Estratto del documento

Il contesto storico del nuovo teatro

Teatro = il luogo dove guardare spettacoli (-> teaomai = guardare)

Qual è il contesto storico in cui emerge il nuovo teatro?

In Italia le prime manifestazioni di un nuovo teatro si hanno alla fine degli anni Cinquanta, più precisamente nel 1959, anno del debutto dei pionieri del Nuovo Teatro, Carmelo Bene e Carlo Quartucci. A livello internazionale, vi erano già state in precedenza manifestazioni di lieve importanza. Nasce il Living Theatre, una delle compagnie teatrali più importanti, fondata da J. Beck e J. Malina. Opera alla fine degli anni Quaranta ma esplode nel 1959 grazie a The Connection, spettacolo dirompente nella tematica - tossicodipendenza - e nel linguaggio che fece scalpore.

Sempre nello stesso anno, 1959, nasce in Polonia da Grotowski e dal suo rivale Kantor (La classe morta) la tradizione spettacolare polacca. L'importanza di Grotowski sta nel fatto che egli si sia interessato alla formazione degli attori; ha scritto libri e dato insegnamenti ottenendo un grande seguito. Tutto ciò accade nella cittadina polacca di Opole: Grotowski, insieme a Plaszen, fonda il Teatro delle tredici file, che nel 1959 diventa teatro-laboratorio -un'innovazione per l'epoca.

Negli anni Cinquanta e Sessanta gli USA hanno avuto un boom per quanto riguarda anche il teatro: negli USA infatti vi erano un sacco di europei migrati dalla terra d'origine negli anni Trenta per fuggire dalle dittature. La concentrazione di menti intellettuali ed artistiche in USA ha costituito l'humus per lo sviluppo artistico e la ricerca in questo settore.

John Cage e l'avanguardia musicale

L'Happening si fonda sul concetto di arte come performance, similmente a quanto Pollock ha fatto nelle arti visive con la action painting. È una forma spettacolare priva di testo, storia, personaggi, nella quale le azioni sono slegate l'una dall'altra e spesso violente ed estreme. Si rompe la barriera attore-pubblico; è un modello di spettacolo rivoluzionario. Tutti i linguaggi sono sullo stesso piano: le parole sono sullo stesso piano dei movimenti, dei gesti e della musica, non vi è più la gerarchia del teatro tradizionale.

La quarantennale collaborazione tra J. Cage e M. Cunningham è stata diversa da una tradizionale collaborazione tra musicista e coreografo: musica e coreografie qui infatti condividono spazio e tempo ma senza essere subordinate una all'altra, convivendo.

Il Novecento teatrale

Il teatro del Novecento è il teatro che ha cambiato il modo di fare teatro, grazie a diverse novità:

  • Gli autori di questo secolo (Pirandello, Beckett…) hanno apportato grandi cambiamenti.
  • L'introduzione della luce elettrica - innovazione tecnologica: l'effetto della sala buia e del palco illuminato dà luogo a una situazione ipnotizzante.
  • L'introduzione dei media, nuovi media, elementi elettronici e digitali.
  • Il "fare teatro" in luoghi inediti: si diffonde l'usanza di fare spettacoli al di fuori dei soli teatri (piazze, palestre, case private, industrie in disuso…) nella prima metà del Novecento ma soprattutto nella seconda.
  • Il forte aumento della fama dell'attore: iniziano ad essere visti come veri e propri performers, non più semplici interpreti di una parte.
  • La riduzione della distanza tra attore e spettatore: al contrario dei teatri storici, nei quali è ben netta la divisione tra i luoghi destinati agli uni ed agli altri, si mira a creare una situazione di coralità rendendo partecipe lo spettatore.
  • La nascita della regia - novità assoluta: la figura del regista prima non esisteva, entra in scena a fine Ottocento e con essa nasce il concetto di regia. Alcuni tendono a retrodatarne la nascita a metà Ottocento, attribuendola a Meininger e Antoine.

Antoine, capo del teatro naturalistico francese, fonda poi il Teatro Libero: libero dai legami tradizionali, teatro d'arte, di cultura, che segue una politica di attenzione anche degli allestimenti interni. Con la fondazione di questo teatro crea un bacino dove possono nascere proposte nuove ed interessanti che rivaleggiano con i teatri tradizionali, condizionati dai canoni classici e soprattutto commerciali. Antoine è considerabile quindi un proto-regista, non completamente regista però perché privo di teorizzazione.

La regia del Novecento

La regia nasce grazie a degli attori che hanno contribuito alla teorizzazione della messa in scena con principio estetico. Gli artisti teorici che fondano ufficialmente la regia sono: Adolphe Appia, Gordon Craig e Georg Fuchs.

Nel Novecento il teatro è concepito come opera, non più come contenitore (come nell'Ottocento) di diverse performance. In Italia era solito esserci un grande attore protagonista, attorniato da attori minori e da allestimenti poco curati. Le opere prima di allora erano state soltanto quelle di Shakespeare e dei suoi simili. Con l'avvento della regia, oltre all'opera tradizionale si ha un vero e proprio spettacolo.

Con l'entrata in scena del regista la partita teatrale diventa a tre giocatori: autore, attore, regista. La regia diventa ben presto l'unico modo possibile di fare teatro; essa non costituisce un fenomeno unitario, ma coinvolge l'intero mondo teatrale del Novecento: vi sono stati moltissimi tipi di regia e registi.

La regia ha permesso anche che si generassero esiti opposti a quelli che il Novecento definisce questioni cruciali, tra cui la concezione di spettacolo teatrale come messa in scena del testo, che si risolve in due diversi tipi di regia:

  • Maggioritaria: rafforza il teatro del testo, lo spettacolo deve rimanere comunque legato all'opera in prosa. È una versione moderata della regia; si tratta di teatro testo-centrico -> teatro per il testo. Ciò appartiene alla cronaca del teatro novecentesco, cronaca perché oggettiva.
  • Minoritaria: all'insegna dell'utopia e dell'eccesso, rovescia il teatro del testo ed eccede l'idea dello spettacolo come messa in scena, apre una via di fuga. Si pone l'esperienza teatrale in modi diversi, qualitativamente anche di maggior interesse; si tratta di teatro sceno-centrico -> teatro con il testo; si incentra però sullo spettacolo in sé, il testo è parte di un insieme comprendente anche altri elementi, come musica e allestimenti, concorrenti in misure libere e differenti allo spettacolo. Ciò appartiene alla storia novecentesca, storia perché più fluida, meno rigida. La sceno-centralità costituisce una novità nel teatro del Novecento. (Eugenio Barba, Odin Teatret, 1964)

Di conseguenza nel '900 in teatro si può finalmente fare spettacolo senza partire da un testo; si apre così la possibilità di utilizzare testi non solo drammatici ed anche quella di non utilizzare testi in toto -sviluppatasi soprattutto negli ultimi decenni, si tratta di spettacoli senza parole comprensibili ma con suoni di altra natura, un esempio è la Societas Raffaello Sanzio, una compagnia teatrale odierna di Cesena.

C'è una linea di forza del Novecento, ed è il superamento della rappresentazione - è utopico pensare che si possa uscire dalla rappresentazione sempre tramite teatro? Ultimamente si parla di un teatro che tende alla performance, ovvero l'azione che vale per quello che è, senza rimandare a null'altro se non a se stessa. In questo periodo si cerca di fare dello spettacolo un evento (A.Kaprow, Happening, 1959): cala l'interesse per il creare un'opera scenica ed aumenta la volontà di realizzare un'insieme di dinamiche tra attore e spettatore - Grotowski in Per un teatro povero definisce il teatro "quello che accade tra attore e spettatore".

Il teatro post-bellico (fine '40 - inizio '50)

Individua nel teatro di regia una controparte, si oppone ad esso, che nella sua versione moderata, ovvero di regia maggioritaria, si era imposto nella diffusione nei teatri. Si fondano i Teatri Stabili, primo in Italia il Piccolo Teatro di Milano, nel 1947, di cui direttore artistico Giorgio Strehler, seguito dal Teatro Stabile di Genova, nel 1951, di cui direttore artistico Luigi Squarzina. È un tipo di teatro che rimette al centro della scena l'attore e recupera una creatività attoriale sulla quale il teatro precedente aveva fatto terra bruciata. Si utilizzano tradizioni dialettali, marginali; moltissimi colgono a modello Eduardo De Filippo, fondatore del Teatro Umoristico ed autore di numerosi drammi teatrali. Con il nuovo teatro si rilancia l'idea del gruppo, che implica una condivisione totale, l'appartenenza ad un'entità collettiva, al contrario di ciò che accade all'interno di una compagnia, che condivide solo i tempi lavorativi teatrali.

Ritardo sociologico del teatro

Si verifica un ritardo sociologico del teatro: per tutti gli anni Cinquanta il teatro era rimasto arretrato rispetto allo sviluppo che avevano avuto le arti nel dopoguerra -ad esempio il teatro americano, Broadway, Williams… Questo ritardo è dovuto al fatto che il teatro nel secondo dopoguerra accusa una perdita di memoria rispetto al teatro precedente -di inizio secolo. A causa della grande censura causata dal dominio dei totalitarismi e dal conflitto mondiale il teatro perde quei progressi già raggiunti prima, per poi riacquisirli gradualmente tramite anche riferimenti a maestri del primo Novecento, come Brecht, Pirandello, Artaud.

Data l'arretratezza del teatro degli anni Quaranta e Cinquanta rispetto alle altre arti (musica, danza, arti visive…), esso riceve sollecitazioni dalle arti visive e dalla musica. Il primo personaggio a fornirgliele sarà John Cage, musicista, che nel 1952 organizza al Black Mountain College -istituzione pari alla Bauhaus- un evento da lui definito Theatre piece no.1, avente caratteristiche inedite:

  • Interdisciplinarità: artisti di diverso tipo interagiscono insieme - Charles Olson, poeta, David Tudor, pianista, Robert Rauschenberg, pittore, Merce Cunningham, danzatore, Meinster Eckart, mistico, Mary Caroline Richards, traduttrice americana di Artaud e molti altri.
  • Coesistenza paritaria dei mezzi di espressione: tutti i linguaggi artistici che condividono lo spazio/tempo hanno la stessa priorità (teatro di rappresentazione, dove tutto concorre al linguaggio verbale che veicola il testo drammatico).
  • Possibilità di improvvisazione all'interno di un piano ben organizzato.
  • Annullamento della frontalità tra spettatore ed attore: varia completamente l'assetto spaziale rispetto al teatro, le azioni si svolgevano intorno allo spettatore, non di fronte, cade la distinzione netta tra chi agisce e chi guarda.
  • Completezza artistica.

Il fenomeno dell'Happening

Non è la prima volta che accade una cosa simile: nel periodo delle avanguardie storiche le serate futuriste seguivano uno schema simile a quello del varietà, ma di livello più alto rispetto a quello "popolare". Le serate futuriste possono quindi essere interpretate come anticipazioni del fenomeno dell'Happening (1959), e John Cage un post-futurista. I partecipanti all'evento di Cage sono tutte figure molto vicine ad altri due fenomeni cruciali: l'Happening (1959) ed il Living Theatre (1961).

Pochi personaggi in quel periodo hanno lasciato il segno come Artaud, specialmente post mortem (avvenuta nel 1948). Egli è riuscito infatti ad influenzare molti ambiti: artistico, filosofico, antropologico e perfino psicanalitico. Cage è l'unico colosso teatrale ad avere un'influenza completa, non solo in ambito artistico. Egli ha una visione dell'arte molto vicina a quella di Marcel Duchamp: mirare ad un riavvicinamento arte-vita fino a farle quasi identificare l'una nell'altra. Come Duchamp nei ready-made preleva gli oggetti così come sono e li rende artistici grazie all'azione del decontestualizzarli, così Cage esprime un concetto similissimo riguardo però la musica: il musicista dev'essere un listener, tutti i suoni sono già presenti in natura ed a lì devono essere prelevati, la composizione è indeterminata. Così Cage nel 1952 compone Music o'change, traducendo l'opera divinatoria cinese I Ching. Cage ha una coltissima e nobile preparazione musicale ed artistica in generale, la sua ricerca è un modo per far progredire la musica dopo il distacco dalla musica dodecafonica di artisti come Schoenberg e Stakhausen. Dato il radicalismo del suo pensiero, Cage perderà lungo il proprio percorso molti dei compagni. Radicalizza sempre più l'improvvisazione: dapprima la attuava soltanto nella composizione dell'opera, poi anche nell'esecuzione stessa della musica.

Verso fine settembre/inizio ottobre 1959, presso la Reuben Gallery (61, IV Avenue, New York City), si tiene il primo happening, termine coniato dal responsabile, Allan Kaprow, allievo del sopracitato John Cage. Prima dello spettacolo viene inviata una circolare ai 75 invitati, per avvertirli anticipatamente che saranno sia spettatori sia protagonisti, e di non cercare di inquadrare l'evento in un ambito artistico specifico, perché scopo dell'opera non sono le singole arti. Il tema sarà la vita. Agli invitati oltre la circolare è inviato anche un collage, diverso per ogni ospite, ed un grande foglio illustrante l'evento.

Si svolge in tre stanze differenti, con rappresentazioni simultanee ("18 happenings in 6 parts"); non c'è più un evento che lo spettatore possa dominare con lo sguardo: se il partecipante è in una stanza, conseguenza è che si stia perdendo la rappresentazione avente luogo nelle altre due sale.

Il fattore di novità dell'Happening

L'happening ha avuto una grande influenza sulla ricerca, ancora un po' timida e debole, del Nuovo Teatro. Ma qual è stato il fattore che aveva attratto i settantacinque spettatori dell'happening di ottobre 1959? Avranno probabilmente assistito a spettacoli di John Cage, se non addirittura a quello nel South Carolina nel 1952. Ma il fattore di novità è costituito dalla simultaneità tra i tre spettacoli, ciascuno dei quali privo di nesso logico con gli altri. Vi è una simultaneità degli eventi combinata alla divisione dei luoghi: è un montaggio illogico di più elementi eterogenei tra loro. Vi è inoltre un'immersione completa nello spettacolo: lo spettatore non si trova più davanti alla messa in scena ma all'interno di essa, non guarda, partecipa.

Già il proto-happening di John Cage del 1952 ha anticipato alcuni dei fattori chiave di questa novità; addirittura M. Kirby, nel proprio saggio Happening, 1965, individua predecessori dell'happening collocabili nelle avanguardie artistiche. Questo happening (1959) intacca l'unitarietà dello spettacolo teatrale; presenta poi alcune caratteristiche atipiche rispetto agli spettacoli sui generis successivi:

  • Copione molto dettagliato
  • Assenza di provocazioni e/o aggressioni nei confronti degli spettatori
  • Assenza di nudità
  • Inesistenza di un punto di vista complessivo e frontale - gli happening successivi non saranno tanto radicali riguardo ciò, nascono poi gli happening da palcoscenico, spettacoli dichiaratamente frontali

Tra happening e performance vi è una differenza dimensionale: l'happening è un evento collettivo che unisce varie azioni, spesso non legate da un filo logico, invece la performance è una sola azione, di una o più persone.

[Rauschenberg, pittore sperimentale -> tenta la fuoriuscita dal quadro -> collage/assemblage -> enviromental art -> happening (= enviromental art animata). Ciò è descritto in Enviromental Theatre, 1968, scritto da Schechner.]

Successivamente al suo debutto, si comincia retrospettivamente a chiamare happening anche rappresentazioni precedenti al 1959 -oltre a quella di J. Cage nel 1952. Dopo il 1959 si avvia la produzione di altri happenings in Europa: il primo è stato a Venezia nel 1960, organizzato dal più grande autore di happenings europeo, Jean-Jacques Lebel. Altri nomi eminenti della scena internazionale in questo ambito sono Ann Halprin, Claes Oldenburg, Red Grooms.

L'happening non è un vero e proprio genere teatrale, ma più un boom, una moda; già dal 1963 vari artisti utilizzanti l'happening gradualmente lo abbandonano, tornando ad occuparsi della "propria arte" - soprattutto i pittori. Nonostante ciò, successivamente altri artisti seguono le orme degli happenings e ne ripropongono le proprie versioni, tra cui la celeberrima Paradise Row (1965), spettacolo emblematico della rivolta studentesca del maggio 1968.

L'Happening e il teatro di regia

L'Happening non è da confondersi o contrapporre al teatro di regia. L'Happening è un'esperienza esterna al teatro ed ha origine fuori da esso, da artisti, ma gli effetti ricadono anche su quell'ambito. È dall'interno del teatro di regia che nascono quelle stesse proposte che successivamente lo porteranno a superarsi. Il teatro era in ritardo all'epoca rispetto alle altre forme artistiche. Molti dei teatri della seconda metà del Novecento erano artisti d'altre forme (artisti visivi…); un esempio ne è Kantor, che pur celeberrimo personaggio dell'ambiente teatrale polacco, nasce come artista visivo molto sperimentale, a Cracovia. Nonostante la sua carriera pittorica contribuirà anche alla nascita dell'Happening. Anche J. Beck, artista, insieme a J. Malina (diplomata in regia alla Scuola di Piscator) contribuirà alla crescita dell'ambiente teatrale fondando il Living Theatre (1947). Negli anni Sessanta viene fondato il Bread and Puppet Theatre. In Italia le arti visive sono importanti: Mario Ricci comincia come pittore e scultore, che grazie a un apprendistato svedese in un teatro di marionette, s'affaccia a questo mondo dello spettacolo ed arriva a diventare poi un regista. I modi in cui si arrivava a fare il regista non prevedevano vie canoniche.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 37
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 1 Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni, Storia del teatro e dello spettacolo Pag. 36
1 su 37
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola.valeriani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof De Marinis Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community