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Linguistica generale

Si occupa della lingua ma con molte declinazioni (storica - la prima, etnolinguistica, sociolinguistica, le altre abbastanza recenti). Si occupa di problemi generali che riguardano la lingua. Cos'è? Si occupa di studiare con un metodo scientifico le lingue, studio che ha un metodo che parte dal generale per arrivare al particolare, affidabile, verificabile e condivisibile e che ha un oggetto particolare perché le lingue possono essere studiate in molti modi, es. chi si occupa di letteratura studia letteratura per conoscere gli autori, lo storico le studia per leggere i materiali, il filologo per ricostruire i testi, il missionario per portare il cristianesimo. L'interprete per tradurre testi da e in quelle lingue.

Le lingue sono studiate come strumento per conoscere. Il linguista studia le lingue in sé e per sé, sono l'oggetto e il fine della linguistica, e studia il funzionamento dei sistemi linguistici come fine e non come mezzo per fare altro. L'italiano, il francese e lo spagnolo hanno un termine separato per linguaggio e lingua. Linguaggio è un codice di comunicazione ed è astratto, che si realizza concretamente nelle lingue.

Diversi linguaggi

Ci sono diversi linguaggi, sono differenti a seconda di:

  • Non verbali
  • Sensoriali se legati ai 5 sensi, ottici (mimica e i gesti che realizzano olofrasi, cioè frasi complete, un linguaggio silenzioso ma eloquente es. scuotiamo la testa), acustici (destinati all'orecchio, hanno un tasso complesso di elaborazione es. la musica per esprimere un messaggio, assenso e dissenso es. fischi), tattili (se i primi due sono sensoriali estroversi perché si manifestano al di fuori del corpo, gli ultimi tre sono introversi, questo è un contatto tra due corporeità, es. una stretta di mano mostra un significato diverso se a realizzarlo due capi di stato – accordo – o due persone che si conoscono – conoscenza es. uno schiaffo), olfattivi (legati all'odorato, es. il deodorante o gli sciacqui della bocca mandano messaggi diversi), gustativi (variano da popolo a popolo, sapori trasmessi in circostanze rituali, in contesti situazionali non casuali es. il menù del pranzo di natale che variano da popolo a popolo)
  • Altri linguaggi, informatici, LIS, degli animali es. delle api che comunicano la distanza dei fiori (zoosemiotica) è un linguaggio che comunica ma che non ammette cambiamenti o risposte.

Lingua

La lingua è un sistema simbolico proprio della specie umana, diverso da comunità a comunità e anche da individuo a individuo. Si basa su simboli vocali attraverso i quali gli appartenenti alle società umane categorizzano e concepiscono la realtà e sviluppano pensieri. I sistemi linguistici sono trasmessi per via culturale e non ereditati biologicamente (Ferdinand de Saussure negli inizi del 1900 parla di una facoltà di linguaggio posseduta da ogni essere umano fin dalla nascita che gli consente di acquisire in maniera naturale la lingua materna es. bambini che all'inizio fanno errori e pian piano non li fanno più, parlano per imitazione, imparando in maniera naturale).

La facoltà del linguaggio quindi fa parte del nostro corredo biologico e viene trasmessa per via ereditaria, le lingue invece che si acquisiscono, grazie alla facoltà del linguaggio, dipendono dall'ambiente in cui il bambino è inserito. Ciascun bambino quindi possiede le potenzialità per acquisire qualsiasi lingua, a seconda della comunità in cui vive. Linguaggio: facoltà propria umana vs lingua: rappresentazione concreta.

L'equilibrio tra trasmissione culturale e acquisizione del linguaggio è ciò che differenzia la lingua umana da quella animale, che è ereditata solo per via biologica. Ecco perché di parla riferendosi alle lingue umane di lingue storico-naturali, perché da una parte sono apprese in modo naturale e spontaneo, ma dall'altra sono proprio il prodotto di un'evoluzione attraverso il tempo e sono strettamente legate alla comunità linguistica di cui si fa parte.

Quante lingue ci sono?

Secondo Ethnologue sono 7.102 (ci sono quelle a rischio e quelle sparite). Se il linguaggio appartiene all'uomo, quando nasce? Gli studiosi furono bloccati da una società francese che proibì la pubblicazione di studi sul linguaggio perché non affidabili e non verificabili. Es. le vocali, tutte le lingue le hanno, ma ci sono alcune che ne hanno poche e altre tante.

Il linguaggio è legato al movimento dell'homo sapiens che è partito dal cuore dell'Africa (per i ritrovamenti di Lucy) negli ultimi 200 mila anni. Si è verificata una evoluzione della struttura cranica che dimostra lo sviluppo del cervello e delle mani, che portano ai primi manufatti - i chopper scheggiati per frantumare e colpire, che diventano poi bifacciali, quindi punte acuminate. Una società che è in grado di costruire manufatti deve aver avuto una forma rudimentale di comunicazione, perché presuppone la raccolta, l'utilizzo, la diffusione e la specializzazione di strumenti. Non possiamo dire quando è nato il linguaggio ma possiamo supporre che sia legato alla specializzazione dell'homo sapiens sapiens e alle condizioni storiche favorevoli.

Linguistica storica

Colloca storicamente le lingue in un momento e luogo storico. Parliamo di lingue indoeuropee. Si è ipotizzato che un gruppo di popoli particolari abbia come patria originaria le steppe a sud della Russia tra mar Nero e Caspio. Perché chiamati indoeuropei? Questo gruppo già linguisticamente frazionato aveva colonizzato probabilmente l'India e l'Europa. Ciascun gruppo incontrò un habitat naturale diverso e si mescolò con le popolazioni locali di allora, creando lingue differenti. Sono stati ritrovate anche testimonianze nel Turkistan cinese, mummie conservate con i capelli biondi e il cranio allungato, quindi diverso dalle popolazioni locali. Indoeuropei erano dolicocefali, dal cervello allungato.

Si verifica quindi un cambio di cultura e di popolazione, in quanto la vecchia Europa era abitata da civiltà pacifiche, con città costruite in piano e vicino all'acqua, veneravano le Veneri del Paleolitico, raffigurazioni formose di divinità della terra. Avevano segni e simboli geometrici. Ad un certo punto questa cultura scompare con l'arrivo degli indoeuropei, guerrieri (tombe ricche di armi). Essi erano combattenti, con un'unica divinità maschile (Il cielo) e seppellivano i morti in Tholoi. Inoltre costruivano le loro case sulle alture.

Le lingue

Secondo alcuni studi, esistono somiglianze tra il sanscrito parlato in India (in India gli indoeuropei si chiamavano da soli Aria – uomo) e il latino e greco. Per esempio i numeri es. 7 in sanscrito si dice sapta. Comparando le lingue si fa una ricostruzione della lingua originaria, l'indoeuropeo (siccome è una lingua ricostruita ha tutte le forme precedute da un asterisco per indicare la ricostruzione linguistica). Gli indoeuropei si diffondono, i più antichi sono gli ittiti che si trovavano nell'attuale Turchia. Dal 6 mila abbiamo le prime testimonianze scritte che ci permettono di risalire alle lingue originali. I greci discendono dagli indoeuropei, dalla civiltà dei micenei. I micenei scrivevano su tavolette, la cui lingua venne decifrata nel 1900.

Quali sono le popolazioni indoeuropee? Gli ittiti, i micenei (poi greci), tutte le lingue slave, le lingue baltiche (lituano, lettone), l'albanese, il latino e tutte le lingue germaniche tra cui il gotico, l'irlandese. In Italia era presente anche l'osco umbro.

Grazie ai testi di queste lingue si è visto come le comunità condividessero un certo tipo di ideologia. Per esempio se ci sono due parole che sono conservate agli estremi della zona indoeuropea, queste parole devono essere appartenute al gruppo europeo che le ha perse nelle zone centrali. Per esempio in India abbiamo la parola "raja" (re), in latino il rex, in irlandese abbiamo rix, mentre nella zona centrale ha perso questa parola perché il re aveva funzioni che poi cambiarono, infatti in Grecia non c'è la parola re. Da tutte le lingue indoeuropee si sono sviluppate le lingue attuali, dalle lingue germaniche come il franco o il gotico l'inglese, il tedesco, lo svedese, il nederlandese, dal latino l'italiano e il sardo, dalle lingue slave il russo. Quindi l'italiano, il francese e lo spagnolo sono lingue romanze perché derivano dal latino, mentre inglese e tedesco invece sono lingue germaniche.

La linguistica storica ha documentato e studiato le differenze tra le lingue indoeuropee per arrivare alla costruzione di quelle attuale. In particolare se ne occuparono i Fratelli Grimm, che raccolsero una serie incredibile di miti rielaborandoli in fiabe. Uno dei due, Jacob, fu un incredibile linguista, che trovò una legge fonetica (legge di Grimm) che rende ragione della differenza di alcuni suoni. Ad esempio, piscis in latino – fish in inglese, e fuß in tedesco, pedem in latino – foot. Raccolse tutte le parole che iniziano con p in latino, scoprendo che ad ogni p del latino corrispondeva una f nelle lingue germaniche. Scopre che c'è stato un cambiamento nelle lingue germaniche che ha fatto slittare una serie di suoni.

Le lingue non indoeuropee sono: finlandese, ungherese, basco. Secondo alcuni il basco sarebbe un residuo di una lingua antichissima che proprio per la posizione isolata ha resistito, luogo in cui è presente un gran numero di persone con fattore rh negativo. Gli altri sono tutti risultati di migrazioni e spostamenti.

Sociolinguistica

Ha a che fare con la società, non ha a che fare con la sociologia che interpreta i fenomeni legati alle classi sociali, bensì i fenomeni linguistici in situazioni sociali concrete, come usiamo la lingua in tutte le situazioni che ci capitano anche quotidiane. È una disciplina recente, infatti la prima è quella storica.

Concetti fondamentali in sociolinguistica che possono essere applicati in generale a tutte le lingue: Comunità linguistica - ci riferiamo all'insieme delle lingue e dei parlanti che le utilizzano condividendone le regole d'uso. Prendiamo le distanze da altre prospettive di analisi linguistica, ad esempio la lingua dal punto di vista della fonetica o morfologia, poiché guarderemo solo l'aspetto sociale. L'organizzazione sociale influenza il comportamento e il codice linguistico. Es. comunità linguistica italiana è costituita da persone che parlano abitualmente italiano, e in parte parlano o capiscono un dialetto e sanno in quali situazioni è opportuno l'uno o l'altro (es. in situazioni familiari vs in comune).

Un criterio importante è che il concetto di comunità linguistica può essere esteso a gruppi meno coesi es. immigrati del Ghana, che hanno il medesimo atteggiamento di condivisione, a livello linguistico e culturale. Una comunità linguistica include una comunanza, sono individui che si trovano in una contiguità territoriale, e questo concetto non si può identificare con la nazione. Uno dei maggiori sociolinguisti italiani è Berruto che suggerisce di considerare il concetto in modo generico per essere applicato a più realtà. Infatti al mondo ci sono 220 Stati nazionali mentre le lingue parlate sono circa 6 mila, è evidente che l'esistenza di nazioni monolingue sia una realtà eccezionale.

Repertorio linguistico è l'insieme dei sistemi linguistici parlati all'interno di una comunità, delle risorse linguistiche e delle varietà che possiede un parlante. Berruto dice che in esso non ci sono solo le lingue e le varietà ma anche il rapporto tra lingua e dialetto per esempio, e la diffusione di queste lingue all'interno della comunità. Il repertorio può essere comunitario (regole grammaticali) ma anche individuale (sotto parte, perché difficilmente un parlante è in grado di comprendere tutta la gamma di varietà della comunità, conoscendone solo un segmento). Conosciamo quindi un dialetto ma non tutti.

I repertori linguistici presentano una struttura gerarchica, secondo Berruto, dall'alto verso il basso. Le lingue e i dialetti non sono quindi sullo stesso livello sia nell'uso (basso e alto) che nelle funzioni che la comunità gli assegna. Va contro la comunità usare tutti i codici e i repertori in tutte le situazioni d'uso.

Bilinguismo, diglossia (due e lingua dal greco) e dilalia costituiscono un paradigma generale del repertorio.

  1. Bilinguismo sociale, riguarda la società e non l'individuo, è la presenza nello stesso luogo di due codici, entrambi con la stessa distribuzione (dal livello alto al basso) che sono di statuto giuridico e sociale. È bicomunitario quando due comunità linguistiche coesistono nello stesso territorio es. Belgio o Quebec. Monocomunitario è quando una comunità singola è bilingue es. Val d'Aosta e Alsazia. Ciò si capisce dalla toponomastica, es. nel monocomunitario nei testi si sceglie una sola lingua, mentre nel bicomunitario si presentano entrambe.
  2. Diglossia - fenomeno che si ha quando il rapporto tra due sistemi linguistici è gerarchico, può dipendere dal canale di comunicazione es. il parlato rispetto allo scritto. Si hanno due diversi domini d'uso, es. il greco per la religione e il latino per il modo d'uso. Riguarda quindi il mezzo con cui si attua la comunicazione es. arabo classico e colloquiale, tedesco tradizionale e svizzero. In una comunità con diglossia i parlanti usano in condizioni diverse le due lingue, con funzioni dei codici diverse e non c'è un sovrapposizione. In una situazione uso una lingua e in un'altra l'altra, poiché ciascuna lingua ha un proprio ruolo e spazio. Es. un bambino arabo impara quello classico a scuola ma in famiglia usa una varietà diversa. Es. la Svizzera ha una varietà alta che è il tedesco standard usato per lo scritto e per le situazioni più formali, e il dialetto svizzero tedesco che è usato per contesti più legati al parlato. Cambia quindi la funzione ed è caratterizzato da due codici, che variano a seconda del contesto senza sovrapporsi. Anche in Italia avviene ciò, perché c'è l'italiano e diversi dialetti Italo-romanzi, però manca un parametro fondamentale per questa definizione che è...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher isabelladonzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Rocca Giovanna.
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