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LINEAMENTI DI STORIA DELL’ARTE

DELLA CINA DALLE ORIGINI AL

PRIMO IMPERATORE

1. LA PREISTORIA

La Cina è prevalentemente montuosa. Il 70% del territorio è stanziato ai 1.000 m sul livello del

mare. Le catene montuose, formano, andando verso est sul mare, tre principali vallate: quella del

Fiume Giallo (Huanghe), del Fiume Azzurro (Yangzijiang) e del Fiume Occidentale (Xijian).

Il Paleolitico

Nella regione dello Yunnan sono state rinvenute tracce di Ramapithecus, diretto antenato

dell’uomo, posto tra l’Australopithecus e l’Homo Erectus ( 1.700.000 – 1.500.000 anni fa). Al

Pleistocene Medio (1.000.000 – 100.000 anni fa) risalgono i resti dell’ominide di Lantian (provincia

dello Shaanxi), più primitivo rispetto al successivo Uomo di Pechino, assieme a manufatti litici e

fossili animali.

Verso l’XI-X millennio a.C il ritiro dei ghiacci permise i primi insediamenti nella Cina meridionale

e settentrionale. I nomadi cacciatori-pescatori cominciarono a stabilirsi in villaggi. Vi furono

influenze tra le varie regioni, seppur nettamente differenziate tra loro.

Le culture neolitiche

Il Neolitico si divide in: Neolitico antico (8.500 – 6.500 a.C), Neolitico medio (6.500 – 5.000 a.C)

e Neolitico tardo (5.000 – 3.500 a.C). Seguono due fasi dalle forti differenziazioni tra gli

insediamenti (3.500 – 2.600 a.C / 2.600 – 2.000 a.C).

Il Neolitico antico lascia poche tracce di oggetti in pietra, osso, sepolture con individui di razza

1

mongolica e poca ceramica a sud della Cina.

Nel Neolitico medio si sviluppa una prima forma di organizzazione sociale con un’economia basata

sull’agricoltura e l’addomesticamento degli animali. Sono rinvenuti oggetti agricoli di osso animale.

Al Neolitico tardo appartengono la cultura Yangshao, lungo il Fiume Giallo, Dawenkou

(Shandong), Daxi e Majabang lungo il Fiume Azzurro e Hongshan lungo il fiume Liao. A queste

2

fece capo un incremento dell’agricoltura e dell’allevamento e costruzioni per aree specifiche . Il

bacino del Fiume Giallo non era adatto agli insediamenti a causa delle frequenti inondazioni perciò

1 Ceramica grigio-bruno cotta a basse temperature con decorazioni a corda. Compaiono giare (guan), ciotole (bo), e

vasi (fu).

2 Esempio: abitazioni, necropoli e aree produttive.

essi vengono costruiti in primo luogo sulle terrazze superiori al fiume e poi sempre più nelle

vicinanze grazie alla presenza della fanghiglia fertile da lavorare.

In province del nord, come Henan, Hebei e Shaanxi, dove gli insediamenti subiscono un notevole

3 4

sviluppo, si rinvengono resti di miglio e ceramiche rosso-marroni .

La cultura Yangshao 5

Nella grande ansa del Fiume Giallo si sviluppò, dal 5.000 al 3.000 a.C circa, la cultura Yangshao .

Il villaggio più rappresentativo è Banpo (4.800 – 3.600 a.C) nello Shaanxi, vicino a Xi’an.

→ Banpo: villaggio di forma ovale, circondato da un fossato di protezione.

La zona abitata era composta da 50 capanne a pianta circolare e quadrata e una costruzione più

6

grande forse usata per riunioni. Il pavimento delle capanne era seminterrato , alcuni pali

sostenevano il tetto e al centro stava il focolare. L’abitazione era costituita da legno, fango e paglia.

Le sepolture erano fatte per clan e gli uomini erano separati dalle donne. Erano vietati i matrimoni

all’interno di uno stesso clan che, in questo periodo avevano carattere matriarcale. A nord vi era la

zona cimiteriale. Il culto dei morti passa da un culto di gruppo ad uno di individui che poi

diventeranno gli “antenati”. A est la zona dei forni per la cottura della ceramica. La ceramica era

fatta a mano con il tornio, le tipologie vanno da giare, urne, ciotole, coppe ai versatoi. La

temperatura di cottura arrivava circa a 1.000 C° e la ceramica, con impasto abbastanza fine,

raggiungeva una colorazione marrone-rossiccia, successivamente abbellita con disegni eseguiti con

7 8

pigmenti neri . I disegni potevano essere geometrici o rappresentare animali , uomini e piante in

maniera realistica. Le varie tipologie di ceramica fanno pensare che dalla provincia dello Shaanxi al

Gansu ci fossero forti relazioni e che molti dei disegni ceramici fossero connessi alla ritualità.

La cultura Dawenkou

Dalle zone costiere dello Shandong, Jiangsu, Anhui, Henan e Liaoning e poi fino all’entroterra si

diffonde dal 5.000 al 2.500 a.C, la cultura Dawenkou. Il sito più importante è quello di Yuchisi

(Anhui).

La società qui è patriarcale è vi è una evidente differenziazione sociale, per la quale, alle classi al

potere sono dedicate sepolture complesse con sarcofagi ed oggetti in avorio, osso e giada.

La produzione ceramica è composta da argille che acquistano colorazione scusa, lavorate al tornio,

cotte ad alte temperature, decorate e incise. Vi erano ancora ceramiche di color rossastro decorate

con il colore bianco. Le decorazioni geometriche sono più rigide rispetto a quelle Yangshao.

3 Nel nord della Cina si sviluppa la coltivazione del miglio dato che il monsone ha durata di due mesi soltanto e il clima

è più rigido. Al contratio, nel sud, dove il monsone ha durata quadrimestrale si sviluppa la coltura del riso.

4 Con decorazioni a corda. Eseguite senza tornio. Nelle zone costiere le ceramiche sono di colore nero con impasto

grossolano e cotte a basse temperature, lavorate al cercine e con decorazione incisa. Sono prodotti calderoni, giare,

ciotole, piatti e tazze.

5 Il nome Yangshao è dovuto ad un villaggio nello Henan, dove nel 1920-21 un archeologo scoprì dei frammenti di

ceramica rossa dipinta, tipica di questa cultura, che spesso è presente nei corredi funerari.

6 Nel seminterrato vi erano depositi di miglio; vi erano inoltre recinti per l’allevamento di cani e maiali.

7 Il nero era ricavato dall’ematite o dal manganese. Effettivamente le decorazioni erano più dipinte che incise.

8 Vi è un’evoluzione decorativa del motivo dei pesci, degli uccelli e della rana. Il pesce era fondamentale per la

sussistenza del villaggio e forse adorato. 9

A questa cultura appartengono anche esempi di ceramica grigia, marrone, nera e bianca con i quali

vengono prodotti tripodi, giare e coppe. Alcuni disegni sulle ceramiche sono ipoteticamente delle

10

forme di scrittura .

Intanto, nella fase tarda Yangshao comincia la fusione dei metalli.

Dal 3.500 al 2.600 a.C circa gli insediamenti si differenziano in grandezza. Vengono costruite zone

11

religiose, zone abitative più piccole e zone produttive . Un esempio importante è il sito di

Dadiwan Locus II nel Gansu.

→ Dadiwan Locus II: copre un’area di 360.000 mq. Le case hanno un alto standard architettonico,

soprattutto la n°901, con un’area di 420 mq compreso il cortile. Composta da una serie di stanze che

evidenziano una parte frontale ed una retrostante. Il pavimento è composto da vari strati d’argilla e

di fronte all’abitazione vi è un cortile ampio ad uso probabilmente pubblico o religioso. Le strutture

del sito evidenziano un allargamento generale dei nuclei familiari.

Due siti dimostrano in questo periodo la nascita di attività economiche specializzate:

1. Yidu (Hubei), sulla riva occidentale dello Yangzi, centro di produzione litica vicino a zone

ricche di pietre adatte alla lavorazione. L’esportazione era eseguita in un’area estesa fino a

qualche centinaia di km.

2. Baidaogouping, vicino a Lanzhou (Gansu), zona di grande produzione ceramica. Nel sito i

pochi forni rimasti intatti mostrano che erano suddivisi in gruppi di tre con apertura verso

una fossa comune centrale. La ceramica veniva esportata.

Allo stesso modo nascono centri atti principalmente alle funzioni religiose:

1. Niuheliang (nel Liaoning), della fase tarda Hongshan. Qui è stato rinvenuto un tempio con

12

varie camere semisotterranee, circondato per circa 2 kmq da tombe . Le pareti delle stanze

avevano dipinti rossi su un fondo giallo; il tetto era costituito da un insieme di paglia, argilla

e legno. All’interno del tempio vi erano statue in argilla a misura umana o maggiore, talvolta

femminili e di animali. Collegata al tempio a nord grazie ad un sentiero, vi era una grossa

piattaforma formata da grosse pietre ammassate al centro.

2. Dongshanzui (nel Liaoning), della fase tarda Hongshan. A sud è stato ritrovato un piccolo

cerchio fatto di pietre e molte figure antropomorfe in argilla rappresentanti forme femminili.

A nord del cerchio due altari, uno all’interno dell’altro. In essi molti oggetti cilindrici

d’argilla e vari oggetti in giada.

9 La ceramica bianca dimostra l’uso del caolino e di temperature di cottura attorno ai 1200 C°.

10 Nel 1973 lo studioso Yu Xingwu identificò un pittogramma dan (= alba o tramonto) su un’urna Dawenkou. All’epoca

più tarda di questa cultura appartengono altri 20 pittogrammi.

11 A questo periodo appartengono la cultura Majiayao (nel Gansu e Qinghai), la fase tarda della cultura Hongshan (sud-

est della Mongolia interna e Liaoning occidentale), la fase tarda Dawenkou (nello Shandong e nord Jiangsu), la fase

tarda della cultura di Daxi (parte centrale del Fiume Azzurro - Hubei) e la cultura di Songze (parte bassa dello Yangzi).

12 Nelle tombe erano presenti corredi composti da maiali, draghi e ornamenti in giada; inoltre oggetti cilindrici in

ceramica dipinta.

La cultura Longshan

Cultura Longshan o “Montagne del Drago”, iniziata nel sito di Chengziyai (Shandong occidentale)

dal 3.000 a.C, probabilmente deriva in alcune zone dalla Dawenkou (nello Shandong) e dalla

Yangshao (nello Shaanxi ed Henan). La separazione delle classi sociali è qui piuttosto netta. La

produzione ceramica, destinata in prevalenza alla classe al potere, raggiungeva tecniche molto

elevate ed era composta da impasti finissimi cotti a temperature molto elevate.

Tra i siti più importanti di questa fase vi sono:

→ Lianyungang (provincia del Jiangsu): in un’area di circa 14.000 kmq, è una delle città più

antiche della Cina (circa 4.000 anni fa). Sono venuti alla luce: un fossato, mura esterne ed interne,

due strade, fondamenta di 35 abitazioni circa, 2.000 oggetti in ceramica circa e riso carbonizzato.

→ Pingliangtai: di area quadrata circondato da mura di 185 m circa. Le mura sono in terra battuta e

avevano un apertura a nord ed una sud. All’interno della città sono stati rinvenuti forni per la

fusione del rame e fornaci per la cottura ceramica.

→Guchengzhai (vicino a Xinmi (Henan): città fortificata più ampia scoperta finora e con cinta

murario meglio conservata. In un’area di circa 176.000 kmq. Le sezioni sud nord ed est della città

sono circondate da un fossato. Portati alla luce: forni, abitazioni, pozzi, fosse per granaglie, tombe

ed utensili in pietra.

La cultura Longshan dello Shandong si distingue dalla Dawenkou per le produzioni più alte e

slanciate, la ceramica sottilissima (detta a guscio d’uovo), per i motivi decorativi, le mura in terra

battuta che circondano le case e le ossa usate per la divinazione. Questa fase ha prodotto anche

oggetti in legno.

 Il vasellame (per la gran parte probabilmente ad uso rituale) è elaborato e presenta incisioni

13

e trafori. Le nuove tipologie rispettano maggiormente le proporzioni .

 Le città sono circondate da cinte murarie con una o due aperture e sono approvvigionate dai

14

villaggi circostanti. Le abitazioni hanno una base di terra battuta .

 L’ordine sociale è molto diversificato e molto più simile alla prima fase del bronzo che alle

culture neolitiche. Nelle tombe sono presenti ossa sacrificali, usate anche nelle prime

dinastie. La guerra è istituzionalizzata. Comincia una prima lavorazione dei metalli. I

villaggi erano densamente abitati tanto che ora, accanto alle tombe più importanti se ne

15

trovano migliaia di molto piccole . Nelle tombe si ritrovano anche campane in rame, vasi

laccati, giade e tamburi. L’intera produzione artistica rispecchia un bisogno da parte della

classe al potere di razionalizzare simboli culturali e religiosi e di enfatizzare concetti come,

ad esempio, l’unione tra Cielo-Figlio del Cielo, discendenti-antenati, uomo-natura, rituali-

sacrifici.

13 Quelle più comuni sono il tripode ding, la tazza dou, il tripode gui, che hanno tutti una base alta e slanciata. Come

vasi rituali abbiamo il li, un tripode con i piedi cavi.

14 Questa verrà usata anche durante le prime dinastie.

15 Come nel sito di Taosi (sud dello Shaanxi). Le ceramiche di Taosi presentano similitudini con quelle Yangshao tanto

che questa tradizione arriverà alle prime decorazioni sui bronzi di Erlitou e Zhengzhou.

 Per quel che riguarda lo sviluppo agricolo, furono probabilmente le culture di Majiabang

(5.000 – 3.500 a.C) e Hemudu (5.000 – 3.300 a.C), stanziate ad est nello Zhejiang e nel

Jiangsu, ad iniziare la coltivazione del riso. Alla prima cultura sono associate ceramiche

marroni e alla seconda nere.

Imperatori ed eroi

I cinesi fecero discendere i primi sovrani dal cielo e li considerarono portatori delle innovazioni

tecniche necessarie alla sopravvivenza del popolo.

Nello Shujing “il Classico dei documenti” e nello Shiji vengono citati i primi 5 sovrani predinastici

(i “Cinque Di”): Shaoan, Zhuanxu, Diku, Yao e Shun. In epoca Han vennero aggiunti i tre Huang:

Fuxi, Shennong e Huangdi. Tutti collegati ad una presunta “età dell’oro” in cui questi governarono

portando sapienza. Discendente di Huangdi sarebbe Yu, responsabile delle difese contro le

inondazione (argini, campi arginati ecc..).

2. L’ETÀ DEL BRONZO E LE PRIME DINASTIE

L’inizio della lavorazione dei metalli corrisponde alle prime dinastie della Cina (Xia, Shang e

Zhou) stanziate a nord dal XXI al III sec. a.C.

La dinastia Xia

A Fuxi venne attribuita l’invenzione della scrittura, della musica, del matrimonio e

dell’allevamento. A Shennong le conoscenze agricole, mediche e commerciali. A Huangdi

l’invenzione della bussola, il calendario, la ruota, la scrittura e la ceramica. A Yao le difese fluviali:

costui nominò come successore non il figlio, ma Shun, che a suo volta scelse come proprio

16

successore Yu, primo re della dinastia Xia e della Cina. Costui si occupò di proteggere gli abitanti

dalle inondazioni, testimoniate storicamente in questo periodo. L’841 a.C. resta comunque la prima

data certa della storia cinese.

La dinastia Xia (2.200 – 1.500 a.C.) era stanziata probabilmente nell’ansa sud-occidentale dello

Huanghe. Il sito di Erlitou ( ad est di Luoyang) sembra confermare l’esistenza di questa dinastia.

→ Erlitou: ritrovata una gran quantità di ceramica grigia datata tra le culture neolitiche locali e la

prima fase Shang di Zhengzhou; alcune ceramiche hanno marchi incisi, forse esempi di scrittura. In

molte tombe sono state trovate armi in bronzo, vasi e giade. I bronzi sono soprattutto jue, jia, he,

ding, li, piccole campane ed alcune maschere zoomorfe; questi servivano per cibi e bevande durante

le cerimonie. La tecnica bronzea consisteva nella fusione in stampi di argilla a sezione; i bronzi qui

sono spesso privi di decorazioni. Probabilmente i primi bronzi rituali erano legati alla classe al

potere e rimpiazzarono la giada. Quelli di Erlitou erano fatti con una lega di rame e stagno versata

fusa su matrici di terracotta in più parti, poi assemblate. La tipologia delle forme, come delle

tecniche di cottura devono molto alle culture precedenti. Ad Erlitou sono state ritrovate inoltre armi

in bronzo tra le quali vi sono asce e lame; strumenti agricoli tra cui un aratro, punteruoli, armi da

16 Il tutto intorno al 2208 a.C.

taglio, punte di freccia e ami. Documentato l’uso della lacca per ricoprire i sarcofagi. In questo sito

di 1.5 x 2.5 km non vi sono mura di recinzione e gli scavi datano gli strati I e II tra il 2.400 e il

1.900 a.C e gli strati III e IV tra il 1.450 e il 1.250 a.C., epoca in cui vennero costruiti i due palazzi

più importanti vicino ai quali giacevano piccole abitazioni, forni per ceramica, strade, una fonderia

e alcune tombe.. Le strutture presentano una base di terra battuta ed entrambi i palazzi hanno pianta

rettangolare.

Il primo misura 108 x 100 m; l’intera struttura è rialzata di 80 cm e nella parte nord vi è una sala.

Attorno alla costruzione vi era un muro di terra battuta e una porta si apriva a sud. Vicino a questa

strutture sono rinvenuti resti di strutture accessorie. Palazzo n° 1 Erlitou

Il secondo, collocato a nord-est rispetto al primo, è meglio conservato e di dimensioni 58 x 73 m. E’

costituito da una sala al centro della zona nord, posta su una piattaforma divisa internamente in tre

sezioni. Nella parte est e ovest della struttura principale vi è un corridoio e a sud un altro corridoio

raddoppiato assieme ad una grande porta.

Elementi caratteristici di quest’architettura sono: pilastri, colonne, mura non portanti, piattaforme in

terra battuta, gallerie e condotte in terracotta per il drenaggio dell’acqua.

Questo complessi possono essere dunque considerati tempi-palazzi. 17

L’ampio spazio che circonda la sala può essere considerato come esempio di cortile , elemento

che, ancora oggi, è fondamentale nelle abitazioni. Il cortile, probabilmente usato per scopi rituali, è

separato, assieme alla sala, dallo spazio esterno per mezzo delle gallerie.

Nello Shiji è nominato in questo periodo per la prima volta l’uso di tegole per il tetto.

Durante queste prime dinastie erano venerati il Cielo (che era una cosa sola con l’uomo), la Terra,

le Montagne, i Fiumi e gli Antenati.

La dinastia Shang

Secondo la leggenda, dall’età neolitica a quella dei metalli si susseguirono calamità di vario genere,

17 Il primo esempio si deve probabilmente far risalire al sito di Xipi, scoperto nel 2002 e datato circa a 5.500 anni fa.

18

finchè Tang il Grande, si fece carico del mandato celeste e diede inizio alla dinastia Shang (1.766

– 1.122 a.C oppure 1.523 – 1.027 a.C). Inizialmente, però, il Cielo non sembrò favorevole e per

manifestare ciò, colpì il paese con sette anni di siccità, che cessarono quanto Tang si sacrificò. Circa

29 re gli succedettero e spostarono varie volte la capitale, anche se ci pervengono solo le ultime

due: Zhengzhou e Yinxu (attuale Anyang nell’ Henan).

Gli Shang probabilmente erano potentemente radicati sul territorio già prima di sostituirsi agli Xia,

quindi probabilmente vi fu un periodo di sovrapposizione dinastica. Gli Shang provenivano

probabilmente da nord ed estesero, un volta affermati, i propri domini.

Secondo le fonti il re Tang, nel 1560 spostò la capitale a Bo (o Ao), che, con tutta probabilità

corrisponde ad Erligang (Henan) vicino a Zhengzhou.

19

→ Erligang : Portate alla luce fondamenta di una cinta muraria di circa 7 km. Nella parte nord-est

si costruirono vari palazzi su una piattaforma di terra di 300 x 150 m. Tutto ciò richiese un’evidente

organizzazione e una consistenze forza sociale. Al di fuori delle mura vi erano abitazioni di

artigiani, magazzini tombe e laboratori. Nonostante le fortificazioni fu attaccata più volte ed i centri

cittadini successivi si spostarono verso nord-ovest, dove le montagne offrivano una protezione

naturale. Grazie ai bronzi rinvenuti si evidenzia un notevole sviluppo della metallurgia. Compaiono

nuove forme come il gong, lo zun e il li. I motivi decorativi diventano complessi e si sviluppa anche

20

la rappresentazione della maschera Taotie .

→ Xiaotun: scoperta nel 1899, ultima capitale della dinastia Shang, abitata dal 1.300 a.C. che mette

21

in evidenza attraverso la sua monumentalità una forte monarchia centralizzata . E’ composta dalla

città vera e propria (Xiaotun) e la necropoli (Xibeigang), entrambe sulle rive dell’Huan. Qui si

attesta la presenza di piattaforme in terra battuta e rituali legati ai sacrifici umani. La zona di

Xiaotung presenta tre diverse zone:

15 strutture rettangolari parallele su piattaforme in terra battuta a nord (area probabilmente

o dedicata ai palazzi);

Un’area centrale (adibita forse a zona di templi) con 21 edifici a pianta rettangolare e

o centrale accompagnati da una serie di sepolture, che spesso presentano carri da guerra con

22

cavalli . Gli edifici sono disposti su tre file e vi è una parte centrale che presenta tre grandi

strutture a cinque porte. Nella parte sottostanze si evidenzia un complesso sistema di

drenaggio delle acque. E’ presente anche una struttura che fa pensare ad un altare

cerimoniale;

18 Il nome deriva dalla capitale in cui è iniziata la dinastia.

19 Non lontana da Erligang fu rinvenuto anche il sito di Yanshi, forse la capitale secondaria, nella quale sono stati

rinvenuti a sud tre complessi a forma quadrata.

20 Questa raffigurazione è presente già nella cultura Longshan. Si tratta di un insieme di animali visti di profilo che, una

volta accostati, formano una maschera animale vista di fronte, ove sono riconoscibili varie parti dei diversi animali.

Forse, in tempi antichi, rappresentava un avversario di Shang Di, signore di tutte le direzioni e degli uomini.

21 Un esempio di palazzo ben conservato è costituito da quello di Panlongcheng (Hubei), del periodo medio Shang.

Circondato da mura, il complesso era contemporaneo alla prima fase di Erligang. Il palazzo era probabilmente diviso in

quattro stanze circondate da una veranda esterna coperta da un tetto. Nelle piattaforme venivano inserite pietre che

sostenevano i pilastri in legno, ai quali venivano appoggiate le travi e così il tetto.

22 Elemento importante della società del tempo.


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ninja13

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Appunti sui Lineamenti di storia dell'arte della Cina della professoressa Alabiso Alida il cui inizio va da dalle origini della Cina fino al primo imperatore.
Negli appunti della professoressa Alabiso sui Lineamenti di storia dell'arte della Cina si analizza il territorio a partire dal Paleolitico per passare poi attraverso le varie culture che negi secoli hanno interessato il Paese cinese.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in archeologia e cultura dell'oriente e dell'occidente
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Alabiso Alida.

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