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Lineamenti di sviluppo locale, Salsano - Appunti

Appunti di Politica economica del testo di Salsano con particolare analisi dei seguenti argomenti: i distretti industriali, la definizione di distretto industriale marshalliano, le caratteristiche dei distretti industriali, il ruolo delle Istituzioni nei distretti industriali, le tecnologie e la crescita economica.

Esame di Politica economica docente Prof. E. Salsano

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Mentre da un lato le imprese italiane di maggiori dimensioni affrontano con difficoltà i

mercati mondiali, dall’altro un numero non trascurabile di piccole unità produttive si è

affermato sia sui mercati interni che su quelli esteri. Tuttavia vi sn molti elementi che

delle piccole realtà imprenditoriali nei quali la differenza di dimensioni facilita

l’operato delle grosse unità produttive, come ad esempio le ridotte strutture

distributive che non facilitano la conquista dei mercati oppure la possibilità di fare

ampio ricorso in caso di espansione al credito.

Nel modello del distretto industriale marshalliano è centrale il concetto di

disintegrazione verticale che ha luogo sempre in un contesto tipicamente organizzato

che puo essere definito come filiera o più specificamente come settore verticalmente

integrato. La disintegrazione verticale è individuabile in un distretto industriale nel

momento in cui l’industria o le industrie localizzate risolvono i loro problemi di

produzione da un punto di vista tecnico al loro interno, intraprendendo autonomamente

un rinnovamento dei processi produttivi impiegati e dei materiali utilizzati.

Possiamo dare una definizione di distretto industriale il quale può essere identificato

modulo caratterizzato dalla presenza, in una determinata area geografica, di una

come

popolazione organizzata di imprese che costituisce una fonte di risorse e di

conoscenze dell’industria. In Italia specialmente la struttura produttiva è

caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese che rappresentano le

protagoniste dei distretti industriali..

Caratteristiche dei distretti industriali:

Pensiamo di poter racchiudere il concetto di distretto industriale in alcune

l’elemento dimensionale. In secondo luogo la

connotazioni di massima. Innanzitutto

presenza sul territorio di piccole e medie imprese che hanno sviluppato la loro attività

filiera di produzione .

in un unico settore manifatturiero, meglio definito come

la produzione di un determinato bene

Un'altra caratteristica importante è che ,

sia l’elemento fondamentale per la

all’interno di una determinata area geografica,

crescita dell’esportazione dell’occupazione e del livello dei redditi.

In base a quale tipologia di analisi possiamo definire” distretto industriale”

Domanda:

un’area piuttosto che un'altra?

Esistono alcune metodologie che possono essere utilizzate al fine di individuare

un’area distrettuale. Una di queste metodologie è quella definita Sforzi/ISTAT. La

classificazione Sforzi/ISTAT parte da due criteri fondamentali:

1)Attua una distinzione del territorio italiano in un insieme di sistemi locali del lavoro

che vengono individuati attraverso l’analisi dei movimenti dei lavoratori pendolari

2)Vengono evidenziate tre condizioni fondamentali:

a) la prima condizione corrisponde alla quota degli addetti impiegati nell’industria

manifatturiera sul totale degli occupati non agricoli che deve avere un valore

superiore a quella della media nazionale

b) la seconda peculiarità riguarda la quota degli occupati nel settore manifatturiero in

imprese con un numero di addetti inferiore alle250unità

c) il terzo presupposto si basa sull’ipotesi che la quota di occupati in alcune branche

manifatturiere o almeno in una, sul totale degli occupanti manifatturieri si attesti su

valori superiori a quelli della media nazionale.

Il ruolo delle istituzioni nei distretti industriali

L’azione delle istituzioni nei distretti industriali non è per niente marginale. Le

istituzioni definiscono e limitano l’insieme di scelta degli individui: esse riducono

l’incertezza esistente all’interno della società. In effetti si ottiene una riduzione delle

incertezze attraverso il coordinamento delle aspettative, inizialmente divergenti,

degli agenti che operano sul territorio al fine di vincolarle all’interno di un

determinato intervallo. Attraverso le istituzioni si costruisce una stabile struttura

che regola ogni forma di rapporti umani. Le istituzioni che operano nel mercato sono

create per realizzare risultati efficienti e, quindi esse non possono essere ignorate

nell’analisi economica. Così la crescita economica è stata sempre accompagnata dalla

presenza di strutture istituzionali.. Politica ed economia sono legate indissolubilmente.

Nel territorio sul quale si estende un distretto industriale oltre a essere

indispensabile un elevato livello di partecipazione democratica e forme di

associazionismo marcate è fondamentale la presenza di istituzioni dotate di

rappresentatività.

Lo sviluppo locale deve essere favorito dalle decisioni delle istituzioni che agevolano e

creano le condizioni per la crescita economica attraverso strumenti suggeriti dalla

teoria economica:come capitale umano, politiche di ricerca e sviluppo ecc. Uno

strumento fondamentale per raggiungere i risultati prefissi è quello della

pianificazione strategica. Essa rappresenta il mezzo attraverso il quale si individuano

governance dello sviluppo sostenibile, in quanto è in grado di definire

nuovi modelli di

una visione di successo per il futuro del territorio e di costruire un percorso

progettuale in cui ogni attore assume determinate responsabilità.

Attraverso la pianificazione strategica è possibile conoscere e misurare il grado di

raggiungimento degli obiettivi assunti e delle azioni programmate dall’amministrazione:

essa costituisce lo strumento principale per guidare correttamente l’azione futura.

Tecnologie e crescita economica

Per progresso tecnico intendiamo l’introduzione di nuove e più efficienti tecniche per

prodotti già esistenti e/o nuovi prodotti che si riflette n una riduzione del costo

medio di produzione dovuto ad innovazioni di processo o ad innovazioni di prodotto. Il

progresso dunque è un miglioramento, ossia un aumento della tecnologia che comporta,

a parità di fattori, aumenti di produzione.

Capitale umano

Le principali componenti che determinano le qualità dei servizi lavorativi offerti vanno

individuate nell’abilità, nella salute, e nell’istruzione. Tra queste il tasso di rendimento

dell’istruzione rappresenta la componente più significativa della teoria del capitale

La teoria del capitale umano (secondo tale teoria salari più elevati

umano.

corrispondono a livelli più elevati di istruzione) costituisce un’importante area di

ricerca dell’economia politica; essa si inserisce dunque sia nel dibattito sulla

distribuzione dei redditi, considerando l’istruzione come uno strumento in grado di

influenzare la distribuzione stessa sia nel dibattito sul contributo che essa può dare

al tasso di crescita economica sia alla distribuzione del reddito del paese. La teoria

dei segnali offre un alternativa alla teoria del capitale umano secondo cui sarebbe

l’investimento in istruzione a garantire una maggiore retribuzione.

Come detto tra i fattori che più influenzano il capitale umano vi è il grado d’istruzione

e di formazione sul lavoro. Il capitale umano è considerato una determinante dei

processi di crescita e sviluppo; tale grandezza, allo stesso modo del capitale fisico,

scaturisce da una decisione di investimento che è effettuata in base a previsioni di

redditività futura.

L’investimento in capitale umano, a differenza di quello fisico può generare processi di

crescita endogena: ad esempio, alcune intuizioni come quelle di Arrow e Lucas, hanno

sottolineato l’importanza dei processi di accumulazione di capitale umano dovuti alla

conoscenza raggiunta con l’esercizio continui delle proprio mansioni durante il quale i

lavoratori acquisiscono nuove esperienze in modo intenzionale o involontario.

Il concetto di esternalità è strettamente connesso agli investimenti in capitale umano

in quanto la crescita del grado di conoscenza di un lavoratore in una fabbrica influisce

positivamente sia sulla sua produttività sia sulla produttività degli altri operai grazie

alla circolazione ed alla diffusione delle esperienze e delle competenze.

Credito e distretti industriali

Le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, hanno bisogno di risorse

finanziarie per portare avanti la loro attività o per aumentare la loro capacità

produttiva. In effetti qualsiasi unità produttiva ha a disposizione gli stessi canali per

finanziarsi: innanzitutto attraverso il reinvestimento dei proprio profitti; in secondo

luogo attraverso l’emissione di azioni e obbligazioni; e infine attraverso la richiesta di

fondi al sistema bancario.

In una reltà come quella italiana non è possibile ignorare l’impatto del sistema

bancario. Lo sviluppo del sistema bancario in italia è stato caratterizzato da una

spiccata disomogeneità territoriale Nord-Sud che ha contribuito non poco a far

crescere il divario tra le due aree del paese. Il nostro sistema creditizio ha svolto

senza dubbio un ruolo importante nello sviluppo dell’area centro settentrionale mentre

nell’area meridionale non è riuscito a potenziare un’offerta tale da garantire una

crescita del sistema.

La propensione delle banche a finanziare più i soggetti che i progetti, ha reso l’accesso

al finanziamento sicuramente complesso e difficile. Le banche infatti tengono conto

del grado di solvibilità del soggetto e non degli elementi revisionali del progetto.

Le motivazioni che spingono le imprese di piccole e medie dimensioni a scegliere come

interlocutori istituti di credito locali sono di diversa natura.

Elemento essenziale è la simbiosi tra banca locale e territorio; la rete di sportelli

presente in una ristretta area geografica agevola i contatti tra le due realtà.

Innanzitutto le banche locali si avvalgono di una struttura molto flessibile pronta a

conformarsi alle esigenze delle aziende presenti sul territorio. In secondo luogo ogni


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paoulagyeman di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Salsano Emanuele.

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