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Il linguaggio verbale

Linguistica

Linguistica - ramo delle scienze umane che studia la lingua; si può dividere in:

  • Linguistica generale = si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue;
  • Linguistica storica = si occupa dell'evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra lingua e cultura.

L'oggetto della linguistica sono le lingue storico-naturali (storiche perché derivano da un processo di evoluzione, naturali perché appartengono al corredo biologico dell'essere umano) -> esse sono espressione del linguaggio verbale umano.

Comunicare significa rendere comune, l'atto della comunicazione prevede come requisito fondamentale l'intenzionalità, in assenza di esso si può semplicemente parlare di passaggio di informazioni.

Segno è un qualcosa che sta per qualcos'altro e serve per comunicare questo qualcos'altro. Esso è l'unità fondamentale della comunicazione. Secondo Peirce possiamo classificare diversi tipi di segni:

  • Indici -> motivati naturalmente e non intenzionali
  • Segnali -> motivati naturalmente e intenzionali
  • Icone -> motivati analogicamente e intenzionali
  • Simboli -> motivati culturalmente e intenzionali
  • Segni -> non motivati e intenzionali

Dalla prima all'ultima categoria la motivazione che lega il qualcosa al qualcos'altro diventa sempre più convenzionale e meno diretta.

Codice è l'insieme di corrispondenze fra qualcosa e qualcos'altro che fornisce le regole di interpretazione dei segni. Esso può essere limitato o illimitato.

Le proprietà della lingua

  • Biplanarità -> in un segno riconosciamo due facce o piani compresenti (il qualcosa e il qualcos'altro), esse prendono il nome di significante e significato: il primo corrisponde ad una classe astratta di foni; il secondo introduce un piano non materialmente percepibile.
  • Arbitrarietà -> non c'è alcun legame naturalmente motivato connesso alla natura o all'essenza delle cose, fra il significante e il significato di un segno. Ciò non significa che tra le due entità non vi sia alcun tipo di rapporto, bensì che esso non è naturale, ma piuttosto dato per convenzione (ciclo stabilito attraverso l'uso dell'imitazione).

Hjelmslev, approfondendo la discussione sviluppata precedentemente da Saussure, distingue quattro tipi o livelli diversi di arbitrarietà; bisogna innanzitutto partire dalla figura del triangolo semiotico ai quali vertici troviamo le tre identità del significante e del significato (che insieme danno vita al segno) e il referente:

  1. Ad un primo livello è arbitrario il rapporto tra segno nel suo complesso e referente;
  2. Ad un secondo livello è arbitrario il rapporto fra significante e significato;
  3. Ad un terzo livello è arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significato;
  4. Ad un quarto livello è arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significante.
  • Doppia articolazione -> proprietà che riguarda il significante, consiste nel fatto che esso sia articolato a due livelli nettamente diversi: ad un primo livello è scomponibile in unità minime di prima articolazione (morfemi) ancora portatrici di significato e che vengono utilizzate per la formazione di altre parole; ad un secondo livello esse sono a loro volta scomponibili in unità minime di seconda articolazione, prive di significato autonomo e che combinandosi insieme in successione danno luogo alle entità di prima articolazione (fonemi).

Questa proprietà conferisce alla lingua una grande economicità (con un numero limitato di fonemi si può costruire un numero illimitato di morfemi); una grande combinatorietà (si combinano unità minori).

  • Trasponibilità di mezzo -> il significante può essere trasmetto o realizzato sia attraverso il canale fonico-acustico, sia attraverso il canale visivo-grafico. Il carattere orale tuttavia è prioritario rispetto a quello visivo: antropologicamente, ontogeneticamente, filogeneticamente; in più l'uso parlato della lingua prevede una serie di vantaggi in più rispetto alla forma scritta (presenza di aria, non ostacola altre attività, permette la localizzazione della fonte di emittenza, ricezione contemporanea alla produzione del messaggio, processo più rapido, messaggio evanescente ed energia richiesta molto ridotta). Tuttavia lo scritto nelle società odierne ha priorità dal punto di vista sociale.
  • Linearità -> il significante viene prodotto, si sviluppa e si realizza in successione nel tempo e/o nello spazio. Essa implica anche monodimensionalità del segno, giacché il significante si sviluppa in una sola direzione.
  • Discretezza -> la differenza tra gli elementi, le unità della lingua, è assoluta, non quantitativa o relativa, c'è un confine preciso tra un elemento e un altro.
  • Onnipotenza semantica -> con la lingua è possibile dare espressione a qualsiasi contenuto.
  • Plurifunzionalità -> la lingua permette di adempiere ad una lista molto ampia di funzioni diverse: esprimere pensieri, trasmettere informazioni, regolare rapporti sociali, esternare i propri sentimenti, risolvere problemi, creare mondi possibili.

Jakobson identifica sei funzioni della lingua:

  1. Funzione emotiva = messaggio linguistico volto ad esprimere sensazioni del parlante.
  2. Metalinguistica = messaggio linguistico volto a specificare aspetti del codice.
  3. Funzione referenziale = messaggio linguistico volto a fornire informazioni sulla realtà esterna.
  4. Funzione conativa = messaggio linguistico volto a far agire in qualche modo il ricevente ottenendo da lui un determinato comportamento.
  5. Funzione fàtica = messaggio linguistico volto a sottolineare il canale di comunicazione fra i parlanti.
  6. Funzione poetica = messaggio linguistico volto ad esplicitare le potenzialità insite nel messaggio.
  • Riflessività -> la lingua si può usare come metalingua, e la lingua di cui parla la metalingua prende il nome di lingua-oggetto; la lingua può parlare di se stessa.
  • Produttività -> con la lingua è sempre possibile creare nuovi messaggi e parlare di cose nuove; questa proprietà prende la forma di quella che è stata chiamata creatività regolare, nonché una produttività infinita basata su un numero limitato di principi e regole applicabili ricorsivamente.
  • Ricorsività -> uno stesso procedimento è riapplicabile un numero teoricamente illimitato di volte se sono date le condizioni strutturali in cui questo si applica.
  • Distanziamento -> possibilità di poter formulare messaggi relativi a cose lontane, distanti nel tempo nello spazio o in entrambi dal momento e dal luogo in cui si svolge l'interazione comunicativa.
  • Libertà da stimoli -> nel linguaggio verbale umano non c'è alcun aspetto deterministico.
  • Trasmissibilità culturale -> ogni lingua è trasmessa per tradizione all'interno di una società; ogni essere umano impara almeno una lingua, quella della comunità sociale in cui è nato ed ha avuto la socializzazione primaria e può apprenderne anche altre. Tuttavia il linguaggio verbale umano non è un fatto unicamente culturale, vi è infatti una componente innata facente parte del patrimonio genetico della specie umana, la quale ci permette la predisposizione a comunicare mediante una lingua.

Parlante nativo = chi ha imparato quella lingua nel periodo della socializzazione primaria.

  • Complessità sintattica -> i messaggi linguistici sono regolati da una ricca gerarchia di rapporti di concatenazione fra gli elementi disposti linearmente, fra gli aspetti che hanno rilevanza nella trama sintattica vi sono: l'ordine degli elementi contigui, le dipendenze che vigono fra elementi non contigui, le incassature, la ricorsività le parti del messaggio che danno informazioni sulla sua strutturazione sintattica, la possibilità di discontinuità nella strutturazione.
  • Equivocità -> la lingua è un codice tipicamente equivoco, in quanto pone corrispondenze plurivoche tra gli elementi di una lista e quelli della lista a questa associata; ad un unico significante possono corrispondere più significati (omonimia-polisemia), ad un unico significato possono corrispondere più significanti (sinonimia).

Lingua solo umana?

Prevale la teoria secondo cui la facoltà verbale sia specifica dell'uomo e sia maturata nel corso dell'evoluzione, in quanto solo l'uomo possiede le precondizioni anatomiche e neurofisiologiche necessarie per l'elaborazione mentale e fisica del linguaggio verbale: adeguato volume del cervello, quantità delle circonvoluzioni della corteccia cerebrale, quantità e plasticità dei collegamenti interneuronali -> rende possibile la memorizzazione, la processazione di un sistema complesso come il linguaggio.

Conformazione del canale fonatorio a due canne, con un angolo un cambiamento di direzione la laringe e una cavità intermedia -> consente le distinzioni articolatorie e sfumature nella produzione fonica, necessarie per la comunicazione orale.

Noam Chomsky sostiene che il linguaggio è una capacità innata ed esclusiva della specie umana. La neurolinguistica sperimentale ha mostrato come durante l'esecuzione di compiti verbali, si attivino aree specifiche -> area di Broca, zona situata nella terza circonvoluzione del lobo frontale dell'emisfero sinistro.

Principi generali per l'analisi della lingua

Sincronia -> considerazione delle lingue e degli elementi della lingua facendo un taglio sull'asse del tempo e guardando a come essi si presentano in un determinato momento, nel loro stato presente.

Diacronia -> considerazione delle lingue e degli elementi della lingua lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica.

Langue -> insieme delle conoscenze mentali, regole interiorizzate insite nel codice lingua e possedute in ugual misura da tutti i membri di una comunità linguistica idealmente omogenea.

Parole -> atto linguistico individuale, realizzazione concreta in ogni determinata occasione specifica di un messaggio verbale in una certa lingua.

La coppia langue e parole comprende una triplice opposizione tra "astratto", "sociale" e "stabile" da un lato e "concreto", "individuale", e "mutevole" dall'altro. Alcuni linguisti interpongono tra le due entità la "norma", che costituirebbe una sorta di filtro.

Asse paradigmatico -> ogni attuazione di un elemento del sistema di segni in una certa posizione nel messaggio, implica una scelta in un paradigma di elementi selezionabili in quella posizione, l'elemento che compare esclude effettivamente tutti gli altri elementi che pur potrebbero comparire, e coi quali quel dato elemento ha appunto rapporti sull'asse paradigmatico. L'asse paradigmatico riguarda le relazioni a livello del sistema.

Asse sintagmatico -> l'attuazione di un dato elemento in una certa posizione, implica la presa in conto degli elementi che compaiono nelle posizioni precedenti e susseguenti dello stesso messaggio, coi quali quindi l'elemento ha rapporti sull'asse sintagmatico. L'asse sintagmatico riguarda le relazioni a livello delle strutture che realizzano le potenzialità del sistema.

Fonetica

La fonetica si occupa di come sono fatti fisicamente i suoni di cui le lingue si servono, essa si suddivide in tre campi principali:

  • Fonetica articolatoria -> studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati;
  • Fonetica acustica -> studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica e modalità di trasmissione;
  • Fonetica uditiva -> studia i suoni del linguaggio in base a come vengono ricevuti e percepiti dall'apparato uditivo umano per poi essere decodificati nel cervello.

L'apparato fonatorio è l'insieme degli organi e delle strutture anatomiche che la specie umana utilizza per parlare; i suoni del linguaggio vengono prodotti attraverso un flusso d'aria egressivo (polmoni - bronchi - trachea - laringe), esistono però suoni prodotti mediante un flusso d'aria ingressivo o anche senza la partecipazione dei polmoni.

Nella laringe l'aria incontra le corde vocali, le quali durante la fonazione possono contrarsi e tendersi avvicinandosi l'una all'altra, lo spazio tra di esse (rima vocale) può risultare completamente libero, parzialmente libero o completamente ostruito. Il numero di cicli di chiusura e apertura della rima vocale prende il nome di frequenza fondamentale; il flusso d'aria raggiunge infine la faringe e la cavità boccale.

Nella cavità orale distinguiamo organi importantissimi per la formulazione dei suoni del linguaggio: la lingua (radice, dorso, apice), il palato, i denti e le labbra.

Consonanti

Le consonanti sono caratterizzate dalla frapposizione di un ostacolo al passaggio dell'aria, a seconda che questo ostacolo sia parziale o totale riconosciamo diverse classi di consonanti; esse possono inoltre essere sonore e sorde a seconda che vi sia o meno la vibrazione delle pliche vocali. Si distinguono in funzione del punto in cui l'aria incontra l'ostacolo e del tipo di ostacolo che essa incontra:

  • Occlusive -> breve e completa chiusura del canale fonatorio seguita da una brusca riapertura:
    • Occlusive bilabiali [p] e [b]
    • Occlusive dentali [t] e [d]
    • Occlusive velari [k] e [g]
  • Fricative -> nel canale fonatorio si crea uno stretto passaggio che permetterà all'aria di attraversarlo, ma con difficoltà, producendo un rumore di frizione:
    • Fricative labiodentali [f] e [v]
    • Fricative dentali [s] e [z]
    • Fricativa palatale [ʃ] e [ʒ]
  • Affricate -> prevedono un momento di totale chiusura a cui segue una fase di frizione, articolazione divisa in due fasi:
    • Affricate dentali [ts] e [dz]
    • Affricate palatali [tʃ] e [dʒ]
  • Nasali -> completa ostruzione orale, ma il velo del palato si trova in posizione abbassata e l'aria può fuoriuscire attraverso il naso:
    • Nasale bilabiale [m]
    • Nasale dentale [n]
    • Nasale palatale [ɲ]
    • Nasale velare [ŋ]
  • Laterali -> ostruzione che avviene soltanto nella parte centrale del cavo orale lasciando libero il passaggio per l'aria ai due lati della stessa ostruzione:
    • Laterale dentale [l]
    • Laterale palatale [ʎ]
  • Vibranti -> serie di velocissime occlusioni e riaperture del canale fonatorio:
    • Vibrante dentale [r]
  • Approssimanti -> suoni con modo di articolazione intermedio fra vocali e consonanti fricative; a differenza delle vocali non possono costituire apice di sillaba e assieme alla vocale a cui sono sempre contigue nella catena fonica costituiscono un dittongo o trittongo.

Vocali

Le vocali sono suoni prodotti senza la frapposizione di alcun ostacolo; per la loro classificazione bisogna far riferimenti alla posizione della lingua, nonché al suo grado di:

  1. Avanzamento - arretramento -> in questo caso distingueremo vocali anteriori, posteriori e centrali;
  2. Innalzamento - abbassamento -> in questo caso distingueremo vocali alte, medio-alte, medio-basse e basse.

La posizione in cui vengono articolate le vocali è rappresentata dalla figura del trapezio vocalico. Altro fattore importante per la distinzione di queste ultime è la posizione delle labbra durante l'articolazione, in base alla quale distingueremo vocali procheile (labbra arrotondate) e vocali aprocheile (labbra distese).

  • i = vocale anteriore alta;
  • e (chiusa) = vocale anteriore medio-alta;
  • e (aperta) = vocale anteriore medio-bassa;
  • a = vocale centrale bassa;
  • o (aperta) = vocale posteriore medio-bassa;
  • o (chiusa) = vocale posteriore medio-alta;
  • u = vocale posteriore alta.

Fonologia

Fono -> realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio; quando esso ha valore distintivo, cioè si oppone ad altri foni nel distinguere e formare le parole di quella lingua, prende il nome di -> fonema. I foni sono le unità minime in fonetica, i fonemi sono le unità minime in fonologia, la quale studia l'organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico.

Prova di commutazione -> procedimento di scoperta che consiste nel confrontare un'unità in cui compaia il fono di cui vogliamo dimostrare se è o no fonema con altre unità della lingua che siano uguali in tutto tranne che nella posizione in cui sta il fono in oggetto.

Allofoni -> foni diversi che costituiscano realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema, ma prive di valore distintivo.

Coppia minima -> coppia di parole uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione.

I fonemi sono unità minime di seconda articolazione, quindi non ulteriormente scomponibili in unità più piccole, essi sono però definibili come costituiti da un fascio di proprietà articolatorie che si realizzano in simultaneità, fonemi diversi saranno definiti da combinazioni diverse di questi tratti -> teoria dei tratti distintivi.

L'italiano standard ha 30 fonemi, non tutte le lingue presentano lo stesso inventario fonematico. Per la trascrizione fonetica bisogna basarsi su come una parola è pronunciata, non sul modo in cui essa è scritta.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lud.wike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Basile Grazia.
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