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Linguistica Generale

Appunti di Linguistica Generale 1 basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Masini dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Glottologia e linguistica generale docente Prof. F. Masini

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ESTRATTO DOCUMENTO

[o] posteriore / medio-alta / non labializzata / orale es. ita: bótte, torre, voce

[ɔ] posteriore / medio-bassa / non labializzata / orale es. ita: bòtte, toro

[ɑ] posteriore / bassa / non labializzata / orale es. eng: car

[ in ita [o] vs [ɔ] vale solo per accenti tonici, in posizione atona si usa solo [o] ]

CONSONANTI

flusso d’aria incontra un ostacolo a livello della cavità orale

sonore (se pliche vibrano) vs sorde

classificazione: 3 criteri

1) sonorità/non sonorità

2) modo di articolazione

• occlusivo ostruzione totale del flusso d’aria, poi rilascio istantaneamente aria in maniera

“esplosiva”

es. [p], [b] →

• fricativo/spirante ostruzione non totale, organi si avvicinano, aria produce una frizione,

suono può essere tenuto per qualche secondo

es. [f], [v] →

• affricate mettono insieme proprietà occlusive e fricative (occlusive che finiscono con

fricative). blocco passaggio aria + rilascio come nelle fricative

→ →

es. [tʃ] cena / [dʒ] gioco

• nasali sfruttano la cavità nasale e non quella orale, ostruzione nella cavità nasale / solo

sonore

es. [n], [m]

• laterale occlusione in modo che l’aria nella cavità orale passi ai lati / sempre sonore

es. [l] →

• vibranti ostacolo prodotto da un organo mobile che produce ostruzione vibrando / solo

sonore

es. [r] →

• approssimante/semi-consonanti/semi-vocali suoni a metà strada tra consonanti fricative

e suoni vocalici. portando la lingua verso il palato si crea un’ostruzione fricativa da suono

vocalico si trasforma in consonantico / sempre sonore

→ →

es. [j] ieri, [w] uomo

→ →

i + u + vocale tonica: dittongo ascendente es. piede [pjɛde]

dittongo discendente [i]

3) luogo di articolazione

• bilabiale unione delle labbra

occlusive [b], [p]

• →

fricative [β] es. spa: hube

• →

nasali [m]

• →

• labiodentale avvicinamento labbro inferiore + denti superiori

fricative [f]

• →

affricate [pf] es. ted: apfel

• → →

nasali [ɱ] es. ita: invano [iɱvano] compare prima di un suono labiodentale

• →

• dentale/alveolare/post-alveolare parte da denti ad alveoli

a. interdentale apice tra denti sopra e sotto

• fricative [θ] es. eng: bath [baθ], [ð] es. eng: that [ðæt]

b. post-alveolare/palatale

• fricative [ʃ] es. ita: scena [ʃɛna], [ʒ] es. fr: je [ʒə]

• affricate [tʃ] es. ita: ciao [tʃao], [dʒ] es. ita: giallo [dʒallo]

c. alveolare/alveo-dentale

• occlusive [t] es. ita: tempo, [d] es. ita: dente

• fricative [s] es. ita: sei [sɛi], [z] es. ita: asma [azma]

• affricate [ts] es. ita: pezzo [pɛttso], [dz] mezzo [mɛddzo]

• nasali [n] es. ita: nano

• laterali [l] es. ita: letto [lɛtto]

• vibranti [r] es. ita: rana

• retroflesso lingua movimento verso l’indietro, ~ ricciolo / varietà ita meridionale

[ɖ] es. siciliano: ladro [laɖro], sardo: nulla [nuɖɖa]

• palatale dorso lingua si alza verso il palato

• fricativo [ç] es. ted: ich [iç]

nasale [ɲ] es. ita: regno [reɲɲo]

• →

laterale [ʎ] es. ita: paglia [paʎʎa], es. spa: llano [ʎano]

• →

approssimante [j] es. ita: ieri [jɛri]

• →

• velare velo palatino

• occlusive [k] es. ita: caro [karo], [g] es. ita: gonna [gonna]

fricative [x] es. ted: bach [bax]

• → →

nasale [ŋ] es. ita: anche [aŋke] prima di un suolo velare

• →

approssimante [w] es. ita: uovo [wovo]

• →

• uvulare dorso lingua a contatto con ugola

• faringale radice lingua a contatto con parete posteriore faringe

• glottidale/laringale sorgente rumore nella glottide

occlusiva [ʔ] colpo di glottide, es. ted: auch [ʔaox]

• →

fricativa [h] sorda, es. eng: hat [hæt]

FONETICA SOPRASEGMENTALE/PROSODIA

1) sillaba unità costituita da 1/+ foni agglomerati attorno ad un picco di intensità. in ogni

sequenza fonica vi sono variazioni di intensità, quella più alta è il picco di intensità, ovvero

dove si annida la sillaba

simbolo sillaba: σ (sigma) / ogni sillaba è formata da un nucleo, attorno al quale vi possono

essere consonanti prima (attacco) o dopo (coda): nucleo + coda = rima

• sillaba aperta no coda, finisce per vocale

• sillaba chiusa coda, finisce per consonante →

es. A.MO.RE // . = simbolo IPA per divisione in sillabe / A = aperta, minima; MO aperta,

attacco+nucleo; RE = aperta, attacco+nucleo

es. TRON.CO // TRON = chiusa; CO = aperta, attacco+nucleo

in ita il nucleo è sempre costituito da vocali, ma non è così in tutte le lingue

es. ceco: krk [k.r.k.] // = simbolo per nucleo sillabico

es. eng: cattle [katl] →

spesso le sonore fungono da coda liquide (laterali, nasali, vibranti)

2) accento tratto relativo, dato un insieme di sillaba mette in rilievo una sillaba rispetto alle

altre →

• accento tonico accentato

• accento atono non accentato

simbolo IPA: [‘] apice prima della sillaba accentata

es. [‘stra.da] (stra = accentato) / [‘kan.to] = canto / [kan.’to] = cantò

nelle parole monosillabiche (es. già) si può omettere.

alcune parole lunghe possono aver 2 accenti, uno primario e uno secondario.

simbolo IPA accento secondario: [,] →

es. capostazione [,kapostat’tsjo:ne] ka = accento secondario, tsjo = accento primario

in ita l’accento è mobile/libero e può essere distintivo parole formano coppie minime (in

francese è fisso)

es. [aŋ‘kora] =/= [‘aŋkora]

3) toni sillabe prodotte con =/= altezza (= frequenza di vibrazione laringea)

non esiste per tutte le lingue / lingue a toni/tonali africane, giapponese, cinese

4) intonazione proprietà dell’intero enunciato

• affermazione, esclamazione, domanda

focalizzazione contrastiva focalizzo su una parola, cambia il significato della frase

5) lunghezza/durata vocalica

simbolo IPA: [:], quando si usa il suono prima è lungo

in ita sono lunghe tutte le vocali toniche nelle sillabe aperte, mentre le vocali toniche a fine

sillaba non son mai lunghe

es. cane [‘ka:ne] ka = sillaba aperta + tonica

canne [‘kanne] kan = sillaba chiusa più tonica

città [tʃit’ta] ta = sillaba aperta + tonica

6) lunghezza/durata consonantica

simbolo IPA: [:] quando si usa il suono prima è lungo

es. canne: • [‘kan:e]

• [‘kanne]

per affricate:

es. pezzo: [‘pɛtstso] / [‘pɛt:so] / [‘pɛttso]

in ita approssimanti [j], [w] + fricativa [z] + nasali [m], [ŋ] sono brevi

palatali [ʃ], [p], [ʎ] + affricate alveolari [ts], [dz] sono lunghe in posizione intervocalica o

tra vocale e approssimante

TRASCRIZIONE FONETICA: VADEMECUM

inserita tra parentesi quadre [ ]

• segnare accento prima della sillaba accentata ‘

• segnare lunghezza vocalica (no nei monosillabi):

• ita: vocali lunghe accentate in sillaba aperta

segnare lunghezza consonantica :/doppio simbolo

• →

ita: i a volte è un espediente grafico foneticamente no i

• es. sciarpa [‘ʃarpa]

ita: i e u sono sia vocali [i], [u] che approssimanti [j], [w] quando seguiti da vocale tonica

• ita: nasale è:

• 1) [ɱ] labiodentale se prima di [f], [v]

2) [ŋ] velare se prima di [k], [g]

3) [n] alveolare

~ FONOLOGIA

studia i suoni delle lingue nelle loro caratteristiche funzionali (fonemi), ovvero in quanto

linguisticamente rilevanti

fono = realizzazione concreta di un suono di una data lingua.

fonema = fono con valore distintivo: non ha significato in sé, contribuisce a distinguere i significati

capire come i fonemi si combinano fra loro per formare sillabe/parole sequenze: possibili =/=

impossibili/malformate

come i suoni si possono influenzare tra loro quando sono in combinazione

es. scontento =/= sdrenato

capire quali sono i fonemi di una lingua

1) test della coppia minima (→ Trubeckoj): 2 suoni compaiono nello stesso identico contesto;

coppia di parole = in tutto tranne che per un fono

es. [‘ka:ro] ~ [‘ka:lo] [r] e [l] fonemi

es. [‘ka:ro] ~ [‘ka:ʀo] [r] e [ʀ] NO fonemi

2) rappresentazione → → → → → →

• trascrizione: langue fonologia fonema / / (parole fonetica fono [ ])

• confine: rappresentato con # a fine + inizio parola

• contesto: alcune sequenze sono possibili solo in alcune lingue

CLASSIFICAZIONE 3 regole di Trubeckoj

1) varianti libere quando 2 suoni della stessa lingua compaiono nelle stesse posizioni e si

possono scambiare senza causare una variazione di significato 2 varianti fonetiche

facoltative/libere di un unico fonema

es. [‘ka:ro] ~ [‘ka:ʀo]

2) fonemi quando 2 suoni compaiono nelle stesse posizioni e non possono essere

scambiati senza causare variazione di significato 2 realizzazioni fonetiche di 2 fonemi

diversi

es. [‘ma:re] ~ [‘mi:re] →

3) varianti combinatorie/allofoni quando due suoni simili dal pov. articolatorio + non ricorrono

nello stesso contesto 2 varianti combinatorie di un unico fonema

es. nasale: [‘aŋkora] ~ [iɱvano]

→ →

[fonema langue (/ /) entità astratta

foni parole: →

realizzazione di due fonemi diversi distribuzione contrastiva

• →

realizzazione di più varianti di un unico fonema distribuzione complementari: allofoni

• es. allofoni /n/: →

1) [ɱ] ___f/v

2) [ŋ] ___k/g

3) [n] altri contesti

REGOLE FONOLOGICHE regola astratta che ci dice che una certa unità si trasforma in un’altra

in un determinato contesto

• c tʃ/_____+i

• g dʒ/____+i es. piangi [‘pjandʒi]

DESONORIZZAZIONE consonanti sonore a fine parola

• d t /___# es. ted: hund=t

• g k /___# es. rus: книг=k

• v f /___# es. rus: romanov=f

SONORIZZAZIONE usando i tratti distintivi di Jakobson

• s z / #_ {d b v}

• s z / #_C →

TRATTI DISTINTIVI + BINARISMO ogni fonema è caratterizzato dalla presenza (+) o

dall’assenza (-) di uno o più tratti distintivi, che fanno parte della teoria fonologica del binario

es. [+/- sonoro]

REGOLE FONOLOGICHE

1) cambiamento dei tratti

• esempi desonorizzazione consonanti a fine parola

• assimilazione →

a. totale il segmento che causa l’assimilazione rende il segmento assimilato = a

se stesso →

b. parziale il segmento che causa l’assimilazione rende il segmento assimilato

parzialmente = a se stesso

i. progressiva segmento che causa l’assimilazione è prima di quello assimilato

ii. regressiva segmento che causa l’assimilazione è dopo di quello assimilato

1. adiacente tra 2 segmenti adiacenti nella sequenza fonica

2. non adiacente/a distanza tra due segmenti non adiacenti:

• metafonesi/umlaut fenomeno di assimilazione (parziale o totale)

regressiva a distanza. es. ted: vocale tonica si palatalizza per la presenza di

una palatale alta →

• armonia vocalica fenomeno per cui le vocali entro un determinato

dominio tendono ad assimilarsi

- diacronica es. lat: factum ~ ita: fatto

- sincronica

• dissimilazione un segmento si differenzia da altri segmenti nelle sue vicinanze

es. lat: arborem ~ ita: albero

2) cambiare l’ordine dei segmenti

• metatesi fenomeno frequente in diacronia, in sincronia produce i lapsus

3) cancellare segmenti frequente nei processi di formazione di parola

• cancellazione di vocale es. fama+oso = famoso

• cancellazione di sillaba/aplologia es. eroico+comico = eroicomico

4) sandhi “fusione” in sanscrito, avviene tra fine 1 parola e inizio di un’altra

• raddoppiamento sintattico/fonotattico allungamento consonante iniziale di una parola

per l’influsso della precedente

METODO COMPARATIVO

1) individuare liste di forme (parole) da lingue differenti

scegliere porzioni di lessico stabili numerali, nomi di parentela, parti del corpo

2) individuare eventuali corrispondenze di suono tra esse per sancire o meno la parentela tra

lingue

3) ricostruire il sistema in una ipotetica protolingua

testimonianze scritte antiche di fondamentale importanza per ricostruire le protolingue.

metodo storico-comparativo si usano le lingue più antiche sanscrito, latino, greco antico,

gotico, antico slavo ecclesiastico

→ →

(•••) LEGGE DI GRIMM (1822) mutazione/rotazione consonantica germanica corrispondenze

che riguardano il rapporto tra lingue indoeuropee e germaniche

→ →

1) sanscrito, greco, latino occlusive sorde ~ germaniche fricative sorde

→ →

2) sanscrito, greco, latino occlusive sonore ~ germaniche occlusive sorde

→ → →

3) sanscrito occlusive sonore aspirate + latino occlusive/fricative sorde ~ germaniche

occlusive sonore

ricostruzione (simbolo IPA: *) indoeuropea per fratello: *bhrátēr

LEGGE DI VERNER (1876) per le “eccezioni” della legge di Grimm

→ →

vere eccezioni ě toniche latino in italiano a fine sillaba di solito [jɛ], ma anche [e] un tempo

era sempre [jɛ], ma è stato sostituito nel tempo per analogia tendenza dei parlanti di

regolarizzare il sistema linguistico

DOPPIA ARTICOLAZIONE

a. seconda articolazione unità prive di significato: sillabe, fonemi + foni, tratti distintivi

b. prima articolazione unità dotate di significato: parole, …

~ →

MORFOLOGIA livello di analisi che studia la struttura interna delle parole + da conto alla

competenza morfologica e lessicale dei parlanti di una data lingua

regole di buona formazione come sono fatte le parole di una lingua + forme che possono

• assumere →

categorie lessicali/grammaticali informazioni associale alle parole

• regola di buona formazione delle parole (RFP)

• →

~PAROLA concetto ambiguo

occorrenza ogni realizzazione concreta in un testo: “unità” separate da spazio bianco (token)

• → →

lessema/lemma entità astratta che fa parte del lessico mentale (langue) per convenzione si

• indica con il maiuscolo / rapporto astratto di tutte le forme flesse, es. AMARE

forma (flessa) forme concrete (parole) dei lessemi che compaiono nelle parole / nelle frasi

• →

concrete sempre forma flessa di un dato lessema, es. AMARE amai

CLASSIFICAZIONE DELLE PAROLE

tipi di parole variano dal punto di vista intra- e interlinguistico

1) per categorie di appartenenza

• classi di parole (nome + pronome + articolo + aggettivo + verbi + preposizione + avverbi +

congiunzione + interiezione) categorie grammaticali, sintattiche + parti del discorso

sono soggette a variazione interlinguistica e a mutamento linguistico possono cambiare nel

tempo (si tratta di ricategorizzazione, il fenomeno diacronico per cui un elemento appartenente

ad una data categoria finisce per appartenere ad un’altra)

a. variabili assumono forme =/= (si flettono) quando compaiono all’interno delle frasi

b. invariabili rimangono sempre le stesse

→ →

i. aperte possono espandersi, aggiungendo neologismi categorie lessicali maggiori:

nomi + verbi + aggettivi + avverbi

→ →

ii. chiuse formate da un numero finito e limitato di elementi categorie lessicali minori:

articolo + pronome + preposizione + congiunzione + interiezione

• sottoclassi di parole le parole appartenenti ad una classe non hanno tutte le stesse

proprietà, rappresentabili con sistema di tratti binari [+/-]

2) per tipo di struttura interna

• parole semplici senza struttura interna

• parole complesse con struttura interna

a. derivate parola semplice + elemento legato

b. composte composta da più parola

→ →

~MORFEMA unità (dotata di significato) intermedia tra fonema e parola è l’unità minima

dotata di significato della lingua

→ →

es. parola: cane 1 • significato lessicale morfema lessicale: can-

→ →

2 • significato grammaticale (+ flessivo) morfema grammaticale -e

parole semplici costituite da un morfema lessicale radicale + eventualmente, 1/+ morfemi

• grammaticali flessivi

parole complesse derivano da parole semplici attraverso una serie di processi che creano

• nuovi lessemi fonetica/fonologia morfologia

livello astratto fonema morfema

livello concreto fono + allofono morfo + allomorfo

morfema plurale in inglese

a) -cons sorda [s] sorda

b) -cons sonora / vocale [z] sonora ALLOMORFI

c) -cons (fricative/affricate) stridenti [ɪz]

allomorfi in ita

i / gli

• →

in- / ir- / il- / im- per assimilazione

• → →

SUPPLETTIVISMO caso estremo di allomorfia quando vi sono radicali =/= all’interno di una

serie morfologica/di uno stesso lessema

→ → →

flessione es. verbo andare vad- / and- ha due radici supplettive

• →

derivazione es. acqua ~ idrico, cavallo ~ equestre

Varrone distingue due tipi di procedimenti per formare parole:

1) naturale per effetto delle =/= funzioni/posizione all’interno di una frase

2) volontario arbitrario, crea nuove parole

oggi si parla di →

1) flessione processo che crea forme flesse (es. casa, case + amare: amo, ami, ..) /

elemento semantico grammaticale relativo alle categorie grammaticali parole

appartenenti a classi di parole (nomi, verbi, ..) =/= hanno categorie grammaticali (genere,

numero, …) =/= → →

2) formazione delle parole/lessemi crea nuovi lessemi (es. casa casetta) tramite 2

processi principali (+ altri):

derivazione crea nuove parole partendo da una parola già esistente + aggiunge un

• morfema legato (affisso)

→ → →

3 tipi: 1 • prefissi prefissazione 2 • suffissi suffissazione 3 • infissi infissazione

(aggiunge al centro)

composizione crea nuove parole unendo 2 parole esistenti

CATEGORIE GRAMMATICALI

1. genere sistema di classificazione di nomi + aggettivi che può seguire =/= principi

valori: M • F • N • animato/inanimato (al posto di M/F)

in rus: anche nei verbi al passato

rientra nella flessione inerente genere semantico non sempre coincide con genere

grammaticale es. ted: das mädchen, ita: sentinella

l’attribuzione del genere varia da lingua a lingua

negli aggettivi la flessione è contestuale bello M ~ bella F

2. numero nomi + verbi + aggettivi

valori: sing/pl • duale (2 entità) • triale (3 entità) • paucale (4/5 entità)

3. caso nomi / indica la funzione sintattica

valori: nominativo (soggetto) • accusativo (oggetto) • genitivo • dativo • casi locativi

4. persona pronomi + verbi

valori: prima • seconda • terza / prima e seconda sono valori indispensabili all’interno dell’atto

comunicativo (mittente + destinatario)

categoria deittica valore contestuale, no referenza stabile

5. tempo verbi + nomi (in alcune lingue)

valori: passato • presente • futuro

mette in relazione il momento in cui si realizza l’evento di cui parlo e il momento in cui lo

enuncio distinzione tra passato e presente, commistione con futuro (es. domani vado a

Firenze) →

6. modalità codifica l’atteggiamento del parlante nei confronti di ciò che dice (enunciato

dichiarativo =/= non dichiarativo, ordine, domande, …) / possono venire codificati nel sistema

linguistico dei modi del verbo, ovvero paradigmi flessionali dedicati

7. diatesi/voce

valori: • attivo →

• passivo prende un evento e mette in primo piano l’entità che lo subisce invece di

dare risalto allo scatenante / non sempre ad ogni passivo corrisponde un attivo

8. aspetto riguarda la competenza del tempo

valori: • imperfetto non competo / non specifico se è completo o meno

• perfettivo

9. azionalità che tipo di evento codifica il verbo

→ →

valori: • stativi stare / essere no evoluzione

→ →

• non stativi/processuali imparo non so, comincio a sapere, finisco per sapere:

• incoativi descrivono l’evento focalizzandosi sulla parte iniziale (comincio a)

→ →

• durativi focus sull’atto stesso es. guardare

→ →

• risultativi focus sulla fine es. raggiungere

GLOSSE MORFEMICHE interlineari→ metodo di rappresentazione per descrivere parole

→ →

lingua a originale si identificano i morfemi

(→ traslitterazione)

lingua b glossemi

(→ traduzione)

simboli: - differenzia i morfemi / . specifica le caratteristiche del morfema

es. ancill-ae or-ant

glosse: maid-F.PL.NOM pray-3.PL

trad: the maids are praying

\PAROLE DERIVATE/DERIVAZIONE processo di formazione di nuovi lessemi tramite l’aggiunta

di un affisso ad una parola

→ parola (base/parola in entrata/input) + affisso (prefisso/suffisso/infisso) = nuova parola (derivato/

parola in uscita/output) →

es. industria = base + suffisso derivazione -ale industriale: aggettivo derivato nominale (=

prende 1 nome e restituisce 1 aggettivo) nome = categoria in entrata / aggettivo = categoria in

uscita →

significato deve rimanere costante nel corso della derivazione a livello sincronico per far si che

la parola sia derivata

→ →

es. industria industriale industrializzare

→ →

accettare accettabile accettabilità

→ →

agire x agibile agibilità agire x agibile: semantica =/=: no derivata a livello sincronico

processi di derivazione binari quando ho più di un affisso, li aggiungo uno alla volta

es. accettabilità accetta + bil +ità

→ accetta + bile

→ accettabile + ità

→ →

[[[accetta] +bile] +ità] base di accettabilità è accettabile

complessità base di derivazione può essere:

parola semplice

• parola derivata

• →

parola composta (es. base: crocerossa crocerossina)

analisi:

1) individuare elemento radicale ultimo (radice)

2) identificare affissi

3) se più affissi principio di binarietà: capire l’ordine (2 elementi per volta) + quale stadio

intermedio è semanticamente corretto

metodo di rappresentazione:

1) diagramma ad albero

2) parentesi etichettate ogni parola si scrive tra [ ] + fuori in pedice si scrive il tipo di

categoria

es. [[dubita] +bile] / [in+ [[dubita] +bile] ] / [[in+ [[dubita] +bile] ] +mente]

v agg v agg agg v agg agg avv

PROCESSI DERIVATIVI cambiano categoria lessicale

in ita suffissi cambiano categoria lessicale alla base eccezione: suffissi valutativi (diminutivi,

ecc) / prefissi non cambiano la categoria della base può cambiare il tratto semantico però (es.

N[+umano] N[-umano]

STRUTTURA ([ ] = base / x, y = categorie lessicali maggiori, parole aperte)

• [pref+ [ ] ]

y y

• [[ ] +suff]

x y

TESTA (head) DI DERIVAZIONE (testa =/= base) →

costituente (parte della parola in uscita) che passa varie info alla parola derivata categoria

lessicale, tratti semantici, tratti morfosintattici

il processo si chiama percolazione / generalmente la testa è a destra, ma non nei valutativi

CONDIZIONI DI BUONA FORMAZIONE DI LESSEMA non sono liberi ma vincolati

restrizioni:

1) sulla selezione della base

→ ogni affisso seleziona determinate basi e non altre

→ →

es. -zione suff, crea N a partire da V -zione seleziona V

-bile suff, crea Agg a partire da V

-izzare suff, crea V a partire da N/Agg →

normalmente i suffissi selezionano una sola base ipotesi della base unica, che però non

→ →

regge ipotesi della base unica modificata selezionano basi con categorie simili (es N/

Agg) non vale/regge per i prefissi

2) blocco lessicale

→ serve ad evitare ridondanze all’interno del lessico, principalmente quando ci sono più

→ →

formazioni in competizione nel lessico vi è una parola con significato x blocco

formazione di altra parola di stesso significato x

es. comandante →

.comandatore . = formata correttamente, ma non esistente

3) ricorsività riapplicazione ciclica di uno stesso processo

in prefissi si applica spesso liberamente, nei suffissi no perché cambia la categoria della

base (tranne per suffissi valutativi)

scomposizione morfemi =/= regole della formazione parole

es. accettabile →

• scomposizione morfemi acett+a+bil+e

• regole della formazione parole [[accetta(re)] +bile]

v agg

DIACRONIA DELLA MORFOLOGIA

formazione affissi tramite grammaticalizzazione (mutamente all’interno delle lingue per cui

partendo da una forma libera (parola) con significato lessicale, essa assume un significato più

grammaticale) morfema legato/ausiliare

es. ita: -mente da lat: mens, mentis

in lat vi erano costrutti agg + mente (ablativo di mens). a forza di ciò, perde la propria

autonomia sintattica e diventa suffisso in spa =, ma in alcuni casi in coordinazione si può fare

avv senza mente + avv -mente

ita: mica

diventa una marca di negazione / mica = mollica, non mangio mica = non mangio nemmeno

una mollica da qui si diffonde in altri contesti, diventando rafforzativo di non

eng: -hood da antico eng: had

usato come secondo costituente all’interno di composti, significato = “condizione di N” / perde

autonomia sintattica ma rimane nei composti, diventando un suffisso

casi particolari:

conversione/derivazione a 0

• → → →

es. [vicino]agg [vicino]n / [mangiare]v [mangiare]n / eng: [google]n [google]v

[ [ ]x ]y oppure [ [ ]x 0]y testa esterna alla struttura

parasintesi processo di formazione di v a partire da n/agg, in cui vi è un’aggiunta

• contemporanea di pref + suff (sembra violare il principio di binarietà, non ve ne è uno che viene

→ →

prima dell’altro) circumflisso/afflisso discontinuo un unico afflisso che si manifesta in due

afflissi =/= → →

[ pref- [base]n/agg -suff]v es. inglobare in+ globo + a(re) inglobo non esiste, globare non

esiste

tipo “discoteca”

• →

disco (morfema libero) + -teca (morfema legato) =/= bile, -teca ha significato in sé, ha

proprietà semantiche di un morfema libero ma viene usato come morfema legato semiparola/

affissoide. spesso usa elementi neoclassici (deriva dal latino/greco). si dividono in:

1) prefissoide cerebroleso

2) suffissoide colorificio →

3) parole completamente formate da 2 semiparole genocidio

i composti neoclassici sono a metà tra derivazione (parola + affisso) e composizione (parola +

parola) →

\COMPOSIZIONE formazione di lessemi tramite unione di due lessemi/parole

parole in entrata = costituenti

• parole in uscita = composti

• →

es. [alto]agg [piano]n [ [alto]agg [piano]n ]n

STRUTTURA

[ ]x [ ]y [ [ ]x R [ ]y ]z / R= relazione grammaticale sottintesa; x, y, z categorie aperte, in entrata

anche preposizioni (es. sottoscala); z spesso n

→ →

RICORSIVITÀ applicazione di un processo competitivo ad una parola già composta limitata

in ita [v- [v+n]n ]n, libera nelle lingue germaniche

TESTA test: “è un” / costituente che passa alla parola complessa:

1) categoria lessicale

2) tratti semantici

3) significato lessicale → →

PERCOLAZIONE (“la testa percola”) posizione della testa =/= a seconda della lingua eng:

dx, ita: dx/sx

non tutti i composti hanno una testa che percoli le info necessarie al composto

→ → → → →

[v+n n / v+v n / p + n n / n + a n / a + n n]

CLASSIFICAZIONE COMPOSTI

2 parametri:

1) parametro testa →

1) composti endocentrici con testa interna

es. camposanto →

2) composti esocentrici no testa interna

es. portalettere

2) parametro R

r = relazione semantico-grammaticale che si instaura tra i due costituenti senza che ci sia

una marca visibile

1) composti subordinati →

2) composti coordinati/bitesta articolo prende genere prima parola perché testa è a sx

3) composti attributivi

REGOLE DI AGGIUSTAMENTO

1. cancellazione di vocale/sillaba/suffisso →

2. sostituzione della vocale finale di parola nei composti neoclassici per semiparola di origine

greca diventa -o, per semiparola di origine latina diventa -i

INTERAZIONE TRA COMPOSIZIONE E FLESSIONE

composti variabili

• →

1) [parola1 + parola2] + fless tra cui composti neoclassici

2) [parola1] + fless + [parola2] es. capistazione

3) [parola1] + fless + [parola2] + fless es. mezzelune

composti invariabili

• 1) [parola1 + parola2] →

2) [parola1] + [parola2 + fless] es. portalettere

COMPOSIZIONE VS SINTASSI →

composti = atomi sintattici (come tutte le parole) no manipolazioni da parte della sintassi

es. Giorgio porta ombrelli / grandi ombrelli

un portaombrelli / un grande porta ombrelli, no un porta-grandi-ombrelli

no modificazioni sintattiche, sono una parola sola

• no antecedente di una anafora

• no coordinato (es. ha comprato un portariviste e -libri NO)

PROCESSI

- reduplicazione

• totale meccanismo di reduplicazione/intensificazione

• parziale reduplica solo la prima parte di parola (es. ben-benino)

- →

parola sintagmatiche/polirematiche semi-complessi con valore lessicale (es. carta di credito).

sembrano un sintagma nominale, ma hanno un significato idiomatico/convenzionalizzato

• nomi sintagmatici →

• verbi sintagmatici phrasal verbs

• unità lessicali superiori alla parola espressioni multi-parola/idiomatiche

- accorciamenti →

• cancellazioni es. prof da professore

• ipocoristici procedimenti di formazione di nomignoli da nomi propri es. Toni da Antonio

• parole macedoniche da abbreviazioni di parole =/=, blends es. motel = motor + hotel

• acronimi basati sulle lettere/suoni iniziali o su sillabe/gruppi di lettere/suoni iniziali

→ →

• prestiti possono restare invariati o adattati es. google googlare

• calchi prendo parole da una lingua di partenza e ne traduco i pezzi. 2 tipologie:

1) traduco + tengo anche ordine es. eng: school bus scuolabus

2) traduco + cambio ordine es. eng: skyscraper grattacielo

~

SINTASSI →

studia il modo in cui le parole si combinano tra loro per formare unità di livello superiore parole

= unità più alte/di arrivo della morfologia e più basse/di partenza della sintassi.

competenza sintattica nativi distinguono frasi grammaticali da agrammaticali.

secondo la grammatica generativa di Chomsky la buona formazione della frase può essere

indipendente dalla semantica.

agrammaticalità ordine dei costituenti / presenza/assenza di determinate parole-funzioni /

selezione elementi che vanno attorno al verbo (perno della frase)

il verbo deve essere accompagnato da un certo numero di elementi affinché la frase sia

grammaticale nozione di valenza (deriva da chimica): Tesniere importa il concetto in linguistica:

• numero di elementi che devono accompagnare una determinata parola affinché la sequenza sia

grammaticale (“saturare la valenza”) valenza verbale: quanti sono gli elementi obbligatori

(argomenti) da inserire in una frase / esistono anche elementi facoltativi aggiunti/circostanziali,

che si possono aggiungere al nucleo formato da verbo + argomento, indipendentemente dalla

valenza

classi di verbi secondo valenza:

→ →

0 valenti 0 argomenti in ita: verbi meteorologici, eng: “it”, =/= dai casi di soggetto sottinteso

• → →

monovalenti 1 argomento tipicamente intransitivi

• → →

bivalenti 2 argomenti tipicamente transitivi

• → →

• trivalenti 3 argomenti anche detti “ditransitivi”, es. dare/mettere

QUADRO DI CATEGORIZZAZIONE altre info, es. [+/- animato]

argomento 0 è possibile non metterlo

AGGIUNTI mobili vs ARGOMENTO

SINTAGMI costituenti intermedi della frase (parole>sintagmi>frase)

può essere un argomento/circostanziale, una/più parole

per identificarli struttura costituenti/sintagmatica:

criteri:

- →

movimento le parole di un sintagma si spostano assieme

- →

enunciabilità in isolamento parole di un sintagma possono essere pronunciate da sole (es.

domanda - risposta)

- →

test commutabilità/sostituzione se 1 costituente complesso è sostituibile da uno semplice / si

usano in particolare pronomi test della proforma

- test della proforma

TIPI DI SINTAGMI categorie

test della coordinabilità coordinazione unisce elementi con la stessa funzione/categoria

sintagma preposizionale (ita: sp / end: pp) sintagma costruito attorno ad una preposizione

• →

sintagma nominale (ita: sn / eng: np) costruito attorno al nome

• →

• sintagma aggettivale (ita: sagg/ eng: adjp) costruito attorno l’aggettivo

sintagma verbale (ita: sv / eng: vp) costruito attorno al verbo

• →

determinanti elementi che determinano il nome (es. articolo, agg dimostrativo)

• →

TESTA DEI SINTAGMI elemento attorno al quale è costituito il sintagma

RAPPRESENTAZIONE permette di disabituare frasi ambigue + cogliere regolarità tra struttura

apparentemente =/=

1) in celle

i poliziotti hanno catturato il ladro

i poliziotti hanno catturato il ladro

i poliziotti hanno catturato il ladro

i poliziotti hanno catturato il ladro

F

SN SV

Det SN SV SN

Det N SP SV Det SN

Det N P N Aux SV Det N Agg

la zia di lia ha picchiato quel ragazzo brutto

2) parentesizzazione

[ [ [i]Det [poliziotti]N ]SN [ [ [hanno]Aux [catturato]V ]SV [ [il]Det [ladro]N ]SN ]SV [ [a]P

[mezzanotte]SN ]SN ]F

3) diagramma ad albero

STRUTTURA X’

→ si rappresenta introducendo un livello intermedio di rappresentazione, resa dal simbolo + ‘

struttura x-barra quando il determinante è detto specificatore

X’’ / SX livello del sintagma

spec specificatone

X’ livello intermedio (solo per SN e SP)

X/X° testa

compl complemento

~FRASI gruppi di parole con senso compiuto

predicatività solitamente formata da soggetto e predicativo, in dipendenza reciproca

DEFINIZIONE SOGGETTO 3 livelli (possono essere realizzati tutti e 3 da un unico argomento):

1) persona/cosa che fa l’azione definizione semantica

2) persona/cosa di cui parla il predicato definizione comunicativa/informativa

3) argomento che accorda obbligatoriamente con il verbo = stessa persona + numero del

verbo definizione morfo-sintattica

→ le categorie grammaticali (numero, persona, ..) sono il punto di incontro tra sintassi e

morfologia

→ accordo: quando 2 forme presentano gli stessi valori di 1/+ categorie grammaticali

→ →

es. la macchina rossa / macchina = testa Art + Agg (target) si accordano a nome

flessione contestuale

REGGENZA 1 elemento assegna un dato valore relativo ad una categoria grammaticale/ad un

altro elemento

livello terminologia

1) semantico • ruoli semantici:

agente + esperiente + paziente + beneficiario +

strumento + causa + possessore

2) comunicativo • funzione comunicativa/informativa:

tema + rema

3) sintattico • funzione sintattica:

soggetto + predicato + oggetto + circostanziale

CLASSIFICAZIONE DELLE FRASI

1) complessità →

• frase semplice rapporto di coordinazione/subordinazione

• frase complessa frase principale + subordinata/secondaria/dipendente

2) dipendenza principali spesso indipendenti

3) modalità

• dichiarative/imperative

• interrogative: 1 • si/no 2 • wh-

4) polarità

• frasi affermative

• frasi negative

5) diatesi

• frasi attive

• frasi passive

6) segmentazione

• ordine parole “non marcato” / canonico →

• ordine parole “marcato” / frasi segmentate non compaiono nell’ordine naturale

- →

dislocazione a sx es. quel libro, Sara, non lo conosce

- →

dislocazione a dx es. Sara non lo conosce, questo libro

- →

frase scissa es. è questo libro che Sara non conosce

- →

focalizzazione es. questo libro Sara non conosce(, non quello)

- →

focalizzazione in situ es. Sara non conosce questo libro


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AUTORE

ironlux

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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ironlux di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Masini Francesca.

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