Estratto del documento

Economia della Germania

L'economia tedesca si sviluppò durante l'800 per una serie di condizioni favorevoli, che diedero una svolta decisiva al cambiamento, non solo di ordine economico ma soprattutto sociale. Qui l'industrializzazione iniziò alcuni decenni più tardi del Belgio, dell'Inghilterra e della Francia. Questo fu un processo lento e graduale: durante il '700 si aveva avuto un importante incremento demografico; la maggior parte della popolazione poi lavorava nelle campagne, impegnata nell'agricoltura che costituiva la fonte di ricchezza dell'economia, infatti vi lavoravano 8/10 persone.

Riforme e cambiamenti agricoli

Importante fu nel 1807 la liberazione dei contadini, che con le riforme liberali di libertà commerciale e professionale, cosicché i cittadini diventavano anche contribuenti. Questa riforma fu lenta e proficua, che terminò nel 1850, ma permise ai contadini di avere dei territori, di non dover dipendere dai padroni, anche se questi poi venivano affidati a grandi latifondisti, i quali cercavano di trarre più profitti dai terreni e di sviluppare al meglio l'agricoltura. Cambiarono quindi i metodi di coltivazione, che da due culture in successione e un maggese passarono ad una rotazione delle colture, unendo i terreni frazionati per renderli più produttivi, con l'uso anche dei nuovi prodotti chimici e di macchinari per un uso più intensivo dei terreni.

Urbanizzazione e industrializzazione

Dal 1820 al 1870 tuttavia la popolazione delle campagne non trovava più impieghi nell'agricoltura ed era costretta a trasferirsi in città, per lavorare nelle prime industrie, anche se tuttavia qui non si era ancora in grado di accogliere i lavoratori con le loro famiglie. Conseguenza fu ovviamente l'urbanizzazione del paese. Dal 1870 al 1910 la popolazione abitante le città passò dal 36% al 60%, importante poi fu l'unione doganale, introdotta in Prussia ed estesa agli altri stati, cui si aggiunse poi l'eliminazione di tasse all'interno del paese, l'unione del sistema finanziario e fiscale, la nascita delle prime banche e l'ingrandimento delle borse ad Amburgo, Francoforte e Berlino. Con l'unione della Germania politica nel 1871 si ebbe anche quella economica.

Vennero quindi poi intensificate e migliorate le reti di trasporto, con le ferrovie migliorate, che erano già presenti in tutto lo stato dal 1850, mentre vennero sviluppate le vie fluviali interne. Nacquero anche grandi imprese industriali, in collegamento anche alle grandi scoperte del tempo. Vi erano diverse zone industriali, la più importante era il bacino industriale della Ruhr: allora infatti lo sviluppo industriale di una zona era legato anche allo sviluppo dell'industria mineraria e siderurgica.

Rivoluzione industriale e crisi

Dal 1870 al 1874 la Germania visse la rivoluzione industriale, con la nascita di numerose società per azioni, anche grazie all'aiuto delle banche. Anche le riparazioni francesi contribuirono allo sviluppo delle industrie, se non che nel 1873 la colpì la crisi europea, che bloccò lo sviluppo industriale per alcuni anni, che si riprese solo con alcune restrizioni all'economia liberista, cioè con alcuni atti di protezionismo per favorire la vendita di prodotti tedeschi sul mercato interno. In Inghilterra poi si aveva deciso di imprimere il marchio MADE IN GERMANY, non tanto per sfavorire l'economia tedesca, ma per fare sì che si riconoscesse la qualità dei prodotti.

Prima guerra mondiale e conseguenze

Nel 1914 l'Europa era il centro dell'economia mondiale: gli scambi commerciali avvenivano con valute auree, i cui valori furono adeguati a quelli dell'oro. Vennero intensificati gli scambi fluviali e ferroviari e nacque l'automobile. L'imperatore Guglielmo II aveva capito l'importanza degli scambi commerciali e per questo aveva favorito scambi extra europei anche con Cina, Persia e Turchia per la costruzione ferroviaria. Questo aveva suscitato la nascita di tensioni con l'Inghilterra, che culminarono quando questa vide minacciata la propria sicurezza per la costruzione intensiva di navi da guerra della Germania.

Nel 1914 la IGM aveva portato ad un blocco economico dell'intera Europa, con la nascita di un'economia pianificata per favorire le esigenze belliche, con la cui fine erano fame e disoccupazione a regnare. La Germania in particolare vide lo sfaldarsi della propria economia, perché aveva perso parte del proprio territorio, dato a Francia e Polonia, la parte industrializzata in particolare e perché doveva pagare un'ingente somma di denaro a tutta Europa per gli sforzi economici per sostenere la guerra.

Crisi del 1929 e ascesa di Hitler

Gli USA a quel tempo erano molto sviluppati economicamente e diedero un forte sostegno alla Germania, se non che nel venerdì nero del 24 ottobre del 1929 crollò la borsa a Wall Street causando un crollo economico a livello mondiale, sentito soprattutto in Germania. Quei pochi che avevano lavoro avevano uno stipendio da fame, la maggior parte erano disoccupati e questo portò appunto all'ascesa al potere di Hitler, il quale dal 1933 diede vita a numerose ricostruzioni, delle ferrovie ed edili. Importanti furono anche le costruzioni di strumenti da guerra, che impegnarono gran parte della popolazione, cosicché non vi fossero più disoccupati. Dal 1936 vi era poi un secondo piano quadriennale che prevedeva la ricostruzione di tutti i settori dell'economia tedesca al fine di sostenere una grande guerra, che iniziò nel '39 e fu persa dalla Germania nel '45 portando ad una grande crisi a livello europeo, sentita poi anche in Asia.

Ricostruzione post-bellica

Dal 1945 al 1949 poi si ricostruì l'economia tedesca, che ora era divisa in due settori completamente opposti l'uno all'altro. I maggiori problemi nel secondo dopoguerra erano l'approvvigionamento di prodotti alimentari, la mancanza di alloggi, la ripresa industriale, civile e agricola, la creazione di posti di lavoro e il ripristino delle reti di comunicazione. Dal 1945 gli Alleati sostennero la zona ovest, dando avvio ad una produzione industriale che eccettuava armi, navi e alcuni prodotti chimici e petroliferi. Il partito socialdemocratico poi si oppose alla fusione con quello comunista. La BRD nacque sotto le tre potenze occidentali il 23 maggio del 1949 come una democrazia sorretta da un'economia sociale di mercato.

È un'economia decentrata dove i problemi della gestione dell'economia vengono risolti dai produttori con decisioni libere. C'è quindi il riconoscimento della proprietà privata, la libertà contrattuale, la libera scelta professionale e commerciale. L'economia sociale di mercato risale al ministro dell'economia del tempo Ludwig Erhard, il quale nel 1948 introdusse il marco tedesco, puntando alla riorganizzazione economica del paese.

Miracolo economico e sviluppo

Egli favorì la difesa della concorrenza per rendimento, l'eliminazione dei monopoli di stato, credendo che un mercato libero funzioni meglio di uno pianificato. Questo tipo di economia lasciava quindi libero spazio ai commercianti e lo stato interveniva soltanto quando necessario per conciliare tutti gli interessi e apportare miglioramenti a tutti. Le imprese poi erano incentivate ad investire continuamente i loro utili nella produzione per evitare il versamento di tasse elevate e già nell'autunno del '48 la produzione si raddoppiò rispetto alla primavera appena trascorsa. Venne costruite fabbriche ed impianti più moderni, con una crescita economica favorita dal piano Marshall. Nel 1949 Konrad Abenauer vinse le elezioni con il suo ministro dell'economia Erhard contro i partiti che sostenevano l'economia pianificata socialista.

Il miracolo economico si ebbe negli anni '50 con la drastica riduzione della disoccupazione, una forte valuta a livello internazionale, una grande domanda e offerta di prodotti nazionali ed internazionali, aumenti degli stipendi per tutte le fasce sociali e attivazione del mercato interno. La forza lavoro poi proveniva anche da alcune parti della Germania orientale; alcuni difetti di questo sistema si riscontrarono nell'aumento delle pensioni e quindi degli stipendi lordi, la riduzione di tasse e quindi l'approvazione di leggi dispendiose, forti richieste di aumenti retributivi da parte dei sindacati e l'aumento dell'inflazione. Nel '66 egli quindi lasciò il posto di cancelliere per l'economia in recessione e fu adottata un'economia di mercato di impostazione socialdemocratica, che prevedeva maggiore controllo dello stato e una diversa politica finanziaria, basandosi soprattutto sul debito pubblico per coprire i debiti dello stato.

Economia della DDR

Per quanto riguarda poi la DDR, scesa la cortina di ferro in Germania, essa era dominata dall'Unione Sovietica che già prima della capitolazione della Germania aveva attuato dei piani di riorganizzazione del territorio e delle sue strutture in maniera radicale. Essa doveva inserirsi nel blocco dei paesi controllati dal governo militare sovietico. Fu fatta una riforma monetaria e due giorni dopo quella della BRD, il 7 ottobre del 49 nacque la DDR. Tutti i partiti erano qui riuniti sotto uno solo, che seguiva le linee della politica sovietica, cioè l'SED, che aveva potere decisionale.

Venne fatta una riforma agraria ed industriale, che prevedeva la nazionalizzazione, secondo l'economia pianificata socialista, secondo il modello di gestione centrale della proprietà e dove una commissione decideva in maniera vincolante sui bisogni, piani e risultati di produzione, di distribuzione di beni e risorse ed altri fattori economici. Con la riforma agraria quindi vennero confiscati tutti i terreni superiori ai 100 ettari e l'agricoltura fu gestita da cooperative di produzione; nel 1961 quasi l'intera struttura economica era statale, fatta eccezione per alcuni piccoli settori di beni di consumo, artigianato e agricoltura. Numerose imprese industriali furono trasformate in società per azioni per divenire poi negli anni '50 di proprietà popolare. Nel 1950 la DDR divenne membro del Comecon, che era il consiglio di mutua assistenza dei paesi dell'est e fu definitivamente introdotta nel blocco orientale. Questo gravò molto sulla sua economia, poiché si valorizzava in principio l'industria pesante per rendersi

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Lingua tedesca, prof. Piccardo, libro consigliato Paesi di lingua tedesca: economia, Destro Pag. 1 Riassunto esame Lingua tedesca, prof. Piccardo, libro consigliato Paesi di lingua tedesca: economia, Destro Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Lingua tedesca, prof. Piccardo, libro consigliato Paesi di lingua tedesca: economia, Destro Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/14 Lingua e traduzione - lingua tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Piccardo Giuseppina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community