Estratto del documento

LINGUISTICA APPLICATA

Introduzione

La Linguistica Applicata si occupa di discipline vicine alle situazioni nella vita reale, come l’educazione. Si dirama

in due direzioni professionali, la tecnologia e l’educazione; è l’uso della conoscenza linguistica teorica per l’analisi e

la risoluzione di problemi. Nella sua storia una prima declinazione è stata verso l’acquisizione linguistica e

l’insegnamento e l’apprendimento linguistico di una L2, quindi una seconda lingua (non quella del parlante nativo).

La seconda declinazione è più orientata al confine con le altre scienze umane (psicologia, antropologia e sociologia).

Solo una terza declinazione, ma ora dominante, è quella del corpus linguistico e della linguistica computazionale.

La Linguistica applicata è destinata soprattutto agli insegnanti di lingua ma anche a chiunque lavora con la lingua:

critici letterari, logopedisti, tecnici della comunicazione etc.

Durante il primo convegno internazionale della linguistica applicata si afferma che interessa tutto ciò che riguarda

l’informazione semantica e la traduzione automatica ma anche verso la pedagogia delle lingue. Quindi è presente

un doppio orientamento. Nei principi di linguistica di Arcaini 1966 il 1 capitolo riguarda la linguistica e glottodidattica,

il 4 le nuove vie della stilistica, la terza parte la linguistica comparativa francese - italiano, oralità e scrittura,

traduzione. Nel Manuale Rossini Favretti 2009, troviamo pragmatica, testualità, corpus linguitics, glottodidattica e

linguistica educativa. Quindi la linguistica applicata nel 2009, anche in Italia, copre diversi ambiti disciplinari e sono

tutti compresenti.

Sono molto importanti anche le riviste, le principali seguono una declinazione glottodidattica - acquisizionale sia

in campo internazionale che nazionale. Le riviste si occupano quindi tendenzialmente della seconda lingua, language

Learning, applaied linguistics. Anche in Italia si occupano di insegnamento linguistico; ed anche le associazioni si

occupano della pedagogia linguistica.

La ricerca nella linguistica applicata

Il concetto di ricerca è centrale e difficilmente definibile perché include una moltitudine di metodi e di obbiettivi.

La linguistica applicata fa ricerca in modo soprattutto quantitativo. La linguistica applicata può essere definita in

base a fattori contestuali, cioè il contesto nazionale ed internazionale, il contesto professionale, il contesto

istituzionale ed il contesto locale.

Fino a 25-35 anni fa era più facile fare ricerche qualitative, ma con il fatto che la ricerca si è internazionalizzata

bisogna fare ricerca anche quantitativa. La ricerca può essere definita in base all’atteggiamento del ricercatore, ed

uno dei parametri di selezione più importanti è il controllo. Van Lier nel 1988 afferma che la linguistica applicata

poteva essere classificata in base a quanto alterasse la realtà, da un massimo di controllo arrivando al minimo di

intromissione di realtà che è solo l’osservazione. Più è qualitativa meno l’ambiente è controllato (si osserva solo la

realtà), più è quantitativa più controllato. I parametri sono: controllo in base a quanto è pianificato l’esperimento;

la misurazione in cui l’intervento è minimo ma il focus sui dati e massimo; il chiedere in cui si chiede ai partecipanti

di esprimere i propri pensieri; l’osservazione in cui il ricercatore semplicemente osserva mantenendo al minimo le

interferenze.

Ricerca in base al tipo di dati: in base al metodo di ricerca può essere sperimentale o no; in base al tipo di dati

qualitativo e quantitativo; in base all’analisi delle procedure statistico (visione oggettiva) o interpretativo.

Oggi la Linguistica Applicata si colloca nel continuum fra qualitativo e quantitativo, qui si possono collocare tutte

le ricerche, quindi in uno spazio in mezzo ai due poli estremo qualitativo esplorativo e quantitativo sperimentale.

Molto importante è il metodo di raccolta, da un lato il metodo

non sperimentale e dall’altro sperimentale. Le nostre ricerche

sono principalmente interpretative perché diamo risposte sulle

motivazioni di quello che succede. Nella quantitativa sono di tipo

descrittivo statistico. Nel contesto qualitativo l’obbiettivo è la

formazione dell’ipotesi, cioè delle domande di ricerca,

difficilmente si danno risposte di valore oggettivo perché sono

poche le variabili sotto controllo, ma una teoria è generata dalla

costruzione delle ipotesi e per poterle verificare si crea un

ambiente controllato in cui dare le risposte. Mentre in quella

quantitativa si testa le ipotesi. Le ricerche qualitative sono

naturali e quelle quantitative controllate. Qualitative riguardano

un piccolo campione, quantitative uno grande. Qualitativo è un universo emico, cioè le credenze degli attori sono

coinvolti, il ricercatore è parte del contesto che sta cercando di descrivere. Quantitativo è etico cioè la

rappresentazione esterna del ricercatore. 1

Anche la solidità della ricerca in LA può essere misurata in continuum in base alla affidabilità, verificabilità, fedeltà

e significatività. La nostra ricerca può essere collocata su un punto di questo continuum in base alla solidità dei dati.

Un corpus piccolo non da risultati generalizzabili. La generalità non è principale in uno studio qualitativo ma la

trasferibilità.

AITLA – associazione italiana di linguistica applicata

Il principale agente italiano che si occupa di ricerca in linguistica applicata. Fondata nel 1999. La DILLE nel 2009,

altra società importante.

AITLA riguarda la varietà di contesti in apprendimento linguistico, grammatica applicata, lingua in contesto e

dinamiche dell’interazione. Sono studi che riguardano l’insegnamento linguistico. La ricerca qualitativa è

fondamentale per dare significatività a tutto.

DOMANDE

1. Cos’è la linguistica applicata e quando nasce? Anni ‘60-‘70

2. Di quali argomenti di ricerca si occupa la LA? Non equivale a quella dei corpora: aspetto informatico e di

educazione linguistica principalmente etc

3. Come si struttura il continuum tra ricerca qualitativa e quantitativa in LA? Non contrapposizione netta ma

continuum con polarità es etico ed emico, statistica ed interpretativa etc. e che lavori significativi per la nostra

ricerca si collocano su questo continuum

4. Quali sono le principali agenzie della LA (associazioni e riviste)? DILLE e AITLA

LINGUISTICA DEI CORPORA PER L’INSEGNAMENTO LINGUISTICO

Le due anime principali della Linguistica Applicata sono le tecnologie per il trattamento automatico delle lingue e

la glottodidattica; i corpora per l’insegnamento linguistico sono il punto di incontro di queste due anime.

Il corpus è un insieme di testi rappresentativi di una lingua o di una varietà linguistica con caratteristiche

determinate. La definizione contiene tre elementi che costituiscono un corpus, ci dicono che può essere più o meno

ampio, più o meno strutturato o più o meno annotato.

Il corpus linguistics è un approccio empirico che impiega “nuove tecnologie”; opera all'interno di una cornice teorica

finalizzata allo studio del significato, della sintassi e di ogni altro livello linguistico. Sinclair dice che la linguistica

dei corpora comporta una trasformazione metodologica così profonda da essere epistemologica. L’epistemologia è

qualcosa che ha a che vedere con la conoscenza scientifica, quindi la rivoluzione epistemologica ha a che vedere con

la conoscenza, ciò che prima ci sembrava una conoscenza ora non la consideriamo più. Quindi Sinclair vuol dire

che la trasformazione non significa solo il modo in cui adoperiamo una conoscenza linguistica ma anche quello che

consideriamo una vera e propria conoscenza. La misurazione della lingua attraverso i corpora ha applicazioni tra

tutte le discipline linguistiche fra cui la glottodidattica.

Glottodidattica

Nella glottodidattica i corpora sono usati principalmente: nelle liste di frequenza per scoprire quali parole sono più

frequenti ed in che tipi di testi; nelle collocazioni, cioè scoprire quali sono i pattern lessicali frequenti; per il

significato, cioè scoprire accezioni che sfuggono alla categorizzazione; nella creazione di esercizi mirati agli

apprendenti (con Learning corpora). Con un semplice esercizio di indagine sul corpus possiamo osservare il

comportamento reale di una reggenza sintattica.

Bennett, 2010, scrive un saggio su come usare i corpora nelle classi di insegnamento linguistico affermando che

aiutano a fare una domanda di ricerca, a guardare la lingua per avere le nostre risposte, ad attuare il processo

metalinguistico, si parte sempre dall’osservazione della lingua, non della nozione linguistica. Ci insegna che l’analisi

è sempre quantitativa e qualitativa. Permette di lavorare su una attività ampia, il percorso che parte da un elemento

preciso può essere sempre rinvestito, si può impiegare in un contesto linguistico più ampio.

Tognini – Bonelli, 2000, si ragiona sui corpus lingusitics per l’insegnamento, è il primo in Italia. Con il corpus

insegnamo a leggere in modo frammentario, a leggere verticalmente, che bisogna ricercare la regolarità formali, gli

eventi ripetuti, sono presenti esempi di uso comune, si offrono informazioni circa la langue, si mettono davanti tutte

le possibilità espressive, non rappresenta eventi comunicativi coerenti. Invece un testo va letto per intero,

orizzontalmente, per il contenuto, come evento unico, come atto volitivo individuale, sono presenti esempi di parole,

è un evento comunicativo coerente. De Saussurre sostiene che la parole è l’attuazione, l’esecuzione di parole come

un discorso ed avvengono in base al sistema virtuale, cioè la langue, quindi una base di possibilità espressive. 2

Learning Corpora

I Learning corpora raccolgono produzioni in una varietà di apprendimento: l’interlingua che è un tipo di conoscenza

sulla lingua che non corrisponde alla varietà target ma è il sistema provvisorio di conoscenze. Quindi accogliamo

produzioni interlinguistiche che corrispondo a varietà linguistiche. In Italia un corpus importante è VALICO

Varietà di Apprendimento della Lingua Italiana Corpus Online, di Torino, ci ha lavorato Elisa Corino, che offre un

contributo rilevante in Italia. Ci sono 3 tipi di destinatari dei Learning corpora: gli insegnanti per insegnare, i

linguisti applicati per trovare applicazioni per far insegnare gli insegnati, i linguisti per descrivere la lingua, un

linguista educativo vuole contribuire a dire come è fatto l’italiano nella varietà di apprendimento.

Uno dei maggiori corpus di apprendenti è ICLE International Corpus of Learner English, ha delle collection guidelines:

completare un profilo dell’apprendente. Il learner profile comprende informazioni sulle lingue genitoriali e quelle

parlate in case, sul percorso formativo, tutto ciò che ha a che vedere con la lingua sotto esame. Quindi è uno

strumento di tipo sociolinguistico. I learner corpora spesso consentono delle ricerche anche su criteri sociolinguistici,

quindi i testi valgono molto anche in relazione ai loro autori.

Per gli insegnati i Learning corpora permettono di osservare caratteristiche dei diversi testi a partire da un fenomeno

più o meno atteso. Per i linguisti applicati permettono di sviluppare materiali più efficaci, basati sull’analisi delle

reali difficoltà di coloro che studiano una lingua straniera. Possiamo quindi scoprire l’età di persone che usano parole

in modo scorretto, quindi aiutano nella costruzione di esercizi. Esempio di conoscenza a partire da un corpus: nei

testi di italiano any si una nelle frasi negative ed interrogative, e some nelle affermative. Ma Any significa anche

qualsiasi, quindi spesso è usato nelle frasi affermative, quindi l’uso contraddice le regole.

Se interroghiamo un Learning corpus sulla collocazione verbo + foto notiamo che 1/5 è frutto di una interferenza

linguistica di take, quindi si usa prendere invece di fare e scattare. Da un punto di vista qualitativo non sono tutte

sbagliate nello stesso modo, rivelano che ci sono dei livelli interlinguistici diversi fra le persone che scrivono questi

testi perché.

Alcune riflessioni sull’uso educativo dei corpora

C’è sicuramente un interesse crescente per l’uso dei corpora nella scrittura L2. Alcuni studi valutano positivamente

l’impatto che l’uso dei corpora ha sugli studenti che ritengono in alcuni casi che siano un buono strumento per

imparare a scrivere ed imparare la lingua, molti studenti in assoluto lo valutano positivamente per lo sviluppo delle

abilità di scrittura della L2 e si vede un aumento della confidenza nella scrittura. Tutto questo ha delle variabili: un

aspetto sono le abilità individuale dell’apprendente, alcuni ne hanno più interesse nell’usarlo, altri sono più a disagio.

Bisogna ovviamente tenere conto degli stili individuali dei learner, degli aspetti tecnici che potrebbero essere

percepiti come negativi e anche degli eventuali problemi tecnici e logistici. Romer ha testato queste tecnologie su

un gruppo di studenti tedeschi ed è stato rilevato come ci sia una certa riluttanza ad accettare che la conoscenza

della propria lingua non sia confermato quando guardiamo l’uso della lingua, quindi rende meno chiaro cosa sia

giusto e sbagliato. Quindi a volte i corpora contraddicono le nostre conoscenze. C’è tutto quello che ha a che vedere

con gli insegnati di lingua che fanno fatica ad inserire la corpus lingusitics nel loro percorso perché la preparazione

dei materiali è complicato, e l’uso di questi strumenti può creare delle insicurezze. È assoluta la necessità di attuare

anche analisi qualitative perché quasi sempre l’annotazione dei corpora contiene errori; questi vanno emendati

manualmente facendo ricerche per ambiguità.

DOMANDE

1. In che modo la corpus lingusitics influenza la glottodidattica (corpora e Learning corpora)?

2. In che modo deve essere progettato l’uso del corpus da parte di un insegnante di lingua? Aspetti di lavoro

quantitativo e qualitativo, dovere dell’insegnante di sorvegliare gli esercizi che proporne anche rispetto agli

errori di annotazione, non sempre facile imparare ad usare il programma

3. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per insegnanti e apprendenti dell’uso dei corpora nella glottodidattica?

Aggiungere un qualcosa di tecnologico alla literacy cioè l’alfabetizzazione dell’insegnante

4. Quali sono le informazioni importanti nella definizione di un learner profile in un corpus di apprendenti?

Abbiamo bisogno di una solida informazione sociolinguistica.

LINGUISTICA PRAGMATICA

La pragmatica linguistica è al confine fra linguistica generale e la riflessione più ampia della filosofia del linguaggio;

studia l’uso e l’effetto del linguaggio, soprattutto di quello verbale. È lo studio dell’azione che compiamo attraverso

la lingua e dell’agire comunicativo del linguaggio. Un libro importante, riguardo alla materia, è Austin 1962 How to

do things with words. La pragmatica è il settore degli studi linguistici e semiotici che si occupa del rapporto fra segni

3

ed utenti, ovvero dell’uso dei segni che ha sempre luogo in un contesto, secondo la Treccani. Il Cambridge Dictionary

dice che è come il linguaggio è influenzato dalla situazione, come è usato per compiere azioni e studia il modo in

cui le parole riescono ad esprimere cose differenti rispetto a quanto sembrano significare, quindi l’effetto del

linguaggio verbale e lo scarto fra ciò che sembrano significare e quello che significano davvero.

Quindi, la pragmatica è l’analisi linguistica applicata alla comunicazione linguistica.

Alcuni concetti di base: credenza, intenzione, progetto, atto. Es. volevo un trancio farcito.

• Credenza: supposizione di verità, si suppone di trovarlo in pizzeria, che si possa avere un trancio farcito in quel

posto, si basa su una serie di credenze.

• Intenzione: il fine del vostro atto comunicativo, cioè avere un trancio farcito.

• Progetto: strategia di atti per raggiungere il fine dell’intenzione.

• Atto: richiesta che si sviluppa attraverso un’azione comunicativa. È un meccanismo che attuiamo sempre. E

l’effetto comunicativo è differente rispetto all’atto comunicativo. Do una informazione che in realtà è una

richiesta.

La semantica è il sistema di significati della lingua; la pragmatica si occupa delle relazioni tra i significati e le loro

interpretazioni (effetti). A volte un ordine è più gentile di una richiesta, anche se a livello semantico è contro

intuitivo: Devi assolutamente venire stasera! Le relazioni di senso del linguaggio naturale sono spesso vaghe, per questo

esiste la pragmatica. Esempio di Brasford e Johnson 1973: si parla di fare il bucato, ma non è

FARE IL BUCATO deducibile dal contesto. Molte parole vaghe come procedura, cosa,

La procedura è effettivamente abbastanza semplice. In primo luogo si dispongono attrezzatura, lavoro, materiali. Sarebbe bastato un solo elemento lessicale

le cose in gruppi differenti. Naturalmente, può essere sufficiente un solo mucchio,

a seconda di quanto c’è da fare. Se si deve andare da qualche altra parte per

mancanza di attrezzature, quello è il prossimo passo, altrimenti si è messi non vago come indumenti o lavare per capire il senso autonomamente senza

abbastanza bene. È importante non caricare troppe cose. Meglio fare poche cose

che troppe per volta. Nell’immediato ciò può non sembrare importante tuttavia il paratesto del titolo. Questo esempio ci fa capire che la pragmatica può

possono sorgere facilmente delle complicazioni. Un errore può es

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 1 Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica applicata - Modulo 2 Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinajanni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tamburini Fabio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community