Linguistica generale
La linguistica è lo studio scientifico delle lingue naturali. La linguistica è una disciplina descrittiva e non normativa → cerca di spiegare ciò che effettivamente si dice, cioè il comportamento linguistico degli uomini, investigando le componenti che sono alla base di tale comportamento.
Studio scientifico
Ci avvicineremo alle lingue in maniera scientifica, cercando di ridurre un numero estremamente ampio (se non infinito) di fenomeni in un numero limitato di ipotesi generali, verificabili e controllabili. Generali perché applicabili a più situazioni diverse possibili; verificabili e controllabili perché se faccio un'ipotesi sul linguaggio altri potrebbero applicare quell'ipotesi ad un'altra lingua e verificare se l'ipotesi è vera oppure no.
Lingue naturali
Le lingue naturali possono essere chiamate anche umane e si oppongono ai linguaggi tipici degli animali ma anche a quelli artificiali creati dall'uomo (ex: linguaggio informatico). Le lingue naturali sono pertanto quelle apprese dall'uomo in contesto spontaneo (→ n.b. Il linguaggio informatico è stato creato, si insegna e uno lo apprende studiando; le lingue naturali no).
Il linguaggio è un sistema di comunicazione caratterizzato da un emittente che manda un messaggio attraverso un canale ad un ricevente (linguaggio umano è chiamato naturale e può essere imparato solo dagli esseri umani, ma ce ne sono di altri tipi come quello animale → danza delle api e quello informatico → programmatore che vuole comunicare alla sua macchina). Tutti i linguaggi hanno la stessa funzione, ovvero quella di trasmettere un messaggio ma la loro struttura cambia.
Proprietà che caratterizzano le lingue naturali
- Discretezza: Le lingue umane sono discrete perché non sono continue (al contrario del linguaggio degli animali), e sono composte da elementi che hanno limiti indefiniti che li distinguono dagli altri. Ex: ho due consonanti come B (sonora) e P (sorda) che sono due consonanti occlusive bilabiali. La differenza tra queste è netta perché non c'è un suono che è una via di mezzo tra di esse (mezzo sordo e mezzo sonoro) → balla/palla: o percepisco una o l'altra. Stessa cosa vale per una vocale → pare/pere: il mio cervello riuscirà a percepire le due parole in maniera diversa. Quindi il linguaggio umano è formato da elementi divisibili. Anche le parole sono divisibili una dall'altra. Il linguaggio degli animali è formato da elementi continui (ex: danza delle api; gatto che drizza il pelo).
- Doppia articolazione: Vuol dire che i segni del nostro linguaggio sono scomponibili in parti che sono un numero molto limitato. Andando a comporre questo numero limitato di elementi posso andare a formare un numero infinito di frasi. Ex: i suoni distintivi della lingua italiana sono circa 30 (fonemi) e con questi posso fare tantissime frasi; stessa cosa vale per le lettere dell'alfabeto. Questo non vale per la lingua degli animali (ex: cane che si mette a pancia all'aria e che drizza la coda non posso metterli insieme per formare un altro segno → i linguaggi animali hanno un numero finito di segni; le parole di ogni lingua umana invece non costituiscono un insieme finito poiché si creano continuamente parole e frasi nuove).
- Ricorsività: Prendendo un segno linguistico posso formarne un altro che lo contenga e poi ancora un altro che li contenga entrambi e così via. Ex: Il treno è arrivato → Mario ha detto che il treno è arrivato → Maria pensa che Mario abbia detto che il treno è arrivato → ecc... (stessa cosa la possiamo avere aggiungendo la e congiunzione). Alla fine c'è un limite pragmatico ovviamente. Questa è una proprietà specifica della nostra specie. Queste proprietà potrebbero essere ritrovate nel linguaggio informatico. Per questo abbiamo un'ultima proprietà che viene considerata tipica delle lingue umane naturali e non di quelle artificiali.
- Dipendenza della struttura: Per analizzare e processare una frase nel nostro cervello non dobbiamo tener conto solo di una sequenza temporale (se parlata) o spaziale (se è scritta), ma dobbiamo tener conto di una struttura innata che ci permette di dare la giusta interpretazione ad una frase. Ex: il segretario del re si pettina → “si” si riferisce al segretario: la nostra struttura che abbiamo in testa ci fa capire che quando analizziamo una sequenza di parole non teniamo conto solo di parole adiacenti (come farebbe il linguaggio dell'informatica) ma dobbiamo andare oltre. Ex: Gianni guarda le ragazze con il binocolo → ha una doppia interpretazione a seconda del contesto. Creare una relazione tra parole a distanza è una capacità che ha il nostro cervello ed è ciò che chiamiamo dipendenza della struttura ed è inconsapevole. Nelle lingue naturali, la forma di una parola non è sempre determinata dalla forma di parole immediatamente vicine ma anche di altre parole che siano molto distanti.
Differenza linguaggio/lingua
- Linguaggio: Capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione dotato di caratteristiche proprie (quelle sopra).
- Lingua: Forma specifica che questo sistema di comunicazione assume nelle varie comunità. In tutte le lingue ritroviamo la ricorsività e la dipendenza dalla struttura (che sono universali linguistici), mentre l'ordine delle parole, o elementi principali della frase, può variare → ex: in italiano abbiamo SVO, in arabo abbiamo VSO, in giapponese abbiamo SOV. Una lingua è un sistema articolato su più livelli: quello dei suoni (fonologia), quello delle parole (morfologia), quello delle frasi (sintassi) e quello dei significati (semantica). Le unità di ogni livello sono interdipendenti tra loro, e quindi ogni livello ha un carattere sistematico.
Differenza lingua orale e scritta
Una lingua può essere sia scritta che parlata. Noi ci occuperemo maggiormente di lingua orale che è più importante della scritta perché è ciò che impariamo prima (→ la scrittura compare dopo oppure mai). Essa si impara spontaneamente mentre quella scritta ci viene insegnata, è una convenzione ed è l'espressione di alcune culture ma non è essenziale. Inoltre, le lingue cambiano nel tempo ma ciò che cambia prima è la parte orale mentre la scrittura registra i vari cambiamenti in ritardo (→ n.b. Se una lingua è solo scritta tende a rimanere sempre la stessa e a non cambiare). Tra scritto e parlato esiste un appoggio/scambio reciproco: la lingua scritta “fissa” la lingua, quella parlata offre variazione e novità.
Competenza/esecuzione: Chomsky e De Saussure
Quando parliamo di competenza linguistica ci riferiamo alla competenza del parlante nativo, che è un concetto astratto ed è la capacità di dare giudizi di grammaticalità (in una L2 è difficile raggiungerla). Nella L1 tutti siamo competenti e sappiamo dare giudizi di grammaticalità. Se la competenza fosse anche un concetto concreto (n.b. è un concetto perfetto per un parlante nativo) vorrebbe dire che noi non sbagliamo mai quando parliamo/scriviamo. L'esecuzione (quando mettiamo in atto la lingua), invece, non è un concetto perfetto ma concreto (fisico) → infatti si possono commettere degli errori per la fretta/emozione. Però gli errori che commette un madrelingua sono diversi da quelli fatti da uno che sta imparando la lingua.
La competenza è tutto ciò che un individuo sa della propria lingua per parlare come parla e capire come capisce; l'esecuzione è tutto ciò che un individuo fa. Noi facciamo una linguistica descrittiva (si occupa di descrivere come funziona il linguaggio) e non normativa (stabilisce ciò che si deve dire oppure no). La linguistica normativa stabilisce che “a me mi” è un errore ma in realtà questa non viola nessun principio; “a me gli piace” invece è un errore più pesante.
Chomsky ha teorizzato i concetti di competenza e esecuzione ma lui li ha ripresi da De Saussure. Quest'ultimo elaborò i concetti di langue (dimensione astratta - più o meno ciò che Chomsky considera competenza e detta anche Lingua I(nterna)) e parole (dimensione concreta - l'atto di parole corrisponde più o meno all'esecuzione di Chomsky o Lingua E(sterna)). La parole è un'esecuzione linguistica realizzata da un individuo ed è un atto individuale. La langue invece è una lingua sociale e astratta, appartenente alla comunità. L'individuo può quindi realizzare atti differenti di parole ma non può modificare la langue da solo. Gli esseri umani comunicano attraverso atti di parole, ma il fondamento di questi atti è nella langue perché è la langue il sistema di riferimento collettivo. La parole è attuazione, realizzazione; la langue è potenzialità, è un concetto astratto.
Jakobson fa una distinzione tra codice e messaggio. Il codice è un concetto astratto, un insieme di potenzialità; il messaggio viene costruito sulla base delle unità fornite dal codice ed è un atto concreto. Chomsky sottolinea di più una dimensione individuale, cioè quella capacità di parlare come parlo e di capire come capisco; De Saussure sottolinea anche una componente sociale: la lingua italiana contraddistingue una certa comunità di parlanti, in un certo periodo storico e quindi la lingua italiana prescinde da chi la mette in atto. La langue, quindi, garantisce la comunicazione perché è collettiva, la competenza garantisce la comunicazione perché è largamente condivisa da chi parla la stessa lingua.
Esempi problemi legati a competenza/esecuzione
- Afonia: perdere l'esecuzione ma non la competenza
- Afasia: perdere la competenza → gli afasici sono dei parlanti adulti che parlavano bene che dopo un trauma cerebrale perdono la capacità di parlare e con questa la competenza. Difficilmente curabile.
Acquisizione di L1
La lingua madre viene appresa in maniera spontanea dai bambini, i genitori non hanno nessun ruolo fondamentale. Inoltre, l'apprendimento è rapido (a 3 anni il bambino saprà già esprimersi pur non conoscendo molte parole → il COEL l'ha già imparato), senza sforzo (perché il bambino non studia né si impegna) e tutti ottengono lo stesso risultato (nessuno è dotato né negato, siamo tutti uguali). La lingua che impariamo quando veniamo al mondo è quella a cui siamo esposti maggiormente, dell'ambiente che ci circonda, e non quella dei genitori biologici. Se ne impariamo due allo stesso modo raggiungiamo il bilinguismo perfetto o bilinguisimo bilanciato (ci devono essere contesti particolari).
Non ci sono lingue facili e lingue difficili. Una lingua distante dalla nostra ci sembra più difficile. Per il bambino le lingue sono tutte allo stesso livello, infatti potrebbe imparare una qualsiasi lingua negli stessi tempi e con le stesse fasi. Anche la LIS (lingua italiana dei segni) è sullo stesso livello → questa usa il canale visivo-gestuale e non quello uditivo-vocale. La lingua dei segni cambia da paese a paese, ex: ASL/BSL (american/british sign language). Per la maggioranza degli apprendimenti l'adulto fa meglio del bambino però per l'acquisizione del linguaggio è il contrario. Se impariamo la L2 da adulti diventa un apprendimento di tipo individuale/intellettuale e non biologico (apprendimenti biologici come camminare/nuotare).
L'età critica è intorno ai 12 anni. Se impariamo una L2 prima dei 12 anni avremo più possibilità di diventare bilingui perfetti, da quell'età in poi impariamo le lingue con lo sforzo, l'impegno e studiando e acquisendo capacità non da bilingui. Ci sono stati i casi degli enfants sauvages che non hanno imparato a parlare perché sono stati inseriti in contesti isolati dalla comunità dei parlanti e dopo è stato difficile rieducarli a parlare.
Comportamentismo
(Il testo si interrompe qui, ma presumibilmente si intende trattare la corrente di pensiero del comportamentismo)