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Partemulticultura-intercultura: scenari odierni e compiti pedagogici

Scenari odierni

Ingrandimento città → rimpicciolimento di ogni umano, degli spazi affettivi, sociali e culturali → denuncia di Nietzsche (Zarathustra) → stiamo diventando più grandi o più piccoli? → denuncia sociale attuale-Bauman → occidente chiuso dalle proprie paure → quartieri isolati e protetti da "elementi separatori" → bunker dell'io che non permettono all'uomo di andare oltre ai confini ristretti per avvicinarsi agli altri e ad altri fini. → precarietà esistenziale che influisce sull'incapacità di sostenere una relazione interumana → probabile passaggio alla violenza e odio verso l'altro.

Esempio Francia, Parigi → banlieue periferia urbanistica e sociale, ghetto dei diversi e dei più poveri, etichettata come luogo non sicuro e violento VS. ghetti dei ricchi → gated communities → residenti isolati in quartieri dei ricchi → modello assimilazionista francese in crisi.

Altri indicatori di crisi del multiculturalismo in Inghilterra e Stati Uniti → reticolo di comunità non comunicanti e da "melting pot" si passa a "salad bowl" → mescolanza di ogni elemento che però si mantiene differente rispetto agli altri → tolleranza indifferente che può portare ad assimilazione o separazione.

Intercultura: una prospettiva odierna

Italia sempre più multiculturale-Le Goff → denuncia di una totale mancanza di utenti e operatori sociali in contesti a rischio di frammentazione sociale. Intercultura → unica prospettiva in contesti odierni → animazione ed educazione della convivenza importante come metodologia di riferimento → necessario impegno sul piano culturale-politico-pedagogico → percorso educativo capace di coniugare le esigenze della persona e quelle dell'appartenenza alla comunità umana.

Educazione interculturale → segreto per la formazione dell'essere umano "glocale" (globale e locale) → legato alla propria gente ma anche consapevole delle dinamiche interculturali → convivialità delle differenze tra persone e culture → necessità del dialogo e dimensioni relazionali → difesa e valorizzazione dei valori fondamentali della società ospitante, messi però in comunicazione coi nuovi arrivati senza annullare la loro cultura di origine → apertura al "relativismo culturale".

Da escludere invece il relativismo etico → professa l'incompatibilità tra i valori etici condivisi.

Integrazione e interazione

Città e territorio come laboratorio permanente di apertura ed educazione:

  • Alle relazioni interpersonali
  • Percezione dell'interdipendenza come conseguenza dei meccanismi sociali ed economici
  • Approccio interculturale come apertura e conoscenza alle diversità

Progettualità in ambito pedagogico

Considerazione della complessa realtà → compito d'intuizione → indagare sulla nostra realtà culturale e dei bisogni educativi espliciti e impliciti per garantire la conoscenza dei fenomeni → necessario osservare e cogliere → componenti fondamentali nel mondo educativo-scolastico → insegnanti, dirigenti e genitori.

Nodi problematici su cui approfondire

  • Disagio vissuto dai bambini e ragazzi figli di migrazioni
  • Disagio di bambine/ragazze su cui le famiglie investono meno
  • Diffuso insuccesso scolastico dei bambini immigrati
  • Diverse tipologie di alunni e difficoltà di comunicazione
  • Senso d'inadeguatezza degli insegnanti
  • Insufficienza di mediatori linguistici e culturali realmente preparati
  • Inadeguatezza della preparazione degli insegnanti
  • Importanza di riorganizzare la scuola e l'educazione interculturale che si esplichi nella prospettiva di "pedagogia di comunità"

Costruire l'intercultura

Bauman → per costruire l'intercultura è necessario mettere in discussione le premesse apparentemente indiscutibili del nostro modo di vivere → finalità di costruire legami interpersonali, sociali → trovare unità nella diversità.

Martin Buber → idea di ospitalità → l'essere umano si comprende e si realizza come apertura che diventa incontro e dialogo io-tu. → principio dialogico importante rispetto alle tematiche sociali e interculturali → presupposti per la convivialità delle esperienze.

Compito d'attuazione

Come fare? Quali atteggiamenti mettere in pratica? → necessario costruire didattica fondata su comunicazione sul piano delle relazioni.

Edgar Morin → metodologia didattica che aiuti la formazione di una "testa ben fatta" capace di comprendere le dinamiche dell'interdipendenza planetaria → consiste nel riconoscere l'unità in seno alla diversità, e gli insegnanti ne dovrebbero esser i primi interpreti → Morin propone riformar radical delle modalità didattiche.

Dimensione relazionale della comunicazione interculturale

Rinforzo del dialogo, collaborazione, incontro → strategie relazionali-sociali:

  • Autenticità
  • Accettazione incondizionata dell'altro
  • Empatia
  • Nuovo dialogo reciproco

La costruzione della comunità io-tu-noi da forza e coesione nella convivialità delle differenze.

L'idea di sapere: una dimensione legata alle culture

Accogliere allievi stranieri → rivalutazione del concetto di sapere in una visione multidimensionale → focalizzare l'attenzione sul legame tra cultura di origine degli allievi stranieri e il sapere che la scuola italiana propone → rischio frattura tra studente straniero e scuola italiana per incompatibilità.

Ricerca del Ministero dell'Istruzione → costante minore successo degli allievi stranieri rispetto quelli italiani → necessaria riflessione sulle cause del divario: difficoltà comprensione L2 o rapporto disorientato con il sapere?

Prospettiva umanistica-affettiva → soggetto apprendente al centro delle relazioni nell'ambiente circostante e di apprendimento → il docente deve indagare in più direzioni per avere un profilo completo dello studente straniero in classe → focus dell'oggetto dell'apprendimento al soggetto apprendente → bisogni formativi, motivazioni, ritmi e stili di apprendimento:

  • Percezione della realtà
  • Emozione davanti al sapere
  • Comportamento rispetto a un compito dato

Ambiente culturale → diverse stimolazioni dell'intelligenza dell'individuo → allievi stranieri in scuole italiane devono imparare l'italiano come L2 per comunicare nelle interazioni quotidiane con compagni e insegnanti → necessario conoscere rapporto tra lingua, cultura e stile di apprendimento in un'ottica interculturale.

Problema comune agli studenti → scarsa consapevolezza dei propri processi cognitivi.

Gardner → teoria delle intelligenze multiple → riflessione sul ruolo che ogni intelligenza ha nel proprio rapporto con la conoscenza → in alcune culture ha maggior valore rilievo la conoscenza spaziale e corporea, in altre quella linguistica e matematica o quella musicale.

In una classe multiculturale il progresso non può essere guidato in modo univoco → necessità di nuove competenze didattiche.

Persona e comunità sono in un rapporto asimmetrico → l'individuo segue le regole della comunità per esservi integrato.

Culturalismo → l'educazione non è un'isola, ma fa parte del continente della cultura.

Gardner → fino ai primi 5 anni biologia e cultura cooperano nella formazione delle teorie di fondo e della simbolizzazione → fino a 5 anni il bambino sviluppa teorie della mente, della vita e del sé che lo aiutano in ogni tipo di esperienza comunicativa → 5 gradi diversi:

  • Vincoli kantiano-einsteiniani: necessità di concettualizzare il mondo
  • Vincoli ontologici: categorizzazioni di oggetti del mondo
  • Vincoli teorici: teorie sul mondo fisico e sociale
  • Forze, tendenze e stili: modi caratteristici di affrontare problemi
  • Vincoli derivanti dal contesto: gruppo etnico e stili parentali influiscono sui tipi di esperienze che coinvolgono il bambino

Il cambiamento è più facile quando consapevole, ma se così non è i bambini possono sentirsi estranei alla realtà scolastica e alle attività proposte.

Fino a 5 anni anche la cultura stessa influisce sul bambino: gli adulti che lo circondano gli trasmettono il grado d'importanza delle diverse competenze intellettuali così come sono nella cultura di appartenenza.

Cazden → l'importanza del vocabolario non può prescinder da quella dei concetti, poiché consistono nella nostra conoscenza personale.

Relazione tra dizionario mentale e conoscenza del linguaggio → relazione biunivoca e inscindibile.

Bruner → la cultura modella la mente dei singoli individui. Benché i significati siano nella mente, sono stati creati dalla cultura, nella quale hanno una certa rilevanza → la collocazione culturale dei significati ne garantisce la negoziabilità e la comunicabilità.

Diverse opportunità di sviluppo offerte da diversi contesti culturali → cause di differenziazione del funzionamento mentale.

Lingua+cultura= dizionario mentale → necessario far emergere il percorso pregresso di avvicinamento al sapere dello studente straniero.

Ogni percezione della realtà è frutto del processo comunicativo culturalmente condizionato → un oggetto è denominato in base a come lo si percepisce grazie a come si è formata nella mente l'idea di quell'oggetto.

Teoria di Whorf → la struttura grammaticale di una lingua forma e costituisce il processo del pensiero: linguaggio, pensiero e cultura fanno parte del mindset.

Whorf con Sapir → ipotesi della relatività linguistica → è la lingua a determinare gli schemi di pensiero VS. è la lingua che assume la forma dei nostri schemi di pensiero → esempio "neve" in italiano corrisponde a 25 parole in eschimese.

Ipotesi forte → ruolo fondamentale della lingua nell'approccio al sapere → se si cambia lingua si può notare una discontinuità tra la realtà categorizzata precedentemente e quella nuova → motivo di incomprensione e difficoltà di apprendimento.

Nella percezione della realtà il cervello utilizza delle strategie di semplificazione → creazione dello stereotipo VS. fenomeno della generalizzazione.

Stereotipo: frutto di strutture semplificate della realtà → qualcosa di generale viene riassunto in un'immagine particolare.

Generalizzazione: categorie osservabili dalla realtà → in una categoria si cercano i tratti per poterla rendere generale e comparabile ad altri sistemi di vita.

Modello di Lado → crea generalizzazioni → è possibile comparare diversi sistemi di vita osservando la realtà attraverso la forma, la distribuzione ed il significato che assume in ogni cultura.

Sistemi di insegnamento a confronto

Quattro elementi indicatori:

  • Medium: strumento di apprendimento per eccellenza
  • Luogo di apprendimento
  • Agente che facilita l'apprendimento
  • Successo: risultato finale

Le culture definite tradizionali caratterizzano il loro educare sull'emulazione, con riduzione dell'uso del testo scritto → sviluppo dell'intelligenza spaziale e interpersonale piuttosto che linguistica scritta.

Metodi di insegnamento a confronto → il metodo utilizzato contribuisce a caratterizzare lo stile di apprendimento → esempio metodo nei paesi arabi: autorità → il bambino non si pone domande e non coltiva voglia di esplorare la realtà.

Tempo risente della cultura.

Intelligenza spesso associata a velocità → errore → velocità può portare a trascuratezza → in alcune culture la lentezza è virtù.

Prendere coscienza dei punti di vista diversi del fattore tempo.

Evitare rischio di incompatibilità fra allievi stranieri e sapere scolastico

  • Contestualizzazione culturale dei contenuti
  • Attenzione alla negoziazione dei significati da parte dell'insegnante che è mediatore
  • Strategie e tecniche che involgano tutti i sensi
  • Cooperazione e condivisione

La lingua forma la cultura, che forma la lingua

Imparare una lingua → fare propria la cultura che esprime → i bambini e i ragazzi interiorizzano anche attraverso i gesti e forme non verbali.

Lingua strumento costituente della cultura e ne è vettore → promuove appartenenza e apertura.

Stretto legame tra acquisizione linguistica e appartenenza a una cultura → scrivere in L2 significa appropriarsi del nuovo codice in maniera profonda → in Italia sono circa 4 milioni le persone che si accostano al nuovo codice → non tutti ci riescono ma per molti la nostra lingua sta diventando fondamentale per la quotidianità.

Metafora della casa e come si accostano i migranti alla nuova lingua → alcuni vi si accostano solo in modo precario ed essenziale, chi invece ne fa un'abitazione stabile e sicura, altri vi si sono tanto avvicinati per poi allontanarsene e scrivere con quel codice.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice.g.grassi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingue, Culture e mass media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Baldi Benedetta.
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