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ARKADINA

Vi potrebbe accompagnare qualcuno, tesoro.

NINA (#spaventata#)

Oh no, no!

SORIN

Restate per un'ora, e via. Che sarà mai...

NINA (#dopo aver riflettuto, in lacrime#)

Non si può! (#Gli stringe la mano e esce in fretta#).

ARKADINA

E una ragazza infelice, tutto sommato. Si dice che la sua defunta madre abbia lasciato al marito tutte

le sue enormi sostanze, fino all'ultimo copeco, e adesso questa ragazza è rimasta senza un soldo

visto che il padre ha fatto una donazione alla seconda moglie. È indegno.

DORN

Sì, il suo paparino è proprio una bella bestia, bisogna dargliene atto.

SORIN (#stropicciandosi le mani infreddolite#)

Andiamo anche noi, signori, sta scendendo l'umidità. Mi fanno male le gambe.

ARKADINA

Sono come di legno, le tue gambe, si muovono appena. Bene, andiamo, vecchietto mio disgraziato.

(#Lo prende sottobraccio#).

ŠAMRAEV (#offrendo il braccio alla moglie#)

#Madame?#

SORIN

Sento che il cane abbaia di nuovo. (#A Šamraev#). Siate gentile, Il'ja Afanas'evi£è£, date ordine di

slegarlo.

ŠAMRAEV

Non si può, Petr Nikolaevi£è£, ho paura che i ladri si infilino nel granaio. Ci ho messo il miglio.

(#A Medvedenko che gli cammina accanto#).Sì, di un'intera ottava più basso: "Bravo, Silva!". E

non un vero cantante, uno del coro del Sinodo.

MEDVEDENKO

Quanto prende di stipendio un cantore del Sinodo?

#Escono tutti, tranne Dorn.#

DORN (#da solo#)

Non so, può darsi che non capisca niente, o che sia impazzito, ma la commedia mi è piaciuta. C'è

qualcosa in quel lavoro. Quando la ragazza parlava della solitudine e poi quando sono apparsi gli

occhi rossi del diavolo, mi tremavano le mani per l'emozione. C'è freschezza, ingenuità... Ecco, mi

pare che stia arrivando. Gli voglio dire tante cose gradevoli.

TREPLEV (#entra#)

Non c'è più nessuno.

DORN

Ci sono io.

TREPLEV

Mašen'ka mi sta cercando per tutto il parco. Creatura insopportabile.

DORN

Konstantin Gavrilovi£è£, a me la vostra commedia è piaciuta immensamente. È strana, sì, e la fine

non l'ho sentita, eppure mi ha fatto una forte impressione. Siete un giovane di talento, dovete

continuare.

#Treplev gli stringe forte la mano e lo abbraccia con entusiasmo.#

Ehilà, come siete nervoso. Le lacrime agli occhi... Che cosa volevo dire? Avete pescato un soggetto

dal campo delle idee astratte. E così bisognava fare, perché l'opera d'arte deve assolutamente

esprimere un grande pensiero... Solo ciò che è bello, è serio. Come siete pallido!

TREPLEV

Dunque voi dite: continuare?

DORN

Sì... Ma rappresentate soltanto cose importanti ed eterne. Sapete, io ho vissuto in modo vario e con

gusto, sono contento, ma se mi fosse toccato di provare l'impulso dello spirito che sentono gli artisti

durante la creazione, allora credo che avrei disprezzato il mio involucro materiale e tutto ciò che

con esso è collegato, e mi sarei allontanato dalla terra, verso l'alto.

TREPLEV

Scusatemi, dov'è la Zare£è£naja?

DORN

Non ho finito. Nell'opera d'arte ci deve essere un pensiero chiaro e distinto. Dovete sapere perché

scrivete, altrimenti se percorrerete questa pittoresca via senza una meta precisa, vi perderete e il

vostro talento vi ucciderà.

TREPLEV (#impaziente#)

Dov'è la Zare£è£naja?

DORN

È andata a casa.

TREPLEV (#disperato#)

Che posso fare? La voglio vedere... Devo assolutamente vederla... Andrò da lei...

#Entra Maša.#

DORN (#a Treplev#)

Calmatevi, amico mio.

TREPLEV

Ci vado comunque. Devo andare.

MAŠA

Konstantin Gavrilovi£è£, passate da casa. Vostra madre vi aspetta. È inquieta.

TREPLEV

Ditele che me ne sono andato. Vi prego, tutti quanti, lasciatemi in pace! In pace! Non mi venite

dietro!

DORN

Su, su, su, caro... non si fa così... Non va bene.

TREPLEV (#tra le lacrime#)

Addio, dottore. Vi ringrazio... (#Esce#).

DORN (#sospirando#)

Gioventù, gioventù!

MAŠA

Quando non sanno più cosa dire, dicono: gioventù, gioventù... (#Fiuta tabacco#).

DORN (#le prende la tabacchiera e la getta tra i cespugli#)

È disgustoso!

#Pausa.#

Mi pare che in casa stiano suonando. Bisogna andare.

MAŠA

Aspettate.

DORN

Che c'è?

MAŠA

Ve lo voglio dire un'altra volta. Ho voglia di parlare... (#Agitandosi#).Io non voglio bene a mio

padre... ma per voi provo qualcosa. Non so perché, ma sento con tutta l'anima che voi mi siete

vicino... Aiutatemi. Aiutatemi o farò una sciocchezza, avrò ragione della mia vita, la rovinerò... Non

resisto più...

DORN

Che dite? In cosa posso aiutarvi?

MAŠA

Io soffro. Nessuno conosce le mie sofferenze! (#Gli appoggia il capo sul petto, sottovoce#).Io amo

Konstantin.

DORN

Come siete tutti nervosi! Come siete tutti nervosi! E quanto amore... Oh, lago incantatore

(#Teneramente#).Ma che posso fare io, bambina mia? Che cosa? Che cosa?

#Sipario#

§%@ATTO SECONDO

Un campo di #croquet. #Sulla destra, in fondo, una casa con un grande terrazzo, a sinistra si vede il

lago, nel quale, riflesso, splende il sole. Aiuole. Mezzogiorno. Fa caldo. Su un lato del campo,

all'ombra di un vecchio tiglio, siedono su una panchina l'Arkadina, Dorn e Maša. Dorn tiene sulle

ginocchia un libro aperto.

ARKADINA (#a Maša#)

Su, alziamoci.

#Si alzano entrambe.#

Mettiamoci vicine. Voi avete ventidue anni, io quasi il doppio. Evgenij Sergei£è£, chi di noi ha

l'aria più giovane?

DORN

Voi, certamente.

ARKADINA

Ecco... E perché? Perché io lavoro, io sento, io sono in continua agitazione, mentre voi ve ne state

sempre nello stesso posto, non vivete... E ho anche una regola: non guardare al futuro. Io non penso

mai né alla vecchiaia, né alla morte. Quel che deve essere, non può venire evitato.

MAŠA

Io invece ho la sensazione di essere nata tanto, tanto tempo fa; la mia vita la trascino come uno

strascico senza fine... E spesso non ho nessuna voglia di vivere. (#Si siede#).Certo, queste non sono

che sciocchezze. Bisogna scuotersi, togliersi di dosso tutto questo.

DORN (#canterella sottovoce#)

"Raccontatele voi, fiori miei... ".

ARKADINA

Inoltre sono rigorosa, come un'inglese. Io, mia cara, mi controllo a bacchetta, come si suol dire, e

sono sempre vestita e pettinata #comme il faut. #Mi permetterei mai di uscire di casa, non foss'altro

che in giardino, in camiciola o coi capelli in disordine? Mai. Mi sono mantenuta così bene anche

perché non sono mai stata una sciattona, non mi sono mai lasciata; andare, come fa certa gente...

(#Con le mani appoggiate ai fianchi, va su e giù per il campo#).Eccomi qua, come un pulcino.

Potrei far la parte di una ragazzina quindicenne.

DORN

Ma nonostante tutto, io continuo. (#Prende il libro#).Eravamo rimasti al negoziante di granaglie e ai

topi...

ARKADINA

E ai topi. Leggete. (#Si siede#).Anzi, date a me, leggerò io. Tocca a me. (#Prende il libro e lo scorre

con gli occhi#).E ai topi... Ecco qua... (#Legge#)."E, s'intende, per la gente di mondo coccolare i

romanzieri e attirarli a sé è altrettanto pericoloso quanto per un negoziante di granaglie allevare topi

nei propri magazzini. Tuttavia li si ama. E così, quando una donna ha scelto lo scrittore ch'ella

desidera conquistare, lo circuisce con complimenti, gentilezze e smancerie... ". I francesi forse si

comporteranno così, ma da noi niente di simile, non ci sono programmi. Da noi una donna, di

solito, prima di corteggiare uno scrittore, ne è già follemente innamorata, fatemi il piacere. Senza

cercar troppo lontano, prendete me e Trigorin...

#Arriva Sorin, appoggiandosi al bastone, accanto a lui Nina; Medvedenko spinge dietro di loro una

poltrona a rotelle vuota.#

SORIN (#con il tono di chi vezzeggia un bambino#)

Sì? Che cos'è? Gioia? Dunque siamo felici, oggi? (#Alla sorella#).Che gioia! Il padre e la matrigna

sono partiti per Tver', e adesso siamo liberi per tre giornate intere.

NINA (#si siede accanto all'Arkadina e l'abbraccia#)

Sono felice! Ora io appartengo a voi.

SORIN (#si siede nella sua poltrona#)

Oggi è proprio graziosa.

ARKADINA

Elegante, attraente... E pure intelligente. (#Bacia Nina#).Ma non esageriamo con i complimenti, che

porta male. Dov'è Boris Alekseevi£è£?

NINA

Sta pescando vicino allo stabilimento dei bagni.

ARKADINA

Come farà a non stufarsi! (#Vuole continuare a leggere#).

NINA

Che cosa state leggendo?

ARKADINA

Maupassant, #Sull'acqua#, tesoro. (#Legge alcune righe fra sé#).Il resto non è né interessante né

attendibile. (#Chiude il libro#).Ho l'anima inquieta. Ditemi, che sta succedendo a mio figlio? Perché

è così malinconico e brusco? Passa giorni interi sul lago, e io non lo vedo quasi più.

MAŠA

Ha l'anima in pena. (#A Nina, timidamente#).Vi prego, recitate un brano della sua commedia!

NINA (#stringendosi nelle spalle#)

Volete davvero? È così poco interessante!

MAŠA (#trattenendo l'entusiasmo#)

Quando è lui a leggere qualcosa, i suoi occhi si infiammano e il viso si fa pallido. Ha una splendida,

malinconica voce, e i modi di un poeta.

#Si sente Sorin che russa.#

DORN

Buona notte!

ARKADINA

Petruša!

SORIN

Eh?

ARKADINA

Dormi?

SORIN

Neanche per sogno.

#Pausa.#

ARKADINA

Tu non ti vuoi curare, fratello, e fai male.

SORIN

Sarei lieto di curarmi, ma il dottore non vuole.

DORN

Curarsi a sessant'anni!

SORIN

Anche a sessant'anni si ha voglia di vivere.

DORN (#seccato#)

Eh! E allora prenda delle gocce di valeriana.

ARKADINA

A me sembra che gli farebbe bene andare da qualche parte a fare la cura delle acque.

DORN

Ma sì! Ci vada pure. Ma può anche non andarci.

ARKADINA

Beato chi capisce.

DORN

Non c'è niente da capire. È tutto chiaro.

#Pausa.#

MEDVEDENKO

Petr Nikolaevi£è£ dovrebbe smettere di fumare.

SORIN

Sciocchezze.

DORN

No, non sono sciocchezze. Il vino e il tabacco spersonalizzano. Dopo un sigaro o un bicchiere di

vodka non siete più Petr Nikolaevi£è£, ma Petr Nikolaevi£è£ e qualcun altro; il vostro io si dissolve

e voi trattate con voi stesso come con una terza persona, con un lui.

SORIN (#ride#)

Siete bravo a ragionare. Voi la vostra vita l'avete vissuta, ma io? Ho prestato servizio al dicastero

della giustizia per ventotto anni, ma non ho ancora vissuto, non ho provato nulla alla fin fine, e, mi

pare scontato, ho una gran voglia di vivere. Voi siete sazio e indifferente e per questo siete così

portato alla filosofia. Io invece voglio vivere e pertanto bevo Xeres a pranzo, fumo sigari e tutto il

resto. Tutto qua.

DORN

La vita va presa sul serio; curarsi a sessant'anni, rimpiangere di non essersela spassata abbastanza in

gioventù, mi scuserete, ma è leggerezza.

MAŠA (#si alza#)

È ora di andare a colazione, direi. (#Si avvia con un'andatura pigra e stanca#).Mi si è intorpidita una

gamba... (#Esce#).

DORN

Andrà a buttar giù due bicchierini prima di colazione.

SORIN

Non sa cosa sia la felicità quella poveretta.

DORN

Parole vuote, vostra eccellenza.

SORIN

Voi ragionate da uomo sazio.

ARKADINA

Ah, cosa ci può essere di più noioso di questa cara noia campagnola! Fa caldo, c'è quiete, nessuno

fa nulla, tutti filosofeggiano... Sto bene con voi, amici, mi sono abituata ad ascoltarvi, ma... starsene

nella propria stanza d'albergo a studiare la parte, è tanto meglio!

NINA (#entusiasta#)

Bello! Come vi capisco.

SORIN

Certo, in città è meglio. Te ne stai nel tuo studio, il cameriere non fa passare nessuno senza

annunciarlo, c'è il telefono... per via ci sono le carrozze e tutto il resto...

DORN (#canterella#)

"Raccontatele voi, fiori miei... ".

#Entra Šamraev, dietro a lui Polina Andreevna.#

ŠAMRAEV

Ecco i nostri. Buon giorno! (#Bacia la mano all'Arkadina, poi a Nina#).Mi rallegro molto di

trovarvi in buona salute.(#All'Arkadina#).Mia moglie dice che oggi intendete recarvi con lei in

città. È vero?

ARKADINA

Sì, ne abbiamo l'intenzione.

ŠAMRAEV

Hmm... Splendido, ma con che mezzo viaggerete, rispettabilissima? Oggi da noi si trasporta la

segala, tutti gli operai sono occupati. E con quali cavalli, se mi permettete la domanda?

ARKADINA

Con quali? Come faccio a sapere con quali!

SORIN

Abbiamo quelli della carrozza.

ŠAMRAEV (#agitato#)

Della carrozza? E i collari dove li prendo? Dove li prendo i collari? È sorprendente! È

inammissibile! Rispettabilissima! Mi scuserete, io mi inchino di fronte al vostro talento, sono

pronto a dare per voi dieci anni della mia vita, ma i cavalli proprio non ve li posso dare!

ARKADINA

Ma se io devo andare? Che discorsi!

ŠAMRAEV

Rispettabilissima! Voi non capite che cosa significa un'azienda!

ARKADINA (#esplodendo#)

È una storia vecchia! In tal caso oggi stesso farò ritorno a Mosca. Ordinate che vadano a prendere

dei cavalli al villaggio, altrimenti arriverò alla stazione a piedi!

ŠAMRAEV (#esplodendo#)

In tal caso io do le dimissioni! Cercatevi un altro amministratore! (#Esce#).

ARKADINA

Ogni estate la stessa storia, ogni estate qui mi si offende! Non ci metterò più piede in questo posto!

#Esce a sinistra, dove si suppone sia lo stabilimento dei bagni, dopo un minuto la si vede entrare in

casa; Trigorin la segue con canne da pesca e un secchio.#

SORIN (#esplodendo#)

Che villania! Corpo d'un diavolo! Mi ha proprio stufato, adesso. Si attacchino subito tutti i cavalli!

NINA (#a Polina Andreevna#)

Rifiutare a Irina Nikolaevna, a una famosa artista! Qualsiasi suo desiderio, fosse anche un capriccio,

non è forse, più importante della vostra azienda? È semplicemente inconcepibile!

POLINA ANDREEVNA (#disperata#)

Che posso fare? Mettetevi nei miei panni: che posso fare?

SORIN (#a Nina#)

Andiamo da mia sorella... La pregheremo tutti di non partire. Non è vero? (#Guardando nella

direzione da cui è uscito Šamraev#).Uomo insopportabile! Despota!

NINA (#impedendogli di alzarsi#)

Restate seduto, restate seduto... Vi spingeremo noi...

#Nina e Medvedenko spingono la poltrona.#

Oh, che cosa terribile!...

SORIN

Sì, sì, è terribile... Ma lui non se ne andrà, adesso gli parlerò io.

#Escono; restano soltanto Dorn e Polina Andreevna.#

DORN

Che gente noiosa. In sostanza si doveva solo cacciar via vostro marito, e invece andrà a finire che

quella vecchia donnetta di Petr Nikolaevi£è£ e sua sorella andranno a chiedergli scusa. Vedrete!

POLINA ANDREEVNA

Anche i cavalli della carrozza ha mandato nei campi. E ogni giorno simili malintesi. Se voi sapeste

quanto mi agita tutto questo! Mi ammalo vedete, sono tutta un tremito... Non sopporto la sua

volgarità. (#Con tono supplichevole#).Evgenij, caro, adorato, prendetemi con voi... I nostri giorni

fuggono, non siamo più giovani. Che almeno alla fine della vita non siamo costretti a nascondere, a

mentire...

#Pausa.#

DORN

Ho cinquantacinque anni, è tardi per cambiare vita.

POLINA ANDREEVNA

So che mi respingete perché, oltre a me, altre donne vi sono vicine. Prenderle tutte non è possibile.

Capisco. Scusatemi se vi ho annoiato.

#Nina appare accanto alla casa; coglie fiori.#

DORN

No, non fa niente.

POLINA ANDREEVNA

Soffro di gelosia. Certo voi siete un dottore, non potete evitare le donne. Capisco...

DORN (#a Nina che si sta avvicinando#)

Come, vanno le cose?

NINA

Irina Nikolaevna piange, Petr Nikolaevi£è£ ha l'asma.

DORN (#si alza#)

Bisognerà che vada a dar gocce di valeriana a entrambi...

NINA (#gli porge i fiori#)

Tenete!

DORN

#Merci bien. #(#Va verso casa#).

POLINA ANDREEVNA (#andando con lui#)

Che bei fiori! (#Accanto alla casa, con voce sorda#).Datemi quei fiori! Datemi quei fiori! (#Avuti i

fiori, li strappa e li getta da un lato#).

#Entrano entrambi in casa.#

NINA (#sola#)

Che strano vedere un'attrice famosa che piange, e poi per una ragione così futile! E non è strano che

un famoso scrittore, beniamino del pubblico, di cui si scrive su tutti i giornali, e si vendono i ritratti,

che è tradotto nelle lingue straniere, se ne stia tutto il giorno a pescare e si rallegri di aver preso due

ghiozzi. Io pensavo che le persone famose fossero piene d'orgoglio, inavvicinabile, che

disprezzassero la folla e con la propria gloria, con lo splendore del proprio nome quasi se ne

vendicassero perché essa pone la nobiltà delle origini e la ricchezza al di sopra di tutto. E invece

piangono, pescano, giocano a carte, ridono e si arrabbiano, come tutti...

TREPLEV (#entra senza cappello, con il fucile e un gabbiano ucciso#)

Siete rimasta sola?

NINA

Sola.

#Treplev depone il gabbiano ai suoi piedi.#

Che significa?

TREPLEV

Oggi sono stato così vigliacco da uccidere questo gabbiano. Lo depongo ai vostri piedi.

NINA

Che vi succede? (#Solleva il gabbiano e lo guarda#).

TREPLEV (#dopo una pausa#)

Presto ucciderò me stesso allo stesso modo.

NINA

Non vi riconosco.

TREPLEV

Già, dopo che io ho smesso di riconoscere voi. Siete cambiata verso di me, il vostro sguardo è

freddo, la mia presenza vi imbarazza.

NINA

Negli ultimi tempi siete diventato irascibile, vi esprimete in modo incomprensibile, a simboli. E

anche questo gabbiano, evidentemente, è un simbolo, ma, scusatemi, non lo capisco... (#Depone il

gabbiano sulla panca#).Sono troppo semplice, per capirvi.

TREPLEV

E cominciato tutto la sera in cui la mia commedia ha fatto fiasco. Le donne non perdonano

l'insuccesso. Ho bruciato tutto, tutto fino all'ultimo pezzetto. Se sapeste quanto sono infelice! La

vostra freddezza è terribile, incredibile, come se mi fossi svegliato e vedessi che il lago

improvvisamente si è asciugato o è sprofondato nella terra. Avete appena detto di essere troppo

semplice per capirmi. Oh, ma cosa c'è da capire? La commedia non è piaciuta, voi disprezzate la

mia ispirazione, mi considerate già un mediocre, uno sconfitto, come tanti... (#Battendo i

piedi#).Come capisco bene tutto questo, come lo capisco! È come se nel cervello avessi un chiodo,

che sia maledetto assieme al mio amor proprio che mi succhia il sangue, succhia come un serpente...

(#Vedendo Trigorin che arriva leggendo un libretto#).Ecco che arriva un vero talento; avanza come

Amleto, anche lui con un libro. (#Canzonandolo#)."Parole, parole, parole... ". Quel sole non si è

ancora avvicinato e voi già sorridete, il vostro sguardo si è sciolto ai suoi raggi. Non resterò a

disturbarvi. (#Esce in fretta#).

TRIGORIN (#prendendo appunti sul libretto#)

Annusa tabacco e beve vodka... Sempre vestita di nero. Un maestro è innamorato di lei...

NINA

Buon giorno, Boris Alekseevi£è£!

TRIGORIN

Buon giorno. Le circostanze hanno improvvisamente preso una piega tale per cui, a quanto pare,

oggi partiremo. È improbabile che noi due ci incontreremo ancora. Peccato. Non mi capita spesso di

incontrare giovani fanciulle, giovani e interessante. Ormai ho dimenticato, e non riesco neppure a

raffigurarmi come ci si sente a diciotto, diciannove anni, per questo nei miei romanzi e racconti le

ragazze di solito sono false. Mi piacerebbe, anche solo per un'ora, mettermi nei vostri panni, per

scoprire che cosa pensate e in genere che tipo siete.

NINA

E io vorrei essere al vostro posto.

TRIGORIN

Perché?

NINA

Per scoprire cosa sente un famoso scrittore di talento. Come si prova la celebrità? Cosa provate voi

ad essere famoso?

TRIGORIN

Cosa? Probabilmente niente. Non ci ho mai pensato. (#Dopo aver riflettuto#).I casi sono due: o voi

esagerate la mia celebrità, o questa non si avverte per nulla.

NINA

E se i giornali che leggete parlano di voi?

TRIGORIN

Quando ne parlano bene, fa piacere, quando male, allora per due giorni non ti senti a posto.

NINA

Che mondo meraviglioso! Quanto vi invidio, se sapeste! È diverso il destino degli uomini. Alcuni

trascinano a malapena la propria noiosa, insignificante esistenza, tutti uguali gli uni agli altri, tutti

infelici; ad altri invece, come a voi, per esempio, e siete uno su un milione, è toccata in sorte una

vita interessante, luminosa, piena di significato... Voi siete felice...

TRIGORIN

Io? (#Stringendosi nelle spalle#).Hmm... Voi parlate tanto di celebrità, di felicità, di una vita

luminosa, ma tutte queste parole per me, mi scuserete, sono proprio, come la marmellata, che non

mangio mai, Voi siete tanto giovane e buona.

NINA

La vostra vita è meravigliosa!

TRIGORIN

Ma che cos'ha di tanto meraviglioso? (#Guarda l'orologio#).Adesso devo andare a scrivere.

Scusatemi, non ho tempo... (#Ride#).Avete toccato, come si suol dire, il mio punto debole, ed io

comincio a turbarmi e a seccarmi un poco. Comunque, parliamone pure. Parliamo della mia

splendida, luminosa vita... Beh, da dove cominciamo? (#Dopo aver riflettuto un poco#).Ci sono

delle idee ossessionanti, quando un uomo, per esempio, pensa giorno e notte alla luna; anch'io ho

una mia luna di quel tipo. Giorno e notte mi tormenta un solo pensiero importuno: devo scrivere,

devo scrivere, devo... Non faccio a tempo a finire una novella che già, chissà perché, ne devo

scrivere un'altra, poi una terza, e dopo la terza una quarta... Scrivo ininterrottamente, come quando

si cambiano i cavalli alle stazioni di posta, non so fare altrimenti Cosa c'è in tutto questo di

meraviglioso e luminoso, io vi domando? Oh, che vita selvaggia! Ecco sono qui con voi, mi agito, e

intanto penso ad ogni istante che mi aspetta una novella incompiuta. Vedo una nuvola simile ad un

pianoforte. Penso: bisogna che in qualche racconto rammenti che fluttuava una nuvola simile ad un

pianoforte. C'è odore di eliotropio. Subito mi imprimo nella mente: odore dolciastro, colore

vedovile, rammentarsene nella descrizione d'una sera estiva. Colgo ogni singola frase che voi ed io

pronunciamo, ogni singola parola e mi affretto a racchiudere queste frasi e parole nel mio scrigno

letterario: potrebbero tornare utili! Quando finisco un lavoro, corro a teatro o a pescare; mi potrei

riposare, potrei dimenticare, ma no, in testa già rotola una pesante palla di ghisa, un nuovo soggetto

che mi trascina al tavolino, e di nuovo bisogna precipitarsi a scrivere, scrivere. E così sempre,

sempre, e non ho pace da me stesso, e sento che sto divorando la mia stessa vita, e per il miele che

do a qualcuno nello spazio, rubo il polline ai migliori fiori, li strappo e ne calpesto le radici. Forse

che non sono pazzo? Forse che parenti e amici mi trattano come una persona sana? "Che cosa state

scrivendo? Che cosa ci regalerete?". Sempre le stesse cose, sempre le stesse, e a me pare che le

attenzioni dei conoscenti, le lodi, l'ammirazione siano tutto un inganno, che mi ingannino come si

inganna un ammalato, e talvolta io temo che mi si facciano quattamente alle spalle per agguantarmi

e portarmi via, come con Poprigš£è£in, al manicomio. In quegli anni, negli anni migliori, negli anni

giovanili, quando ho cominciato, lo scrivere per me altro non era che pura tortura. Uno scrittore

giovane, in particolare quando la fortuna non gli arride, si ritiene goffo, imbarazzato, inutile, ha i

nervi tesi, irritati; non sa trattenersi dal gironzolare fra la gente che ha a che fare con la letteratura e

con l'arte, non accettato, ignorato da tutti, timoroso di guardar dritto negli occhi, come un giocatore

accanito che non abbia denaro. Non vedevo il mio lettore, ma me lo immaginavo, chissà perché,

scostante, diffidente. Avevo paura del pubblico, lo temevo, e quando si rappresentava una mia

nuova commedia, ogni volta mi sembrava che i bruni fossero profondamente ostili, e i biondi

freddamente indifferenti. Oh, che cosa terribile! Che tormento!

NINA

Scusate, ma l'ispirazione e lo stesso processo creativo non vi danno momenti sublimi, felici?

TRIGORIN

Sì, quando scrivo, sto bene. E correggere le bozze è un piacere, ma... non appena un lavoro è

stampato, non lo sopporto più, e capisco che non è riuscito, che è stato uno sbaglio, che non avrei,

dovuto scriverlo affatto, e me ne dispiaccio, e che meschinità nell'anima... (#Ridendo#).E il

pubblico legge: "Sì, grazioso, che talento... Grazioso, ma ben lungi da Tolstoj", oppure: "Splendido

lavoro, ma #Padri e figli #di Turgenev è meglio". E così fino alla lapide tombale tutto sarà grazioso

e ricco di talento, grazioso e ricco di talento, niente più, e quando sarò morto i conoscenti passando

davanti alla mia tomba diranno: "Qui giace Trigorin. Era un bravo scrittore, ma non all'altezza di un

Turgenev".

NINA

Scusatemi, ma mi rifiuto di capirvi. Siete semplicemente viziato dal successo.

TRIGORIN

Da quale successo? Non mi sono mai piaciuto. Non mi piaccio come scrittore. E la cosa peggiore è

che vivo come in stato di ebbrezza e spesso non capisco quello che scrivo... Amo quest'acqua,

questi alberi, il cielo, sento la natura che suscita in me la passione, il desiderio invincibile di

scrivere. Ma io non sono solo un paesaggista, sono anche un cittadino, amo la patria, il popolo,

sento che se sono scrittore ho l'obbligo di parlare del popolo, delle sue sofferenze, del suo futuro, di

parlare della scienza, dei diritti dell'uomo e di altre cose ancora, e parlo di tutto, mi affretto, mi

spronano da ogni lato, si arrabbiano con me, e io mi barcameno da una parte all'altra, come una

volpe braccata dai cani, vedo che la vita e la scienza continuano ad avanzare, mentre io resto

sempre più indietro, come un contadino che ha perso il treno, e in fondo sento che non so descrivere

altro che paesaggi, e che in tutto il resto sono falso, falso fino al midollo.

NINA

Siete sfinito dal troppo lavoro, non avete né tempo né voglia di riconoscere il vostro valore. Siate

pure scontento di voi, ma per gli altri siete grande e meraviglioso! Se io fossi uno scrittore della

vostra grandezza, offrirei tutta la mia vita alla folla, ma riconoscerei che la sua felicità sarebbe

possibile solo se essa si elevasse al mio livello, ed allora mi porterebbe in trionfo.

TRIGORIN

Già, in trionfo... Chi sono io, forse Agamennone?

#Entrambi sorridono.#

NINA

Per la felicità di essere scrittrice o artista, sopporterei l'ostilità dei parenti; il bisogno, la delusione,

vivrei in una soffitta e mi nutrirei di pane nero, accetterei di soffrire d'insoddisfazione, della

coscienza delle mie manchevolezza, ma in cambio potrei aspirare alla gloria... alla vera, alla

risonante gloria... (#Si copre il viso con le mani#).Mi gira la testa... Uff!...

LA VOCE DELL'ARKADINA (#dalla casa#)

"Boris Alekseevi£è£!".

TRIGORIN

Mi chiamano... Probabilmente è per fare le valige. Non ho voglia di partire. (#Si volta a guardare il

lago#).Che paradiso qui!... È così bello!

NINA

Vedete la casa e il giardino sull'altra sponda?

TRIGORIN

Sì.

NINA

È la villa della mia povera mamma. Io sono nata là. Ho passato tutta la vita attorno a questo lago e

ne conosco ogni isoletta.

TRIGORIN

Si sta bene qui da voi! (#Vedendo il gabbiano#). E questo cos'è?

NINA

Un gabbiano. Konstantin Gavrily£è£ lo ha ucciso.

TRIGORIN

E un bell'uccello. Davvero, non ho voglia di partire. Convincete voi Irina Nikolaevna a restare.

(#Prende nota nel taccuino#).

NINA

Che cosa scrivete?

TRIGORIN

Così, prendo appunti... Un soggetto mi è, balenato... (#Nascondendo il taccuino#).Un soggetto per

un racconto breve: sulla riva di un lago vive fin dall'infanzia una ragazza, giovane come voi; ama il

lago, come un gabbiano, ed è libera e felice come un gabbiano. Ma il caso portò un uomo che la

vide e, per ammazzare il tempo, la rovinò, proprio come questo gabbiano.

#Pausa.

L'Arkadina appare alla finestra.#

ARKADINA

Boris Alekseevi£è£, dove siete?

TRIGORIN

Vengo. (#Si avvia ma si volta verso Nina; accanto alla finestra, all'Arkadina#).Che c'è?

ARKADINA

Restiamo.

#Trigorin entra in casa.#

NINA (#si avvicina alla ribalta; dopo un attimo di riflessione#)

È un sogno!

#Sipario#

§%@ATTO TERZO

La sala da pranzo in casa Sorin. A destra e a sinistra porte. Una credenza. Un armadio con

medicine. In mezzo alla stanza un tavolo. Una valigia e scatole di cartone; si notano preparativi per

la partenza. Trigorin fa colazione. Maša è in piedi accanto al tavolo.

MAŠA

Tutto questo lo racconto allo scrittore. Ve ne potete servire a piacimento. Vi dico con tutta sincerità:

se si fosse ferito gravemente non sarei riuscita a sopravvivere nemmeno un istante. E dire che sono

coraggiosa. Così ho deciso: strapperò questo amore dal mio cuore, radice e tutto.

TRIGORIN

In che modo?

MAŠA

Mi sposerò. Con Medvedenko.

TRIGORIN

Col maestro?

MAŠA

Sì.

TRIGORIN

Non ne vedo la necessità.

MAŠA

Amare senza speranza, aspettare per anni qualcosa... Quando sarò sposata non avrò più tempo di

pensare all'amore, i nuovi pensieri metteranno a tacere il passato. E comunque, sapete, sarà una cosa

nuova. Ne beviamo un altro bicchiere?

TRIGORIN

Non sarà troppo?

MAŠA

Ma no! (#Versa due bicchierini#).Non mi guardate così. Le donne bevono più spesso di quanto voi

pensiate. Una minoranza beve apertamente, come me, la maggioranza, invece, si nasconde. Sì. E

sempre vodka o cognac. (#Tocca il bicchiere di Trigorin#).Alla vostra! Siete una persona semplice,

mi dispiace separarmi da voi.

#Bevono.#

TRIGORIN

Neanch'io ho voglia di partire.

MAŠA

E voi chiedetele di restare.

TRIGORIN

No, ora non resterà più. Suo figlio si sta comportando con assoluta mancanza di tatto. Prima si

spara, adesso, a quanto pare, vuole sfidarmi a duello. Per che cosa, poi? Fa il broncio, sbuffa,

propone nuove forme... Ma c'è posto per tutte, per le nuove, per le vecchie, perché darsi spintoni?

MAŠA

Beh, la gelosia. Comunque non sono cose che mi riguardano.

#Pausa.#

#Jakov attraversa la scena da sinistra a destra con una valigia; entra Nina e si ferma accanto alla

finestra.#

Il mio maestro non sarà tanto intelligente, ma è buono e povero, e mi ama profondamente. Fa pena.

Anche la sua vecchia madre fa pena. Bene, permettetemi di augurarvi ogni bene. Non serbate un

cattivo ricordo di me. (#Gli stringe fortemente la mano#).Vi sono molto riconoscente per la vostra

benevolenza. Mandatemi i vostri libri, con la dedica, mi raccomando. Soltanto non scrivete "alla

stimatissima", ma semplicemente così: "A Mar'ja, sola e abbandonata, che non capisce perché vive

su questa terra". Addio! (#Esce#).

NINA (#tendendo i pugni chiusi in direzione di Trigorin#)

Destra o sinistra?

TRIGORIN

Destra.

NINA (#sospirando#)

No. In mano ho soltanto un seme di pisello. Mi interrogavo su un problema: fare l'attrice oppure no?

Se almeno qualcuno mi desse un consiglio.

TRIGORIN

Non c'è niente da consigliare.

#Pausa.#

NINA

Ci separiamo e... probabilmente non ci rivedremo più. Vi prego di accettare in mio ricordo questo

piccolo medaglione. Ci ho fatto incidere le vostre iniziali... e da questo lato il titolo del vostro libro:

#I giorni e le notti.#

TRIGORIN

Che pensiero gentile! (#Bacia il medaglione#).Un regalo delizioso!

NINA

Ricordatevi di me qualche volta.

TRIGORIN

Me ne ricorderò. Mi ricorderò di voi come eravate in quel giorno luminoso, rammentate? Una

settimana fa, quando portavate quell'abito chiaro... conversavamo... sulla panchina era ancora steso

il gabbiano bianco.

NINA (#soprappensiero#)

Già, il gabbiano...

#Pausa.#

Non possiamo più parlare, viene gente... Concedetemi due minuti prima della partenza, vi prego...

(#Esce verso sinistra#).

#Entrano contemporaneamente da destra l'Arkadina, Sorin in frac con stella, poi Jakov,

affaccendato coi bagagli.#

ARKADINA

Resta a casa, vecchio mio. Vuoi andare in giro a far visite con i tuoi reumatismi? (#A

Trigorin#).Chi è uscito adesso? Nina?

TRIGORIN

Sì.

ARKADINA

Pardon, abbiamo disturbato... (#Si siede#). A quanto pare ho messo tutto in valigia. Non ne posso

più.

TRIGORIN (#legge sul medaglione#)

#I giorni e le notti#, pagina 121, righe 11 e 12.

JAKOV (#sparecchiando la tavola#)

Anche le canne da pesca devo mettere in valigia?

TRIGORIN

Sì, mi serviranno ancora. I libri dati a chi ti pare.

JAKOV

Va bene.

TRIGORIN (#fra sé#)

Pagina 121, righe 11 e 12. Che c'è in quelle righe? (#All'Arkadina#).Ci sono i miei libri in casa?

ARKADINA

Nello studio di mio fratello, nell'armadio d'angolo.

TRIGORIN

Pagina 121... (#Esce#).

ARKADINA

Davvero, Petruša, dovresti restare a casa...

SORIN

Voi partite, senza di voi mi peserebbe restare a casa.

ARKADINA

E in città invece?

SORIN

Niente di particolare, comunque. (Ride). Ci sarà la posa della prima pietra del Consiglio di Stato e

cose del genere... Ho voglia di riprendere animo, almeno per un paio d'ore, dopo questa vita da

sorcio, è troppo tempo che sto qui rintanato, come un vecchio bocchino. Ho dato ordine che

preparassero i cavalli per l'una, partiremo assieme.

ARKADINA (#dopo una pausa#)

Su, resta qui, senza rimpianti, non prendere freddo. Bada a mio figlio. Abbi cura di lui. Consiglialo.

#Pausa.#

Ecco, me ne vado senza sapere perché Konstantin ha tentato di uccidersi. Penso che la causa

principale sia stata la gelosia, e prima porterò via da qui Trigorin, tanto meglio sarà.

SORIN

Cosa ti posso dire? Ci sono state anche altre cause. Si capisce, un giovanotto intelligente che vive in

campagna, in questo isolamento, senza denaro, senza posizione, senza futuro. Non ha niente da fare.

Si vergogna e ha paura del proprio ozio. Io gli voglio un gran bene, e lui mi è affezionato, ma alla

fin fine gli sembra di essere superfluo in casa, di mangiar pane a ufo, di essere un parassita. Si

capisce, il suo amor proprio...

ARKADINA

Quanti pensieri mi procura! (#Soprappensiero#).Se si trovasse un impiego, che so...

SORIN (#fischietta, poi indeciso#)

A me sembra che la cosa migliore sarebbe, se tu... gli dessi un po' di denaro. Prima di tutto ha

bisogno di vestirsi in modo umano e tutto il resto. Guarda, sempre la stessa misera finanziera da

almeno tre anni, va in giro senza cappotto... (#Ride#).E anche andare un po' a spasso non gli

farebbe male... Andare all'estero, che so... Non costa poi tanto caro.

ARKADINA

Eppure... Per il vestito si può vedere, ma per l'estero... No, al momento attuale non posso neanche

per il vestito. (#Decisa#).Non ho denaro!

#Sorin ride.#

No!

SORIN (#fischietta#)

E va bene, Scusa, mia cara, non ti arrabbiare. Ti credo... Sei una donna magnanima, generosa.

ARKADINA (#in lacrime#)

Non ho denaro!

SORIN

Se avessi io del denaro, gliene darei io stesso, si capisce, ma non ho nulla, neanche un soldo.

(#Ride#).La mia pensione se la prende tutta l'amministratore e spende e spande per i lavori della

terra, per l'allevamento del bestiame, per l'apicultura, e i miei soldi spariscono così. Le api crepano,

le vacche crepano, i cavalli non me li concedono mai...

ARKADINA

Ebbene, io il denaro ce l'ho, ma sono un'artista; le sole #toilettes #mi dissanguano.

SORIN

Sei buona, cara... Ti stimo... Sì... Ma mi sta succedendo di nuovo qualcosa... (#Barcolla#).La testa

mi gira. (#Si appoggia al tavolo#).Sto male, nient'altro.

ARKADINA (#spaventata#)

Petruša! (#Cercando di sorreggerlo#).Petruša, mio caro... (#Grida#).Aiutatemi! Aiuto!...

#Entrano Treplev con una benda alla testa, e Medvedenko.#

Sta male!

SORIN

Non è niente, niente... (#Sorride e beve dell'acqua#).È già passato... basta...

TREPLEV (#alla madre#)

Non ti spaventare, mamma, non c'è pericolo. Allo zio ormai succede spesso. (#Allo zio#).Dovresti

stare un po' coricato, zio,

SORIN

Un poco, si... Comunque in città ci vado... Sto un po' sdraiato, e poi parto... si capisce... (#Esce

appoggiandosi al bastone#).

MEDVEDENKO (#lo accompagna sottobraccio#)

Conosco un indovinello: al mattino su quattro, a mezzogiorno su due, la sera su tre...

SORIN (#ride#)

Proprio cosi. E la notte sulla schiena. Vi ringrazio, ma ce la faccio da solo...

MEDVEDENKO

Ah, bene, adesso fa complimenti!...

#Esce con Sorin.#

ARKADINA

Come mi ha spaventata!

TREPLEV

Non gli fa bene vivere in campagna. Gli viene la malinconia. Vedi, mamma, se tu all'improvviso

diventassi tanto generosa da fargli un prestito di millecinquecento, duemila rubli, potrebbe starsene

in città tutto l'anno.

ARKADINA

Non ho denaro. Sono un'attrice, non un banchiere.

#Pausa.#

TREPLEV

Mamma, cambiami la fasciatura. Tu lo sai fare bene.

ARKADINA (#prende dall'armadio dei medicinali lo iodoformio e la cassetta con il materiale per le

medicazioni#)

Il dottore è in ritardo.

TREPLEV

Aveva promesso di arrivare per le dieci, ma è già mezzogiorno.

ARKADINA

Siediti. (#Gli toglie la benda dal capo#).È come se avessi un turbante. Ieri un passante ha chiesto in

cucina di che nazionalità sei. Si è cicatrizzata quasi del tutto. È rimasta solo qualche traccia. (#Gli

bacia il capo#).Non è che senza di me farai di nuovo cik-cik?

TREPLEV

No, mamma. È stato un momento di disperazione folle, in cui non sono riuscito a trattenermi. Non

si ripeterà più. (#Le bacia le mani#).Hai le mani d'oro. Mi ricordo, tanto tempo fa, quando tu

recitavi ancora sulle scene imperiali, io ero molto piccolo, in cortile si azzuffarono, picchiarono una

lavandaia che abitava da noi. Ti ricordi? La raccolsero che aveva perso conoscenza... E tu andavi

sempre da lei, le portavi le medicine, lavavi nella tinozza i suoi bambini. Possibile che non ti

ricordi?

ARKADINA

No. (#Avvolge la nuova fasciatura#).

TREPLEV

Due ballerine vivevano allora nella stessa casa... Venivano da te a bere il caffè...

ARKADINA

Questo me lo ricordo.

TREPLEV

Erano tanto devote.

#Pausa.#

Negli ultimi tempi, in questi giorni, ti voglio bene con la stessa tenerezza e dedizione di quand'ero

bambino. Oltre a te, non mi è rimasto nessuno. Ma perché, perché fra di noi si è intromesso

quell'uomo.

ARKADINA

Tu non lo capisci, Konstantin. È una persona tanto nobile...

TREPLEV

Però quando gli hanno riferito che intendevo sfidarlo a duello, la sua nobiltà non gli ha impedito di

far la parte del vigliacco. Parte. Che fuga vergognosa!

ARKADINA

Che sciocchezza! Io stessa l'ho portato via. La nostra intimità non può certo piacerti, ma tu sei

intelligente e aperto, ed io ho il diritto di pretendere che tu rispetti la mia libertà.

TREPLEV

Io rispetto la tua libertà, ma anche tu devi permettere a me di essere libero e di avere con

quell'uomo il rapporto che credo. Un'anima nobile! Ecco, tu ed io stiamo per litigare a causa sua, e

lui intanto chissà dove, in salotto o in giardino, se la ride di me e di te, si sta coltivando Nina, cerca

di convincerla una volta per tutte che lui è un genio.

ARKADINA

Ci provi un gran gusto a dirmi cose spiacevoli. Io stimo quell'uomo e chiedo che in mia presenza

non si parli male di lui.

TREPLEV

Io non lo stimo. Tu vorresti che anch'io lo ritenessi un genio, ma, mi scuserai, non so mentire, le sue

opere mi danno la nausea.

ARKADINA

È solo invidia. Alle persone prive di talento ma piene di pretese, non resta altro che biasimare i veri

talenti. Non c'è che dire, è una bella consolazione!

TREPLEV (#ironicamente#)

I veri talenti! (#Con rabbia#).Io ho più talento, di voi tutti, se proprio lo vuoi sapere! (#Si strappa la

benda dal capo#).Siete tutti vittime della #routine, #avete abbrancato il primato nell'arte e ritenete

legge e verità soltanto ciò che fate voi, e tutto il resto lo calpestate e soffocate! Non vi riconosco!

Non riconosco né te, né lui!

ARKADINA

Decadente!...

TREPLEV

Va' al tuo caro teatro a recitare in commedie da quattro soldi e di bassa lega!

ARKADINA

Non ho mai recitato in commedie del genere. Lasciami in pace! Tu non sei neppure in grado di

scrivere uno squallido #vaudeville. #Borghesuccio di Kiev! Parassita!

TREPLEV

Spilorcia!

ARKADINA

Pezzente!

#Treplev si siede e piange in silenzio.#

Nullità! (#Camminando avanti e indietro agitata#).Non piangere. Non è il caso di piangere...

(#Piange#) Non si deve... (#Lo bacia sulla fronte, sulle guance, sul capo#).Mio bambino caro,

scusami... Scusa la tua mamma peccatrice. Perdona quest'infelice.

TREPLEV (#l'abbraccia#)

Se tu sapessi! Ho perduto tutto. Lei non mi ama, io non riesco più a scrivere... sono crollate tutte le

speranze...

ARKADINA

Non disperare... Tutto si risolverà. Io lo porterò via, lei tornerà ad amarti. (#Gli asciuga le

lacrime#).È tutto finito. Abbiamo fatto la pace.

TREPLEV (#le bacia le mani#)

Sì, mamma.

ARKADINA (#teneramente#)

Fai la pace anche con lui. Non c'è bisogno di duelli... È vero che non ce n'è bisogno?

TREPLEV

Va bene... Soltanto, mamma, permettimi di non incontrarlo. Mi peserebbe troppo... non potrei

sopportarlo... (#Entra Trigorin#).Ecco... me ne vado... (#Ripone velocemente le medicine

nell'armadietto#).La fasciatura me la rifarà il dottore...

TRIGORIN (#cerca in un libro#)

Pagina 121... righe 11 e 12... Ecco... (#Legge#). "Se in un momento qualsiasi avrai bisogno della

mia vita, vieni e prendila".

#Treplev raccoglie la benda dal pavimento ed esce.#

ARKADINA (#guardando l'orologio#)

Tra poco porteranno i cavalli.

TRIGORIN (#fra sé#)

Se in un momento qualsiasi avrai bisogno della mia vita, vieni e prendila.

ARKADINA

Spero che le tue valige siano già pronte.

TRIGORIN (#impaziente#)

Sì, sì... (#Soprappensiero#).Perché in quest'appello di un'anima pura ho avvertito malinconia e il

mio cuore ha sussultato così dolorosamente?... Se in un momento qualsiasi avrai bisogno della mia

vita, vieni e prendila. (#All'Arkadina#). Restiamo ancora un giorno!

#L'Arkadina scuote il capo negativamente.#

Restiamo!

ARKADINA

Mio caro, so che cosa ti trattiene qui. Ma imponiti a te stesso. Ti sei un po' ubriacato, torna sobrio.

TRIGORIN

Sii saggia anche tu, ragiona, pensa, ti supplico, guarda a tutto questo da vera amica... (#Le stringe la

mano#) Sei capace di sacrificarti... Siimi amica, lasciami fare...

ARKADINA (#in preda a forte agitazione#)

Sei così preso?

TRIGORIN

Mi attrae quella ragazza! E forse è proprio ciò di cui ho bisogno.

ARKADINA

L'amore di una ragazza di provincia? Oh, quanto poco ti conosci!

TRIGORIN

Talvolta le persone dormono camminando, adesso son qui a parlare con te, ma è come se dormissi e

la vedessi in sogno... Mi hanno avvinto sogni dolci, meravigliosi... Lasciami fare...

ARKADINA (#tremando#)

No, no... Io sono una donna comune, con te non si può parlare così... Non mi tormentare, Boris...

Ho paura...

TRIGORIN

Se vuoi, sai essere eccezionale. Un amore giovane, delizioso, poetico, che ti trasporta in un mondo

di sogni, l'unico che sulla terra può dare la felicità! Un amore così, non l'avevo ancora provato... In

gioventù non avevo tempo, bussavo alle porte di tutte le redazioni, lottavo con la miseria... Adesso

quest'amore è arrivato, finalmente, mi attrae... Che senso ha fuggirlo?

ARKADINA (#irata#)

Sei impazzito!

TRIGORIN

E se anche fosse?

ARKADINA

Vi siete messi tutti d'accordo per tormentarmi, oggi.(#Piange#).

TRIGORIN (#si afferra il capo con le mani#)

Non capisce! Non vuole capire!

ARKADINA

Possibile che io sia tanto vecchia e sformata, che con me si possa parlare così senza pudore, di altre

donne? (#Lo abbraccia e lo bacia#).Oh, sei diventato pazzo! Mio splendido, meraviglioso... Tu,

ultima pagina della mia vita! (#Si mette in ginocchio#).Mia gioia, mio orgoglio, mia beatitudine..

(#Gli abbraccia le ginocchia#).Se tu mi lascerai, anche solo per un'ora, io non riuscirò a

sopravvivere, perderò la testa, mio splendore, grande, mio padrone...

TRIGORIN

Può arrivare qualcuno. (#L'aiuta ad alzarsi#).

ARKADINA

Vengano pure, non mi vergogno del mio amore per te. (#Gli bacia le mani#).Tesoro mio, testa

matta, tu vuoi fare il pazzo, ma io non voglio, non ti permetterò... (#Ride#).Sei mio... sei mio... E

questa fronte è mia, e gli occhi sono miei, e questi meravigliosi capelli di seta sono miei... Sei tutto

mio. Hai tanto talento, sei intelligente, il migliore di tutti gli scrittori contemporanei, sei l'unica

speranza della Russia... Hai tanta sincerità, modestia, freschezza, tanto sano umorismo... Riesci con

un solo tratto a trasmettere i caratteri essenziali, fondamentali di un personaggio o di un paesaggio,

gli uomini in te sono come vivi. Non ti si può leggere senza trasporto! Pensi che ti voglia adulare?

Che io menta? Bene, guardami negli occhi... guarda... Ti sembro forse una bugiarda? Vedi, solo io ti

so apprezzare; solo io ti dico la verità, mio caro, meraviglioso... Verrai? Sì? Non mi

abbandonerai?...

TRIGORIN

Non ho una mia volontà... Non ho mai avuto una mia volontà... Spento, molle, sempre ubbidiente, è

possibile che questo possa piacere a una donna? Prendimi, portami via, però non mi abbandonare

neanche per un passo...

ARKADINA (#fra sé#)

Adesso è mio.(#Disinvolta, come se nulla fosse successo#).Comunque, se vuoi, puoi restare. Partirò

da sola e tu mi raggiungerai più tardi, fra una settimana. In effetti, perché ti dovresti affrettare?

TRIGORIN

No, partiremo insieme.

ARKADINA

Come vuoi. Insieme dici, insieme sia...

#Pausa.

Trigorin prende appunti sul taccuino.#

Che fai?

TRIGORIN

Questa mattina ho sentito una bella espressione: "Foresta vergine"... Mi servirà, prima o poi. (#Si

stiracchia#).Allora, si parte? Di nuovo vagoni, stazioni, buffets, costolette, parole...

ŠAMRAEV (#entra#)

Ho l'onore di annunziare, con rincrescimento, che i cavalli sono pronti. È ora, stimatissima, di

andare alla stazione; il treno arriva alle due e cinque minuti. E voi, Irina Nikolaevna, sarete così

gentile da non dimenticarvi di prendere informazioni: dove è adesso l'attore Suzdal'cev? È vivo? Sta

bene? Che bevute ci siamo fatti insieme, tempo fa... Nella #Posta rapinata #recitava in modo

inimitabile.. Mi ricordo che con lui allora lavorava il tragico Izmajlov, pure una personalità

eccezionale... Non vi affrettate, stimatissima, abbiamo ancora cinque minuti. Una volta in un

melodramma recitavano la parte di congiurati, e quando, d'un tratto, li scoprivano dovevano dire:

"Siamo cascati nel laccio", Izmajlov disse invece: "Siamo cascati nel luccio"... (#Ridacchia#).Nel

luccio!

#Mentre egli parla, Jakov armeggia vicino alle valige, la cameriera porta all'Arkadina il cappello, il

mantello, l'ombrello e i guanti; tutti aiutano l'Arkadina a vestirsi. Dalla porta di sinistra si affaccia il

cuoco, che dopo un attimo di attesa entra esitante. Entra Polina Andreevna, poi Sorin e

Medvedenko.#

POLINA ANDREEVNA (#con un cestino#)

Vi ho portato qualche prugna per il viaggio... Sono dolcissime. Spero le vorrete assaggiare...

ARKADINA

Siete molto buona, Polina Andreevna.

POLINA ANDREEVNA

Addio, mia cara. Se non tutto è andato come doveva, scusateci. (#Piange#).

ARKADINA (#abbracciandola#)

Tutto è andato bene, tutto è andato bene. Soltanto non bisogna piangere.

POLINA ANDREEVNA

Il nostro tempo fugge!

ARKADINA

Che ci possiamo fare!

SORIN (#in cappotto con la pellegrina, cappello e bastone, esce dalla porta di sinistra attraversando

la stanza#)

Sorella, è ora, cerchiamo di non fare tardi alla fin fine. Io salgo in carrozza. (#Esce#).

MEDVEDENKO

Io vado a piedi alla stazione... vi accompagno. Sarò veloce... (#Esce#).

ARKADINA

Arrivederci, miei cari... Se saremo sani e forti, ci rivedremo l'estate prossima...

#La cameriera, Jakov e il cuoco le baciano la mano.#

Non mi dimenticate. (#Dà un rublo al cuoco#).Ecco un rublo per voi tre.

IL CUOCO

Siamo profondamente riconoscenti, signora. Buon viaggio! Vi dobbiamo tanto!

JAKOV

Che Dio vi conceda una buona sorte!

ŠAMRAEV

Ci fareste felici con una letterina! Addio, Boris Alekseevi£è£!

ARKADINA

Dov'è Konstantin? Ditegli che sto partendo. Dobbiamo salutarci. Dimenticate quel che c'è stato di

male. (#A Jakov#).Ho dato un rublo al cuoco, per tutti e tre.

#Tutti escono a destra. La scena è vuota. Fuori scena rumori che si sentono quando si saluta gente

che parte. La cameriera ritorna per prendere dal tavolo il cestino con le prugne, ed esce di nuovo.#

TRIGORIN (#rientrando#)

Ho dimenticato fi bastone. Mi pare che sia là in terrazza.

#Si avvia e accanto alla porta di sinistra incontra Nina che sta entrando.#

Siete voi? Stiamo partendo...

NINA

Sentivo che ci saremmo incontrati ancora. (#Eccitata#).Boris Alekseevi£è£, ho preso una decisione

irrevocabile, il dado è tratto, calcherò le scene. Domani non sarò più qui, lascio mio padre,

abbandono tutto, comincio una vita nuova... Parto anch'io, come voi... vado a Mosca. Ci vedremo

là.

TRIGORIN (#a mezza voce#)

Scendete allo "Slavjanskij Bazar" Fatemi sapere subito... Mol£è£anovka, casa Grochol'skij Sono di

fretta...

#Pausa.#


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ninja13

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Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lineamenti di teatro contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marchetti Marta.

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