Primo semestre – I anno
Linguistica generale
La lunghezza dei foni
La quantità delle consonanti o delle vocali può avere valore distintivo.
Consonanti: it. Fato/fatto; cane/canne.
Vocali: lat. Mālum ‘mela’ / mal ‘male, malanno’; Ted. Staat ‘stato’ / stadt ‘città’.
Saltare = da salio salire con maggiore intensità.
Cantare = cano.
Nell'800: cambiamenti nello studio delle lingue
- Da una parte indaga relazioni tra lingue classiche (lingue della conoscenza, sulle quali era già stato raccolto il corpus) storico comparativa
- Minime differenze tra parlate naturali (popolari). Una nazione si costituisce anche in forza di una sua lingua particolare.
La scoperta delle lingue e delle culture popolari va verso due direzioni:
- Ricerca di origine comune tra nazioni (guardando indietro).
- Ricerca differenze (guardando avanti).
Classificazione delle lingue
Parte da tre fattori fondamentali:
- Genealogica: immaginando che le lingue abbiano una nascita, uno sviluppo e una morte, quindi una vita naturale, guarda l'origine delle lingue, la parentela tra lingue (nel tempo, misura il cambiamento della lingua nel tempo e ne verifica l'affinità) DIACRONIA
- Tipologica: guarda funzionamento/strutture della lingua, come si organizza indipendentemente dalla loro origine. Osserva come si manifesta la lingua in questo momento, non guarda diacronia ma sincronia (organizzo tipi osservandoli nel momento) esamina e compara morfologia, sintassi delle lingue SINCRONIA
- Classificazione areale: misura il luogo nel quale si trovano le lingue.
Tre punti di vista diversi che vogliono rappresentare quali sono i legami (genealogica, formale e geografica), vicinanza tra le lingue perché la classificazione in base al numero di parlanti non è fondata su criteri linguistici interni (l'osservazione non riguarda la quantità della lingua ma altri caratteri: tempo, tipo e spazio nelle quali si trovano le lingue).
La classificazione genealogica
Guarda tempo e sviluppo delle lingue. Approccio storico-comparativo (storico = guarda storia, comparativo = prova a cercare tra le lingue tratti comuni. Il passo preliminare è sempre osservazione e descrizione della lingua solo dopo posso verificare queste cose (da qui comincia ad essere comparativa)).
August Schleicher (1821 – 1868): le lingue vengono studiate come esseri viventi, fenomeni appartenenti al mondo naturale e come tale vengono catalogate e descritte sulla base di quella che è la loro origine (influenzato dalle teorie di Darwin, paragona i concetti di ‘famiglia’ e ‘gruppo linguistico’ con le ‘specie’ e ‘sottospecie’ dei naturalisti).
NB: Più osservo da vicino un fenomeno più sono in grado di classificarlo. Le lingue vengono confrontate per individuarne i tratti comuni, vengono raggruppate in famiglie, gruppi e sottogruppi. Nell'800 raccolta e studio di tutte le specie naturali in maniera minuziosa (carattere dell'osservazione del tempo, più osservo e più noto dettagli) i glottologi dell'epoca organizzano lingue per gruppi. Quando trovano una lingua nuova ne studiamo struttura e vedono se possono compararla a un'altra.
La classificazione genealogica (diacronia)
Una delle forme di organizzazione con più successo è quella dell'albero genealogico delle lingue (l'idea dell'albero genealogico è intuitiva perché dice che da un tronco comune, quindi da una lingua madre (originaria) per le indoeuropee si partiva dalle neoclassiche da quali si sviluppano una serie di rami che riguardano le diverse specie e sottospecie delle lingue. Idea di poter riconoscere l’origine del gruppo dalla base comune a tutta la grande differenziazione tra lingue moderne, possibilità di riconoscere ciò che è a base della lingua, collegare cambiamenti linguistici in situazioni temporali diverse (consolidare leggi fonetica).
Due lingue fanno parte dello stesso raggruppamento genealogico se derivano da una stessa lingua originaria (o lingua madre). Gli elementi linguistici significativi per stabilire la parentela genetica non sono lessicali, ma morfologici e fonologici (dobbiamo prestare attenzione soprattutto ad elementi strutturali lingua quando dobbiamo descrivere in maniera genealogica o tipologica, come la lingua organizza forma parola:
- Complessità della lingua e sue funzioni e come organizza funzione MORFOLOGIA
- L'organizzazione di elementi significativi per quanto riguarda i suoni della parola FONOLOGIA
Lessico = l’insieme delle parole, da lexicon greco ossia insieme delle lexis (parola).
NB: Gli elementi lessicali non sono elementi utili per stabilire lingua perché è la parte più variabile che cambia senza toccarne struttura (su cui si basa l'individuazione di una lingua).
Lingue romanze o neolatine
Romanico (fa riferimento città a Roma) latino (guarda la regione Lazio). L'osservazione comparativa tra lingue è particolarmente importante. Studiare relazioni tra lingue è conoscere origine e fine di questo processo di evoluzione. Devo osservare lingue neolatino e verifico quello che è regolarità dello sviluppo di certi elementi che derivano dal latino. Quando riesco ad evidenziare questo sviluppo ho trovato una regola, in questo caso regola (=descrivono qualcosa che succede sempre) fonetica (trasformazione dei suoni).
ct = nesso consonantico (unione tra consonanti) i due trattini significano che si trova al centro di una parola (spiega cosa succede al nesso consonantico ct latino) <> indicano sviluppo maggiore o minore del latino. Nelle lingue neolatine metto in corsivo il nesso consonantico. Gli esiti sono tutti diversi ma non meno regolari. La regolarità di questo sviluppo ci permette di ipotizzare origine parola anche se non la conosciamo. Gli esiti neolatini di questo nesso sono tutti diversi.
CT diventa TT (C occlusiva velare sorda T occlusiva dentale sorda) il latino articola un nesso consonantico dove abbiamo due luoghi di occlusione diversi. L'italiano riduce questi due luoghi di articolazione a uno solo (come se risparmiasse l'articolazione velare e andasse solo su quella velare) questo processo si chiama assimilazione (una delle forze che regola il cambiamento delle lingue).
L'economia nell'articolazione
È più conveniente a livello articolatorio avere una sola posizione invece di due, in questo caso si tratta di assimilazione totale o progressiva perché assimilazione è uguale e in più procede da destra a sinistra. Possiamo definire questa regola perché abbiamo notato che in tutte quasi tutte le parole di origine latina ct si trasforma in tt come esiti italiano.
Questa possibilità di partire da quello che è l’esito per andare a costruire la base è alla base di quel metodo comparativo a base dell’indoeuropeo. Quando devo postulare una voce ci metto l (*) bAd esempio se patto deriva da PACTUM ma non sono sicura ed è una voce che non ho potuto individuare diventa così: *PACTUM.
Quando noi studiamo evoluzione parole da latino a neolatino indichiamo caso accusativo (che indica complemento oggetto diretto). In latino lo indico perché c'è una classe di parole di latino i cosiddetti imparisillabo dove ho numero di sillabe diverse tra caso nominativo e accusativo (forma parola più ampia).
PONS (nominativo n) PONTIS Imparisillabi (n,a) : elementi che nella declinazione sviluppano un PONTEM (accusativo a) numero di sillabe diverse.
Evoluzione nesso consonantico nello spagnolo
Lo spagnolo decide di trovare un luogo di articolazione intermedio (usando la palatale).
Il rumeno: PT mentre nelle due lingue italiano e spagnolo si cancella nesso consonantico, il rumeno mantiene l'idea di nesso consonantico rovesciandolo (mantiene il secondo elemento dentale ma il primo elemento lo porta a una labiale).
NB: Le lingue romanze vivono della particolare combinazione di tutta l’evoluzione di ogni singolo elemento, di ogni singola vocale o consonante che di trova in qualsiasi contesto che alla fine descrivono la pluralità delle scelte neolatine (partiamo da base comune posso misurare anche distanza delle lingue sulla base dei loro comportamenti comuni o sulle loro affinità).
Distribuzione delle lingue del mondo
Sulla base della classificazione genealogica possiamo rappresentare la di distribuzione delle lingue del mondo, verificando sui vari continenti la presenza delle lingue.
Lingue uraliche: ungherese, finlandese. Le famiglie delle lingue indoeuropee la troviamo anche negli altri continenti (le troviamo in Asia perché nascono dal loro cuore) portate da popolazioni che parlavano lingue indoeuropee e che si trasferirono successivamente in queste aree. L'Africa è il continente meno indoeuropeo di tutti solo nell’Africa mediorientali c'è l’afrikaans che sarebbe lingua degli olandesi che hanno colonizzato la zona dell’Africa (il francese è lingua secondaria).
NB: Questi colori sono tentativi di riconoscere appartenenza delle lingue a determinate organizzazioni linguistiche più complesse.
La famiglia indoeuropea
Lingue presenti in tutti i continenti che costituiscono base della comunicazione internazionale. Il fatto che l'inglese sia la prima lingua di comunicazione internazionale è dovuto dal fatto che gli Stati Uniti hanno organizzazione politica e militare più forte. Questo spiega perché in alcuni momenti delle lingue sono più forti o più deboli (a seconda dello stato politico militare). Ha il suo cuore nella sia centrale tutte popolazioni che si sono spostate o verso ovest o verso sud est.
Gruppo indo-iranico
- Indiano (lingue antiche: sanscrito (lingua antica anche della religione indù, vedico; lingue moderne: hindi (prevalente), urdu). NB: indi è la lingua dell’ufficialità.
- Iranico ulteriormente suddiviso in due rami:
- Lingue iraniche occidentali (persiano antico, avestico, persiano moderno, curdo (nostri cugini come i persiani perché parlano lingue di tipo orientale)).
- Lingue iraniche orientali (pashto o afgano).
Gruppo tocario
Due lingue estinte, tocario A e tocario B (testi risalenti della metà alla fine del I millennio d.C. scoperti all’inizio del Novecento nella regione cinese dello Xinjiang).
Gruppo anatolico
Lingue (oggi estinte) diffuse nel II e nel I millennio a.C. Nella odierna Turchia (ittita) lingue estinte ma che conosciamo perché abbiamo documentazione o possiamo ricostruirle.
L'armeno e l'albanese
L'armeno e l'albanese (tosco e ghego) sono isolate, non hanno un gruppo di appartenenza ma si distinguono. L'albanese (era stato considerato lingua romanza perché nelle parole di base hanno stimato un 25 - 30 % di parole latine) è una lingua abbastanza importante non solo dal punto di vista della linguistica. Presente l'albanese anche in Kosovo. Minoranza anche in Grecia di parlanti albanesi, e anche in Italia in particolare in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania (habresh) a partire dal 1400 – 1500 si sono spostati dall’Albania a causa della pressione dei turchi sull’area balcanica e gran parte sono scappati passando in Italia, oppure che si sono stanziati in Italia perché costituivano parte delle milizie italiane moderne (stanziamenti comunità albanesi storiche).
NB: Il fatto che in Friuli la seconda comunità immigrata siano gli albanesi si tratta di recente immigrazione. Hanno riconoscimenti diversi (l’Italia riconosce presenza storica albanese ma non quella degli albanesi recenti dopo caduta regime).
Gli illiri sono una popolazione indoeuropea che era stabilita sulle coste della Dalmazia quindi sulla costa dell’Albania attuale. Progenitrici degli albanesi, gli illiri infestavano l'adriatico e i consoli romani erano occupati a bloccarli. Erano non solo pirati ma anche invasori dall’Epiro (presenza costante della popolazione illira nella storia della Roma antica).
L'illirico è una lingua di sostrato sta alla base di una parte del lessico patrimoniale dell’albanese e di altre lingue locali. Quindi l'albanese proviene da questa matrice indoeuropea illirica che ne fa lingua di sostrato. In due varietà il ghego a nord e il tosco a sud dove lo standard è verso il tosco.
Illir = libero (illiri si consideravano popolo libero) lire in albanese = di poco prezzo. L’Albania in albanese si chiama shkiperie (= chiaro/ popolazione che parla lingua semplice rispetto altre). Sostrato = Lingua precedente rispetto a un certo cambio di lingua.
Gruppo slavo
Mentre armeno e albanese vengono ritenute isolate, una famiglia vasta è quella dello slavo (in Europa intorno al sesto secolo dopo Cristo, ultima grande popolazione indoeuropea che migra in Europa).
- Slavo orientale (russo, bielorusso, ucraino) ucraino non diffuso in tutta l'Ucraina.
- Slavo occidentale (polacco, ceco, slovacco).
- Slavo meridionale (bulgaro, macedone, serbo-croato, sloveno) popolazioni che ci interessano un pochino di più da vicino.
Il serbo-croato in realtà viene diviso in varietà almeno dal punto di vista nominale (serbo, croato, bosniaco) ma con dialetti di diversa varietà. C'è una comunanza di base che pian piano va a diversificarsi, sta cambiando lessico e grafia ma struttura è allo stesso modo (sostanziale identità iniziale che sta subendo caratteri di diversificazione). Stesso discorso vale per il bulgaro-macedone. Il macedone ha uno status incerto perché le differenze rispetto al bulgaro sono impalpabili, il cuore della scrittura dei libri in Macedonia è in bulgaro (sia Macedonia che Bulgaria fan parte della comunità ortodossa, scrivono in cirillico e raccontano che nel primo incontro tra presidenti il presidente macedone si è presentato con l’interprete come segno di distinzione anche se si capiscono).
In FVG abbiamo 50 mila persone della comunità Slovenia (Gorizia e Trieste) mentre gli sloveni di Udine non condividono maturazione dello stato sloveno. Mentre per Gorizia e Trieste si parla di comunità nazionale, quelli della provincia di Udine sono sloveni separati all’origine (non si sentono sloveni ma friulani che parlano un'altra varietà). Per Valcanale da Pontebba fino al confine con Austria (un tempo era Carinzia cisalpina) non ha mai fatto parte del regno d’ Italia fino la Prima guerra mondiale. Non c’erano friulani, solo tedeschi e sloveni e, successivamente, c’è stato cambiamento di popolazione con popolazione friulana e italiana. La componente slovena e quella carinziana hanno abbandonato Pontebba (restano ad oggi solo una piccola minoranza) quindi anche nella Valcanale c’era una componente slovenofona. Ci sono state migrazioni di popolazioni slave già dal 10 secolo quindi a seguito delle devastazioni portate dagli avari (popolazioni che portavano via raccolti agli altri, causando desertificazione). I patriarchi per ripopolare le zone devastate (così detto pustote (da pusta = indica deserto, piana spoglia) hanno chiamato genti slave che sono arrivate qua e han dato i loro nomi ai paesi in cui andavano (ecco perché ci sono località friulane con nomi sloveni) ad es Santa Maria la Longa (da di lonca che vuol dire acquedotto, posto dove c’erano stagni, aree di acqua) ricorda toponimo sloveno che è stato reinterpretato (para etimologia) per essere capito. Un altro caso di contatto tra slavi e friulani si ha con le incursioni dei turchi in Friuli (testo di Pasolini). Venezia è stata la principale forza che si ribellava alla popolazione ottomana, quindi c’è stata per secoli la guerra di Venezia coi turchi, che facevano continue pressioni a Venezia, quindi anche alla zona del Friuli che nel 1840 divenne di Venezia (in realtà erano popolazioni slave). C’è una località che ricorda questi scontri tra le due popolazioni, Cason di Lanza (si trova a Paularo, secondo comune della Carnia dopo Tolmezzo come popolazione) lanza da lancia perché ricorda lo scontro tra milizie carniche contro i turchi (bosniaci).
Gruppo baltico
Lituano, lettone, antico prussiano (oggi estinto).
Manca estone perché l’Estonia non parla indoeuropeo ma fa parte del gruppo ugrofinnico.
Il greco
Il greco è una lingua fondamentale per la cultura occidentale che ha riflessi continui sull’organizzazione scientifica, medica ecc. (le lingue occidentali sono lingue guida per comunicazione internazionale). È una lingua fondamentale dal punto di vista storico-naturale, lingua fondamentale per storia dell’Europa (su lingue d’Europa vedi pagine sul greco) lingua guida per cultura occidentale, il greco viene parlato in Grecia ed è parlato a Cipro (entrambi parte della comunità europea). Cipro è un'isola che faceva parte dell’impero britannico, ha acquistato l’indipendenza solo negli anni 60 mantenendo a Cipro una presenza militare inglese consistente (3 basi militari molto grandi) a ricordo di quella che era stata la dominazione inglese. Cipro nel momento dell’indipendenza contava una popolazione del 90 % di greci e 10 % di turchi che sono a Cipro perché conquistata nel 1800 dai turchi conquistata ai veneziani. 1° ottobre 1960 liberazione di Cipro dall’Inghilterra.
La storia di Cipro
La conquista di Famagosta. Cipro viene strappata dai turchi a Venezia (tra quelle terre che pian piano Venezia ha perso essendo tra le aree più esterne). Famagosta è una stazione della metro d.
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