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Introduzione

Lunedì 22 aprile 2013. Parleremo del secolo breve: 193-235 d.C. Siamo nel III d.C. per capirne le dinamiche dobbiamo però fare un salto indietro. Il II secolo è caratterizzato dalla gestione dell’impero da parte di grandi imperatori, l’impero romano raggiunge in questo periodo la sua massima prosperità. Le élites locali mostrano grande consapevolezza di questo periodo di benessere dovuto a una buona gestione politica: l’“Elogio a Roma” del 143 d.C., sotto Antonino Pio, è un giudizio entusiastico che si tramanderà per secoli: l’impero è al suo apogeo.

Uno studioso inglese del ‘700 indica senza esitazioni il II secolo come periodo più prospero di Roma, ma la storiografia moderna vede già nel II secolo i germi della crisi del III. Infatti, con le numerose guerre di conquista e il conseguente aumento del numero di schiavi fu difficile portare a termine una seria programmazione dell’economia a favore dei ceti più deboli. Insomma, questi imperatori vengono accusati di bassa lungimiranza nel cogliere le contraddizioni del sistema che portarono poi ai disastri dell’epoca successiva. Si può quindi definire questo secolo biblicamente come un gigante dai piedi d’argilla.

Da riconoscere a questi imperatori è la grande volontà di mediazione tra potere imperiale e senato proponendo quel modello propagandistico di Optimus Princeps individuato con criteri meritocratici e non ereditari. (scelta facilitata dall’assenza di figli maschi: Nerva, Adriano, Traiano). Porrà fine a questo Marco Aurelio con la scelta di nominare imperatore suo figlio Commodo.

Fonti letterarie

Tre fonti letterarie ci aiutano a affrontare questo periodo:

  • Cassio Dione: storico greco, testimone oculare degli eventi all’epoca dei Severi (libri 74-80 della sua "Historia"). Rivestirà il consolato al tempo degli ultimi dei Severi. Non possediamo la sua opera completa, ma solo dei riassunti posteriori (Sifilino XI sec). Di estrazione senatoriale, ma più affidabile e moderato dell’autore dell’Historia Augusta.
  • Historia Augusta: raccolta delle biografie degli imperatori da Adriano a Carino/Ecumeriano (285). Problema storiografico: tradizionalmente attribuita a più autori (dai nomi evidentemente di fantasia) vissuti nel periodo di Diocleziano a Costantino, è considerata dagli storici moderni opera di un solo autore appartenente alla cerchia più tradizionalista del senato e vissuto attorno al IV-V secolo (voluta retrodatazione al fine di nobilitare l’opera). Si dice sia un “problema di falsificazione storiografica” perché porta all’estremo le caratteristiche tendenti all’invenzione tipiche dell’opera di Svetonio (il quale fa una biografia dei 12 Cesari). L’autore dell’Historia si propone di continuare la biografia dove Svetonio l’aveva terminata. Dobbiamo sempre ricordarci della scarsa attendibilità di quest’opera poiché l’autore ha un punto di vista senatoriale fortemente accentuato.
  • Erodiano: storico di estrazione sociale più bassa, utilizza materiali di seconda mano di Cassio Dione che manipola secondo un gusto popolare. Autore di una raccolta scritta in greco “Le cose dopo Marco Aurelio”.

Commodo

Salito al trono dopo Marco Aurelio che pone fine alla scelta del migliore e lo elegge suo successore nel 180 d.C., riconosciuto dal senato e dall’esercito, Commodo attuò una politica ben diversa da quella paterna. Si rende conto che gli ideali umanistici del padre non erano sufficienti per avere l’appoggio di tutto l’impero, allora si appoggia alle fasce popolari. Ebbe quindi grande attenzione per il popolo: elargizioni (140 dracme a ogni cittadino dice Cassio Dione).

Commodo seppe cogliere inoltre la diffusa necessità dei cittadini di pace. Pose fine alla guerra e questo suscitò la reazione dell’aristocrazia senatoria come una scelta indegna per un romano. Nel IV secolo Eusebio di Cesarea invece celebra la pace ristabilita da Commodo e il clima di tolleranza religiosa di cui il cristianesimo poteva godere in questo periodo. Voce comune che Marcia (concubina di Commodo) fosse cristiana.

Rimase fedele ai culti tradizionali (si faceva chiamare Ercole). Attenzione anche ai riti orientali. Involuzione autoritaria: ridimensionò le idee umanitarie del padre e attuò una politica più autoritaria (“stai attento a non cesarizzarti, a non imperniarti troppo della porpora” disse a se stesso). Ucciso nel 192, il senato ordina la distruzione del suo simulacro per erigere al suo posto una statua della libertà.

Pertinace

I congiurati eleggono Pertinace (appartenente all’ordine equestre. Entrato in senato grazie all’Ad Lectio di Marco Aurelio - scelta). Proconsole in Africa, rivestiva il consolato ordinario (collega di Commodo) e prefectus urbis. Aveva l’approvazione dei pretoriani e del senato. L’Historia Augusta presenta positivamente questo autore e insiste sulle misure riformiste da lui prese. Tema propagandato: equitas (esempio nella moneta nelle fotocopie). Colpo di stato dei pretoriani il 28 marzo 193.

Didio Giuliano

I senatori e i pretoriani erano indecisi tra i candidati: Sulpiciano Didio Giuliano (genero di Pertinace) e il senatore milanese che promise ai pretoriani di ristabilire la memoria di Commodo e un donativo superiore del contendente). “Impero messo all’asta”: Cassio Dione 74/11. Giuliano che offrì ai soldati di più venne proclamato imperatore. Cerca di propagandare nelle sue monete di essere Rector Orbis: governatore del mondo, ma il suo potere era anche inferiore a Pertinace.

Settimio Severo

Nel frattempo le legioni iniziavano a muoversi. Nel 192 le legioni di Pannonio guidate da Settimio Severo elevarono il comandante alla porpora imperiale. Settimio Severo si propone come vendicatore di Pertinace e infatti assume il suo nome. Contemporaneamente le truppe di Siria eleggono al trono Pescemio Nigro. Mentre in Britannia viene eletto Clodio Albino. Ma Severo sapendo di non poter operare su due fronti, allea al consolato Clodio Albino e si volge contro Pescemio Nigro.

Didio Giuliano viene condannato a morte dal senato, lui impaurito cerca di comprare l’appoggio dei soldati, ma loro delusi dalle promesse precedenti non si muovono. Nel 193 Settimio Severo entra a Roma in abiti civili, segno di rispetto per il senato a cui fa anche delle promesse: non avrebbe mai mandato a morte alcun senatore e nessuna confisca dei beni se non dopo un regolare processo. In realtà il suo primo atto di governo è molto innovativo: scioglie le corti pretoriali romano-italiche e inserisce un personale di fiducia proveniente dai suoi eserciti provinciali. Scelta denigrata dalla storiografia senatoria. Accusa: Settimio Severo impediva alla gioventù italica di dedicarsi all’élite militare (devono volgersi al banditismo e alla carriera di gladiatori e riempie Roma di soldati zotici).

Settimio Severo si volge verso Pescemio Nigro che cerca rifugio nella capitale di Siria, Antiochia, ma viene catturato e ucciso mentre cerca di fuggire dal re dei Parti. Gravi misure prese ai danni dei partigiani di Nigro e delle città che lo avevano sostenuto. Antiochia perde il nome di città e viene degradata a villaggio sottomesso alla vicina Laudicia. Anche Bisanzio che cede un anno dopo e Nicea ebbero lo stesso trattamento a vantaggio di Perino e Nicomedia. La grande provincia di Siria, rimasta intatta da Pompeo, viene divisa in due: la Celesiria (due legioni governate da un ex console) e la Siria Fenice (una legione governata da un ex pretore). Per impedire che in futuro un governatore avesse una forza tale da aspirare all’impero. Pescemio Nigro aveva avuto l’appoggio di piccoli stati orientali (cuscinetto tra parti e romani). Settimio respinge ogni proposta di accordo da parte di queste città, arriva a Misini? (capitale della Mesopotamia) dove marcia poi contro Edessa permettendo all’imperatore di ottenere quei cognomi che gli vengono dalla vittoria riportata sui nemici: arabicus e adiabenicus. Contestualmente Settimio riorganizza i territori oltre l’Eufrate organizzando la nuova provincia di Ostorne? salvaguardando Edessa. Alla Mesopotamia vengono assegnate due legioni (si comporta come Augusto in Egitto: vieta ai senatori di metterci piede). Il Prefetto di Mesopotamia concorrerà con il Prefetto di Egitto per essere considerato il massimo della carriera equestre.

Presenza di una legione sui Colli Albani: fine smilitarizzazione Italia. La sua è una politica attiva sul fronte orientale. Ridisegnamento dei confini e aumento degli effettivi regionali: sforzo crescente. Pone due legioni in Mesopotamia vuole attuare una politica bellicosa e aggressiva. Il risultato fu quello di mettere in ginocchio le capacità di reazione dei Parti che non riuscirono a tener testa a Roma. Attorno agli anni 20 del III secolo, ai Parti si sostituiscono i sassanidi premesse in questa politica di Severo. La sua è una politica militare. Questi successi gli consentono di incidere sulle monete immagini di trofei prigionieri simboli di vittoria.

A sua moglie Giulia Domnia (dinastia siriana) dà il titolo di Mater castorum: madre dell’accampamento: titolo che verrà portato da tutte le principesse della dinastia. Si proclama discendente di Marco Aurelio. La discendenza è fasulla per nobilitare la sua figura. Per l’occasione il suo primo figlio Caracalla fu chiamato Marco Aurelio Antonino. Settimio non solo era pronto a fare a meno di Clodio Albino (che si era accontentato del titolo di cesare ed era rimasto buono in occidente) personaggio molle e inattivo. Settimo Severo lo fa dichiarare nemico pubblico, ritorna in occidente, cerca di dare al suo potere un carattere dinastico: nomina cesare che comincia ad apparire sulle monete come il garante dell’avvenire, incarnazione delle speranze dei cittadini: spes perpetua (alla speranza perpetua). Altre in cui c’è Caracalla giovinetto in cui viene definito: salute e salvezza del genere umano.

Clodio Albino si fa proclamare imperatore dalle sue truppe e dalla Britannia scende in Gallia nel 197 ma perderà lo scontro. Vittoria di Settimo Severo grazie alla cavalleria e suicidio di Albino con conseguente persecuzione dei suoi seguaci. Accrescimento risorse del tesoro imperiale. Molti dei senatori sostenevano Albino, questo crea un punto di svolta nel rapporto con il senato: la clemenza un tempo mostrata da Cesare era segno di debolezza e mette a morte un numero considerevole di senatori. Divinizza Commodo (imperatore odiato dal senato).

Nisidi? sotto assedio, Settimio Severo parte per l’oriente portandosi dietro tutta la famiglia. Il re di Edessa mette a sua disposizione le truppe. Libera Nisidi e fa costruire una grande flotta, prende Tisifonte capitale del regno partico. Erodiamo dice che la presa di Tisifonte fu un fatto casuale: grazie al vento favorevole. La vittoria costringe il re di Armenia a fare un atto di formale sottomissione a Roma. All’inizio del 198 Settimio Severo assume anche il cognomen di Particus Maximus.

Dopo aver assestato l’Oriente nel 198 Settimio prosegue in Egitto. Paese affascinante. Historia Augusta emette in luce il grande interesse con cui il principe visitò questo luogo, si fece incantare dalle divinità egizie, monumenti antichi, animali e luoghi nuovi. Fece restaurare il colosso di Mem, a seguito di questo restauro non si sentì più il rumore che il colosso faceva al mattino e alla sera. L’Egitto gli consentiva di manifestare il suo interesse nell’astrologia e la magia. Asportò testi sacri dai templi per evitare che gli oracoli emettessero sentenze contrarie al suo potere. Visitò la tomba di Alessandro e la fece chiudere (luogo di potere pericoloso per il suo potere). Questo soggiorno dura dal 199 al 200 ed è accompagnato da alcune riforme: concessione di un’assemblea (bulé) ad Alessandria e città capitali dei Nomui - estende all’Egitto l’amministrazione locale che era propria di altri luoghi dell’impero. Inizio equiparazione dell’Egitto al resto delle province.

Nel 201 la famiglia imperiale è in Siria. Settimio era originario dell’Africa! (origine punica) ma l’altro centro di potere era la Siria da cui provengono le donne della casata. Politica orientale attuata anche per gli interessi famigliari. Nel 201 Antiochia ridotta prima a villaggio recupera la sua nomina di cittadina e il diritto di coniare monete. Era ancora li quando nel 202 diventa console per la terza volta. Torna a Roma in primavera per festeggiare il decennale del suo regno, occasione per celebrare il trionfo della guerra partica a cui parteciparono anche i figli (feste, spettacoli, venationes - spese somme esorbitanti). Cure architettoniche, ristrutturazione di zone colpite da incendi in epoca Commodiana. Segno di questa attenzione monete: Restitutor urbis. Domus augustana (palazzo reale dei Severi) in zona sud orientale del Palatino. Erezione dell’arco di Settimio Severo nel Foro romano.

Nel 203 si trova in Africa Proconsolare (Libia orientale/Tunisia) sua terra di origine. Particolari onori: ius italicum (esenzione del tributum che gravava su tutti i provinciali ma che i cittadini romani non pagavano dal tesoro di Perseo) vengono riconosciuti alla sua città natale Ecismania. Questo territorio veniva comparato al territorio italico. Misura che si affianca a una generale politica di promozione municipale di favori accordati a città africane (Utica e Cartagine) - netta ascesa economica e sociale. Severo e Caracalla rafforzano anche il limes meridionale, del deserto, con la creazione di piccoli presidi con duplice funzione: controllo risorse idriche e delle vie carovaniere che muovevano verso la costa. Qui si stabiliscono veterani dell’esercito o coloni indigeni a cui vengono lasciate le nuove terre. Stabilita la provincia di Numidia con capitale Lambesis sede della legio terzia augusta.

Nel 204 torna a Roma per festeggiare i Giochi Seculares cerimonia di origine augustea di genere religioso e ludico. Secondo una notizia che si trova solo nell’Historia Augusta (quindi dubbio di falsificazione) Settimio nel 202 avrebbe posto fine a un lungo periodo di tolleranza per emanare un provvedimento contro i giudaici e i cristiani. Ma secondo molti studiosi è una notizia falsa o comunque durò poco tempo o fu disattesa. Anche perché per tutto il III numerose circoncisioni e ampia letteratura rabbinica.

Il cristianesimo in questa fase esprime invece una vitalità spirituale straordinaria, nei primi decenni del III secolo sono attivi personaggi come Pertuliano, Origene (Africani). A questa affermazione spirituale del cristianesimo fa da riscontro il circolo di intellettuali pagani attorno a Giulia Domna tra cui Filostrato e Apollonio di Tiana di cui vengono esaltati gli aspetti miracolistici, questa figura viene contrapposta alla figura di Cristo. Impulso sincretistico di fusione religiosa.

Monarchia militare: grande appoggio sull’esercito (truppe danubiane a cui doveva la sua elezione) e sul ceto equestre a detrimento del senato. Favorisce gli eserciti provinciali a danno delle corti pretorie e a danno degli italici che perdono il loro primato sia all’interno dell’esercito che del senato che si apre a un personale africano vicino alla monarchia severiana con cui Septimio copre i buchi lasciati dalle sue proscrizioni. Riconosce all’esercito il privilegio di portare l’anello d’oro degli equestri, riconosce ai soldati i matrimoni durante il servizio (solo per i legionari e non per i pretoriani). L’esercito diventa la base di reclutamento dell’ordine equestre, provvedimenti fatti per superare la separazione tra civili e militari che c’era sempre stata. Aumenta anche lo stipendio dell’esercito fermo dai tempi di Domiziano. Riforma monetaria per disporre di più metallo prezioso riduce il peso dell’argento nel denaro.

Tutti questi provvedimenti non sono appoggiati dall’aristocrazia senatoria. Anche da Cassio Dione che ci riporta le ultime parole di Settimio ai figli “siate concordi e arricchite i soldati”. Molto diminuite le prerogative dell’assemblea senatoria, si limitava a approvare decisioni prese da altri. L’unico potere del senato è l’esclusività delle magistrature per i suoi membri. Il cursus honorum è riservato al ceto senatorio come il governo delle province. Anche se le cose cominciano a cambiare perché eccezioni (prefetto Egitto e Mesopotamia già dal tempo passato) ma già in età severiana dei comandi provinciali iniziano ad essere assegnati a procuratori equestri. Il senato viene profondamente modellato da Settimio tramite le epurazioni post sconfitta di Pescemio Nigro e Albino: accuse di alto tradimento e lesa maestà. Il numero dei senatori cresce e vengono inclusi i partigiani di Settimio provenienti da Africa e Siria.

Se il senato perde prestigio si rafforza l’istituzione della prefettura al pretorio. In età severiana è la prefettura al pretorio ad essere la più importante carica imperiale. Oltre ad essere a stretto contatto con l’imperatore gli si riconosce altre competenze in materia di giurisdizione civile che cominciano a cambiare i connotati di questa magistratura. È il supremo magistrato civile (e questo rimarrà per tutto il III secolo). Un prefetto al pretorio arriverà poi al trono imperiale! Quasi tutti i complotti dei secoli precedenti avevano visto attivo il prefetto al pretorio ma agivano nell’ombra, invece poi nel corso del III secolo prenderà sempre più potere (gli imperatori non saranno più per forza di estrazione senatoriale).

Gaio Fulvio Plauziano (africano) era prefetto al pretorio nel 197 ufficio coadiuvato con alcuni colleghi di cui si sbarazzò con l’omicidio. Quando rimase solo divenne consigliere unico di Settimio, Caracalla sposò la figlia Plautilla di Plauziano. Plauziano rivestì gli Ornamenta Consulares e entrò in Senato. Ebbe anche il titolo di Pontifex Nobilissimo (carica non chiara). Ma non era ancora il momento in cui un prefetto al pretorio potesse entrare in senato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher floriana.truffa! di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pellizzari Andrea.
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