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Linguistica generale

Fonologia soprasegmentale (regole dell'accento)

La fonologia segmentale si occupa dei singoli segmenti o del sistema dei suoni (sistema dei fonemi, presi in considerazione in isolamento). Quella soprasegmentale riguarda più segmenti. I tre universali linguistici che tratteremo sono:

  • Sillabazione
  • Accento
  • Intonazione

Tali fenomeni sono propri di tutte le lingue, anche se utilizzati in vario modo. La sillaba è un raggruppamento di suoni, cioè un’unità intermedia tra il singolo suono e l’unità minima dotata di significato.

Caratteristiche della sillaba

Le sillabe sono una combinazione di due elementi:

  • Elemento contoide: in italiano sono le consonanti
  • Elemento vocoide: in italiano sono le vocali

In italiano, per una sillaba è necessaria un vocoide, che può essere preceduto da un altro vocoide o da un contoide.

Caratteristiche dei vocoidi

Caratteristiche dei vocoidi sono:

  • Sonorità (vibrazione della glottide)
  • Continuità (devo poter allungare il suono del vocoide)
  • Modulabilità (devo poter aumentare la frequenza delle vibrazioni della glottide, ottenendo una frequenza bassa o alta. La differenza tra la voce maschile e femminile dipende dalla diversa frequenza, bassa nel caso dell’uomo e alta in quello della donna)

Distinzione tra sillaba aperta e chiusa

  • Aperta è quella che finisce con un vocoide (c)v
  • Chiusa è quella che finisce con un contoide (c)vc

Lunghezza o durata della sillaba

  • Sillabe brevi (quando abbiamo una sillaba tonica e chiusa, tonica, aperta e a finale di parola, oppure atona)
  • Sillabe lunghe (quando abbiamo una sillaba tonica, ovvero quella sulla quale cade l’accento, aperta, non finale, quindi non deve essere l’ultima sillaba della parola)

L'accento

L’accento fa in modo che in una successione di sillabe ce ne sia una che ha una particolare prominenza rispetto alle altre e questo ci permette di pronunciare quella sillaba come punto di riferimento. La parola fonologica è una serie di sillabe che fanno tutte riferimento allo stesso accentuale. "La mia penna" è una parola fonologica con picco di accento sulla "e" di penna.

I clitici sono parole che non hanno un accento proprio, ma che quando vengono pronunciate all’interno di una successione di parole tendono ad appoggiarsi all’accento di una parola che segue o che precede. (articoli, pronomi, preposizioni)

  • Proclitici (si appoggiano in avanti) "La mia penna"
  • Enclitici (si appoggiano indietro) "Voglio ricordarglielo" / "Glielo voglio ricordare"

Le parole più lunghe hanno un accento primario e uno o più accenti secondari. Per dare rilevanza alla sillaba ci sono due tipi di modifica delle articolazioni:

  • Lingue con accento espiratorio o intensivo, come l’italiano, in cui le sillabe accentate sono quelle più forti a livello di volume.
  • Lingue con accento musicale o melodico, come il cinese, in cui le sillabe accentate hanno un aumento della frequenza.

In entrambi i casi aumentano anche gli altri fattori (volume, lunghezza, frequenza), solo in modo meno evidente. L’italiano ha una posizione dell’accento relativamente libera, mentre il francese ha una posizione più rigida.

L'intonazione

L’intonazione è una grandezza continua, discreta, che non posso segnalare con sicurezza. Non posso dire che l’andamento dell’intonazione inizia o finisce in un determinato punto, né tantomeno posso dire che si ha una svolta su una vocale/consonante precisa. Essa ci permette di:

  • Evidenziare i sintagmi (Segnalare al mio interlocutore quali parole stanno insieme e quali no, segnalando quindi i sintagmi che costituiscono una frase in modo che anche chi non conosce l’italiano possa riconoscere i vari blocchi)
  • Segnalare i rapporti tra sintagmi
  • Focalizzazione (Dare rilevanza ad un determinato elemento della frase)
  • Finire la frase
  • Forza illocutiva (Tutti gli aspetti che riguardano la pragmatica dell’enunciazione linguistica, definendo se è una domanda, un ordine. L’intonazione ci permette di far capire cosa vogliamo dire con quella frase)

Distinzione tra parola grafica e parola fonologica

  • Parola grafica è una parola limitata da due spazi bianchi. La parola grafica è utile per misurare la quantità di testo. Il tempo, per esempio, mi dà soltanto un’idea di quanto ampio possa essere un testo, mentre con la parola grafica posso anche confrontare campioni di testo diversi.
  • Parola fonologica è una combinazione di sillabe che hanno uno stesso picco accentuale.

Esiste poi un’ulteriore distinzione:

  • Parole testuali (forme di parola, repliche, occorrenze) cioè una forma di uno stesso lessema.
  • Forme di citazione (lemmi, lessemi, parole astratte)

Un testo con tante occorrenze diverse di pochi lessemi è un testo povero a livello lessicale. Per capire come funziona una lingua ci interessa lo studio delle parole testuali, se il nostro intento è la comunicazione. Le parole testuali, rispetto alla forma astratta/lessema, sono capaci di variare rispetto alla forma di citazione. Esse possono subire due tipi di variazione:

  • Variazione fonologica come un’elisione (L’amica invece che La amica), un troncamento (andaron invece che andarono, siam invece che siamo).
  • Variazioni funzionali, che quindi servono per fare qualcosa e sono necessarie quando utilizzo una parola testuale. Sono un esempio le flessioni (coniugazioni dei verbi, declinazioni) o paradigmi di flessioni (verbi della stessa coniugazione cambiano tutti nello stesso modo). La variazione funzionale ci permette di assegnare ad ogni parola le caratteristiche che deve avere a seconda della categoria a cui appartiene. Grazie ad essa, inoltre, si possono stabilire dei rapporti tra le varie parole (stabilire il soggetto di un verbo, per esempio). Il terzo scopo della variazione funzionale è segnalare i legami tra le parole all’interno di un testo, anche tra parole non dipendenti (una serie di aggettivi che si riferiscono tutti alla stessa persona). Stabilire legami nel testo e nel contesto.

Il morfo è l’ultimo segmento in cui io posso ancora ritrovare le caratteristiche del segno linguistico, cioè significante e significato. (parl/av/o, prima parte rimanda a un'azione, seconda parte un modo e un tempo particolare, terza parte indica che si tratta di una prima persona singolare.)

Per ogni parte devo dire a cosa serve e cosa significa. (concret/izz/av/o, in cui izz è un suffisso, potrei isolare anche –con perché rimanda all’origine della parola ma nell’analisi in morfi mi interessa solo la parola dell’italiano di adesso, non da dove ha avuto origine.)

Tipologie di morfi

I morfi possono essere:

  • Lessicali (o parole piene). Sono un insieme molto ampio e in continua espansione, all’interno del quale io posso individuare delle sovrapposizioni di significato.
  • Grammaticali (o parole vuote, funzionano solo in unione ai morfi lessicali). Sono uno insieme molto più ristretto, un numero limitato, finito e ridotto, che non può espandersi. Sono forme più stabili che non ammettono sinonimie (no sovrapposizioni) Il singolare non può essere plurale, la prima persona non si sovrappone alle altre.

Tra i morfi grammaticali ci sono:

  • Morfi legati (uniti con le parole)
  • Morfi relativamente liberi (dipendono dalla presenza di un’altra parola)

Esempio di analisi morfica:

  • Parl/a (base lessicale + terza persona singolare indicativo presente)
  • Part/e (base lessicale + terza persona singolare indicativo presente)

Parl/a e Part/e sono un allomorfo: due diverse realizzazioni di una stessa classe morfica, cioè terza persona singolare indicativo presente. Fu: forma unica, si può fare l’analisi in morfemi, possiamo analizzare la parola astratta. Il morfema è l’unità minima di significato che può proiettarsi sullo stesso significato degli altri morfemi. (due morfi diversi che appartengono alla stessa classe di significato.) Per esempio, fu è allo stesso tempo verbo essere, terza persona singolare, tempo presente, cioè tre morfemi.

Partire sempre dalla fine delle parole.

  1. L/a canzon/e di cui parl/av/o l/a sent/ir/ai solo in primaver/a, quando tant/i si sent/ono in vena di melodi/e/. Tuttavia, non mi convinc/e tanto quest/a spiega/zion/e.
  2. Domenic/a il paes/e vot/a e l/a debol/ezz/a de/i general/i fa aument/are l/a possibil/ità di attent/at/i.
  3. Auto rub/at/e come biciclett/e. I numer/i sono da record: ogni giorno su/ll/e strad/e itali/an/e veng/ono rub/at/e oltre tre/cento/trenta auto/mobil/i. Quant/e poss/ano essere l/e vettur/e che cambi/ano di propriet/ari/o non è tanto difficil/e da immagin/are.
  4. Sono solo cento gli assente/ist/i licenzi/at/i. Gli special/ist/i avvert/ono: l/a legg/e per il licenzia/ment/o de/i dipend/ent/i pubblic/i c’è ma vien/e applic/at/a solo rara/mente in manier/a arbitrari/a.
  5. Abbiamo final/mente otten/ut/o che tutt/i i professor/i, e i docent/i in generale, facc/iano del loro meglio per far sopravviv/ere l’architett/ur/a de/ll/a scuol/a.

Analisi lessicale

L'analisi lessicale può essere fatta in relazione a diversi aspetti:

  • Lessico in relazione all’origine delle parole (con l’analisi in morfi delle parole)
  • Lessico in rapporto ai meccanismi di formazione endogeni (per creare nuove parole). Se aggiungo il suffisso –ura ad una parola ottengo una nuova parola = architett/ura
  • Lessico in base agli usi che facciamo delle parole (come e quanto le usiamo)
  • Lessico in rapporto al significato (semantica lessicale = come funzionano i significati delle parole. Una parte importante della semantica è lo studio di accezioni)

Origine delle parole

Ogni lingua segue percorsi diversi, ma esistono tre elementi comuni:

  • Nucleo storico del lessico di una lingua (nel caso dell’italiano, il latino.)
  • Allotropi (parole che hanno sempre origine latina, ma che hanno seguito un altro percorso, saltando alcune fasi dello sviluppo. Non hanno subito tutte le modificazioni fonologiche e sono più simili alla forma latina originale. Es: paterno non ha subito trasformazioni, a differenza di padre. La maggior parte degli allotropi ha origine dotta.)
  • Prestiti da altre lingue (divisi tra prestiti adattati e i prestiti non adattati)
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ely96thebest di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Aureli Massimo.
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