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Linguaggi politici - la filosofia politica e i suoi maggiori esponenti Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di linguaggi politici del professor Paolo Bellini, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono la filosofia politica e i suoi maggiori esponenti, Platone, Plutarco, Rousseau, Machavelli, Locke, John Stuart Mill...

Esame di Linguaggi politici docente Prof. P. Bellini

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stato di diritto). Infatti, nella stato di natura, ogni uomo è giudice di se stesso: la giustizia è dunque

soggettiva, il che significa che per alcuni chi ruba deve essere punito col carcere, per altri bisogna

tagliare la mano, e così via. Inoltre, nello stato di natura, non tutti possono realizzare la giustizia, e

c'è il rischio che chi viene punito si vendichi perché ritiene di aver subito un'ingiustizia: manca un

giudice neutrale e obiettivo. Questo concetto è particolarmente importante sulle questioni

riguardanti la proprietà, che Locke considera un diritto naturale inviolabile, al pari della libertà. Ma

chi decide dove comincia la proprietà? In che momento un uomo può dire "questo è mio"?

Nell'impianto filosofico lockiano si distinguono beni naturali e beni artificiali: i primi sono forniti

direttamente dalla natura (come la frutta o l'acqua di un fiume), i secondi scaturiscono

dall'applicazione del lavoro da parte dell'uomo. Dunque un bene naturale (come una mela) può

diventare artificiale dal momento che viene colta, attraverso quindi l'impiego di lavoro umano. In

quel preciso istante in cui l'uomo coglie la mela (il «punto di prima applicazione») nasce la

proprietà. Con questi presupposti filosofici, Locke mette in relazione (per la prima volta nella storia

dell'uomo) lavoro umano e valore dei beni, commisurando quest'ultimo in base alla quantità del

primo - tesi che, molto tempo dopo, verrà ripresa e sviluppata dallo stesso Marx nelle sue opere, in

chiave del tutto diversa, ovviamente. Per quanto riguarda i limiti del potere sovrano, Locke ritiene,

al contrario di Hobbes, che il sovrano stesso sia parte integrante del contratto e quindi non può esser

considerato al di sopra della legge; non può violare i diritti naturali di alcun individuo e non si può

porre in una condizione assolutista: se ciò avvenisse il contratto decadrebbe e la società

piomberebbe di nuovo nello stato di guerra, in cui ognuno è tenuto a giudicare e farsi giustizia da

sé. Lo stato di guerra lockiano è, per molti versi, simile allo stato di natura hobbesiano. Inoltre, vi

sono una serie di diritti che l'uomo possiede dalla nascita, indipendentemente dalla società, e di

conseguenza non possono esser tolti o essere oggetto di limitazione (diritto alla libertà, uguaglianza,

proprietà).

Jean-Jacques Rousseau [modifica]

Nel XVIII secolo Rousseau, attraverso l'idea di contratto sociale, afferma la necessità di una

struttura politica democratica volta a tutelare al meglio i diritti dei cittadini, realizzando la volontà

generale.

Edmund Burke [modifica]

Immanuel Kant [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Per la pace perpetua.

Kant analizza l'uomo e in lui trova una tendenza egoistica, ovverosia una "insocievole

socievolezza": gli uomini tendono a unirsi in società, ma con una riluttanza a farlo davvero. Essi si

associano per la propria sicurezza e si dissociano per i propri interessi. Ma è proprio questa

conflittualità a favorire il progresso e le capacità del genere umano, perché gli uomini lottano per

primeggiare sugli altri, come gli alberi: «si costringono reciprocamente a cercare l'uno e l'altro al di

sopra di sé, e perciò crescono belli dritti, mentre gli altri, che, in libertà e isolati fra loro, mettono

rami a piacere, crescono storpi, storti e tortuosi».

Secondo Kant, il diritto consiste nella «limitazione della libertà di ciascuno alla condizione che essa

si accordi con la libertà di ogni altro».

La libertà di ognuno coesiste con la libertà degli altri. Ovviamente l'uomo kantiano non può non

avere bisogno di un padrone, ma il padrone non è un altro uomo, bensì il diritto stesso.


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi politici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Bellini Paolo.

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