David Crystal: la linguistica di Internet
Prospettive linguistiche
I linguisti cercano di analizzare e descrivere le manifestazioni del linguaggio ovunque. Così, quando incontriamo la più grande banca dati che il mondo ha mai visto, ci si aspetta che i linguisti la esplorino. Sta emergendo un nuovo campo: la linguistica di Internet. Questo termine è il più conveniente per lo studio scientifico di tutte le manifestazioni del linguaggio del mezzo elettronico.
Cyberspeak, Netspeak e altri neologismi sono stati spesso usati in spiegazioni per il grande pubblico, ma la loro debolezza è stata che ponevano un’enfasi superflua sull’eccentricità del potenziale linguistico del mezzo e suggerivano che il mezzo fosse più omogeneo di quello che realmente è. Il predominio dell’inglese su Internet ha portato a nomi come Netlish e Weblish, ma questi termini sono troppo limitati data la presenza in aumento del cinese e altre lingue.
La linguistica di Internet è ai primi anni di vita ma si può intuire che si svilupperà. Tutti i rami riconosciuti della linguistica sono disponibili in principio. Noi possiamo anticipare studi di sintassi di Internet, morfologia, mezzi di trasmissione (fonologica, grafologica, ecc.), semantica, pragmatica, sociolinguistica, psicolinguistica e così via.
Parte del lavoro del linguista è eliminare i pregiudizi popolari e Internet ne ha certamente fornito molti. Molte preoccupazioni linguistiche contemporanee sono state attribuite alla nuova tecnologia e hanno predetto la scomparsa dei linguaggio e il declino degli standard dello scritto e del parlato. Le preoccupazioni sono però basate su leggende. Il panico morale che ha accompagnato l’arrivo dei messaggi fornisce una prova. Quando i messaggi sono divenuti popolari nel Regno Unito, intorno al 2000, molti li hanno visti come un disastro linguistico. Cinque anni dopo, negli Stati Uniti ci fu la stessa reazione. Si era diffusa la credenza che i messaggini erano un fenomeno moderno, pieno di abbreviazioni che sarebbero state usate nei compiti e negli esami dai giovani che avrebbero perso il senso dello standard. Diversi studi hanno però dimostrato che l’isteria verso le novità linguistiche dei messaggini è fuori luogo. Tutte le credenze popolari sono sbagliate.
Queste abbreviazioni non sono limitate alle giovani generazioni e queste non le inseriscono nei loro esami o nei compiti di scuola; i messaggini aiutano gli standard di alfabetismo piuttosto che ostacolarli. I messaggini non sono “pieni di abbreviazioni” né queste abbreviazioni sono un “fenomeno moderno”. Se ne possono trovare molte nella scrittura informale prima dei computer. La caratteristica più notevole è l’uso delle singole lettere, numeri e simboli per rappresentare parole o parti di parole come b per be e 2 per to. Vengono chiamati rebus.
L’uso di lettere iniziali per intere parole non è del tutto nuovo. Le persone hanno siglato con le iniziali alcune frasi, per anni. IOU (I Owe You) è stato registrato dal 1618. Inoltre, non c’è differenza, oltre al mezzo di comunicazione, tra il moderno lol (laughing out loud) e l’antecedente SWALK (sealed with a loving kiss). Neanche l’omissione di lettere, come in msg (message) è nuova. Eric Partridge ha pubblicato nel 1942 un Dictionary of Abbreviations che contiene molti esempi tra cui agn (again). Altre abbreviazioni come cos (because) e wot (what) datano rispettivamente 1828 e 1829.
La scoperta più importante degli studi è che i messaggini non minano l’abilità dei ragazzi a leggere e scrivere, al contrario, la migliora. Prima di saper scrivere e giocare con le abbreviazioni, bisogna avere una percezione di come i suoni del proprio linguaggio si rapportano alle lettere. Ciò che si vede su Internet è un’espansione notevole delle opzioni espressive del linguaggio. Usare il linguaggio in maniera chiara ed efficace su Internet non è sempre facile. Le interazioni tra il mittente e il destinatario sono differenti dalle conversazioni tradizionali. L’anonimato dei partecipanti altera le aspettative tradizionali di comunicazione. Il linguaggio scritto sullo schermo non si comporta allo stesso modo del linguaggio scritto nella pagina tradizionale. Noi lo scriviamo in modo diverso e lo leggiamo in modo diverso. È più facile essere ambigui, fuorvianti o offensivi.
Internet come mezzo
Non c’è mai stata una raccolta di linguaggio ampia quanto quella di Internet. Contiene più linguaggio scritto di tutte le librerie del mondo messe insieme e i suoi contenuti informativi crescono rapidamente ogni volta che più parti del mondo entrano online, la memoria video cresce. C’è una diversità del linguaggio incontrato su Internet. Le varietà stilistiche devono riconoscere non solo le pagine web ma anche materiale che si trova nelle email, le chat, mondi virtuali, i blog, la messaggeria istantanea e la comunicazione nei social network come Facebook, MySpace, Hi5, Bebo, ecc. Ognuno di questi prodotti presenta prospettive comunicative, proprietà, strategie ed aspettative differenti. È difficile trovare generalizzazioni linguistiche che si applichino tranquillamente al linguaggio di Internet nel complesso.
Quando si sono diffuse le email, a metà degli anni ’90, l’età media degli utenti era sui venti anni. Oggi è sui trent’anni. La conseguenza è che lo stile originale e colloquiale delle email è stato soppiantato da uno stile più conservativo e formale, non appena le persone più grandi hanno introdotto le loro norme.
È stato impossibile identificare il momento preciso in cui una nuova parola o un nuovo significato arriva nel linguaggio. Ma la marcatura oraria delle pagine web, e l’abilità di tracciare i cambiamenti apre nuove opportunità. Alcuni tipi di linguaggio su Internet presentano alcune sfide come l’inaccessibilità e l’anonimato. L’effetto dell’anonimato sul comportamento linguistico deve essere esplorato. Comunicare sotto falso nome sembra rendere le persone meno inibite: possono sentirsi incoraggiati a parlare di più e in modi differenti dal repertorio linguistico del mondo reale.
Internet offre opportunità linguistiche senza precedenti per ricerche originali. Poiché abbiamo a che fare con un mezzo elettronico, dobbiamo investigare non solo i nuovi tipi di linguaggio introdotti dalla tecnologia (blog, Twitter), ma anche reinterpretare tutto ciò che sappiamo del linguaggio. Le differenze tra vocabolario e grammatica parlata e scritta devono essere rivisitate, poiché il modo in cui usiamo il linguaggio su Internet è differente. Quando il mezzo elettronico semplicemente scannerizza i testi per lo schermo, li presenta in un nuovo modo, permettendoci di fare nuove cose con questi.
Le caratteristiche delle radio online offrono nuove possibilità: il programma è lo stesso della radio ma l’ascoltatore ora ha l’opportunità di fermarlo, riascoltarlo una seconda volta, di saltare delle parti e di muoverlo avanti o indietro. La gestione dell’esperienza uditiva si è trasferita dal produttore al ricevente.
Il linguaggio di Internet è più vicino al parlato o allo scritto, o è qualcosa di totalmente differente? Dopo mezzo secolo di ricerche nei vari domini linguistici, come grammatica, lessicografia, ecc., sono state definite chiaramente le principali differenze tra lo scritto e il parlato. Il parlato è legato al tempo, è dinamico e transitorio, è parte di un’interazione in cui entrambi i partecipanti sono presenti, e il parlante ha un particolare destinatario in mente. Lo scritto è legato allo spazio, statico e permanente; è il risultato di una situazione in cui lo scrittore è distante dal lettore, e spesso non sa chi sarà il suo lettore.
Con il parlato non c’è un ritardo di tempo tra la produzione e la ricezione. La pressione di pensare mentre si parla promuove costruzioni più vaghe, ripetizioni, riformulazioni ma i confini della frase sono spesso non chiari. Con la scrittura c’è sempre un ritardo di tempo tra la produzione e la ricezione. La scrittura promuove lo sviluppo di un’organizzazione curata, spesso una struttura complessa del discorso.
Con il parlato i partecipanti sono di solito faccia a faccia e possono contare su indizi extralinguistici come le espressioni facciali e i gesti per sostenere il significato. Il lessico è spesso vago, e usa parole che si riferiscono direttamente alla situazione. Con la scrittura, la mancanza di un contatto visivo significa che i partecipanti non possono contare sul contesto per rendere chiaro il loro significato.
Il parlato è molto adatto a funzioni sociali o “fatiche” o in qualsiasi situazione dove è desiderabile un discorso casuale e non pianificato. La scrittura è molto adatta a registrare fatti e la comunicazione di idee. I documenti scritti sono più facili da mantenere ed esaminare.
Tra le caratteristiche uniche del parlato c’è la prosodia. Le molte sfumature dell’intonazione, come i contrasti di forza, tempo, ritmo, pause e altri toni di voce, non possono essere scritti con molta efficacia. Tra le uniche caratteristiche dello scritto vi sono le pagine, le righe, l’uso delle lettere maiuscole, l’organizzazione spaziale e molti aspetti della punteggiatura.
Sarebbe semplicistico trattarli come due entità omogenee e autonome. Le varietà del linguaggio mostrano la combinazione di alcune caratteristiche precedenti in gradi diversi. I prodotti del linguaggio di Internet variano molto riguardo alle somiglianze con il parlato e lo scritto. A un’estremità c’è il web, con molte funzioni che non differiscono dalle tradizionali situazioni in cui si usa la scrittura. Al contrario, le email, le chat, la messaggeria istantanea, e i messaggini, sebbene espressi attraverso il mezzo scritto, mostrano diverse proprietà principali del parlato. Sono governati dal tempo, si aspettano una risposta immediata, sono transitori nel senso che possono essere eliminati immediatamente.
L’interazione visuale di certi programmi come Skype e iChat, sono la forma più vicina all’interazione faccia a faccia, anche se il continuo ritardo tra la trasmissione del messaggio e la sua ricezione impedisce la simultaneità che incontriamo nelle conversazioni quotidiane. Quando la dimensione visuale è assente, la messaggeria istantanea può approssimarsi alla dinamicità delle conversazioni, nonostante manchi della simultaneità del responso. Nelle chat, la pressione di rispondere è ancora presente, ma è meno forte perché la responsabilità è condivisa. Con i social network e le conversazioni su Twitter, non c’è una dinamica legata al tempo. Con le email, c’è una più grande flessibilità nel ritardare una risposta. Con i blog e la maggior parte delle pagine web le risposte sono opzionali.
Da un’estremità c’è il web che mostra la stessa gamma di costruzioni dello scritto e opzioni grafiche, dall’altra estremità, il carattere limitato dei messaggini riduce le opzioni grafiche e grammaticali. Nel mezzo troviamo i blog che variano molto nella loro complessità grafica e costruttiva. Le email variano enormemente: alcune persone inviano messaggi senza revisionarli, non curanti degli errori, altri si preoccupano invece di revisionarli.
Le chat e i social network sono altamente variabili: più sono accademici e professionali, più saranno basati sui fatti nell’obiettivo. Anche la messaggeria istantanea è altamente variabile, alcune volte contiene molte informazioni, altre volte è interamente devota alla chiacchiera. In sintesi, il linguaggio di Internet mostra proprietà sia dello scritto che del parlato.
La differenza più importante con il parlato è la mancanza di reazioni simultanee. In una conversazione, gli ascoltatori hanno un ruolo attivo, usano i movimenti facciali, vocalizzazioni e gesti. I parlanti prendono nota inconsciamente di queste reazioni e modificano il loro discorso di conseguenza. Le reazioni agiscono come un indice di “come stiamo andando”.
Nelle situazioni di Internet, le reazioni simultanee sono assenti. Arriveranno successivi responsi ma non in maniera simultanea. Anche nelle situazioni apparentemente faccia a faccia o nei dialoghi che fanno uso di Skype, c’è un ritardo che può causare interferenze conversazionali. Le cose miglioreranno quando la tecnologia maturerà, ma le conversazioni su Internet in questo momento mancano del tipo di reazione immediata che troviamo nei dialoghi di ogni giorno.
Caratteristica importante delle conversazioni informali è l’uso di segnali di reazione. Alcuni scrittori hanno suggerito che la mancanza di queste caratteristiche è una delle ragioni per cui molte interazioni su Internet sono percepite come fredde o distanti. In assenza di tali reazioni il nostro stesso linguaggio diventa più goffo di quanto potrebbe essere altrimenti.
È stata una consapevolezza dei pericoli dell’ambiguità che ha portato allo sviluppo delle emoticons.