Lingua e comunicazione, cultura ed intercultura
Clara Vella, Anils Firenze - Riflessione sull'odierna società, in cui le conoscenze si valorizzano attraverso l'incontro con altre culture. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno cambiato il nostro modo di vivere.
- Informazione e comunicazione → aspetti importanti del processo di globalizzazione → lingua: strumento di identificazione di un popolo e mezzo di informazione.
- Cultura → identità di un popolo.
- Boom migratorio anni '70 → approccio interculturale nel Nord Europa → nascita dell'educazione interculturale.
- Pedagogia ed educazione interculturale → non solo per rispondere all'immigrazione ma ad altre situazioni dell'attuale contesto storico, come la cittadinanza europea, ecc...
- Processo interculturale → fondamentali sono consapevolezza → riconoscere l'habitus mentale e culturale di chi proviene da un altro Paese; e conoscenza → imparare a conoscere i simboli e la cultura degli altri per potervi interagire.
- Favorire la comunicazione interculturale significa sconfiggere l'incomprensione e il pregiudizio.
La scuola interculturale e gli allievi stranieri
Leonardo Alessi, Presidente FISM Toscana - Presenza sempre più elevata di alunni stranieri immigrati → modifica dell'offerta formativa didattica per offrire l'insegnamento di lingue straniere agli italiani ma anche l'italiano agli studenti stranieri. → difficoltà per l'Italia, che è sempre stato un Paese monolingue e monoculturale.
- Rischio delle classi multietniche → visioni e pregiudizi stereotipati; inoltre i diversi stili di apprendimento non sempre si conciliano con quelli di insegnamento → le attenzioni devono essere rivolte al soggetto apprendente e ne vanno riconosciute le abitudini, le esperienze, le aspettative ed i bisogni formativi.
- Emergenza educativa in Italia → bisogno di fare affidamento sull'autentica passione per l'educare: stare accanto ed accompagnare i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola, con presenze mature che seguano tutti in egual modo.
- FISM → importanza del rapporto con la multiculturalità in prospettiva di un arricchimento e integrazione.
Il progetto English Every Day: un ponte tra scuola e ricerca
Beatrice Salavadori, Università degli Studi di Firenze - Era didattica post-comunicativa, ma c'è la mancanza di una teoria comune sull'apprendimento della L1 che si riflette sulla glottodidattica della L2. → nascita del progetto English Every Day, richiesto da una scuola fiorentina, che trasforma l'insegnamento della lingua inglese (L2).
Le risorse della scuola
- Scuola Kindergarten di Firenze → due sezioni di nido, tre dell'infanzia e sei di primaria. → introduzione da settembre 2012 di 5 ore settimanali di inglese, di cui 2 di lettorato.
- Novembre 2012 → inizio English Every Day.
Premesse psicolinguistiche
- Base del progetto → linguistica cognitivo-funzionale (usage-based) → inquadrare l'essenza del linguaggio nella sua dimensione simbolica. Nell'acquisizione della L1 le costruzioni linguistiche sono di per sé simboli dotati di significato. Sapendo che non si può ricreare il contesto naturale della L1 per la L2, si cerca di stimolare al massimo le strategie naturali di acquisizione nel bambino.
- Usage-based linguistic → acquisizione del linguaggio con l'apprendimento, definito per i bambini ''apprendimento culturale'', poiché essi acquisiscono i simboli linguistici come parte delle interazioni sociali con gli adulti.
- Due categorie di processi cognitivi generali → intention reading: lettura delle intenzioni per capire un significato linguistico. → pattern-finding: ricerca di schemi tramite la quale i bambini creano la dimensione più astratta della competenza linguistica (schemi e costruzioni).
- Acquisizione per fasi: parole singole, frasi di due elementi, costruzioni miste... Da prima il bambino attua il lavoro di comprensione ma solo dopo sarà capace di analizzare queste produzioni per trasformarle in enunciati. → costruzioni linguistiche → oggetti che i bambini apprendono ed estraggono dal parlato attorno a loro.
- Stessi principi per insegnare la L2: riprogrammando la conoscenza degli insegnanti sull'acquisizione della grammatica. → comprensione di pezzi concreti di linguaggio.
- Differenze principali tra L1 e L2 → l'italiano è una lingua isosillabica vs. l'inglese è isoaccentuale. → l'italiano è una lingua trasparente vs. l'inglese è una lingua opaca.
Premesse neuropsicologiche
- Studi neuropsicologici → un soggetto che apprende una lingua nei primi 7/8 anni di vita ha un accesso diretto ai ''magazzini'' del lessico e del sistema morfosintattico. → la L2 verrebbe percepita e analizzata dalle stesse strutture cerebrali della L1 senza incorrere in fenomeni di traduzione.
- Tre fasce temporali per l'apprendimento di L2 → 0-4: acquisizione dei bambini guidata dall'uso integrato dei sensi che pian piano crea immagini mentali del mondo circostante. Con lo sviluppo del linguaggio le immagini passano da iconiche a simboliche. Le informazioni che i bambini processano sono elaborate e immagazzinate nella memoria implicita.
- 5-9: si sviluppano le strategie di apprendimento legate all'astrazione, alla riflessione e al ragionamento. La memorizzazione comincia ad essere esplicita e consapevole, consentendo anche la memorizzazione di eventi e nozioni. Questo cambiamento si conclude dopo i 9 anni.
- Pre-requisiti: abilità di base che servono per poter sviluppare la capacità di leggere e scrivere alla scuola primaria.
Il progetto
- Creazione di tre modelli di insegnamento diversi a causa delle diverse fasce d'età della scuola. → modello da 2,5-4 anni → modello da 5-9 anni → modello >9 anni.
- Lavoro iniziale formazione insegnanti, per poi proseguire con frequenza, recenza e coinvolgimento emotivo → stravolgimento dell'orario con un'ora di inglese al giorno per 5 giorni.
- Introduzione del gioco e della sperimentazione come metodo d'insegnamento, per coinvolgere i bambini e far sì che l'apprendimento non sia solo meccanico.
- Prima e seconda fascia d'età → comprensione ed uso del corpo per ''eseguire'' in inglese le informazioni.
- Fine seconda e terza fascia d'età → gioco alternato con tecnologia: iPad e LIM. Inizio insegnamento lettura e scrittura con un programma specifico di tipo fonologico.
Apprendere una o più lingue: per un'educazione linguistica ''liquida''
Paola Celentin, Università degli Studi di Verona
Il bilinguismo e le tappe dell'acquisizione linguistica
- Prima definizione di bilinguismo data da Bloomfield nel 1935 → il bilingue è colui che possiede due lingue e parla entrambe perfettamente, come se fossero la sua lingua materna. → In realtà nessuno possiede la perfetta padronanza della lingua materna, così il bilingue le padroneggia a livelli diversi in funzione dell'ambiente e dei bisogni.
Definire il bilinguismo
- Il bilinguismo può essere paragonato ad un albero:
- Bilinguismo equilibrato o progressivo: si sviluppano sia i rami della L1 che della L2.
- Bilinguismo sottrattivo: si sviluppano separatamente e in contesti diversi L1 e L2.
- Semilinguismo: il bambino sceglie inconsapevolmente tra L1 e L2, senza una lingua forte.
False credenze sul bilinguismo
- Ruolo importante di genitori ed insegnanti e del prestigio della L1 e L2 nella società di riferimento.
- Si è erroneamente creduto per anni che lo sviluppo di L2 portasse a un ritardo nello sviluppo del linguaggio → studi di psicolinguistica dimostrano che le tappe del bambino bilingue sono le stesse del monolingue → cambia la composizione del lessico – mescolanza con le lingue → fase normale che termina a 4 anni o si crea una sorta di L3 che però il bambino gestisce benissimo a seconda dei contesti che lo permettono.
I vantaggi del bilinguismo
- Notevole serie di vantaggi → il bambino acquisisce anche competenze di tipo interculturale, scegliendo le espressioni in base ai parlanti e al contesto
- Basi solide per la riflessione metalinguistica: il bambino dovrà imparare a scindere significato e significante. → Importanza per avvio a lettura e apprendimento di altre lingue → il bilingue apprende più facilmente altre lingue.
Tappe evolutive nell'acquisizione delle lingue
- La ricerca neurologica ha individuato tre tappe temporali durante le quali le potenzialità acquisizionali dei bambini sono ai massimi livelli → periodi critici:
- 0-3 anni (prima infanzia): periodo in assoluto più fertile per l'acquisizione linguistica.
- 4-8 anni (seconda infanzia): è necessaria una maggiore quantità di energia per attivare le aree cerebrali della L2, ma le potenzialità sono ancora molto elevate.
- 9-22 anni (terza infanzia): è sempre possibile acquisire padronanza di una lingua ma bisogna tener conto di fattori come qualità e quantità dell'input.
- Ruolo importante della pronuncia che aiuta a comprendere e memorizzare meglio la nuova lingua, nonché ad apprezzarne la bellezza.
- Entro una certa età critica si occupano dell'acquisizione della L2 le strutture anteriori dell'emisfero sinistro del cervello; dopodiché altre strutture se ne incaricano → ecco perché è bene esporre i bambini agli input linguistici in tempi ''precoci''.
Dal bilinguismo all'educazione plurilingue
Importanza dei processi di sviluppo cognitivo, affettivo e culturale sviluppato dall'accostamento alle altre lingue → da un punto di vista educativo si sta sviluppando sempre più l'educazione linguistica plurilingue.
Cambiamenti degli assetti politici
- Contingenza storico-linguistica italiana estremamente contraddittoria
- Mass media hanno trasformato l'italiano da codice astratto a lingua di comunicazione. → Oggi ci troviamo a dover difendere questo monolinguismo dagli ''assalti'' di lingue straniere → si rischia di perdere il fine ultimo della comunicazione.
- In Europa valore strategico dell'insegnamento linguistico → obiettivo di cittadini competenti in due lingue comunitarie oltre alla LM → plurilinguismo alla radice della visione politica europea.
- Premesse per una società multiculturale: presentare altre lingue ai bambini nella fase di scoperta della propria cultura e identità.
Cambiamento dei modelli di conoscenza
- Mutamenti della conoscenza dallo sfruttamento del libro alle informazioni in modo ipertestuale → incidono sui bisogni linguistici dei giovani e sulle modalità di apprendimento → viene meno l'esigenza di una conoscenza più dettagliata fondata su saperi e nozioni, a favore di una più pragmatica fondata sull'immediatezza d'uso.
- Web 2.0 → inglese come lingua veicolare per accedere alla rete → i nativi digitali necessitano di un sistema innovativo, provocando un processo diverso da quello tradizionale nello studio e utilizzando diverse aree di integrazione rispetto a quelle del linguaggio parlato.
Teoria dell'intelligenza di Cattel-Horn-Carroll
- Definizione dell'intelligenza difficile da raggiungere
- Importanza indubbia dell'educazione plurilingue
- Modelli psicometrici dell'intelligenza negli anni '70-'80
- 1991 → modello di Cattel-Horn → composto da intelligenza fluida (Gf) e intelligenza cristallizzata (Gc)
- 1993 → integrazione col modello di Carroll → sintesi della teoria delle abilità cognitive
- Gf → ragionamento fluido → capacità di pensare con la logica e risolvere nuovi problemi
- Gc → capacità di sfruttare competenze, conoscenze ed esperienze → risultato di esperienze di tipo educativo.
- GF e GC strettamente correlate tra loro → implicazioni per l'educazione bilingue → l'accostamento a diversi sistemi linguistici da bambini incide positivamente su entrambi i fattori → attivazione di meccanismi di relativizzazione e problem solving.
La competenza linguistica liquida
- Competenza linguistica → capacità di far propri codici comunicativi diversi e deve articolarsi come competenza plurilingue (Dodman).
- Competenza necessariamente plurilingue → ruolo trasversale delle lingue a tutte le discipline nel sistema scolastico → bagaglio di conoscenze linguistiche funzionale all'efficacia comunicativa e in termini di rapporto tra le conoscenze possedute e la prontezza all'uso.
- Intelligenza pratica → intelligenza che opera nel mondo reale → schemi mentali flessibili e si adattano alla realtà per modificarla.
- Sternberg → sviluppo di una competenza plurilingue rinforza schemi predittivi delle prestazioni nella vita quotidiana di una persona:
- Motivazione nel compito
- Controllo impulsività
- Superamento paura del fallimento
- Evita procrastinazione
- Capacità di posporre il rinforzo
- Fiducia in sé
- Educazione linguistica liquida → penetrare in tutti gli interstizi della materia
- Bambini italofoni → accostamento a plurilingue anche per valorizzare propria L1
- Bambini non italofoni → scoprire relazioni fra varie lingue e dialetti dei compagni
Il plurilinguismo a scuola
Plurilinguismo alla scuola dell'infanzia
- Inadeguato definire ''insegnamento'' delle lingue ai bambini, poiché l'apprendimento nel bambino è spontaneo.
- Nella scuola dell'infanzia impianto curricolare flessibile e basato sull'esperienza, non programmato → accostamento linguistico → esposizione frequente a lingue straniere → adozione nuovi codici in situazioni conosciute agli allievi → obiettivo di creare curiosità per altre lingue → crescita linguistica degli allievi → può riguardare una o più lingue non materne
- Incoraggiare e spronare bambini all'interesse verso altre lingue e non al timore.
- Lavoro su competenza linguistica ma anche componente linguistica → favole bilingui → lavoro di confronto con favole di background differenti → funzione analoga alle favole per i giochi
Plurilinguismo alla scuola primaria
- Due importanti novità da infanzia a primaria → codice scritto e riflessione esplicita su LM.
- A quest'età i bambini sono pronti per utilizzare lingue diverse e affrontare discipline a più alto contenuto esperienziale
- Valorizzazione dei bambini di LM diversa dall'italiano attraverso attività che diano pari valore a tutte le lingue → bilinguismo come ricchezza → didattica dello scambio e collaborazione.
Plurilinguismo alla scuola secondaria
- Necessario lavorare con gli alunni in maniera implicita e dare rilievo al codice scritto.
- In Italia inserimento della seconda lingua comunitaria con inglese come prima lingua.
- Ruolo importante dell'intercomprensione → capacità di comprendere una lingua in un contesto dato → allenare gli alunni a formulare ipotesi valorizzando le loro competenze.
- Intercomprensione → incidenza su competenza interculturale → capacità di decodifica, adeguare propria produzione verbale per l'interlocutore.
- Mantenere e rispettare la propria LM come strumento di espressione di pensiero e affettività, nonché simbolo di appartenenza.
English, Englishes, ELF: implicazioni e riflessioni glottodidattiche
Paola Vettorel, Università degli Studi di Verona
L'inglese oggi: parlanti e contesti
- Diffusione globale della lingua inglese
- Inner Circle → 350/400 milioni (nativi)
- Outer Circle → 350 milioni (seconda lingua)
- Expanding Circle → ca. 1 mld (inglese scolastico ed extra scolastico)
- 19 stati su 25 lo parlano in EU → contatto con l'inglese sia dall'alto che dal basso → presente in tutti i curricula europei ed esposizione extra scolastica sempre più massiccia
- Inglese come lingua franca di comunicazione nei rapporti interpersonali e virtuali, ma anche per viaggi e turismo.
- Mobilità europea rappresenta rilevanti opportunità di incontro tra giovani europei di diverse culture e lingue.
- Varietà diverse dove la lingua si è sviluppata (Englishes)
- Ruolo di codice di comunicazione internazionale (ELF)
L'inglese come lingua franca (ELF)
- ELF → contatto tra persone che non hanno in comune né la lingua né la cultura → una lingua di contatto usata da chi non spartisce una stessa prima lingua ma ne comprende una medesima seconda → qualsiasi uso dell'inglese tra parlanti di lingue madri diverse → non ci sono parlanti nativi
- Ricerca sviluppata negli ultimi 15 anni → analisi dell'efficacia della comunicazione tra parlanti di culture e lingue diverse
- Aree di indagine: fonologia, grammatica e lessico, ricorso ai repertori plurilingue dei parlanti
- Ricerca basata su VOICE ed ELFA.
- Elementi comuni corrispondenti a semplificazione, ridondanza o chiarezza
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