Storia dell'arte medievale tra oriente e occidente
L'arte medievale in Italia e nell'occidente europeo
Il Medioevo si configura come un periodo storico dotato di una propria civiltà, spesso originale e feconda, la cui eredità costituisce parte fondamentale del patrimonio morale dell’umanità.
- Sopravvivenza tra etnie diverse
- Nasce l’idea dell’Europa
- Viene preservata la cultura antica greca e latina nelle biblioteche monastiche
- Si sviluppano le lingue romanze
- Si forma la scrittura (la minuscola carolingia) che ancora oggi usiamo
- Si adotta e si divulga la numerazione araba
- Nascono le prime università
- Si registra un incremento demografico
- Si realizzano alcune scoperte e innovazioni tecnologiche (orologi e occhiali)
- Sorgono le città storiche abbellite dai monumenti (cattedrali e palazzi comunali)
Suddivisione del medioevo storico artistico
- Periodo tardoantico o paleocristiano: dall’editto di Costantino (313) alla discesa dei Longobardi in Italia (568)
-
Alto medioevo: dal 568 all’anno Mille
- Periodo longobardo (568-774)
- Periodo carolingio (774-fine del X secolo)
- Periodo ottoniano (intorno all’anno Mille)
-
Basso medioevo: dall’XI secolo al Trecento
- Età romanica (XI-XIII secolo)
- Età gotica (fine Duecento - Trecento)
Capitolo I. L'eredità classica e le premesse dell'arte medievale nei secoli IV-VI
L’arte tra questi due secoli è difficile da definire ma partendo dal naturalismo classico si approderà alla rappresentazione di un Universo astratto e trascendente. Per alcuni storici il vero momento dell’inizio dell’arte medievale è da collocarsi nell’800 con la nascita del Sacro Romano Impero con Carlo Magno. Diciamo che l’inizio dell’attività artistica la datiamo all’editto di Milano del 313 che consentiva la libertà di culto alla religione cristiana e con il trasferimento della capitale dell’Impero da Roma a Costantinopoli tra 324-330. L’Impero si era esteso a dismisura verso est comprendendo anche Egitto, Asia Minore e Africa Settentrionale tanto che a guardare la cartina, Costantinopoli rappresentava il centro geografico dell’Impero. L’arte in questi anni è il prodotto di profondi mutamenti sul piano politico. Roma è comunque sempre un forte centro economico e artistico ma con il passare degli anni diventa sempre più dipendente da Costantinopoli.
Dopo Costantino, un energico imperatore fu Teodosio il Grande, con lui si risentirà di un forte influsso di sensibilità cristiana. Nel 402 l’imperatore d’occidente Onorio (fratello di Arcadio in Oriente) consigliato da Stilicone (generale vandalo) spostò la capitale da Roma a Ravenna. Dato che Ravenna era più vicina all’Adriatico, in caso di attacco da parte dei Visigoti di Alarico, gli aiuti da Costantinopoli sarebbero potuti arrivare più facilmente. Alla morte di Onorio, l’Impero fu retto dalla sorella Galla Placidia.
Teodorico muore nel 526 e si scatenano le guerre gotiche, che offrirono a Giustiniano, il pretesto per riconquistare l’Italia. Ravenna cadde subito sotto l’esercito bizantino per mano del generale Belisario. A Costantinopoli regna Giustiniano che porta una sferzata di ricchezza e di novità in ogni campo. Gli ideali giustinianei si fondono in Italia nella basilica di San Vitale, nel dittico Barberini e nella Cattedra di Massimiano.
1. Età tardoantica o paleocristiana (313-568)
Il patronato artistico dell’imperatore Costantino e la cristianizzazione di Roma (313 – 337) Personaggio emblema di questo periodo è Costantino, che per primo ha favorito la nascita e la comparsa di opere che definiamo medievali ed ha avviato il processo di patronato artistico che verrà seguito da tutti gli imperatori successivi. Il progetto di Costantino era quello di “cristianizzare Roma”, ma era arduo poiché la maggior parte della popolazione era ancora fortemente pagana. Perciò attuò un programma politico dell’ambiguità: per i pagani ricostruì la Basilica Nova iniziata da Massenzio e costruì le Terme sopra il Quirinale; per i Cristiani costruì basiliche urbane, cimiteriali e martiriali.
Le basiliche che Costantino fece costruire a Roma e nelle immediate vicinanze si distinguono in tre gruppi:
- Basiliche urbane o intramuranee
- San Salvatore (San Giovanni in Laterano)
- Santa Croce in Gerusalemme
- Basiliche cimiteriali (coemeterium basilicae) o extramuranee
- Basilica Apostolorum o di San Sebastiano sulla via Appia
- Basilica ad duas lauros o dei Santi Marcellino e Pietro sulla via Labicana
- Basilica anonima sulla via Prenestina (villa Gordiani)
- Basilica di San Lorenzo sulla via Tiburtina
- Basilica di Sant’Agnese sulla via Nomentana
- Basilica di papa Marco sulla via Appia (presso le catacombe di San Callisto)
- Basiliche ad corpus o martyria
- San Pietro in Vaticano
- San Paolo sulla via Ostiense
Basiliche urbane o intramuranee
San Giovanni in Laterano: Chiesa madre di Roma, la prima basilica costantiniana per eccellenza. Costruita tra il 313-318. La facciata e l’interno furono rifatti successivamente dal Bernini. Sorge sopra gli ex Equites Singulares, lontano dalla vista dei senatori e su un territorio di totale proprietà dell’Imperatore. Dagli scavi si è potuto notare che la pianta antica, la navata centrale, è stata ripresa ma è stata allargata e allungata. Il tetto era spiovente a capriate con coperture lignee, e la navata centrale era più alta. 5 navate divise da colonne (maggior permeabilità visiva) e abside di fronte all’entrata. Al centro c’era un camminamento, detto “solea”, che portava verso un arco trionfale, sembrava un cammino spirituale obbligato. Questo arco trionfale era chiamato “Fastigium Argentem” composto da 4 colonne collegate tra loro da un architrave e all’interno c’era una loggia dove erano poste le statue degli Apostoli e di Cristo. Serviva, si pensa, da divisorio tra la navata centrale e l’area presbiteriale. I Papi risiederanno qui per tutto il medioevo, difatti all’interno troviamo la cappella papale chiamata “Sancta Sanctorum”. Per il chiostro di questa chiesa, successivamente, opereranno artisti murari come i Vassalletto, che modelleranno delle meravigliose colonne tortili. La Chiesa cattedrale era destinata alla liturgia vescovile, alle riunioni plenarie dei fedeli intorno al capo della comunità, soprattutto nelle ricorrenze delle festività pasquali; momenti di preghiera e riunione comunitaria. La Basilica Lateranense fu l’unico edificio di culto cristiano costruito ex novo da Costantino all’interno della città. L’Imperatore Costantino aveva fatto costruire accanto alla Chiesa un grande battistero, ottagonale, per il sacramento dell’iniziazione cristiana, sontuosamente decorato. Accanto ad esso sorgeva l’Episcopium che era la residenza del vescovo e del suo entourage, ma di esso non rimane nulla.
Santa Croce in Gerusalemme: È situata sopra il suolo imperiale. È dedicata alla madre di Costantino, Elena. All’interno sono ancora visibili le colonne e i pilastri costantiniani. Non è una chiesa che nasce ex novo, nasce all’interno del palazzo del Sessorium, dentro la residenza di Elena. Elena la volle dotare della reliquia della Santa Croce pervenuta direttamente da Gerusalemme. Presenta 3 navate, divise da serie di colonne binate con aperture ad arco a tutto sesto erette in senso longitudinale (dall’entrata verso l’altare). La pianta attuale risale al XII secolo.
Basiliche cimiteriali (coemeterium basilicae) o extramuranee
Caratteristiche comuni
- Databili orientativamente prima del 326 (ad eccezione della basilica di Papa Marco del 336)
- Edifici sorti nelle aree cimiteriali più importanti del suburbio, sulle vie consolari
- Visibili tutte da lontano
- Pianta a forma di circo, con tre navate e con deambulatorio che gira intorno all’abside (dette perciò basiliche “circiformi” o “a esedra”)
- Rapporto 1:2 tra navata mediana e navate laterali
- Occupate da sepolture interne e affiancate da mausolei esterni
- Muratura ad opus listatum (uno o due corsi di tufelli alternati a un filare di mattoni)
Basilica dei Santi Marcellino e Pietro: Si trova sulla Via Labicana, costruita tra il 313-318. Sorge nel sito dei “duas lauros” ed è collegato con il Mausoleo di Elena, il cui sarcofago di porfido un tempo era qui contenuto, situato a ridosso della facciata. All’interno le navate erano divise da pilastri e vi era un endonartece. La facciata e l’area circostante furono riassestate nel 1700 sotto Papa Clemente XI.
Basilica di Sant’Agnese: Sulla Via Nomentana, costruita intorno al IV secolo, fatta costruire da Costantina o Costanza, figlia di Costantino, che si fece seppellire nel Mausoleo adiacente. Basilica di Papa Onorio I (625-638). Endonartece, 3 navate, galleria al di sopra della navate laterali (servivano come accesso laterale anche perché la Chiesa è incassata nel manto stradale e quindi bisognava per forza entrare da sopra. Nell’abside troviamo l’affresco della martire e dei papi committenti con il modellino della chiesa.
Affresco “Agnese tra i papi Simmaco e Onorio I”: Si trova nella volta absidale. Le figure, assolutamente frontali, quasi sagome asciutte, si profilano su un fondo di oro cupo, per cui la loro consistenza corporea viene annullata. Esse sembrano al di fuori dalla realtà e da qualsiasi dimensione spazio-temporale. La martire Agnese, al centro, veste come una basilissa orientale con abiti trapunti di gemme e pietre dure, ma nessun segno, nessuna vibrazione psicologica traspare dal suo viso emaciato, strutturato da un contorno lineare, con uno sguardo assente completamente immerso in una realtà celeste spoglia di qualsiasi attributo terreno. D’ora in poi i fatti figurativi romani e non solo romani si volgeranno in un rapporto dialettico costante col mondo bizantino.
Mausoleo di Santa Costanza: o Costantina. L’ambulacro è coperto con una volte a botte decorata da mosaici, che alternano motivi geometrici, scene di vendemmia, ritratti inseriti in clipei. Al centro è rappresentato Annibaliano, sposo di Costantina morto prematuramente. L’abbondante presenza di temi pagani, a cui la tradizione cristiana dei primi secoli attingeva ampiamente, hanno fatto si che il mausoleo venisse a lungo identificato con un santuario pagano sotto il nome di Tempio di Bacco. Il ritmo delle pareti laterali è scandito di numerose nicchie, di cui le quattro in corrispondenza degli assi sono di dimensioni maggiori: di forma rettangolare le due sull’asse longitudinale (entrata), semicircolari le due sull’asse trasversale. I corrispondenti spazi (intercolumni) tra le doppie colonne sono più larghi e più alti degli altri. In questo modo viene così a crearsi uno schema a croce inscritta in una circonferenza. La nicchia rettangolare opposta all’entrata ospitava il sarcofago porfiretico di Costantina decorato con motivi cristiani che riprendono i temi della decorazione musiva dell’ambulacro. Il sarcofago è conservato dalla fine del ‘700 nei Musei Vaticani; al suo posto è collocata una copia in gesso. Il mosaico sotto la volta del corridoio anulare è fatto con tessere d’oro.
Basilica anonima: Sulla Via Prenestina. (Fine IV secolo). Non si conosce l’intitolazione dell’edificio poiché non viene citato nel Liber Pontificalis. Anch’essa sorge nei pressi di un imponente mausoleo a pianta centrale (chiamato il Mausole di Tor de’ Schiavi) che però sembra essere autonomo.
San Lorenzo f.l.m.: Su Via Tiburtina. La basilica non sembra essere collegata con mausolei di particolare impegno monumentale. Sappiamo dal Liber Pontificalis che l’edificio fu costruito sulla tomba del martire Lorenzo da Costantino. Nel VI secolo fu sostituita dall’attuale basilica costruita da Papa Pelagio.
Basilica Marci: Sulla Via Ardeatina. Scoperta recentemente ed identificata con la basilica eretta nel 336 da Papa Marco a seguito di un lascito da parte di Costantino. L’edificio ancora in corso di scavo è probabilmente coevo alla Basilica di Sant’Agnese.
Basilica Apostolorum: Ora intitolata San Sebastiano sulla Via Appia. Costruita tra 317-320. La basilica era collegata sul lato sud con un mausoleo quadrangolare con fronte aperta a trifora e direttamente comunicante con la Chiesa (in seguito demolito e costituito da monumenti funerari più piccoli). L’edificio è collegato alla tradizione di una primitiva sepoltura degli apostoli Paolo e Pietro.
La politica monumentale di Costantino in favore della Chiesa di Roma si espresse soprattutto nella costruzione di grandi martyria suburbani. Ben 6 chiese furono realizzate in onore dei martiri più venerati nella città grazie alla generosità del principe e dei suoi discendenti. La più spettacolare di queste costruzioni fu la Basilica del Vaticano eretta sopra la tomba del fondatore della comunità romana, cioè San Pietro. Era la più grande mai costruita, misurava 119 mt di lunghezza, 64 mt di larghezza e 38 mt di altezza. Presentava una divisione a 5 navate e tra queste e l’abside vi era un corpo, il transetto destinato ad accogliere al centro un grande monumento foderato di marmi preziosi. L’erezione di una chiesa così imponente richiese un cantiere lunghissimo. Fu iniziata nel 319 con Costantino e fu finita durante il regno di uno dei figli. L’edificio esaltava la memoria del fondatore della Chiesa di Roma e il primato della Sede Apostolica. L’immagine della “Traditio Legis” (l’investitura di Pietro da parte di Cristo quale depositario della sua dottrina e del suo magistero) rappresentata nel catino absidale ribadiva il significato politico della costruzione.
Prime basiliche romane postcostantiniane ricavate da antiche strutture (secc. IV-VI)
I pontefici del primo Medioevo, nell’intento di proseguire la cristianizzazione della città di Roma, cercano di imitare l’esempio di Costantino promuovendo luoghi di culto a favore dei fedeli cristiani. Ma in genere, date le difficoltà, essi si limitano ad adattare al nuovo culto alcune strutture preesistenti.
Basiliche ricavate da edifici privati:
- Basilica di San Marco a Piazza Venezia (dall’abitazione di papa Marco)
- Basilica di Santa Maria in Trastevere (dal titulus Callisti)
- Basilica di San Lorenzo in Damaso (dalla domus di papa Damaso)
- Basilica di Santa Pudenziana (dalla proprietà del senatore Pudente)
Chiese ricavate più tardi da strutture pubbliche:
- SS. Cosma e Damiano (dal Tabularium Urbis)
- Santa Maria ad martyres (dal Pantheon)
Edifici postcostantiniani di nuova progettazione
Edifici romani (secc. V-VII):
- Santa Sabina (Aventino) (sui ruderi di antichi edifici romani)
- Santa Maria Maggiore (Esquilino)
- Santo Stefano Rotondo (Celio)
- San Lorenzo f.l.m.
- Sant’Agnese f.l.m.
Principali edifici paleocristiani fuori di Roma (secc. IV-VI):
- Complesso di San Lorenzo a Milano
- Battistero di Firenze
- San Salvatore a Spoleto
- Tempietto alle fonti del Clitunno
- Santa Restituta e battistero di Napoli
Santa Sabina
Santa Sabina si trova in alto sull’Aventino, a sinistra dopo un precipizio c’è il Tevere e a destra una strada antica forse il Vicus Armilustri, oggi Via di Santa Sabina.
La chiesa
La pianta delle navate, del nartece e dell’abside è semplice e non sembra essere mai cambiata, tranne il nartece che forse doveva estendersi lungo la facciata della navata laterale nord dove ora vi è l’ingresso agli edifici monastici. Il solo elemento straordinario sembra essere quindi l’ubicazione dell’ingresso del nartece attraverso i lati corti nord e sud, le cause sono ovviamente la disposizione delle due strade romane. La Basilica consta di una navata centrale e due laterali e un abside. Fu restaurata in due campagne che le ridiedero il suo aspetto paleocristiano. La navata centrale è molto alta ed è illuminata da 11 grandissime finestre sopraelevate sui muri della navata centrale, 5 nel muro ovest e 3 nell’abside. I muri sopraelevati sulla navata centrale sono sorretti da 24 colonne uguali, di ordine corinzio del II sec ed hanno le basi (la presenza o meno delle basi deriva dal vincolo dell’altezza o dei materiali di riutilizzo). Le colonne sono sormontate da arcate con un rivestimento in opus sectile. Una grande “Schola Cantorum” occupava la metà orientale della navata centrale. Tre cappelle di epoca tarda sporgono dalle navate laterali e sono dedicate a San Giacinto, San Domenico e Santa Caterina da Siena. Il rifacimento di Sisto V, diretto da Domenico Fontana è datato 1586-87.
Restauri di Antonio Munoz
Restauro avviato il primo nel 1914-19 dove vennero riaperte le finestre, in origine alcune furono tamponate, alle quali poi vennero applicate delle transenne, realizzate in gesso (in origine in selenite). Venne rifatto l’altare, riaperte alcune delle arcate laterali. Consolidamento e ridipintura della volta absidale dove vi era il dipinto di Taddeo Zuccari che era una reinterpretazione del mosaico originario; vennero riportati alla luce gli edifici preesistenti. Il secondo restauro tra il 1933-36 fu rifatto il pavimento che ripropone lo schema a pannelli che Munoz afferma di aver trovato sotto al pavimento attuale; trova tracce dell’antica recinzione davanti all’altare e la ricostruisce in maniera scientifica.
Porta lignea: Risalente al 432-440 sotto Papa Sisto III. Nelle scene scolpite si nota la mano di un artista classico e quella di uno ellenistico. Il primo, detto anche il “Maestro del Sermo Rusticus”, procede con una composizione più asciutta senza alcun decorativismo. Il secondo esegue le scene con raffinatezza di stile e rende le figure quasi dipinte.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti lezioni - Storia dell'arte medievale
-
Storia arte medievale-riassunto lezioni (93p.)
-
Lezioni Storia medievale
-
Lezioni Storia dell'arte contemporanea