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Appunti lezioni di Sociologia dei media

Appunti di sociologia dei media basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Giomi dell’università degli Studi di Roma Tre - Uniroma3, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sociologia dei media docente Prof. E. Giomi

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 Nascita dell’industria letteraria: Ingegnerizzazione e diffusione (e quindi

maggiore disponibilità).

 Abbattimento dei costi, della circolazione e dell’industrializzazione, creazione

di nuove professioni.

 Creazione di un’unica lingua e di nuove conoscenze.

La stampa quotidiana

1563: Primo prototipo di giornale moderno “La Gazeta” di Venezia, Firenze e Genova.

1631: “La Gazette de France” uscita con cadenza regolare

1800: Nascita dei quotidiani

1833: “New York Sun” -> 1 cent a copia

Successivamente la nascita di altri come: “Daily Telegraph”, “La Presse”, “Le siècle”,

“Il corriere della sera”, “La Nazione”, “L’osservatore Romano”.

Il cinema

1895- Prima proiezione pubblica -> Parigi, Le Grand Cafè, i Fratelli Lumiére

esordiscono con la ripresa a macchina fissa.

George Meliér -> esordio della ripresa recitata (finzione).

Nascita in Italia dell’Istituto Luce: L’Unione Cinematografica Educativa, di stampo

fascista, forniva un cinegiornale con una sequenza di servizi sul tema di attualità.

Con-factual-> si intendono i generi formati dall’informazione e dalla produzione

documentaristica.

Fictional-> Invenzione Narrativa

Negli USA -> Nickelodeon (1910), spettacolo da un nickelino, ovvero per tutti.

1927: Primo film sonoro nelle sale americane: “Il cantante di Jazz” diretto da Alan

Crosland.

La radio

1895: nuova rete -> il telegrafo senza fili, della compagnia Marconi.

Durante la prima guerra mondiale vi è l’utilizzo del triodo, che consente la

trasmissione della voce umana attraverso onde elettromagnetiche.

Dopo gli anni 20 -> finita la guerra, viene utilizzato per il broadcasting ad uso

domestico e non più bellico. Il contenuto è gestito dall’RCA, Radio Corporation of

America, sotto accordo della marina e la General Electric.

I vantaggi di questo nuovo mezzo di comunicazione erano sicuramente l’oralità, e

quindi ottenere contenuti a domicilio, e non dover per forza dedicare attenzione

esclusivamente al mezzo. La privatizzazione dell’ascolto, con un’audience

autogestibile rispetto a quella di un teatro/cinema.

La televisione negli USA

La televisione vede il suo sviluppo tra il ’48 e il ’52, con degli investimenti da parte di

network radiofonici.

Entro il ‘56, il 48% degli americani possiedono una tv in casa, fino ad arrivare all’89%

del 1860.

I network, ovvero gli inserzionisti, si contendono gli ascolti. Le tariffe pubblicitarie

dipendono dal minuto di pubblicità e la fascia oraria.

I generi televisivi predominanti sono i Talk Show, Game Show, Quiz Show, News Show

e People Show. In particolare, vi è indipendenza tra informazione e politica.

(Scandalo a TwentyOne) Charles Von Doren confessò di aver ricevuto da parte dei

produttori dello show le risposte ai quiz a lui sottoposti.

La televisione in Europa

Sistema di finanziamento diverso, poiché la televisione è un esercizio dello Stato

1939 -> Prima Trasmissione sperimentale

1945 -> Processo di Norimberga-> trasmesso in televisione

Consolidazione degli anni ’50 –’60-> televisione senza alcun bagaglio storico, informa

ed educa.

Teorie

Teoria dell’ago ipodermico:

Anni ’30-> non scientifica, basata sull’osservazione della popolarità dei media.

Il pubblico è una massa indifferenziata, al cui interno si trovano degli individui deboli.

I media agiscono come aghi, e il pubblico è indifeso di fronte ai messaggi ricevuti.

Paradigma dominante:

Il paradigma dominante è basato sull’idea “normativa” della società che rientra in

determinati parametri.

L’immagine del modello della società americana per eccellenza è democratica,

liberale, pluralista e ordinata, con un grande accento sull’integrazione.

Questo paradigma verrà influenzato dai regimi totalitari e in seguito dal comunismo.

Caratteristiche del paradigma:

 Analisi della società: fornita dalla sociologia funzionalista

 Modello di comunicazione (“Teoria matematica della comunicazione” di Shannon e

Weaver, 1949)

 Ricerca amministrativa, commissionata da aziende e istituzioni

Struttural-funzionalismo:

La società è un sistema costruito da sotto-componenti interrelati. Il sistema tende alla

stabilità e alla soddisfazione dei bisogni. La cultura è l’insieme coerente di credenze,

valori, rappresentazioni, norme e istituzioni che producono maggior consenso e

integrazione.

La preoccupazione centrale di questo sistema è il mantenimento dell’ordine, nella

quale non esistono conflitti ma solo disfunzioni.

I media agiscono con un’impostazione conservativa, capaci di contribuire a questa

stabilità.

The structure and functions of communication in society , Lasswell, 1948

Funzioni specifiche dei media:

 Controllo dell’ambiente

 Correlazione tra le parti della società nel recepire le stimolazioni dell’ambiente:

spiegarsi il perchè degli avvenimenti, sostenere l’autorità e le norme, educare,

costruire il consenso pubblico, fissare delle priorità.

 Trasmissione dell’eredità sociale (patrimonio culturale)

 Intrattenimento

 Mobilitazione: propaganda e pubblicità

La ricerca sugli effetti

La ricerca sugli effetti si basa su quattro fasi:

 Fino al 1930, nella stampa, cinema e radio vi è la teoria dei media onnipotenti,

nella quale il pubblico è passivo. (Come la teoria dell’ago ipodermico)

 Dal 1940 al 1950, sempre sugli stessi ambiti, vi è la verifica dei media

onnipotenti, basata sullo sviluppo della ricerca empirica psicologica e

sociologica. Il pubblico da attivo diventa passivo, delle variabili intervengono e

mediano l’impatto dei messaggi/stimoli). Si studiano gli usi delle persone con i

media, considerandone il contesto.

 Dagli anni ‘60, Stampa, cinema , radio e TV vengono studiati nuovamente come

“Media potenti”. C’è un cambiamento di clima dovuto alla diffusione della tv e

del pensiero politico di sinistra (’68). Vi è un ritorno d’interesse in ambito

Cultural Studies

accademico dell’ideologia, potere e comunicazione. I sono

un’area di studi sulla cultura popolare contemporanea e le sue subculture

(giovani, working class, afroamericani, donne). Daranno luogo

successivamente alle Audience Studies, lo studio dell’attività del pubblico.

 Dagli anni ’70 in poi, e successivamente con l’avvento di Internet, si analizza

l’influenza negoziata dei media. (Teoria dell’Agenda Setting). Il pubblico torna

attivo poiché vi è una spinta dei CS e AS. Non si parla più di poteri ed effetti,

ma di influenza negoziata, i test mediali decodificati da persone che

appartengono a gruppi sociali diversi. (Esempio della Family Television, David

Molley 1986, studio dell’uso della televisione in 18 famiglie londinesi, per

studiarne i conflitti e le disuguaglianze).

Teoria dell’Agenda Setting

I media hanno il potere di imporre l’agenda (i temi di attualità) lasciando margine di

autonomia agli individui. Settare l’agenda vuol dire selezionare i temi più importanti

(Gate keeping) in maniera libera e personale. Vi è quindi autonomia nei processi di

riverberazione dei media.

“I media offrono materiali simbolici che gli individui usano e rielaborano integrandoli

nei loro processi di costruzione della realtà sociale e della propria identità” McQuail

Seconda Parte – Tema della Violenza

“ Per violenza si intende ogni costrizione di natura fisica o psicologica che provochi

danno, sofferenza o morte di un essere umano” François Héritier, 1996

Idea del disciplinare come imporre e sottolineare un pensiero diverso.

Reazione ad un comportamento -> contrattazione dei ruoli di potere

Vi è un duplice registro:

 La violenza incoraggiata, che si basa sull’educazione e la risoluzione dei

conflitti.

 La violenza scoraggiata, che porta ad un lieto fine, con la premiazione dell’anti-

eroe

Ci sono diversi tipi di violenza:

 Interpersonale: verbale, fisica, psicologica

 Accettate dall’istituzione: politica, militare e istituzionale

gendered,

Ogni tipo di violenza è ovvero ha una distinzione di genere. Esse si

chiamano “Performing Practices”, performative perché “fanno fare”, e normative

perché le pratiche e i concetti che disciplinano agiscono da norma e modello.

Atti linguistici: Forti raccomandazioni, proibizioni, imposizioni.

La violenza intimorisce e scoraggia, induce a fare cose. Anche il genere fa fare o non

fare delle cose, ci sono cose che in quanto maschio o femmina non si possono fare,

che partono dal senso di disapprovazione e pregiudizio.

I canoni, effetti normativi e formativi

Il genere fa la violenza e la violenza fa il genere: il genere determina la legittimità

della violenza e viceversa -> trand delle rappresentazioni forti e radicate.

Es: Geek/ Nerd e Gangsta Girl, l’astenersi dalla violenza e l’esercitarla.

Ogni rappresentazione mediale di violenza contiene anche impliciti modelli di genere,

contenenti precise prescrizioni e intuizioni in merito all’uso della violenza.

Es: Cartoni come Tom&Jerry, Bugs Bunny presentano l’universale neutro, si ride per

la violenza recata e subita e per l’esuberanza fisica.

Relazioni Brutali

Analisi di due tipi di violenza: Violenza femminile nei confronti del genere maschile e

violenza maschile nei confronti del genere femminile. Intimate Partner Violence,

In entrambi i casi si pone particolare attenzione all’IPV, la

poiché è l’argomento con la maggior abbondanza di rappresentazioni mediali.

Prima Parte

Dati Instat 2008-2014:

Sex Ratio: Rapporto tra reati commessi da un uomo nei confronti di una donna 1:4

In quasi tutte le categorie di violenze l’uomo è più incline alla violenza, tranne nel

caso dell’infanticidio, questo infatti è commesso da più donne, con un rapporto 1:3.

Le tendenze di genere ad eventuali reati non deriva da istinti primordiali (e quindi

determinismo

genetico o psicologico), piuttosto dall’educazione ricevuta e dalla società.

Modello di normalizzazione della violenza degli uomini

Tre tipi di strategie di normalizzazione:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Docente: Giomi Elisa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luc.royal di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Giomi Elisa.

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