Storia dell'Europa orientale
Il concetto di nazione
Nazione = gruppo di persone con qualcosa in comune relativamente alla nascita. All'inizio si opta per l'origine territoriale/linguistica (università medievali divise in “nazioni” linguistiche: nella Sorbona Francia, Piccardia, Normandia, Germania) Altrove, come a Trieste a metà '700 “nazioni” erano i gruppi religiosi acattolici (augustani, ginevrini, greci, illirici, israeliti) Poi “nazione” assume un significato politico: indica coloro che possono tramandarsi il potere politico (1411 pace di Szatmar sancisce fine della guerra tra “dinastia asburgica” e “nazione ungherese”, ovvero baroni, prelati, nobili) Con la rivoluzione francese si sviluppa l’idea che il potere politico sia legittimato dalla volontà del popolo/nazione: inizio filone del nazionalismo nel pensiero politico.
Illusione ontologica sulle nazioni (origine romantica) Porta a immaginare le nazioni come entità esistenti in sé con continuità Umanizzazione delle nazioni, viste come organismi viventi che nascono e muoiono in determinati momenti precisi.
Nazioni storiche
(Termine ottocentesco) Oggi non esistono più ma ci sono indizi indelebili della loro esistenza.
- Ungheria Nel 1526 la striscia del paese non soggetta agli ottomani diventa asburgica e la nobiltà ungherese viene indebolita fortemente ma fino al 1867 rappresenta ciò che tiene in vita il paese dall'estinzione.
- Grecia Per secoli la Grecia è inesistente in quanto insieme di province ottomane. Nel '700 alcuni intellettuali di origine greca auspicano la rinascita nazionale grazie al commercio e alle guerre: incitano i greci a riscattarsi in nome della presa di coscienza della loro distanza dalla gloria classica (richiamo a un passato storico-mitico). 1831 Grecia ridiventa uno stato indipendente. L'anno precedente le potenze europee si erano riunite per decidere che assetto dare alla Grecia liberata. Un intellettuale tedesco afferma che nel VI secolo d.C. gli slavi avevano cancellato l'elemento greco dalla penisola, confutando la tesi della continuità biologica con i greci antichi.
- Europa centro-occidentale: monarchie nazionali (Inghilterra, Francia, Spagna) È lo stato a produrre la nazione, intesa come senso di uniformità culturale, nel corso dei secoli. Renan nel secondo '800 spiega che l'unità nazionale si forma sempre in modo violento (Francia). La nazione non deriva da criteri culturali comuni dal momento che nessuna delle tre monarchie ha omogeneità culturale L'unificazione è sempre introdotta dallo stato, spesso con la violenza.
- Europa centro-orientale: imperi dinastici (asburgico, ottomano, russo/zarista) 1992 disgregazione URSS e federazione jugoslava: nel corso di un decennio ne risultano molti staterelli (l'ultimo è il Kosovo) Stati prodotti da disgregazione degli imperi.
La questione della lingua
Oggi la lingua è sicuramente il fattore di identità nazionale per eccellenza ma in passato vi era una grande pluralità linguistica soprattutto a causa della mancanza di confini fisici e linguistici ben determinati (amministrazione non omogenea) e quindi poteva esserci una pluralità dialettale anche a distanze vicinissime.
Il plurilinguismo era normale anche nelle società moderne a scopo funzionale lingua della gente comune + lingua delle autorità + lingua della chiesa + lingua del mercato (nei mercati si usavano lingue franche: nel Mediterraneo orientale il greco, nel Mar Nero l'italiano fino al 1830 grazie all'espansione genovese in quell'area).
L'unificazione della lingua è completa quando al territorio viene data una legittimazione nazionale A partire dall'800 (post secolarizzazione) è l'istruzione pubblica lo strumento principale di diffusione della lingua nazionale.
- Francia L'omogeneizzazione culturale da parte dello stato viene raggiunta con la soppressione delle particolarità provinciali (perdendo traccia del gruppo francofono originario).
- Germania Nel primo ottocento il territorio è molto frammentato ma si crea una dottrina del “popolo tedesco” in base all'omogeneità linguistica tra intellettuali: la lingua comune diventa diritto ad autodeterminazione culturale e politica.
Due concezioni contrapposte di nazionalità
(Esemplificate dalla polemica tra intellettuali tedeschi e francesi sulla nazionalità degli alsaziani di lingua tedesca).
- Posizione volontaristica Libera scelta (Francia).
- Posizione deterministica Dalla nascita (Germania).
L'Alsazia (capitale Strasburgo) viene acquisita dal Regno di Francia tra 1680-90 ma la popolazione locale è di lingua tedesca Con rivoluzione francese si pone il problema della differenza linguistica in quanto gli alsaziani si considerano tedeschi: comitato di salute pubblica preoccupato Fino al 1870 graduale avvicinamento degli alsaziani alla nazionalità francese, interrotto dalla guerra franco-prussiana (l'impero tedesco viene proclamato proprio a Versailles e per ripicca lo stesso luogo sceglierà la Francia per punire i tedeschi dopo la sconfitta nella I guerra mondiale) Alsazia e Lorena (capoluogo Metz) diventano tedesche ma ormai gli alsaziani sono di cultura francese: i tedeschi sostengono la necessità di rieducarli alla cultura tedesca anche contro la loro volontà (chiamati “figli perduti” e “popolo infelice”) 1919 Alsazia e Lorena francesi 1940 occupazione nazista della Francia: Alsazia di nuovo tedesca 1944 Alsazia liberata dagli alleati: i trattati di pace la riconfermano francese Nel dopoguerra riconciliazione franco-tedesca (Strasburgo eletta a sede di organismi europei).
Tratti generali dell'Europa orientale
Confini fisici Monti Urali (dividono Kazakistan e Russia).
Religione prevalente ortodossa (a est), ma anche cattolica (a nordovest), protestante (in area tedesca) e musulmana (a sud).
Gruppi etnici Slavi (predominanti), baltici, magiari, albanesi, greci, turchi.
Lingue slave si dividono in più gruppi:
- Lingue slave orientali (russo, bielorusso, piccolo russo).
- Lingue slave occidentali (polacco, ceco, slovacco).
- Lingue slave meridionali (sloveno, croato, serbo, bulgaro, macedone e forse montenegrino).
Gruppi linguistici più diffusi sono:
- Lingue ugro-finniche (estone, finnico, ungherese).
- Lingue baltiche (lettone, lituano).
- Lingue neolatine/romanze (macedone).
- Lingue turcofone (bulgaro).
Si è tutt'oggi incerti se considerare come parte dell'Europa Armenia, Georgia e Russia. La Russia inizia il suo processo di europeizzazione con Pietro il Grande e continua con Caterina, la quale affida a Voltaire la stesura di una storia della Russia per avere una legittimazione occidentale del proprio instabile potere (principessa tedesca diventata zarina con un colpo di stato). Anche se all'inizio si apre all'Occidente, con la rivoluzione francese diventa reazionaria Nell'800 in Europa si ha una visione negativa della Russia (no borghesia, no liberalismo, arretratezza, autocrazia, servitù della gleba): inizia il dibattito sull'appartenenza all'Europa o all'Asia I guerra mondiale: Russia di nuovo tra i “buoni” grazie all'intesa con Francia e Inghilterra 1917 con la rivoluzione d'ottobre la Russia è definitivamente esclusa dalla comunità internazionale (neanche inclusa nei trattati di Parigi) e dopo il 1945 diventa “il nemico” con il blocco sovietico.
Scisma d'Oriente
La divisione dell'Impero romano risale alla morte di Teodosio nel 395. Meno di un secolo dopo l'Impero d'Occidente scompare e gradualmente in quello d'Oriente il greco soppianta il latino Si creano due centri distinti che aspirano al ruolo di guida della cristianità: il vescovo di Roma e il patriarca di Costantinopoli. Nell'800 si crea il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, il quale si ispira all'Impero bizantino Si aggiunge un'entità politica al fianco della chiesa romana e contrapposta a Bisanzio.
1056 scisma d'Oriente prefigurato da spaccature politiche e teologiche:
- Problema teologico dell'unità e della Trinità Risale al Concilio di Nicea del 325 in cui vengono affermate unità e Trinità e condannato l'arianesimo (natura di Cristo solo umana). Al Concilio di Calcedonia viene condannato il monofisismo (natura di Cristo solo divina). Il problema fondamentale è la questione del Filioque: per Roma lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, mentre per Bisanzio solo dal Padre.
- Conflitto giurisdizionale Roma afferma che il papa è il capo naturale della cristianità ma Bisanzio riconosce tutt'al più un primato d'onore derivante dalle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.
- Differenza liturgica (importante dal punto di vista dei fedeli).
- Differenza nel rapporto Stato-Chiesa Distinzione netta ad Occidente e compenetrazione a Oriente (patriarca è funzionario dell'imperatore).
Dopo lo scisma i due imperi avviano opere di conversione dei barbari pagani ai confini per determinarne l'appartenenza culturale. Ognuno evangelizza pagani più vicini L'Oriente ci riesce per primo e più velocemente grazie alla pratica del cuius regio.
Evoluzione delle singole nazioni dell'Europa orientale nella storia
Russia
Rus di Kiev
862: inizia storia della Rus di Kiev nella parte settentrionale dell'asse o “autostrada fluviale” che collega il Mar Baltico al Mar Nero (luogo di transito di beni pregiati verso Bisanzio: pellicce, cuoio, ambra, cereali). Lungo l'asse già stanziate popolazioni slave in lotta. Nello stesso periodo (864) i Bulgari si convertono per primi al cristianesimo orientale.
Origine variaga della Russia variaghi
Le popolazioni slave del territorio chiedono ai variaghi (normanni germanico-scandinavi) di pacificare le loro genti, i quali ricevono le terre della Rus (prima a nord con centro a Novgorod, poi espansione a sud) con un atto di dedizione degli slavi Guerrieri variaghi si insediano in una società di contadini e commercianti: simbiosi tra elemento guerriero esterno e locale agricolo nel giro di qualche generazione.
Cronaca di Nestore
Nella (1116) viene usato l'esempio delle origini dello stato russo per spiegare la situazione storica attuale di guerra e anarchia tra principati frammentati I primi principi della Rus di Kiev sono di origine non slava fino alla quarta generazione.
Scuola normannista
Valorizza apporto dei normanni nella formazione dello stato vs storici russi ribadiscono natura autoctona (variaghi solo bande di avventurieri non in grado di sviluppare un nuovo stato/civiltà).
Novgorod e Kiev
Novgorod prima capitale (= nuova città Vicina a Baltico), da cui partono richieste d'aiuto ai normanni e dove Nestore dice si sia insediato il mitico Rjurik, da cui parte la dinastia di principi di Kiev e Moscovia fino a fine '500 Poi Kiev capitale spostata a (sul medio bacino del Dnepr, aperta a sud) per rapporti commerciali con Bisanzio, inizialmente tempestosi Poi politici e militari grazie alla conversione del principe (X secolo: Rus e Bisanzio collaborano contro i Bulgari autocostituitisi come impero).
Conversione nell'orbita bizantina
Conversione principe Vladimir al cristianesimo orientale 988: [pag. 44-46] leggenda Per decidere la religione di stato fa chiamare esponenti delle religioni monoteiste: un cattolico tedesco, un musulmano bulgaro del Volga, un ebreo dei cazari (dopo la distruzione del regno dei Chazari nel 1000 a causa dei mongoli si disperdono in Bielorussia, Ucraina e Polonia Si erano convertiti nell'850 all'ebraismo per opportunità politica), un greco da Bisanzio. Alla fine sceglie cristianesimo orientale per lo splendore della corte.
Battesimo in Crimea. Intorno all'anno 1000 il popolo si adatta Con conversione Russia entra nell'orbita culturale bizantina Formazione del codice di leggi clero intellettuale favorisce nascita di un (Russkaja Pravda = verità/giustizia/diritto) con Jaroslav il saggio a metà del XI secolo.
Metropolita a Kiev
Creato un metropolita a Kiev, ordinato arcivescovo dal patriarca di Costantinopoli All'inizio dipendenza dal patriarca, poi con la riconquista bizantina della Bulgaria arrivano in Russia degli ecclesiastici bulgari profughi depositari delle carte di Cirillo e Metodio Introdotta liturgia slava (slavone ecclesiastico di recensione bulgara).
Il principe tenta di creare dipendenza del metropolita dalla corona e nominarlo lui stesso ma presto si crea chiesa autocefala ( Autocefalia corrisponde al modello bizantino ma in Russia il potere ecclesiastico non si sottomette al potere politico fino a Pietro il Grande).
Decentramento politico
Estrema frammentazione del potere politico in senso orizzontale (potere trasmissibile ai fratelli) si creano molti principati No comando forte dal principe di Kiev, che non riesce a imporre monolitismo come quello bizantino Inizio feudalizzazione verticale del potere I principi distribuiscono terre ai loro fedeli con forze armate, i quali tassano i contadini che però sono ancora liberi, non servi della gleba. Potere dei principi limitato dalle vece, assemblee cittadine dei capifamiglia.
Isolamento delle terre russe centromeridionali (anche a causa del declino dell'impero bizantino): quelle a nord continuano a commerciare col Baltico.
Occupazione dell'Orda d'Oro
Inizio XIII secolo: principati del nord si coalizzano contro Kiev. 1240-50: condizione spezzata dall'arrivo dei mongoli dell'Orda d'Oro (così chiamata perché la tenda del capo è d'oro) che si insediano nel sud della Rus di Kiev e assoggettano quasi tutti i principati ma senza colonizzarli Fino a metà XV secolo principati sono vassalli dei mongoli e pagano tributo.
Novgorod è l'unico principato elettivo autonomo che si salva dai mongoli Rinuncia ai rapporti con il sud e inizia commercio col Mar Baltico Diventa repubblica mercantile e stringe rapporti stretti con la lega anseatica (alleanza di città stato che gravitano sul Mare del Nord e Mar Baltico).
1240: principe di Novgorod Aleksander Nevskij sconfigge svedesi sulla riva della Neva. 1242: sconfigge i cavalieri teutonici Respinti molteplicitentativi di assoggettamento da parte di svedesi, norvegesi e teutonici, oltre che dell'Orda d'Oro.
XIV secolo
Nella zona di Kiev (oggi Ucraina e Bielorussia) si espande il ducato di Lituania (poi regno unito di Polonia e Lituania) Rus di Kiev rimane separata dal resto della Russia fino alla metà '600.
Moscovia
Si crea primo stato russo con capitale Mosca, che a inizio secolo era solo una fortificazione insignificante ma con una buona posizione strategica “mesopotamica” per il commercio della seta dal Mar Caspio al Mar Baltico Prossima a linee fluviali di collegamento ovest-est (Neglinnaja e Moscova).
Sviluppo autocrazia come eredità politica dei mongoli
Prima metà '300: principato di Moscovia acquista ruolo chiave per l'abilità dei suoi principi nel negoziare con i mongoli Principe di Mosca si guadagna monopolio della raccolta del tributo e poi funzione giurisdizionale sugli altri principi In grado di esercitare giurisdizione e rimozione dei principi con potere quasi sovrano Inizia accentramento politico, diversamente da Rus di Kiev (no potere della vece sul principe) Mongoli hanno ruolo decisivo nel favorire la nascita dell'autocrazia russa.
Ivan III [1462 – 1503]
Autocrazia e teoria della terza Roma 1462: incoronazione Si sostituisce ai mongoli autodefinendosi “sovrano e autocrate di tutta la Russia” (il titolo di czar viene usato ma solo in senso onorifico Da Caesar) Autocrazia: potere assoluto senza limitazione di diete o potere ecclesiastico [nel frattempo in Ungheria, Polonia e Boemia elezione del re da parte delle diete e costituzioni feudali con diritti dei nobili].
Anni '70 del '400: Ivan III sposa Zoe Paleologo, nipote dell'ultimo imperatore di Bisanzio Costantino XI (morto nell'assedio) e vanta la successione come teoria della terza Roma (idea che il potere di Roma si sia trasmesso da Roma a Bisanzio e ora a Mosca per volontà divina).
Primo limite all'autocrazia: la chiesa ortodossa conferma la validità del potere imperiale dell'autocrate per limitarlo Se il suo potere deriva da dio non può esercitarlo in mondo assoluto e deve combattere gli eretici e proteggere la base materiale della chiesa russa La chiesa si fa giudice arbitro dell'esercizio del potere dello zar: deve giudicare se è coerente col mandato divino.
Secondo limite all'autocrazia boiari: classe nobiliare dei Grandi proprietari terrieri di lignaggio nobile, di solito parte della corte e nemici dell'autocrate Assomigliano ad aristocrazie occidentali: vogliono affermare i propri diritti. Nobiltà di servizio e servitù della gleba.
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