Estratto del documento

Parte terza: I media

Capitolo sei: La testimonianza in Marie Claire

Mondo testuale, mondo possibile, mondo tout court

Il concetto di mondo possibile istituito da una rivista mette in scena un sistema di valori, di attori e situazioni che offrono nel loro insieme una versione del mondo reale, rendendo disponibile quest'ultimo attraverso una descrizione. Un periodico non si limita mai solo a esporre un contenuto, cosa che è già una prima riduzione, ma instaura anche dei rapporti complessi con i suoi destinatari, con la materia testuale e con le istanze che l'hanno generata.

Il modo di parlare di un tema può essere più importante del tema stesso. Noi facciamo una distinzione tra mondo testuale, mondo possibile e mondo reale. Le istanze che entrano in gioco nel dispositivo enunciativo di produzione di un mondo possibile mediale sono: il testo (la rivista), i soggetti della narrazione (narratore e narratario) e il mondo rappresentato. I narratori e i narranti sono le uniche figure disponibili per l'analisi. Esse presuppongono un'istanza più astratta, il soggetto dell'enunciazione: enunciante e enunciatario. Ciò che è cruciale per un approccio sociosemiotico è la relazione dialettica e riflessiva, dunque costitutiva, che si stabilisce fra i due mondi e che è regolata, in modo ogni volta specifico, dai dispositivi testuali ed enunciativi, che definiscono le posizioni dei diversi soggetti, nella narrazione e nell'enunciazione.

È a partire dal mondo reale che prende forma il dispositivo testuale. Il mondo reale rappresenta il punto di confronto inevitabile, necessario alla costruzione del mondo testuale, gli preesiste e lo determina. La dialettica fra mondo testuale e mondo reale può essere riformulata come dialettica fra mondo rappresentato e mondo esterno. I due mondi si trovano in relazione di complementarità (l'uno non può avere senso che in riferimento all'altro).

La comunità discorsiva di Marie Claire

Marie Claire appartiene alla categoria delle riviste femminili dette "di alto livello". Creata alla fine degli anni '40, rappresenta un punto di riferimento dell'universo competitivo e in perenne evoluzione dei periodici femminili francesi. La creazione, negli anni '70, della rubrica "Moi lectrice" contribuì a consolidare la fama della testata. Questa rubrica incarna in qualche modo l'identità stessa della rivista.

Il principio di funzionamento della rubrica è: una o più donne raccontano un'esperienza di vita vissuta nelle pagine della rivista. Questo racconto è presentato sotto forma di discorso diretto riportato (fra virgolette). I temi si riferiscono alla sfera più personale e intima della vita della donna: i sentimenti, amori, dolori, maternità, le relazioni famigliari. I temi sono sempre sviluppati sotto forma di rendiconto di un'esperienza personale, esperienza vissuta, raccontarsi in prima persona.

Questo tipo di intervento presenta due caratteristiche principali:

  • Costituisce una storia di vita, genere narrativo ("monografia di vita").
  • Un genere specifico del discorso giornalistico, ovvero la testimonianza.

In "Moi lectrice" si possono identificare 3 dimensioni dello stile discorsivo di Marie Claire:

  • L'impiego di un discorso non valutativo;
  • L'assenza di pedagogia;
  • La costruzione di una comunità discorsiva, basata sull'autonomia delle lettrici.

Si parla di Marie Claire di una pedagogia simmetrica che non cerca di contrapporre giornale e lettrici: i consigli si presentano sotto forma di semplici consigli.

Struttura enunciativa della testimonianza mediale

La rubrica “Moi lectrice” presenta anche un interesse teorico che permette di elaborare una modellizzazione della struttura enunciativa della testimonianza e chiarirne qualche implicazione cognitiva e socioculturale. Il processo enunciativo si appoggia su due logiche di base:

  • Il sincretismo radicale: il mondo reale è ricondotto alla lettrice tramite l'installazione di quest'ultima nel cuore della materia testuale del giornale. Così mondo esterno al giornale (mondo reale) e mondo costruito (mondo testuale) sono in sincretismo. L'autore di questa operazione è l'enunciante Marie Claire. Il destinatario è l'enunciatario. In Moi, lectrice i tre mondi, mondo reale, mondo testuale e mondo esperienziale, coincidono.
  • L'inclusione progressiva: dopo aver messo in sincretismo i 3 mondi e averli riportati alle lettrici, la logica della testimonianza installa una "vera" lettrice, cioè una figura esterna al testo e al dispositivo enunciativo, come un narratore nel mondo testuale (mondo possibile e reale). I soggetti della narrazione (narratore e narratario) si fondano in una sola istanza, l’io narrante, che espone le sue esperienze. Dopo avere ricondotto il 1 mondo alla lettrice, l'enunciante Marie Claire colloca la lettrice in questo mondo. I temi trattati nella rubrica riguardano la sua soggettività. Mondo e soggetto sono un'unica e stessa cosa.

Una teoria del soggetto: identità e differenze

L'elemento che sembra caratterizzare queste storie così diverse e attribuire loro omogeneità è proprio la loro differenza. La loro differenza e il fatto di condividere un sentimento di appartenenza, di essere legate da una identità comune, che le unisce semplicemente in quanto donne. La differenza appare così come il valore centrale e allo stesso tempo come il principio unificatore di tutti questi discorsi: differenza di pratiche, differenza di esperienze, differenza di individui, differenza sociologica. Ma allo stesso tempo unità profonda, un'identità fondamentale che nascerebbe dalla constatazione di un fondo comune che somiglia ad un principio femminile unico.

Bisogna allora tenere conto tanto della dialettica tra essere profondo e apparire superficiale, quanto delle relazioni tra le diverse manifestazioni di questa superficie. Il termine apparire non è impiegato nelle accezioni di superficiale, leggero, senza spessore. Si tratta di un apparire che rientra nell’ordine della manifestazione di quel percorso narrativo particolare che è la vita di un individuo. In "Moi lectrice" l'apparire superficiale è quello della differenza dei comportamenti e delle situazioni. Abbiamo due aspetti di questo apparire:

  • È sempre presentato in continuità con un essere il che gli è complementare e che lo fonda di diritto;
  • Questo apparire è dotato di una proprietà transitiva: a causa della radice esistenziale tutte le apparenze sono equivalenti.

Ci sono tre teorie sulla filosofia del soggetto:

  • Teoria del soggetto di tipo "moderno" o "umanista": i tre termini del sistema (essere, apparire e la relazione che li lega) sono diversi. La molteplicità delle apparenze trova la sua unità nel radicamento in un'essenza comune. La relazione tra essere e apparire è sbilanciata in favore dell’essere che è il solo a contare veramente. Definiamo questo modello moderno o umanista perché esso ha informato e continua a informare quella retorica apparsa con l’umanesimo del Rinascimento e sviluppata dai pensatori della modernità che proclama l’unità fondamentale di tutti gli uomini al di là delle loro determinazioni sociali o culturali.
  • Teoria del soggetto "postmoderno": L'essere è radicalmente negato o considerato non pertinente, diventa un luogo vuoto. L’essere non ha esistenza in sé e dunque ogni legame tra essere e apparire non ha senso, poiché solo le apparenze sono da prendere in considerazione.
  • Teoria del soggetto nella testimonianza soggettiva: ogni individuo è una combinazione unica di essere e apparire. Gli esseri individuali dialogano fra loro. La soggettività è la condizione dell'emergere dell'essere dall'apparire individuale, ma è la testimonianza dell'apparire superficiale. Ogni individuo si trova dotato di una profondità d'essere che è in dialogo con il suo apparire, valorizzato proprio a causa della sua differenza. Così l'identità di ogni individuo è impregnata di differenza (tanto nell'essere che nell'apparire).

La trasgressione: tra griglia e gruppo

Il contenuto di un gran numero di testimonianze raccolte nella rubrica “Moi lectrice” riguarda comportamenti che si situano in una zona periferica della normatività sociale che sono al limite di ciò che è considerato normale o accettabile. In questo campo è obbligatorio l’uso delle virgolette. La lettrice di Marie Claire è una donna media, istruita, curiosa e moderna, non eccessivamente elitaria. Le testimonianze presentate nella rubrica riguardano spesso ciò che si potrebbe chiamare la trasgressione della norma sociale. Questa trasgressione assume numerose forme: può consistere in un comportamento apertamente trasgressivo, ma anche nella rivendicazione di uno stato che tende ad essere socialmente stigmatizzato (lesbica, omosessuale) o che rappresenta agli occhi di alcuni un fatto privato, da non divulgare. A volte le situazioni non rientrano nel campo della trasgressione nel senso primo della parola, qualcosa di moralmente riprovevole, ma restano marginali perché quantitativamente poco frequenti. Il fondo comune di tutte queste situazioni è proprio il fatto di rappresentare una trasgressione.

Questa scelta tematica (la trasgressione) è implicata logicamente dal modello dell’identità basato sulla valorizzazione della differenza e sull’ancoraggio soggettivo. La trasgressione è un’esperienza perché permette d’integrare, attraverso la testimonianza altrui, un orizzonte esistenziale collettivo. E per questa stessa ragione essa è un riconoscimento, poiché consente di prendere coscienza della differenza dei comportamenti e degli atteggiamenti e allo stesso tempo un’unità fondamentale che nasce da questa differenza. La valorizzazione dell’esperienza è priva di ogni imperativo pratico. L’esperienza è scissa dall’azione e funziona come una partecipazione e un riconoscimento. La testimonianza non emette giudizi sulla griglia sociale.

Mary Douglas propone di considerare ogni sistema sociale come la risultante di due fattori: la griglia e il gruppo. La griglia definisce le categorie, i sistemi di classificazione, i valori sociale che permettono agli individui di pensare il mondo, di attribuirgli un’organizzazione e di fissarvi il posto degli individui. Il gruppo definisce il tipo di legame sociali che connettono gli attori sociali tra loro, la loro solidarietà, la loro flessibilità, la loro diversità. Tanto la griglia quanto il gruppo possono presentarsi o forti o deboli. Una griglia forte presenta categorie e valori chiari. Una griglia debole implica criteri vaghi e meno definiti. Un gruppo forte implica legami sociali stretti e vincolati con i membri del gruppo. Ciò che fa il gruppo deve farlo anche l’individuo che fa parte del gruppo. In un gruppo debole i legami sociali sono allentati, il gruppo non ha il potere d’imporre ai suoi membri comportamenti.

La retorica della femminilità

La soggettività viene definita anche come la ricerca incessante d'esperienza esistenziale, mezzo di scoperta della differenza delle esperienze e presa di coscienza di una presenza comune, fondatrice della differenza dell'identità femminile. Questa soggettività porta alla costituzione di uno spazio soggettivo. Ogni sguardo rivolto all'Altro o al mondo è organizzato a partire da questo sé oggettivo. In questo modello di soggettività riconosciamo una dimensione dell'individualismo contemporaneo. Questa donna rischia di non sapere più o di non volere più ascoltare gli altri e il mondo, quando le si presentano in una modalità diversa da quella della soggettività. La soggettività rappresenta tutta la ricchezza, ma anche il limite, di questa figura dell'identità femminile. Anche la relazione con il tempo si trova trasformata: diverse forme di temporalità hanno accesso alla soggettività, ma contribuiscono ad allargare e approfondire lo spessore del presente.

In questo processo vengono convocati tre tipi di modi temporali:

  • Tempo puntuativo: espresso nelle testimonianze di avvenimenti sganciati dal loro passato e privi di movimento verso il futuro (violenza coniugale).
  • Tempo ciclico: estrae gli eventi dal flusso temporale e li isola in un non-tempo che è quello di ogni tempo. Questa temporalità è presente nelle testimonianze che riguardano avvenimenti o situazioni che sono sempre esistiti ma di cui sono cambiati la percezione o il vissuto (stupro, adozione).
  • Tempo del sé: tempo di cui il sé ha bisogno per integrare ed elaborare, attraverso il sentire, gli avvenimenti e le situazioni che gli sono esterni.

Questa visione soggettiva dell'identità femminile procede all'espulsione o alla riduzione di alcuni valori o dimensioni, come il tempo della storia, la percezione del mondo e la dimensione cognitiva. La sessualità si costituisce come il luogo privilegiato della differenza, in cui diventa possibile accettare la propria e collocarla in seno all’identità. La sessualità si presta bene anche alla pratica della trasgressione. La testimonianza permette di parlare di tabù sessuali. I sentimenti sono trattati come una forma di conoscenza la cui verità dipende dall’autenticità e dall’intensità.

In un universo dominato da valori maschili e in cui la stampa femminile ha svolto un ruolo di intermediario di questi valori, assegnando alla donna posizioni abbastanza rigide nella griglia e non offrendole grandi possibilità di movimento, la valorizzazione della trasgressione, in particolare sessuale, l’introduzione della differenza al cuore dell’identità femminile possono apparire come una vera e piccola rivoluzione.

Logo donna-individuo

  • Profilo femminile, occhi chiusi, testa rovesciata, in una tranquilla bolla di benessere ottenuto a prezzo dell'isolamento e dell'imprigionamento;
  • Sembra inseguire un universo euforico e virtualizzato, da cui l'Altro è escluso in modo radicale;

Moi lectrice

Donna che cerca il contatto tramite il riconoscimento della differenza all'interno di una comunità discorsiva, il riconoscimento si attua immergendosi nel profondo del sé.

  • Variazioni su un unico tema: quello dell’individualismo contemporaneo;
  • Condividono la stessa dimensione psicologica: focalizzazione sui sentimenti, valorizzazione della soggettività, ascolto della propria interiorità;

Testimonianza mediatizzata e spazio pubblico

La forma adottata è quella del "talk show". I critici delle trasmissioni fondate sulla logica della testimonianza mettono in primo piano la manipolazione di cui sarebbero vittima gli invitati. Questa manipolazione toglierebbe ogni autenticità alle testimonianze e trasformerebbe questi talk shows in spettacoli di cattivo gusto. I talk shows sarebbero diventati l’esempio della deriva della tv spazzatura.

I talk shows permettono l’accesso allo spazio pubblico di voci come quella delle donne, delle minoranze o dei gruppi marginalizzati che non avrebbero nessuna possibilità di trovare posto e esprimersi al di fuori di queste trasmissioni. Noi diventiamo pubblico di un racconto messo in scena da un narratore. "Moi lectrice" con il suo sincretismo radicale e la sua focalizzazione soggettiva è una testimonianza nelle rubriche: è la soggettività degli individui che permette loro di trovare un fondamento comune e di costituirsi come comunità. Questa comunità è di tipo discorsivo, cioè essa non riunisce esseri reali ma esseri discorsivi, colti sotto il loro simulacro soggettivo.

Capitolo sette – Il fare nella stampa femminile “pratica”

Il sentire, il fare e l’identità sessuale

Caratterizzazione sessuale e psicologica dell'individualismo contemporaneo. In RATP l’individuo preferisce l'astrazione, l'evasione nel sogno e rinchiudersi in una bolla di benessere personale.

In "Moi lectrice" prevalgono la soggettività, l'attenzione rivolta al sentire e al vissuto individuale e la partecipazione a una coscienza collettiva. In comune: un certo ritrarsi dal mondo e una valorizzazione dell'interiorità, una priorità attribuita al sentire rispetto all'agire, all'essere opposto al fare.

In ITINERIS: valorizzazione della razionalità, dell’efficienza e della performance. Agli uomini sono riservate le azioni, la riflessione e l'autocontrollo; alle donne le emozioni, l'intuizione e la soggettività. Un individuo-donna sarebbe diverso da un individuo-uomo. L’oggetto di questa analisi è un tipo di periodico indirizzato ad un pubblico femminile e denominati dai professionisti dei media stampa pratica. Si designano riviste che dispensano consigli sul fai da te. I settori tipici nei quali viene esercitato questo bricolage domestico sono il taglio e cucito, la cucina, la manutenzione della casa, il giardinaggio. Il tono e il modo di procedere sono orientati da una visione pratica e da un approccio concreto al mondo. I periodici femminili occupano un posto importante dal punto di vista economico e socioculturale. In Francia la tiratura dei tre mensili che si spartiscono questo segmento supera i due milioni di esemplari. La più vecchia di queste tre riviste è Modes & Travaux che risale all’inizio del secolo. Le altre due, Prima e Avantages hanno una storia più recente. (Nostro scopo: studiare l'universo del "fare" al fine di circoscrivere l'identità femminile da questo punto di vista).

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
Riassunto esame Linguaggi Politici, prof. Bellini, libro consigliato Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, Semprini Pag. 1 Riassunto esame Linguaggi Politici, prof. Bellini, libro consigliato Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, Semprini Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguaggi Politici, prof. Bellini, libro consigliato Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, Semprini Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguaggi Politici, prof. Bellini, libro consigliato Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, Semprini Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguaggi Politici, prof. Bellini, libro consigliato Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, Semprini Pag. 16
1 su 18
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EMANULEA90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi politici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Bellini Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community