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Appunti per la preparazione dell'esame di Storia della città del professor Ferrari, terzo anno. Argomenti trattati: il capitalismo industriale, la Gran Bretagna, Londra,
la Francia, Parigi, la Germania: Berlino, l'impero austro-ungarico, Vienna, Budapest, l'Olanda, Amsterdam, la Spagna, Madrid, Barcellona, l'Italia, Firenze, Roma, Milano, gli Stati Uniti, la città americana, New York,... Vedi di più

Esame di Storia della citta' e del territorio docente Prof. F. Ferrari

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della rivoluzione industriale e le condizioni di mercato sfavorevoli convertono gli estates in ghetti

residenziali. A partire dalla seconda metà dell'800, l'amministrazione pubblica, attraverso il

Metropolitan Board of Works (MBW), realizza una mole importante di opere di ristrutturazione

edilizio-viaria con l'apertura di nuove strade in maniera apparentemente meno drastica di Parigi,

ma non meno distruttiva del tessuto sociale. Nel 1880 vi è la sistemazione di lunghi tratti delle

sponde del Tamigi con la ristrutturazione del tessuto edilizio adiacente e la costruzione del

Westminster Bridge e del Tower Bridge; inoltre si amplia il porto di Londra con la sistemazione dei

grandi Docks accentuando il contrasto tra il West End e l'East End. La crescita suburbana di Londra

è favorita dalla diffusione dei mezzi di trasporto, in particolare della ferrovia; essa si articola in un

sistema radiale molto denso collegando la capitale con le città più importanti del Regno Unito ma

prevedendo anche una serie di fermate suburbane ravvicinate ed incoraggiando così la crescita dei

sobborghi. Inserito nel campo ideologico delle Garden City, lo Hampstead Garden Suburb è un

insediamento di cottages e case con giardino a bassa densità destinato alla classe medio-alta

realizzato da Parker su di una vasta area della prima fascia periferica servita dalla stazione della

metropolitana. Agli inizi del'900, nella City si accentua la polarizzazione del mercato finanziario,

delle banche e dei quotidiani, il West End potenzia la sua struttura commerciale qualificata

mantenendo comunque forti aliquote di residenza di livello elevato mentre l'industria ha una

struttura di localizzazione molto articolata con due direttrici di maggior peso verso nord e verso

est lungo il Tamigi.

La Francia

- Il contesto politico ed economico: Successivamente agli episodi della Rivoluzione francese ed

alla condanna alla ghigliottina di Luigi XVI, ebbe inizio la Prima repubblica francese; ma

l'esecuzione del re indignò tutta l'Europa monarchica e provocò la formazione della Prima

coalizione antifrancese. La prima repubblica venne assalita e nel 1794 Robespierre, una delle

personalità di spicco della rivoluzione venne arrestato e ghigliottinato. Nel 1799, Napoleone

Bonaparte prese il potere, prima in ambito repubblicano, poi instaurando il Primo impero

francese, con la sua nomina ad imperatore che avvenne nel 1804. Le sue armate combatterono e

vinsero nei grandi teatri di guerra europei, ma a seguito della sua sconfitta a Waterloo nel 1815, in

Francia venne restaurata la monarchia (Restaurazione francese), che terminò formalmente

nel 1830 con un nuovo regime monarchico detto monarchia di luglio, che fu abolito a causa dei

fatti rivoluzionari del 1848, lasciando il posto alla Seconda Repubblica francese. Il 2

dicembre 1851 il Presidente della Repubblica, Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone,

organizzò un colpo di stato. Nel 1852 venne proclamato imperatore con il nome di Napoleone III.

Moriva la Seconda Repubblica francese, e nasceva il Secondo Impero. In questo periodo si

pongono i fondamenti materiali dello Stato borghese: i grandi lavori pubblici nelle infrastrutture

territoriali e nelle città e lo sviluppo industriale. La serie di insuccessi in politica estera e

l'organizzazione di una forte opposizione repubblicana riportano in Francia la repubblica

parlamentare. La Terza repubblica inaugura un periodo di notevole stabilità politica e sociale,

caratterizzata dalla prosperità delle campagne e dall'affermazione della media borghesia. L'ultima

parte del secolo è caratterizzata dal ritorno a una politica di espansione coloniale, motivo di

tensione con il regno unito, che però non ostacola l'ascesa del capitalismo industriale. L'agricoltura

francese, con le sue peculiarità regionali, presenta una base economica e sociale di notevole

stabilità; per tutto il corso dell'800 la popolazione occupata nell'agricoltura rappresenta una quota

assai alta sull'occupazione sociale, rispetto a quanto si verifica negli altri paesi europei in via di

industrializzazione. La forza maggiore dell'agricoltura è costituita dalla forma della fattoria

familiare a gestione diretta o in affitto; la prosperità delle campagne non si incrina neppure con la

crescita dell'industria nella seconda metà dell'800. L'industrializzazione procede con ritmi

piuttosto lenti: alla metà del secolo domina ancora la piccola manifattura mentre tra il 1860 ed il

1870 si ha l'introduzione di criteri di lavorazione più moderni e un più alto indice di

meccanizzazione; la regione di Parigi prende rilievo nella geografia industriale francese con una

produzione manifatturiera diversificata. La politica territoriale è rivolta, negli anni della

Restaurazione, al potenziamento della rete stradale e della ferrovia che fa la sua comparsa nel

1832 a Saint-Etienne.

Le trasformazioni della città vedono come prima fase un iniziale decollo della crescita urbana può

essere datato in Francia tra il 1830 ed il 1840 con il salto tecnologico determinato dall'introduzione

del trasporto ferroviario, dall'aumento della popolazione urbana e da un più incidente

investimento di capitali nella produzione edilizia. La capitale supera il milione nel 1850 e si ha una

netta prevalenza dimensionale di Parigi nei confronti delle città minori, le quali tendono a definirsi

in rapporto alla capitale: in ragione dalla distanza da Parigi alcune città mantengono un ruolo di

centro di servizio regionale o divengono poli attrezzati. In quasi tutte le città medio-piccole si

assiste alla demolizione delle fortificazioni ed alla creazione di ampi boulevards aderenti ai nuclei

antichi, ma la svolta operativa negli interventi urbanistici è determinata dal programma di grands

travaux di Naapoleone III. I grand travaux costituiscono il meccanismo tecnico-economico che

consente alla Francia di passare dalla città preindustriale a quella industriale. Le trasformazioni del

Secondo impero non si basano su piani ma, quasi esclusivamente su interventi diretti,

tecnicamente elementari ma realizzati con grande preparazione ed intransigenza amministrativa,

facendo largo ricorso alla tecnica dell'esproprio. Dal punto di vista governativo, le città francesi

sono sottoposte ad un controllo centralizzato: l'amministrazione del governo locale è

istituzionalmente nelle mani del prefetto di dipartimento e del sindaco comunale; fa eccezione la

città di Parigi dove vi è il prefetto del dipartimento della Senna a sostituzione del sindaco come

guida all'attività pianificatoria. Nel 1850 una legge, riguardante gli interventi di ristrutturazione e

risanamento di quartieri fatiscenti in rapporto diretto ai grandi lavori di Parigi, amplia i poteri di

esproprio dei piani urbanistico-edilizi ad includere tutte le aree adiacenti indirettamente

interessate.

- Parigi: Parigi è il simbolo dell'urbanistica centralizzata, con una struttura urbana monocentrica in

quanto presenta un centro nevralgico di potere che struttura la crescita urbana secondo cerchi

concentrici. Con la restaurazione che scaturisce alla caduta dell'Impero, l'ideale della città

attrezzata-monumentale prefigurato da Napoleone III è messo da parte; quanto alla attività

urbanistica, questa si svolge soprattutto in funzione di interventi che rispondono alla domanda

della nuova aristocrazia del denaro che richiede la moltiplicazione delle attrezzature nelle aree

centrali ed una crescita di nuovi quartieri sulle fasce dei boulevards. Nella prima serie di lavori

rientrano la costruzione del pont des Invalides (1827), di numerose chiese e teatri. Le iniziative

private si susseguono a partire dal 1818, soprattutto sulla rive droite, con lottizzazione ed

edificazione: nel 1823 è lottizzato il quartiere Francois Ier fra i Champs Elysees e la Senna. Sono

iniziative che riguardano le classi ricche, ma collocate in posizione decentrata nei terreni a più

basso costo, che formano quartieri destinati alla media borghesia. Motivi di contrapposizione

politica nei confronti della Restaurazione danno un nuovo impulso alle opere di pubblica utilità;

per la prima volta con l'allargamento operato nel 1835 della Rue de la Chanvrerie non si assiste ad

un piano di ristrutturazione che coinvolge edifici pubblici o che taglia isolati liberi, è invece un

allargamento stradale che investe una sequenza disomogenea di proprietà private. Rambuteau,

prefetto della Senna, è convinto che una serie di lavori episodici, tra cui spiccano i lavori di

demolizione alla Cité (1832) e la sistemazione della Place de la Concorde (1836), sia piu

conveniente per la città poiché scongiura il lievitare della speculazione sui suoli. Dal 1841 al 1845

viene costruita la nuova cintura di fortificazioni oltre i limiti amministrativi di Parigi, ma la

rivoluzione del 1848 sospende i progetti e i lavori e vengono ripristinati i poteri della Prefecture de

la Seine. Napoleone III giunge al potere inaugurando il II Impero con convinzioni molto precise: nel

saggio Des idees napoleoniennes, sottolinea l'importannza dei lavori pubblici come elemento

insostituibile di progresso, coesione sociale e di crescita economica. Riguardo a Parigi, le sue

intenzioni sono ancor meglio definite: la necessita di una trasformazione radicale, che faccia di

Parigi la prima metropoli-capitale moderna d'Europa, lo porta a redarre un elaborato piano di

ristrutturazione della città tradotto in programmi concreti da Haussmann. Prendendo lo spunto

dalle epidemie di colera del 1832 propone di estendere la Rue de Rivoli dal Louvre alla Bastiglia

attraverso le zone più colpite; intere aree dovrebbero essere sostituite e l'isola della Cité, liberata

dagli isolati più vecchi, dovrebbe trasformarsi in un parco urbano. Di fronte alle esitazioni del

prefetto della Senna Berger, Napoleone chiama al suo posto il barone Haussmann a cui presenta

una pianta di Parigi con la indicazione del programma di interventi da realizzare. Alle opere già in

corso, che costituiscono ancora provvedimenti autonomi, Napoleone e Haussmann

contrappongono un piano globale di lunga portata. I cardini del programma comprendono: la

realizzazione della grande croisée de Paris, cioè i due assi nord-sud e est-ovest in parte già

esistenti che si incontrano nella Place du Chatelet; il sistema dei boulevards; il riassetto dei grandi

carrefours urbani (Opera e Trocadero); e lo sventramento dell'Ile de la Cité. Questa serie di opere

si aggiunge alla realizzazione delle attrezzature e dei grandi parchi. Il piano si presenta come

l'imposizione di una robusta trama viaria al sistema esistente, con sventramento dei quartieri

antichi e isolamento dei monumenti maggiori. Il disegno si presenta come la combinazione di un

sistema centripedo (la croisée) e di un anello di scorrimento (i boulevards) articolati con

penetrazioni radiali. Haussman trasforma l'esistente arco di trionfo napoleonico, nel cardine di un

vasto quartiere con dodici strade che si irradiano dalla piazza rinforzando ulteriormente la

trionfale Rue de l'Imperatrice. É la strada come elemento di circolazione chedomina la città,

mentre le piazze sono essenzialmente confluenze stradali. Sulla rive gauche è l'area a sud della

Cité, fra il giardino du Luxembourg e il jardin des Plantes a essere maggiormente investita dalla

ristrutturazione. All'isola della Cité Hausmann pensa come un nodo corposo e fortemente

identificato di funzioni direzionali, dal quale sia del tutto assente la residenza; mentre davanti alla

cattedrale di Notre-Dame, restaurata da Viollet-le-Duc, viene aperta la grande piazza. Prima del

Secondo Impero, Parigi è assai povera di spazi verdi e parchi, limitati ai Champs Elysées ed ai

giardini du Luxembourg, aperti eccezionalmente all'uso pubblico. Fra il 1848 e il 1858 Alphand

sistema il Bois de Boulogne alla moda inglese con più di 70 km di percorsi sinuosi; a questo parco

destinato ai quartieri alti dell'ovest, corrisponde ad est il parco popolare di Vincennes sistemato

dal 1858 al 1860. Per unire i terminali ferroviari costretti ad arrestarsi ai margini del perimetro

edificato, si costruisce una linea anulare all'interno delle fortificazioni; i collegamenti interni sono

invece assicurati da omnibus a cavalli. Il volto della città si rinnova con la costruzione di un gran

numero di edifici pubblici: le Halles, la grande sala della Biblioteca Nazionale, la galleria nord al

Louvre che conferisce al complesso l'aspetto di una cittadella chiusa da ogni lato; l'edificio di

maggior prestigio è comunque l'Opéra, costruita nel 1871 su progetto di Garnier. Per quanto

riguarda la residenza nel telaio impostato da Haussmann l'edilizia borghese raggiunge un alto

grado di uniformità tipologica e formale, attraverso i vincoli di un regolamento edilizio assai rigido.

Il modello canonico dell'immeuble de rapport prevede la destinazione a uso commerciale del

piano terra e sei piani di appartamenti di affitto; i modi stilistici ricorrenti si basano sul impiego

dell'intonaco trattato a imitazione della pietra. Nel 1859 i comuni della fascia esterna della

periferia parigina vengono incorporati a Parigi; gli arrondissements aggregati tengono a qualificarsi

secondo i tipi di attività produttiva e la composizione sociale già presenti nelle aree più interne,

per direttrici radiali. Le aree a nord si alimentano del proletariato, mentre verso est si formano

quartieri suburbani di alta qualità e a sud i sobborghi della classe media. L'insediamento

residenziale pianificato da Vésinet appare come un sobborgo giardino situato in un parco ai piedi

della collina St. Germain nell'ansa della Senna e lottizzato secondo criteri estensivi unifamiliari. Gli

avvenimenti della guerra contro la Prussia e del breve periodo della comune hanno a Parigi

sconvolgimenti di grande drammaticità: la città mostra le conseguenze dei bombardamenti e della

guerriglia e molti edifici pubblici sono danneggiati; viene innalzata, inoltre, durante il periodo della

Comune una nuova cinta muraria demolita solo dopo il II Dopoguerra (le antiche mura furono

demolite nel corso del '700). La nuova amministrazione borghese, guidata da Alphand, si impegna

in un'opera di ripristino e di completamento dei lavori haussmaniani in occasione anche della

grande esposizione del 1878. L'avenue dell'Opéra, arteria diagonale già inclusa nel piano

Haussmann, è una realizzazione di grande prestigio monumentale ai cui estremi sono collocati il

Louvre e l'edificio dell'Opéra. La sua realizzazione impone la demolizione totale degli isolati

compatti, sostituiti da edifici con altezza uniforme e l'obbligo dei balconi. Per l'esposizione del '78

si realizza il complesso del Trocadero a completamento del sistema spaziale del Champs de Mars,

arricchito nel 1889 dalla Tour Eiffel. Viene realizzato anche il pont Alexandre e, sul suo

collegamento con gli Champs Elysées, i due edifici principali dell'Esposizione: il Grand Palais e il

Petit Palais; inoltre, nel '76 si inizia la realizzazione della basilica del Sacré Coeur sulla sommità

della collina di Montmartre. Dopo il 1908, il miglioramento dei trasporti pubblici e l'introduzione

della metropolitana, incidono quantitativamente sul fenomeno della crescita periferica e del

decentramento funzionale.

La Germania: Berlino

Berlino è stata capitale della Prussia e mantiene dimensioni piuttosto modeste fino alla metà

dell'800, in una situazione analoga a quella di Vienna. Dal '700 si sviluppa l'estensione della

Friedrichstadt in cui si trovano residenze aristocratiche ed edifici per appartamenti della

borghesia; questa nuova zona viene collegata da un nuovo asse monumentale infondo a cui si

trova la Porta di Brandegurgo. L'inizio della zona monumentale è scandito dalla piazza dell'Altes

Museum di Schinkel costruito in stile neoclassico agli inizi dell'800, presenta delle particolari

innovazioni come la scalinata di accesso a doppia altezza che simboleggia l'ascesa verso la cultura

e il percorso circolare interno. In quest'area si trova anche l'Altare di Pergamo, portato dalla

Grecia e rimontato. Berlino subisce un'espansione enorme dopo l'unità della Germania derivante

anche dal boom demografico, tuttavia non è l'unico polo; il fenomeno di ampliamento, però, non

essendo in alcun modo governato fino alla fine dell'800 si presenta come un'espansione piuttosto

sfrangiata e meno densa rispetto alle altre capitali europee, come Parigi. Nel 1862, Hobrecht

elabora un piano di espansione per la città che supporta in misura minima l'iniziativa speculativa

privata. Si sviluppa un reticolo di vie connesse da una circonvallazione spezzata ed irregolare,

caratterizzata da isolati molto grandi con uno sfruttamento intensivo del suolo attraverso la

tipologia abitativa delle Caserme d'Affitto. Gli isolati presentano corti interne di minime

dimensioni che compongono la città attraverso un succedersi di corti passanti in cui si trovano

anche gli esercizi commerciali. A fine '800, dopo l'introduzione del regolamento edilizio del 1892,

gli standard abitativi migliorano e, in reazione alla situazione di forte degrado, l'attenzione è

rivolta verso gli alloggi proletari costituiti da edifici ad appartamenti che, in omaggio alla tradizione

nordica, presentano una certa individualità per mezzo di altezze di gronda diverse. Le sezioni

stradali sono di dimensione più ridotta rispetto a quelle parigine e raramente alberate; mentre la

rete ferroviaria nazionale non trova un unico fulcro nella capitale che è caratterizzata da diverse

stazioni passanti e non di testa. La distribuzione avviene per mezzo di un anello esterno, il Ring

Bahn, realizzato nel 1871 e l'anno seguente viene costruita l'unica stazione di testa di Berlino: la S-

Bahn nell'attuale Potsdamer Platz.

L'impero austro-ungarico

Dopo le riforme di Maria Teresa e di Giuseppe II, con le quali verso la fine del '700 la monarchia

asburgica sembrava ambire a un ruolo di contrappeso liberale alla reazione prussiana, l'Austria

ripiega dopo il 1815 su una gestione totalitaria ed accentrata, che ha lo scopo di annullare le

spinte dei nazionalismi etnici. Dopo il 1860, a seguito della perdita delle province italiane, si ripiega

su un modello federalista con un consiglio imperiale (il Reichstrat); un compromesso del 1867

concede all'Ungheria l'autonomia amministrativa. Da questa data due governi e due

amministrazioni separate gestiscono l'Austria e l'Ungheria, le cui capitali sono rispettivamente

Vienna e Budapest. L'Austria-Ungheria conosce da questo momento un periodo di grande crescita

industriale ed economica che si riflette chiaramente nella gerarchia urbana nell'emergenza

assoluta della capitale imperiale, che rafforza la sua posizione di centro politico, militare e di

mercato. Per mantenersi all'altezza del proprio ruolo, Vienna opera dopo la metà del secolo una

profonda trasformazione delle sue strutture urbanistiche.

- Vienna: Le vicende delle trasformazioni ottocentesche della città di Vienna sono uniche, anche se

i risultati urbanistici possono essere indicati come il modello al quale si ispirano i piani di

numerose città europee. La situazione urbana immediatamente precedente a quelle

trasformazioni è la condizione che rende possibile i risultati ottenuti. Vienna è un insediamento di

epoca romana del quale è riconoscibile nella parte centrale a forma di quadrilatero, nel medioevo

il centro dell'insediamento è caratterizzato dalla cattedrale che sorge ai margini dell'abitato

romano; nel rinascimento ha dimensioni piuttosto ridotte e, a causa della cinta muraria, è molto

densa. A partire dal 1600 il vecchio nocciolo medioevale della città, fortificato da strutture di

grandi dimensioni era apparso insufficiente a contenere gli aumenti di popolazione. Anziche

demolire le difese già esistenti, si preferisce predisporre una seconda cerchia più larga (il

Linienwall) a difesa dei borghi che si vanno consolidando e disponendo che la crescita periferica sia

tenuta a distanza tale da permettere la difesa del nucleo centrale. In tal modo una grande fascia

inedificata, il Glacis, si conserva intorno alla città medievale per una profondità da 500 a 1000

metri. In questa situazione, Vienna giunge fino alle soglie del 800. La città interna, la Altstadt,

mantiene la sua struttura originaria, differenziandosi dal anello suburbano, i Vororte, per la

diversa densità d'uso e di volumi: la città antica è sede della corte e della amministrazione statale

e presenta edilizia alta e compatta; i sobborghi sono caratterizzati da grandi isolati in cortina

esterna continua, ma ricchi all'interno di spazi liberi. Non vi è tuttavia contrapposizione sotto il

profilo della qualità sociale nei sobborghi, infatti, si trovano anche dimore aristocratiche,

attrezzature civili e religiose. Questa situazione serve ad organizzare i primi mutamenti della

struttura funzionale produttiva della città anche nella prima parte dell'ottocento. Mentre nella

Altstadt continuano per punti e parti definite le ristrutturazioni edilizie, il Glacis comincia a essere

usato come pubblico passaggio e si anima di caffè, di chioschi e viali. Dal 1856 le stazioni di testa

delle linee ferroviarie si arrestano al limite dei Vororte. Alla fine degli anni 50, infatti,

all'opportunità di saldare in un'unica struttura continua le due parti della città si è aggiunta la

necessità di rinnovare alcune attrezzature urbane; vengono eleborate alcune proposte da parte

della amministrazione dello stato, nelle quali si ravvisano alcuni elementi che costituiranno il

contenuto tematico del concorso successivamente indetto. Nel '57 l'imperatore decide la

demolizione delle mura e l'utilizzazione del Glacis per un sistema di grandi viali attrezzati.

Nell'espletamento del concorso si distinguono alcuni progetti per la capacità di qualificare gli spazi

necessari intorno all'asse di organizzazione anulare e di omogeneizzarne la successione nelle

articolazioni reciproche e con le due parti di città. Nessuno dei progetti è accettato integralmente,

ma le indicazioni in esse contenute formano la base di una rielaborazione esecutiva affidata

all'architetto Lohr; nel risultato finale emerge con grande forza il grande tema del Ring, trattato

con grande libertà di soluzioni e combinandolo con una serie di sistemazioni monumentali per

gruppi di edifici, fra loro legati in sequenza o per simmetrie ravvicinate senza imporre una

presenza rigida ed accademica. Allo stesso principio di pittoresca varietà e di ordine, concorre la

disposizione delle alberature e del verde, nell'equilibrio fra il viale e i parchi. L'articolazione della

città è profondamente mutata: la nuova forma urbana riflette la concezione della grande capitale;

a differenza di quanto avviene a Berlino e a Parigi, dove la costruzione della città è opera del

vertice dell'esecutivo, costruzione del Ring è caratterizzata da un rapporto intenso fra

l'amministrazione locale-statale e la più avanzata cultura professionale; Vienna, inoltre, mantiene

un carattere polifunzionale come Londra. I modelli monumentali del Ring, che fondono impianti

classici e ornamentazione gotica, costituiscono un esempio per le architetture private che

rinnovano il tessuto edilizio lungo le strade più importante. Mentre si procede alla realizzazione

del Ring, avanza l'urbanizzazione delle zone periferiche della città in cui sono adottate tipologie

edificatorie compatte ad alta densità, sul modello berlinese. Dal 1890 si apre un nuovo ciclo di

programmi e di lavori data l'esigenza di riepilogare in un documento unitario le trasformazioni

operate; viene indetto un concorso a cui partecipano numerosi urbanisti austriaci e tedeschi. I

lavori portati avanti riguardano la trasformazione della seconda linea di fortificazioni, il Linienwall,

in un secondo anello di viali (Gurtel) e la costruzione della metropolitana, affidata a Otto Wagner

che punta ad una forma urbana capace di assumere la concezione trionfale, aulica e funzionale

della capitale europea di fine secolo. Negli anni seguenti, le aree centrali vanno incontro ad un

processo di graduale sostituzione edilizia, con la formazione di blocchi a sei piani soprattutto lungo

le strade principali di accesso dal Ring al cuore della Altstadt.

- Budapest: Il compromesso del 1867 restituisce all'Ungheria una parziale identità nazionale; di

conseguenza Budapest cresce rapidamente con le misure di una capitale. Nel 1870 viene insediata

una commissione municipale incaricata della pianificazione urbanistica e della costruzione delle

opere pubbliche che porta all'adozione di uno schema direttore di sviluppo basato su una struttura

anulare di boulevards. Il Danubio è l'asse di organizzazione delle opere pubbliche; dagli angoli dei

boulevards alcune radiali si aprono verso il centro antico provocando demolizioni e ricostruzioni

mentre un altro Ring collega le radiali ancor più all'esterno.

L'Olanda

Dopo il 1840 ha inizio per L'Olanda un periodo di prosperità e di riforme istituzionali. La politica

degli ultimi decenni del secolo è dominata dall'opera del capo liberale Thorbecke, i cui ministeri

sono contrassegnati da una politica amministrativa assai avanzata nella costruzione delle ferrovie

e delle infrastrutture e della colonizzazione interna mediante bonifica. L'industria conosce una

rapida ascesa verso la fine del secolo; i traffici mercantili restano una delle principali fonti di

reddito nazionale, ciò che ha riscontro in un forte potenziamento delle opere e delle città portuali,

sopratutto di Rotterdam, che diviene il maggiore scalo europeo. Di fronte agli effetti della

rivoluzione industriale, l'attività urbanistica riesce a trasformare adeguatamente i propri strumenti

operativi. Nel 1901, una legge obbliga ogni città con più di 10.000 abitanti di dotarsi di un PRG;

mentre i comuni sono impegnati in una politica attiva che implica l'urbanizzazione preventiva dei

terreni di espansione attraverso la mano pubblica, il taglio di canali, la costruzione di fognature,

strade, ponti, parchi e parterres. Si avvia così una attività regolare di programmazione urbanistica

della città, insieme alla produzione di complessi edilizi a basso costo. Nel corso dell'800 l'opera di

pianificazione delle terre e delle acque, secolare filo conduttore della storia olandese, acquistano

singolare rilievo in quanto le nuove terre sono strappate al mare con la tecnica della

polderizzazione secondo un processo organizzato. I lavori dei canali da Amsterdam e Rotterdam al

mare e la realizzazione del canale Merwede che collega il Reno con Amsterdam fanno parte delle

notevoli opere coordinate di ingegneria nel quadro della colonizzazione del territorio.

- Amsterdam: La singolare morfologia urbana di Amsterdam, fissata dagli sviluppi seicenteschi è

rimasta poi inalterata nel corso del '700 sotto una regola amministrativa precisa, che afferma la

legittimità del controllo pubblico sull'edilizia e sulle attività private. Il primo piano per la città di

Amsterdam è del 1612 e segue la logica delle esigenze mercantili; viene eretta la cinta murario che

rimarrà fino alla seconda metà del '700 e vengono creati tre canali larghi 25 metri ai lati dei quali

sono realizzate banchine di 11 metri per il carico-scarico merci; tra un canale e l'altro ci sono due

file di lotti fabbricabili destinati alla borghesia. Durante il 1800, quando la popolazione inizia a

crescere e alle attività mercantili tradizionali si affiancano i primi sviluppi produttivi, gli effetti del

liberismo economico e del laissez-faire urbanistico tendono a investire il perfetto equilibrio della

città; ma l'amministrazione riesce ad adeguare l'apparato di controllo e di intervento al nuovo

momento di sviluppo economico ed urbano attraverso lavori di bonifica nell'hinterland agricolo

immediatamente adiacente alla città ed il rafforzamento dei collegamenti col resto del Paese. Fino

alla metà del secolo, però, Amsterdam resta chiusa nella sua cintura tradizionale nonostante la

crescente congestione interna. Le sistemazioni lagunari minori procedono senza alcun piano

prestabilito; ma nel '65, con le prime proliferazioni oltre la porta di Utrecht e la necessità di una

sistemazione dei tracciati ferroviari e la demolizione delle fortificazioni, si impone un piano

urbanistico. Nel 1877 viene approvato il piano Kalf che determina una lottizzazione a ventagli

attorno alla città antica con la nascita di una serie di nuovi quartieri d'affitto per temperare la

congestione della città vecchia; nelle aree centrali si attuano importanti opere di sistemazione e

apertura di strade con interramento di antichi canali, mentre le vie importanti del centro vengono

rinnovate con una serie di edifici pubblici che recano il segno dell'eclettismo romantico

dominante. A queste opere si aggiungono quelle dell'architetto Berlage, incaricato della stesura

del primo importante sviluppo pianificato per il quartiere di Amsterdam Zuid. Nel progetto

definitivo del 1915, Berlage accetta la consuetudine della simmetria e della composizione

tradizionale, ma l'Amstellaan, l'asse che muove dal ponte sull'Amstel, si impone per la generosità

della sua dimensione, e la sezione stradale perde la consueta funzione di esaltazione dei valori

fondiari per trasformarsi in un canale alberato. Gli isolati acquistano nuove possibilità d'uso nei

cortili interni edificati; mentre l'omogeneità e la semplicità delle facciate indicano il tentativo di

trovare una soluzione per il problema dell'abitazione collettiva di massa. La compattezza della città

antica si contrappone all'espansione che si è sviluppata sopratutto verso occidente; mentre a nord

vengono localizzate le attività industriali e portuali in opposizione al grande parco attrezzato che si

trova a sud della città.

La Spagna

Con la perdita delle colonie del Sud America nei primi anni dell'800, la Spagna è definitivamente

cancellata dalla categoria delle grandi potenze mondiali. All'interno del Paese, la politica

reazionaria di Ferdinando VII che pare riportare la nazione sotto un regime di dispotismo assoluto

e le lotte dinastiche con i frequenti interventi dell'esercito sembrano allontanare la Spagna anche

dalla vita politica europea. Nel corso dell'800, la Spagna resta complessivamente un paese

agricolo; le prime installazioni produttive si attuano dopo il 1830 e nel decennio successivo

appaiono le strutture tipiche dell'industria capitalistica. Questa crescita industriale procede per

gradi, caratterizzata da una debole composizione organica del capitale e da esigenze di profitto a

breve termine. Nel quadro economico nazionale emerge la provincia della Catalogna, l'unica

regione della Spagna che sembra muoversi in rapporto all'evoluzione della situazione europea, in

particolare a Barcellona, vera capitale economica e centro di un vivace sviluppo indigeno. In

generale i piani urbanistici (salvo il caso di Barcellona) si inquadrano nella prassi tradizionale che

tuttavia si concilia con le esigenze del mercato fondiario; nei primi decenni del '900, invece, nei

nuclei antichi vi è la consuetudine di aprire delle Gran Vias, di aspirazione haussmaniana anche se

in notevole ritardo rispetto ai modelli.

- Madrid: Nella prima fase dell'800, la capitale mette in luce soltanto marginali trasformazioni

interne: incomincia a dotarsi delle prime strutture commerciali, si diffondono i passaggi sugli

esempi parigini e nel 1857 si sistema definitivamente la zona della puerta del Sol mentre un

decreto dà ordine di preparare un piano di sviluppo principalmente per far fronte alla crescita

della popolazione ed al ruolo futuro di Madrid come centro mercantile e finanziario e punto di

confluenza del sistema ferroviario nazionale. Il progetto è affidato a de Castro che stabilisce un

nuovo perimetro urbano delimitato dal paseo de ronda che rinserra un tessuto a scacchiera con le

arterie principali di 30 metri e le strade normali di 15 metri. All'interno di questa squadrettatura

uniforme si prevede una zoonizzazione che prevede una esplicita segregazione delle classi e

numerosi parchi urbani. Il piano non si realizza che in parte: nel 1868 si ha la creazione dei

boulevards in sostituzione delle mura, scanditi da piazze e rotatorie. Nel primo '900 crescono i

quartieri periferici, le lottizzazioni si infittiscono in maniera discontinua: negli intervalli tra i

quartieri ricchi si installano talvolta enclaves popolari alimentate dall'esodo dalle zone centrali e

dal flusso migratorio esterno. Nel centro si accresce il numero di edifici commerciali e

rappresentativi e nel 1916 viene tracciata la Gran Via come collegamento tra il Prado ed i quartieri

nord-occidentali attraversando direttamente l'intera città; a queste aree si contrappongono le

vecchie vie medievali a sud della Plaza Mayor ed i quartieri periferici della piccola borghesia.

- Barcellona: La crescita economica e demografica della città dopo il 1840 provoca alcune iniziative

di rinnovo urbano, l'opera più importante di questi anni è la plaza Real aperta vicino alle Ramblas

che ripete la tradizionale forma rettangolare delle plazas mayores con architettura unitaria a

portici. Per far fronte al problema della domanda di nuove abitazioni si da' inizio all'espansione

esterna sullo schema di Garrica y Roca con una serie di schemi di lottizzazione dall'area compresa

tra le mura a nord e l'asse delle Ramblas collegando Barcellona al borgo esterno di Garcia

mediante una scacchiera con lotti e piazze quadrate. L'amministrazione nel 1859 indice un

concorso per un piano regolatore definitivo ma, senza consultare le autorità locali, il sovrano

incarica l'ingegnere Cerdà di redarre un nuovo piano di ampliamento che diverrà lo strumento

ufficiale per la crescita della città. Il piano Ensanche di Cerdà è impostato su una concezione assai

avanzata dell'assetto della città industriale che investe ingentemente lo spazio del territorio

circostante assorbendo il vecchio nucleo in una struttura continua, basata su una maglia

ortogonale orientata secondo le preesistenze e secondo la direttrice fra Barcellona e Garcia.

L'omogeneità della maglia è spezzata da due diagonali che connettono il porto con l'entroterra: la

avenida de la Meridiana e la Diagonal tangente all'abitato di Garcia che confluiscono nella plaz de

la Glorias concepita come il nuovo centro ideale della città. La maglia uniforme è costituita da

grandi lotti quadrati smussati agli angoli con strade della larghezza di 20 metri; il piano è

organizzato per nuclei di vicinato con una razionale dotazione e localizzazione delle strutture alla

quale Cerdà arriva mediante un'approfondita analisi sociologica della città. La costruzione delle

maglie del reticolo è consentita su due soli lati con blocchi edilizi paralleli entro i quali si trovano

anche gli spazi pubblici a verde di dotazione dell'isolato. Il centro storico è trattato come un

oggetto improprio da assorbire nella nuova urbanizzazione e, per quanto inglobato da una ronda

periferica, su di esso incidono profondamente gli sventramenti viari. L'urbanizzazione di Barcellona

dopo il 1860, formalmente inserita nelle linee del piano Cerdà, ne tradisce però lo spirito con una

realizzazione frammentaria e poco coerente incentrata sugli interessi fondiari con tendenze

all'agglomerazione spontanea. Di fatto tutti gli isolati della scacchiera vengono occupati dalla

residenza borghese, ignorando le indicazioni zoonizzative, mentre gran parte delle parti libere a

parco sono occupate da grossi edifici pubblici; mentre nelle maglie residenziali si concede

l'edificazione sui quattro lati ricomponendo il tipico modulo di crescita ottocentesco che si

trasformeranno ben presto in tuguri richiedendo programmi di sventramento e risanamento alla

fine del secolo. Nel '900 il piano di Cerdà appare ormai inadeguato; per elaborare un nuovo piano,

si svolge nel 1903 un concorso internazionale vinto da Jaussely. Il piano di Jaussely, se si sforza di

caratterizzare una specializzazione delle funzioni e di far emergere i nuovi assi funzionali e centri

rappresentativi, è però una delle manifestazioni estreme delle elaborate scenografie urbane del

classicismo accademico.

L'Italia

- Il quadro economico e politico: Il nuovo regime che prende vita nel 1861 vede unificate in un

nuovo Stato le eredità dei sistemi politici, economici e sociali assai diversificati. La classe politica

dominante, i conservatori liberali cavourani, che detengono il potere fino al 1876, si impegnano

sui problemi della costruzione dello Stato. I punti di forza di questa politica sono il consolidamento

della struttura statale mediante l'unificazione legislativa e la centralizzazione burocratica, il

finanziamento dell'erario; la costruzione delle infrastrutture territoriali, in particolare le ferrovie; il

rafforzamento militare. Le correnti che puntano al'unità nazionale si pongono come modello una

società ispirata ad una libera concezione dell'economia che deriva dai contatti con le nazioni

europee; ma la partecipazione al mercato europeo se porta una spinta positiva nelle aree più

progredite, non diviene un elemento decisivo capace di produrre la rivoluzione agronomica

prerequisito del decollo industriale. Il trattato con la Francia del 1863 e l'omaggio ai principi del

liberismo, inoltre, mette in difficoltà le imprese settentrionali e conducono alla dissoluzione delle

deboli iniziative presenti nel sud. Il faticoso decollo industriale che matura fra il 1880 e il 1896 sul

piano territoriale comporta il grave approfondirsi degli squilibri non solo fra città e campagna, ma

anche fra regioni sviluppate e regioni arretrate ed instaura quel dualismo geografico che sarà fino

ai nostri giorni uno degli aspetti più caratterizzanti della struttura economica italiana. Nel 1865 è

varata quella che è considerata la prima legge italiana in materia urbanistica: si tratta della legge

sull'esproprio approvata con il piano Poggi per Firenze; va ricordata inoltre la legge Crispi del 1888

che, richiamandosi alle intenzioni del Public Health Act inglese, integra la legge del 1865 dando

facoltà ai sindaci di intervenire nelle situazioni più precarie dei centri urbani. Fino al 1860 la rete

ferroviaria nazionale italiana ha ancora una modesta estensione, squilibrata a favore delle regioni

settentrionali; solo nel 1905, con il completamento dei maggiori tronchi di raccordo nelle regioni

meridionali, si procede alla costituzione della azienda delle Ferrovie dello stato. Gli effetti di

colonizzazione provocati dai nuovi tracciati si avvertono soprattutto negli incentivi forniti alle valli

rispetto ai territori di montagna tagliati fuori dal servizio, nella dinamica dei fattori urbanizzativi

lungo le linee più importanti. Per la mancanza nella prima fase di espansione delle città di

attrezzature a grande scala e per la scarsa incidenza dei piani regolatori, la ferrovia è spesso l'unico

fattore di polarizzazione degli incrementi esterni, pur senza tradursi in un momento efficace di

organizzazione della crescita. Solo dopo l'unificazione il governo si assume l'onere di costruzione

delle strade nazionali, manca però l'elaborazione di un piano generale e si procede attraverso

provvedimenti settoriali e discontinui. Nel 1861, undici città superano i 100.000 abitanti ma sono il

risultato di un accentramento della popolazione nelle capitali degli stati preunitari. Solamente a

partire dai primi anni del 1900 si impiegheranno per la prima volta più precise indicazioni di zona,

per aree e quartieri, nella pianificazione urbana.

- Firenze: Quando la Toscana entra a far parte del Regno d'Italia, Firenze non appare troppo

dissimile dalla capitale granducale medicea della fine del '600. L'equilibrata ed austera gestione

non ha mai previsto progetti troppo ambiziosi; le stesse nuove applicazioni tecnologiche: la

stazione ed i ponti sospesi in ferro, hanno un aspetto modesto. Dopo il 1850 sono stati tracciati i

due primi quartieri borghesi di Barbano e delle Cascine, ma la propensione all'investimento


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per la preparazione dell'esame di Storia della città del professor Ferrari, terzo anno. Argomenti trattati: il capitalismo industriale, la Gran Bretagna, Londra,
la Francia, Parigi, la Germania: Berlino, l'impero austro-ungarico, Vienna, Budapest, l'Olanda, Amsterdam, la Spagna, Madrid, Barcellona, l'Italia, Firenze, Roma, Milano, gli Stati Uniti, la città americana, New York, Chicago, i socialisti utopisti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sgri90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della citta' e del territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Ferrari Federico.

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