Linguistica generale
Introduzione alla linguistica
La linguistica generale tratta lo studio scientifico del linguaggio umano, attraverso un metodo ipotetico-deduttivo. Da un punto di vista linguistico, l’analisi verte su quattro livelli. Il primo livello corrisponde a quello fonetico o fonologico di cui fanno parte i suoni, definibili in gergo come foni o fonemi. Il secondo livello è quello morfologico, corrispondente alle parole definite morfemi. Il terzo livello ingloba la parte sintattica. I tre suddetti livelli vengono raggruppati tutti nel livello semantico, che si interessa al significato delle frasi, ma soprattutto del testo.
Lingua e linguaggio sono gli oggetti di studio della linguistica. Al sistema lingua appartengono varie strutture come gli aspetti paralinguistici, ai quali corrispondono i gesti che accompagnano le parole e gli aspetti sovrasegmentali, cioè al di sopra del segmento fonetico, come la sociolinguistica, il tono e l’intonazione. Anche al linguaggio corrispondono varie strutture e tipologie: esiste infatti il linguaggio animale, così come quello dei fiori ecc.
I due oggetti della linguistica, cioè lingua e linguaggio, servono inevitabilmente alla comunicazione. Quest’ultima è la funzione propria di ogni tipo di linguaggio, ma nonostante i vari tipi di linguaggio siano identici nella loro funzione, hanno strutture diverse e da qui si arriva a parlare di linguaggio umano e a distinguerlo da ogni altro tipo di linguaggio.
Lo studio scientifico riguardante questo tipo di linguaggio segue due fasi: una corrisponde alla formulazione di varie ipotesi che spieghino fatti molteplici, la seconda corrisponde a una formulazione chiara e controllabile delle ipotesi. Ciò che è importante da notare è che la linguistica generale non corrisponde alla grammatica normativa. La linguistica non si interessa alla spiegazione di cosa sia giusto grammaticalmente fare o non fare, ma si occupa di spiegare ciò che effettivamente si dice. Per questo motivo la linguistica generale è definita una disciplina conoscitiva e descrittiva.
Come abbiamo detto, il linguaggio può essere di vario tipo: abbiamo dunque quello animale, così come quello umano. Tra i due esiste una sostanziale differenza: infatti, quello animale è definito continuo in quanto è composto evidentemente da gesti che hanno una loro specificità, come ad esempio avviene per la danza delle api. Il linguaggio umano invece è definito discreto in quanto è composto da elementi che si distinguono l’uno dall’altro. Inoltre, il linguaggio umano è costituito da fonemi che non sono molti, perché non hanno un significato di per sé, ma si combinano per creare significati complessi.