Estratto del documento

Introduzione

Significato di dire la stessa cosa in un'altra lingua

Davanti a un testo da tradurre non sappiamo quale sia e in certi casi è persino dubbio che cosa voglia dire. È difficile dire quale sia la cosa che un testo vuole trasmettere e come trasmetterla. Il senso dei capitoli che seguono: cercare di capire come, pur sapendo che non si dice mai la stessa cosa, si possa dire la stessa cosa. Stabilire la flessibilità, l'estensione del quasi dipende da alcuni criteri che vanno negoziati preliminarmente. Dire quasi la stessa cosa è un processo che si pone all'insegna della negoziazione.

Traduzione intersemiotica: tutti quei casi in cui non si traduce da una lingua naturale a un'altra ma tra sistemi semiotici diversi tra loro (per esempio quando di "traduce" un romanzo in un film, un poema epico in un'opera a fumetti o si trae un quadro dal tema di una poesia).

Per elaborare una teoria della traduzione è necessario non solo esaminare molti esempi di traduzione ma avere fatto almeno una di queste tre esperienze: aver controllato traduzioni altrui, aver tradotto ed essere stato tradotto o meglio essere stato tradotto collaborando col proprio traduttore. Anche chi ha competenza passiva di una lingua straniera ha esperito come sia difficile trarne frasi ben formate. Per fare osservazioni sul tradurre non è inutile aver avuto esperienza attiva o passiva della traduzione.

Eco ha lavorato a stretto contatto con i suoi traduttori (non ha solo controllato le traduzioni ma ha anche avuto lunghe conversazioni preliminari e in corso d'opera). Ecco perché ha deciso di parlare di traduzioni partendo da problemi concreti che riguardano in massima parte i suoi scritti e si è limitato ad accennare a soluzioni teoriche solo sulla base di quelle esperienze.

Al contatto con l'altra lingua il testo esibiva potenzialità interpretative che erano rimaste ignote anche a Eco stesso e quindi la traduzione talora può migliorare un testo. Questo non si presenta come un libro di teoria della traduzione perché lascia scoperti infiniti problemi traduttologici.

Fedeltà nella traduzione

La traduzione deve mirare, partendo dalla sensibilità e dalla cultura del lettore, a ritrovare l'intenzione del testo, quello che il testo dice o suggerisce in rapporto alla lingua in cui è espresso e al contesto culturale in cui è nato. Es: "you're just pulling my leg" non "stai solo tirandomi la gamba" ma "mi stai prendendo per il naso". Questo è un caso in cui un'apparente infedeltà al testo (non si traduce alla lettera) si rivela alla fine un atto di fedeltà.

Tradurre: capire il sistema interno di una lingua e la struttura di un testo dato in quella lingua e costruire un doppio del sistema testuale che, sotto una certa descrizione, possa produrre effetti analoghi nel lettore, sia sul piano semantico e sintattico che su quello stilistico, metrico, fonosimbolico, e quanto agli effetti passionali a cui il testo fonte intendeva. Ogni traduzione presenta dei margini di infedeltà rispetto a un nucleo di presunta fedeltà.

Intersemiotica e negoziazione

Negli ultimi decenni molti sono stati gli scritti di teoria della traduzione, dovuti anche al fatto che si sono moltiplicati centri di ricerca, corsi e dipartimenti dedicati a questo problema nonché scuole per traduttori e interpreti. Motivo di questo:

  • Fenomeni di globalizzazione
  • Lo svilupparsi degli interessi semiotici
  • L'espansione dell'informatica

La traduzione si basa su processi di negoziazione: processi in base al quale per ottenere qualcosa si rinuncia a qualcosa d'altro. Parti in gioco in questo processo di negoziazione: il testo fonte e il testo d'arrivo e la cultura in cui appare con il sistema di aspettative dei suoi probabili lettori. Il traduttore si pone come negoziatore tra queste parte reali o virtuali e in tali negoziazioni non è sempre previsto l'assenso esplicito delle parti.

Traduzione propriamente detta

Traduzione propriamente detta (quella delle case editrici): per quanto un teorico possa asserire che non ci sono regole per stabilire che una traduzione sia migliore di un'altra, la pratica editoriale insegna che almeno in casi di errori palesi e indiscutibili, è abbastanza facile stabilire se una traduzione è errata e va corretta. (es. stampato in francese di 200 pagine tradotto in 400).

Nella traduzione propriamente detta vige un tacito principio per cui si è tenuti al rispetto giuridico del detto altrui (bisogna stabile che cosa si intenda con questa espressione quando si passa da una lingua ad un'altra). D'ora in avanti con il termine traduzione, se non sarà virgolettato o in qualche modo specificato, Eco intenderà sempre la traduzione da una lingua naturale all'altra, ovvero la traduzione propriamente detta. Per Eco sarebbe meglio chiamarle trasmutazioni o adattamenti.

Cap. 1 I sinonimi di Altavista

Definizione di traduzione

Definizione di traduzione:

  • "L'azione, l'operazione o l'attività di tradurre da una lingua a un'altra un testo scritto o anche orale" (dizionario Treccani)
  • Tradurre: "Volgere in un'altra lingua, diversa da quella originaria, un testo scritto o orale" (dizionario Treccani)
  • "Voltare, trasportare da una lingua in un'altra" (dizionario Zingarelli)
  • "Trasferire o volgere da un insieme di simboli all'altro" (Webster New Collegiate Dictionary)

I vari vocabolari parlano del passaggio da una lingua a un'altra e una lingua pone in gioco insiemi di simboli che veicolano dei significati.

Equivalenza di significato e sinonimia

Sinonimi: equivalenti in significato. Riteniamo sinonimi per esempio father, père, padre, daddy, papà. L'equivalenza referenziale (= quello a cui si riferisce la parola) non coincide con l'equivalenza connotativa (modo con cui parole o espressioni complesse possono stimolare nella mente degli ascoltatori o dei lettori le stesse associazioni e reazioni emotive).

Sistema di traduzione automatica offerto su Internet da Altavista: traduzione italiana di espressioni inglesi e ritraduzione della traduzione italiana in inglese. Es. The Works of Shakespeare = Gli impianti di Shakespeare = The systems of Shakespeare. Definizioni dizionariali; una certa parola in una lingua naturale Alfa ha sovente più di un termine corrispondente in una lingua naturale Beta.

Omonimia: una sola parola esprime due cose diverse. Sinonimia: due diverse parole esprimono la stessa cosa. L'uso di un sinonimo piuttosto che un altro può diversa educazione ed estrazione sociale così che, in un romanzo, attribuire a un personaggio un uso piuttosto che un altro può contribuire a disegnare il profilo intellettuale, e dunque inciderebbe sul senso o significato globale della vicenda raccontata.

Per individuare due termini sinonimi nel confronto tra una lingua e l'altra bisogna togliere ambiguità agli omonimi all'interno della lingua da cui si dovrebbe tradurre. Le parole assumono significati diversi secondo il contesto. Altavista non ha un dizionario che contenga quelle che in semantica si chiamano "selezioni contestuali".

Capire i contesti

Proviamo ad assumere che ciò che chiamiamo il significato di una parola corrisponda a tutto ciò che in un dizionario sta scritto in corrispondenza a una data "voce". Tutto ciò che definisce quella voce è il contenuto espresso da quella parola. La definizione:

  • Include varie accezioni o sensi della parola stessa
  • Queste accezioni o sensi molte volte non possono essere espressi da un sinonimo "secco" ma da una definizione, da una parafrasi o da un esempio concreto.

La disambiguazione contestuale aiuta molto a decidere quale possa essere il termine equivalente (in un dato contesto) in un'altra lingua naturale. Una traduzione non dipende solo dal contesto linguistico, ma anche da qualcosa che sta al di fuori del testo, e che chiameremo informazione circa il mondo o informazione enciclopedica. Altavista sembra sfornito di una ricca informazione circa il mondo ma sembra anche sprovvisto delle più ovvie selezioni contestuali. La sinonimia secca non esiste, tranne forse in alcuni casi limite.

Cap 2 Dal sistema al testo

Altavista possiede delle istruzioni circa le corrispondenze tra termine e termine (e forse fra struttura sintattica e struttura sintattica) fra due o più lingue. La traduzione, ed è un principio ormai ovvio in traduttologia, non avviene tra sistemi bensì tra testi.

La presunta incommensurabilità dei sistemi

Secondo Quine è difficile stabilire il significato di un termine (in una lingua ignota) se il linguista non ha informazioni sulla cultura indigena e se non sa come i nativi categorizzano le loro esperienze. Il linguista deve quindi cominciare a elaborare una serie di ipotesi analitiche che lo portano a costruirsi un manuale di traduzione che dovrebbe corrispondere a un intero manuale non solo di linguistica ma anche di antropologia culturale. Il linguista elabora una serie di ipotesi che lo conducono a disegnare un possibile manuale di traduzione. Da qui si deduce un principio (teorico) di indeterminatezza della traduzione.

Ogni lingua naturale esprime una diversa visione del mondo. Questo è chiaramente spiegato dalla semiotica di Hjelmslev. Per Hjelmslev una lingua (e in generale ogni sistema semiotico) consiste di un piano del contenuto, che rappresenta l'universo dei concetti esprimibili da quella lingua. In riferimento alla forma dell'espressione si possono generare varie sostanze dell'espressione. Dal punto di vista della grammatica di una lingua le sostanze dell'espressione sono irrilevanti mentre sono di grande importanza le differenze di forme e basti considerare come una lingua Alfa consideri pertinenti certi suoni che una lingua Beta ignora, o come siano differenti lessico e sintassi tra lingue diverse. Le differenze di sostanza possono invece diventare cruciali nel caso della traduzione da testo a testo.

Una lingua associa a diverse forme dell'espressione diverse forme del contenuto. Talora accade che il termine di una lingua rinvii a un'unità di contenuto che altre lingue ignorano, e questo pone seri problemi ai traduttori. Es. in italiano noi abbiamo una sola parola (nipote) per i tre termini inglesi nephew, niece, grandchild. Sembra proprio che, là dove gli inglesi riconoscono tre distinte unità di contenuto, gli italiani ne individuino solo una appunto nipote, come se le due lingue opponessero, in modo incommensurabile, un solo spazio semantico (in italiano) a tre (in inglese). Le tre parole inglesi non sono unità di contenuto ma sono termini linguistici che rinviano a unità di contenuto e accade che sia gli inglesi che gli italiani riconoscano tre unità di contenuto, salvo che gli italiani le rappresentano tutte con un termine omonimo.

Sia gli inglesi che gli italiani sanno benissimo concepire ed esprimere per via di definizioni, parafrasi o esempi il contenuto di queste parole, salvo che gli italiani hanno una sola parola per diverse unità di contenuto e pertanto possono avere maggiori difficoltà nel disambiguare certi enunciati se emessi fuori di un adeguato contesto. Si è parlato di contesto. Infatti a nessun traduttore capiterà mai di dover tradurre la parola nipote avulsa da qualsiasi contesto. Questo accade al massimo al compilatore di dizionari o all'informatore bilingue ma costoro come si è visto non traducono, bensì provvedono istruzioni su come eventualmente tradurre il termine secondo il contesto. Il traduttore traduce invece sempre testi, vale a dire enunciati che appaiono in qualche contesto linguistico o sono proferiti in qualche situazione specifica.

La traduzione riguarda mondi possibili

La frase che stiamo considerando è un testo e per capirlo bisogna fare una ipotesi sul mondo possibile che esso rappresenta. Dato l'intero spettro del contenuto messo a disposizione da una voce di dizionario il traduttore deve scegliere l'accezione o il senso più probabile e ragionevole e rilevante in quel contesto e in quel mondo possibile. Linguisticamente e culturalmente parlando un testo è una giungla dove un parlante indigeno talora assegna per la prima volta un senso ai termini che usa, e questo senso potrebbe non corrispondere al senso che gli stessi termini potrebbero assumere in un altro contesto. Noi attribuiamo alle parole un significato nella misura in cui gli autori di dizionari ne abbiano stabilito definizioni accettabili.

Es. Beniamino Dal Fabbro nella sua traduzione di La peste di Camus ha utilizzato la parola sorcio (parola graziosa e praticamente sinonimo di topo. Gli animali apparsi a Orano, portatori di peste, dovrebbero essere terribili ratti. Qualsiasi lettore italiano e che cerchi di raffigurarsi il mondo possibile del romanzo dovrebbe sospettare che il traduttore abbia commesso una inesattezza. Infatti se si consulta il testo originale si vede che Camus parla di rats. Pertanto i sistemi linguistici sono comparabili e le eventuali ambiguità possono essere risolte quando si traducono testi, alla luce dei contesti e in riferimento al mondo di cui quel dato testo parla.

I testi come sostanze

Qual è la natura di un testo e in che senso dobbiamo considerarlo in modo diverso da un sistema linguistico? Una lingua seleziona una forma dell'espressione e una forma del contenuto, in base alla quale si possono produrre sostanze e cioè espressioni materiali. Data una stessa materia sonora, due lingue Alfa e Beta la segmentano diversamente, producendo due diverse forme dell'espressione. Una combinazione di elementi di forma dell'espressione viene correlata a elementi di forma del contenuto. Questa combinazione ha a che fare con la struttura di un sistema linguistico. In termini di sistema quando parla per esempio della struttura della lingua italiana o della lingua tedesca, il linguista considera solo rapporti tra forme (dell'espressione e del contenuto).

Quando, sfruttando le possibilità offerte da un sistema linguistico viene prodotta una qualsiasi emissione (fonica o grafica) non abbiamo più a che fare col sistema, ma con un processo che ha portato alla formazione di un testo. La sostanza del contenuto si realizza come il senso che assume un dato elemento di forma del contenuto nel processo di enunciazione. In un testo, che è già sostanza attuata, noi abbiamo una Manifestazione Lineare (quello che si percepisce, o leggendo o ascoltando) e il Senso o i sensi di quel dato testo.

Quando mi trovo a interpretare una Manifestazione Lineare faccio ricorso a tutte le mie conoscenze linguistiche mentre un processo assai più complicato avviene nel momento in cui cerco di individuare il senso di ciò che mi viene detto. A ogni frase della lettura mi chiederei di che cosa parli sia una frase che un intero capitolo (e mi porrei pertanto il problema di quale sia il topic o argomento del discorso). Inoltre a ogni passo cercherei di individuare isotopie, ovvero livelli di senso omogenei.

Fabula e intreccio: sequenza cronologica degli eventi che il testo può "montare" secondo un differente intreccio. Né fabula né intreccio sono questioni linguistiche, sono strutture che possono essere realizzate in un altro sistema semiotico, nel senso che si può raccontare la stessa fabula con lo stesso intreccio, non solo attraverso una parafrasi linguistica ma mediante un film o addirittura una versione a fumetti.

Dall'intreccio ricostruisco la fabula e quindi a mano a mano che la lettura prosegue trasformerò vasti brani testuali in proposizioni che li riassumono. In una fase più avanzata della lettura potrei attenermi alle iperproposizioni: questo incassamento da proposizioni a iperproposizioni sarà quello che mi consentirà di decidere quale sia la storia più "profonda" che il testo mi racconta, e quali siano invece eventi marginali o parentetici. Di qui potrò procedere a individuare non solo l'eventuale psicologia dei personaggi ma il loro investimento in quelle che sono chiamate strutture attanziali.

Ci sono tanti livelli che si possono individuare in quella Manifestazione Lineare che siamo portati a considerare in blocco come sostanza dell'espressione. In realtà ci sono a livello dell'espressione più sostanze. La molteplicità delle sostanze espressive vale anche per sistemi non verbali (per esempio nella manifestazione filmica contano certamente le immagini ma anche il ritmo o la velocità del movimento, la parola, il rumore, l'inquadratura e la sintassi del montaggio).

In un testo verbale è senz'altro fondamentale la sostanza prettamente linguistica, ma non sempre è la più rilevante. Questi sono tutti fenomeni che la linguistica considera soprasegmentali, e che non hanno direttamente a che fare col sistema della lingua. Pertanto dovremmo parlare, sì, di un testo come fenomeno di sostanza ma su entrambi i suoi piani dovremo saper individuare diverse sostanze del contenuto, ovvero su entrambi i piani diversi livelli.

Cap 3 Reversibilità ed effetto

Citiamo un altro caso in cui Altavista si è comportato onorevolmente (prima quartina di Les chats di Baudelaire). Il testo B nella lingua Beta è la traduzione del testo A nella lingua Alfa se, ritraducendo B nella lingua Alfa, il testo A2 che si ottiene ha in qualche modo lo stesso senso del testo A.

Una traduzione anche se sbagliata permette di tornare in qualche modo al testo di partenza. Il qualche modo non riguarda forse valori estetici ma almeno una riconoscibilità "anagrafica": permette almeno di dire che la traduzione di Altavista è certamente la traduzione di una versione inglese di quella poesia francese, e non di un'altra.

Es. L'après-midi d'un faune di Debussy viene considerato una traduzione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 42
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 1 Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua e traduzione inglese, prof. Passera, libro consigliato Eco, Umberto, Dire quasi la stessa cosa Pag. 41
1 su 42
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/12 Lingua e traduzione - lingua inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eli.C di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e traduzione inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Passera Diego.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community