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Linguistica lezione del 07/03/2005

Nel 1916 venne pubblicato il "Corso di linguistica generale", risultato degli appunti delle lezioni di Saussure, che fu il momento in cui la linguistica si affermò come scienza autonoma vera e propria. La dicotomia lingua scritta e lingua parlata ha due tipi di accezioni: si può parlare di lingua parlata in opposizione alla lingua scritta sulla base della valenza sociolinguistica che comporta che per parlato si intende la lingua di uso comune, meno ricercata e meno attenta al rispetto delle regolarità grammaticali e lessicali standard e che è per sua stessa natura ricca di elementi normalmente assenti nello scritto (come esclamazioni, tono e inflessione di voce), mentre la lingua scritta, sempre dal punto di vista sociologico, è più ricercata soprattutto nel rispetto delle regolarità grammaticali e lessicali standard. Nello scritto per esprimere le idee si ha un modo diverso rispetto al parlato.

Un altro punto di vista per esaminare parlato e scritto intende il parlato come codice lingua in tutti i suoi aspetti, lo scritto è il codice scrittura, l’insieme delle regole con le quali l’enunciato, il flusso inarrestabile del parlato, viene trasposto su un supporto stabile per essere riusato o riletto. Riassumendo la differenza tra scritto e parlato ha due accezioni, la prima che guarda a scritto e parlato come due varietà della lingua studiandone le differenze, l’altra accezione vede il parlato come lingua in generale e come scritto i sistemi di scrittura, i segni impiegati per scrivere.

Linguistica può essere vista come lo studio scientifico delle lingue. Si parla di linguistica generale per intendere lo studio delle lingue dal punto di vista delle loro caratteristiche costitutive prese in un momento preciso, ossia nel loro aspetto sincronico. Altro ramo della linguistica importante è quello della linguistica storica che studia lo sviluppo diacronico delle lingue, lo sviluppo attraverso il tempo. Con linguistica si intende la scienza che studia lingue e che ricomprende dentro di se sia l’aspetto diacronico che sincronico.

Tipologia linguistica e mutamenti

Altro ramo importante è quello della tipologia linguistica, che studia le lingue in base a caratteristiche della loro struttura e verifica i caratteri comuni che comportano altre caratteristiche associate, catalogando così una sorta di parentela linguistica in base a degli universali linguistici al di là della parentela effettiva. Ad esempio inglese e tedesco sono imparentate poiché discendono dal protogermanico, altre lingue sono quelle slave che sono legate per il protoslavo, russo, serbo, sloveno, bulgaro (...) che hanno la caratteristica di avere un alfabeto in comune quale il cirillico.

Meno noto è che queste lingue madri da cui discendono le lingue moderne, sono imparentate a loro volta per il fatto di discendere dall’indoeuropeo comprendente anche lingue indiane derivanti dal sanscrito. Con l’andare del tempo le lingue si sono talmente differenziate che non sono più reciprocamente comprensibili, per l’effetto del mutamento linguistico che agisce incessantemente su tutte le lingue, sia sui significanti che sui significati: il mutamento dei significati è comprensibile per lo sviluppo scientifico-tecnologico che necessita di nuovi termini o il recupero di parole già esistenti con un nuovo significato per indicare nuovi concetti o fenomeni.

Saussure ricorre al recupero di termini già esistenti con nuovi significati per introdurre la dicotomia langue e parole per indicare un nuovo concetto. Altro esempio è quello della parola fonema, un neologismo, per definire il nuovo concetto elaborato dalla scienza linguistica. Le lingue mutano anche nei significanti in modo più o meno vistoso, l’inglese ha subito mutamenti dei significanti molto radicali. Ad esempio la "r uvulare", che è un fonema, in francese è stata inserita quando in classi sociali alte come carattere distintivo superiore che ha raggiunto nel corso del tempo l’intera lingua parlata francese. La "r uvulare" non crea ambiguità e per questo non ha sostituito la "r" originaria diventandone solo variante libera.

Sociolinguistica e influenze storiche

La sociolinguistica studia come gli strati sociali influiscono sulla forma con cui si articola l’enunciato a seconda delle situazioni. Il latino in Italia ha avuto moltissimi discendenti con una varietà di parlati locali, ma anche con grossi agglomerati quale ad esempio in dialetto toscano scelto poi per italiano perché era meno corrotto rispetto al latino originario. A partire dal latino si sono avuti moltissimi cambiamenti a livello di significante.

Il mutamento linguistico avviene con velocità diverse: ad esempio in inglese la parola mouse ha il plurale in mice, nell’inglese medioevale si aveva mus (con la u lunga) al singolare, mentre al plurale mis (con la i allungata), nel 1500 si aveva mous e meis, quindi alla fine del ‘600 si è arrivati a mouse e mice. I motivi di questi mutamenti sono molteplici, per esempio una causa poteva essere la classe dominante che adottava una certa pronuncia per differenziarsi, oppure la nuova generazione tende a differenziarsi dalla precedente con nuovi metodi di pronuncia (...). Un motivo chiaro per questi cambiamenti non è stato ancora trovato.

Le lingue possono essere raggruppate su base genealogica, ossia la parentela, si parla in questo caso di classificazione genealogica delle lingue. Altro tipo di raggruppamento è la classificazione tipologica, ossia a seconda del tipo grammaticale a cui appartengono, ci sono analogie di comportamento tra grammatiche di lingue molto diverse non imparentate tra loro, i cosiddetti universali linguistici.

Storia della scrittura e linguistica

Creta è stata il luogo in cui lo sviluppo della scrittura ha avuto una storia eccezionale, probabilmente il nostro alfabeto moderno ha avuto una tappa fondamentale qui, Creta è un punto di riferimento importante, mediatrice culturale tra oriente e occidente, culla di popoli che hanno sviluppato scrittura particolari sull’isola e successivamente ha influenzato la civiltà greca. Uno dei documenti più enigmatici è il disco di Festo, importante per il tipo di riflessioni che porta con sé.

L’invenzione della scrittura è fondamentale per la nascita della linguistica, la riflessione sulle lingue non avrebbe potuto nascere e progredire senza la scrittura, tanto meno svilupparsi uno studio scientifico. La scrittura alfabetica ha permesso di raggiungere la segmentazione più piccola dell’enunciato, il fonema, rappresentato da un segno grafico. Quando si parla di alfabeto latino, non significa che la lingua con cui esso viene trascritto sia il latino, un testo italiano è scritto in italiano, ma il sistema di scrittura è quello latino, con cui si scrivono diversi tipi di lingue.

L’italiano è l’ultimo sviluppo del latino che era una fase di una lingua che si stava evolvendo cristallizzata all’epoca di Giglio Cesare, Cicerone (...). Questa lingua è stata cristallizzata all’interno della pubblica amministrazione romana il che le ha permesso di diffondersi nel bacino mediterraneo, successivamente è diventata la lingua ufficiale della chiesa, la struttura che si è sostituita all’impero romano al momento del suo crollo nel 476 d.C. quando l’ultimo imperatore dell’impero romano d’occidente viene destituito.

L’impero d’oriente sopravvive fino al 1476 quando i turchi riescono a conquistare anche Bisanzio imponendo la loro lingua come superstrato, non imparentato con la lingua indoeuropea, ma con quella mongola. In Italia scendono gli Ostrogoti che rimangono per un periodo limitato visto che i Bizantini attorno all’anno 540 riprendono il controllo dell’Italia. Nel 578 i longobardi invadono e occupano l’Italia portando con sé una lingua somigliante al gotico che ha influenzato l’italiano, ad esempio il termine guerra deriva dal longobardo.

I longobardi costituirono la classe dominante per diversi secoli fino all’800, la lingua dominante in questo periodo non fu il longobardo, ma il latino influenzato in parte dal longobardo. Negli atti giuridici si aveva la distinzione tra longobardi e romani, i romani erano gli abitanti dell’Italia prima dell’arrivo dei longobardi. All’interno dell’Italia c’era il nucleo dello stato della chiesa molto importante dal punto di vista linguistico perché assicurava al latino la preminenza.

Le zone non conquistate vennero definite romania, attuale Romagna, occupata dai Bizantini. Il medioevo segna la decadenza della lingua latina che porta alla sua frammentazione a seconda delle zone. Gli eventi storici influiscono molto, quindi, sui mutamenti linguistici sia a livello dell’espressione che del contenuto. I musulmani portando una cultura che ritenevano superiore, si sovrapponevano alla cultura precedente cancellandola, quindi l’arabo non ha subito le stesse influenze ad esempio dell’italiano.

In Italia, a differenza di altre nazioni invase, i nobili tendevano a rinnegare il loro albero genealogico, qualora esso li ricollegava alle popolazioni di invasori, sostenendo di discendere invece dai romani, questo ha permesso al tuscanico, ad esempio, di preservarsi dalla corruzione dal latino originale. Spesso la linguistica è stata legata alla politica, ad esempio in Albania Oxa ha voluto legare gli albanesi ai Pelasgi, quando in realtà non lo sono, infatti essi discendevano da popolazioni indoeuropee. I Pelasgi erano una popolazione raccontata nei miti greci come una popolazione che dominava la maggior parte dell’Europa.

Nel tentare di realizzare il suo progetto Oxa ha allontanato dalle università tutti coloro che sostenevano la verità, chiamando invece coloro, come Mayani, che sostenevano le idee di Oxa. Un mutamento da s ad h è molto frequente, molto più raro il contrario, la linguistica opera su dati statisticamente certi, quando il dato statistico aumenta si raggiunge la qualità della certezza, per stabilire i legami di parentela. Nella comparazione linguistica non importa la somiglianza poiché le lingue possono adottare prestiti, ma anche perché possono avvenire mutamenti dei significanti radicali che traggono in inganno nell’indagine linguistica.

Utile è invece l’esame del lessico fondamentale: per esempio i numeri, che risalgono ad una tradizione antichissima, possono rivelare somiglianze tra lingue importanti. Interessa che ci siano delle corrispondenze sistematiche, il che significa che se in una lingua una c corrisponde ad una q più volte questo significa che esse discendono da un suono comune per il mutamento diacronico. Esistono fenomeni linguistici come l’assimilazione per cui i suoni della parole che vicino ad altri suoni assumono un’altra forma: in-abile im-possibile (invece di in-possibile), tutte queste mutazioni sono state catalogate in modo da poter essere riconosciute e studiate. Le mutazioni sono dovute alla semplice vicinanza di suoni, non ad altri motivi, si chiama mutamento articolatorio.

Lo studio dell’indoeuropeo ha portato alla creazione delle linguistica. Nel 1952 Michael Ventris ha decifrato la scrittura lineare b risalente al 1300 a.C. (ca.), scoperta nel 1900 da Evans che scoprì anche la lineare a, ma la più diffusa era la lineare b. Si è scoperto che la lineare b era una forma di scrittura che trascriveva il greco, in questa forma era ancora presente la q, diventata t nel greco moderno, questa è la dimostrazione delle teorie in base al quale nel greco doveva esserci la q poiché lingua indoeuropea.

Tra scrittura e lingua c’è una differenza sostanziale, la scrittura può essere sempre letta, ma per essere compresa è necessaria la conoscenza della lingua.

Lezione del 14/03/2005

Si hanno due distinzioni in linguistica: per linguistica generale si intende sia la linguistica in generale, sia una parte della linguistica poiché studia le strutture fondamentali comuni a tutte le lingue; la linguistica sincronica, studia una fase della lingua in un determinato momento e applica i criteri generali comuni ricavati dalle singole lingue. La lingua è un fenomeno strettamente connesso alla mente, è il modo in cui la mente si manifesta all’esterno. Per questo la lingua ha strutture comuni, gli universali, la mente umana è uguale per tutti. Queste concezioni generali vengono applicate allo studio delle singole lingue, sono la facoltà che ha l’uomo u creare un codice complesso di comunicazione, ossia il linguaggio.

La linguistica storica studia lo sviluppo della lingua nel tempo. La linguistica nacque sulla base degli studi di linguistica storica ha importanza fondativa, la linguistica nacque sulla base degli studi di europei, in particolare tedeschi, sulla comparazione delle lingue indoeuropee per risalire ad una protolingua. Questi studi hanno portato alla legge fonetica e all’introduzione del metodo scientifico esatto nello studio delle lingue che da sempre è stato ambito delle scienze umanistiche. L’esistenza di una letteratura conosciuta permette la stabilità di una lingua che impedisce ala formazione di varianti, rallentando o evitando il mutamento linguistico.

Saussure ha per primo applicato le regole delle scienze esatte alle studio delle lingue, sia morte che vive. Oggi si fa una distinzione tra lingua e dialetto in base alle convenzioni politico-sociali: una lingua ha una letteratura politica e un popolo che la appoggia. In realtà i dialetti sono lingue vere e proprie solo non hanno la tradizione scritta e vengono usati solo in determinati situazioni contingenti. La linguistica storica è importante anche perché il mutamento linguistico agisce sempre sulle lingue più o meno lento, siccome la linguistica storica studia questo mutamento essa ha in conseguenza un’importanza fondamentale perché da la prospettiva temporale necessaria per capire elementi, che derivano dal mutamento, altrimenti incomprensibili.

Le forme plurali si formano sulla base della legge dell’analogia, la legge del quarto proporzionale, es. loda:lodano=egli:x si usa il suffisso dei verbi per declinare i pronomi. In passato il plurale di egli era elleno, il–no derivava dal suffisso di –no del verbo al plurale, oggi questa forma è scomparsa proprio per la mutazione linguistica. Oggi al posto di eglino o elleno si usa loro o essi, loro però è anche un pronome possessivo. In italiano si ha il meccanismo di accordo in base al cui una si ha una sequenza di parole che si legano e che sono da usare insieme. La linguistica storica è importante per dare una spiegazione a certi fenomeni che avvengono all’interno di una lingua, altrimenti inspiegabili.

All’interno della linguistica esistono altri rami che studiano altri settori, uno di questi è la linguistica applicata che studia le tecniche con cui gli universali linguistici possono rendersi utili ad un’applicazione concreta, uno di questi è la glottodidattica che studia le tecniche di apprendimento per facilitare insegnamento e apprendimento. Sempre all’interno della linguistica applicata si ha la linguistica computazionale che studia l’interazione tra linguistica e informatica.

Altri rami importanti è quello della sociolinguistica, quello dell’interlinguistica, che studia le interferenze che ci sono tra le varie lingue e quello della tipologia linguistica che studia le lingue sulla base delle caratteristiche comuni sulla base della loro struttura: una lingua x che ha una certa caratteristica strutturale, automaticamente ci si deve aspettare che ne abbia altre, caratteristiche comuni. La sociolinguistica studia il fatto che la lingua presente delle frastagliature, delle parti che si diversificano: si hanno assi lungo i quali sono rappresentate le diversificazioni possibili, l’asse diafasico, l’asse diastratico e l’asse diamesico.

La sociolinguistica studia la lingua nelle sue diverse varietà che ha all’interno della società dei parlanti, queste varietà dipendono da diversi fattori, i fattori diafasico, diastratico, diamesico, a cui si aggiunge il diatopico.

Fattori di variazione linguistica

  • Il fattore diatopico è il fattore della varietà linguistica a seconda dei luoghi, la variazione attraverso i luoghi, studia le varietà locali.
  • Il diafasico studia le diverse varietà a seconda delle situazioni.
  • Il diastratico studia le varietà a seconda dello strato sociale.
  • Il diamesico indica le varietà linguistiche a seconda del mezzo tramite cui si trasmette il messaggio linguistico, ossia parlato, scritto,...

Quindi la stessa lingua ha al suo interno molte variazioni e differenze in base al luogo di provenienza, in base al contesto in cui si parla, dello strato sociale e in ultimo del mezzo con cui si comunica. Oggi la differenza per strato sociale è meno evidente rispetto alle epoche passate. In Italia c’è una situazione di diglossia ossia i parlanti usano due lingue, ma una è inferiore all’altra (i dialetti). Questo porta a interferenze tra le lingue a livello dei suoni e delle parole. A livello delle parole, si hanno interferenze a livello sintattico, ad esempio "a me mi piace" che nell’italiano standard non è corretto, ma esso deriva dal dialetto in cui questa forma ridondante esiste. Altra interferenza si ha a livello dei suoni, nel dialetto lombardo esistono più vocali dell’italiano che vanno a influenzare le pronunce, per questo si riconosce la provenienza di una persona es "situassione", la z italiana, suono affricato, è stata sostituita dal suono più simile, la sibilante, fricativa alveolare s. Questa situazione di interferenza si verifica soprattutto nei casi in cui l’italiano è una lingua appresa, ossia prima si è imparato il dialetto e poi l’italiano.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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