Linguisti storici
- Schlegel
- Grimm
- Saussure
- Jones
- Bopp
Pensiero
- Humboldt
- Sapir
- Whorf
- Boas
Pragmatica
- Grice
- Austin
- Searle
Società
- Labov
- Beccaria
- Bernstein
Lingue indoeuropee: italiano, spagnolo, inglese, francese, sanscrito, gotico e persiano.
Saussure si rese conto che ogni lingua è "un sistema tutto se stante" ed elabora le relazioni sintagmatiche, relazioni in praesentia che un segno linguistico ha con altri segni linguistici che accadono con lui. Di accordo morfologico. es.: la bambina mangia una mela.
fem.sing v. sing fem. sing
Le relazioni paradigmatiche (o associative) sono in absentia che un segno linguistico ha con altri segni capaci di accadere al suo posto. Di sostituibilità del significato. es.: mela, mele, pere, pesca
Verbi performativi producono una prestazione concreta associata al loro significato.
"N" è una consonante alveolare nasale. Il velo è abbassato per far uscire l'aria dal naso e non dalla bocca e il dorso della lingua tocca gli alveoli dei denti. Per rendersene conto, provare a pronunciare il suo nome mentre si sta producendo una nasale. L'aria viene spinta fuori dai polmoni, passa per la faringe e arriva alle cavità nasali grazie all'abbassamento del velo. "M" consonante bilabiale nasale
LINGUISTI
- STORICI → Schlegel
- Grimm
- Saussure
- Jones
- Bopp
PENSIERO →
- Humboldt
- Sapir
- Whorf
- Boas
PRAGMATICA →
- Grice
- Austin
- Searle
SOCIETÀ →
- Labov
- Beccaria
- Bernstein
LINGUE INDOEUROPEE: italiano, spagnolo, inglese, francese, sanscrito, gotico e persiano.
Saussure si rese conto che ogni lingua è “un sistema o tout se tiént” ed elabora le RELAZIONI SINTAGMATICHE, relazioni in presenza che un segno linguistico ha con altri segni linguistici che accadono con lui. Di accordo morfologico. es.: La bambina mangia una mela.
le RELAZIONI PARADIGMATICHE (o ASSOCIATIVE) sono in assenza che un segno linguistico ha con altri segni capaci di accadere al suo posto. Di sostituibilità del significato. es.: mela, mele, pere, pesca
VERBI PERFORMATIVI producono una prestazione concreta associata al loro significato.
“N” è una consonante alveolare nasale. Il velo è abbassato per far uscire l'aria dal naso e non dalla bocca e il dorso della lingua tocca gli alveoli dei denti. Per rendertene conto prova a pronunziare N nel mentre si sta pronunciando una nasale. L’aria viene spinta fuori dai polmoni, passa per la faringe e arriva alle cavità nasali grazie all’abbassamento del velo.
“M” consonante bilabiale nasale
bialebale
P T K B D G
D è una consonante occlusiva dentale sonora. Si ha l'incontro tra la punta della lingua e gli alveoli. L'aria dei polmoni scordia alla glottide e percorre muovendosi nel canale fonetico. (Si crea così un'occlusione) che resta chiuso per una frazione di secondo; quando si apre l'aria fuori esca dando una piccola esplosione.
F S V Z
SPIRANTI - gli organi articolatori non intercuedano completamente il passaggio ma restringono il canale in modo da l'aria producza rumore di fruscamento.
COPPIA MINIMA = coppia di parole di significato diverso fra cui esiste una differenza limitata a un solo suono es. sing e sin in italiano non accade perché a differenziatore le parole c'è la consonante successiva. L'aria si precede per una manodanza
viene sonorizzata la N per due fonemi sono integrati come la N che lo precede e la vocale (o la liquida).
si, non mangio stessa articuleto: la vibrazione dela corde vocali non è intecettata per la sola durata di un fonema. pronuncia occlusive sonar funin sgrozzo
GRAMMATICALIZZAZIONE una parola autonoma diventa un morfema legato es: non mangio mica
La differenza fra categorie classiche e teoria dei prototipi ha a che fare con la differenza fra significato intensionale ed estensionale. Kenakuta referenzia ista.
Le categorie classiche hanno come scopo delimitare l'estensione del significato di una parola, accertando un confine. Le categorie basate sui prototipi (mentacita congettu vista) mettono l'accento sull'intensione.
1) viene definita in base a quali sono gli elementi di realtà che meglio la rappresentano.
2) viene definita in base all'insieme delle proprietà del contenuto.
Metafonesi
Fenomeno di interfaccia tra fonologia e morfologia per cui in molti dialetti dell'Italia meridionale, le vocali 'e' ed 'o' toniche si chiudono rispettivamente in 'i/e', 'u/o', quando la vocale della sillaba finale latina era 'i/e/o/u'.
Es:
- nigre > nero
Interfaccia tra morfologia e sintassi
Con la perdita delle desinenze, nelle lingue neolatine moderne i nomi si sono ridotti in un'unica forma per tutti i casi grammaticali, la morfologia fa spesso di segnalatore perciò sintattica.
Es:
- Luca ama Carla
Ordine delle parole è fondamentale
- Luca Carla ama
Interfaccia tra sintassi e pragmatica
Attraverso la sintassi si viene messo in evidenza un costituente che viene prorotato a contenuto informativo principale dell'enunciato grazie alle prominenze intonative.
Es:
- la nonna ha NUNTO la mucca
MORFOLOGIA = sintassi entro che affronta una funzione grammaticale
può generare in ordine da parole e dei sistemi in suffissi che
si radica delle antichi fini latine e che produce delle questione
e coniugato sempre in base ha distrutto sistema dei corpora.
Oltre ai morfemi lessicali e grammaticali, ci sono morfemi che, pur
significato lessicale di una parola, ne formano un'altra con deriva
il suo senso della prima, designando un concetta strettamente legato.
es.: cas- eggiat- o Si parla quindi di derivazione
La derivazione avviene mediante prefissi, suffissi, infissi, circonfissi,
affissi
Quando una parola si forma da due parole e non da una forma
le radice + affissi, è un composto. es.: croccofilo
L'ORDINE BASICO (non marcato) degli elementi delle frasi è quello
di base in cui si rispongono il S, l'O, il V È l'ordine prevalente nelle lingue
es: in ita il maschile è il genere non marcato, il femminile è il marcato
Tre ordini prevalenti, mostrati da Greenberg, hanno in comune che il
S precede da O, ciò vuol dire che l'azione porta da chi fa e poi avviene e di
decisa nell'in nostra acquisizione nelle radici.
SVO è l'ordine basico degli elementi delle frasi, quello più
naturale e non marcato. es.: il S nome ha munto la mucca
S V O
OVS non sempre abbiamo SVO. L'ordine OVS è possibile ise
marcato e e d'in intonazione marcata e un effetto
pragmatico, es di nessun in evidenza precedendo mucca il Rem-
es.: il S nome ha munto la capra? (no), LA MUCCA, ha munto il nome
O V S
Quando due elementi linguistici ne formano uno di livello superiore,
uno è il testa e l'altro la coda. All'interno del SV, V è la testa e il O
il modificatore . Se una lingua predilige l'ordine V-O, preferisce
l'ordine TESTA-MODIFICATORE. Se predilige l'ordine O-V preferisce
MODIFICATORE-TESTA. es.: la mamma di Laura
(T) (M)
Le lingue agglutinanti hanno un morfema per ogni funzione grammaticale perché le parole sono risultato di un incollaggio di morfemi grammaticali.
es.: in turco adamlar = uomini; adamlara = agli uomini
k*olor plur k*od por dat
Indice di sintesi abbastanza alto e indice di fusioni minimo
Nelle lingue polisintetiche che una parola può contenere più di un morfema lessicale e diventa quindi come un’unità complessa o una frase.
Indice di sintesi alto e indici di fusione basso
Nelle lingue isolanti ogni morfema e’ iscelotto, non unito agli altri morfemi. E’ privo di qualsiasi forma di flessione e agglutinazione.
Indice di sintesi minimo o nullo e indice di fusione quindi non puo’ essere applicato.
Universali linguistici
Caratteristiche di tutte le lingue in relazione con la grammatica universale.
Chomsky: a un certo livello di astrazione tutte le lingue hanno la stessa grammatica che si trova nel cervello fin dalla nascita.
Se abbiamo universali linguistici è perché nasciamo tutti con una grammatica universale.
- Caratteristiche comuni a tutte le lingue, le quali fra loro non illimitatamente. Es.: fonemi vocali e consonantici, espressioni deittiche, sogg. e agg., etc. (universali sostanziali).
- Universale implicazione. Se una lingua esprime il triale, esprime anche il duale (ma non viceversa). Il duale e il triale non sono categorie morfologiche universali perché non tutte le lingue li hanno. Le parole neoclassiche possono passare di entrà i plurali.
/tʃ/ c (+e, i)
/k/ c (+a, o, u)
ch (+e, i)
q (tua, ue, ui, uo)
/e/ é (chiusa)
/ɛ/ è (aperta)
/g/ g (+a, o, u)
gh (+e, i)
/dʒ/ g (+e, i)
/ʎ/ gl (†i)
gli (+a, e, o, u)
/ɲ/ gn
/ʃ/ sc (+e, i)
sci (+a, o, u)
• se dittongano sono semivocalici, se formano una sillaba da sole no
/e/, /ɛ/, /ɔ/ solo in sillabe accentate
/z/ prima di consonante sonora (b, d, g, v, dz, dʒ)
/ɱ/ davanti a labiodentale (f, v)
/s/ davanti a consonante sorda (ts, tʃ, f, ʃ)
/ts/, /tʃ/, /dz/, /ɲ/, /ʎ/, /ʃ/ lunghe tra due vocali o tra vocale e sonorante
/z/, /l/, /w/, /ʃ/ sempre brevi
Rosm /pošta/
/diretːʃione/
/abradʒːare
La mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato
DET N PREP N AUS PART DET N AGG
DET N SPREP V DET N AGG
SN SV DET SN
SN SV DET SN
CATENA DI SPINTA: è quando un mutamento causa le
coincidenze fonetica di due parole di flusso diverso
e i parlanti per differenziarle di nuovo adottano un
altro mutamento.
es. quanto > quando oppure monto > mondo
quando > quanno mondo > monno
CATENA DI TRAZIONE se si pensa che il secondo mutamento
dipendo dall’esigenza di riempire lo spazio lasciato
vuoto dal primo.
La mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato
Catena di spinta è quando un mutamento causa la coincidenza fonetica di due parole di flusso diverso i parlanti per differenziarli di nuovo adottano un altro mutamento.
es. quanto > quanno oppure monto > mondoquando > quanno mondo > monno
Catena di trazione se si pensa che il secondo mutamento dipenda dall'esigenza di riempire lo spazio lasciato vuoto dal primo.
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Ecologia - riassunto
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Riassunto Linguistica
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Riassunto esame Linguistica generale , Prof. Gobber Giovanni, libro consigliato Linguistica generale , Giovanni Gob…
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