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Storia della radio e della televisione

15.02.2012

Argomento principale: la storia della radiofonia nel mondo

Distinzione fondamentale tra radiotelegrafia e radiofonia. Esistono due modelli diversi di quest'ultima che si sono configurati fin dalla nascita della radiofonia:

  • Modello europeo – giapponese – canadese: radio e televisione pubbliche;
  • Modello americano: radio e tv private.

La radiofonia è un'applicazione della radiotelegrafia, cioè della comunicazione senza fili. Quando nasce, la radio ha l'obiettivo di mettere in comunicazione un emittente e un destinatario senza usare fili: si tratta di una rivoluzione.

La radiotelegrafia

Convenzionalmente, si ritiene il 1895 l'anno di nascita della radiotelegrafia, grazie a studi teorici sulla natura ondulatoria della luce e alla scoperta che l'aria può essere percorsa da onde lanciate da un emittente e ricevute da un destinatario. Già nel 1880 esistevano molti laboratori e studiosi che lavoravano a questa applicazione.

Marconi (italiano di madre irlandese, anglofono) è stato il primo a brevettare e a dare un corpo imprenditoriale alle sue scoperte: egli brevettò la scoperta della radiotelegrafia. Senza usare cavi, Marconi comunica usando come sistema tecnologico la radio e come codice l'alfabeto Morse (alfabeto della telegrafia). Marconi brevetta l'apparecchio radiotelegrafico nel 1896 trovando dei partner in Inghilterra ed è infatti a Londra che fonda la sua prima società, la “Marconi Wireless Telegraph Company”. Due anni dopo fonda una società gemella negli USA.

Si parla ancora di radiotelegrafia: gli apparecchi riceventi ed emittenti tentano di mettere in comunicazione persone distanti senza usare fili. All'inizio questi apparecchi vengono usati prevalentemente sulle navi e in contesto militare. L'invenzione di Marconi lascia intravedere nei settori navale – militare e commerciale enormi possibilità di guadagno, e così sarà, grazie alla grande entità del traffico navale tra fine '800 e inizio '900.

La radiotelegrafia ha una diffusione enorme in questo periodo. Dopo la tragedia del Titanic diventa obbligatorio per tutte le navi, sia commerciali che militari, l'uso della radiotelegrafia. La prima applicazione della radiotelegrafia a livello militare avviene durante la guerra tra Russia e Giappone, nel 1905. I giapponesi usano con efficacia la radiotelegrafia per la prima volta in contesto bellico. La vittoria del Giappone sulla Russia fa scalpore e fa impressione l'uso e le possibilità che da questa tecnologia.

La radiofonia

I passi della radiofonia sono invece incerti e tardi. Il suo sviluppo avviene 20 anni dopo quello della radiotelegrafia, dopo la fine del primo conflitto mondiale. Negli anni precedenti le sperimentazioni in questo settore sono sporadiche: il motivo va ricercato nel fatto che questa è un'applicazione diversa degli studi sulla radio, considerata inizialmente ludica. Si stenta a capire le potenzialità commerciali della radiofonia. Fu necessaria soprattutto la scoperta di un elemento fondamentale per l'espansione della radiofonia: il triodo, valvola applicata agli apparecchi riceventi che permette l'amplificazione del suono. Il triodo viene brevettato nel 1906 dall'ingegnere americano Lee De Forest che lo applica agli apparecchi radiotelegrafici. Non è stato però il primo ad usarlo perché preceduto dal fisico canadese Reginald Fessenden: egli trasmise per la prima volta la voce umana dal Massachusetts.

Nel 1910 Lee riuscì ad organizzare un'altra trasmissione dal vivo dal Metropolitan Museum di New York, dove stava cantando Caruso. Egli trasmise il concerto a scopi dimostrativi. Anche in Europa si fecero numerosi esperimenti: il primo che si ricorda risale al 1913 in Belgio, quando nacque la prima stazione sperimentale radiofonica; con lo scoppio della guerra però venne chiusa (il primo paese invaso dalla Germania fu il Belgio) e fino alla fine della guerra non si fecero più esperimenti di radiofonia. L'America invece non ha l'esperienza della guerra all'interno del Paese: continuano gli esperimenti e prendono corpo alcuni progetti da trasformare in attività imprenditoriali.

Ragioni del poco successo commerciale della radiofonia:

  • Costo enorme degli apparecchi riceventi, almeno quelli a valvole (successivamente si costruiscono apparecchi a galena). Erano considerati generi di lusso e non si pensava ancora alla possibilità di costruire apparecchi a costi più bassi. All'inizio non si comprende la possibilità dell'uso di massa di questa tecnologia. Dopo poco l'industria elabora apparecchi economici.
  • Riguarda soprattutto l'Europa. All'inizio la radio è intesa come un sostituto dei mezzi di comunicazione tradizionali (telefono, telegrafo), un mezzo più raffinato e interessante perché senza fili. È concepita per uso privato, cosa che presuppone la riservatezza. Invece la radiofonia era il contrario, prevedeva la diffusione pubblica. In Europa i governi sono molto attenti a questa necessità soprattutto per la prima guerra mondiale. Pochi intuiscono la possibilità che la radio sia un mezzo di svago.

Lee De Forest fa di tutto per pubblicizzare la sua invenzione e sostiene che la radio possa essere un mezzo di comunicazione di massa, ma ha poco successo. Nel 1916 egli eresse una torre alta oltre 40 metri sulla sua fabbrica e iniziò a trasmettere una partita di football americano, i risultati delle elezioni, la musica. Ma queste dimostrazioni non ebbero successo.

Un altro personaggio importante per la storia della radiofonia è David Sarnoff, un ebreo russo emigrato da piccolo in America che si impiega come fattorino alla Marconi. Ha modo di far notare la propria capacità e diventa radiotelegrafista. È lui a captare il segnale del Titanic nel 1912 e per questo diventò famoso.

Nel 1916 Sarnoff invia un progetto alla società Marconi in cui per la prima volta parla della radio come noi la concepiamo: esprime la possibilità di costruire una radio music box (una scatola che emetta suoni) e l'idea che la radio diventi uno strumento domestico con la possibilità di cambiare lunghezze d'onda. È il primo progetto industriale della radio. Questa testimonianza è riportata in uno dei primi libri di storia della radio, “History of radio to 1926”, pubblicato nel 1938 da Gleason Archer.

Il progetto di Sarnoff è ignorato dalla Marconi. Con l'entrata in guerra viene accantonata la sua idea per continuare con la radiotelegrafia. Alla fine della prima guerra il progetto decolla: Sarnoff diventa uno dei padri fondatori della moderna radiofonia e presidente della società più importante di radiofonia americana, la RCA (Radio Corporation of America), e poi della televisione (NBC).

Quindi per la radiofonia le cose cambiano nel primo dopoguerra, dalla fine del 1918 e soprattutto nel 1919: tutto avviene improvvisamente. La guerra da un lato ha ostacolato gli esperimenti di radiofonia, dall'altro durante il conflitto si era usata molto la radiotelegrafia e moltissimi soldati al fronte avevano iniziato ad acquisire questa pratica. Al ritorno dalla guerra essi diventano in gran numero radioamatori o galenisti (apparecchi a galena, usati con le cuffie). Questo sviluppo riguarda soprattutto la Germania, l'Inghilterra e la Russia.

Ragione industriale ed economica: durante la guerra l'industria che lavora per la radiotelegrafia è quella elettrotecnica. Essa fa profitti straordinari e grandi progressi tecnologici. A fine guerra questa industria possiede un grande patrimonio tecnologico ma non ha più le commesse militari. Quindi l'industria inizia a rivolgersi ad un altro settore che potrebbe funzionare in tempo di pace, quello degli apparecchi radiofonici domestici.

Iniziano ad emergere le prime società nel settore radiofonico. Si muovono non solo i pionieri della radio, ma anche le industrie e le società. In Germania, l'azienda di elettronica Telefunken (fondata a Berlino nel 1903) elabora i primi progetti di audio diffusione, ma deve fermarsi a causa dei divieti imposti alla Germania dai paesi vincitori. È all'avanguardia sia nel settore radiotelegrafico che in quello radiofonico.

In Inghilterra è presente la società di Marconi: a febbraio 1920 essa passa delle trasmissioni regolari destinate al pubblico da una stazione in Cornovaglia. Hanno un'eco molto vasta e si moltiplicherà il numero di club di radioamatori.

A poco a poco si fanno grandi passi avanti. Per esempio a Berlino, nel 1921, da una stazione viene trasmessa per intero un'opera lirica e a Mosca vengono costruite le prime stazioni.

Nel 1921 in Francia viene elaborata la radio francese. Nell'ottobre 1922 nasce la BBC (British Broadcasting Company), all'inizio privata, e il 14 ottobre 1922 viene trasmesso il suo primo servizio regolare. Due anni dopo la BBC diventa pubblica.

Nel 1923 nasce la radio tedesca; le emittenti sono controllate dallo stato.

Lo sviluppo più imponente avviene però negli USA. Nel novembre 1920, a Pittsburgh, vengono messi in onda gli esiti delle elezioni. Qui nel 1922 esistevano già 750mila apparecchi radiofonici e tra il 1922 e il 1924 nascono oltre 1000 stazioni radiofoniche.

Fattori favorevoli in questi Paesi:

  • La presenza di una solida industria elettrotecnica che permette di mettere in commercio apparecchi a prezzi contenuti; dove non c'è una forte industria il problema è l'importazione dei pezzi o delle radio stesse (es. Italia);
  • La presenza di un mercato imponente, vasto, dato sia dal numero degli abitanti che dai redditi;
  • La presenza di un'industria culturale matura (industria della stampa e dello spettacolo).

Dove esistono questi presupposti, la radio ha grande impulso. Nei paesi in cui l'industria è acerba i passi della radiofonia sono stentati.

Lo sviluppo rapido della radiofonia non riguarda solo i paesi più sviluppati, ma anche per esempio la Russia bolscevica. Quando i bolscevichi salgono al potere capiscono subito la potenzialità del mezzo, che poteva raggiungere tutta la popolazione, in gran parte analfabeta. Nel paese appena uscito da una guerra civile, il governo emana un decreto sulla centralizzazione della radiodiffusione (1919). Nel 1921 viene emanata anche un'ordinanza sulla costruzione di stazioni radio e centrali radiofoniche e telefoniche. Il 17 giugno 1921 l'agenzia di stato sovietica diffonde il primo giornale radio in altoparlanti nelle principali piazze di Mosca e nel 1922 iniziano le trasmissioni regolari. In questo caso l'impulso viene dal governo.

I modelli opposti

  1. Modello europeo – giapponese – canadese: prevede il monopolio pubblico con un'unica società controllata dallo stato; lo stato concede ad essa la possibilità di trasmettere, ma è sempre presente il controllo statale; il finanziamento deriva dal canone, una tassa che all'inizio riguardava anche gli apparecchi. Gli utenti si chiamano abbonati. L'unica eccezione è quella italiana, dove la società che nasce all'inizio prevede un doppio finanziamento, dal canone e dalla pubblicità.
  2. Modello americano: le società sono private; non si afferma il monopolio e non si parla mai di concessione ma di autorizzazione. Nel 1912 viene emanata una legge sulla radio (RADIO ACT) che dice che qualsiasi cittadino americano che voglia intraprendere un'attività nel settore della comunicazione senza fili può farlo chiedendo un'autorizzazione. È previsto un gran numero di radio private che si finanzino solo attraverso la pubblicità. L'attività radiofonica diventa commerciale, gestita da soggetti privati, di solito colossi industriali che oltre ad avere emittenti finanziate con la pubblicità vendono anche apparecchi (doppio guadagno). Lo stato americano conserva un ruolo di regolamentazione, ma non c'è anarchia. Nel 1927 viene creato un organo federale con il nome di Federal Radio Commission, trasformato poi nel 1934 in Federal Communication Commission. Ha il compito di vigilare sulle licenze, di regolare gli standard di trasmissione e deve evitare le concentrazioni monopolistiche. Questo modello è funzionale e longevo, infatti resiste anche dopo la seconda guerra mondiale.

Perché due modelli così diversi?

  • In America la radio nasce come radio commerciale, tutti devono ascoltarla. La radio americana ha l'obiettivo di accontentare i gusti del pubblico, si costituiscono palinsesti che hanno come perno la musica e l'informazione. Non ha ambizioni di altro tipo.
  • In Europa invece ha un obiettivo diverso, dettato dalla presenza del monopolio pubblico. Non ci sono obiettivi commerciali. Si ammanta di ragioni culturali e ideologiche. La radio viene investita di un ruolo speciale: formare, educare, acculturare gli ascoltatori (anche la tv degli esordi). Rimane il modello della BBC. Fino al 1938 essa è diretta da John Wright, che forma un modello di radiofonia pedagogico, secondo dei principi rigorosi condensati in un famoso slogan: "educare, informare, intrattenere". Questi principi sono applicati sia nei regimi democratici sia nei regimi totalitari (anche se in questi vengono deformati).

Nonostante le diversità, entrambi i modelli durano a lungo. Perché?

  • Ragioni tecnologiche: la tecnologia esistente al tempo non prevedeva la modulazione di frequenza. In un territorio vasto e omogeneo dal punto di vista linguistico come gli USA si può sfruttare una larga banda di onde e possono essere date molte licenze, nei piccoli paesi non è possibile (Marconi intanto scopre le onde corte per ascoltare trasmissioni lontane; prima sul territorio piccolo si poteva trasmettere in pochi).
  • Seconda ragione. Gli Usa non vivono la guerra sul proprio territorio, l'Europa si. Con la guerra in Europa si capisce l'importanza di una comunicazione senza fili controllata dallo stato. Il controllo del governo sulle comunicazioni è necessario in tempo di guerra e opportuno durante la pace.
  • Terzo motivo. La legislazione americana è in contraddizione col regime del monopolio. Il "radio act" affermava che il ministero del commercio non poteva non permettere le licenze a qualunque cittadini americano. Nel 1919 c'è un tentativo di creare in America un monopolio pubblico da parte della marina militare. Il congresso americano cerca di far approvare una legge che superi il "radio act" e che riservi il monopolio della radiodiffusione al governo centrale. La legge non passa e da quel momento l'iniziativa privata ha via libera.
  • Il quarto motivo è di tipo economico. Gli usa hanno un mercato vastissimo, linguisticamente omogeneo: è il mercato ideale per l'affermazione dell'iniziativa privata. Durante gli anni 20 decolla l'iniziativa privata anche grazie al fatto che in America c'era già la possibilità di vendere a rate. In Europa il mercato era più ristretto.
  • Ultimo motivo. In Europa è presente una cultura economica "statalista": si affaccia nella seconda metà dell'800, ha culmine nei primi 20 anni del 900, prosegue dopo la crisi del 1929 e non viene messa in discussione fino agli 60. Lo stato controlla l'economia → statalizzazione o municipalizzazione dei mezzi più importanti (acqua, ferrovie, mezzi pubblici locali, energia). La crisi del '29 alimenta ancora di più questo andamento. Per esempio in Italia lo stato, per salvare le industrie private, deve creare l'IRI. Gli usa non conoscono questa cultura: la loro è una cultura liberista del capitalismo.

L'America conosce una forte esuberanza economica fino al 1929 e parlando di radiofonia, alla crisi del 1929 il mercato era già saturo, quindi non viene molto danneggiato. Ciò non significa che anche negli Usa non ci siano oligopoli e monopoli, ma domina il modello privatistico.

In Italia

La cornice legislativa, parlando di comunicazioni senza fili, viene tracciata nel 1910. Si tratta di un progetto di legge presentato da Augusto Ciuffelli, ministro delle poste e dei telegrafi. Dopo la seconda guerra mondiale il problema sarà cosa fare della radio e da chi essa debba essere controllata (CASO ANOMALO DELL’ITALIA: ANCHE DOPO IL ’45 CON ARRIVO DEMOCRAZIA LA RADIO (E POI LA TV) RESTANO SOTTO IL CONTROLLO DELL’ESECUTIVO! E NON DEL PARLAMENTO, COME DOVEVA ESSERE NATURALE (E COME ERA Già ACCADUTO AGLI ESORDI DELLA BBC IN INGHILTERRA). Inizia un dibattito importante: all’inizio il controllo della radio viene concesso sotto il profilo tecnico al ministero delle poste, sotto il profilo culturale al ministero dell’interno. In seguito tutta la materia torna nelle mani del ministero delle poste e dei telegrafi. Questo ministero delle comunicazioni diventerà fondamentale per il controllo della Rai e della tv.

Questa legge si rifà ad un’altra legge sui telefoni, promulgata tre anni prima (1907): sancisce il controllo statale sulle comunicazioni senza fili. L’esercizio delle radio comunicazione deve rimanere nella sfera dell’esercizio pubblico. Prevede la possibilità di concessioni a una o più società.

Il controllo statale deve essere rigido per due motivi:

  1. Lo stato stava acquisendo potere nel settore industriale ed economico;
  2. Motivo di politica estera. La legge viene varata in un momento di tensione. Nel 1905 c’è la guerra tra Russia e Giappone e nel 1908 l’Austria – Ungheria decide di annettere la Bosnia, uno dei primi passi verso la guerra; l’Italia intanto sta preparando la spedizione in Libia. Era fondamentale che il controllo rimanesse statale.

Il progetto di legge diventa legge effettiva il 30 Giugno 1910. Anche in Italia la prima guerra rallenta le attività nel settore della radiofonia, però moltiplica le competenze e gli

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AkiraMoon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Piazzoni Irene Maria Luisa.
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