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Il pensiero di Montesquieu sulla democrazia e la divisione dei poteri

Il popolo deve affidare il compito a persone di fiducia, un concetto essenziale nella democrazia rappresentativa, sebbene Montesquieu non la preferisca. Egli prevede l'esistenza di corpi intermedi subordinati e dipendenti che mediano tra il cittadino e il sovrano. Il rapporto tra intellettuali e sovrano porterà all'abolizione della proprietà privata, ma il mantenimento dei corpi intermedi impedisce questa abolizione.

La divisione dei poteri

Un altro elemento caratteristico della divisione dei poteri è la garanzia della libertà politica. Questa non è la possibilità di deporre arbitrariamente un sovrano, ma consiste nel non poter fare ciò che si vuole e nel poter fare ciò che è concesso fare. Sono determinate leggi che regolano i rapporti tra cittadini. Perché non si abusi del potere è necessario che il potere stesso si freni. Nessun potere può prevaricare l'altro.

Il ruolo dei poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo

È qui che si auspica la divisione dei poteri: legislativo, giudiziario ed esecutivo. Per Montesquieu ogni potere regola l'altro. Il potere giudiziario è a termine. Il potere legislativo, che regola il potere, prevede due camere:

  • Ereditaria: avuta per nascita
  • Elettiva: rappresentanti eletti dal popolo

Laddove non c'è un accordo tra le due camere, il potere esecutivo ha parte in causa. La camera elettiva, essendo più numerosa, può generare una degenerazione sociale. Rotru cercherà di esplicare nelle sue teorie alcune "idee" per fermare la massiccia invadenza della camera elettiva.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

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