LINGUISTICA GENERALE / GLOTTOLOGIA
disciplina/scienza che si occupa dello studio scientifico del linguaggio e delle lingue
→
disciplina/scienza la riflessione sul linguaggio ha origini lontane (grammatici latini, filosofi
• greci, ecc), ma prima della metà dell’800 un gruppo di filosofi si emancipa e crea la linguistica
→
storico-comparativa 1 MANIFESTAZIONE. il passaggio conclusivo avviene nel 1916, alla →
pubblicazione del Corso di linguistica generale del linguista di Ginevra Ferdinand de Saussure
NASCITA LINGUISTICA GENERALE, così chiamata per differenziarla da quella storica:
→
• generale = sincronica come sono fatte le lingue
• storica = diacronica
si colloca tra le scienze umane, ma si è sempre ispirata (forse per emanciparsi da filosofia, ecc)
a scienze dure/tecniche (matematica, ecc). non è comunque considerata dura, ma molle (=
filosofia) perché studia la lingua, ovvero è difficile da cogliere. si possono costruire modelli teorici
di componimenti linguistici, ma per quanto ci si sforzi il linguaggio/le lingue sono comunque
→
oggetti storici/sociali, quindi difficilmente prevedibili (cambiano in base alla società, ecc) lingua
come sistema formale (come vorremo che fosse) =/= lingua prodotto storico-sociale (come
realmente è).
alcuni aspetti dei linguaggi non sono formalizzabili/riconducibili a principi.
→
Linguaggio (oggetto di studio) = strumento con cui analizzarlo uso del linguaggio in maniera
→
metalinguistica studio del linguaggio con il linguaggio. adesso si usa in alcuni casi l’inglese
come strumento di analisi. →
come diceva Saussure, il linguaggio non è uno strumento osservabile è suono, il significato/
scrittura sintattica è astratta. →
Saussure: la linguistica è “il punto di vista che crea l’oggetto” è il linguista stesso che sceglie
l’oggetto, delimitando il campo di azione. è obbligatorio operare una semplificazione, contrasto
concreto =/= astratto.
→
studio scientifico ha scopo conoscitivo, non è normativa (=/= grammatica), interessa capire
• come sono fatte le lingue per i cambiamenti linguistici/per la lingua parlata (piuttosto che testi
letterari)/per i “giudizi di grammaticali” (se un nativo accetta qualcosa, “si può dire?”) dei singoli
parlanti (spesso si evita il parere dei grammatici, ecc), interesse per errori, disfunzioni del
→
linguaggio (afasie problemi del linguaggio dopo traumi che sembrano colpire settori =/= del
linguaggio: lessico funzionante ma no sintassi, ecc)
~
COM’E’ FATTO IL LINGUAGGIO UMANO E LE LINGUE DEL MONDO
teorie =/=: →
• metodo deduttivo top-down: da universale a particolare
→
• metodo universale botton-up: da da particolare a universale
studio linguaggio umano/lingue del mondo: regole mentali dei parlanti quando usano/ricevono un
messaggio linguistico + principi che regolano la variazione delle lingue/il loro mutare nel tempo
riflessione di carattere epistemologico su strumenti di analisi →
linguaggio = sistema semiatico (di segni), codice allo scopo di comunicare sistema di
comunicazione →
comunicazione passaggio di informazioni tra emittente e destinatario con la formazione di un
• messaggio: →
a) quando il mittente parla il messaggio codifica = produzione
→
b) quando il destinatario riceve il messaggio decodifica = ricezione
→
modello della comunicazione linguistica Roman Jakobson: linguista (+ filosofo) russo,
partecipa al Circolo di Praga, emigra in USA e insegna; figura di raccordo tra struttura linguistica
EU e USA
atto comunicativo in 6 fattori, ognuno con un funzionamento. sono presenti in ogni scambio
comunicativo, con una funzione prevalente a seconda di ciò che si comunica
→ →
1) mittente funzione espressiva/emotiva esprime le sensazioni del parlante (es.
esclamazioni)
→ →
2) destinatario funzione conativa atto a far (re)agire il destinatario (es. ordini, richieste,
imperativo) → →
3) messaggio funzione poetica mette in risalto la formulazione del messaggio/il
messaggio in sé e per sé, la sua forma (es. poesie + assonanze, ecc)
→ → →
4) canale mezzo fisico attraverso cui passa il messaggio funzione fatica verifica il
funzionamento del canale (es. domande)
→ → →
5) codice tipo di linguaggio funzione metalinguistica specifica aspetti del codice
stesso (es. frasi teoriche)
→ →
6) contesto/referente contesto extra-linguistico a cui mi riferisco (fatti della realtà)
→
funzione referenziale/denotativa info sulla realtà stessa
→
segno qualcosa che sta per qualcos’altro: l’associazione di qualche contenuto mentale (tipo di
• →
info) a un’espressione sensoriale bipolarità del segno
→ →
contenuto: astratto, espressione: concreta es. espressione: “<2” contenuto: “minore di due”
studio dei segni: →
a) semiologia Ferdinand de Saussure
→
b) semiotica Charles Peirce (1839 - 1919) questo è il nome usato oggi
classificazione: 3 tipi di segni:
→
1) indice/indizio relazione di contiguità (= qualcosa di visibile) tra espressione e
contenuto
→
2) icona relazione di analogia (~) tra espressione e contenuto (es. icona toilette/cartine)
→
3) simbolo no relazione tra contenuto e espressione (es. segnale di divieto di transito (è
/grafemi /gesti con mani)
un segno arbitrario, non intuibile) (lettere alfabeto)
→
es. attraversamento animali selvatici icona (animale) + simbolo (triangolo)
2 criteri per diversificare i segni:
→
1) motivazione data un’espressione posso risalire/mettere in relazione il contenuto
→
2) intenzionalità è codificato in modo intenzionale, in modo che arrivi a + destinatari
→ indice: motivato (non intenzionale) / icona: motivato + intenzionale / simbolo: intenzionale
(non motivato) →
linguaggio = sistema di segni; esistono molti segni esistono molti linguaggi
es. lettere, segnaletica, emoticons / linguaggio umano usa principalmente simboli
(I) linguaggio naturale/umano/verbale / si distingue per
a) funzioni: →
comunicare trasmettere info
• →
pensare dare forma tangibile a contenuti mentali (→ domanda senza risposta: il
• linguaggio è conseguenza del pensiero?)
→
b) proprietà =/= da altri linguaggi perché possiede tutte le proprietà
→
1) biplanarità segno linguaggio biplanare (contenuto - espressione)
(i) segni in generale:
• contenuto = significato (immagine mentale/concetto/entità astratte)
• espressione = significante (formato da suoni/sequenza fonica)
(ii) segni linguistici: →
• concetto + immagine acustica F. du Saussure conia due termini:
significato + significante
→
2) arbitrarietà segni = simboli + arbitrari = non esiste un legame motivato tra significato
e significante. il rapporto tra i due è una convenzione avvenuta tramite il patto sociale.
se così non fosse, tutte le lingue sarebbero uguali. arbitrarietà caratterizza tutti i segni
simbolici, quella del linguaggio umano non è però semplice.
→
Saussure: “arbitrarietà radicale” ne esistono =/= tipi/livelli:
triangolo semiotico
→
livello 1 è arbitrario il rapporto tra segno del linguaggio
(significato + significante) e referente nella realtà (ogni lingua
codifica in modo =/=)
→
livello 2 è arbitrario il rapporto tra il significato e il significante
→
livello 3 è arbitrario il rapporto tra il significato di un segno e tutti gli altri
→
significati possibili (linguaggio va in parallelo con il pensiero linguaggio agisce
sul pensiero ritagliando porzioni di concetti e portandoli dentro al significato
linguistico) • es. su slide
→
livello 4 è arbitrario il rapporto tra il significante di un segno e tutti gli altri
→
significanti (~ suoni) [ogni lingua ha un numero di suoni inventario fonetico,
all’interno della gamma di suoni ne rende alcuni pertinenti e altri no:
→
• suoni pertinenti hanno caratteristiche distintive es. pino =/= tino (arbitrarietà
radicale: è diverso in tutto, ship =/= sheep
→
• suoni non pertinenti non hanno caratteristiche distintive es. pino = /piino/ ]
eccezioni! alcuni segni linguistici sono motivati (onomatopee, ideofoni, parole
+
vocative (tintinnare, …)), vi è sempre un minimo di arbitrarietà per quanto
riguarda il passaggio da una lingua all’altra
→ →
3) doppia articolazione unità minima della linguistica suoni che, per formare parole, si
articolano (= si uniscono tra loro). solo il linguaggio umano è doppiamente articolato
→
doppia articolazione suoni in sé privi di significato formano, articolandosi, unità
significative. da esse se ne creano altre con significato più complesso.
→ →
livello 2 prendo singoli suoni + li articolo combina verità senza significato, creo
unità con significato
→
livello 1 combino unità con significato
→ →
4) linearità proprietà del significante i suoni devono essere lineari (= in successione
temporale), concatenati →
es. lingua segni: visiva è possibile fare 2 segni contemporaneamente =/= lingua
→
segni: acustica 1 segno per volta
→
5) discretezza elemento discreto: delimitato in maniera netta dal resto. proprietà del
significante. suoni discreti = non esistono gradazioni tra essi, o ne percepisco uno o l’altro
→ →
es. b - p no suoni intermedi parare - barare
→
6) produttività/creatività posso creare una serie virtualmente infinita di segni (es. neologismi
→ →
nuove parole create). plurifunzione/onnipotenza semantica data la sua struttura è
possibile codificare un numero virtualmente infinito di significati
→
7) distanziamento linguaggio umano può formulare messaggi che si riferiscono a un dato
→ →
contesto storico/temporale. =/= linguaggio animale si riferisce solo al qui e ora libero
da stimoli spazio-temporali
→
8) ricorsività concetto matematico: un processo è ricorsivo quando si applica ciclicamente.
dal punto di vista teorico si può andare avanti all’infinito, i parlanti però non lo fanno perché
perde efficacia comunicativa (→ dimensione teorica =/= uso)
→ → →
es. scrivere riscrivere ririscrivere …
→ →
è pronto il caffè (p) è pronto il caffè che mi hai chiesto (p+r) …
→ →
9) dipendenza dalla struttura es. struttura sintattica: unioni di parole = frasi prodotto
lineare, quando decodifico non seguo la linearità ma la struttura.
→
es. io ascolto musica solo linguaggio lineare: verbi accordati con prima parola a
→
sinistra. / es. il ragazzo che ha salutato gli amici ascoltano musica agrammaticale
→ bisogna vedere l’ordine costituente:
→
10) equivocità codice è equivoco quando pone corrispondenze non biunivoche tra gli
elementi appartenenti ai due insiemi (significato + significante). quando un elemento si
associa a due elementi, il caso non è univoco.
→
es. omonimia, polisemia 1 significante + significati
→
sinonimia 1 significato + significanti
→
11) transponibilità del mezzo Jakobson, canale:
→ →
• fonico-acustico suono linguaggio
→ →
• visivo-grafico scrittura la scrittura si apprende, è un prodotto culturale, il linguaggio
nasce come fonico →
12) trasmissibilità culturale lingua tramandata ai nuovi parlanti per tradizione nella società,
→
come fatti costitutivi della società stessa apprendimento spontaneo.
(II) altri linguaggi →
a) linguaggi animali negli anni 70 alcuni sostenevano che gli scimpanzé potessero
imparare il linguaggio umano, ma erano troppo influenzati da ciò che volevano dimostrare
→ no linguaggio umano
→ →
b) linguaggi artificiali inventati dall’uomo Esperanto: lingua artificiale inventata da Ludwig
→
Zamenhof per cercare di creare una lingua unica con cui comunicare con i popoli fa
parte delle lingue artificiali perché non ha storia (non muta nel tempo), né eccezioni
[è sempre possibile creare nuovi segni]
~
COS’E’ LA LINGUA
De Mauro: linguaggio =/= lingua →
non si manifesta il linguaggio senza una particolare lingua storico-naturale manifestazione
particolare della facoltà del linguaggio.
→
linguaggio capacità innata comune alla specie
→
lingua insieme di parole che un dato popolo usa: →
• prodotto sociale della facoltà del linguaggio + insieme di convenzioni (simboli arbitrari)
arbitrarietà → →
• simboli vocali sistema verbale di suoni tramite simboli fonico-uditivi oralità
→
• carattere sociale dentro una comunità di individui
+ Sapir: metodo non istintivo (trasmesso culturalmente) per comunicare idee/emozioni tramite un
sistema di simboli volontariamente prodotti
→
apparato fonatorio per parlare, ma principalmente mangiare, ecc
lingue verbali (no obbligo contatto visivo, + distanza, suono + facilmente codificato dei gesti, doppia
→ → →
funzione si può parlare lasciando libere le mani arti diventano veri e propri strumenti evoluzione
=/= lingue dei segni
specie umana) (obbligo contatto visivo)
verbalità vs. lingua scritta
→
verbali primaria priorità storica, viene prima, scrittura arriva solo in un secondo momento;
esistono lingue solo parlate ma non lingue solo scritte; lingua parlata si apprende spontaneamente
→
con un input, lingua scritta no. priorità funzionale si usa per una gamma di intenti + vasti.
lingua scritta nasce per comunicare a lunga distanza e per la conservazione di documenti
per il linguista, la lingua è quella parlata, in quanto prioritaria. è nel parlato vivo che avvengono
innovazioni/mutamenti linguistici (lo scritto è solo per conservare)
→
riforme ortografiche tentativo di adeguarsi al modo in cui le parole si pronunciano (ortografia =/=
sistema fonetico, es. inglese)
→ →
linguisti no basarsi su testi letterari/classici (grammatica, ecc) li si usa, ma non come esempi
di “buona lingua”
arbitrarietà
→
• vantaggi rende il linguaggio più versatile/flessibile, produttivo e potente (doppia articolazione) /
presuppone di un patto sociale all’interno di una comunità, non si può prescindere dalla
dimensione sociale
→ →
• svantaggi se per ogni segno vi è una convenzione significato-significante problemi memoria
→
carattere sociale della lingua condivisa con un gruppo di parlanti
→
lingua “condivisa”, non è per forza uguale ovunque (monolitica) varia a livello sociale (es. ita bo
=/= ita napoli). varia notevolmente (sincronicamente = dato momento storico) attraverso diversi
assi di variazione. può variare da individuo a individuo (idiolettico).
→
irripetibilità del segnale le singole realizzazioni di date parole non saranno mai completamente
→
identiche segnale vocale irripetibile, ma nonostante ciò il parlante recepisce il segnale. questo
→
perché vi sono due livelli (realizzazione concreta + rappresentazione astratta) infinite
→
realizzazioni concrete per una sola rappresentazione astratta (significante immagine acustica,
→
significato immagine reale)
→
meccanismo di astrazione rapporto mentale fondamentale per parlanti e linguisti
Saussure: langue vs parole
→ →
langue astratto, collettivo*/sociale riguarda “tutti”, discorso collettivo
→
parole esecuzione linguistica individuale di un parlante in un dato momento storico
Jakobson: codice vs messaggio
→
codice insieme unità base/regole
→
messaggio ciò che di concreto formulo
Chomsky: competenza (competence) vs esecuzione (performance)
→
competenza ciò che l’individuo* sa della lingua
→
esecuzione ciò che l’individuo fa linguisticamente
→
per Saussure il vero oggetto dell’analisi è la langue capire come sono fatte le lingue e se è
possibile perché per arrivare alla langue bisogna usare la parole
~
ASSI DI VARIAZIONE DELLE LINGUE
→
• variano nel tempo mutamento linguistico
→ →
variano attraverso altri assi di variazione sincronicamente sociolinguistica
• →
1. diastratica varia tramite stratificazione sociale / persone che appartengono a =/= stati della
società sono esposte a modelli linguistici =/=
es. per gruppo di appartenenza/livello di istruzione (colti/semicolti/incolti), ita popolare vs ita
standard
→
2. diafasica attraverso situazioni comunicative (anche del singolo parlante) e del ruolo
reciproco dei parlanti. 2 sottogruppi:
→
• variazione di registro carattere in/formale della situazione comunicativa e del ruolo
reciproco dei parlanti
es. comprare vs acquistare
→
• variazione di sottocodice argomento e sfera di contenuti a cui si fa riferimento
es. mal di testa vs cefalgia
→
3. diamesica attraverso il canale fisico usato (parlato/scritto). connesso a 2
scritto vs parlato:
→
• scritto + accurato / + tempo / + pianificazione / + scelta lessicale / + ipotassi / -
s
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