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Libro antico, Archivistica Appunti scolastici Premium

Appunti di Archivistica per l’esame del professor Montecchi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la produzione, i primi stampatori attivi a Venezia, Nicolas Jonson, e le famiglie Priuli e Agostini, noti banchieri, il consumo: lettori, biblioteche, librai.

Esame di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia docente Prof. G. Montecchi

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osteggiata dal potere xk considerata un materiale troppo debole. La prima cartiera in Europa è

quella di Xativa del 1151, in Italia invece vi quella di Fabriano del 1276.

Nel 400 importanti furono i cartai milanesi Donego e Sacchella, ma fu la Francia ad avere il

primato nel XVI. Per la produzione della carte il primo processo è quello della raccolta degli stracci,

poi la cernita, il lavaggio, la bollitura.

Si passava poi alle vasche(tini)per ottenere l’isolamento della cellulosa, veniva aggiunta la calce.

L’impasto veniva tagliuzzato, passato nella forma e tagliata mediante fili metallici. Importante era la

filigrana che serviva per il marchio della fabbrica collocata al centro del foglio.

La pasta veniva lasciata ad essiccare e si procedeva alla satinatura, la carta veniva tagliata

secondo gli usi. Importante sono i caratteri che ci fanno conoscere le tracce lasciate sui libri, non

sappiamo con esattezza i tentativi di perfezionamento dei caratteri di metallo.

La scarsa documentazione è da attribuire agli artigiani che non amavano divulgare le tecniche. I

caratteri vennero chiamati così x la prima volta da Decadio nel 400. I caratteri composti in metallo

venivano allineati mediante la forma, attraverso il metallo fuso si formava l’occhio del carattere,

ossia la parte che trasferiva l’inchiostro sulla carattere. È Biringucci a fornirci la prima descrizione

della fusione dei caratteri.

Solo nel 500 diviene un vero e proprio mestiere. Plantin di Anvera possiede un vasto assortimento

di matrici, caratteri e punzoni. La sua è una delle 3 grandi fonderie europee fino al XVIII.

Tra i maggiori caratteri ricordiamo il romano gotico e corsivo. Altro elemento basilare è l’inchiostro,

le sue notizie sono scarse. Secondo Stoyle nella premessa al libro di Bloy, l’opera principale sugli

inchiostri, le notizie scarse si devono ai tipografie che non rivelano le loro arti. L’inchiostro nasce

con la tipografia, soluzioni acquose avente come pigmento il nerofumo. La soluzione consiste in un

inchiostro oleoso proveniente dalla pittura ad olio, dei fiamminghi. Il diario della stamperia di Ripoli

del 400 enumera i vari materiali utilizzati senza svelarne le ricette: olio di lino, trementina, cinabro,

lacca. Il pigmento nerofumo invece proveniva dal nerofumo di lampada o macassite, il nerofumo

proveniva da resine bruciate. Il primo tipografo specializzato è Guillame de Lsunay. Importante era

anche il torchio le cui origini sono oscure , strumento famigliare dell’epoca di Gutenberg e Coster.

Era uno strumento in legno con parti mobili:

• Carrello che trasportava la carta

• Pressa dove il foglio era premuto su caratteri.

La struttura era basata su 2 portanti di 2m, nel tempo subì varie modifiche, fino al suo abbandono

nel XIX sec. La nascita del libro è strettamente legata al lavoro degli uomini ( autori, editori, librai).

L’autore è colui che produce il prodotto, non considerato un vero lavoro in antichità, si avvia un

processo lunghissimo per la sua affermazione.

L’editore è una figura importantissima in quanto da loro dipende la fortuna del libro, sviluppa

capacitò amministrative economiche e di mercato. Si pasa poi al lavoro del tipografo, si possono

individuare 2 modi di produrre:

• Continuo e composizione: ogni pressa lavora continuamente ad un singolo volume, e sta al

passo con il torchio

• Simultaneo: dove stampa e composizione seguono ritmi differenti.

Esistono varie figure nella produzione: tiratore , battitore e artigiani che lavoravano diverse ore al

giorno, e non sorprende la loro organizzazione in sindacati. Solo i compositori svolgevano un

lavoro meno faticoso anche se sedentario, dovendo disporre i carattere in ordine nel compositoio,

si passava alla tiratura delle bozze, correzione. Il torcoliere era un personaggio con grande forza

fisica e poca cultura. Infine vi era il correttore che era una figura non fissa.

Le istituzioni curate da Conor Fahy e Campanini ci consentono di conoscere meglio

l’organizzazione del lavoro:

Lessico dei tipografi-Aspetti tecnici- Attrezzature- salari.

2)il consumo: lettori, biblioteche, librai

L’aspetto più interessante ed essenziale dell’utilizzo del libro è la lettura, che comprende una serie

di pratiche diverse a seconda delle situazioni.

La stampa non ha cambiato il modo di leggere ma ha modificato la scrittura attraverso formati e

caratteri differenti e attraverso le nuove tecnologie e sperimentazioni all’avanguardia. Le

biblioteche sono i soggetti principali che figurano come possessori di libri antichi, le note di

appartenenza sono timbri e collocazione.

La distribuzione del libro avveniva tramite la vendita al dettaglio di botteghe specializzate,

ambulanti, venditori di santini, stampe e libretti popolari.

3) lo spazio visivo

Secondo l’ISBD il frontespizio è una pagina, che presenta l’informazione circa pubblicazione

stessa e l’opera contenuta. È la carta d’identità del libro. La sua fortuna è da attribuire ad una serie

di fattori: affermazione nel 500 dell’appartenenza dell’opere, funzione pubblicitaria che gli viene

affidata. Raccoglie vari elementi che prima erano sparsi nel libro. Nel 700 tornano i canoni del

frontespizio. Importante è anche la marca che è l’etichetta del prodotto e che testimonia il pregio

del libro.. importante è il colophon ossia una dichiarazione alla fine del libro che reca info su

edizione stampa, cade in disuso nel XVII, prende il nome dalla sua forma triangolare.

Per quanto riguarda la struttura, il libro è un insieme di fascicoli che si ottengono piegando o

cucendo + fogli. Il foglio è una componente minima . le dimensioni del libro variano a seconda del

foglio utilizzato. Caratteristico dei libri antichi è il richiamo aggiunto a fine pagina, con le lettere

della prima parola. L’illustrazione compare subito come un elemento dei libri stampati, si trovano 3

tipi di immagini: a mano, silografia, e calcografia.

Il libro è caratterizzato dalla sua legatura, che è composta da : legatura piena, mezza legatura,

dorso, nervature e rialzi, spigoli, capitelli, taglio piede-testa, segnalibro.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in archivistica e biblioteconomia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Montecchi Giorgio.

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