazione sul piano dei contenuti. Per esempio in molte lingue l’opposizione fra /p/

e /b/ non è pertinente. Esiste di certo l’opposizione, ma questa differenza non serve per distinguere i significati (diverso è

l’italiano in cui si ha opposizione fonologica perché bere ≠ pere). Definendo fonema l’estremo di una opposizione

fonologica possiamo concludere che in italiano /p/ e /b/ sono fonemi.

Si distinguono opposizioni fonologiche dirette e indirette:

dirette:

­ quando siamo in grado di trovare un testo tale che sostituendovi uno degli estremi dell’opposizione

considerata con l’altro si ottiene un testo diverso. (l’esempio bere­pere)

indirette:

­ quando ci sono due fonemi che non possono mai comparire nella stessa sede. Per esempio in inglese, il

morfema /h/ e il morfema /ŋ/ perché l’uno può comparire solo all’inizio della parola, l’altro solo alla fine. Essi quindi non

possono mai essere reciprocamente sostituiti. /h/ è in opposizione fonologica diretta con altre consonanti, ma mai con /ŋ/

e viceversa.

Il principio che si chiama in causa è il seguente: se due grandezze contengono delle prorietà esenziali diverse,

esser saranno essenzialmente diverse, l’opposizione fra i due suoni sarà fonologica e non semplicemente fonica.

Le opposizioni fonologiche si dividono in:

costanti

­ neutralizzabili:

­ l’opposizione che in certi contesti non è operante (non serve per distinguere suoni diversi), ed è

possibile una realizzazione fonica intermedia fra i due fonemi. Ad esempio in italiano l’opposizione fra e chiusa ed e

aperta, che è operante soltanto in sede accentata: in sede atona rappresenta l’intera coppia oppositiva, ossia

l’arcifonema.

La neutralizzazione può essere determinata esternamente, se dà luogo ad un suono connesso con il contesto

fonologico, determinata internamente, se dipende dalla posizione e non dai tratti presenti nel contesto.

Il fonema che si caratterizza nella presenza del tratto è detto marcato, quello che non è caratterizzato è detto non

marcato, l’arcifonema è da considerarsi come la compresenza del tratto marcato e non marcato.

La neutralizzazione è l’opposto del culmine, in cui si ha la massima differenziazione.

Siccome un’opposizione è fonologica quando serve a distinguere delle parole, la funzione dei fonemi è distintiva o

diacritica. Ci sono altre funzioni:

­ culminativa: l’accento della parola per esempio: dato un accento si ha una parola e data una parola si ha un accento.

La funzione culminativa permette di individuare l’unità ai vari livelli: ci sono accenti di morfema, di parola, di frase…

­ demarcativa: segnala dove comincia o dove finisce una unità.

A volte lo stesso elemento può avere funzione culminativa e demarcativa allo stesso tempo: per esempio l’accento nella

lingua polacca che si trova sempre sulla penultima sillaba.

R. Jakobson

Entra a far parte del circolo di Praga e il suo interesse per la struttura dell’opera poetica resta una costante della

sua ricerca. a differenza dei formalisti, egli cerca la soluzione al problema della struttura poetica all’interno della

concezione linguistica.

Il tratto (individuato anche da Trubeckoj) che con la sua presenza o assenza fa distinguere i due estremi

marca di correlazione

dell’opposizione è detto . Jakobson ritiene possibile dare di qualsiasi sistema fionologico una

descrizione mediante solo le marche di correlazione, i tratti distintivi binari.

La petica per Jakobson è una parte della linguistica poiché corrisponde a una delle funzioni del linguaggio, e il

linguaggio va studiato in tutte le sue funzioni. mittente messaggio

Individuando i fattori costitutivi di ogni processo linguistico abbiamo: il che invia un al

destinatario contesto

. Per essere operante il messaggio richiede un che possa essere afferrato dal destinatario, e che

codice

sia verbale o suscettibile alla verbalizzazione, esige un almeno parzialmente comune al mittente e al

contatto

destinatario; infine un , un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente e il destinatario che

consente loro di stabilire e mantenere la comunicazione.

Ogni fattore ha una funzione corrispettiva:

Le funzioni non compaiono allo stato puro, si ha tuttavia sempre la prevalenza dell’una o dell’altra funzione. Per

quanto riguarda la funzione poetica, essa è presente in poesia ma non solo: si pensi alle filastrocche o ai versi con

funzione mnemonica!

Ogni testo è costituito da una combinazione di elementi ciascuno scelto da una classe di elementi similari. La

selezione e la combinazione sono i due assi costitutivi di ogni testo. La similarità collega ciascun elemento presente nel

testo con tutti quegli elementi del sistema che, essendo equivalenti ad esso potrebbero essere al suo posto.

In un testo poetico, il principio poetico è proiettato dall’asse della selezione all’asse della combinazione perché

tutte le strutture poetiche presuppongono la ricorrenza di elementi equivalenti (identico numero di sillabe, schema di

accenti…).

L’equivalenza poetica, non va confusa con l’equivalenza metalinguistica (Gli scapoli sono uomini non sposati), in

cuiè il testo che pone in essere una equivalenza, mentre nel linguaggio poetico è l’equivalenza che pone in essere un

testo. Un passaggio importante sottolineato da Jakobson, è che il contesto deve essere verbale o suscettibile a

verbalizzazione. Questo richiama la tesi secondo cui il significato dei segni non sta in un oggetto ma nella loro

conversione in altri segni.

Jakobson fa propria la tesi di Peirce secondo cui la destinazione del segno è la traduzione in altri segni. Egli perciò non

ritiene accettabile la tesi di Russell secondo cui nessuno può comprendere una parola (la parola formaggio) se prima

non ha una esperienza non linguistica di esso (del formaggio). Anche il membro di una comunità che non conosce il

formaggio, potrebbe capire la parola formaggio sapendo che tale parola significa ‘alimento ottenuto dalla fermentazione

del latte cagliato’.

NB: rapporto tra lingua e realtà

La distinzione nel linguaggio fra langue e parole impone di distinguere il rapporto tra la lingua e la realtà e il rapporto tra la

parole e la realtà. Il rapporto della parole con la realtà si traduce nwell’impossibilità di parlare della realtà in un testo.

Secondo Russellla comprensione del siognificato di un termine deve rimandare all’esperienza immediata. Secondo Jakobson

noi possiamo rispondere alla domanda sul significato di una espressione solo mediante un’altra espressione. Anche perché

spesso l’esperienza immediata è ‘mediata’ dal riferimento ad altri termini. Per esempio una persona che non ha mai fatto

esperienza di mare ma ha visto un lago, potrà capire mare come ‘grande lago salato’.

Il concetto di traduzione per Jacobson si avvicina molto al concetto di interpretazione. Si parla infatti di tre tipi di

traduzione: endolinguistica (la parafrasi), interlinguistica (la traduzione), intersemiotica (il trasferimento di un messaggio

da un codice semiotico a un altro).

Jakobson indaga anche l’afasia, la perdita della capacità linguistica: egli nota che la tipologia dei disturbi afasici è

riconducibile ai due aspetti fondamentali del funzionamento del linguaggio: l’asse della similarità e l’asse della

combinazione. Gli afasici in cui è danneggiato l’asse della similarità non sono in grado di scegliere un termine nel

sistema. Gli afasici in cui è danneggiato l’asse della combinazione non avranno problemi nel formulare elenchi ma non

riusciranno a costruire un discorso.

Linguistica e Poetica

Il compito dellan poetica è rispondere a questa domanda: ‘Che cosa fa di un messaggio verbale un’opera

d’arte?’.ù

La poetica tratta problemi di struttura verbale, e dato che la linguistica è la scienza che investe globalmente le

strutture linguistiche, la poetica può essere considerata parte della linguistica. Molti processi studiati dalla linguistica non

sono tuttavia circoscritti nell’arte del linguaggio (basti pensare che si può trasporre un romanzo come Wuthering Heights

in un film!). il fatto che si ponga il problema che le raffigurazioni di Blake possono non essere adatte alla Divina

Commedia, è la prova che arti diverse sono comparabili fra loro. Molti tratti poetici appartengono non soltanto alla sfera

del linguaggio ma alla semiotica generale.

Talvolta si sente dire che la poetica in opposizione alla linguistica ha compiti valutativi. Questo perché si sostiene

un carattere ‘fortuito’, non intenzionale della poesia rispetto ad altre strutture verbali. Inoltre contribuisce la confusione

terminologica fra ‘studi letterari’ e ‘critica’: nessun manifesto che proclami i gusti personali può sostituirsi all’analisi

scientifica e viceversa.

Gli studi letterari implicano due tipi di problemi:

­ problemi sincronici: considera non solo la produzione letteraria di un’epoca, ma anche quella parte della tradizione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher HelderRoze di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Gatti Maria Cristina.

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