L'italiano contemporaneo e la lingua dei mass media
Sottocodice → varietà di lingua legato a uno specifico ambito disciplinare, a un argomento settoriale, sia esso quello delle scienze dure (fisica, biologia, chimica) o delle scienze molli (filosofia, linguistica, giurisprudenza).
Caratteristiche dei sottocodici
Le caratteristiche di questi linguaggi sono:
- Lessico che privilegia la monosemia
- La referenzialità
- Parole con valore denotativo e tecnico
- Circolazione limitata a cerchie ben definite di utenti
Lingue dei mass media
Le lingue dei mass media sono diverse da questi sottocodici sia per usi lessicali, che sono quelli della lingua corrente, sia per circolazione, che è molto più ampia, puntando a un pubblico illimitato, anonimo, indifferenziato dal punto di vista culturale e sociale.
Differenze tra linguaggi dei mass media
Non tutti i linguaggi dei mezzi di comunicazione condividono poi le stesse caratteristiche particolari:
- Il tipo di messaggio
- Il tipo di emittente e il modo di trasmissione
- Gli obiettivi
Determinano un quadro molto articolato.
Finalità e funzioni comunicative
- Quotidiano → cronaca e informazione politica, ma poi con gli anni è diventato un contenitore di divulgazione scientifico-culturale e intrattenimento
- Radio, TV, Internet → hanno tre obiettivi fondamentali: informare, diffondere la cultura, divertire
- Pubblicità → persuasione
Pluralità di modi comunicativi
- Espressione scritta → quotidiani e fumetti e anche pubblicità
- Espressione scritta “trasmessa” → radio, TV, canzone, cinema e pubblicità, in cui la lingua si presenta come lingua scritta in partenza ma predisposta e destinata alla fruizione orale
- Espressione “scritto trasmesso” → siti web che si avvalgono dei canali comunicativi della trasmissione a distanza ma sono destinati a una lettura arricchita da elementi iconici e sonori
Uso delle immagini
Le immagini possono addirittura arrivare a prevaricare la componente verbale. Il rapporto tra parola e icone dipende in primo luogo dal tipo di medium. L'espressione verbale prevale nella stampa, nei fumetti e nella pubblicità, mentre ha un ruolo di secondo piano nel cinema, nella TV e in molti siti web.
- Grafico → riproduzione di schemi, grafici, scritte e numeri
- Figurativo → che può essere statico (fotografie, mappe, vignette; situazione della carta stampata)
- Cinesico → rappresentazioni di immagini in movimento (cinema, TV, Internet)
Oralità nei media
TV → rappresenta le forme più genuine del parlato dialogico, con scarsa pianificazione, soprattutto per i talk shows, giochi a premi e telefonate in diretta. Si accavallano i turni dialogici, presenza di segnali discorsivi, sintassi scarna, frasi nominali.
Cinema, fumetti, pubblicità, canzoni → costruzione a tavolino di situazioni mimetiche del parlato. L'intento è il coinvolgimento del destinatario.
Quotidiani → sforzo di mimesi dell'oralità, di riproduzione del discorso diretto.
Siti web → presenza del parlato in due modalità:
- Mimesi realistica che vuole catturare il lettore (segnali discorsivi, punteggiatura marcata nel senso dell'oralità)
- Mimesi incontrollata e spontanea che affiora in molti blog e forum
L'invasione dell'oralità è controbilanciata dalla presenza di varietà di lingua più vicine allo standard, in cui le marche dell'oralità sono molto contenute, cosa che si riscontra in:
- Penetrazione modesta del che polivalente
- Resistenza del congiuntivo
Lessico nei mass media
- Stranierismo → molto diffuso, soprattutto nei quotidiani e in televisione. La lingua più usata è l'inglese, mentre in settori come la pubblicità e la moda è diffuso anche il francese.
- Neologismo → formazione di nuovi significati e nuovi significanti a partire da materiali autoctoni
- Regionalismo → impronta dialettale soprattutto nel cinema (neorealismo), nelle lingue dei mass media il dialetto vive come un dato di cultura (come nelle canzoni), come un elemento del folclore. Per anni la radio e la TV hanno diffuso il modello del fiorentino emendato (spoglio di particolarità locali anche dal punto di vista intonativo), mentre invece negli ultimi anni si è spalancata la porta a pronunce regionali di ogni provenienza.
- Tratti formali → si ospitano anche tratti dei registri più formali come la resistenza del congiuntivo, l'andamento ipotattico.
- Voci letterarie e retorica → nei fumetti vengono usate espressioni lessicali auliche come veicolo di comicità, oppure le parodie dei classici (i Promessi Paperi); nella pubblicità ci sono tutti gli accorgimenti retorici più tradizionali (soprattutto la ripetizione, la metafora e la sinestesia); nella canzone c'è un forte debito dei testi della canzone d'autore con la letteratura in versi.
Specchio della lingua dei media
La lingua dei media è considerata come specchio degli usi comuni, uno specchio dell'italiano contemporaneo nelle varietà più diffuse della popolazione, attento a non sconfinare nella zona di eccessiva marcatura sociolinguistica (no italiano popolare né quello di appannaggio delle classi più elevate). Inoltre queste lingue lasciano il segno negli usi comuni (onomatopee nei fumetti), espressioni inserite nell'italiano a partire da opere cinematografiche (amarcord, fantozziano).
La lingua della radio
Il parlato radiofonico è un insieme di linguaggi attraverso cui il mezzo elettronico trasmette al pubblico messaggi e contenuti. Appartiene alla categoria del “trasmesso”, termine introdotto da Sabatini per rendere più riconoscibile la specificità della comunicazione dei media fonico-visivi rispetto alle due forme storiche di comunicazione, scritta e parlata.
Il trasmesso è in una posizione intermedia tra scritto e parlato, determinata dai mezzi di trasmissione.
Coincidenze del parlato trasmesso
- Si utilizza la voce
- Si trasmette l'immagine di chi parla e si utilizza il linguaggio gestuale
- Il messaggio scorre per l'udito e la vista del ricevente e poi svanisce
Coincidenze con lo scritto
- Il messaggio se registrato può essere utilizzato altre volte
- Comunicazione unidirezionale
- Emittente e ricevente in luoghi diversi
- Si comunica contemporaneamente con un alto numero di persone
Il parlato trasmesso non presenta la condizione della compresenza degli interlocutori in una situazione spazio-temporale reale (parlato faccia a faccia) e non presenta la stabilità visiva del messaggio linguistico (comunicazione scritta).
Il parlato radiofonico negli anni
- Anni '20 → standardizzazione del parlato radiofonico, rivolto al modello dello scritto (scritto per essere detto); frasi brevi e lineari, strutture semplificate
- Anni '60 → introdotte le telefonate
- Anni '80 → gli speaker professionisti vengono sostituiti dai giornalisti nella conduzione dei giornali radio; avvento delle emittenti private che legittima il parlato improvvisato e incontrollato; grande spazio lasciato al rapporto con gli ascoltatori, linguaggio nuovo e ritmato, usato il “parlato-parlato”, senza base scritta, ma spontaneo
- Oggi → radio come specchio della realtà linguistica e non fonte di orientamento, solo i giornali non offrono grandi differenze rispetto all'origine
Caratteristiche del parlato radiofonico
- Utilizza solo la voce
- Esclude linguaggio gestuale
- Comunicazione volatile
- Tempi di attenzione limitati e ascolto può essere distratto
- Linguaggio tende alla comprensibilità
- Semplicità espressiva
- Brevità
Effetti del parlato radiofonico
- Artificiosità → continua compresenza di fenomeni sia di scritto che di parlato, anche mescolati tra loro
- Multiformità → dovuta a natura di parlato programmato con margini di spontaneità, che aumentano nella conduzione di DJ e programmi in diretta
- Dialogicità → radio non più unilaterale ma attraverso interventi in diretta e lingua colloquiale cerca di aumentare la familiarità e confidenza con il pubblico
Dunque un linguaggio multiforme, che ha diversi stili a seconda dei programmi; un linguaggio dal doppio statuto, che può essere parlato-scritto che condivide i tratti della scrittura dei media o un parlato-parlato vicino all'interazione faccia a faccia.
Emittenti radiofoniche
- Fino al '76 c'era monopolio di radio pubblica, poi nascono anche private; legge Mammì distingue radio commerciali da comunitarie; ultimi sviluppi, intensificarsi dei rapporti tra maggiori editori di giornali e la radio.
- RadioRai: 3 reti, Radiouno-Radiodue-Radiotre + altre minori; Radiouno fondata su informazione e servizio, Radiodue intrattenimento e musica leggera, Radiotre linea multiculturale; attenzione verso lingua fa di RadioRai un modello linguistico.
- Radio music & news: RTL 102.5, radio di flusso, appuntamento informativo ogni ora, stile nazionalpopolare; concorrenti RDS e Radio Capital.
- Radio musicali: basate su musica e intrattenimento, conduttori e programmi contenitore, si distinguono per formato scelto; Radio Montecarlo, Radio 101, Kiss Kiss, Deejay, Radio 105.
- Radio d'informazione: radio di informazione e di parole; Radio Radicale, Radio 24.
- Radio confessionali: formato parlato, orientamento cattolico; Radio Vaticana, Radio Maria.
Tipologie comunicative
- Monologo → comunicazione unipolare destinata a pubblico più ampio possibile (notiziari e bollettini)
- Dialogo → più parlanti in studio danno vita a dialoghi soprattutto nei programmi di musica, dibattiti
- Telefonata, ascoltatore interviene in diretta, radio cessa di essere unilaterale
- Monologo a più voci → intervento di più parlanti senza che fra loro si stabilisca un dialogo
- Turno frammentato → gli interventi si sovrappongono tra loro
Generi radiofonici
A palinsesto ciascun programma rappresenta un contenuto specifico, genere dominante è l'intrattenimento musicale; i generi si raccolgono per settori d'interesse, le radio si appropriano di uno di essi: informazione, intrattenimento culturale, intrattenimento leggero; evoluzione programmi porta formati brevi e condizionati da parlato conversazionale.
Notiziari
- Pronuncia standard sovraregionale
- Intonazione → rispecchia l'andamento della lettura di un testo scritto narrativo ed espositivo
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