Appunti Sociologia della Comunicazione – Salvatore Tropea – LUMSA 2012/2013
SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
Comunicazione e cultura vanno molto d’accordo. C’è chi definisce la comunicazione una cultura in
movimento. Esistono prodotti materiali e spirituali della cultura. La SOCIOLOGIA è una disciplina logico-‐
sperimentale che ha le sue radici nella filosofia; Comte le ha dato il nome.
La SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE studia, interpreta e analizza le dinamiche sociali di qualsiasi tipo di
processo comunicativo (ci sono tanti tipi).
La comunicazione non può trascendere dal fattore umano. E possiamo affermare che la comunicazione è
un Processo Culturale; permette di costruire gli organismi che fondano la vita collettiva. Quindi la
comunicazione è sia un Processo Culturale, sia un Processo Sociale. Nel secondo caso a guidare la mia
attenzione sono gli aspetti relazionali, dove si creano e di rinnovano relazioni, scambi e interazioni
(interpersonali); dove c’è l’incontro tra Ego e Alter la relazione è comunicazione. Però questo non basta,
perché la comunicazione non si limita a rendere possibili le relazioni ma trasmette anche contenuti
attraverso tali relazioni, appunto con lo scambio di questi contenuti. Per questo motivo i due aspetti,
Culturale e Sociale non sono separabili. La Comunicazione non è mai studiata come fine a sé stessa.
L’obiettivo fondamentale è vedere come la comunicazione e i suoi strumenti impattano sulle dinamiche
sociali. È un segmento (la comunicazione) di una retta infinita (i processi sociali, ovvero la nostra vita). La
contestualizzazione è necessaria, altrimenti a comunicazione diventa una delle tante astrazioni.
La nascita della Sociologia della Comunicazione si può datare in due modi: o si data dall’inizio della storia
dell’uomo e quindi da quando ha iniziato, fin da subito, a comunicare, ma non ci si può basare solo su
questo; oppure, storicamente, dalla nascita dei nuovi media e da come la comunicazione si associ a
innumerevoli ambiti (mercato, economia, politica, potere ecc.). Si inizia a vedere come l’impatto della
comunicazione attraverso i grandi media sia molto potente.
La SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE studia, interpreta e analizza le dinamiche sociali di qualsiasi tipo di
processo comunicativo (ci sono tanti tipi) = la sociologia della comunicazione si avvale di strumenti teorici e
di ricerca sul campo. Non sono i media ma è la comunicazione in sé che è alla base dei vari processi di
interazione. Si parla di Dimensione Sociale, ovvero non una categoria astratta, ma si da per scontato che la
comunicazione si basa sulla persona, quindi non c’è dimensione sociale senza una dimensione individuale.
Non si può prescindere dalla Dimensione Umana di questo fenomeno. Non c’è Macro senza Micro. Da qui si
arriva al concetto di natura dell’uomo; gli uomini nelle relazioni si fanno vedere e si nascondono, si danno e
non si danno, dicono e non dicono. C’è sempre la necessità di incontrare l’altro però, allo stesso tempo, la
voglia di salvaguardare la propria identità. “Di qualsiasi tipo”, nel senso che ci sono tanti tipi di
comunicazione. Non si può racchiudere la comunicazione in un solo tipo. È quindi un fenomeno complesso,
ambiguo, variegato e polisemico, pieno di significati. Si parla di Processo Comunicativo, ovvero per la
sociologia, la comunicazione è prima di ogni altra cosa un processo. Non è un fatto. Quindi non può essere
racchiusa, istituzionalizzata o schematizzata. È un qualcosa che scorre, e in questo suo procedere si porta
dietro qualcosa che non possiamo prevedere e può trovare deviazioni e ostacoli. È una dinamica che si
modifica in corso d’opera. Per questo è importante fare dei progetti dei processi da fare. Ma il progetto,
per quanto definito e dettagliato, avrà sempre dei piccoli o grandi cambiamenti nella realtà. Il progetto ci fa
idealizzare una certa cosa, ma l’effetto della realtà non si può dare per scontato; come invece fatto per
errore dai sociologi della comunicazione più vecchi. Tanto più in una società come la nostra della differenza
che porta tante istanze, tanti cambiamenti e tante necessità. Quindi senza contestualizzazione non si può
studiare la sociologia della comunicazione.
Appunti Sociologia della Comunicazione – Salvatore Tropea – LUMSA 2012/2013
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Appunti Sociologia della Comunicazione – Salvatore Tropea – LUMSA 2012/2013
Ci sono poi alcuni Nuclei Fondamentali:
-‐ Fattore Umano (il fattore umano esce da se stesso e diventa relazione)
-‐ Relazione, che a sua volta può essere di Socializzazione o di Potere
-‐ Caratteristiche Peculiari delle Dinamiche; le caratteristiche sono fondamentali in quanto il processo
comunicativo per essere, appunto, comunicativo necessita di competenze.
Può la comunicazione democratizzare il sociale?
Le dinamiche comunicative non si “confondono” con le altre dinamiche spontanee dei “normali” processi
sociali. I Media sono il modo in cui una società parla a se stessa. Il valore della comunicazione e dei processi
comunicativi ci viene dato anche dalla radice etimologica della parola: “Communico”, ovvero “mettere in
comune", mettere insieme, far sì che ci sia la Produzione e la Riproduzione dello stare insieme e non
necessariamente, come invece spesso si pensa, il condividere le idee dell’altro (altrimenti si parlerebbe di
persuasione).
Inoltre è impossibile non comunicare. Se “il dire è fare” non è vero che il non dire equivale al non fare.
Perché anche e soprattutto il silenzio vuol dire voler comunicare qualcosa. “Il processo di comunicazione è
parte intrinseca di ogni interazione sociale” (Holsti).
Nei processi comunicativi il legame deve essere nello spazio. Può essere spazio fisico, ma soprattutto spazio
relazionale (sociale) e spazio simbolico. Ultimamente si è aggiunto anche lo spazio virtuale che però non va
ad eliminare lo spazio fisico. Lo Spazio Sociale è lo spazio della sociologia, della stratificazione sociale, degli
status che da forza o debolezza. Lo Spazio Simbolico è lo spazio dei significati, che garantisce un certo grado
di condivisione. Quindi il contatto e il legame vanno bene, ma per esserci vera comunicazione ci si deve
capire; ci deve essere il riconoscimento dei significati trasmessi, per questo abbiamo accennato prima alle
competenze. Però il fatto che EGO usi i canali, i mezzi e i simboli giusti non basta, perché ALTER deve avere
accesso a determinati mezzi e canali e si deve tenere conto di come decodifica e interpreta i significati che
gli vengono inviati. Perché, come dice LHUMANN: “ciò che non viene recepito è come se non fosse stato
mai comunicato”.
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