Estratto del documento

Storia della letteratura artistica 2014/15

Origini della letteratura artistica

Il termine letteratura artistica deriva dal manuale di Schlosser del 1924, scritto in quanto l'autore si pone il problema disciplinare e si propone di pubblicare un manuale sulla storia delle fonti dello studio della storia dell'arte, arrivando fino alla fine del settecento. Nell'introduzione dice quali sono le motivazioni che lo spingono a scrivere il manuale, ossia la raccolta della storia delle fonti che non deve essere intesa come un'antologia ma una vera e propria storia. La storia dell'arte è una disciplina nuova; solo alla fine dell'ottocento si comincia a studiare storia dell'arte nell'università, prima invece non esisteva, se non nelle accademie, ossia il luogo dove si formavano gli artisti. In Italia la cattedra in storia dell'arte viene istituita nel 1900 a Roma grazie a Venturi.

Contributi di Venturi e Longhi

Schlosser non considera tutta la letteratura artistica così come la pensiamo noi oggi, utilizza infatti solamente fonti primarie tralasciando quelle secondarie. Successivamente viene scritto un altro testo ossia: "Storia della critica d'arte" di Lionello Venturi, storico dell'arte, che scrive il testo nel 1930 e lo pubblica nel 1940 dando alla storia dell'arte un taglio più critico e filosofico rispetto a quello di Schlosser. A Venturi risponde invece Roberto Longhi, maggiore storico italiano allievo di Toesca e Venturi nato ad Alba, morto nel 1970. L'approccio di Longhi tende a privilegiare il tema della ricostruzione filologica del quadro. Alla fine degli anni '20 si rende conto che un approccio formale non esauriva tutte le domande che ci si può porre di fronte ad un'opera d'arte, la fase successiva doveva essere la ricostruzione di un contesto. Scrive un libro su Piero della Francesca e nel 1950 fonda Paragone, una rivista di storia dell'arte. In Paragone pubblica un saggio: "Proposte per una critica d'arte", dove Longhi afferma che l'opera d'arte è sempre un capolavoro relativo, l'opera deve avere un contenuto che esprime valenza qualitativa che la rende subito riconoscibile e collocabile ad un artista. L'opera d'arte di Longhi è quella che va dal vaso greco alla volta della Sistina, essa non è sola in quanto è sempre in rapporto con il suo contemporaneo e con l’opera successiva.

Il metodo di Plinio e la riscoperta dell'antico

Molto spesso Plinio, parlando di un genere, parla di una nascita, sviluppo e maturazione di un genere artistico o di una scuola. Plinio recupera questo metodo dalla retorica, lo applica all'arte, in particolare l'arte del bronzo, fornisce un modello di rappresentazione organica, partendo da un punto di origine e giunge al vertice. Al tempo di Vasari, 1500, viene adottata ancora questa rappresentazione organica nelle biografie degli artisti. Si ha una rinascita con Cimabue nell'arte del 300, uno sviluppo con l'arte del 400 e vertice da Leonardo a Michelangelo.

La Naturalis Historia ha avuto la fortuna di conservarsi anche in tempi successivi, Plinio la scrive infarcendola di aneddoti, che ricava dalla letteratura ellenistica e hanno una forte valenza didattica, serviva a fissare bene il concetto attraverso l'esempio dimostrativo. Fino al 500 l'aneddoto è punto di svolta; il più classico degli aneddoti di Plinio è quello che fa riferimento a Zeusi e le fanciulle di Crotone per rappresentare la bellezza di Elena, lo racconta attingendo alla letteratura ellenistica. L'aneddoto di Plinio fa riferimento all'idealizzazione in quanto la bellezza assoluta non è di questo mondo, non si trova in natura perché essa è corrotta, quindi la bellezza assoluta è ideale.

La Naturalis Historia si è conservata nel Medioevo. Petrarca ne aveva una copia, esso era un proto-umanista, oggi si trova nella Biblioteca nazionale di Parigi e contiene una serie di indicazioni, la utilizza per saperne di più sull'arte del dipingere. Numerosi saranno coloro che leggeranno Plinio. Nel 400, con l'invenzione della stampa, alcuni testi vengono attesi con particolare fama; l'editio princeps di Plinio, la prima edizione del testo, si ha nel 1479, pochi anni dopo l'invenzione della stampa e segnala la grande attesa di avere la Naturalis. Essa viene tradotta in volgare molto presto, perché non tutti conoscevano il latino. L'importanza di Plinio è enorme, conserva memoria di tantissime opere, il caso più clamoroso è quello del Laocoonte, realizzato nella seconda metà del I sec. Plinio in uno dei suoi libri parla della collaborazione di artisti e ha molto chiara la gerarchia degli artisti del suo tempo o più antichi, ci dice che il bronzo è molto più apprezzato del marmo. Plinio sa che molte opere potrebbero andar perse e quindi ne descrive le caratteristiche. Il Laocoonte era nella casa di Tito imperatore, lo scolpirono Atenodoro, Agesandro e Polidoro di Rodi, dice Plinio. L'importanza di questa scultura è sottolineata dal luogo dove si trova, Plinio ci dice che nonostante sia in marmo è più importante di quelle in bronzo, essa fu scolpita in un solo blocco secondo Plinio.

Ciò che ha caratterizzato il Rinascimento è proprio la scoperta nel 1506 del Laocoonte, nel pontificato di Giulio II che ha cambiato il volto di Roma. La scultura viene ritrovata in una vigna vicino il Celio. Negli anni '60 Francesco da Sangallo scrive sulle sculture di Firenze di cui aveva memoria e parla del ritrovamento del Laocoonte in un periodo in cui si trovava a Roma con il padre. Giulio II manderà Giuliano da Sangallo a vedere la vigna e Michelangelo, amico di famiglia, viene invitato da Giuliano, insieme al piccolo Francesco. Francesco afferma che il padre riconobbe subito il Laocoonte e parlò a lungo con Michelangelo di sculture antiche. Giuliano riconosce la scultura grazie alla descrizione di Plinio e l'ammira mediante il fascino che Plinio aveva tramandato nei suoi scritti. Il Laocoonte diviene oggetto di modello immediato attraverso disegni e studi. Michelangelo aveva già scolpito il David, e successivamente tutti proveranno a scolpire da un unico blocco, da Cennini a Bernini. Plinio è fonte inesauribile sulle opere cronologie e genealogie delle varie epoca, circolava sia in latino, in volgare, e infine in epitomi cioè riassunti più facili da maneggiare.

I contributi di Vitruvio

I due testi del mondo classico quindi in latino, con cui ci si confronta sono la Naturalis e il De Architectura di Vitruvio, esso è una fonte imprescindibile conservata fino a noi. Vitruvio è architetto vissuto prima di Plinio che lavora nell'età di Cesare, Cicerone fino ad Augusto, scrive tra il 22-23 d. C, si tratta di un testo in 10 libri, vuole scrivere da perito e da architetto un testo normativo, non ha un intento enciclopedico illustrativo come Plinio, ma un'importanza architettonica del suo tempo, i romani. Vuole scrivere un libro di norme del costruire, non conosciamo delle architetture sicure di Vitruvio, scrive una nomenclatura dettagliata in latino e con qualche parola tecnica in greco adattata ad uso proprio, che però ci forniscono informazioni sulla scultura greca come gli ordini delle colonne. Il suo testo fa riferimento a info di tipo pratico, fa riferimento a termini mutuati dalla retorica come fa Plinio successivamente. A Vitruvio si devono numerose affermazioni sulle doti di edifici antichi:

  • Solidità dell’edificio (firmitas)
  • Utilità evidente (utilitas)
  • Bellezza dell’architettura, ottenuta mediante sapiente distribuzione delle parti e quindi della simmetria (venustas)

I primi 7 libri contengono un’introduzione all’architettura generale con nomi di architetture e architetti del passato, ci da info storiche a mo’ di esempio per le sue tematiche. Riferimenti a elementi del costruire, ordini architettonici, edifici pubblici, misure di edifici pubblici e privati e infine preparazione intonaci. Gli ultimi libri parlano di idraulica, vista l’importanza per i romani, astronomia e costruzione di macchinari necessari per le costruzioni.

  • Libro 1: Introduzione all'Architettura. La scelta dei luoghi/urbanistica. Gli elementi della Geometria e la formazione dell’architetto
  • Libro 2: Storia e Filosofia del costruire. Gli elementi del costruire: mattoni, pietre, sabbia, calce, pozzolana. I legnami. La costruzione dei muri / tecniche edificatorie.
  • Libro 3: Gli ordini architettonici e i canoni del costruire. Le fondazioni e le colonne.
  • Libro 4: I templi.
  • Libro 5: Gli edifici pubblici: il foro, i teatri, la basilica. Elementi di Armonia musicale. Acustica architettonica.
  • Libro 6: Geografia ambientale. Le misure degli edifici pubblici e privati.
  • Libro 7: I terrazzi, i muri, gli intonaci. Tecnica e preparazione dei colori.
  • Libro 8: L'Idraulica: reperimento delle risorse e conduzione delle acque.
  • Libro 9: La misura del territorio. Nozioni di Geometria. La misura del tempo e nozioni di Astronomia/Orologi solari.
  • Libro 10: Meccanica: Le macchine da cantiere. Le macchine idrauliche. Le macchine da guerra. L'organo musicale.

Il modello dei 10 libri avrà grande impatto sulle generazioni future, per molti secoli il De Architectura pare essersi perso, poi una copia viene rinvenuta in epoca carolingia IX sec, e sarà importantissima per il sapere delle maestranze romane, riprende ad avere grande importanza sia in forma estesa che riassunta, suscita interesse in Petrarca che compra una copia corrotta e anche Boccaccio per capire nel 300 come fosse l'architettura romana in un momento in cui si vedevano solo le rovine romane. Tra gli incunaboli, testi a stampa del 400, che richiedono grande perizia per la difficoltà del testo, vede un editio princeps alta, che esce nel 1469 a Roma attesa con trepidazione da umanisti e architetti. Nel 1511 si avrà anche una copia illustrata, tutto diventa più semplice grazie a fra Giocondo, nel 1521 in Lombardia si ha un tentativo di volgarizzare il testo, edizione commentata da Cesare Cesariano, con termini lombardi, il suo testo contribuisce alla diffusione del Vitruvio. Le attese del 500 miravano ad una ricostruzione della Roma imperiale attraverso le stesse tecniche dei romani. Nel 1556 esce a Venezia il de Architectura di Mons. Barbaro con le illustrazioni di Palladio. Il Vitruvio è un testo che non va considerato solo nell'ambito del periodo in cui viene scritto ma attraverso le fonti di tutti coloro che lo hanno posseduto e lo hanno studiato nel medioevo e nel Rinascimento. Leonardo non si sarebbe occupato delle macchine e delle costruzione se non avesse letto anche il 10° libro di Vitruvio. Leonardo non sarebbe arrivato alla progettazione delle macchine se non si fosse confrontato con il testo di Vitruvio.

Descrizioni delle opere nella letteratura artistica

Uno degli elementi che ricorre nella letteratura artistica è la descrizione delle opere, si tratta di un'operazione che connota ogni letteratura artistica. Un catalogo ben fatto presenta schede che partono dalla descrizione, un corrispondente scritto per puntualizzare ciò che si vede. La descrizione ha una tradizione letteraria molto antica, epoca tardo ellenistica, nella quale incominciano a diffondersi forme letteraria che in greco si chiamano ekphrasis che sono descrizioni di vere e proprie opere d'arte, gli esperti di queste descrizioni sono Filostrato il vecchio e il giovane, redigono composizioni letterarie sulle descrizioni, si è dibattuto se le descrizioni delle opere fossero reali o finte, ma non cambia molto se fossero immaginarie perché le ekphrasis sono legate al gusto del secolo.

Le ekphrasis originarie si trovano nell'Iliade, nella descrizione di Omero nello scudo di Achille commissionato da Teti, Omero descrive ciò che si vede nello scudo, esse diventano poi nel III sec dC un vero genere letterario. Uno dei massimi utilizzatori dell'ekphrasis è stato Longhi. Esistono altri elementi antichi greci e latini che fanno riferimento a opere d'arte, questi componimenti sono per esempio gli epigrammi iconici in greco o latino, i quali autori redigono componimenti poetici brevi facendo riferimento a opere d'arte, parzialmente descritte, citate o evocate. Questi vengono letti in modo frammentario nel medioevo e recuperati in modo sistematico ne 400-500. Tutto questo dimostra che la produzione artistica suscitava attenzione anche in poeti e letterati, tra questi e gli artisti si creava una vera e propria disputa per capire se la scrittura o la pittura fosse superiore.

A Firenze si trovava il ritratto di Giovanna Tornabuoni del Ghirlandaio, oggi a Madrid coll. Thyssen ca. 1490, il quadro presenta un piccolo cartiglio che cita un epigramma classico. Gli epigrammi sono stati raccolti nelle antologie come l’antologia latina. Longhi nelle proposte per una critica d'arte in Paragone, si oppone alla critica d'arte che metteva in gioco una componente estetico-filosofica (Lionello Venturi), propone di tornare allo studio delle fonti della letteratura artistica italiana. Longhi comincia a parlare in Paragone con gli elementi antichi che gli sembrano più importanti. Chi scriveva di arte nel medioevo di solito scriveva solo manuali di segreti di bottega, dice Longhi, se la letteratura artistica scompare nel Medioevo d'altro canto molte sono le fonti a cui rivolgerci per trovare dei riferimenti all'arte come i "tituli" ossia le iscrizioni nei mosaici romani e nelle pitture fino al 300 che identificano l'iconografia e che caratterizzano un'opera d'arte, per esempio il mosaico di Sant'Agnese a Roma VII sec, tali tituli di opere medievali sono citate anche all'interno dello Schlosser. Se invece cerchiamo la letteratura artistica medievale che fa riferimento a opere d'arte ci troviamo di fronte ad un vuoto, tutto si riduce a libri di bottega, i due filoni di libri di carattere tecnico vanno sotto nomi convenzionali, perché non hanno una firma, nascono in ambienti monastici dove si creavano manufatti artistici, fanno riferimento sia alla tecnica miniatorica, vetrate e oreficeria.

Tra questi ricordiamo Eraclio (si fa risalire un libro de coloribus et artibus romanorum, è il più antico IX sec più una parte in prosa del XII) e Teofilo (schedula diversarum artium, è più tardo perché presenta informazioni sulle sofferenze patito da Cristo XII), entrambi i nomi sono fittizi, sono raccolte di precetti artistici, consigli in senso generale in cui si descrive la tecnica da utilizzare (macinare la pietra preparare la pergamena). Eraclio nella descrizione di Plinio era la pietra che riusciva a trasformare le pietre in oro. Il Teofilo è stato trovato nel 700 e studiato solo da Lessing nell'800, più studiosi si interesseranno al testo. Nel Medioevo non si redigono libri sull'architettura, e trattati sull'arte.

Ciò non toglie che nel Medioevo si scriva di arte in generale, per esempio abbiamo descrizioni nelle vite dei santi, oppure le fonti letterarie della letteratura periegetica, essa è la letteratura che fa riferimento ai viaggi, dal 500 diventa fondamentale la letteratura guida dei viaggi. Le guide avevano un precedente nella letteratura ellenistica e negli itinerari che nel medioevo vengono prodotti per i viaggi in Terrasanta e a Roma (Mirabilia Urbis Romae, ossia le cose meravigliose della città di Roma), tra i libri sull'arte ricordiamo anche il libro di Cennino Cennini. Per avere un’idea di approccio nei confronti dell’arte bisogna arrivare alla fine del Medioevo. Dante, scrittore della Divina Commedia, nel Purgatorio canto X – XI (Superbi) inserisce una serie di riferimenti a opere d’arte e artisti che cambiano la storia dell’arte italiana. Dante è accompagnato da Virgilio, stanno salendo al fianco di una collina che è composta da un bassorilievo adorno di intagli in marmo, ricordiamo che in quest’epoca vi sono i rilievi e le sculture di Pisano. Gli intagli secondo Dante sono più belli di quanto la natura o l’uomo poteva fare o di quanto il Policleto ha fatto, il Policleto è una citazione né ad opere né ad artisti ma si riferisce all’antico.

Sul rilievo si trova scolpita un’annunciazione che sembra vera secondo Dante, la Vergine sembra dire "ecco l’ancella del signore" mentre l’arcangelo Gabriele dice "Ave". Dante viene rimproverato da Virgilio che gli dice di non guardare il solo rilievo ma l’insieme di rilievi che si susseguono, per comprendere tutta la rappresentazione e il suo significato. Questo è un atteggiamento tutto medievale, se pensiamo ai portali medievali abbiamo lo stesso metodo, rappresentano infatti una complessa iconografia che va colta nel suo complesso generale e solo dopo nel singolo dettaglio. Al canto XI, più moderno del precedente, Dante fa riferimento ad artisti diversi, sia della miniatura, sia della pittura murale, tirando in ballo anche la poesia, nominandoli uno ad uno. Dante cammina lungo la costa dei Superbi, si imbatte in alcuni personaggi riconosciuti, tra cui Oderisi da Gubbio famoso miniatore. Oderisi da Gubbio chiama in causa Franco Bolognese che aveva decorato pagine di testi di giurisprudenza che è molto più famoso di lui, si rammarica della troppa superbia, e grazie al pentimento può giungere a Dio. Afferma che non è successo solo a lui ma anche a Cimabue, superato in fama e gloria di Giotto, così come Guido Cavalcanti ha tolto a Guinizelli e qualcun altro supererà loro (si riferisce a lui?), la fama si sposta sempre. Dante cita la formula di Orazio Ut pictura poesis sul paragone tra pittura e poesia. Lo stesso Longhi in Paragone commenta il verso di Dante. Il tema dell’allievo che supera il maestro era già stato citato da Plinio, quindi ha una matrice classica e diventerà poi un topos dell’arte e delle botteghe. I commentatori di Dante hanno citato molte volte Cimabue e Giotto accrescendo la loro fama come fondatori di un nuovo modo di fare arte.

Valutazioni di Longhi su Dante e Petrarca

Longhi apprezza il linguaggio e le terzine utilizzate da Dante; in Paragone, nello stesso testo Longhi nei confronti di Petrarca ha dei dubbi, in particolare su due sonetti. Petrarca ha nei confronti dell’arte un atteggiamento ambivalente.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 43
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 1 Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia della letteratura artistica-Sacchi 2015 Pag. 41
1 su 43
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della letteratura artistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Sacchi Rossana.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community