Corso di teorie e storia dell'architettura del secondo novecento 2014-2015
Esposizione universale del 1851 e l'architettura contemporanea
1851: Esposizione universale, il Crystal Palace. Si parte dal 1851 per capire come è partita l'architettura contemporanea. La storia dell'architettura prevede anche lo studio dell'evoluzione dei materiali e delle tecniche costruttive scoperte e che si sono evolute con il tempo.
Il ruolo della seconda guerra mondiale
Elemento che porta a un cambiamento è la seconda guerra mondiale che ha creato una rottura fisica nel nostro paesaggio e un'opportunità grandissima per il ripensamento del paesaggio contemporaneo, una grande opportunità per architetti e urbanistica.
C'è stato un movimento che ha cercato di dare continuità a quello che era il movimento degli anni '30, ma anche negli anni a ridosso e più avanti alla guerra, di rottura rispetto a ciò che era presente prima. Il prima era visto come un linguaggio di poca anima che aveva fermato il progresso. In America non ci sono bombardamenti quindi lì c'è più continuità.
Movimento Studio Architettura (MSA)
Un movimento, Movimento Studio Architettura (MSA), cerca di darsi delle risposte dopo la guerra. Nel dopoguerra nasce il social housing ma anche viene dato un forte incremento al settore secondario e terziario.
Questi architetti all'interno dell'MSA costruiscono quindi nuove case ma anche strutture industriali. I committenti spesso han dato il loro contributo, soprattutto nei sistemi industriali.
In più una moda che già si era sviluppata nella metà degli anni '30 era di avere vicino il terziario alle industrie, ed inoltre asili, biblioteche, mense,...
Olivetti a Matera
A Matera nel '54 la gente viveva nei sassi di Matera. Viene chiamato Olivetti per dare nuove abitazioni a queste persone. Contribuiscono gente quale Quaroni,... in modo tale da fare vedere che l'Italia era in fase di evoluzione.
Fascismo e architettura
Fascismo: Nel 1932 decennale del fascismo, esposizione a Roma. 1942: ventennale del fascismo, (EUR) nuovo quartiere a Roma. All'epoca eravamo ancora molto indietro, con pochissime stazioni ferroviarie e collegamenti.
Fondatrice del movimento del '900 milanese (movimento artistico letterario e architettonico): Margherita Sarfatti. Da un valore molto importante alla cultura milanese. Quando la Sarfatti deciderà che questo movimento ha fatto il suo corso e chiede a Terragni di fare una tomba per suo figlio che è morto e qui disegna l'avvio di un nuovo periodo architettonico.
Il periodo del fascismo ha portato un grandissimo movimento di modernizzazione. La figura della donna viene messa in rilievo inoltre, perché ci sono donne potenti in quel periodo. Si costruiscono molte ferrovie e stazioni (con disegni lineari tipiche del razionalismo).
C'è il controllo della posta, vengono creati nuovi uffici postali centralizzati tutti realizzati tra il '28 e il '40. Viene lasciato spazio alle giovani italiane. Iniziano a essere tenuti da conto i bambini che vengono mandati a scuola per essere indottrinati con il fascismo.
Case del fascio e modernizzazione del territorio
Case del fascio: Casa del fascio a Como è un esempio. Guarda Palazzo Farnese e San Pietro in Montorio, ha analogie e proporzioni molto simili a quelle delle case del fascio. Non è prevista nessuna torre nel progetto della casa del fascio. Un edificio permeabile, trasparente. Lo spazio vuoto sulla destra è uno strumento di comunicazione. L'edificio è uno strumento di comunicazione.
Il territorio si modernizza attraverso la mano del fascismo, che permette una grande libertà di sperimentazione, vengono bonificate e vengono fondate città dal nulla fuori Roma. Dal '38 in poi iniziano le persecuzioni e c'è meno libertà anche per gli architetti. L'urbanistica del ventennio fascista però ha ridisegnato la civiltà contemporanea. L'architettura non ha subito danni tragici tranne nel '45 dove due del BBPR vengono arrestati e uno muore e anche altri vengono portati via.
Vengono costruiti i borghi rurali, grandi fallimenti del fascismo che cercavano di creare una rete tra le aree di produzione agricola, creando dei veri e propri borghi, per creare connessioni tra le più grandi stazioni ferroviarie.
Lettura ideologica e continuità reinventata
Alcuni propongono una lettura ideologica nella progettazione di questi borghi, seguendo una linea di pensiero più organicista (che non era proprio filo-fascista). Questo gruppo rompe le vecchie ideologie e prende come riferimento quella concezione che aveva una base americana e quindi dove c'era una ripresa di Wright e del suo mondo che rientra in Italia grazie a questi critici e architetti.
Tutta l'area sinistrorsa dell'Europa aveva una bellissima tradizione di espressionismo dell'architettura e quindi vedere dei progetti che si riconoscessero con alcune strutture pubbliche che ricordavano alcune strutture di sinistra erano ben accettate in Jugoslavia ad esempio. In particolare a Roma viene fondata l'associazione APAO, fondata su un'architettura organica.
Razionalismo e modernità
A Milano invece il problema viene dibattuto con grande interesse, perché molti erano scappati per il fascismo in Svizzera e in Svizzera fondano una nuova scuola a Losanna. In più c'era questo retaggio del razionalismo comasco come Terragni che erano stati i primi razionalisti, la loro architettura rimane molto sperimentale e comunque legata ai primi anni del fascismo.
Nasce l'idea anche di avere una continuità reinventata però. Questi signori si organizzano per ricostruire le città bombardate, il paesaggio, le industrie bombardate,... organizzandosi in un gruppo chiamato MSA. Questi studiano prima a livello di comitato scientifico, dei tipi di case a torre, a corte, della casa di quartiere (gli edifici con forma in pianta a trifoglio era tipica dell'epoca permetteva affacci diversi e un unico nucleo scale).
Ci saranno dei costruttori che avranno la fortuna di copiare i quartieri sperimentali e altri che prendono esempi sbagliati e tutti questi sono frutto del boom della speculazione edilizia. (Vedere esempi di Isozaki) con gli architetti c'è uno studio dell'astrazione, della semplificazione del segno, Asnago e Vender caratterizzata da piccoli disturbi dell'occhio, come ad esempio una leggera traslatura delle finestre rispetto alle altre, oppure serramenti in alluminio e uno in legno.
Scelgono la strada dell'essenzialità del linguaggio. Nel momento in cui loro lavoravano a Milano nel dopoguerra, poi la critica dell'architettura si dimentica di loro e restano nell'oscurità anche se continuano a costruire. Man mano che ci avviciniamo agli anni '50-'55 (periodo di Gio Ponti) le architetture diventano più sfaccettate e diversificate, con traslazioni improvvise, sembrano molto razionaliste. (Vedere esempi di Alvaro Siza)
Influenza di Alvar Aalto e la nuova generazione
Gregotti e Siza vengono influenzati da Alvar Aalto che apre la strada verso un mondo organico dell'architettura. Rogers sarà colui il quale prende spunto dai giovani. La generazione di Siza è quella di Gregotti. Un'architettura di Gregotti è l'università delle Calabrie.
Quando Siza parla della sua formazione lui dice sempre dei maestri degli anni '50 italiano oltre ad Alvar Aalto. Sotto la direzione di Kleihues si indicono concorsi internazionali dove architetti da tutto il mondo sono invitati a progettare parti di Berlino con metodi innovativi. Poi c'è il museo ebraico di Libeskind a Berlino.
Albini e l'architettura milanese
Siza è un altro protagonista di quest'epoca a cavallo tra le due guerre. Siza amava Gardel perché era molto amico di un grande maestro spagnolo Coderch. Albini ha fatto tutta la grafica della metropolitana linea 1 di Milano. Albini si è laureato con Renzo Piano.
Albini ha delle peculiarità che lo rendono abbastanza riconoscibile tra questa serie di personaggi che sono stati definiti baroni rampanti dell'architettura milanese che sono quelli sopra citati i quali appartenevano quasi tutti all'alta aristocrazia lombarda. Questi signori si differiscono per una cultura elevatissima e una grande attenzione per gli aspetti tecnologici innovativi.
Albini lo ritroviamo insieme a Gardella e Carlo Scarpa tra i grandi maestri dei grandi allestitori italiani che formano un nuovo filone innovativo in Italia. L'intervento progettuale diventa curatoriale.
Le Corbusier e l'Italia
Storia dell'arte: 22/10 Le Corbusier ha avuto una influenza in Italia? Ad esempio con Figini e Pollini, le prime case. In Svizzera si trovavano già russi che amavano il futurismo e continuano seguendo una linea ancora più avanguardistica. Il gruppo 7 e in particolare Figini e Pollini hanno una attenzione particolare per Le Corbusier.
Convento La Tourette (Le Corbusier): gli interventi architettonici comportano delle modifiche nelle azioni liturgiche all'interno del convento. Sistema domino: era uno schema strutturale. La cellula abitativa era a doppia altezza con una scala interna e un'apertura esterna.
La Triennale rimane uno strumento importantissimo di scambio di informazioni a livello internazionale. Sia Groag che Gropius frequentano la Triennale e in particolare quella di Milano che è la quinta perché prima era fatta a Monza nel parco ed era biennale (ecco perché lì si trova la casa di Figini e Pollini).
Uno degli eventi della Triennale era dedicato alle scuole di architettura nel mondo e lì si trovano tutti gli avanguardisti del momento. La Triennale come centro nevralgico dell'architettura ma anche del design perché vengono mostrati anche oggetti di design finlandesi, sedute, ecc...
La Triennale di Milano dal '32 al '33 Giovanni Nuzzo costruisce un edificio in clinker, come si usava fare nell'architettura olandese. Alla Triennale c'è una fontana realizzata da De Chirico. Alcune opere come questa sono rimaste fino a oggi. Fontana realizza la spirale luminosa, che ora è al museo del '900 ma prima era alla Triennale.
Vedere gli architetti che hanno esposto alla Triennale di Milano nel '32-'33.
Seminario 27/10 DAP Studio, (Elena Sacco)
Edifici pubblici nei piccoli centri
- Centro civico di Castellana: Prima era un vecchio edificio industriale dismesso. L'edificio era una scatola vuota priva di serramenti. Separata dal resto della città dal fiume Olona. Rimane uno spazio molto aperto e fluido le finestre sono vere e proprie vetrine di quello che succede all'interno e in più sono state introdotte le luci colorate. L'aspetto luminoso dei serramenti si trasmette anche all'interno oltre che all'esterno.
- Biblioteca Elsa Morante, Lonate Ceppino: Anche qua l'imput era ripristinare questo edificio abbandonato e in più creare un volume nuovo accessorio, che segnava che l'edificio aveva una nuova funzione. Il nuovo edificio serve a far funzionare il vecchio, contiene tutti i servizi, è un po' come un motore e l'edificio vecchio non ha bisogno così di vincoli demoliti eccetera e rimane uno spazio fluido. Davanti viene creata una piazza che garantisca un'area di rispetto. Il rivestimento in lamiera è stato progettato per rispondere alla stereometria dell'edificio ed alcune lamiere nascondono le finestre, in questi punti i buchi nelle lamiere sono stati ingranditi. È stato creato un sistema modulare.
- Centro culturale, Ranica: È stata creata una grossa piastra rispetto al tessuto urbano del paese che si proietta verso il tessuto industriale. Questa piastra ha poi una serie di bucature dentro che creano dei patii. La biblioteca diventa un luogo di incontro anche per le persone che non hanno necessità di studio in questi piccoli centri, creando una serie di spazi che possono essere interpretati con libertà da chi li usufruisce. C'è un'ampissima area a doppia altezza. Il volume superiore è in policarbonato che da un effetto bianco visto da fuori. Un patio è come una grande scatola che contiene altre scatole che sono aperte e dialogano l'una con l'altra.
- Centro della musica, Cassano d'Adda: È stata lavorata in sezione e dall'interno. C'è una grande piazza aperta per tutti in continuità con la piazza antistante. (Idea per un edificio adibito a biblioteca: creare dei frangisole verticali più o meno fitti che sembrino le pagine di un libro sfogliato)
- Sede municipale, Denkligen, Germania: Relazionarsi in modo minuto con l'intorno. 4 volumi molto semplici dal punto di vista plani volumetrico. Si creano tanti blocchi come se fossero casette sparse ma collegate tutte tra loro. Superfici in intonaco e coperture in lamiera di colore bianco (molto bello!!!)
Lezione 29/10
Casa del fascio e altri progetti di Terragni
Casa del fascio di Terragni che doveva avere una torre come simbolo del fascismo che poi non è stata fatta. Viene disegnato il fonale della stanza delle riunioni da due artisti con il fotomontaggio di Mussolini. Ristrutturazione della galleria del Milione viene affidata a Terragni e un altro architetto del gruppo 7.
Asilo Sant'Elia: Rivalutato un asilo. Pianta ad U leggermente sfalsata. C'è una zona al di fuori della U che è la mensa. Vi è l'elemento della pensilina che è fuori dal perimetro ma ci accompagna all'ingresso e una rampa per arrivare all'interno dell'asilo. C'è poi un sistema di scheletro strutturale con funzione di stendere delle vele e creare ombreggiatura alle grandi vetrate delle aule dei bambini (riferimento al doppio affaccio vetrato). Questo edificio è emblematico per la sua modernità, con spazi open space, viene coinvolta nella progettazione anche la Montessori (che aveva un insegnamento diverso dagli altri). Si mostra il razionalismo e la libertà compositiva in questo progetto. In realtà è una finta libertà, un finto open space perché i ragazzi sono sempre invitati a seguire certi percorsi.
Novocomum flats: Uno dei progetti che precede persino la casa del fascio. Vengono proposte nuove curvature nuovi fori. C'è tutto tranne le modanature al momento in cui vengono tolte le impalcature. Questo progetto ha di interessante agli angoli le scale.
Progetti di Piacentini e collaborazioni artistiche
1932: Non lontano dalla stazione Termini, realizzato dal padre del Palazzo dell'Esposizione di Roma, Piacentini, 1932 è il decennale della marcia su Roma, quindi ci sono festeggiamenti e sono chiamati gli architetti più famosi per la creazione di una stanza nel Palazzo dell'Esposizione viene affidata a Terragni e al suo amico Sironi. Si hanno delle decorazioni con delle mani che sembrano delle ali, si cerca di lavorare con un dinamismo e vibrazioni. In fondo c'è una ragnatela che piaceva molto a Sironi. Si ha uno sfondato leggermente concavo con disegnato tutto questo e che finiva con una ragnatela in sfondo. C'è una collaborazione costante quindi tra arte e architettura.
Alla Triennale di Milano all'interno del parco, Casa dell'artista: Una parte dell'edificio è destinata allo studio dell'artista, un patio e la zona dove vive la famiglia.
Monumento al ricordo del figlio: Questo è un progetto che segnerà la vittoria del mondo razionalista su quello novecentista in ambito lombardo. Nel '32 di Lingeri: uno dei soci di Terragni.
Villa Amila e altre opere di Lingeri
Villa Amila: Progetto molto interessante e certamente unica è la villa detta comunemente "AMILA", progettata ed eseguita nel 1927 da Pietro Lingeri per l'Associazione Motonautica Italiana Lario, quale succursale in centro lago della stessa società in Como. Si tratta di una costruzione particolare, una vera macchina per abitare, la risposta italiana agli insegnamenti di Le Corbusier. Le linee si ispirano in modo deciso, senza compromessi, a quelle di una nave, tutta la struttura è studiata e tesa a garantire il massimo della funzionalità anche a dispetto della forma, per altro certo originale. La terrazza semicircolare che si protende verso il lago era concepita come plancia di comando e posto d'osservazione preferenziale per le gare motonautiche che si svolgevano nello specchio d'acqua antistante. A piano terreno, un semplice ma comodo scivolo a lago serviva e serve oggi all'alaggio delle imbarcazioni che possono essere ricoverate all'interno della struttura. Al primo piano un vasto salone assolveva la funzione di sala da pranzo e di luogo di rappresentanza per le premiazioni. Un piccolo giardino antistante la costruzione serviva da "lido" per i frequentatori dell'associazione. Ormai da qualche tempo l'edificio è di proprietà di privati che l'hanno trasformato in residenza estiva alterando la disposizione interna degli spazi, mentre l'aspetto esterno è rimasto invariato, tranne che nei colori.
Case di Terragni e Lingeri a Milano
Case di Terragni e Lingeri: La prima delle 5 realizzate da loro a Milano. Vi è davanti una galleria al palazzo. In zona piazzale Lagosta, che una volta era periferia. C'è un'idea di schermo, cornice e l'interno è aggettato, nel punto in cui c'è la cornice che sbalza questa è attaccata all'edificio tramite dei balconcini per le residenze (che tanto piacevano a Gropius).
Toni Mello con un piccolo lotto a poca distanza da piazzale Lagosta, questo imprenditore fa costruire questo lotto a Terragni e Lingeri. Gli elementi chiusi in realtà sono sfalsati così che non si schermino completamente. Anche la scala è sfalsata così tutti i piani sono diversi dagli altri.
Altra famiglia, famiglia Rustici, in Corso Sempione angolo via Procaccini, svuotata nella parte centrale, affidata sempre a Terragni e Lingeri, si ha pieno, vuoto, pieno. La famiglia Rustici vive all'ultimo livello. È un edificio che è come se si componesse di due edifici diversi separati da un vuoto centrale. Nel vuoto centrale che permette un affaccio laterale dei due corpi. Questo sistema.
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