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Prima settimana dei sonetti

Lezione 10 – 24 ottobre 2018

Nei sonetti 71/72 per quale motivo il poeta prega di non essere ricordato dopo la morte e perché sminuisce la propria persona?

Sonetto 71: In questo sonetto il poeta anticipa un momento successivo alla sua morte dando all’amico delle indicazioni su come comportarsi.

Tesi: questo sonetto è rivolto all’amico.

  • L’io poetico si presenta come qualcuno che all’amico non torna all’onore aver conosciuto e amato. Può essere schernito per questo. Sono fantasie suicide.
  • Al verso 9 si tematizza la creazione poetica, quindi si presuppone che tra l’io poetico e il destinatario del componimento ci sia una comunicazione di carattere letterario, che la persona a cui si rivolge è il destinatario dell’opera. L’io poetico gli ha rivolto dei versi.
  • È possibile schernire qualcuno per una frequentazione soltanto se in termini sociali sminuisce la persona, ci deve essere quindi un divario sociale evidente. Queste due condizioni si verificano per l’amico. I primi 15 componimenti sono rivolti ad un giovane di condizione sociale eminente per convincerlo a sposarsi, come si evince dalle preoccupazioni genealogiche esplicitate. I ricchi devono avere eredi.
  • Molti sonetti celebrano l’amico e nessuno celebra la donna (130 è la noncelebrazione).

Sonetto 72: La situazione diventa più specifica (verso 13) quando l’io poetico afferma che la sua vergogna sono le cose che produce e anche l’amico dovrebbe provare vergogna ad amare ciò che l’io poetico produce, perché non valgono niente. La squalifica colpiva le persone che lavoravano a teatro quindi potrebbe essere un’allusione a questo. La vergogna potrebbe essere relativa ai componimenti.

Recusatio: affermazione da parte del poeta di incapacità o insofferenza. Il motivo di questo atteggiamento potrebbe essere un espediente letterario, ma Girard sostiene la subordinazione sistematica anche in questi due sonetti.

Sonetto 26: La subordinazione viene espressa attraverso la metafora feudale del vassallaggio e quindi come consapevolezza di un’insufficienza radicale (versi 4-5-6) dice che non vale niente neanche come servo; che è privo di intelligenza poetica (versi 7 e seg.). La sua unica speranza è che qualche “good conceit” (buona idea) dell’amico conferirà merito alle sue abilità. La capacità di creare conceit fa comprendere se un poeta ha oppure no width (grandezza). Il poeta sta dicendo quindi all’amico che lui non ha alcun conceit, che come poeta fa schifo e quindi deve metterlo lui. Quindi lui senza l’amico non è nulla.

Questa asimmetria di subordinazione ontologica si ritrova anche in altri sonetti (35-57-88-89), ad esempio parla di colpe dell’amico, ma sempre in modo che lui non abbia il diritto di prendersela. Lui non ha il diritto di chiedere all’amico di trattarlo come si deve, se l’amico pecca l’io poetico lo scusa.

Masochismo: si annienta come persona per qualcuno che si trova sul suo stesso piano dell’essere, usa come Dio un altro essere umano. La sua forma estrema è morire nel ricordo. Tutti i pensieri devono essere rivolti all’amante e lui non deve avere altro scopo che l’amato. Per Girard un masochista è chi ha un rapporto di mediazione esterna con qualcuno che si trova sul suo stesso piano dell’essere. Uno sviluppo sistematico della retorica occidentale porta necessariamente all’espressione del masochismo.

“Non devo amare ciò che tu odi” quindi se odi me io mi odio.

Nei sonetti 70 e 131 la bellezza sembra avere un’accezione negativa, in che modo e perché?

Sonetto 70: Le persone belle vengono calunniate a causa della bellezza. Non afferma che la bellezza è negativa, ma che ci sono persone per cui la bellezza ha un’accezione negativa.

Sonetto 131: Tesi: questo sonetto è dedicato alla donna.

  • La persona a cui si rivolge non è bella perché viene istituito un paragone tra il modo di comportarsi dispotico e il suo aspetto. (se la tira come se fosse bellissima).
  • L’amico viene descritto come la persona più incredibile e bella quindi questo sonetto non può essere rivolto a lui.

Questa persona per l’io poetico è irresistibile, ma per gli altri non è bella e non li contraddice perché sa che hanno ragione. Per l’io poetico non è bella perché corrisponde ad un canone estetico, ma perché gli fa venire voglia di fare l’amore. A partire dal sonetto 127 si parla di una donna “black”. Ci sono due attori: un uomo bello e chiaro, di nobile nascita, e una donna dai facili costumi di condizione sociale mediocre, non bella e nera.

Lezione – 25 ottobre 2018

Che rapporto c’è tra la sfera biologica e quella artistica in riferimento all’immortalità? Ci sono simmetria ed equilibrio oppure no?

Tesi: immortalità avviene attraverso la procreazione, ma esiste un’altra forma di immortalità ugualmente metaforica (poesia).

Argomentazioni: la funzione argomentativa dei primi sonetti è di enunciare una premessa riguardante la plausibilità di una forma metaforica di immortalità. L’immortalità conferita dalla riproduzione biologica è un costrutto sociale intersoggettivamente condiviso (primi sonetti). Diversamente l’immortalità metaforica avviene attraverso la celebrazione poetica della bellezza (in quelli successivi). La riproduzione permette una doppia sopravvivenza quella della bellezza discendente e quella della celebrazione poetica dell’io.

Sonetto 1: Tempo è la prima parola che compare nei sonetti. In questo sonetto appare una pianta di rosa che è immortale perché da essa possiamo avere diversi cloni. L’uso di immagini vegetali però è una truffa perché i figli non assomigliano ai genitori come tra loro i fiori di una stessa pianta. L’immagine delle rose e delle talee ha una finalità argomentativa manipolatoria perché istituisce un collegamento infondato tra la bellezza dell’amico e la bellezza delle rose, creando un’analogia impossibile.

Dal Sonetto 1 al Sonetto 14: L’amico viene esortato dall’io poetico a battersi in prima persona contro l’azione del tempo attraverso il mezzo biologico della riproduzione.

  • La struttura dei primi 14 sonetti è attoriale.

Sonetto 15: La lotta contro il tempo viene presa in prima persona dal poeta per aiutare l’amico. L’azione del tempo può essere contrastata con l’innesto cioè un processo per metà naturale e per metà artificiale (metafora per la produzione poetica).

Sonetto 19: Dice che il tempo può anche distruggere la bellezza del poeta, ma la bellezza dell’amico resterà intatta nei suoi versi. (In realtà non rende immortale la bellezza dell’amico perché non si sa chi sia).

Sonetto 55: La poesia è vista come un sarcofago (dal greco “mangia carne”), quando l’amico è vivo non c’è poesia, ma quando muore c’è. La morte non avrà potere su di lui, il tempo verrà sconfitto. La tematica dell’immortalità non torna più dopo questi sonetti, ma torna l’idea della bellezza resa immortale dai versi. La raccolta è dedicata a T.T cioè Thomas Thorpe, l’editore del libro.

Alla base c’è una certa misoginia?

Nella cultura di Shakespeare vi erano due donne: Eva e la Vergine Maria. La Vergine è unica e sola, quindi tutte le donne che non sono la Vergine sono Eva (seduttrice e tentatrice), intrinsecamente corrotte e corruttrici.

Lezione 12- 26 ottobre 2018

  • L’autore empirico è la persona con cui identifichiamo chi ha scritto l’opera; in questo caso William Shakespeare.
  • L’autore implicito è l’istanza testuale che organizza la nostra esperienza di lettori, ma non è una persona, non è nata e non può morire. (Esiste solo in relazione al lettore implicito).
  • L’io poetico è il personaggio funzionale che dice io in un canzoniere poetico.

I critici sostengono che questi sonetti siano stati scritti da Shakespeare perché somigliano alle altre sue opere e non somigliano alle opere di nessuno.

  • Il lettore empirico reagisce in modo diverso (è la persona che legge).
  • Il lettore implicito è una funzione testuale che orienta l’esperienza del testo.

Ipotesi: questi sonetti sono un libro.

Per i primi sonetti, quelli sulla procreazione, abbiamo la premessa di un’argomentazione che riguarda l’immortalità. Se però consideriamo gli ultimi due sonetti come la fine di un libro la nostra esperienza di lettori viene modificata.

Sonetti 153-154: questi due sonetti mettono in scena dei personaggi, in un’ambientazione con la finalità retorica aliena rispetto agli altri. Cupido, rivale delle ninfee di Diana (Dea della castità), dorme e le ninfee gli rubano le frecce. L’azione non va a buon fine perché le frecce cadono in acqua e l’acqua diventa calda. Sono eziologici, cioè spiegano l’origine di qualcosa, in questo caso della sorgente termale.

Sonetto 144: è l’ultimo sonetto che parla esplicitamente del triangolo, parla infatti di un uomo angelico bello e chiaro e di una donna diabolica nera. Fino al verso 8 ci sono quelli che per l’io poetico sono i fatti; dal verso 9 diventano ipotesi quindi per la prima volta ha un dubbio. Il dubbio viene risolto (“fire” indica le malattie veneree); l’io poetico sostiene che la sua incertezza non sarà eterna perché arriverà un momento in cui saprà che il suo amico ha preso una malattia venerea dalla donna (ma se si fa l’amico può averla presa anche lui).

Tesi: c’è un rapporto tra quello che dice il sonetto 144 e quello che invece esperiamo come lettori dai due sonetti conclusivi. Ma fino al sonetto 152 non erano presenti fini eziologici, tanto meno la mitologia; quindi l’esperienza del lettore cambia negli ultimi due che risultano non innovativi. Finisce con due sonetti la cui artificiosità è evidente quanto la novità dei precedenti.

Quindi abbiamo due interpretazioni:

  • Per contrasto gli ultimi due fanno risaltare l’originalità ed autenticità dei precedenti.
  • Sono falsi e finti rivelandoci che gli altri sono finti come questi due, ma sono finti meglio.

In conclusione possiamo dire quindi che i due sonetti finali hanno delle conseguenze importantissime nella nostra esperienza di lettori.

Seconda settimana dei sonetti

Lezione 13-31 ottobre 2018

La donna viene sempre descritta in maniera negativa tranne che negli ultimi versi del sonetto 130, che cosa fa cambiare idea all’autore?

Premessa: la donna viene sempre descritta in maniera negativa.

I sonetti sulla donna iniziano dal 127, anche se è impossibile comprendere i sonetti 40, 41 e 42 senza supporre l’esistenza di un triangolo.

Sonetto 127: contrappone il presente al passato. Nel passato il nero non era considerato bello, ma si contrappone il presente in cui il nero è l’erede legittimo della bellezza che consegue dalla confusione tra il bello e il nero. All’origine di ciò vi è un’usurpazione (qualcuno si arroga un potere che non gli appartiene). L’azione umana dà alla bruttezza un viso falso, non prodotto dalla natura, ma dalla falsità dell’arte, cioè dalla dissimulazione (far vedere come naturale qualcosa di artificiale) e questo porta alla destabilizzazione della bellezza. Il nero degli occhi della donna diventa quindi una caratteristica etica. Il problema sta nel fatto che la donna è lontana dal modello canonico di bellezza e quindi questa bellezza non è socializzabile attraverso il linguaggio. Può essere descritta solo in maniera negativa.

Sonetto 129: si suppone che sia dedicato alla donna perché è lei ad essere descritta come nera e demoniaca. Le parole positive si possono contare: bliss, joy and dream e poi heaven, tutto il resto è inferno. Tre di queste parole riguardano stati incompatibili con la vita vigile, mentre la gioia viene presentata come qualcosa che ci si prefigge, quindi l’unico aspetto positivo realistico non è reale. Sta dicendo che ciò che nel sesso esiste di positivo non è compatibile con le costruzioni sociali condivise attraverso il linguaggio, quindi non può essere socializzato.

Sonetto 131: qui dice che per lui è immensamente desiderabile, ma non può dirlo. Era diffusa l’idea platonica della bellezza che è universalmente condivisa. L’amore per il corpo della donna non è generalizzabile ad altri corpi e non ha niente a che fare con la bellezza ideale di Platone.

Spesso il distico finale rivaluta le aspettative del lettore, come nei sonetti 18 e 130, è legittimo pensare che questa simmetria sia stata voluta?

Il distico dipende dalla struttura metrica del sonetto inglese (quartina, quartina, quartina, distico) rispetto ad esempio a quello italiano (due quartine e due terzine). Questo significa che le tre quartine si prestano ad un ragionamento, mentre il distico finale è un principio alieno, un contenuto sorprendente, rispetto alle quartine e si presta ad introdurre un concetto diverso. La qualità della creazione poetica è il width, cioè la capacità di trovare somiglianze tra oggetti disparati. La metafora infatti è in grado di assimilare campi semantici differenti che in realtà sono uniti.

Sonetto 143:

C’è una similitudine in cui si descrive una massaia che insegue un pollo e per inseguirlo lascia da parte il suo bambino piccolo che si mette ad inseguire lei. Allude al desiderio triangolare. Attraverso questa immagine desublima tutto ciò che può esserci di erotico. Disinnesca la dinamica Girardiana. La massaia è la donna, il pollo è l’amico. Il motivo per cui questo sonetto è spiazzante è che non siamo abituati a vedere il corteggiamento come una caccia o un rapporto tra il pollo e la massaia.

Sonetto 22:

Scambio di cuori tra l’amante e l’amato. Se il cuore dell’amante è nel petto dell’amato, allora l’amante è giovane o vecchio come l’amato. Quindi tutto ciò che ciascuno dei due fa per proteggere e tutelare l’altro, lo fa consapevole che nell’altro corpo c’è il proprio cuore. Afferma “Scordati che quando il mio cuore sarà stato ucciso potrai riavere indietro il tuo”.

Perché nel sonetto 71 esorta l’amico a non essere ricordato e nel 74 cambia idea?

Sonetto 71: fa una distinzione tra una parte di sé che sarebbe morta e una che sarebbe sopravvissuta.

Sonetto 74: stessa linea interpretativa, lo spirito sopravvive nella poesia. Questi sonetti sono basati sulla dicotomia umana secondo cui esistono una parte terrena, di cui si può accettare la scomparsa mortale, e una parte immortale, lo spirito. La società cristiana crede nell’immortalità dell’anima. L’arte è spirituale, la poesia è arte.

Lo sguardo nei sonetti 113 e 114 che ruolo ha? È legato alla tematica amorosa?

Sonetti 113-114: l’amore poteva nascere dalla vista di una persona bella o dalla sua perfezione spirituale. Racconta esperienze di allucinazioni (113) infatti, quando l’amico non c’è, l’io poetico dà a qualunque forma visibile le sembianze dell’amico. Nel 114 dice che questo fenomeno è dovuto all’occhio e poi si estende alla mente.

Lezioni terza settimana dei sonetti

Lezione 14 - 7 novembre 2018

Nei sonetti del poeta rivale, in particolare nel sonetto 81, in quale modo l’autenticità dei sentimenti espressi in poesia potrebbe, se lo fa, prevaricare l’artificio letterario?

Sonetto 81: non parla di sentimenti autentici. Un rapporto autentico è un rapporto tra individui che sono presenti in quel rapporto come persone. I sentimenti autentici coinvolgono l’interiorità. Il concetto di autentico presuppone quello di interiorità. L’essere umano è fallibile, l’interiorità emerge nel contesto della pratica religiosa e nel rapporto con dio. Le relazioni sociali non sono autentiche perché non c’è interiorità. Se la bellezza dell’amico è assoluta non si può scegliere se provare attrazione o no.

Che rapporto c’è tra bellezza, giovinezza, vecchiaia e morte?

Excursus sulla bellezza

Sonetto 18: Tesi: la bellezza dell’amico supera il giorno d’estate, quindi è illogico paragonare l’amico ad un giorno d’estate.

Sonetto 20: paragona l’amico ad una donna, ma l’amico è meglio di un giorno d’estate e anche della donna, cioè è meglio di qualsiasi oggetto di paragone.

Sonetto 38: Non è la poesia che rende luminoso l’amico, ma è l’amico che rende luminosa la poesia. Secondo la tradizione poetica la creatività era attribuita alle muse che in senso Girardiano erano mediatrici esterne, qui l’amico è collocato sullo stesso piano delle muse.

Sonetto 53: l’amico è il fondamento ontologico, da solo equivale a tutto. È un’entità che il soggetto considera più vera rispetto a lui, che quindi è perfetta mentre il soggetto è imperfetto.

Sonetto 99: come il 126 è formato da 12 versi. Per capire questo sonetto bisogna ricorrere al 130 in cui è presente il paragone con la bellezza vegetale e minerale che è però falso, perché i fiori sono belli solo perché somigliano all’amico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosybrogna99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Dell'Aversano Carmen.
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