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LINGUA E COMUNICAZIONE, CULTURA ED INTERCULTURA

Clara Vella, Anils Firenze

-Riflessione sull'odierna società, in cui le conoscenze si valorizzano attraverso l'incontro con altre

culture. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno cambiato il nostro modo di

vivere.

-Informazione e comunicazione → aspetti importanti del processo di globalizzazione → lingua:

strumento di identificazione di un popolo e mezzo di informazione.

-Cultura → identità di un popolo.

-Boom migratorio anni '70 → approccio interculturale nel Nord Europa → nascita dell'educazione

interculturale.

-Pedagogia ed Educazione interculturale → non solo per rispondere all'immigrazione ma ad altre

situazioni dell'attuale contesto storico, come la cittadinanza europea, ecc...

-Processo interculturale → fondamentali sono consapevolezza → riconoscere l'habit mentale e

culturale di chi proviene da un altro Paese; e conoscenza → imparare a conoscere i simbolie la

cultura degli altri per potervi interagire.

-Favorire la comunicazione interculturale significa sconfiggere l'incomprensione e il pregiudizio.

LA SCUOLA INTERCULTURALE E GLI ALLIEVI STRANIERI

Leonardo Alessi, Presidente FISM Toscana

-Presenza sempre più elevata di alunni stranieri immigrati → modifica dell'offerta formativa

didattica per offrire l'insegnamento di lingue straniere agli italiani ma anche l'italiano agli studenti

stranieri. → difficoltà per l'Italia, che è sempre stato un Paese monolingue e monoculturale.

-Rischio delle classi multetniche → visioni e pregiudizi stereotipati; inoltre i diversi stili di

apprendimento non sempre si conciliano con quli di insegnamento → le attenzioni devono esssere

rivolte al soggetto apprendente e ne vanno riconosciute le abitudini, le esperienze, le aspettative ed i

bisogni formativi.

-Emergenza educativa in Italia → bisogno di fare affidamento sull'auentica passione per l'educare:

stare accanto ed accompagnare i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola, con presenze

mature che seguano tutti in egual modo.

-FISM → importanza del rapport con la multculturalità in prospettiva di un arricchimento e

integrazione.

IL PROGETTO ENGLISH EVERY DAY : UN PONTE TRA SCUOLA E

RICERCA

Beatrice Salavadori, Università degli Studi di Firenze

-Era didattica post-comunicativa, ma c'è la mancanza di una teoria comune sull'apprendimento della

L1 che si riflette sulla glottodidattica della L2. → nascita del progetto English Every Day, richiesto

da una scuola fiorentina, che trasforma l'insegnamento della lingua inglese (L2).

1.LE RISORSE DELLA SCUOLA

-Scuola Kindergarten di Firenze → due sezioni di nido, tre dell'infanzia e sei di primaria. →

introduzion da settembre 2012 di 5 ore settimanali di inglese, di cui 2 di lettorato.

-novembre 2012 → inizio English Every Day.

2.PREMESSE PSICOLINGUISTICHE

-base del progetto → linguistica cognitivo-funzionale (usage-based) → inquadrare l'essenza del

linguaggio nella sua dimensione simbolica. Nell'acquisizione della L1 le costruzioni linguistiche

sono di per se simboli dotati di significato. Sapendo che non si può ricreare il contesto naturale della

L1 per la L2, si cerca di stimolare al massimo le strategie naturali di acquisizione nel bambino.

-usage-based linguistic → acquisizione del linguaggio con l'apprendimento, definito per i bambini

''apprendimento culturale'', poiché essi acquisiscono i simboli liguistici come parte delle interazioni

sociali con gli adulti.

-due categorie di processi cognitivi generali → intention reading: lettura delle intenzioni per capire

un significato linguistico.

→ pattern-finding: ricerca di schemi tramite la quale i bambini creano la dimensione più astratta

della competenza linguistica (schemi e costruzioni).

-acquisizione per fasi: psrole singole, frasi di due elementi, costruzioni miste... Da prima il bambino

attua il lavoro di comprensione ma solo dopo sarà capace di analizzare queste produzioni per

trasformarle in enunciati. → costruzioni linguistiche → oggetti che i bambini aprendono ed

estraggono dal parlato attorno a loro.

-stessi principi per insegnare la L2: riprogrammando a conoscenza degli insegnanti sull'acquisizione

della grammatica. → comprensione di pezzi concreti di linguaggio.

-differenze principali tra L1 e L2 → l'italiano è una lingua isosillabica vs. l'inglese è isoaccentuale.

→ l'italiano è una lingua trasparente vs. l'inglese è una lingua

opaca.

3.PREMESSE NEUROPSICOLOGICHE

-studi neuropsicologici → un soggetto che apprende una lingua nei primi 7/8 anni di vit ha un

accesso diretto ai ''magazzini'' del lessico e del sistema morfosintattico. → la L2 verrebbe percepita

e analizzata dalle stesse strutture cerebrali della L1 senza incorrere in fenomeni di traduzione.

-tre fasce temporali per l'apprendimento di L2 → 0-4: acquisizione dei bambini guidate dall'uso

integrato dei sensi che pian pian crea immagini mentali del mondo circostante. Con lo sviluppo del

linguaggio le immagini passano da iconiche a simboliche. Le informazioni che i bambini

processano sono elaborate e immagazzinate nella memoria implicita.

→ 5-9: si sviluppano le strategie di apprendimeto legate all'astrazione, alla riflessione e al

ragionamento. La memorizzazione comincia ad essere esplicita e consapevole, consentendo anche

la memorizzazione di eventi e nozioni. Questo cambiamento si conclude dopo i 9 anni.

-pre-requisiti: abilità di base che servono per poter sviluppare la capacità di leggere e scrivere alla

scuola primaria.

4.IL PROGETTO

-creazione di tre modelli di insegnamento diversi a causa delle divers fasce d'età della scuola.

→ modello da 2,5-4 anni

→ modello da 5-9 anni

→ modello >9 anni

-lavoro iniziale formazione insegnanti, per poi proseguire con frequenza, recenza e coinvolgimento

emotivo → stravolgimento dell'orario con un'ora di inglese al gg per 5 gg.

-introduzione del gioco e della sperimentazione come metodo d'insegnamento, per coinvolgere i

bambini e far sì che l'apprendimento non sia solo meccanico.

-prima e seconda fascia d'età → comprensione ed uso del corpo per ''eseguire'' in inglese le

informazioni.

-fine seconde e terza fascia d'età → gioco alternato con tecnologia: iPad e LIM. Inizio

insegnamento lettura e scrittura con un programma specifico di tipo fonologico.

APPRENDERE UNA O PIU' LINGUE: PER UN'EDUCAZIONE

LINGUISTICA ''LIQUIDA''

Paola Celentin, Università degli Studi di Verona

1. IL BILINGUISMO E LE TAPPE DELL'ACQUISIZIONE LINGUISTICA

-prima definizione di bilinguismo data da Bloomfield nel 1935 → il bilingue è colui che possiede

due lingue e parla entrambe perfettamente, come se fossero la sua lingua materna. → in realtà

nessuno possiede la perfetta padronanza della lingua materna, così il bilingue le padroneggia a

livelli diversi in funzione dell'ambiente e dei bisogni.

1.1 DEFINIRE IL BILINGUISMO

-il bilinguismo può essere paragonato ad un albero:

→ bilinguismo equilibrato o progressivo: si sviluppano sia i rami della L1 che della L2.

→ bilinguismo sottrattivo: si sviluppano separatamente e in contesti diversi L1 e L2.

→ semilinguismo: il bambino sceglie inconsapevolmente tra L1 e L2, senza una lingua forte.

1.2 FALSE CREDENZE SUL BILINGUISMO

-ruolo importante di genitori ed insegnanti e de prestigio della L1 e L2 nella società di riferimento.

-si è erroneamente creduto per anni che lo sviluppo di L2 portasse a un ritardo nello sviluppo del

linguaggio → studi di psicolinguistica dimonstrano che le tappe del bambino bilingue son le stesse

del monolingue → cambia la composizione del lessico

- mescolanza con le lingue → fase normale che termina a 4 anni o si crea una sorta di L3 che però il

bambino gestisce benissimo a seconda dei contesti che lo permettono.

1.3 I VANTAGGI DEL BILINGUISMO

-notevole serie di vantaggi → il bambino acquisisce anche competenze di tipo interculturale,

scegliendo le espressioni in base ai parlanti e al contesto

→ basi solide per la riflessione metalinguistica: il bambino dovrà imparare a scindere significato e

significante. → importanza per avvio a lettura e apprendimento di altre lingue → il bilingue

apprende più facilmente altre lingue

1.4 TAPPE EVOLUTIVE NELL'ACQUISIZIONE DELLE LINGUE

- la ricerca neurologica ha individuato tre tappe temporali durante le quali le potenzialità

acquisizionali dei bambini sono ai massimi livelli → periodi critici:

→ 0-3 anni (prima infanzia): periodo in assoluto più fertile per l'acquisizione linguistica.

→ 4-8 anni (seconda infanzia): è necessaria una maggiore quantità di energia per attivare le aree

cerebrali della L2, ma le potenzialità sono ancora molto elevate.

→ 9-22 anni (terza infanzia): è sempre possibile acquisire padronanza di una lingua ma bisogna

tener conto di fttori come qualità e quantità dell'input.

-ruolo importante della pronuncia che aiuta a comprendere e memorizzare meglio la nuova lingua,

nonché ad aprezzarne la bellezza.

-entro una certa età critica si occupano dell'acquisizione della L2 le strutture anteriori dell'emisfero

sinistro del cervello; dopodichè altre strutture se ne incaricano → ecco perchè è bene esporre i

bambini agli input linguistici in tempi ''precoci''.

2. DAL BILINGUISMO ALL'EDUCAZIONE PLURILINGUE

-importanza dei processi di sviluppo cognitivo, affettivo e culturale sviluppato dall'accostamento

alle altre lingue → da un punto di vista educativo si sta sviluppando sempre più l'educazione

linguistica plurilingue.

-perchè sostenere un'educazione plurilingue ''precoce''? → vedi prox paragrafi

2.1 CAMBIAMENTI DEGLI ASSETTI POLITICI

-contingenza storico-linguistica italianaestremamente contraddittoria

-mass media hanno trasformato l'italiano da codice astratto a lingua di comunicazione. → oggi ci

troviamo a dover difendere questo monolignuismo dagli ''assalti'' di lingue straniere → si rischia di

perdere il fine ultimo della comunicazione.

-in Europa valore strategico dell'insegnamento linguistico → obbiettivo di cittadini competenti in

du elingue comunitarie oltre alla LM → plurilinguismo alla radice della visione politica europea.

-premesse per una società multiculturale: presentare altre lingue ai bambini nella fase di scopertà

della propria cultura e identità.

2.2 CAMBIAMENTO DEI MODELLI DI CONOSCENZA

-mutamenti della conocenza dallo sfrutta,ento del libro alle informazioni in modo ipertestuale →

incidono sui bisogni linguistici dei giovani e sulle modalità di apprendimento → viene meno

l'esigenza di una conoscenza più dettagliata fondata su saperi e nozioni, a favore di una più

pragmatica fondata sull'immediaezza d'uso.

-web 2.0 → inglese come lingua veicolare per accedere alla rete → i nativi digitali necessitano un

sistema innovtativo, provocando un processo diverso da quello tradizionale nello studio e

utilizzando diverse aree di integrazione rispetto a quelle del linguaggio parlato.

2.3 TEORIA DELL'INTELLIGENZA DI CATTEL-HORN-CARROLL

-definizione dell'intelligenza difficile da raggiungere

-importanza indubbia dell'educazione plurilingue

- modelli psicometrici dell'intelligenza negli anni '70-'80

-1991 → modello di Cattel-Horn → composto da intelligenza fluida (Gf) e intelligenza cristallizata

(Gc)

-1993 → integrazione col modello di Carrol → sintesi della teoria delle abilità cognitive

-Gf → ragionamento fluido → capacità di pensare con la logica e risolvere nuovi problemi

-Gc → capacità di sfruttare competenze, conoscenze ed esperienze → risultato di esperienze di tipo

educativo.

-GF e GC strettamente correlate tra loro → implicazioni per l'educazione bilingue → l'accostamento

a diversi sistemi linguistici da bambini incide positivamente su entrambi i fattori → attivazione di

meccanismi di relativizzazione eproblem solving.

2.4 LA COMPETENZA LINGUISTICA LIQUIDA

-competenza linguistica → capacità di far propri codici comunicativi diversi e deve articolarsi come

competenza plurilingue ( Dodman).

- competenza necessariamente plurilingue → ruolo trasversale delle lingue a tutte le discipline nel

sistema scolastico → bagaglio di conoscenze linguistiche funzionale all'efficacia comunicativa e in

termini di rapporto tra le conoscenze possedute e la prontezza all'uso.

-intelligenza pratica → intelligenza che opera nel mondo reale → schemi mentali flessibili e si

adattano alla realtà per modificarla.

- Sternberg → sviluppo di una competenza plurilingue rinforza schemi predittivi delle prestazioni

nella vita quotidiana di una persona:

-motivazione nel compito

-controllo impulsività

-superamento paura dle fallimento

-evitamento procrastinazione

-capacità di posporre il rinforzo

-fiducia in sè

-educazione linguistica liquida → penetrare in tutti gli interstizi della materia

- bambini italofoni → accostamento a plurilingue anche per valorizzare propria L1

-bambini non italofoni → scoprire relazioni fra varie lingue e dialetti dei compagni

3. IL PLURILINGUISMO A SCUOLA

3.1 PLURILINGUISMO ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA

-inadeguato definire ''insegnamento'' delle lingue ai bambini, poiché l'apprendimento nel bambino è

spontaneo.

-nella scuola dell'infanzia impianto curricolare flessibile e basato sull'esperienza, no programmato

→ accostamento linguistico → esposizione frequente a lingue straniere → adozioni nuovi codici in

situazioni conosciute agli allievi

→ obiettivo di creare curiosità per altre lingue

→ crescita linguistica degli allievi

→ può riguardare una o più lingue non materne

-incoraggiare e spronare bambini all'interesse verso altre lingue e non al timore.

-lavoro su competenza linguistica ma anche componente linguistica → favole bilingui → lavoro di

confronto con favole di background differenti

→ funzione analoga alle favole per i giochi

3.2 PLURILINGUISMO ALLA SCUOLA PRIMARIA

-due importanti noovità da infanzia a primaria → codice scritto e riflessione esplicita su LM.

-a quest'età i bambini son pronti per utilizzare lingue diverse e affrontare discipline a più alto

contenuto esperenziale

-valorizzazione dei bambini di LM diversa dall'italiano attraverso attività che diano pari valore a

tutte le lingue → bilinguismo come ricchezza → didattica dello scambio e collaborazione.

3.3 PLURILINGUISMO ALLA SCUOLA SCONDARIA

-necessario lavorare con gli alunni in maniera implicita e dare rilievo al codice scritto.

-in Italia inserimento della seconda lingua comunitaria con inglese come prima lingua.

-ruolo importante dell'intercomprensione → capacità di comprendere una lingua in un contesto dato

→ allenare gli alunni a formulare ipotesi valorizzando le loro competenze.

-intercomprensione → incidenza su competenza interculturale → capacità di decodifica, adeguare

propria produzione verbale per l'interlocutore.

-mantenere e rispettare la propria LM come strumento di espressione di pensiero e affettività, nochè

simbolo di appartenenza.

ENGLISH, ENGLISHES, ELF: IMPLICAZIONI E RIFLESSIONI

GLOTTODIDATTICHE

Paola Vettorel, Università degli Studi di Verona

1. L'INGLESE OGGI: PARLANTI E CONTESTI

-diffusione globale della lingua inglese

-Inner Circle → 350/400 milioni (nativi)

-Outer Circle → 350 milioni (seconda lingua)

-Expanding Circle → ca. 1 mld (inglese scolastico ed extra scolastico)

-19 stati su 25 lo parlano in EU → contatto con l'inglese sia dall'alto che dal basso → presente in

tutti i curricula europei ed esposizione extra scolastica sempre più massiccia

-inglese come lingua franca di comunicazione nei rapporti interpersonali e virtuali, ma anche er

viaggi e turismo.

-mobilità europea rappresenta rilevanti opportunità di incontro tra giovani europei di diverse culture

e lingue.

- varietà diverse dove la lingua si è sviluppata (Englishes)

-ruolo di codice di comunicazione internazionale (ELF)

2. L'INGLESE COME LINGUA FRANCA (ELF)

-ELF → contatto tra persone che non hanno in comune né la lingua né la cultura

→ una lingua di contatto usata da chi non spartisce una stessa prima lingua ma ne comprende una

medesima seconda

→ qualsiasi uso dell'inglese tra parlanti di lingue madri diverse

→ non ci sono parlanti nativi

-ricerca sviluppata negli ultimmi 15 anni → analisi dell'efficacia della comunicazione tra parlanti di

culture e lingue diverse

-aree di indagine: fonologia, grammatica e lessico, ricorso ai repertori plurilingue dei parlanti

-ricerca basata su VOICE ed ELFA.

-elementi comuni corrispindenti a semplificazione, ridondanza o chiarezza → naturale processo di

cambiamento della lingua accelerato dall'espansione di aprlanti e contesti d'uso.

-ELF → ambiti plurilingue → almeno tre codici coinvolti: L1 dei parlanti e inglese.

-code-switching → meccanismi di commutazione di codice, impiegati come parte naturale del

processo comunicativo.

-vengono coniati elementi lessicali ''inusuali''.

-ELF → incontro di lingue e culture diverse (ibridi e fluidi)

3. IMPLICAZIONI GLOTTODIDATTICHE

-moteplici implicazioni della pluralità dell'inglese

-ancora valido parlante nativo come riferimento? → spesso studenti apprendenti usano l'inglese

come lingua franca di comunicazione in ambiti diversi e sono si alearners che users → no approccio

monocentrico, ma pluricentrico.

3.1 PER UN APPROCCIO INTERCULTURALE

-insegnamento tradizionale dell'inglese basato su cultura e civiltà → 4F → food,fairs,folklore,facts

-ruolo importante di media e contatti personali per quanto riguarda le pre-conoscenze di cultura e

civiltà.

-necessario approccio più ampio su cultura e civiltà che vada al dilà dell'apprendente come turista.

-obiettivo primario → educazione alla diversità → glottodidassi che faccia riferimento a un

concetto allargato di cultura e comunicazione interculturale → coinvolgere e mettere in relazione

aspetti della propria cultura con le altre.

3.2 LIBRI DI TESTO, MATERIALI E RISORSE PER LA LINGUA INGLESE

-tradizionale privilegio della prospettiva anglofona, spesso stereotipata e convenzionale.

-ultimamente sono presi in considerazione elementi di riflessione sulla pluralità dell'inglese e

sull'esperienza degli apprendenti.

-libri di testo con attività didattiche e di riflessione.

-riferimenti a leggende, brani della tradizione letteraria in contesti diversi.

-rappresentazioni diversificate → riflessione su convivenza tra lingue e culture diverse → approccio

collegabile all'esperienza diretta, no astratta.

-Idea Project → materiali di lavoro raccolti e scaricabili dal sito con argomenti incentrati su

tematiche diverse per diversi livelli di competenza.

-Mirrors and Windows → attività con temi diversi e argomenti di conversazione potenzialmente

problematici a seconda delle culture.

-Autobiography of Intercultural Encounters → schede operative e attività di riflessione

3.3 LA VALENZA DEI PARTENARIATI INTERNAZIONALE TRA SCUOLE

-ruolo importante della mobilità internazionale in Europa → occasione di utilizzo di lingue straniere

- ELF-ICC → progetto dell'A.S 2009/10 in tre scuole primarie in Veneto → diverse fasi con

l'obiettivo di promuovere la lingua inglese e di attivare contesti di comunicazione in un'ottica

interculturale.

→ I FASE: ricognizione di esempi di lingua inglese nel paesaggio linguistico

→ II FASE: riflettere sui ruoli dell'inglese, anche con la presenza di alunni non italofoni →

confronto con altri alunni e corrispondenza cartacea e virtuale.

-lingua veicolare del progetto è stato unicamente l'inglese.

-partenariati linguistici → valido strumento di apertura alle realtà essterna della classe.

4. OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

-evoluzioni dell'inglese → Englishes

-inglese come lingua franca di comunicazione tra appartenenti a lingue e culture diverse

-obiettivi dell'educazione linguistica allo sviluppo della comunicativa interculturale

-osservazione della propria ed altre culture.

CULTURA E CIVILTA': PROCESSI E PRODOTTI

Paolo Balboni, Università Ca' Foscari di Venezia

-scopo di cultura/civiltà nello studio tradizionale di una lingua

-anni '60 → globalizzazione → apprendere lingue per scopi comunicativi e non più culturali

-glottodidattica → diventa una teoria dell'insegnamento delle lingue-culture

-è impossibile insegnare una lingua come prodotto finito e lo è ancora di più per quanto riguarda la

cultura

1.CULTURA E CIVILTA'

-Lèvy-Strauss → è cultura tutto ciò che non è ''natura'' e le varie culture offrono modelli culturali

quali il modo di procurarsi, preparare e distribure il cibo, il modo di creare abitazioni e vestiti, le

regole di corteggiamento e cosi via.

-anni '50 → relativismo culturale → ogni cultura è degna di rispetto

-civiltà → modelli culturali più produttivi di altri che vanno a costituire la civiltà di un popolo →

attribuzione che può venire dall'esterno, ma conta l'attribuzione endogena → un popolo considera i

propri modelli culturali come parte costitutiva della propria identità, e li considera superiori a

modelli che definisce ''incivili''

-dicotomia cultura/cibiltà applicata all'insegnamento dell'italiano L2 → patrimonio di modelli

sulturali italiani vs. modelli di civiltà e cultura dell'immigrato → l'immigrato li può applicare in

pubblico e privato purchè entro certi limiti di civiltà italiana.

-se il modello dell'immigrato si scontra con quello italiano nasce un conflitto → es. infibulazione

-applicando il conflitto al'italiano L2, gli italiani dovranno riflettere e decidere quali sono i modelli

di civiltà e cultura a cui non sono disposti a rinunciare

-allo stesso modo, ogni studente deve chiedersi quale modello sia migliore del loro e quale invece

gioverebbe dal contatto con quello italiano.

2.PRODOTTO E PROCESSO

-libri e letture di cultura e civiltà → offrono prodotti, informazioni

-dal dopoguerra l'Italia ha cambiato molte volte background politico e non si possono fare

previsioni per il futuro → evoluzioni fondamentali

-l'insegnamento dell'inglese coe lingua franca non indica quali prodotti culturali presentare →

conviene insegnare agli studenti i processi di osservazione declinati sulla base della loro età e

sensibilità

-proposta di un modello di comunicazione interculturale che identifica 4 aree dove si hanno punti

critici quando l'interazione avviene tra appartenenti a più culture → se pensiamo all'osservazione

culturale si devono tenere di conto alcune variabili → Stato; Famiglia; Scuola; Città; Rapporto di

genere; Religione e reigiosità; ecc...

-esecuzione: si raccolgono dati e sservazioni per ogni voce dell'elenco. Poi l'insegnante revisiona il

compito e crea la versione definitiva.

GESTUALITA' E DIDATTICA DELLA SECONDA LINGUA

Pierangela Diadori, Università per Stranieri di Siena

-la comunicazione umana avviene attraverso il linguaggio ma anche attraverso un complesso

articolato reticolo di sistemi sensibili → tripla struttura di base:

→ linguistica: lessico e testualità

→ paralinguistica: ritmo, tmbro, intonazione, pause

→ cinesica: postura, sguardo e gestualità

-gestualità → manifestazione cinesica attraverso i movimenti delle mani, delle braccia e del volto

→ varietà di tassonomie → LIS, ambiti tecnici, movimenti del corpo che accompagnano

l'interazione spontanea.

-ogni cultura adotta un insieme convenzionale di gesti che si differenziano nello spazio e nel tempo

da quell di altre culture.

-categorizzazione di Ekman e Friesen (1969) → 5 tipi di gesti:

→ simbolici o emblemi: per accompagnare il discorso

→ illustratori: meno intenzionali rispetto agli emblemi, sottolineano l'enunciato

→ esternalizzatori: riflette le reazioni o attività mentali del soggetto

→ adattatori: attività o posizioni del corpo che fanno entrare in contatto le persone presenti nel

contesto

→ regolatori: gestiscono i turni nell'interazione

-6° categoria aggiunta daa Poyatos: manifestazioni emotive

-didattica della seconda lingua → fondamentali i gesti simbolici e illustratori → culturalmente

specifici e sottolineano quanto viene detto a parole

-mirroring → fenomeno che vede gli studenti dellaa seconda lingua adottare inconsapevolmente la

gestualità locale come riflesso dle processo di acquisizione. → il docente di L2 ha il compito di

gestire questa dimensione della comunicazione → gestualità nel parlato del docente di L2

→ sistemi gestuali della lingua/cultura obiettivo

→ problematiche derivanti da contatto fra sistemi gestuali diversi

1. LA GESTUALITA' NEL PARLATO DEL DOCENTE DI L2

-parlato del docente → elemento cruciale dell'input → parlato interattivo

-il docente calibra le proprie opzioni esressive verbali e non verbali, in relazione alla classe

-Steven Krashen → ipotesi dell'input comprensibile (1985) → importanza di valutare in che misura

il contesto linguistico nuovo può essere esplorato dall'apprendente → lo rendono comprensibile la

contestualizzazione extralinguistica e strutturazione linguistica

-acquisizione → input diventa intake → fondamentale la comprensione e l'elaborazione dell'input

-frequenza di gesti elevate nell'insegnamento di L2 → strategia di trasparenza, come l'innalzamento

del tono di voce

-3 macrofunzioni dell'uso di gesti da pare del docente:

→ facilitare la comprensione del lessio trmite gesti iconici

→ elicitare le risposte da parte degli studenti

→ fornire un feedback correttivo mediante la rappresentazione visiva della risposta giusta

Marion Tellier (2008) → gestes pédagogiques:

→ gesti d'informazione:

a)grammaticale → rendere visibili certe caratteristiche verbali della L2

b)lessicale → rappresentare visivamente il significato di parole o frasi difficili

c) fonologica → caratteristiche sonore della L2

→ gesti di animazione

→ gesti di valutazione

-corrispondenza con la LIS? → è una lingua a tutti gli effetti, ma alcuni docenti udìsano dei gesti

che corrispondono allo stesso significato nella lingua dei segni.

-effetto mirroring sugli studenti → legato all'attenzione focalizzata sulla gestualità del docente

→ effetto dei neuroni-specchio che si attivano se compiamo un'azione o osserviamo la stessa azione

compiuta da un soggetto → relazione con l'evoluzione del linguaggio su basi motorie e con

l'apprendimento attraverso l'iitazione del comportamento altrui.

2. I SISTEMI GESTUALI DELLA LINGUA/CULTURA OBIETTIVO

-studiare una L2 comporta anche la conoscenza della gestualità dei parlanti nativi di quella lingua

→ gli studenti stessi sono i primi ad osservare i diversi modi in cui nel paese interessato la

comunicazione si attua con gesti non del tutto simili ai propri → confronto dell lingua obiettivo ma

anche degli altri sistemi sensibili della cultura

concentrarsi sui gesti simbolici delle varie lingue/culture → usi del passato e del presente di un'area

culturale → all'interno della stessa cultura la gestualità varia come la lingua, a seconda di diversi

parametri.

-cultura italiana → es. gesto delle fiche e dell'occhiolino → i gesti cambiano anche nello spazio e

alcuni gesti diffusi localmente stanno subendo la stessa sorte dei dialetti: sono limitati a finalità

espressive e di identità:

→ negazione con sollevamento verticale del mento

→ insulto sessuale con pollice alzato

→ bellezza con carezza sulle guance

→ complicità e minaccia con colpetti sul naso

-anche le caratteristiche individuali possono influenzare la gestualità → gesti più frequenti in

contesti informali

-anche i mezzi di communicazione offrono la valutazione della gestualità da un canae comunicativo

all'altro → pubblicità, immgini, testi, internet e sms.

-compito del docente garantire agli studenti di una L2 l'accesso all'ampia parte di informazioni

anche con comunicazione scritta e audiovisiva, letteratura e mass-media → anche per i gesti è

findamentale prima conoscere e comprendere la cinesica → i gesti raggiungono poi i destinatari

tramite il canale audio-visivo → 3 possibili reazioni:

→ decodifica corretta

→ decodifica errata

→ non decodifica

3. GESTUALITA' E COMUNICAZIONE INTERCULTURALE

-per chi apprende e usa una lingua non è importante solo il sapere ma anche il saper fare → con

l'apprendimento di una L2 non bastano la comprensione e la produzione scritta e orale, ma anche

interazione e la mediazione sono importanti.

-saper fare → abilità interculturali → capacità di: rapporto tra propria cultura e quella straniera;

entrare in contatto con altre culture; intermediare e risolvere fraintendimenti; superare stereotitpi di

relazione.

-oltre a mettere a fuoco ciò che è specifico degli usi linguistici e gestuali della cultura obiettivo è

anche importante la comunicazione interculturale fra persone di culture diverse.

-quali gesti possono creare incomprensioni? → contatto fra parlanti appartenenti a culture più o

meno gestuali.

-Gert Hofstede (2001) → tra i vari tratti distintivi, la dimensione linguisica di una cultura è forse

quello più superficiale → non è altrettanto facile assumere i valori dei comportamenti non verbali

delle culture con cui entriamo in contatto → spesso ne nasce un adattamento reciproco dei parlanti

di culture diverse, a livello di cinesica.

-altra problematica → gesti omomorfi che possono produrre fraintendimenti → indagine di

Desmond Morris su 20 gesti omomorfi diffusi in Europa e Paesi del Mediterraneo → variano di

significato e a volte possono significare concetti non solo diversi, ma anche opposti o insulti.

-rilevanza della comunicazione non verbale → riconoscere e capire il significato che accompagna

l'interazione linguistica

-riconoscimento dei messaggi del corpo → registro della frequenza e registri d'uso → gesti più

frequenti nel quotidiano sono queli già appresi per primi, mentre quelli meno frequenti saranno per i

livelli più avanzati.

-uso dei gesti simbolici della lingua obiettivo → una volta consapevole, il soggetto scegliera da solo

in che misura utilizzare le convenzioni espressive a livello pragmatico.

-il soggetto che apprende scoprirà in base alle proprie reazioni in che misura è disposto ad aderire

alle modalità espressive dell'altra cultura.

LA DIDATTICA DEL GRECO ANTICO NEI CORSI DI LAUREA IN BENI

CULTURALI

Pietro Cobetto Ghiggia, Università degli Studi del Molise

-beni culturali → corso di laura recente → vocazione di corrispondere al patrimonio artistico

italiano → risultati scarsi nela formazione di professionisti da impiegare nel settore pubblico

-studio del greco antico → già istituito nei 5 anni del liceo classico e attivo all'università in Lettere

Classiche → formazione di personale per l'insegnamento o la ricerca accademica → finalità

discrepanti mettendo a confronto Lettere Classiche e Beni Culturali.

-obbligatorietà delo studio del greco antico → solo il 10% degli studenti che accede a questo corso

risulta sufficientemente preparato per lo studio del greco a livello universitario. → difficoltà

didattica della materia: l'insegnante deve attenersi al suo insegnamento in ambito accademico e gli

studenti non possono recuperare in tre anni lo studio che ne richiederebbe cinque. → risultato

scoraggiante.

-rivedere completamente l'impostazione del corso di laurea? → ridimensionarlo alla relatà locale

nella quale si trova → prodotto didattico specifico ma spendibile in un solo contesto → solo nel

Meridione tracce di antica presenza di civiltà greca

-altra proposta → inserire distinzione tra carattere materiale e altre tipologie di natura letteraria e

archivistica.

L'INTERCULTURA NELLA PROGETTAZIONE DEGLI EVENTI

Marco Brusati, Master in Pubblicità istituzionale dell'Università degli Studi di Firenze

1. LA CULTURA E INTRCULTURA

-cultura → orizzonte cognitivo e valoriale enro il quale cresce una comunità → stato di iquidità di

aggregazioni.

-Bauman → società definibile come liquido-moderna → cultura-liquida

-definizione di intercultura → dagli anni '50 è iniziata la rivoluzione mass-mediale → radio, tv,

cellulari ed internet → oggi non abbiamo contenuti e idee, ma strumenti e mezzi → società non solo

fisiche ma anche virtuali


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice.g.grassi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingue, Culture e mass media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Baldi Benedetta.

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