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L'antico regime

La demografia: dal vincolo malthusiano al ciclo demografico moderno

Adam Smith: “L'economia è la gestione delle risorse (offerta) disponibili per rispondere a dei bisogni (domanda)”. Evoluzione del rapporto tra domanda e offerta (rivoluzione industriale inglese → crisi anni '70 del Novecento). Evoluzione storica: economia di mercato (capitalismo) vs economia pianificata (modello sovietico).

Economia di mercato, passaggio dalla gestione delle risorse che la natura dava e che erano vincolate ad una trasformazione di queste e la creazione di nuove risorse.

Prima della rivoluzione: 3 componenti

  • Andamento demografico
  • Sistema agricolo
  • Attività manifatturiera e commerciale

Economia preindustriale (o Antico Regime) → elevati tassi di natalità e mortalità, bassa speranza di vita (età media 25 anni). Tassi di mortalità che erano molto irregolari, con punte di mortalità straordinarie (eventi catastrofici, guerre, peste). Andamento demografico è irregolare, tassi di crescita e decrescita. Reversibilità, sulla quale si fonda il principio di Malthus. Risorse disponibili crescono in progressione aritmetica, popolazione in progressione geometrica.

Vincolo malthusiano

(Risorse crescono in modo insufficiente rispetto alla popolazione):

  1. Fase positiva, congiuntura favorevole (sistema agricolo efficiente), aumento risorse disponibili e reddito (insieme risorse disponibili per un soggetto), aumento popolazione (meno mortalità, ci si sposa prima).
  2. Tetto malthusiano, il picco, crescita popolazione genera domanda e bisogni che si scontrano con la bassa efficienza tecnologica nel produrre risorse.
  3. Fase negativa, l’offerta non cresce alla stessa velocità della domanda, aumentano i prezzi (inflazione) e calano i redditi pro-capite, trend demografico s’inverte (maggiore mortalità, matrimoni ritardati e riduzione natalità), risultato carestie e conflitti.

Secondo Malthus ogni sistema economico era destinato a finire. Il suo errore è stato quello di non considerare l’innovazione tecnologica. Dalla metà del Seicento inizia un ciclo di crescita demografica più rapido, che verso fine Settecento mostra segni di esaurimento, ma non viene interrotto da una nuova crisi. Cambiamenti nell’area nord-europea con trasformazioni economiche maturate da innovazioni tecnologiche che modificano la velocità di crescita dell’offerta con nuovi processi produttivi. Tutto questo segna un salto qualitativo e l’inizio del regime demografico moderno basato sul generare risorse.

Il sistema agricolo tradizionale e il suo superamento

Agricoltura tradizionale → assoluta centralità economica (ruralità dominante). Terra → limitata e disomogenea. Concorrenza fra campi, pascoli e boschi. Capitale → fisso (strutture per produzione) e circolante (risorse finanziarie) scarso, accumulazione lenta, rappresentava il potenziale di trasformazione del sistema. Lavoro → fattore abbondante, legato alla tecnica (attrezzi, conoscenze), risorsa principale. Interazione tra la necessità di sostenere la crescita demografica, forza lavoro e risorse disponibili. Crescita vincolata alla disponibilità delle risorse e all’unica energia possibile: quella umana (che sfrutta fonti d’energia quali carbone ed elettricità). Fondata su un paradigma energetico delle risorse naturali. Modello vincolato alla logistica delle risorse: accesso alle risorse determina la crescita. Nell’economia preindustriale no risorse no crescita.

3 variabili dell'economia classica

  • Terra
  • Capitale
  • Lavoro

Codificate da A. Smith. Il cambiamento del fattore lavoro è determinato dall’innovazione tecnica (attrezzi e conoscenze).

Agricoltura

Campi legati alla presenza di insediamenti umani, rendimenti e produttività bassi e irregolari. Bassa resa (rapporto tra fattore impiegato e prodotto ottenuto) vincolata al maggese e al fatto che l’uomo dipende dalla natura non riesce a incidere sulle risorse. 1350-1600, a Firenze, Berlino, Rotterdam e Bordeaux c’è un lento miglioramento delle tecniche. In quest’area con una lenta accumulazione di capitale si realizza il passaggio dall’economia agricola all’economia industriale. In assenza di un aumento del capitale umano per incrementare la produzione bisogna aumentare l’estensione della terra coltivata (sviluppo estensivo), più terra a coltura significa però anche negarla all’allevamento. Lo sviluppo estensivo è limitato dall’allevamento, clima e feudalesimo (chi ne ha il possesso).

Nel XV secolo dopo la scoperta dell’America si realizza una progressiva dicotomia tra Europa mediterranea (Italia, Grecia e Spagna) e del nord (Olanda, area baltica, Regno Unito).

2 percorsi di gestione della ruralità

  • Europa mediterranea, individuale e transumana
  • Europa del nord, agricoltura comunitaria (openfields)

Nord Europa: Trasformazione agricoltura precede la rivoluzione industriale. Rivoluzione agraria e agricola precedono e sono condizione necessaria e sufficiente perché si affermi l’economia di mercato (rivoluzione industriale). La terra è divisa in grandi campi (ogni contadino dispone di almeno una particella). Obiettivo di questo sistema è garantire la sopravvivenza della famiglia del contadino, bassa resa, cambia che queste grandi estensioni di terra vengono regolate dalla comunità di villaggio che le affida al contadino stabilendo quali produzioni realizzare, il primo raccolto va al villaggio; è il modello dei campi aperti, openfields.

Europa meridionale: Latifondo, grande proprietà in mano a un solo soggetto, produzione agricola legata alla monocoltura a bassa resa. Terra ha un’altra funzione → esercizio del potere (funzione politico-sociale) chi ha la terra esercita potere giudiziario. Funzione di censo e militare (feudalesimo). Diritti sulle terre, obblighi di prestazioni di lavoro e di pagamenti in denaro o in natura. Il passaggio all’economia industriale vede la scomparsa degli openfields e del sistema feudale.

Rivoluzione agraria e agricola

Cambiamento nelle strutture di proprietà della terra, da openfields a enclosure (recinzioni), rafforzamento dei diritti di proprietà.

  • Trasformazione sistema politico e istituzionale inglese
  • Processo che va di pari passo al declino economico rinascimentale (Italia) a favore del Nord Europa
  • Declino chiesa cattolica per cultura protestante, scissione. Etica protestante accetta idea del profitto

Rivoluzione agraria, riferimento alla proprietà della terra, è un cambiamento di chi ne ha la disponibilità. Rivoluzione agricola, riferimento alle tecniche di produzione, cosa e come si coltiva. Inizia tra fine ‘500, apice nel ‘600 e continua fino al ‘750 circa. Si tratta di un processo di vendita da parte delle comunità di villaggio delle terre comuni ai singoli proprietari (lords). Smembramento degli openfields, processi di concentrazione della terra in mano a pochi. Borghesia commerciale (gentry) e lords che comprano la terra. Per la prima volta il patrimonio dello stato inglese non appartiene più al re (patrimonio della corona). A gestire il patrimonio dello stato sono coloro che lo costituiscono attraverso le tasse. Introduzione sul piano economico del sistema moderno nella forma del liberalismo (rappresentanza degli interessi economici).

Enclosure Acts, approvati dalla camera dei lords, introducono modifica epocale al concetto di proprietà che diventa diritto patrimoniale non più di censo. Fine economia di regime e nascita del mercato. Prima era il re che concedeva le terre, per meriti (diritto di censo), con enclosure acts terra diventa diritto patrimoniale lo stato garante di tale diritto. Trasformazione → si produce non più per sopravvivere (agricoltura di sussistenza), ma per il mercato (agricoltura capitalistica). I contadini sperimentano 2 processi: o diventano salariati del signore o espulsi per diventare forza lavoro per le industrie. (precondizione per la rivoluzione industriale)

  • Smembramento campi aperti, diritto di proprietà come diritto patrimoniale
  • Agricoltura capitalistica, produzione specialistica per il mercato
  • Intervento istituzionale
  • Espulsione della forza lavoro contadina verso l’industria

Liberalismo elemento fondamentale (riv. francese 100 anni dopo per abolire modello feudale). Le istituzioni attraverso regole possono rendere più o meno efficiente il funzionamento del mercato. La rivoluzione agraria permette quella agricola. Cambiamento delle tecniche agricole per aumentare la resa. Corollario: cresce capitale fisso impiegato. Nuova forma di rotazione delle terre, che prende le mosse dalle sperimentazioni fatte dal duca di Norfolk che voleva eliminare il maggese per una produzione continua. Introdotte leguminose e foraggere per ripristinare la fertilità della terra. Da rotazione biennale, triennale a rotazione quadriennale senza maggese.

Secondo obiettivo: ciclo di Norfolk permette l’allevamento di animali, allevamento stabulare. Non c’è più dicotomia tra produzione cerealicola e allevamento. Ciò porta a una migliore selezione di sementi, incremento resa e processo di drenaggio per sostenere la coltivazione, e adozione di nuovi strumenti e macchinari.

Effetti: si arriva a un’agricoltura che non è più improntata all’autoconsumo (sopravvivenza) bensì al mercato; specializzazione produttiva avvalorata da costruzione di reti di trasporti, aumento rese e produttività che sono continuative, ogni anno; affermazione proprietà privata; fine degli openfields che libera lavoro e capitale per la nascente industria in città (azienda agricola genera profitto, i lord hanno capitali da investire).

Attività commerciale

Rapporto fra città e campagna. La società è prettamente rurale, politica economica incentrata sul possesso e gestione terre. Attività manifatturiera e commerciale è secondaria, marginale e con una localizzazione ben definita: le città (potenziale di sviluppo). L’urbanizzazione dall’anno 1000 vede aumento popolazione e rese agrarie, concentrazione risorse e riprese commerci. Nord Italia, Lione, Alsazia, Lorena, Olanda, Inghilterra. Mercato nasce nell’Italia centro-settentrionale nei comuni e signorie (declino sistema feudale), attraverso il mercante-imprenditore (o protoindustria) e si muove nell’Alsazia, Lorena e raggiungerà Olanda e Inghilterra (tra 600 e 700). Sistema dell’industria che dall’Inghilterra dell’800 segue lo stesso percorso. Processo che nell’età preindustriale vede una simbiosi tra città e campagna. Campagna fornisce prodotti e forza-lavoro, città smercia i prodotti (surplus artigianale).

Mercato introdotto nell’età preindustriale sotto forma del rapporto tra attività manifatturiera in città e la produzione di beni in campagna.

Manifattura → età preindustriale. Industria → età industriale. Sviluppo manifattura nell’età moderna, come sistema di produzione di beni e servizi per il mercato, che avviene in rapporto città-campagna si sviluppa tra 1500-1600. La manifattura (lavoro umano prevale su tecnologia), che si sviluppa in città assume 2 forme, differenza tra le due data dal rapporto col mercato:

  1. Manifattura urbana (corporazioni), realizza commercio di breve distanza, si produce per la città e al massimo la regione.
  2. Mercanti-imprenditori, dimensione a lungo raggio, opera sul mercato europeo. Sono anche banchieri, inventori sistema bancario e necessitano di una borsa valori.

La produzione artigianale urbana riguarda i beni e i servizi complementari alla sopravvivenza che è dipendente all’andamento della popolazione, vincolata al modello della reversibilità di Malthus.

Produzione manifattura urbana

  • Tessile: principale attività manifatturiera europea (lana e seta), cotone è importato dai paesi che hanno le colonie, non è un prodotto della campagna e gli inglesi nella sua lavorazione cambiano le regole: Calicò act. Produzione tessile che è tipico esempio di manifattura, produzione di trasformazione che non ha innovazione tecnologica. C’è un uso più o meno efficiente del lavoro umano. Inglesi introducono cambiamento, sfruttare le colonie. Calicò Act (dominazione dell’India) impongono che le colonie indiane possono esportare solo la materia prima, cotone grezzo, non i tessuti. Istituzioni cambiano le regole (camera dei lord). Obiettivo è diventare produttori del tessuto. Adottano tecnologia olandese introducendo innovazione.
  • Metalli, legata all’oro, argento e ferro. Dipende dalle possibilità di sfruttare le colonie. Da metà ‘400 è questo il settore che introduce innovazioni, sfruttamento delle miniere in profondità (estrarre acqua e innovazione dell’altoforno, del prodotto naturale, legno e carbone, ai minerali, ghisa).
  • Energia, introduzione mulini idraulici e a vento. Vincolata alla locazione delle fonti energetiche. Progressiva deforestazione con aumento costi legno e carbone vegetale. Crescita del prezzo dell’energia spinge gli inglesi a cercare una nuova fonte energetica. Costo dell’energia è un fattore vincolante nella determinazione dei processi economici.

Gli altri settori produttivi

  • Costruzioni, sistema edilizio che vede un principale operatore, la chiesa (committente).
  • Arsenali, produzione navi e armi. Richiede una produzione standardizzata in grandi quantità. Sistema economico si regge anche sulla produzione di armi, committente è lo stato, crescita industria bellica. Produzione standardizzata trasferita nel nord Europa per produrre mercato.

Corporazioni, associazioni di mestiere, nelle città. Gruppi di artigiani che svolgono le stesse attività. Caratteristiche: hanno il monopolio del mestiere; esercitano la vigilanza sulla qualità del prodotto (cosa e come si produce), esercitano il mutuo aiuto tra i soci, partecipano alla gestione del potere politico. Gestione attività manifatturiera introduce delle barriere d’ingresso all’attività, sono antitetiche al mercato, riducono la propensione ad essa. Decidere cosa e come si produce ha 2 effetti: fissa il prezzo e vincola la relazione tra domanda e offerta. Nascono e hanno un grande sviluppo nell’Italia rinascimentale. Dal ‘500 in poi vengono abolite nei paesi del nord Europa. Conseguenza economica il prezzo che praticano è più basso e fanno concorrenza al mercato italiano. Le manifatture inglesi, olandesi aprono il mercato, non serve autorizzazione.

Organizzazione della produzione in campagna (Contado)

Attività manifatturiera è secondaria, il reddito da essa derivante è integrativo. Nel 1400, area pianura Padana si sviluppa la figura del Mercante-imprenditore, vive e opera in città, collega campagna e città. Passaggio, non istituzionale, dai maestri delle corporazioni ai mercanti-imprenditori. Mercante-imprenditore, soggetto dotato di capitali finanziari che investe comprando materia prima che dà in lavorazione ai contadini. Il capitale fisso è di proprietà del mercante-imprenditore e lo fa utilizzare al contadino. Il prodotto finito viene venduto a lungo distanza, sui mercati europei; è mercante perché introduce un commercio a lunga distanza non per la sopravvivenza (si creano flussi commerciali); è imprenditore perché per la prima volta investe capitali e non produce, non lavora, dà in lavorazione. Gli interessa il profitto, fa competizione con altri mercanti-imprenditori introducendo la concorrenza.

Problemi → di sicurezza del trasporto e relativi costi; deve cambiare valuta (moneta), bisogna trovare un sistema per gestire le valute; problema di contabilizzazioni finanziarie, servono soggetti che registrino crediti e debiti. Con nascita stati nazionali vie di trasporto migliorate per il controllo del territorio.

2 modelli produttivi del mercante-imprenditore

  • Verlagssystem (putting out system), sistema anticipazione. Compra materia prima, la dà in lavorazione e poi commercializza. Contadino fa attività manifatturiera nei tempi morti per avere un reddito aggiuntivo.
  • Kaufsystem, sistema dell’acquisto. Compra semplicemente prodotti finiti per poi rivenderli, sorta d’intermediario commerciale.

Vantaggi manifattura rurale

  • Evita regolamenti corporativi
  • Sistema integrato tra città e campagna
  • Offre nuovi prodotti (di qualità e prezzo migliore)
  • Allarga il mercato
  • Innovazione nello sfruttamento di materia prima locale, che è però commerciale e non tecnologico e minor costo del lavoro

I limiti risiedono nelle difficoltà organizzative:

  • Difficile controllo sulla qualità, quantità e tempi di consegna
  • Non c’è un sistema unificato di produzione (fabbrica) ma diffuso

Commercio

La protoindustrializzazione favorisce la nascita del sistema bancario e finanziario. Mercante-imprenditore modifica commercio a lunga distanza, ultimo fattore del passaggio all’economia industriale. Attorno al commercio si sviluppa il sorpasso dell’area europea al resto del mondo. Fino al 1500 commercio a lunga distanza limitato ai beni di lusso ed era lento, caro e pericoloso. Dal XI secolo crescita e trasformazione del commercio: miglioramento infrastrutture e studi sulla navigazione.

Relazioni economiche internazionali → l’Europa nel processo di creazione di reti infrastrutturali, realizza un commercio interno che sarà la base di un recupero dell’Occidente rispetto al mondo bizantino, musulmano e cinese. Asse tra commercio, manifattura e finanze. Progressivo spostamento della supremazia economica, politica e commerciale dall’area mediterranea all’Europa del nord.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

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